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Orientamenti sulla formazione iniziale nella ZONA ATLANTICA E TEDESCA

DIREZIONE GENERALE OPERE DON BOSCO
Via della Pisana 1111 – 00163 ROMA
Il Consigliere Generale per la Formazione

Roma, 10 luglio 2007
Prot. 07/0490

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Ai Reverendi Signori Ispettori e Delegati
Ai Reverendi Delegati ispettoriali di formazione
Regione Europa Nord - ZONA ATLANTICA E TEDESCA

Oggetto: Orientamenti sulla formazione iniziale nella ZONA ATLANTICA E TEDESCA

Carissimi Ispettori e Delegati,

vi presento gli “Orientamenti sulla formazione iniziale nella Regione Europa Nord - Zona Atlantica e Tedesca”. Essi sono il risultato di un lungo lavoro: la revisione della sezione formazione dei Direttori ispettoriali, la valutazione della consistenza quantitativa e qualitativa delle comunità formatrici, le vostre risposte al mio Rapporto sulla formazione iniziale ed infine lo studio da parte del Rettor Maggiore e del Consiglio generale.
Vi ringrazio di cuore per il lavoro e la collaborazione che avete offerto durante questo processo; spero che sia stato un utile esercizio anche per voi. Con questa lettera intendo sottolineare alcuni aspetti positivi della formazione iniziale nella Zona ed altri che sembrano richiedere più attenzione. Vi segnalo in particolare alcuni Orientamenti da parte del Rettor Maggiore e del suo Consiglio.

1. COLLEGAMENTO TRA ANIMAZIONE VOCAZIONALE E FORMAZIONE

La Zona Atlantica e Tedesca sperimenta una scarsità di vocazioni: dal 2000 fino al 2005 la media è stata di 6 novizi all’anno, di cui 2.7 novizi nella Germania. Per far fronte a questa situazione, alla chiusura delle Visite d’insieme delle Ispettorie della Zona Atlantica e Tedesca, il Rettor Maggiore ha chiesto di prestare una cura particolare ai giovani che già condividono la missione e lo spirito salesiano: volontari, exallievi, animatori, ministranti. Egli ha invitato a rinnovare l’impegno di aiutare i giovani a trovare la loro strada nella vita e di proporre loro la vocazione alla vita consacrata salesiana, soprattutto attraverso l’accompagnamento personale e proposte vocazionali esplicite.
La Ratio chiede che il candidato faccia “un serio cammino di pastorale vocazionale” (FSDB 329) e che venga ammesso al prenoviziato solo “quando ha fatto l’opzione per la vita salesiana” (FSDB 330). Nei Regolamenti n. 17 il cammino che precede il prenoviziato viene chiamato “aspirantato”.
Pur nella diversità di realizzazioni, l’aspirantato si sta dimostrando come una fase strategica nell’accompagnamento dei giovani che mostrano interesse per la vocazione consacrata salesiana. Esso è essenzialmente un’esperienza di direzione spirituale, discernimento vocazionale, conoscenza della famiglia, partecipazione alla vita e alla missione della comunità salesiana, consolidamento culturale. Esso è il punto di raccordo tra la pastorale giovanile e il cammino formativo. In genere nella Zona si prevedono candidati di età non tanto giovane, e quindi occorre una flessibile impostazione dell’aspirantato che tiene in conto la loro età, maturità e esperienza.
La Delegazione di MALTA ha un aspirantato al Savio College di Dingli, che accompagna anche prenovizi e postnovizi. Negli ultimi anni è stata costituita un’équipe che valuta il cammino di ogni candidato, a cui si offre il “counselling”; i candidati focalizzano l’attenzione sulla propria storia di vita e sulla chiamata di Dio; coloro che nel college o nel junior college mostrano un interesse per la vita salesiana, vengono seguiti da un animatore vocazionale che agisce come guida spirituale. L’aspirantato si concentra principalmente sugli studenti universitari, che vengono invitati a prendere parte alle attività comunitarie e pastorali e a cui viene offerto un programma di formazione spirituale e pastorale come leaders; questo programma è molto apprezzato e serve come ponte tra il loro coinvolgimento pastorale e la vocazione alla vita consacrata.
In AUS l’aspirantato viene fatto insieme al prenoviziato. Quest’anno lo si fa a Unterwaltersdorf, da agosto fino alla festa di San Giovanni Bosco quando inizia ufficialmente il prenoviziato. Ad Unterwaltersdorf vi è una scuola e un collegio diurno, mentre altri confratelli lavorano nella pastorale parrocchiale, nel movimento giovanile salesiano e nella pastorale per vari settori. 
GER segue i candidati in una varietà di modi: la direzione spirituale, le riflessioni di fine-settimana, le visite a case salesiane, i pellegrinaggi a Torino, la pastorale giovanile e il volontariato; c’è un programma annuale con diverse attività. Coloro che hanno bisogno di più tempo per il discernimento vengono accolti in alcune comunità, dove vivono come “aspiranti”; la comunità di Benediktbeuern, in particolare, offre quest’opportunità agli studenti di lavoro sociale o teologia.

