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Spiritualità Salesiana

 

SPIRITUALITA' SALESIANA


Caratteristici Spirituali della vita familiare salesiana

Qual é l’essenza della vita Salesiana? Quali sono i punti fondamentali per essere santi secondo D. Bosco? Quali sono i tratti caratteristici spirituali della vita familiare salesiana?

Ecco alcuni passaggi che illustrano la “Spiritualità Salesiana” e come la si vive oggi.

 
LO SPIRITO SALESIANO
dalle Costituzioni della Società di San Francesco di Sales, Prima Parte, II.
I TRATTI CARATTERISTICI DEL VOLTO SALESIANO
Capitolo 3 della carta di Comunione della Famiglia Salesiana.
 
LA SANTITA', PATRIMONIO PERMANENTE DELLA NOSTRA FAMIGLIA
Don Pascual Chávez, ACG 379
IL SALESIANO, UOMO E MAESTRO DI PREGHIERA PER I GIOVANI
Don Juan Vecchi, ACG 374
 
CONTEMPLARE CRISTO CON LO SGUARDO DI DON BOSCO
Don Pascual Chávez, ACG 384
SPIRITUALITA' MARIANA
Articoli tolti dalle Costituzioni
 
SPIRITUALITA' GIOVANILE
Sintesi del documento "La Spiritualità Giovanile Salesiana" 1996
OMAGGIO ALLA CONCRETEZZA NELLA SANTITA'
Un esame di coscienza,
Don Pascual Chávez, ACG 379

LO SPIRITO SALESIANO

"Ciò che avete imparato, ricevuto, ascoltato e veduto in me, è quello che dovete fare. E il Dio della pace sarà con voi".(Fil 4,9).

La carità pastorale al centro del nostro spirito

10. Bosco ha vissuto e ci ha trasmesso, sotto l’ispirazione di Dio, uno stile originale di vita e di azione: lo spirito salesiano.

Il suo centro e la sua sintesi è la carità pastorale, caratterizzata da quel dinamismo giovanile che si rivelava cosi forte nel nostro Fondatore e alle origini della nostra Società: è uno slancio apostolico che ci fa cercare le anime e servire solo Dio.

   

Il Cristo del Vangelo sorgente del nostro spirito

11. Lo spirito salesiano trova il suo modello e la sua sorgente nel cuore stesso di Cristo, apostolo del Padre [18] .

Nella lettura del Vangelo siamo più sensibili a certi lineamenti della figura del Signore: la gratitudine al Padre per il dono della vocazione divina a tutti gli uomini; la predilezione per i piccoli e i poveri; la sollecitudine nel predicare, guarire, salvare sotto l’urgenza del Regno che viene; l’atteggiamento del Buon Pastore che conquista con la mitezza e il dono di sé; il desiderio di radunare i discepoli nell’unità della comunione fraterna.

18 cf. LG 3; AG 3.

   

Unione con Dio

12. Operando per la salvezza della gioventù, il salesiano fa esperienza della paternità di Dio e ravviva continuamente la dimensione divina della sua attività: "Senza di me non potete far nulla" [19] .

Coltiva l’unione con Dio, avvertendo l’esigenza di pregare senza sosta in dialogo semplice e cordiale con il Cristo vivo e con il Padre che sente vicino. Attento alla presenza dello Spirito e compiendo tutto per amore di Dio, diventa, come Don Bosco, contemplativo nell’azione.

19 Jo 15,5.

   

Senso di Chiesa

13. Dal nostro amore per Cristo nasce inseparabilmente l’amore per la sua Chiesa popolo di Dio, centro di unità e comunione di tutte le forze che lavorano per il Regno.

Ci sentiamo parte viva di essa e coltiviamo in noi e nelle nostre comunità una rinnovata coscienza ecclesiale. La esprimiamo nella filiale fedeltà al successore di Pietro e al suo magistero, e nella volontà di vivere in comunione e collaborazione con i vescovi, il clero, i religiosi e i laici.

Educhiamo i giovani cristiani a un autentico senso di Chiesa e lavoriamo assiduamente per la sua crescita. Don Bosco ci ripete: «Qualunque fatica è poca, quando si tratta della Chiesa e del Papato» [20] .

20 MB V, 577.

   

Predilezione per i giovani

14. La nostra vocazione è segnata da uno speciale dono di Dio, la predilezione per i giovani: "Basta che siate giovani, perché io vi ami assai" [21] Questo amore, espressione della carità pastorale, dà significato a tutta la nostra vita.

Per il loro bene offriamo generosamente tempo, doti e salute: "lo per voi studio, per voi lavoro, per voi vivo, per voi sono disposto anche a dare la vita" [22] .

21 DB, Il Giovane Provveduto, Torino 1847, p. 7; (OE II, 187).
22 Don Ruffino, Cronaca dell’Oratorio, ASC 110, caderno 5, p. 10.

   

« Amorevolezza salesiana »

15. Mandato ai giovani da Dio che è "tutto carità" [23] , il salesiano è aperto e cordiale, pronto a fare il primo passo e ad accogliere sempre con bontà, rispetto e pazienza.

