Consejo Recursos

Orientamenti sulla formazione iniziale nella Regione Europa Nord - CIMEC

DIREZIONE GENERALE OPERE DON BOSCO
Via della Pisana 1111 – 00163 ROMA
Il Consigliere Generale per la Formazione

Roma, 27 giugno 2007
Prot. 07/0454

EN zipdoc      

Ai Reverendi Signori Ispettori e Superiori
Ai Reverendi Delegati ispettoriali di formazione
Regione Europa Nord - CIMEC

Oggetto: Orientamenti sulla formazione iniziale nella Regione Europa Nord - CIMEC

Carissimi Ispettori, Superiori e Delegati,

vi presento gli “Orientamenti sulla formazione iniziale nella Regione Europa Nord – CIMEC”. Essi sono il risultato di un lungo lavoro: la mia visita alle comunità formatrici, la vostra valutazione della loro consistenza quantitativa e qualitativa, la revisione della sezione formazione del Direttorio ispettoriale, le risposte al mio Rapporto sulla formazione iniziale ed infine lo studio da parte del Rettor Maggiore e del Consiglio generale.
Vi ringrazio di cuore per il lavoro e la collaborazione che avete offerto durante il processo; spero che sia stato un utile esercizio anche per voi. Con questa lettera intendo sottolineare alcuni aspetti positivi della formazione iniziale nella CIMEC ed altri che sembrano richiedere più attenzione. Vi segnalo in particolare alcuni Orientamenti da parte del Rettor Maggiore e del suo Consiglio.

1. COLLEGAMENTO TRA ANIMAZIONE VOCAZIONALE E FORMAZIONE

Nel suo insieme la CIMEC sperimenta una scarsità di vocazioni. Dal 2000 fino al 2005 la media annuale dei novizi fu di 12 novizi, dei quali nella sola SLK la media fu di 7. Per questo alla chiusura della Visita d’insieme alla CIMEC, il Rettor Maggiore ha chiesto di promuovere una “cultura vocazionale” ed ha indicato la cura delle vocazioni come una delle quattro priorità d’azione; ha raccomandato un’attenzione particolare alla vocazione del salesiano coadiutore ed ha suggerito la creazione di comunità idonee che possano accogliere i giovani in ricerca vocazionale.
La Ratiochiede che il candidato faccia “un serio cammino di pastorale vocazionale” (FSDB 329) e che venga ammesso al prenoviziato solo “quando ha fatto l’opzione per la vita salesiana” (FSDB 330). In Regolamenti n. 17 tale cammino che precede il prenoviziato viene chiamato “aspirantato”.
Pur nella diversità di realizzazione, l’aspirantato si sta dimostrando una scelta determinante nell’accompagnamento dei giovani che mostrano interesse per la vocazione consacrata salesiana. Esso è un’esperienza di direzione spirituale, discernimento vocazionale, conoscenza della famiglia, partecipazione alla vita e alla missione della comunità salesiana, studio e consolidamento culturale. Esso è il punto di raccordo tra la pastorale giovanile e il cammino formativo.
CRO ha una comunità di aspirantato a Podsused, con un’équipe di formatori e un programma specifico. L’esperienza è stata finora positiva. Ci sono poi altre comunità che accolgono aspiranti singoli nella prima fase dell’aspirantato: Split, Žepče. I criteri per la scelta dei candidati riguardano la maturità umana e cristiana, l’opzione fondamentale per la vita salesiana, la capacità di vita in comune. Vivere per tre anni nella comunità di Podsused prima di iniziare il prenoviziato, che si svolge nel quarto anno, permette di fare un buon discernimento. C’è un buon equilibrio tra la vita comune e gli studi di università o di scuola media superiore. A Podsused manca un salesiano coadiutore e si sente il bisogno di investire nella preparazione di animatori vocazionali.
CEP ha un aspirantato a Sebranice per i giovani candidati alla vita salesiana. Gli aspiranti, insieme ai prenovizi, fanno esperienza di vita comunitaria con i salesiani; hanno un programma formativo differenziato e prendono parte all’apostolato. Secondo il progetto formativo, i formatori seguono dei criteri per l’entrata nell’aspirantato e curano anche degli elementi di formazione umana e cristiana. L’Ispettoria pensa di avere altri aspirantati a Žabovřesky, Ostrava, Plzeň e Zlín, città che hanno molte scuole e centri universitari; vorrebbe far sì che gli aspiranti incontrino i salesiani coadiutori, i quali con il loro esempio possono risvegliare una simile vocazione in loro.
SLO pure ha una casa adatta per il gruppo in formazione con un formatore ben scelto, con un confessore e sotto la guida del direttore della casa. Vorrebbe fare di più per promuovere la vocazione del salesiano coadiutore.