Orientamenti

1.1. Prima del prenoviziato i candidati alla vita salesiana abbiano un’esperienza di aspirantato, ossia un’esperienza di accompagnamento, discernimento vocazionale, studio, vita comunitaria, esercizio nella pastorale salesiana. Particolarmente bisognosi dell’esperienza comunitaria prima del prenoviziato sono i candidati che non provengono dai nostri cammini educativi.
1.2. Essendo l’aspirantato il punto di raccordo tra la pastorale giovanile e il cammino formativo, a livello di Ispettoria è necessario il confronto su tale esperienza tra delegati di pastorale giovanile e di formazione, animatori vocazionali, incaricati dei prenovizi. Anche a livello della Zona Atlantica e Tedesca può essere utile il confronto tra delegati di pastorale giovanile e di formazione.
1.3. Problemi che necessitano di essere studiati insieme tra pastorale giovanile e formazione riguardano i criteri con i quali si scelgono i giovani per l’aspirantato, gli elementi di formazione umana e cristiana dell’aspirantato in coerenza e continuità con il cammino della pastorale giovanile e con le esigenze del prenoviziato, il ruolo che assume l’aspirantato nell’animazione vocazionale ispettoriale, le modalità di accompagnamento e di discernimento per l’opzione di vita salesiana prima del prenoviziato, la preparazione di animatori vocazionali per l’aspirantato.
1.4. Nell’aspirantato si inizi la presentazione di entrambe le vocazioni alla vita salesiana, quella del salesiano prete e quella del salesiano coadiutore.

2. PRENOVIZIATO

Impostazione

Ogni Ispettoria ha il suo prenoviziato, anche se cambia il modo di impostarlo.
GER ha un prenoviziato che dura un anno. Quest’anno vi è un prenovizio a Benediktbeuern; egli fa parte della comunità formatrice che include anche i postnovizi e gli studenti di teologia; i cammini formativi però sono diversificati. L’altro prenovizio, un dottore di Pedagogia, si trova nella casa di Essen dove fa un’esperienza di pastorale giovanile e studia l’italiano. Tutti e due i prenovizi hanno incontri regolari ogni mese o ogni due mesi con l’incaricato della loro formazione. Se è possibile, l’Ispettoria cercherà di mettere i prenovizi nella stessa casa per sviluppare per loro un buon programma formativo; generalmente non avranno studi accademici.
MALTA ha il prenoviziato insieme all’aspirantato a Savio College a Dingli; non sembra che il prenoviziato sia molto distinto dall’aspirantato.
BEN, fino all’anno scorso, aveva il prenoviziato nella comunità di Gent, insieme al noviziato e al postnoviziato. La comunità è stata chiusa e il prenoviziato è stato trasferito a Oud-Heverlee.
GBR usa come prenoviziati le tre case di Chertsey, Bolton e Bollington, a seconda della preparazione accademica e previa esperienza salesiana di ogni candidato.
AUS affida la responsabilità di seguire i candidati e i prenovizi a quella comunità che considera in condizione migliore di farlo. Quest’anno si tratta della comunità di Unterwaltersdorf, la cui formazione viene completata da esperienze nella comunità della casa ispettoriale - Don Bosco Haus a Vienna. Il prenoviziato va dalla festa di San Giovanni Bosco fino alla fine dell’anno scolastico.
IRL ha designato per il prenoviziato la comunità di Milford, Limerick dove vi sono confratelli in grado di accompagnare i prenovizi.

