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Parte quarta: Il servizio dell`autorità nella nostra società Cap. X Principi e criteri generali (art.120-124) Cap. XI Il servizio dell`autorità nella comunità mondiale (art.125-153)

IL PROGETTO DI VITA

 

PARTE QUARTA CAP. X-XI

 

IL PROGETTO DI VITA DEI SALESIANI DI DON BOSCO

Guida alla lettura delle Costituzioni salesiane

Roma 1986
Editrice S.D.B.
Edizione extra commerciale

Direzione Generale Opere Don Bosco
Via della Pisana, 1111
Casella Postale 18333
00163 Roma, Bravetta

 

PARTE QUARTA: IL SERVIZIO DELL´AUTORITA NELLA NOSTRA SOCIETA

«Appartiene alla natura stessa della vita religiosa, come d´altronde appartiene alla stessa natura della Chiesa, l´esigenza di una struttura senza cui nessuna società, neppure quella soprannaturale, può conseguire il proprio fine e disporre dei mezzi più idonei per raggiungerlo».´
A queste parole della Istruzione «Renovationis causam» faceva eco il CGS che affermava: «La vita religiosa è di natura carismatica, perciò comporta una dimensione spirituale, nella quale risiede la sua stabilità. Ma ha bisogno di una espressione istituzionale che la sostenga. Dal momento che i religiosi sono uomini ed hanno fini concreti da raggiungere in comune, essi si devono costituire ed organizzare come società».2
Per questo motivo noi troviamo in tutte le parti delle Costituzioni elementi che toccano aspetti istituzionali della Congregazione: sia quando si parla delle attività, come della vita comune, della pratica dei consigli evangelici, della formazione.
Logicamente questi elementi sono particolarmente presenti in quella parte che tratta in modo specifico dell´organizzazione della nostra Società, ossia delle strutture di governo ai vari livelli. Dopo le prime tre parti, che hanno presentato rispettivamente i tratti fondamentali dell´identità salesiana (parte la), gli elementi costitutivi inseparabili di questa identità (parte Ila) e l´itinerario di crescita di ogni singola vocazione (parte Illa), la quarta parte presenta quello che può chiamarsi «il libro del governo». La sua importanza deriva dal fatto che essa «struttura» la Società salesiana in un modo organico e articolato, in ordine al raggiungimento delle sue finalità.
Il suo scopo principale è quello di indicare norme e strumenti per l´organizzazione e il buon funzionamento di tutte le strutture interne


´ Cf. Renovationis causam, CRIS, 6 gennaio 1969, Proemio.
z CGS, 706

della Congregazione, particolarmente in ordine alla realizzazione della comunione fra tutti i confratelli e al compimento della missione.
Suoi obiettivi concreti sono. stabilire gli organismi direttivi e di consulta e le loro funzioni, e rendere effettivo il servizio dell´autorità, in modo da coordinare i compiti, le iniziative e le attività di tutti i Sale
siani.3

 


1. Unità della trattazione.

Per la materia che tratta, la quarta parte ha uno stile e un linguaggio conciso e prevalentemente giuridico e anche una certa ampiezza di trattazione (71 articoli), richiesta dalla natura stessa dell´argomento.
Ma essa può essere compresa nel suo significato autentico e completo solo se viene considerata non come una parte a sé stante, staccata dal resto delle Costituzioni, ma nella sua ordinazione alle altre parti e in unità con esse. Tale unità risulta dalla struttura generale del testo costituzionale e orienta la lettura della quarta parte sul servizio dell´autorità.
Infatti l´identità salesiana descritta nella prima parte e, in particolare, il capitolo sullo spirito salesiano, come elemento che informa e permea tutta la vita e l´azione salesiana, sono determinanti sia per l´impostazione e la codificazione delle strutture di governo che per l´esercizio pratico del servizio di autorità nella nostra Congregazione. I sci articoli conclusivi delle Costituzioni poi includono anche la quarta parte come elemento integrante del «progetto apostolico della nostra Società (Cost 192) e della «via che conduce all´Amore» (Cost 196).
Si osserva, inoltre, che la descrizione dei tre elementi costitutivi della nostra vocazione, proposti nella seconda parte del testo costituzionale, si collega esplicitamente con la parte quarta:
- per la missione apostolica: nella sezione sui corresponsabili della missione, dove si sottolinea il mandato comunitario e la funzione animatrice dell´Ispettore e del Direttore nel discernimento pastorale e nell´attuazione del progetto apostolico (cf. Cost 44);
- per la vita comune: dove si descrive il posto centrale del Direttore
3 Cf. CGS, 707

