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Orientamenti sulla formazione iniziale nella REGIONE ASIA EST - OCEANIA

DIREZIONE GENERALE OPERE DON BOSCO
Via della Pisana 1111 – 00163 ROMA
Il Consigliere Generale per la Formazione

Roma, 14 luglio 2006
Prot. 06/0533

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Ai Reverendi Ispettori e Superiori
Ai Reverendi Delegati ispettoriali di formazione
Regione ASIA EST - OCEANIA

Oggetto: Orientamenti sulla formazione iniziale nella REGIONE ASIA EST - OCEANIA

Carissimi Ispettori, Superiori e Delegati,

 vi presento gli “Orientamenti sulla formazione iniziale nella Regione Asia Est e Oceania”. Essi sono il risultato di un lungo lavoro: la mia visita alle comunità formatrici, la valutazione della loro consistenza quantitativa e qualitativa, la revisione dei Direttori ispettoriali - Sezione formazione, le vostre risposte al mio Rapporto sulla formazione iniziale ed infine lo studio da parte del Rettor Maggiore e del Consiglio generale.
Vi ringrazio di cuore per la collaborazione offerta durante questo processo; spero che esso sia stato un utile esercizio anche per voi. Con questa lettera intendo sottolineare alcuni aspetti positivi della formazione iniziale nella Regione ed altri che sembrano richiedere più attenzione. Vi segnalo in particolare alcuni orientamenti da parte del Rettor Maggiore e del suo Consiglio.
In queste pagine si fa riferimento alla Commissione regionale di formazione, che è composta dai Delegati ispettoriali di formazione; per essa si prevede un incontro annuale, allo scopo di favorire la conoscenza, il coordinamento, lo scambio di esperienze, l’aiuto e la collaborazione. Prossimamente sarà anche costituito un “gruppo di confratelli” a servizio alla formazione permanente della Regione, particolarmente per i programmi di formazione dei direttori e di salesianità.

1. COLLEGAMENTO TRA ANIMAZIONE VOCAZIONALE E FORMAZIONE

Nella Regione la situazione vocazionale è in crescita; ci sono però Ispettorie con abbondanza ed altre con scarsità di vocazioni. Nel periodo 1990 - 1995 c’era una media di 56 novizi l’anno; la media del periodo 1996 - 2001 è stata di 55 novizi; in questi ultimi anni 2002 - 05 si è avuta una media di 65 novizi, dei quali il maggior numero si trova in VIE, ITM e KOR. Alla fine dell’anno 2005, esclusi i prenovizi dei quali non si conosce il numero, nella Regione c’erano 435 formandi.
La Ratio chiede che prima del prenoviziato il candidato faccia “un serio cammino di pastorale vocazionale” (FSDB 329) e che venga ammesso al prenoviziato solo “quando ha fatto l’opzione per la vita salesiana” (FSDB 330). Nei Regolamenti generali all’articolo 17 tale cammino che precede il prenoviziato viene chiamato “aspirantato”.
Pur nella possibile diversità di terminologia e di realizzazione, l’aspirantato è essenzialmente un’esperienza di accompagnamento dei giovani che mostrano segni di una vocazione alla vita consacrata salesiana; tale esperienza comprende la direzione spirituale, il discernimento vocazionale, la conoscenza e il coinvolgimento della famiglia, la partecipazione alla vita e missione della comunità salesiana, lo studio e il consolidamento culturale.
Oggi ci accorgiamo che non è possibile che i candidati alla vita salesiana, in un anno di prenoviziato, acquisiscano la formazione umana e cristiana richiesta per accedere al noviziato. E’ strategica dunque l’esperienza dell’aspirantato; essa è necessaria sia per la formazione del candidato che per il discernimento della sua vocazione.
Tutte le Ispettorie della Regione hanno qualche esperienza vocazionale per candidati o postulanti o aspiranti prima del prenoviziato; ci sono aspiranti di scuola secondaria, universitari, volontari vocazionali, aspiranti di provenienza tribale. Alcune Ispettorie hanno iniziative occasionali; altre invece presentano proposte continuate. Tale esperienza richiede di essere approfondita.
Alcune Ispettorie infatti sentono il bisogno di maggior chiarezza in questo campo. Per esempio, AUL vuole distinguere meglio tra l’aspirantato e il prenoviziato e penserebbe di nominare in ogni Stato, dove vi sia una presenza salesiana significativa, un salesiano responsabile insieme alla sua comunità di seguire i giovani che si orientano alla vita salesiana. ITM sta verificando il programma dell’aspirantato, che ha in Timor Est, e vorrebbe iniziarne uno anche in Indonesia.
Anche CIN sta rivedendo l’esperienza formativa del suo aspirantato. FIN vorrebbe avere un’esperienza di aspirantato per quei candidati che desiderano proseguire corsi e studi universitari, che non vengono offerti dal nostro centro di studio di Canlubang. Dal canto suo FIS chiude quest’anno l’aspirantato per i ragazzi della scuola media e intende concentrare le sue attenzioni sulla formazione degli aspiranti che frequentano l’Università.
In KOR i candidati iniziano l’aspirantato, avendo già fatto l’opzione per la vocazione di salesiano chierico o salesiano coadiutore. A partire da quest’anno, i candidati al presbiterato fanno l’aspirantato della durata di un anno, stando a Shin An Dong - Kwangju e frequentando il primo anno di filosofia al seminario diocesano; mentre i candidati al laicato consacrato salesiano seguono un proprio programma per un anno a Dae Rim Dong - Seoul.
Prima di iniziare il cammino formativo, i giovani desiderano sempre più acquisire un titolo universitario o stanno facendo tali studi oppure hanno già raggiunto un titolo accademico. Per qualche Ispettoria l’acquisizione di un titolo universitario è una condizione necessaria prima di accedere al prenoviziato. Talvolta anche le nostre fasi formative, soprattutto durante il postnoviziato, prevedono studi che offrono un titolo riconosciuto civilmente. Occorre perciò studiare come armonizzare gli studi universitari con gli studi successivi.