Programma di formazione
In GBR i prenovizi fanno esperienza comunitaria e apostolica di una comunità salesiana. A MALTA i candidati frequentano degli studi accademici; in generale il programma formativo del prenoviziato risulta poco definito.
In BEN all’unico prenovizio sono stati dati compiti di lettura e di studio per conoscere Don Bosco sotto la guida di un confratello responsabile per la sua formazione. Dopo aver completato nel primo anno la preparazione per essere insegnante, ha svolto l’incarico di insegnante a tempo parziale nella vicina scuola Don Bosco, assistito da un tutore. Incontrava anche i giovani della parrocchia, aveva una guida salesiana, imparava l’italiano in preparazione per il noviziato a Pinerolo.
In AUS vi è un calendario annuale di lezioni di italiano e di catechismo; è prevista anche la partecipazione ad eventi del movimento giovanile salesiano; vi è un piano per l’accompagnamento personale dei prenovizi.

Condizioni formative
La Ratio favorisce che il prenoviziato sia svolto preferibilmente senza studi accademici, per evitare che l’anno venga occupato prevalentemente dagli studi. Essa infatti domanda che “l’impegno degli studi che si fanno deve armonizzarsi con i compiti che si chiedono per il prenoviziato. La somma degli obblighi accademici non dovrebbe distogliere dagli obiettivi fondamentali di questa fase” (FSDB 342). In ogni Ispettoria è da favorire la presenza di una sola comunità per il prenoviziato. Oggi la prassi della Congregazione propende per la durata di un anno per il prenoviziato.

Équipe dei formatori

In generale nei prenoviziati vi è un’équipe di formatori, anche se non tutti sono esclusivamente dedicati ai prenovizi. Non sembra che ci sia un confessore in ogni équipe; ci vorrebbe pure un salesiano coadiutore nei prenoviziati o almeno la sua presenza periodica, per dare ai prenovizi la possibilità di avere contatto con la vocazione salesiana in entrambe le sue forme. In GER, dato lo scarso numero di prenovizi, il loro incaricato viene aiutato dal Delegato ispettoriale di formazione.

Orientamenti

2.1. Nel prenoviziato vi sia un serio impegno di formazione umana, avvalendosi di mezzi come l’autobiografia, il progetto personale di vita, l’aiuto dello psicologo, e di formazione cristiana attraverso la direzione spirituale, la catechesi, l’educazione alla preghiera.
2.2. Le Ispettorie verifichino che gli impegni degli studi accademici non impediscano il raggiungimento degli obiettivi del prenoviziato; valutino inoltre se non sia meglio avere un anno di prenoviziato senza studi accademici e collocare tale fase in una sola comunità.
2.3. Le Ispettorie della Zona Atlantica e Tedesca, attraverso la Commissione interispettoriale di formazione, si confrontino sul progetto formativo del prenoviziato ed in particolare sulla formazione intellettuale di questa fase. Si continui il confronto e si armonizzino i cammini di prenoviziato per le Ispettorie che hanno il noviziato interispettoriale.
2.4. Le Ispettorie preparino i formatori incaricati del prenoviziato e costituiscano delle équipes formative, con la presenza almeno periodica della figura di un salesiano coadiutore. É necessario che nel prenoviziato si continui la presentazione di entrambe le vocazioni della vita salesiana.

3. NOVIZIATO

AUS GER BEN e MALTA hanno scelto di mandare i novizi a Pinerolo. In generale vi è molta soddisfazione in queste Ispettorie per la formazione dei loro novizi a Pinerolo; per tale noviziato vi è anche una buona collaborazione interispettoriale. Esiste il “Curatorium”, che prevede due incontri all’anno. C’è anche l’incontro degli incaricati dei prenovizi di tutte le Ispettorie coinvolte nella collaborazione per Pinerolo.
Se avesse numeri sufficienti, GBR preferirebbe avere il noviziato a Farnborough dove vi è una grande comunità salesiana di 18 confratelli, tra cui salesiani di molta esperienza, salesiani anziani e salesiani attivi nella scuola secondaria e in 3 parrocchie locali, e dove vi sarebbe anche la possibilità di personale da fuori per arricchire i novizi con l’insegnamento e il lavoro apostolico supervisionato. Nel contesto culturale dell’Ispettoria, i novizi vengono ad un’età matura; la maggior parte ha finito gli studi universitari.
I novizi però sono pochi, anche perché nonostante i legami forti tra GBR e IRL, purtroppo non ci sono candidati da IRL; invece nel passato qualche novizio si è congiunto a GBR da Stati Uniti e Canada. Per compensare la scarsità del numero, i novizi hanno fatto incontri comunitari con i salesiani anziani nella casa, con altri seminaristi e con adulti impegnati nelle parrocchie.
GBR sta studiando la possibilità di mandare il prossimo anno un possibile novizio o al noviziato di Pinerolo o a quello degli Stati Uniti. Riconosce l’importanza di provvedere un’esperienza adeguata di vita comunitaria salesiana, esperienze pastorali, direzione spirituale e seri studi salesiani; allo stesso tempo vede che i novizi che vengono non sono giovani, e hanno diversi livelli di maturità e preparazione accademica, cosicché diventa necessario un itinerario personale di formazione adeguato ai bisogni di ciascuno. Gradirebbe un aperto e autentico dialogo con il Dicastero.
IRL pure, in linea di principio, non sarebbe contrario ad inviare i suoi novizi a Pinerolo, ma vorrebbe discernere in ogni singolo caso se non sarebbe più proficuo mandarlo in un noviziato anglofono in SUE, SUO o CAN, specialmente considerando la sua totale ignoranza dell’italiano.