Il suo affetto è quello di un padre, fratello e amico, capace di creare corrispondenza di amicizia: è l’amorevolezza tanto raccomandata da Don Bosco.

La sua castità e il suo equilibrio gli aprono il cuore alla paternità spirituale e lasciano trasparire in lui l’amore preveniente di Dio.

23 DB, Esercizio di divozione alla misericordia di Dio, Torino 1847, p. 81 (OE II, 151).

   

Spirito di famiglia

16. Don Bosco voleva che nei suoi ambienti ciascuno si sentisse "a casa sua". La casa salesiana diventa una famiglia quando l’affetto è ricambiato e tutti, confratelli e giovani, si sentono accolti e responsabili del bene comune.

In clima di mutua confidenza e di quotidiano perdono si prova il bisogno e la gioia di condividere tutto e i rapporti vengono regolati non tanto dal ricorso alle leggi, quanto dal movimento del cuore e dalla fede [24] .

Tale testimonianza suscita nei giovani il desiderio di conoscere e seguire la vocazione salesiana.

24 cf. MB XVII, 110.

   

Ottimismo e allegria

17. Il salesiano non si lascia scoraggiare dalle difficoltà, perché ha piena fiducia nel Padre: "Niente ti turbi" [25] , diceva Don Bosco.

Ispirandosi all’umanesimo di san Francesco di Sales, crede nelle risorse naturali e soprannaturali dell’uomo, pur non ignorandone la debolezza.

Coglie i valori del mondo e rifiuta di gemere sul proprio tempo: ritiene tutto ciò che è buono [26] , specie se gradito ai giovani.

Poiché annuncia la Buona Novella, è sempre lieto [27] . Diffonde questa gioia e sa educare alla letizia della vita cristiana e al senso della festa: "Serviamo il Signore in santa allegria" [28] .

25 MB VII, 524.
26 cf. 1Ts 5,21.
27 cf. Fl 3,1.
28 DB, Il Giovane Provveduto, Torino 1847, p. 6; (OE II, 186).

   

Lavoro e temperanza

18. "Il lavoro e la temperanza faranno fiorire la Congregazione" [29] ; la ricerca delle comodità e delle agiatezze ne sarà invece la morte [30] .

Il salesiano si dà alla sua missione con operosità instancabile, curando di far bene ogni cosa con semplicità e misura. Con il suo lavoro sa di partecipare all’azione creativa di Dio e di cooperare con Cristo alla costruzione del Regno.

La temperanza rafforza in lui la custodia del cuore e il dominio di sé e lo aiuta a mantenersi sereno.

Non cerca penitenze straordinarie, ma accetta le esigenze quotidiane e le rinunce della vita apostolica: è pronto a sopportare il caldo e il freddo, la sete e la fame, le fatiche e il disprezzo, ogni volta che si tratti della gloria di Dio e della salvezza delle anime [31] .

29 MB XII, 466.
30 cf. MB XVII, 272.
31 cf. C 1875, XIII, 13.
   

Creatività e flessibilità

19. Il salesiano è chiamato ad avere il senso del concreto ed è attento ai segni dei tempi, convinto che il Signore si manifesta anche attraverso le urgenze dei momento e dei luoghi.

Di qui il suo spirito di iniziativa: "Nelle cose che tornano a vantaggio della pericolante gioventù o servono a guadagnare anime io corro avanti fino alla temerità" [32] .

La risposta tempestiva a queste necessità lo induce a seguire il movimento della storia e ad assumerlo con la creatività e l’equilibrio del Fondatore, verificando periodicamente la propria azione.

32 MB XIV, 662.

   

Sistema Preventivo e spirito salesiano

20. Guidato da Maria che gli fu Maestra, Don Bosco visse nell’incontro con i giovani del primo oratorio un’esperienza spirituale ed educativa che chiamò "Sistema Preventivo". Era per lui un amore che si dona gratuitamente, attingendo alla carità di Dio che previene ogni creatura con la sua Provvidenza, l’accompagna con la sua presenza e la salva donando la vita.

Don Bosco ce lo trasmette come modo di vivere e di lavorare per comunicare il Vangelo e salvare i giovani con loro e per mezzo di loro. Esso permea le nostre relazioni con Dio, i rapporti personali e la vita di comunità, nell’esercizio di una carità che sa farsi amare.

   

Don Bosco nostro modello

21. Il Signore ci ha donato Don Bosco come padre e maestro.

Lo studiamo e lo imitiamo, ammirando in lui uno splendido accordo di natura e di grazia. Profondamente uomo, ricco delle virtù della sua gente, egli era aperto alle realtà terrestri; profondamente uomo di Dio, ricolmo dei doni dello Spirito Santo, viveva "come se vedesse l’invisibile" [33] .

Questi due aspetti si sono fusi in un progetto di vita fortemente unitario: il servizio dei giovani. Lo realizzò con fermezza e costanza, fra ostacoli e fatiche, con la sensibilità di un cuore generoso. "Non diede passo, non pronunciò parola, non mise mano ad impresa che non avesse di mira la salvezza della gioventù... Realmente non ebbe a cuore altro che le anime" [34] .

33 Hb 11,27.
34 Don Rua, L 24.8.1894.