Orientamenti
1.1. Per i candidati alla vita salesiana, prima del prenoviziato, mentre si possono compiere gli studi, si faccia un’esperienza di accompagnamento personale, discernimento vocazionale, vita comunitaria, esercizio nella pastorale salesiana; ci sia cioè un’esperienza di aspirantato.
1.2. Essendo l’aspirantato il punto di raccordo tra la pastorale giovanile e il cammino formativo, a livello di Ispettoria è necessario un confronto circa tale esperienza tra delegato di pastorale giovanile e delegato di formazione, animatori vocazionali, incaricati degli aspiranti, incaricati dei prenovizi. Anche a livello di Regione può essere utile il confronto tra delegati ispettoriali di pastorale giovanile e di formazione.
1.3. Problemi che necessitano di essere studiati insieme tra pastorale giovanile e formazione riguardano: i criteri con i quali si scelgono i giovani per l’esperienza dell’aspirantato, gli elementi per la formazione umana e cristiana dell’aspirante in coerenza e continuità con il cammino della pastorale giovanile e le esigenze del prenoviziato, il ruolo che assume l’esperienza dell’aspirantato nell’animazione vocazionale dell’Ispettoria, le modalità di accompagnamento e di discernimento per l’opzione della vita salesiana prima del prenoviziato, la preparazione di animatori vocazionali per l’aspirantato, gli studi universitari e la loro armonizzazione con gli studi successivi.
1.4. Nell’aspirantato si chiede di rafforzare  la presentazione di entrambe le vocazioni alla vita salesiana, quella del salesiano prete e quella del salesiano coadiutore, senza che in questo momento il candidato venga invitato a prendere una decisione.

 

2. PRENOVIZIATO

Consistenza numerica

Nella Regione ci sono 13 prenoviziati. Quattro Ispettorie ne hanno due: FIN ne ha uno a Canlubang e uno a Port Moresby - Papua New Guinea; AUL uno a Brunswick - Melbourne e uno a Alafua - Samoa; ITM uno a Los Palos e uno a Tigaraksa; KOR uno a Kwangju e uno a Dae Rim Dong.

Condizioni formative

I prenoviziati di Lawaan - FIS e di Banpong - THA costituiscono comunità autonome, dove i prenovizi vivono insieme agli aspiranti, ma con cammini formativi propri. Alcune Ispettorie hanno il prenoviziato insieme ad altre fasi di formazione, come Kwangju e Dae Rim Dong in KOR, Chofu - GIA, Port Moresby - PNG. In altre il prenoviziato è inserito in un’opera apostolica, come Alafua - AUL, Hong Kong - CIN, Canlubang - FIN, Tigaraksa - ITM, Los Palos - ITM, Cau Bong - VIE.
La Ratio offre la possibilità del prenoviziato costituito come comunità formatrice autonoma oppure inserito in una comunità apostolica (cf. FSDB 344). Qualche volta, specialmente per mancanza di formatori o per scarsità di formandi, diventa necessario unire diverse fasi formative in una stessa comunità. In ogni caso occorre che i prenovizi costituiscano un gruppo con propri formatori, programmi e ambienti e che nello stesso tempo partecipino alla vita della comunità salesiana.
ITM sente la necessità di stabilire criteri di verifica della preparazione culturale e della capacità intellettuale per l’ammissione al prenoviziato, sottoponendo i candidati ad un esame di entrata. Sta elaborando anche criteri che riguardano la salute, la famiglia, ecc.
Nella maggior parte delle Ispettorie il prenoviziato è della durata di un anno, durante il quale si segue un programma proprio di formazione intellettuale e non si fanno studi accademici. La Ratio infatti chiede che “l’impegno degli studi che si fanno deve armonizzarsi con i compiti che si chiedono per il prenoviziato. La somma degli obblighi accademici non dovrebbe distogliere dagli obiettivi fondamentali di questa fase” (FSDB 342).
Ci sono però Ispettorie in cui durante il prenoviziato avvengono studi accademici, come a Canlubang - FIN in cui il prenoviziato coincide con l’ultimo anno di college. Avendo gli studi universitari una durata di quattro anni, si pensa che questo periodo sia abbastanza lungo per compiere la formazione richiesta sia per l’aspirantato che per il prenoviziato. L’Ispettoria dovrà verificare se gli studi accademici del college permettono di fare pienamente l’esperienza formativa del prenoviziato, richiesta dalla Ratio.
In Korea la situazione è abbastanza complessa, a causa del servizio militare obbligatorio per tutti i giovani che compiono i 21 anni. Il prenoviziato si fa dopo il servizio militare secondo due modalità: coloro che hanno fatto un anno di aspirantato a Shin An Dong - Kwangju con lo studio della filosofia, dopo il servizio militare si recano a Dae Rim Dong per fare un programma proprio di prenoviziato. Gli altri candidati invece che vengono da noi dopo il servizio militare, si recano a Shin An Dong - Kwangju per fare il prenoviziato, durante il quale fanno il primo anno di filosofia.
I due anni di “prenoviziato” in THA non sono veramente tali; si tratta infatti di un anno di prenoviziato, seguito da uno o più anni di studi universitari. Sarebbe auspicabile compiere anzitutto gli studi universitari e poi fare il prenoviziato prima di procedere al noviziato.
Talvolta il prenoviziato è considerato come una semplice introduzione al noviziato, e non come la prima vera fase formativa con finalità proprie. Spesso il programma di formazione risulta incerto.
Quasi tutte le Ispettorie della Regione hanno un confratello laico tra i formatori. La sua presenza è necessaria, perché in questa fase il giovane candidato ha un contatto profondo con la vocazione salesiana e si orienta per la scelta, che farà nel noviziato, riguardo alla forma della sua vocazione.