Orientamenti
3.1. Tenendo presente la scelta fatta dalle Ispettorie circa la comunità formatrice di noviziato, AUS, BEN, GER e MALTA potenzino la collaborazione per il noviziato di Pinerolo o di Genzano, stabilendo una Convenzione e facendo funzionare il “Curatorium”.
3.2. Dato lo scarso numero di novizi, GBR e IRL compiano il loro discernimento ed entrino in dialogo con il Consigliere per la formazione sulla opportunità di collaborare ordinariamente, salvo eccezioni, per il noviziato con SUE, SUO e CAN oppure con un noviziato italiano.OSTNOVIZIATO

Impostazione

GER e AUS hanno il postnoviziato a Benediktbeuern. Gli studi comprendono la filosofia e la pedagogia sociale. Ora vi sono 3 postnovizi, 2 di GER e 1 di AUS: uno studia la filosofia, un altro prepara la sua dissertazione, e il terzo fa il corso introduttivo di pastorale giovanile. I postnovizi fanno parte di una comunità formatrice di 8 confratelli in formazione, ma si cerca di migliorare la loro formazione offrendo loro un programma particolare di incontri ed esperienze pastorali. Vi è un incaricato del postnoviziato, il quale, in contatto stretto con il Direttore, organizza il programma di formazione, conduce i colloqui personali e gli scrutini, e segue l’amministrazione della comunità.
La comunità è piccola; l’età media dei salesiani in formazione è 33. Vi è anche la comunità più grande della casa dentro cui è inserita la piccola comunità formatrice e con cui in qualche giorno della settimana si celebrano le preghiere insieme; così quelli in formazione hanno la possibilità di frequentare il sacramento della riconciliazione e anche di ricevere la direzione spirituale. Attualmente si sta studiando la proposta di includere più membri nella équipe formatrice.
Nel consiglio della casa, vi è un sottogruppo composto da: il Direttore, il vicario, l’incaricato della formazione, l’incaricato della cura pastorale, un rappresentante degli studenti salesiani e un altro confratello. Qui si trattano questioni della vita comune, della vita spirituale e della liturgia, come anche della collaborazione tra il gruppo di formazione e la comunità della casa. Da tre anni vi è il Curatorium, in cui si riflette e si decide sulle questioni della formazione dei salesiani. I membri sono l’Ispettore della Germania che presiede, altri Ispettori che hanno studenti a Benediktbeuern, il Direttore della casa e l’incaricato della formazione.
A MALTA il postnoviziato viene fatto nella comunità di Savio College di Dingli, che serve anche come aspirantato e prenoviziato. I formandi che devono studiare la filosofia, fanno il Post-graduate Certificate of Education, ossia il PGCE che è la Licenza per l’insegnamento, all’Università.
In GBR al termine del noviziato due postnovizi sono rimasti nella casa di Farnborough, facendo parte della comunità formatrice sotto la supervisione del Direttore; uno ha fatto gli studi di qualifica professionale in Educazione e l’altro nella Pastorale Giovanile e Teologia, entrambi nell’Università di Londra. GBR preferirebbe far fare la formazione del postnoviziato dentro il contesto dell’Ispettoria, pur mantenendosi aperta ad altre opzioni.
IRL, considerando che attualmente non vi è nessun aspirante, prenovizio o novizio, prevede che passeranno almeno quattro o cinque anni prima che la questione del postnoviziato sia posta.
In BEN l’unico postnovizio, che ha fatto il postnoviziato dal 2003 fino a 2006, stava nella comunità di Ghent e frequentava un istituto di “teacher training”, con un diploma per insegnare lingua e religione ai giovani di 12-15 anni di età. Per il futuro BEN non esclude la collaborazione interispettoriale, possibilmente a Benediktbeuern, ma vorrebbe ritenere la libertà di organizzare questa fase di formazione anche nell’Ispettoria. Non è convinta della convenienza di compiere a livello europeo tutte le fasi formative dopo il prenoviziato. Preferirebbe che non solo il prenoviziato ma anche il tirocinio e la formazione specifica per il presbiterato siano fatti nell’Ispettoria.
AUS ha un postnovizio a Benediktbeuern; vede conveniente portare avanti la “europeizzazione” della formazione per tutte le fasi formative dopo il prenoviziato.