Orientamenti

1.1. Si incoraggiano le Ispettorie a continuare ad offrire ai candidati alla vita salesiana un’esperienza di aspirantato, ossia di accompagnamento personale, discernimento vocazionale, studio, vita comunitaria, esercizio nella pastorale salesiana, catechesi. Bisognosi dell’esperienza comunitaria prima del prenoviziato sono particolarmente i candidati che non provengono dai nostri cammini o giungono da ambienti umanamente e culturalmente poveri. Durante questo periodo, qualora sia necessario, si concludano gli studi della scuola secondaria.
1.2. Essendo l’aspirantato il punto di raccordo tra la pastorale giovanile e il cammino formativo, a livello di Ispettoria è necessario il confronto circa tale esperienza tra delegati di pastorale giovanile e di formazione, animatori vocazionali, incaricati dei prenovizi. Anche a livello della CIMEC può essere utile il confronto tra delegati ispettoriali di pastorale giovanile e di formazione.
1.3. Problemi che necessitano di essere studiati insieme tra pastorale giovanile e formazione riguardano: i criteri con i quali si scelgono i giovani per l’esperienza dell’aspirantato, gli elementi di formazione umana e cristiana dell’aspirantato in coerenza e continuità con il cammino della pastorale giovanile e con le esigenze del prenoviziato, il ruolo che può e deve assumere l’aspirantato nell’animazione vocazionale ispettoriale, le modalità di accompagnamento e di discernimento per l’opzione di vita salesiana prima del prenoviziato, la preparazione di animatori vocazionali per l’aspirantato, la collocazione degli studi universitari.
1.4. Già nell’aspirantato si chiede di iniziare la presentazione di entrambe le vocazioni alla vita salesiana, quella del salesiano prete e quella del salesiano coadiutore, senza che in questo momento il candidato venga invitato a prendere una decisione.

2. PRENOVIZIATO

Consistenza numerica

Ogni Ispettoria della CIMEC ha il suo prenoviziato. I numeri dei prenovizi non sono alti: CEP 2, CRO 4, SLK 4, SLO 3, e UNG 1, e si prevedono più o meno gli stessi numeri nei prossimi anni.