Orientamenti
2.1. Nei prossimi anni le Ispettorie preparino i formatori del prenoviziato e costituiscano delle équipes formative, che includano anche un confessore e un salesiano coadiutore. I formatori abbiano una preparazione specifica e l’esperienza necessaria, particolarmente per la formazione umana e la direzione spirituale. “Oggi un incaricato dei prenovizi ha bisogno della stessa preparazione ed esperienza di un maestro dei novizi” (ACG 385 p. 45).
2.2. Nel prenoviziato vi sia un serio impegno di formazione umana e cristiana, avvalendosi di mezzi come la direzione spirituale, l’autobiografia, il progetto personale di vita, l’aiuto psicologico. Il programma di formazione umana e cristiana deve includere la conoscenza di sé, la verifica del proprio passato, la rilettura della propria storia di vita, la scoperta e custodia della propria affettività; la vita di fede, la preghiera, la pratica dei sacramenti, la catechesi. E’ necessario che l’incaricato dei prenovizi abbia una buona conoscenza delle loro famiglie.
2.3. Le Ispettorie e Visitatorie della Regione, attraverso la Commissione regionale di formazione, individuino una possibile “Ratio studiorum” comune per il prenoviziato e si confrontino sul progetto formativo di tale fase. Attraverso le Commissioni ispettoriali di formazione si coinvolgano gli incaricati dei prenoviziati e i maestri dei novizi.
2.4. E’ necessario che nel prenoviziato si continui la presentazione di entrambe le vocazioni della vita salesiana, quella di salesiano prete e quella di salesiano coadiutore; non bisogna però anticipare il discernimento e la scelta, che vengono fatti nel noviziato.
2.5. Durante l’aspirantato e il prenoviziato occorre iniziare o potenziare lo studio dell’inglese, oltre che quello della lingua internazionale in uso nel proprio paese.

 

3. NOVIZIATO

Consistenza numerica dei novizi

Nella Regione abbiamo 7 noviziati: Ba Thon - VIE, Daejon - KOR, Sampran - THA, Lawaan - FIS, Port Moresby - PNG - SI. ITM ha due noviziati: uno a Sumba e l’altro a Fatumaca. CIN e GIA hanno sospeso il proprio noviziato; anche AUL ha sospeso i suoi noviziati di Lysterfield e di Alafua.

 

Collaborazione interispettoriale
Già da tempo esiste una collaborazione interispettoriale per Lawaan tra FIN e FIS; per esempio FIN manda ogni anno un tirocinante come assistente nel noviziato. Per i novizi che vengono dal Pakistan, che appartiene a FIS, c’è qualche problema di adattamento culturale. GIA e CIN hanno iniziato a inviare novizi a Lawaan; ciò è dovuto solamente al numero esiguo di novizi; queste Ispettorie infatti intendono continuare con il proprio noviziato, quando abbiano almeno 3 novizi.
Occorre far crescere la collaborazione tra FIN e FIS per il noviziato di Lawaan, dando più stabilità e forza all’istituzione del Curatorium. In questo modo potrà sorgere una condivisione di responsabilità per il progetto formativo, per gli aspetti economici, per i formatori.
AUL sta pensando alla riapertura del noviziato, visto che attualmente il noviziato di Lysterfield e di Samoa sono stati sospesi; il discernimento è in atto. THA vede il noviziato interispettoriale come una soluzione buona per le Ispettorie che hanno uno o due novizi o non hanno formatori qualificati; ma non lo vede come una soluzione per la Tailandia, dato che i suoi candidati dovrebbero impiegare due anni per imparare una nuova lingua.

Condizioni formative

In genere i novizi vivono una esperienza arricchente, in un ambiente di serenità, di apertura e di recettività. C’è un grande amore a Don Bosco e un senso forte di appartenenza alla Congregazione. ITM ha il problema delle lingue; deve continuamente tradurre i libri fondamentali, come le Costituzioni e il Progetto di Vita dei Salesiani di Don Bosco, e deve fare apprendere il portoghese ai timoresi.

Orientamenti
3.1 Occorre garantire la continuità formativa tra prenoviziati - noviziati e noviziati - postnoviziati, mediante il confronto tra i formatori delle fasi contigue e la valutazione nelle CIF. Ciò può essere approfondito anche nel Curatorium.
3.2 E’ importante investire nella preparazione di qualche confratello per essere maestro di novizi o socio. Bisogna anche fare in modo che insieme al maestro dei novizi, che è opportuno sia direttore della comunità, ci sia una équipe di formatori, tra cui ci deve essere un salesiano coadiutore.
3.3. Le Circoscrizioni della Regione, attraverso la Commissione regionale di formazione, formulino una “Ratio studiorum” comune e si confrontino sul progetto formativo per il noviziato.
3.4. Si accoglie il criterio di CIN e GIA circa il numero minimo di novizi; tali Ispettorie possono riaprire il noviziato proprio, se lo ritengono opportuno, se vi siano almeno tre novizi. Si continuerà poi il discernimento tra AUL e il Rettor Maggiore circa i noviziati in Samoa e Australia.

 

4. POSTNOVIZIATO

Consistenza numerica

Nella Regione ci sono 13 postnoviziati: Suva - Fiji, Clifton Hill - AUL, Shaukeiwan - CIN, Chofu - GIA, Canlubang per FIN e FIS, Kwangju - KOR, Port Moresby per PNG, Jakarta - ITM, Dili - ITM, Sampran - THA, Dalat - VIE. Ci sono inoltre altri due postnoviziati per salesiani coadiutori: a Dae Rim Dong a Seoul per KOR, insieme a studenti di teologia; e temporaneamente Baucau in Timor Est solo per salesiani coadiutori timoresi. Quest’ultimo però cesserà di esistere progressivamente, quando sarà costruito il nuovo postnoviziato a Dili per coadiutori e chierici.
La durata del postnoviziato varia da 2 a 3 anni. Quelli di durata biennale sono: Canlubang, Suva, Dili, Chofu, Port Moresby, Kwangju; mentre quelli di durata triennale sono: Dalat, Jakarta, Sampran e Shaukeiwan.
I piccoli numeri dei postnovizi di AUL, CIN e GIA sono compensati dal fatto che le tappe formative del postnoviziato e della formazione specifica per salesiani chierici si trovano nella stessa comunità, con cammini diversi. A causa della lingua e della cultura, tale scelta può essere legittima.
Riconoscendo le tensioni che l’unificazione di diverse tappe nella stessa comunità formatrice alle volte può produrre, AUL sta pensando di separare i postnovizi e gli studenti di teologia a Suva in uno dei modi seguenti: fondando una seconda comunità formatrice a Suva, separando gli ambienti per i due gruppi dentro la struttura esistente, delineando un programma più chiaro per i due gruppi; oppure trasferendo gli studenti di teologia a Melbourne.