Orientamenti
4.1. Nell’esperienza formativa del postnoviziato si presti attenzione ad una giusta armonia tra le varie dimensioni formative. Si garantisca la continuità tra la formazione del noviziato e del postnoviziato, dando particolare attenzione alla vita spirituale, al progetto personale di vita e alla pratica della direzione spirituale, che abbia nel Direttore la guida proposta.
4.2. Si rafforzi la collaborazione tra AUS e GER per il postnoviziato di Benediktbeuern; esso è aperto anche ad accogliere altri postnovizi; in particolare BEN valuti l’opportunità di questa esperienza formativa e accademica. Il postnoviziato di GBR consolidi l’attuale situazione.

5. FORMAZIONE SPECIFICA DEI SALESIANI PRESBITERI

GER e AUS hanno in comune a Benediktbeuern la comunità formatrice e il centro studi per i loro candidati al sacerdozio. Siccome questi candidati fanno parte di un’unica comunità formatrice insieme a quelli del postnoviziato, ciò che si è detto sopra su Benediktbeuern in riguardo al postnoviziato rimane valido anche qui.
BEN al momento non ha nessun formando in questa fase. L’anno scorso vi erano due formandi: uno si trovava nella comunità formatrice di Oud-Heverlee e l’altro, per motivi di salute e di lingua, nella comunità salesiana di Bruxelles. A Oud-Heverlee gli studi si facevano al seminario interdiocesano di Mechelen che ora è stato trasferito a Louvain; in questo seminario fino all’anno scorso vi era un salesiano che insegnava teologia dogmatica e pastorale giovanile; c’è ancora un altro confratello come direttore spirituale del seminario. A Bruxelles invece il salesiano studiava presso l’istituto teologico dei Gesuiti e aveva il Direttore salesiano locale come guida spirituale. Per il futuro, l’Ispettore intende avere i candidati per il sacerdozio a studiare per i primi anni nel seminario interdiocesano di Louvain in quanto il seminario offre un pacchetto di studi assai qualificato per preparare bene i giovani al sacerdozio e la formazione è adattata alla cultura del paese e alle opportunità e difficoltà che essa rappresenta. Manderebbe per le specializzazioni all’Università Cattolica di Louvain o a Benediktbeuern o all’UPS.
Per GBR dal 1991 Battersea è stata la casa per i salesiani candidati al sacerdozio, proprio per la vicinanza alle Facoltà Teologiche dell’Università di Londra. Gli  studenti frequentano Heythrop College, una Facoltà di Teologia della stessa Università, dove è professore di filosofia uno dei salesiani che è anche membro dell’équipe dei formatori di Battersea. In un contesto urbano e multiculturale, tra contrasti di molta povertà e grande ricchezza, con una parrocchia, scuola primaria e scuola secondaria, vi sono parecchie opportunità per una proficua esperienza pastorale. Come nel caso del postnoviziato, GBR preferirebbe far fare la formazione specifica per il presbiterato dentro il contesto dell’Ispettoria, pur mantenendosi aperta ad altre opzioni.
Per MALTA i candidati al sacerdozio frequentano l’UPS con la residenza a Roma - Gerini e fanno il quarto anno di teologia ad All Hallows College a Dublino.

Orientamenti
5.1. Si rafforzi l’equipe dei formatiori di AUS e GER per Benediktbeuern. MALTA continui la scelta di Roma - Gerini UPS per il baccalaureato e di Dublino per l’anno pastorale.
5.2. Oltre le comunità mondiali di Roma - Gerini e di Gerusalemme, si valorizzi la comunità formatrice ed il centro di studio interispettoriali di Benediktbeuern. In particolare BEN valuti l’opportunità di una collaborazione con AUS e GER.