Condizioni formative

Tutti i prenoviziati della CIMEC hanno una comunità formatrice propria per i prenovizi. Ciascuna Ispettoria ha i suoi prenovizi insieme in una sola comunità. Per SLK questa è una novità, perché fino a quest’anno inseriva i prenovizi nelle varie comunità dell’Ispettoria e li radunava nei weekend.
É un vantaggio avere tutti i prenovizi nella stessa comunità del prenoviziato perché, oltre alla ricchezza che esso offre nei rapporti interpersonali, nell’animazione della preghiera e nelle esperienze di apostolato, ciò facilita la possibilità di un cammino di gruppo, oltre che di comunità salesiana, un programma specifico, una équipe consistente. Come rilevano SLO e UNG, il fatto di avere un numero ridotto di candidati da una parte favorisce un accompagnamento più personalizzato, ma dall’altra parte lascia impoverita la condivisione nella preghiera, nel lavoro, nelle attività sportive.
In CEP, SLO e UNG, il prenoviziato è della durata di un anno, durante il quale i candidati non fanno studi accademici ma seguono un proprio programma formativo. SLK pensa che sia meglio far fare gli studi universitari durante il prenoviziato. Nella comunità di Podsused di CRO, che è una comunità di aspiranti e prenovizi, gli aspiranti frequentano la scuola superiore nel seminario diocesano; nell’ultimo anno dei loro studi essi svolgono il prenoviziato. Insieme agli studi accademici, i prenovizi fanno anche gli studi di salesianità e di materie pedagogico - pastorali. Altri candidati che hanno già concluso la scuola superiore o che non provengono dalle opere salesiane, fanno il prenoviziato mentre frequentano gli studi filosofici in seminario o altri studi universitari.
La Ratio favorisce un solo anno di prenoviziato e, per evitare che esso venga occupato prevalentemente dagli studi, domanda che “l’impegno degli studi che si fanno deve armonizzarsi con i compiti che si chiedono per il prenoviziato. La somma degli obblighi accademici non dovrebbe distogliere dagli obiettivi fondamentali di questa fase” (FSDB 342). 
Nella CIMEC tutti i prenoviziati sono congiunti con un’altra opera salesiana. In CEP il prenoviziato sta insieme all’aspirantato, ad una parrocchia e ad un centro giovanile. Il prenoviziato di CRO si trova insieme ad un aspirantato e anche ad una parrocchia; manca lo spazio fisico e perciò si sta pensando di costruire una parte della casa di Zagreb Knežija come prenoviziato. La casa del prenoviziato di SLK comprende un oratorio - centro giovanile ed una chiesa pubblica. SLO ha il prenoviziato abbinato al postnoviziato, mentre per UNG esso si trova in un’opera complessa che include l’aspirantato, una chiesa pubblica, un pensionato universitario e la casa ispettoriale.
É un vantaggio avere il prenoviziato inserito in una comunità apostolica, purché abbia i propri ambienti, il proprio programma di formazione e un proprio incaricato. E quando il prenoviziato si trova insieme all’aspirantato o ad un’altra fase formativa, si chiede che ci siano formatori, ambienti, momenti e itinerari formativi ben definiti e distinti.
Il prenoviziato è la prima vera fase formativa con finalità proprie; non è una semplice introduzione al noviziato. Spesso il programma di formazione risulta poco definito. Questo periodo deve offrire un buon programma di formazione umana e cristiana, che include la conoscenza di sé, la verifica del passato, la rilettura della storia di vita, la scoperta e custodia dell’affettività; la vita di fede, la preghiera, la pratica dei sacramenti, la catechesi, l’impegno di direzione spirituale, il discernimento. É necessario che l’incaricato del prenoviziato abbia la conoscenza delle famiglie dei candidati.

Equipe dei formatori

In generale nei prenoviziati vi è un’équipe di formatori, anche se non esclusivamente dedicata ai prenovizi. Vi è anche un confessore in ogni equipe. Ci vorrebbe pure un salesiano coadiutore o almeno la sua presenza periodica, per dare ai prenovizi la possibilità di avere contatto con la vocazione salesiana in entrambe le sue forme; questo li aiuterà a discernere, mentre stanno ancora approfondendo la loro scelta, e a prendere una decisione cosciente e libera durante il noviziato. CEP attualmente assicura il contatto con un coadiutore mediante le sue visite alla comunità del prenoviziato, ma intende preparare un coadiutore per far parte dell’équipe formativa. CRO sente il bisogno di una preparazione seria del personale per il compito formativo.
I formatori hanno qualche preparazione ed esperienzaper svolgere il loro compito, ma occorre investire di più nella preparazione del personale per affrontare i non facili compiti formativi della formazione umana e della direzione spirituale di questa fase. “Oggi un incaricato dei prenovizi ha bisogno della stessa preparazione ed esperienza di un maestro dei novizi” (ACG 385 p. 45).

Orientamenti

2.1. Nel prenoviziato vi sia un serio impegno di formazione umana, avvalendosi di mezzi come l’autobiografia, il progetto personale di vita, l’aiuto dello psicologo. Si approfondisca anche la  formazione cristiana attraverso la direzione spirituale, i nuclei fondamentali della catechesi e l’educazione alla preghiera.
2.2. L’Ispettoria di CRO verifichi se la conclusione degli studi di scuola secondaria impedisce il raggiungimento degli obiettivi del prenoviziato e valuti la possibilità di un anno di prenoviziato a studi secondari già conclusi. Per i prenovizi che hanno già concluso la scuola secondaria e che dopo un’esperienza di aspirantato iniziano il prenoviziato, non vi siano studi accademici.
2.3. Le Ispettorie della CIMEC, attraverso la Commissione interispettoriale di formazione, si confrontino sul progetto formativo del prenoviziato e sulla formazione intellettuale di questa fase. In particolare, si continui il confronto e si armonizzino i cammini di prenoviziato per le Ispettorie che hanno il noviziato interispettoriale.
2.4. Le Ispettorie preparino i formatori incaricati del prenoviziato e costituiscano delle équipes formative, con la presenza almeno periodica della figura di un salesiano coadiutore. É necessario che nel prenoviziato si continui la presentazione di entrambe le vocazioni della vita salesiana, quella di salesiano prete e quella di salesiano coadiutore; non bisogna però anticipare il discernimento e la scelta, che vengono fatti nel noviziato.