nella comunità (Cf. Cost 55), come pure il legame esistente tra le comunità locali e quelle ispettoriali e la comunione di tutti i confratelli con il Rettor Maggiore e il suo Consiglio (cf. Cost 58 e 59);
- per la pratica dei consigli evangelici: nella sezione riguardante il voto di obbedienza, dove vengono messi in risalto lo stile salesiano dell´obbedienza e dell´autorità e la corresponsabilità di tutti, confratelli e superiori, nell´obbedienza alla volontà del Signore (cf. Cost 65 e 66).
A sua volta tutta la quarta parte viene legata strettamente alle parti precedenti del testo dal capitolo introduttivo sui principi e criteri generali (cap. X), che traccia le grandi linee che animano tutta l´organizzazione: la configurazione della Società in comunità ai vari livelli con le rispettive strutture di governo (Cost 120), la natura del servizio dell´autorità e le sue finalità (Cast 121-122), la partecipazione e la corresponsabilità di tutti i confratelli, la sussidiarietà e il decentramento (Cost 123-124).

 

2. 1 contenuti della quarta parte.

Per quanto riguarda i contenuti della quarta parte si deve osservare che la Congregazione, nella revisione postconciliare, ha ripensato profondamente il problema delle nostre strutture. Non si è accontentata di attuarne l´aggiornamento, ma ha voluto riflettere esplicitamente, alla luce della dottrina del Vaticano Il, sul senso delle strutture di governo e sui principi generali che le ispirano.
Queste riflessioni, fatte dal CGS 4 sono sintetizzate nel capitolo X delle Costituzioni, che è praticamente tutto nuovo rispetto al precedente testo del 1966. Sia il CG21 che il CG22 hanno confermato l´inserimento nelle Costituzioni di questo capitolo introduttivo sui principi e criteri generali del servizio dell´autorità, perché possa servire come chiave di lettura di tutta la quarta parte.
Sarebbe un errore dannoso sminuire l´importanza di questa parte, o ritenerla quasi riservata a quelli che esercitano qualche incarico di
" Cf. CGS, 706-709; 720-722

autorità nella Congregazione. Il cap. X dimostra che il problema delle strutture non solo tocca la vita di tutta la Congregazione e di tutti i singoli confratelli, ma fa appello alla corresponsabilità di tutti. Non basta la precisa designazione giuridica delle varie competenze; ci vuole l´atteggiamento spirituale di una obbedienza comune e condivisa, a cui tutti i confratelli partecipano e contribuiscono, ognuno secondo il proprio ruolo e le proprie capacità.
Nel lavoro di revisione sono state sottoposte a un accurato esame tutte le strutture di governo ai tre livelli:
- applicando i principi e i criteri generali indicati nel capitolo introduttivo della parte;
- valutando ogni singola struttura, secondo i criteri generali indicati dal Motuproprio «Ecclesiae Sanctae» per la revisione delle Costituzioni.´
Data la natura specifica di questa parte, vi hanno assunto un´importanza particolare:
- il criterio giuridico-normativa, per garantire la presenza, l´essenzialità e la chiarezza delle norme: il CG22, in particolare, ha avuto cura di sintonizzare il diritto proprio alla normativa della Chiesa, promulgata nel nuovo Codice di diritto canonico, entrato in vigore nel novembre 1983;
- il criterio esperienziale: la rielaborazione definitiva, fatta dal CG22,
ha tenuto conto della sperimentazione circa la praticabilità delle
strutture di governo, introdotte dal CGS, durante due sessenni.
Dopo tutto questo cammino di revisione, compresa l´ultima verifica da parte della Sede Apostolica, possiamo affermare: «Le strutture di governo appaiono in armonia con le norme della Chiesa e come traduzione concreta dello spirito con cui nella Congregazione si esercita il servizio dell´autorità».b
´ CF. ACS n. 305 (1982) , p. 38-41
CL CG22, Sussidi alle Costituzioni e Regolamenti, Roma 12.5.1984, p. 81