Collaborazione interispettoriale
Finora esiste solo la collaborazione interispettoriale per il postnoviziato di Canlubang tra FIS e FIN. E’ importante attivare una Convenzione tra le Ispettorie e il Curatorium.

Centro di studi
Con l’eccezione di Canlubang e Dalat, tutti i postnovizi della Regione studiano in centri non salesiani. Per i due centri di studio salesiani si può prospettare un cammino per conseguire l’affiliazione con l’UPS. FIN si è già pronunciato in favore dell’affiliazione di Canlubang; riconosce però il bisogno di preparare più dottori di filosofia. In qualche centro non salesiano di studio bisogna garantire la qualità degli studi.
A Suva i postnovizi di Samoa e Fiji frequentano il Pacific Regional Seminary della Conferenza episcopale del Pacifico, retto dalle diocesi e dagli Istituti religiosi dei Maristi, Missionari del Sacro Cuore, Columbani, Salesiani, Vincenziani. I postnovizi australiani frequentano il centro di studio di Melbourne, con cui AUL ha una convenzione.
I postnovizi di Shaukeiwan vanno al Holy Spirit Seminary College, che è sotto la responsabilità dei vescovi di Hong Kong e Macau e dei Provinciali dei Gesuiti, Salesiani e Francescani; alcuni formatori sono professori nel College e membri del Consiglio di Facoltà. Al termine del biennio di studi i postnovizi conseguono il baccalaureato di filosofia.
I postnovizi di Chofu vanno alla Sophia University di Tokyo. Poiché metà degli studenti della Sophia University sono non cristiani, allora ci si interroga se tali studi offrano una vera formazione cristiana e religiosa; bisogna perciò ripensare questa situazione e vedere come conseguire nel contempo i titoli riconosciuti. I postnovizi, che hanno già conseguito un titolo civile, frequentano il biennio filosofico presso il St. Anthony Theological School a Tokyo, che è retto dai francescani.
A Kwangju i chierici postnovizi frequentano il terzo e quarto anno di filosofia e teologia nel seminario diocesano, avendo già fatto il primo e il secondo anno nell’aspirantato; dal 2008 invece nel postnoviziato faranno pure il secondo anno; quindi si avrà un postnoviziato triennale.
Nel contesto tailandese, i postnovizi hanno bisogno di qualificarsi con un baccalaureato, non solo in filosofia ma anche in educazione, se vogliono insegnare nelle scuole. Perciò frequentano il “Lux Mundi College” di Sampran, in cui vi sono i seminaristi di dieci diocesi del paese e di parecchi istituti religiosi. Per conseguire il titolo riconosciuto in filosofia i postnovizi fanno un anno di studi prima del noviziato, poi tre anni durante il postnoviziato; e per conseguire il baccalaureato di educazione, aggiungono altri 20 crediti in un quarto anno, che si svolge nei weekends del primo anno di tirocinio. Abbiamo un professore salesiano che insegna nel collegio.
A Port Moresby i postnovizi frequentano il seminario interdiocesano e intercongregazionale di Bomana, che è sotto la responsabilità della conferenza episcopale di PNG.
Il centro frequentato dai nostri postnovizi a Jakarta è il Jesuit School of Philosophy, dove insegna uno dei professori salesiani. Ci sono incontri periodici tra le autorità accademiche e quelle religiose. Il baccalaureato di filosofia, che è un titolo riconosciuto civilmente, si consegue dopo quattro anni; per questo ai 3 anni di postnoviziato si aggiunge un altro anno di studi dopo il tirocinio.

Studi di postnoviziato per salesiani coadiutori
In numerose Ispettorie durante il postnoviziato i salesiani coadiutori non seguono il programma di studio dei chierici.
A Suva, per esempio, i coadiutori fanno alcuni studi teologici e professionali secondo le necessità. A Canlubang i salesiani coadiutori fanno solo un anno di studi filosofici e poi nel secondo anno frequentano materie tecniche. A Baucau i salesiani coadiutori timoresi frequentano gli studi in un Istituto per religiosi; questa scelta è transitoria.
La scelta di KOR, in cui i postnovizi coadiutori frequentano a Seoul due anni al Korean Catechetical Institute, per le peculiarità della loro situazione sembra per ora accettabile. Occorre garantire per loro corsi di pedagogia e di studi salesiani.

Condizioni formative
Le comunità formatrici della Regione favoriscono la corresponsabilità attraverso il progetto formativo, che risulta uno strumento utile per la crescita comunitaria in ordine ai fini della fase. Bisogna verificare se per il postnoviziato dei chierici di KOR sia possibile centrare l’attenzione formativa sulla vita religiosa e quindi evitare che vengano conferiti i ministeri di lettore e accolito.
L’esperienza formativa deve essere garantita dalle équipes di formatori. La maggior parte delle équipes sono deboli. Varie comunità mancano del confessore come membro dell’équipe.
La sfida propria del postnoviziato è raggiungere un equilibrio tra vita comunitaria, crescita spirituale, studi e pratiche pastorali. Contribuisce a questo equilibrio una quantità congrua e non eccessiva di lezioni, che lasci spazio alla ricerca e alla riflessione personale.
La qualità della formazione si misura dalla capacità dell’équipe di offrire un accompagnamento personale specifico per ogni fase. Benché la Ratio non favorisca che negli stessi ambienti ci siano più fasi formative, nei casi in cui non è possibile separare fisicamente le fasi, si assicuri una équipe di formatori adeguata, ambienti propri e soprattutto una esperienza formativa specifica.
È importante in questa fase formativa garantire la direzione spirituale non solo comunitaria, ma soprattutto personale, portata avanti con stile salesiano. Il direttore della comunità è la guida spirituale proposta. In tutte le comunità formatrici si accede al progetto personale di vita come strumento di crescita personale.