3. NOVIZIATO

Condizioni formative
Nella CIMEC vi è un solo noviziato, a Poprad nella Slovacchia, che serve le due Ispettorie di SLK e CEP. Le altre Ispettorie della CIMEC inviano i loro novizi a Pinerolo.
Poprad non è una comunità esclusivamente formatrice; essa anima una parrocchia, un oratorio e un centro giovanile. Il noviziato si trova alla periferia di una città di circa 50.000 abitanti di ceto medio. L’ambiente è adatto. La comunità tiene contatto con le realtà sociali e pastorali del luogo.
Il noviziato ha un numero sufficiente di formatori. Il maestro dei novizi è anche il Direttore della casa. L’economo è un salesiano coadiutore. Tutti i confratelli sono coinvolti nell’insegnamento dei novizi. Anche se gli incarichi sono vari, i formatori trovano il tempo necessario per un dialogo settimanale e per i necessari interventi formativi. Essi hanno pure una certa stabilità nel loro compito. Ci sono due confratelli che stanno facendo il corso per i formatori all’UPS.

Collaborazione interispettoriale
A Poprad vi è una buona integrazione tra i novizi di CEP e SLK. Il clima è sereno, gioioso e spontaneo; non si notano problemi relativi alla differenza culturale, ambientale, linguistica. L’equipe dei formatori è interispettoriale in quanto vi è un confratello coadiutore di CEP. Manca il “Curatorium” tra le due Ispettorie, ma vi è molta comunicazione e collaborazione: alcuni ritiri mensili vengono predicati dai Consiglieri ispettoriali di CEP; vi sono le visite dell’Ispettore, di alcuni confratelli di CEP e dei familiari dei novizi; vi sono due visite alle case salesiane di CEP.
Buona è anche la collaborazione interispettoriale per il noviziato di Pinerolo. Esiste il “Curatorium”, che prevede due incontri all’anno. C’è anche l’incontro degli incaricati dei prenovizi di tutte le Ispettorie coinvolte con Pinerolo.

Orientamento
3.1. Per rafforzare la collaborazione interispettoriale tra CEP e SLK si faccia funzionare il “Curatorium”. CRO, SLO e UNG potenzino la collaborazione per il noviziato di Pinerolo o Genzano, attraverso una Convenzione e il funzionamento del “Curatorium”.

4. POSTNOVIZIATO

Consistenza numerica e contesto

Nella CIMEC vi sono tre postnoviziati: České Budĕjovice di CEP, Žilina di SLK e Ljubljana di SLO. CRO e UNG inviano i propri postnovizi alla comunità formatrice di Roma San Tarcisio. La durata dei postnoviziati è di due anni.
České Budĕjovice è una comunità formatrice in una città di circa 100,000 abitanti, il cui ambiente socioculturale presenta la secolarizzazione tipica dell’Europa occidentale. La presente ubicazione non è sufficiente per gli studenti e per questo motivo vi è un progetto di edificare una nuova casa. Attualmente a České Budĕjovice vi è il postnoviziato, la formazione specifica del salesiano presbitero e la formazione specifica del salesiano coadiutore.
Žilina è un ambiente fortemente cattolico. Essendo una città di media grandezza, vi si trovano molti giovani e vi sono molte possibilità di attività sportive e pastorali. Il postnoviziato fa parte di un complesso che comprende la parrocchia, l’oratorio - centro giovanile, la scuola professionale con convitto. Questo fatto tende ad avere una incidenza negativa per quanto riguarda i rapporti fraterni, l’esempio di confratelli non formatori e le attività pastorali troppo dispersive.
Rakovnik a Ljubljana esiste dal 2003; è situata in una zona tranquilla della città. Nelle vicinanze c’è il santuario di Maria Ausiliatrice. Nella casa vi è il postnoviziato, l’aspirantato e il prenoviziato. Il complesso include il lavoro con i giovani a rischio, il centro giovanile, la parrocchia e l’editrice.