3. Titolo e ordinamento.

Alla parte quarta, nella revisione definitiva, è stato dato il titolo: «Il servizio dell´autorità nella nostra Società». Per questa materia non era possibile continuare con i titoli personalizzati delle parti precedenti, che si riferiscono ai Salesiani dei quali si descrive la Regola di vita. D´altronde si voleva evitare un titolo troppo giuridico e astratto, come appariva ancora nel testo del 1972 (dove la parte era intitolata «Organizzazione della nostra Società» e i successivi capitoli «Strutture di governo a livello mondiale, ispettoriale, locale»).
Si è scelto il nuovo titolo, perché esso sottolinea giustamente la natura dell´autorità religiosa come servizio (cf. Cost 121) e collega meglio la parte quarta alle precedenti.
Per lo stesso motivo il titolo della quarta parte si ripete per i capitoli riguardanti le strutture ai tre livelli, aggiungendo: «nella comunità mondiale... ispettoriale... locale».

La parte quarta risulta così divisa in cinque capitoli:
Cap X Principi e criteri generali art. 120-124 (5 articoli)
Cap XI Servizio dell´autorità nella comunità mondiale art. 125-155 (31 articoli)
Cap XII Servizio dell´autoritàà nella comunità ispettoriale art. 156-174 (19 articoli)
Cap XIII Servizio dell´autorità nella comunità locale art.] 75-186 (12 articoli)
Cap XIV Amministrazione dei beni temporali art. 187-190 (4 articoli)
L´ordine adottato per la successione dei tre livelli è quello delle Costituzioni precedenti: si presentano prima le strutture mondiali, poi quelle ispettoriali per terminare con quelle locali. È vero che sul piano della vita concreta e della realizzazione più immediata della missione, le comunità locali sono in primo piano, ma queste mettono sempre in opera un medesimo carisma, di cui le strutture superiori devono assicurare l´unità. L´ordine adottato vuol significare: il medesimo carisma

salesiano universale è all´opera nel contesto delle diverse Ispettorie; e in una stessa Ispettoria il carisma salesiano, già particolareggiato, è all´opera nel contesto locale di ciascuna comunità. Conviene inoltre sottolineare che il governo negli Istituti religiosi è intrinsecamente legato al mondo della fede e alla risposta vocazionale a Dio. Le strutture di questi Istituti riflettono la natura stessa della Chiesa, di cui Cristo è il Capo.´
All´interno di ogni livello (cap. XI-XIII) si parte dall´aspetto personale dell´autorità per giungere a quello collegiale. Questa distribuzione (che è stata seguita anche nelle Costituzioni precedenti) trova il suo motivo fondamentale nel voto dell´obbedienza religiosa. La vita religiosa richiede una forma di governo e di autorità che esprime il valore del voto di obbedienza come sottomissione a un´autorità, la quale non procede dai membri stessi, ma ha la sua fonte in Dio tramite la Chiesa, che la conferisce al Superiore religioso. Tale autorità è quindi personale e non condivisibile, anche se non viene esercitata nell´isolamento, dato che il Superiore viene assistito da un Consiglio ed esiste l´autorità suprema del Capitolo generale quando è riunito in assemblea.´
Questo ordinamento è quello stesso del Codice di diritto canonico, che tratta prima dei Superiori e dei loro Consigli e quindi dei Capitoli.
NB. Si fa presente che di questa quarta parte vengono commentati singolarmente soltanto gli articoli del capitolo introduttivo e quelli del capitolo XI, che riguardano le singole autorità a livello mondiale: il Sommo Pontefice, il Rettor Maggiore e i membri del Consiglio generale. Per il resto saranno sufficienti commenti più globali per paragrafi o sezioni.
CL Elementi essenziali della vita consacrata, CRIS, 31.5.83, n. 49 " Cf. CR1S, doc. cit., n. 49-50; cf. pure CIC, can. 617-618