Orientamenti
4.1. Si raccomanda che i postnovizi coadiutori facciano il postnoviziato nella stessa comunità formatrice con i chierici. Il loro programma di formazione e di studio deve durare almeno due anni; tale programma deve includere anche la filosofia, “data l’importanza per la formazione alla vita religiosa e per la preparazione di un educatore dei giovani” (FSDB 408). E’ consigliabile che i postnovizi coadiutori facciano lo stesso programma biennale di studi filosofici e pedagogici dei chierici. Gli studi di postnoviziato sono diversi da quelli della formazione specifica, che essi faranno dopo il tirocinio, ed anche da quelli della specializzazione professionale, che potrà essere fatta dopo il postnoviziato o dopo il tirocinio o dopo la formazione specifica.
4.2. Siccome in molte Ispettorie della Regione i postnovizi studiano in centri non salesiani, è necessario che nella comunità formatrice si provveda all’insegnamento serio di studi salesiani e di pedagogia e pastorale salesiana. Le Ispettorie si impegnino nel preparare il personale formativo per il postnoviziato, specialmente professori di filosofia, scienze umane e studi salesiani.

 

5. TIROCINIO

Non sempre il tirocinio è realizzato come una vera fase formativa. Talvolta si evidenziano alcune difficoltà: poca attenzione al cammino formativo del tirocinante, la comunità scelta non sempre adatta, scarso l’accompagnamento spirituale e pastorale. C’è il rischio che i tirocinanti in poco tempo perdano i valori acquisiti nei cammini formativi precedenti.
La realtà degli scrutini trimestrali, che richiede attenzione e precisione in tutte le fasi formative, ha bisogno di essere curata soprattutto dalle comunità che accolgono tirocinanti.
Per favorire l’applicazione della Ratio, un mezzo utile si sta rivelando il Progetto formativo per i tirocinanti. Servono poi incontri formativi per i direttori che hanno tirocinanti.
L’Ispettoria VIE ha tirocinanti in ILT, FIN, FIS, PNG; l’esperienza risulta positiva; tra l’altro si apprende la lingua italiana o la lingua inglese. E’ necessario che un anno di studio della lingua preceda l’esperienza di due anni di tirocinio. Seguono poi gli studi teologici a Roma UPS o a Parañaque - Manila. E’ iniziata anche positivamente l’esperienza di tirocinanti come missionari.

Orientamenti
5.1. I tirocinanti siano inviati in comunità in cui abbiano la possibilità di essere seguiti dal direttore, fare un’esperienza comunitaria, essere accompagnati dalla comunità, anche attraverso gli scrutini trimestrali. Il direttore è proposto come la guida spirituale del tirocinante. E’ consigliabile la presenza di almeno due tirocinanti per comunità.
5.2. La comunità abbia il Progetto formativo per i tirocinanti, supervisionato dall’Ispettore e dal Delegato ispettoriale di formazione, sulla base di una comune proposta indicata dalla Commissione ispettoriale e dalla Commissione regionale di formazione. Esso sia preparato e condiviso con i tirocinanti della comunità.
5.3. Si abbia attenzione alla pratica pastorale del tirocinante. L’accompagnamento pastorale lo aiuti a riflettere sulla propria esperienza e confrontarla con le linee della Congregazione e dell’Ispettoria e ad assumere gli atteggiamenti e la prassi più corrispondenti ad essa: lavoro in équipe e in comunità, mentalità progettuale, capacità di lavorare con i laici, cura dell’integralità della proposta pastorale nell’azione quotidiana, ecc.
5.4. Ogni Ispettoria continui gli incontri periodici di tutti i tirocinanti; d’intesa con l’Ispettore, tali incontri potrebbero essere affidati al Delegato ispettoriale di formazione. E’ altrettanto necessario favorire il confronto tra i direttori che hanno tirocinanti nelle loro comunità e curare il loro orientamento formativo.

 

6. FORMAZIONE SPECIFICA DEI SALESIANI PRESBITERI

Consistenza numerica

Attualmente ci sono 7 comunità formatrici per la formazione specifica dei salesiani presbiteri: Xuan Hiep - Saigon per VIE, Parañaque - Manila per FIS, FIN, ITM, THA, PNG, Clifton Hill e Suva a Fiji per AUL, Chofu per GIA, Dae Rim Dong a Seoul per KOR e Hong Kong per CIN. A Manila ci sono anche studenti di VIE e di LKC. THA ha anche alcuni studenti che frequentano Melbourne e Messina. ITM ha studenti a Roma, Messina, Gerusalemme e Brasile.

Collaborazione interispettoriale
Per Manila c’è una collaborazione interispettoriale tra FIN e FIS; ora essa si sta allargando anche ad altre Ispettorie della Regione, in particolare ITM, VIE e THA.
Il teologato di Manila ha iniziato il Curatorium, composto degli Ispettori che inviano i loro studenti. Un unico Curatorium funziona sia per la comunità formatrice che per il centro di studio. Esso è ai primi passi e deve quindi funzionare più regolarmente con un raduno annuale, in modo che ci sia una condivisione di responsabilità. Bisogna che le decisioni vengano prese collegialmente dagli Ispettori; l’équipe dei formatori sia interispettoriale; il progetto formativo sia condiviso. Soprattutto occorre sottoscrivere una Convenzione tra le Ispettorie coinvolte.
Per FIN rimane però qualche inquietudine nel fare di Parañaque un centro interispettoriale di formazione. Si teme che, essendo l’inglese la lingua della scuola e della formazione, ne possa soffrire l’inculturazione dei formandi filippini, in quanto ormai la gente comune parla tagalog.