Équipes formative
L’esperienza formativa viene garantita dalle équipes di formatori; considerando che i formatori di České Budĕjovice e di Žilina sono anche docenti e che i formatori di Ljubljana seguono anche l’aspirantato, il prenoviziato e il postnoviziato, il numero dei formatori non sembra sufficiente. Manca il confessore a České Budĕjovice e a Žilina.
Per assicurare la continuità di formazione tra il noviziato e il postnoviziato, CEP mantiene il dialogo tra il delegato per la formazione ed il maestro dei novizi. Inoltre il delegato per la formazione condivide la vita con i postnovizi per una parte della settimana, è disponibile per il loro accompagnamento e per le confessioni, guida le loro riunioni formative, li aiuta nella programmazione e verifica dei progetti personali di vita. Mantiene stretto contatto con il direttore.
Intanto, usufruendo dei corsi di spiritualità salesiana e della formazione dei formatori all’UPS, CEP sta preparando un nuovo direttore per i postnovizi il quale assumerà l’incarico il prossimo anno; sta cercando pure un confessore; sta anche dando attenzione all’aumento di possibilità di alloggio per facilitare la convivenza dei professori con i postnovizi.

Il centro di studi

CEP ha il centro di studio nella Facoltà di Teologia dell’Università della Boemia Meridionale a České Budĕjovice; in essa alcuni formatori lavorano con incarichi diversi. SLK ha il centro di studio a Žilina, dove c’è il postnoviziato; quasi tutti i professori sono salesiani; di essi uno è incaricato di accompagnare la formazione intellettuale dei postnovizi. SLO invia i suoi postnovizi alla Facoltà teologica di Ljubljana; attualmente vi è solo un prenovizio. CRO e UNG, considerando lo scarso numero di postnovizi, inviano i loro studenti all’UPS.

Condizioni formative

La sfida propria del postnoviziato è quella di mantenere un equilibrio tra vita comunitaria, crescita spirituale, studi e pratiche pastorali. È anche quanto mai necessario in questa fase formativa assicurare una buona direzione spirituale comunitaria e personale, portata avanti con stile salesiano; il Direttore della comunità formatrice è la guida spirituale proposta a tutti.
Nella comunità formatrice si deve pure utilizzare il progetto personale di vita come strumento di crescita personale. Si raccomanda di garantire la continuità tra la formazione del noviziato e del postnoviziato, dando particolare attenzione alla vita spirituale e all’accompagnamento personale offerto dal Direttore della comunità.

Orientamenti
4.1. Nell’esperienza formativa del postnoviziato si presti attenzione ad una giusta armonia tra le varie dimensioni formative, si garantisca la continuità di vita spirituale con il noviziato e si assicuri la pratica della direzione spirituale, che abbia nel Direttore la guida proposta.
4.2. CEP, SLK e SLO potenzino l’equipe dei formatori dei postnoviziati di České Budĕjovice, Žilina e Ljubljana. CRO e UNG continuino la collaborazione con il postnoviziato di Roma San Tarcisio.

5. TIROCINIO

Generalmente nella Congregazione il tirocinio non è ancora realizzato come una vera fase formativa. Si dà poca attenzione al cammino formativo del giovane confratello; non sempre le comunità scelte sono quelle più adatte; scarso è l’accompagnamento spirituale e pastorale. Talvolta i tirocinanti si sentono soli e spesso sono lasciati senza aiuto con grandi responsabilità; capita pure che in poco tempo essi perdono i valori acquisiti nei cammini formativi precedenti. La realtà degli scrutini trimestrali, che richiede più attenzione e precisione in tutte le fasi formative, ha bisogno di essere curata soprattutto dalle comunità che accolgono tirocinanti.
Per una riflessione e verifica della prassi educatica, a livello ispettoriale vi sono incontri dei tirocinanti tre volte all’anno in CEP e CRO. CEP sente il bisogno di più interazione tra i tirocinanti e gli altri membri della comunità, particolarmente con il Direttore; in SLK non sempre avviene che il Direttore venga proposto come il direttore spirituale dei singoli tirocinanti.