6. FORMAZIONE SPECIFICA DEI SALESIANI COADIUTORI

La Ratiochiede che dopo il tirocinio i salesiani coadiutori abbiano una fase di formazione specifica (cf. FSDB 448), allo stesso modo in cui i salesiani chierici fanno la formazione specifica per il presbiterato. In essa si offra una “seria formazione teologica, pedagogica e salesiana” (Reg. 98). Tale fase è diversa dalla qualificazione professionale (cf. FSDB 456).
Considerato il numero ridotto di giovani coadiutori, a conclusione dell’incontro degli Ispettori di Europa, il Rettor Maggiore diceva: “Si favorisca la nascita di una comunità di formazione specifica per salesiani coadiutori a Torino o Roma”. Sentito il Rettor Maggiore e i Consiglieri Regionali di Europa, si è operata la scelta per Torino, e più precisamente per la Crocetta come centro di studi e per la comunità di San Francesco di Sales a Valdocco come comunità formatrice. Questa nuova fase formativa per i salesiani coadiutori di Europa inizierà a Torino nel settembre 2007. GER desidera prendere contatti per conoscere questa nuova esperienza.

Orientamenti
6.1 Si invitano le Ispettorie a sostenere questa nuova fase formativa, inviando i salesiani coadiutori a Torino, ordinariamente dopo il tirocinio. In questi primi anni vi è la possibilità di iscrizione a tale fase anche per i confratelli coadiutori fino a dieci anni di professione perpetua.

7. STUDI SALESIANI

Per GER e AUS vi è a Benediktbeuern l’Università delle Scienze Applicate al lavoro sociale, l’Istituto per la Spiritualità Salesiana ed il Centro per la Pastorale Giovanile insieme ad un oratorio, una parrocchia e un internato giovanile. La formazione salesiana riceve molta enfasi in forma di corsi specifici su temi salesiani e in forma di una varietà di attività di pastorale giovanile che sono sempre accompagnate da qualche formatore e contengono sia la teoria che la pratica.
L’Istituto per la Spiritualità Salesiana organizza ogni semestre nella Facoltà di Teologia almeno uno o due programmi di salesianità di livello accademico, aperti anche ai laici. I programmi che sono stati realizzati sono: Corso basico: spiritualità (J. Weber), Vita e opera di S. Francesco di Sales (J. Weber), Pedagogia di Don Bosco (J. Schepens), Corso di lettura delle "Memorie dell´ Oratorio" (R. Gesing), Storia degli ordini religiosi nei secoli 19 e 20 come esemplificati in Don Bosco (N. Wolff), La comprensione della Chiesa e della sua pratica pastorale da parte di Don Bosco (K. Bopp), Liturgia e musica nella vita e opera di Don Bosco (J. Gregur), Storia, questioni fondamentali e problemi della missione mondiale esemplificati dai salesiani (K. Oerder, L. Bily). Ora si tratta di integrare le materie degli studi salesiani nel nuovo curricolo della facoltà, come viene richiesto dal processo di Bologna. I professori sono molto motivati a questo riguardo.
Il Manuale di Pastorale Giovanile Salesiana (Roma 1997) è stata tradotta in parte e si fa riferimento ad essa nel contesto della pastorale giovanile. Nel settembre 2007 si intende fare una visita della durata di una settimana ai luoghi di San Francesco di Sales.
In BEN non si fa molto nel postnoviziato per ciò che riguarda la formazione salesiana, anche se ci sono molte opportunità per l’esercizio della pastorale giovanile. Nella formazione specifica per i candidati al sacerdozio, vi è un corso su Don Bosco, una formazione socio-culturale, che viene offerto ai laici collaboratori delle nostre opere salesiane.
Nella Delegazione di MALTA all’inizio dell’anno tutti gli studenti in formazione, i 2 aspiranti e i 3 salesiani studenti in tirocinio, formulano un piano formativo per l’anno. Dal punto di vista di riflessione, vi sono due specie di “ritiri” fuori della comunità per 3 giorni ciascuno in cui si fa esperienza della Parola di Dio e dell’aspetto salesiano della propria chiamata.
In GBR gli studi salesiani, sia dal punto di vista accademico e spirituale sia dal punto di vista pastorale, vengono fatti nella comunità. Essi formano parte del programma formativo e si trovano nel progetto ispettoriale di formazione.