Centri di studio
Nella Regione abbiamo due centri salesiani di studio a Xuan Hiep - Saigon e a Parañaque - Manila. Secondo le indicazioni della Ratio, per Xuan Hiep è da favorire l’affiliazione con l’UPS, che sembra possibile e anche desiderabile.
Il centro di studio di Parañaque - Manila è affiliato all’Università Pontificia Salesiana di Roma. Il centro di studio è condotto da una comunità salesiana distinta dalla comunità formatrice. Per assicurare l’unità della formazione è importante che i due Consigli di comunità si incontrino periodicamente. Si continui a mantenere una giusta riservatezza degli ambienti della comunità formatrice rispetto a quelli del centro di studio.
Le altre Ispettorie inviano i loro studenti a centri di studio nei rispettivi paesi: il Pacific Regional Seminary a Fiji, Holy Spirit Seminary College a Hong Kong, St. Anthony Theological School a Tokyo, Catholic University a Seoul, Catholic Theological College a Melbourne. Lo studio della teologia si svolge in 4 anni.
Il Catholic Theological College di Melbourne offre il baccalaureato in Teologia riconosciuto dallo Stato. Esso è costituito come consorzio e comprende 5 diocesi e 3 Istituti religiosi: Salesiani, Oblati di Maria Immacolata e Francescani conventuali. Da 30 anni i Salesiani danno la loro collaborazione a tale centro; attualmente ci sono 5 salesiani professori, di cui alcuni sono membri del Consiglio accademico e del Senato; l’Ispettore è membro ex-officio del Senato con diritto di voto.
AUL è aperta a ricevere nella comunità formatrice di Melbourne gli studenti salesiani dell’Asia Est e Oceania che vorrebbero studiare la teologia in lingua inglese. Intende anche riconsiderare la possibilità di avere i suoi candidati del Pacifico a Melbourne per la teologia. Comunque, desidera approfondire se ci siano problemi connessi con i visti e quali siano le implicazioni finanziarie per l’Ispettoria nell’accogliere un numero notevole di studenti dall’estero.

Condizioni formative
La comunità formatrice e il centro di studio di Manila sono ancora alla ricerca di un equilibrio formativo e di una maggior consistenza dell’equipe dei formatori. Per questo ITM invia alcuni dei propri studenti anche a Messina in Italia.
Per risolvere il problema dei piccoli numeri di studenti di teologia, le Ispettorie di CIN e GIA hanno postnoviziato e teologato nella stessa comunità. Postnovizi e teologi hanno normalmente ambienti e cammini formativi distinti.
Si nota un certo interesse circa la direzione spirituale. Mentre in alcune comunità è chiara la proposta del direttore come guida spirituale, in altre si lascia a ogni confratello la scelta del proprio direttore spirituale, con una varietà di esperienze che richiedono di essere verificate.
Nella comunità di Dae Rim Dong a Seoul ci sono diverse fasi di formazione, come pure tante attività pastorali, a scapito della specificità dei cammini formativi e della disponibilità dei formatori. Mentre si auspica una semplificazione delle fasi formative ed un rafforzamento dell’équipe dei formatori, l’Ispettoria non si sente in grado di dividere la comunità o provvedere più formatori.

Orientamenti
6.1. Data l’importanza a livello regionale della comunità formatrice e centro di studio di Parañaque - Manila, gli Ispettori che inviano studenti si impegnino attraverso una Convenzione o uno Statuto ad una vera corresponsabilità. Ciò richiede la scelta fatta insieme del direttore, l’invio da parte di tutte le Ispettorie di formatori che siano anche docenti, la condivisione del progetto formativo,… Ciò domanda anche il funzionamento almeno annuale del Curatorium.
6.2. Le CIF facciano una riflessione circa la direzione spirituale nelle comunità formatrici a partire dalla Ratio e i responsabili assicurino che sia chiara la proposta salesiana della direzione spirituale. La stessa riflessione venga svolta nel Curatorium delle comunità interispettoriali.
6.3. È necessario equilibrare le pratiche pastorali durante la teologia, preferendo la qualità alla quantità, in modo che sia assicurato un oculato accompagnamento, che siano offerte esperienze significative e che gli studenti abbiano il tempo necessario allo studio, alla riflessione e alla preghiera. Le comunità formatrici che affiancano comunità apostoliche prestino attenzione a non essere assorbite dalle necessità pastorali immediate.
6.4. La scelta delle comunità per questa fase sia fatta all’interno della Regione; le Ispettorie che lo ritengono opportuno, possono inviare studenti nella comunità formatrice di Clifton Hill di AUL. E’ da operare il discernimento circa la presenza della formazione specifica dei salesiani chierici di AUL a Suva - Fiji. Dando la precedenza alle comunità internazionali di Roma e di Gerusalemme e pur impegnandosi ad irrobustire la comunità formatrice di Manila, qualora ci fosse necessità, le Ispettorie della Regione possono continuare ad inviare i formandi a Messina.

 

7. FORMAZIONE SPECIFICA DEI SALESIANI COADIUTORI

La Ratio chiede che dopo il tirocinio i salesiani coadiutori abbiano una fase di formazione specifica (cf. FSDB 448), allo stesso modo in cui dopo il tirocinio i salesiani chierici fanno la formazione specifica per il presbiterato. In essa si chiede di offrire una “seria formazione teologica, pedagogica e salesiana” (Reg. 98). Tale fase è diversa dalla qualificazione professionale (cf. FSDB 456).
Tutte le Ispettorie della Regione cercano di offrire cammini di formazione specifica dei salesiani coadiutori. In Vietnam, per esempio, i salesiani coadiutori che hanno terminato il tirocinio vivono e studiano insieme ai chierici a Xuan Hiep, ma con flessibilità di programmi.
Per aiutare le Ispettorie ad adempiere la Ratio ed il dettato costituzionale, il Dicastero per la formazione ha preparato insieme ad alcuni salesiani coadiutori un curricolo di studi della durata di due anni, che è coerente con la Ratio e mantiene un equilibrio tra gli studi di teologia sistematica, sacra scrittura, storia, liturgia, morale, pastorale, spiritualità, studi salesiani e scienze umane.
Questo curricolo ha possibilità di riuscita là dove c’è un centro salesiano di studio e il curricolo viene offerto anche ad altri religiosi fratelli, religiose, laici, permettendo così di continuare l’esperienza anche quando ci siano pochi salesiani coadiutori.
Considerato il numero ridotto di giovani coadiutori che debbono svolgere questa fase, la Regione ha fatto la scelta di inviarli nella comunità formatrice di Manila, insieme ai salesiani chierici, con cammini formativi differenziati e con frequenza al centro salesiano di studio di Parañaque. Il Rettor Maggiore ha autorizzato questa fase, che ha già avuto inizio; rimane solo da ultimare l’approvazione del programma degli studi.