Orientamenti
5.1. I tirocinanti siano inviati in comunità in cui abbiano la possibilità di essere seguiti dal Direttore, di fare un’esperienza comunitaria, di essere accompagnati dalla comunità, anche attraverso gli scrutini trimestrali. Il Direttore è proposto al tirocinante come guida spirituale. È consigliabile la presenza di almeno due tirocinanti per comunità.
5.2. La comunità locale maturi maggior consapevolezza dell’importanza formativa del tirocinio. La comunità abbia un Progetto formativo per i tirocinanti, supervisionato dall’Ispettore e dal Delegato ispettoriale di formazione, sulla base di una comune proposta elaborata dalla Commissione ispettoriale e confrontata con la Commissione di formazione della CIMEC. Esso sia preparato e condiviso con i tirocinanti della comunità.
5.3. Si incoraggiano gli incontri ispettoriali periodici di tutti i tirocinanti; d’intesa con l’Ispettore, tali incontri potrebbero essere affidati al Delegato ispettoriale di formazione. È altrettanto necessario favorire il confronto tra i Direttori che hanno tirocinanti nelle loro comunità e curare il loro orientamento formativo.

6. FORMAZIONE SPECIFICA DEI SALESIANI PRESBITERI

Consistenza numerica

Nella CIMEC ci sono 2 comunità formatrici per la formazione specifica dei salesiani presbiteri: České Budĕjovice in CEP e Bratislava - Dúbravka in SLK.
České Budĕjovice, come si è visto, comprende il postnoviziato e la formazione specifica sia del salesiano presbitero che del salesiano coadiutore. La comunità formatrice ha il proprio centro di studi ISTS. É da notare che il programma dello studentato teologico dura solo 3 anni invece dei 4 anni richiesti dal Codice di Diritto Canonico e dalla Ratio.
SLK ha intenzione di chiudereprogressivamente la comunità formatrice di Bratislava - Dúbravka per decisione del Capitolo ispettoriale e da settembre 2007 i formandi saranno inviati alla Crocetta. SLO intende mandare i suoi studenti salesiani di teologia alla Crocetta e CRO all’UPS di Roma; UNG è disposta a mandare i suoi studenti all’Italia, con l’eccezione degli studenti missionari.

Èquipes dei formatori
České Budĕjovice, essendo postnoviziato e comunità per la formazione specifica, ha un numero ridotto di formatori; il Direttore è anche incaricato del dicastero della pedagogia all’Università; un altro confratello è decano della facoltà teologica. I formatori sentono il bisogno di una maggiore preparazione per il loro compito e di più tempo disponibile.

Centro di studio
Il programma di studi a České Budĕjovice fa parte della Facoltà di Teologia dell’Università della Boemia Meridionale; esso mira principalmente alla formazione dei sacerdoti diocesani boemi e moravi. Perciò per i formandi salesiani si sta cercando, con l’aiuto di un docente salesiano, di armonizzare gli studi teologici con i criteri della Ratio. Vi sono attualmente cinque docenti salesiani che occupano posti di responsabilità nell’università come decano, vice-decano e preside del senato. Una volta all’anno si fa un incontro dell’Istituto e della Facoltà con l’Ispettore. Per il futuro CEP intende mandare qualche salesiano studente all’estero per la formazione specifica per il presbiterato, ma intende mantenere la maggior parte dei candidati a České Budĕjovice.

Orientamenti
6.1. Si incoraggiano le Ispettorie CRO, SLK, SLO e UNG, che già inviano o intendono inviare i loro studenti per la formazione specifica dei salesiani presbiteri in una comunità formatrice in Italia, a consolidare tale scelta. UNG veda se fare eccezione per i confratelli missionari.
6.2. Si favorisca l’equilibrio delle esercitazioni pastorali con tutta l’azione formativa, preferendo la qualità alla quantità. Si presti un’attenzione più sistematica alla formazione pastorale nei suoi diversi aspetti: senso apostolico e zelo missionario, passione evangelizzatrice, coinvolgimento con i giovani poveri, cura delle vocazioni, studio dell’impostazione salesiana della pastorale giovanile. Nelle esercitazioni pastorali si valorizzi il lavoro di equipe; si impari a fare insieme la progettazione, realizzazione, valutazione; ci sia l’accompagnamento pastorale dei formandi.
6.3. Si approfondisca la riflessione circa la direzione spirituale e si studino le modalità di coordinamento tra le varie forme di accompagnamento personale: direzione spirituale, colloquio con il direttore, confessione. È necessario che i responsabili assicurino che sia assunta la proposta salesiana della direzione spirituale.
6.4. Oltre che le comunità mondiali di Roma - Gerini e di Gerusalemme, si invitano le Ispettorie a valorizzare la comunità formatrice ed il centro di studio interispettoriali di Benediktbeuern. 