CAPITOLA X
PRINCIPI E CRITERI GENERALI

,Chi vuol essere grande tra voi si farà vostro servitore e chi vuol essere il primo tra voi sarà il servo di tutti. Il Figlio dell´uomo infatti non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti´. (Mc 10,43-45).
Il contenuto generale di questo capitolo ben merita questo classico testo evangelico, sintesi per eccellenza del senso cristiano dell´autorità. La sua migliore esegesi sta nella vita stessa di Gesù, nel suo vivere il ´potere´ (exousia) a lui riconosciuto (Me 1.22; MI 28,18) in un mirabile equilibrio di coraggio nel proclamare la verità (Mc 12,14) e di incoraggiante rispetto del piccolo, del debole e del fragile (Mt 9,12s, 12,20).
Ebbene in un tornante decisivo della sua vita, quando la prevista dolorosa fine si fa momento di verità (Mc 10,32-34), Gesù rivela il senso della sua vita come servizio, con un tratto autobiografico, una confessione tanto più impressionante quanto più è difficile a capirsi dalla gente comune, ma in perfetta sintonia con tutta la sua vita.
Fa da contesto storico al brano evangelico la domanda impertinente dei figli di Zebedeo (Mc 10,35-45), ma aleggia anche il problema sorto nella comunità cristiana sul ruolo ed esercizio dei capi della comunità. Ricorderemo anzitutto che Gesù pone come base dogmatica l´evento della croce («il battesimo, il calice», 10,38), alla cui luce afferma: «Fra voi non è così» (10,43). Ossia per i discepoli deve essere chiaro che non possono conformarsi alla prassi di comando dei «capi delle nazioni», anche, se necessario, fino alla rottura, detto al positivo, è solo il servizio, e quindi i servitori, che qualificano cristianamente e realizzano l´autorità nella comunità, abbinando alla concretezza dell´atto di amore la ben scarsa parvenza del prestigio (10,43-44); ma per superare ogni equivoco, è il servizio di Cristo servo che fa da supremo criterio e modello (10,45). Egli ha veramente il potere da Dio, in quanto Figlio dell´uomo (Dan 7,13s), eppure come il Servo salano (Is 53) Egli lo esercita nella fedeltà radicale e nella responsabilità piena verso gli uomini. Serve l´uomo in quanto lo redime, lo ama liberandolo secondo Dio, accettando per questo di mettere in gioco

Già abbiamo parlato di questo capitolo presentando la quarta parte nel suo insieme: deve essere inteso come introduzione e chiave di lettura di tutta la quarta parte.
Esso intende fissare lo spirito e i principi dell´autorità e del suo esercizio a tutti i livelli e trova la sua concreta applicazione nei tre capitoli che seguono, come pure nei capitoli corrispondenti dei Regolamenti generali.
Si fa notare che le fonti della dottrina contenuta in questo capitolo si trovano, in buona parte, nei documenti del Vaticano 11, che ha riflettuto profondamente sulla natura dell´autorità nella Chiesa, ma si trovano anche nella nostra tradizione salesiana, che ci ha tramandato il modo di esercitare l´autorità proprio di Don Bosco: un vero padre e servitore dei suoi fratelli.
I cinque articoli del capitolo sono organizzati nel modo seguente:

- Titolari dell´autorità nella Congregazione, secondo la sua natura tripartita: art. 120
- Natura e finalità dell´autorità.
art. 121: autorità come servizio
finalità dell´autorità
richiesta della qualifica sacerdotale
art. 122: autorità in comunione garante di unità
- Criteri dell´esercizio dell´autorità.
art. 123: partecipazione e corresponsabilità art. 124: sussidiarietà e decentramento

ART. 120 STRUTTURE FONDAMENTALI DELLA NOSTRA SOCIETA
La nostra Società si configura in comunità ispettoriali che, a loro volta, sono articolate in comunità locali.
Il governo a livello mondiale assicura l´unità di vita e di azione nella diversità di ambienti e situazioni.
Il governo centrale, ispettoriale e locale viene esercitato con potestà ordinaria da un superiore assistito dal suo Consiglio.
L´autorità suprema su tutta la Congregazione compete al Capitolo generale. Ai Capitoli ispettoriali vengono riconosciuti determinati poteri nell´ambito dell´ispettoria.
La comunità salesiana ai suoi tre livelli.
L´art. 120 presenta un breve compendio delle strutture fondamentali e dei rispettivi organi di autorità nella Congregazione.
Parte dalla realtà complessiva della nostra Società, di cui il primo articolo delle Costituzioni ricordava la fondazione ad opera di Don Bosco, e di cui la prima parte delle stesse Costituzioni descriveva l´identità vocazionale e la posizione nella Chiesa. La Società salesiana è una comunità mondiale (cf. Cost 59), presente in contesti sociali, politici e culturali diversi.
Alle diverse presenze corrispondono le Ispettorie o comunità ispettoriali, in cui essa si configura: il termine «si configura» è stato scelto per esprimere il concetto che ogni Ispettoria è come una incarnazione della Congregazione nella sua completezza fondamentale di vita e di missione in un determinato territorio (cf. Cost 157).
A sua volta l´Ispettoria «si articola» in comunità locali, «parti vive» della comunità ispettoriale (cf. Cost 58), quasi come membra del corpo vivo che è l´Ispettoria.
In tal modo vengono chiaramente distinti i tre livelli di strutture della Congregazione: sono presentate le tre comunità con un breve cenno alla loro correlazione, che verrà poi ampiamente precisata nelle varie disposizioni dei capitoli successivi.
In particolare l´articolo accentua il significato del governo centrale per assicurare l´unità di vita e di azione nella Congregazione, un´esi-