Orientamenti
7.1. Si invitano le Ispettorie a sostenere questa nuova fase formativa, inviando ogni anno tutti i salesiani coadiutori a Manila, possibilmente dopo il tirocinio.
7.2. Le Ispettorie, attraverso le Commissioni ispettoriali e la Commissione regionale di formazione, si confrontino sulla realtà della qualificazione professionale dei salesiani coadiutori.

 

8. PREPARAZIONE PER LA PROFESSIONE PERPETUA

La preparazione alla professione perpetua inizia un anno prima della professione stessa, dopo che il confratello ha espresso all’Ispettore la volontà di cominciare tale preparazione (FSDB 515). L’anno di preparazione si prefigge di realizzare la verifica dell’esperienza salesiana finora vissuta, il discernimento sulla scelta definitiva ed il rafforzamento delle motivazioni vocazionali (FSDB 512).

Orientamento
8.1. La Commissione regionale di formazione si confronti sulle modalità migliori per realizzare tale preparazione nelle Ispettorie e nella Regione. Si incoraggiano le Ispettorie a iniziare o continuare momenti di collaborazione interispettoriale per questa fase (FSDB 514).

 

9. STUDI SALESIANI
A parte l’Ispettoria della CIN dove per 20 anni gli studi salesiani, insegnati da persone competenti, hanno formato parte del curricolo del postnoviziato e della formazione specifica per il presbiterato, nel resto della Regione si nota la carenza di tali studi, soprattutto a causa della mancanza di programmi sistematici, di docenti preparati, di traduzione di fonti, testi e sussidi.
Per venire incontro a questa situazione in questa e nelle altre Regioni, dopo ampia consultazione il Rettor Maggiore ed il Consiglio generale hanno approvato alcuni Orientamenti per tutta la Congregazione circa gli studi salesiani nella formazione iniziale.
Alcune Ispettorie della Regione stanno facendo con grande impegno le traduzioni dei libri salesiani nelle lingue cinese, coreano, giapponese e vietnamita; altre Ispettorie hanno appena iniziato tale lavoro nelle lingue tailandese, indonesiano, tetum.
Per mettere in pratica gli Orientamenti, bisogna preparare qualche confratello. Il nostro Istituto di Teologia spirituale all’UPS ha messo in atto un nuovo programma di due anni per la licenza che punta proprio sulla preparazione di docenti in studi salesiani. Quattro Ispettorie stanno inviando confratelli a specializzarsi in studi salesiani all’UPS.

Orientamenti
9.1. Si chiede che ogni comunità formatrice e centro di studio adotti i nuovi Orientamenti per gli studi salesiani emanati dal Rettor Maggiore con il suo Consiglio. Si domanda anche che nei centri di studio di filosofia e teologia tali corsi vengano inseriti negli orari delle lezioni, con docenti specializzati, con esami e con riconoscimento accademico dei crediti.
9.2. Si provveda per la preparazione di docenti, anche con dottorato, per storia salesiana, spiritualità salesiana, pedagogia salesiana e pastorale salesiana. Per coloro che attualmente sono docenti di studi salesiani si potrebbe prevedere un anno o un semestre di aggiornamento negli studi salesiani all’UPS. La Commissione regionale di formazione veda come avviare il confronto e l’aggiornamento tra docenti all’interno della Regione stessa.

 

10. STILE DI VITA POVERO E COMUNITARIO

Oggi la cultura consumistica e l’individualismo rendono fragili i giovani di fronte alle difficoltà. La formazione iniziale deve sapere stimolare le energie migliori e deve vigilare sul rischio di formare generazioni deboli. Occorre formare al lavoro e alla temperanza e al vivere e lavorare insieme.
Le comunità formatrici della Regione hanno per lo più uno stile di vita povero; coltivano sensibilità e solidarietà verso i più bisognosi; sono attente alle situazioni di emarginazione ed esclusione.
Nella formazione iniziale si richiede attenzione a formare nella dottrina e nella pratica della povertà evangelica. L’uso regolare dello scrutinum povertatis fa crescere la sensibilità per la testimonianza della povertà comunitaria e forma la consapevolezza delle esigenze della povertà personale.

Orientamenti

10.1. Le abitazioni delle comunità formatrici siano semplici. L’impostazione della vita aiuti la crescita del senso comunitario. Si favoriscano ambienti e spazi comunitari. I formandi siano coinvolti nei servizi domestici; il personale di servizio sia ridotto all’essenziale.
10.2. La comunità formatrice abbia uno stile sobrio, essenziale e solidale. Occorre creare nei formandi vigilanza e moderazione sulle spese personali, l’uso dei veicoli, il possesso di strumenti personali, in particolare di quelli di comunicazione sociale.
10.3. La comunità formatrice concretizzi nel progetto formativo scelte della vita di povertà e faccia, almeno una volta all’anno, lo “scrutinium paupertatis”. Anche la presentazione dei bilanci preventivo e consuntivo della comunità aiutano a formare sensibilità per la povertà comunitaria.