7. FORMAZIONE SPECIFICA DEI SALESIANI COADIUTORI

La Ratiochiede che dopo il tirocinio i salesiani coadiutori abbiano una fase di formazione specifica (cf. FSDB 448), allo stesso modo in cui i salesiani chierici fanno la formazione specifica per il presbiterato. In essa si offra una “seria formazione teologica, pedagogica e salesiana” (Reg. 98). Tale fase è diversa dalla qualificazione professionale (cf. FSDB 456).
Considerato il numero ridotto di giovani coadiutori, a conclusione dell’incontro degli Ispettori di Europa, il Rettor Maggiore diceva: “Si favorisca la nascita di una comunità di formazione specifica per salesiani coadiutori a Torino o Roma”. Sentito il Rettor Maggiore e i Consiglieri Regionali di Europa, si è operata la scelta per Torino, e più precisamente per la Crocetta come centro di studi e per la comunità di San Francesco di Sales a Valdocco come comunità formatrice. Questa nuova fase formativa per i salesiani coadiutori di Europa inizierà a Torino nel settembre 2007.
Nella CIMEC vi è un solo salesiano coadiutore che sta svolgendo la formazione specifica; egli sta studiando pedagogia alla Facoltà di teologia e vive nella comunità formatrice di České Budĕjovice. Per il momento sembra che ci siano due candidati di SLK per la fase che inizia a Torino nel 2007.

Orientamenti
7.1 Si invitano le Ispettorie a sostenere questa nuova fase formativa, inviando i salesiani coadiutori a Torino, ordinariamente dopo il tirocinio. In questi primi anni vi è la possibilità di iscrizione a tale fase anche per i confratelli coadiutori fino a dieci anni di professione perpetua.
7.2. Le Ispettorie, attraverso le Commissioni ispettoriali e la Commissione regionale di formazione, si confrontino sulla realtà della qualificazione professionale dei salesiani coadiutori.

8. PREPARAZIONE PER LA PROFESSIONE PERPETUA

La preparazione alla professione perpetua inizia un anno prima della professione stessa, dopo che il confratello ha espresso all’Ispettore la volontà di cominciare tale preparazione. L’anno di preparazione si prefigge di realizzare una verifica dell’esperienza religiosa salesiana vissuta, un discernimento prima della scelta definitiva ed un rafforzamento delle motivazioni vocazionali.
I confratelli della CRO fanno la loro preparazione insieme alla comunità di Roma - Gerini. Per la CEP la preparazione attualmente consiste negli esercizi spirituali, ma l’Ispettoria ha in mente di disegnare un programma più nutrito, prendendo ispirazione dal programma fatto da SLK.

Orientamento

8.1. Si incoraggiano le Ispettorie ad iniziative interispettoriali, dove sia possibile, per la preparazione alla professione perpetua. La Commissione interispettoriale di formazione della CIMEC porti avanti la riflessione; ci si confronti anche con altre esperienze della Congregazione.

9. STUDI SALESIANI

A České Budĕjovice il programma di studi salesiani viene fatto nella comunità nella forma di 4 corsi con due ore settimanali di scuola lungo un anno; in questo programma vi è una riflessione sulla pastorale giovanile secondo il Manuale di Pastorale Giovanile Salesiana del Dicastero. Nel prossimo anno vi sarà un seminario sulla pedagogia salesiana nell’Università e si spera gradualmente di inserire le altre materie salesiane nel curricolo universitario. Intanto si sente il bisogno di preparare uno specialista per questa materia.

Orientamenti

9.1. Si chiede che ogni Ispettoria adotti i nuovi Orientamenti per gli studi salesiani, approvati dal Rettor Maggiore e dal Consiglio, e provveda alla preparazione di qualche confratello in tali studi, usufruendo del curricolo dell’UPS.
9.2. I centri di studio si impegnino ad inserire gli studi salesiani negli orari delle lezioni, con docenti del centro di studio, esami e riconoscimento accademico dei crediti. 