genza urgente, viste le sue dimensioni mondiali, il legittimo pluralismo e la ricca differenziazione delle comunità ispettoriali sparse nei cinque continenti.
Mentre articoli seguenti (Cost 122 e 124) svilupperanno ancora il tema dell´unità nella diversità, qui si vuole sottolineare, con una certa insistenza, il valore fondamentale dell´unità, per cui non sarebbe sbagliato dire che le strutture a livello mondiale sono le `strutture dell´unità´, di «un´unità ministeriale che deve fondere organicamente tutti nella medesima vocazione».´
L´autorità del Superiore.
Ad ogni livello, centrale ispettoriale e locale, è preposto un Superiore. Egli governa la sua comunità con potestà ordinaria. Come già si accennava nell´introduzione della quarta parte, la sua autorità è propria e personale z come ogni autorità nella Chiesa, cosicché viene implicitamente escluso un governo di natura collegiale.3 Nella vita religiosa, infatti, l´autorità è collegata al mistero dell´obbedienza, che si compie attraverso la mediazione di un fratello nell´ambito delle Costituzioni.
D´altra parte però il Superiore non esercita il suo potere in un modo assoluto e autocratico. Egli - dice la Regola - è assistito da un Consiglio ed è tenuto a valersi della sua opera nell´esercizio del proprio ufficio 4 L´autorità personale del Superiore viene così illuminata e corroborata dall´aiuto del suo Consiglio e, in determinati casi di particolare importanza, indicati dal diritto proprio, anche condizionata dal suo voto deliberativo o consultivo.
Questa impostazione del governo religioso - da una parte l´autorità personale del Superiore e dall´altra la partecipazione attiva del suo Consiglio - voluta dal Vaticano Il e sancita dal Codice di diritto canonico - viene affermata esplicitamente a tutti i livelli di governo nella nostra Congregazione.
´ Cf- CGS, 720
´ Cf, CIC, can- 618
a Un decreto della Congregazione per i Religiosi e gli Istituti secolai-i, in data 2 febbraio 1972, diede risposta negativa alla domanda se l´autorità nella vita religiosa potesse intendersi in modo collegiale (cf. AAS 69 (1972), p. 393).
° Cf. CIC, can. 627

Organismi collegiali.

Mentre si afferma che l´autorità del Superiore è personale, continua ed effettiva e assicurata in forma permanente dalle disposizioni del diritto proprio (durata del mandato, supplenza dei vicari, successione), si mette in rilievo che esistono nella Congregazione organismi che godono di autorità che viene esercitata in altra forma, in determinati momenti e circostanze. Si tratta dell´autorità collegiale dei Capitoli, una volta riuniti in sessione.
Il Capitolo è essenzialmente un organismo «ad hoc», convocato cioè per compiti precisi stabiliti dalle Costituzioni; è composto di membri «ex officio» e di delegati, rappresentanti delle comunità ispettoriali o locali, eletti per un determinato Capitolo; la sua autorità è limitata alla durata della sua sessione.
Il Capitolo generale ha autorità suprema su tutta la Congregazione, in quanto elegge il Rettor Maggiore e il Consiglio generale e in quanto spetta ad esso stabilire leggi per tutta la Congregazione (cf. Cost 147).
Nell´ambito dell´ispettoria il Capitolo ispettoriale ha determinati poteri, in modo particolare per l´applicazione delle leggi universali alla propria circoscrizione (cf. Cost 171; Reg 167).
Si rimanda ai singoli articoli per un commento più particolareggiato su questi organismi collegiali.


Padre Santo, che nella Tua sapienza
hai dato alla Tua Chiesa, tra i doni dello Spirito, il sostegno dell´autorità fatta di servizio, guarda con amore alla nostra Società e poni a capo di essa uomini illuninati, ripieni dello spirito di preghiera, capaci di discernimento e ricchi di bontà, che ci guidino con sicurezza
sulla via della Tua volontà.
Per Cristo nostro Signore.

ART. 121 NATURA DEL SERVIZIO DELL