 

11. FORMAZIONE DEI FORMATORI

Ci si accorge sempre più che occorre una formazione specifica per essere formatori. Si tratta della formazione della persona del formatore stesso e quella della sua abilitazione per formare gli altri. Senza formatori preparati non è possibile realizzare il rinnovamento metodologico promosso dalla Ratio, che si basa principalmente sulla personalizzazione dei processi formativi.
Bisogna dare opportunità ai formatori di qualificarsi e aggiornarsi per il loro compito formativo; si può favorire la loro preparazione attraverso il corso di aggiornamento per formatori, tenuto all’UPS da febbraio a maggio, o il curricolo biennale per formatori.
L’équipe dei formatori di ogni comunità formatrice dovrebbe incontrarsi almeno una volta al mese per approfondire qualche tema formativo, a partire dalla Ratio. A livello ispettoriale ci vuole un incontro annuale dei formatori per alcune giornate di studio, riflessione e formazione comune.
Infine la Commissione regionale di formazione coordina l’organizzazione della formazione dei formatori a livello regionale, preferibilmente in gruppi di Ispettorie, come suggeriscono CIN, THA e VIE. Il Dicastero è disponibile ad aiutare la realizzazione di queste iniziative. In tali incontri la Commissione regionale potrebbe anche favorire il confronto e la riflessione tra direttori o incaricati di prenoviziati, noviziati, postnoviziati, teologati, per gruppi separati o per gruppi di fasi contigue.

Orientamenti
11.1. Per i prossimi anni le Ispettorie e Visitatorie pongano tra le loro priorità la costituzione e il rafforzamento delle équipe formative, consistenti quantitativamente e qualitativamente.
11.2. Si diano opportunità ai formatori, attuali e futuri, di qualificazione e aggiornamento per il loro compito formativo; si favorisca la preparazione attraverso il curricolo per formatori dell’UPS. In particolare si preparino formatori per la direzione spirituale e il ministero della Confessione.
11.3. Si promuovano incontri regolari tra formatori: ogni mese tra i formatori della stessa comunità formatrice e ogni anno tra i formatori delle diverse fasi formative dell’Ispettoria. La formazione dei formatori è da favorire anche a livello interispettoriale; la Commissione regionale di formazione studi come favorire e articolare tale formazione.

 

12. INCULTURAZIONE DELLA FORMAZIONE

Un’esigenza che è necessaria ovunque, ma che in questa Regione è particolarmente urgente, riguarda l’inculturazione nella formazione iniziale. Le conclusioni del Rettor Maggiore al termine della Visita d’Insieme sono un programma concreto di azione per tutte le Ispettorie della Regione.
“Per comunicare la nostra identità alle nuove vocazioni nella Regione dobbiamo dare loro maggiore cura e attenzione, assicurare l’inculturazione e offrire un accompagnamento competente. Alcuni aspetti diventano particolarmente necessari.
L’inculturazione del nostro carisma richiede una conoscenza di Don Bosco e della nostra identità salesiana. Perciò abbiamo bisogno di rivedere e concretizzare il programma di studi salesiani da insegnare in ciascuna delle fasi formative; dobbiamo provvedere per la formazione dei salesiani nella “salesianità”, utilizzando le risorse disponibili alla nostra Università Pontificia Salesiana, e dobbiamo prendere i passi verso una spiritualità e pedagogia salesiana più robusta nella Regione.
L’inculturazione sarà efficace solo se conosciamo il contesto familiare e la vita passata dei nostri candidati, facciamo attenzione al loro prenoviziato e alla formazione che lo precede e offriamo loro un accompagnamento personale.
L’inculturazione ha bisogno di essere rinforzata mediante un’esperienza dei diversi modi di esprimere il carisma salesiano nelle culture che si trovano nelle diverse Ispettorie della Regione; per questo, bisogna incoraggiare la collaborazione interispettoriale nella formazione iniziale e lo studio dell’inglese. L’inculturazione religiosa richiede lo studio delle grandi religioni e la formazione al dialogo interreligioso”.

Orientamento
12.1. La Commissione ispettoriale di formazione rifletta sulla realtà dell’inculturazione e su come realizzarla nella propria situazione. Utile per questo lavoro di concretizzazione è il Progetto ispettoriale di formazione.
12.2. Nella formazione iniziale si favorisca l’inculturazione del carisma con la conoscenza di Don Bosco e con lo studio delle culture locali. Si garantisca la traduzione nelle lingue nazionali del “Progetto di vita dei Salesiani di Don Bosco”.

 

13. STUDIO DELLA LINGUA INGLESE
Nell’ultima Visita d’Insieme la Regione ha preso la decisione di promuovere lo studio della lingua inglese in tutte le Ispettorie a partire dall’aspirantato e dai primi passi della formazione. Ciò favorirà una migliore comunicazione con la Congregazione e con la Regione stessa.
Vari sono i modi per favorire tale studio. Si può inserire l’inglese nei programmi di studio delle prime fasi formative. Si possono invitare volontari da Ispettorie anglofone per l’insegnamento.
Esiste poi la possibilità di fare un anno di apprendimento di tale lingua o di svolgere il tirocinio, con un anno di apprendimento previo dell’inglese, in una delle Ispettorie della Regione in cui si parla tale lingua: AUL, FIN, FIS, PNG. L’anno di apprendimento della lingua non è sostitutivo del tirocinio, ma aggiuntivo.
Si può favorire lo studio della teologia in centri in cui si parla l’inglese, come Manila, Melbourne o Gerusalemme; occorre però garantire la conoscenza previa della lingua.

Orientamenti
13.1 Occorre che il Delegato ispettoriale per la formazione insieme all’Ispettore e al Consiglio ispettoriale programmi le misure concrete per far apprendere la lingua inglese da tutti i formandi fin dall’inizio della loro formazione salesiana.

 

Vi ringrazio dell’attenzione e della collaborazione nell’attuazione di questi “Orientamenti”. Essi siano oggetto di studio specialmente da parte delle Commissioni ispettoriali di formazione e dei Consigli ispettoriali, della Commissione regionale di formazione, delle comunità formatrici.

In Don Bosco

 

 

Don Francesco Cereda