Orientamento

7.1. Si chiede che ogni Ispettoria adotti i nuovi Orientamenti per gli studi salesiani, approvati dal Rettor Maggiore e Consiglio e provveda alla preparazione di qualche confratello, specialmente  nella storia, spiritualità, pedagogia e pastorale salesiana.

8. STILE DI VITA POVERO E COMUNITARIO

Oggi la cultura consumistica e l’individualismo rendono fragili i giovani di fronte alle difficoltà. La formazione iniziale deve sapere stimolare le energie migliori e deve vigilare sul rischio di formare generazioni deboli. Occorre formare al lavoro e alla temperanza e al vivere e lavorare insieme.
Il CG25 ci impegna a testimoniare “un modo di vivere semplice, sobrio e modesto, prendendo in considerazione l’ambiente che ci circonda, in un lavoro assiduo e sacrificato, disposti a fare anche i lavori più umili” (n. 35). Questa indicazione, che si riferisce a tutte le comunità, sia presa in considerazione in particolare dalle comunità formatrici.
Pur trovandosi d’accordo con questi orientamenti, BEN indica che non sia facile, e talvolta nemmeno possibile, modificare a fondo l’organizzazione di una comunità apostolica (in cui si trovano i giovani confratelli in fase di formazione); sarebbe più facile invece in comunità specificamente formatrici.

Orientamenti
8.1. Le abitazioni delle comunità formatrici siano semplici ed essenziali. L’impostazione della vita aiuti la crescita del senso comunitario. Si favoriscano ambienti e spazi comunitari. I formandi siano coinvolti nei servizi domestici; il personale di servizio sia ridotto all’essenziale.
8.2. La comunità formatrice abbia uno stile sobrio, essenziale e solidale. Occorre creare nei formandi una maggior vigilanza e moderazione sulle spese personali, l’uso dei veicoli, il possesso di strumenti personali, in particolare di quelli di comunicazione sociale.
8.3. La comunità formatrice concretizzi nel progetto comunitario le linee importanti di povertà e faccia, almeno una volta all’anno, lo “scrutinium paupertatis”. Anche la presentazione dei bilanci preventivo e consuntivo della comunità aiuta a formare sensibilità per la povertà comunitaria.

9. FORMAZIONE DEI FORMATORI

Ci si accorge sempre più che occorre una formazione specifica per essere formatore. Si tratta della formazione della persona del formatore stesso e quella della sua abilitazione per formare gli altri. C’è bisogno di approfondire contenuti e metodologie riguardanti la formazione umana, la direzione spirituale, le esercitazioni pastorali, la continuità formativa tra le fasi, la crescita affettiva, il contributo della psicologia. Su questi punti occorrono convergenze e competenze comuni.

Orientamenti
9.1. Si diano opportunità ai formatori, attuali e futuri, di qualificazione e aggiornamento per il loro compito formativo. In particolare ai Direttori delle comunità formatrici sia dato un anno di preparazione, o almeno sei mesi di aggiornamento, precedente l’assunzione del loro incarico.
9.2. Si promuovano incontri regolari tra formatori. La formazione dei formatori è da favorire anche a livello della Zona Atlantica e Tedesca o della Regione.

10. LO STUDIO DELLE LINGUE

In Europa ci vuole una lingua di comunicazione tra salesiani. Si invitano le Ispettorie a fare una riflessione sulla scelta di una lingua comune da imparare, cominciando dalle prime tappe della formazione, che servirebbe da legame e mezzo di comunicazione. Sembra che debba essere promosso maggiormente lo studio dell’italiano e dell’inglese.
BEN e GER osservano che la maggior parte dei loro giovani candidati, che hanno finito gli studi secondari, dispone di una conoscenza di base dell’inglese. L’italiano fa parte del programma del prenoviziato in vista del noviziato a Pinerolo.

Orientamento

10.1. Si individuino le scelte operative che assicurino l’insegnamento, l’apprendimento e l’esercizio almeno della lingua italiana e inglese.

Vi ringrazio dell’attenzione e della collaborazione nell’attuazione di questi “Orientamenti”. Essi siano oggetto di studio specialmente da parte delle Commissioni ispettoriali di formazione e dei Consigli ispettoriali, della Commissione zonale di formazione, delle comunità formatrici.

In Don Bosco

Don Francesco Cereda