10. STILE DI VITA POVERO E COMUNITARIO

Oggi la cultura consumistica e l’individualismo rendono fragili i giovani di fronte alle difficoltà. La formazione iniziale deve saper stimolare le energie migliori e deve vigilare sul rischio di formare generazioni deboli. Occorre formare al lavoro, alla temperanza e al vivere e lavorare insieme.
Il CG25 ci impegna a testimoniare “un modo di vivere semplice, sobrio e modesto, prendendo in considerazione l’ambiente che ci circonda, in un lavoro assiduo e sacrificato, disposti a fare anche i lavori più umili” (n. 35).
Le comunità formatrici sono chiamate ad avere uno stile di vita povero; a coltivare sensibilità e solidarietà verso i più bisognosi; ad essere attente alle situazioni di emarginazione ed esclusione; a formare nella dottrina e nella pratica della povertà evangelica. A České Budĕjovice gli studenti condividono i lavori della casa, inclusa la cucina; non c’è personale esterno per i lavori di casa.

Orientamenti

10.1. Le abitazioni delle comunità formatrici siano semplici ed essenziali. L’impostazione della vita aiuti la crescita del senso comunitario. Si favoriscano ambienti e spazi comunitari. I formandi siano coinvolti nei servizi domestici; il personale di servizio sia ridotto all’essenziale.
10.2. La comunità formatrice abbia uno stile sobrio e solidale. Occorre creare nei formandi una maggior vigilanza e moderazione sulle spese personali, l’uso dei veicoli, il possesso di strumenti personali, in particolare di quelli di comunicazione sociale.
10.3. La comunità formatrice concretizzi nel progetto formativo le linee della vita di povertà. L’uso regolare dello” scrutinium paupertatis” faccia crescere la sensibilità per la povertà comunitaria e formi la consapevolezza delle esigenze della povertà personale. Anche la presentazione dei bilanci preventivo e consuntivo della comunità aiuti a formare sensibilità per la povertà.

11. FORMAZIONE DEI FORMATORI

Ci si accorge sempre più che occorre una formazione specifica per essere formatori. Si tratta della formazione della persona del formatore stesso e della sua abilitazione per formare gli altri. C’è bisogno di approfondire contenuti e metodologie riguardanti la formazione umana, la direzione spirituale, le esercitazioni pastorali, la continuità formativa tra le fasi, la crescita affettiva, il contributo della psicologia. Su questi punti occorrono convergenze e competenze comuni.
CEP sta preparando all’UPS il futuro direttore di České Budĕjovice, ma intende fare un progetto per la preparazione dei formatori e per rinforzare la comunità di České Budĕjovice.

Orientamenti
11.1. Si diano opportunità ai formatori, attuali e futuri, di qualificazione e aggiornamento per il loro compito formativo. In particolare ai direttori delle comunità formatrici e ai maestri dei novizi sia dato un anno di preparazione, o almeno sei mesi di aggiornamento, precedente l’assunzione del loro incarico.
11.2. I formatori di ogni comunità formatrice si incontrino periodicamente al loro interno, confrontandosi su temi formativi a partire dalla Ratio; questo favorisce la costruzione dell’équipe e la convergenza formativa. Sono anche da favorire iniziative annuali di formazione di tutti i formatori dell’Ispettoria, in vista della costituzione di una vera “scuola di formazione” ispettoriale.
11.3. Si promuovano incontri regolari tra i formatori delle fasi contigue. La formazione dei formatori è da favorire anche a livello della CIMEC o della regione, o anche in congiunzione con altre regioni europee.

12. LO STUDIO DELLE LINGUE

In Europa ci vuole una lingua di comunicazione tra noi salesiani. Quindi si invita le Ispettorie a fare una riflessione sulla scelta di una lingua comune da imparare, cominciando dalle prime tappe della formazione, che servirebbe da legame e mezzo di comunicazione. Sembra che come prima lingua debba essere promosso lo studio dell’italiano e poi dell’inglese. Per la CEP, oltre all’inglese e italiano, è importante anche il tedesco; i corsi delle lingue e le esperienze pastorali estive all’estero in ambiente salesiano sono rivelati molto utili per lo scopo di imparare lingue.

Orientamento

12.1. Si individuino le scelte operative che assicurino l’insegnamento, l’apprendimento e l’esercizio almeno della lingua italiana e poi della lingua inglese.

Vi ringrazio dell’attenzione e della collaborazione nell’attuazione di questi “Orientamenti”. Essi siano oggetto di studio specialmente da parte delle Commissioni ispettoriali di formazione e dei Consigli ispettoriali, della Commissione interispettoriale di formazione, delle comunità formatrici.

In Don Bosco,

Don Francesco Cereda