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Rettor Maggiore Don Pascual Chavez: sintesi

“Facendo il punto”

Quarta settimana del Capitolo Generale
Roma, 17 - 22 marzo 2014

Siamo giunti al termine della quarta settimana del nostro Capitolo Generale. Proprio un mese fa, il 22 febbraio, iniziavamo questa avventura spirituale nei “luoghi di Don Bosco”. Possiamo dire che abbiamo percorso già un po’ più della metà della strada e possiamo guardare con soddisfazione il cammino fatto.

1. Infatti, in questa settimana che sta terminando, dal 17 al 22 marzo, le commissioni hanno svolto questo lavoro:

  1. La commissione giuridica ha concluso la parte più urgente dei compiti ad essa assegnati, riguardanti le strutture del governo centrale della Congregazione, con un unico cambio costituzionale, quello riguardante il Vicario e la Famiglia Salesiana che diventa un Segretariato; con la costituzione di due Regioni in Europa e Medio Oriente; con l’introduzione di una nuova modalità per l’elezione dei Consiglieri generali di settore.
  2. Le commissioni di studio del tema hanno elaborato osservazioni alla prima redazione dei primi due nuclei nei suoi diversi elementi ed hanno iniziato lo studio del terzo nucleo.
  3. La commissione di redazione ha presentato la prima redazione di tutti e tre nuclei e il primo nucleo è stato già oggetto di una prima discussione in Assemblea.

2. La terza edizione, aggiornata, del Quadro di riferimento della Pastorale Giovanile è stata presentata all’Assemblea, cui ha seguito un primo scambio di domande.

3. Anche se la prossima settimana sarà interamente dedicata al discernimento e alle elezioni del Rettor Maggiore e dei membri del suo Consiglio, è evidente che il Capitolo entra in una nuova fase, sempre più incentrata sul tema del CG27 “Testimoni della radicalità evangelica”. Per questo è necessario che le Commissioni sul tema e il dibattito al riguardo in l’Assemblea si avviino ad una lavoro mirato e concreto. Si tratta di far sì che la riflessione sulla vita della Congregazione alla luce del tema, diventi uno spirito e si traduca in un documento con delle grandi linee di futuro per i prossimi anni.

4. Il CG27 deve essere un capitolo che segni una svolta, che ci faccia entrare decisamente nella nuova visione del mondo, in questa nuova primavera della Chiesa, in questo momento di grazia della Vita Consacrata e della Congregazione in particolare. Ecco perché mi permetto rinnovare l’invito alle scelte radicali al triplice livello: personale, istituzionale (comunità, ispettoria, congregazione), strutturale. Sono necessarie scelte che ci riportino di più a Cristo e al suo Vangelo, che ci inseriscano maggiormente nella Chiesa e che ci facciano amare di più i poveri, sulle orme di Don Bosco. Questo è il significato di quanto dice l’art. 146 delle Costituzioni parlando del Capitolo Generale: “È l’incontro fraterno nel quale i salesiani compiono una riflessione comunitaria per mantenersi fedeli al Vangelo e al carisma del Fondatore e sensibili ai bisogni dei tempi e dei luoghi. Per mezzo del Capitolo Generale l’intera Società, lasciandosi guidare dallo Spirito del Signore, cerca di conoscere, in un determinato momento della storia, la volontà di Dio per il miglior servizio alla Chiesa.”

Auguro a tutti un sereno fine settimana che ci prepari ad entrare nella settimana del discernimento ed elezioni con il cuore aperto allo Spirito.

Roma, 22 marzo 2014

Don Pascual Chávez V., sdb


Il Rettor Maggiore
FACENDO IL PUNTO
Lunedì, 17 marzo 2014

 Abbiamo cominciato questa avventura spirituale con alcuni giorni preliminari (pellegrinaggio ai luoghi di Don Bosco, la presentazione della relazione dei consiglieri di settore e regionali, e gli Esercizi Spirituali) che sono stati molto importanti per l’integrazione dei confratelli capitolari, per la creazione di un ambiente di ascolto, di riflessione, di preghiera e di lavoro.

Il CG 27 diede inizio ufficiale con l’apertura solenne e la presentazione della relazione della visione d’insieme dello stato della Congregazione e le prospettive di futuro da parte del Rettor Maggiore.

La prima settimana di lavori capitolari, oltre alla conoscenza e familiarizzazione, con il programma informatico, fu dedicata allo studio della Relazione cercando di individuare bene le grandi sfide ed opportunità che la Congregazione ha nel presente e nell’avvenire immediato, e all’ organizzazione delle commissioni e le prime elezione e nomine (moderatori, segretari) per il funzionamento del CG.

La seconda settimana di lavori capitolari si è rivelata molto proficua, il che fa vedere tanto la buona organizzazione come l’atteggiamento di collaborazione di tutti per una buona riuscita. Infatti, la commissione centrale ha cominciato a coordinare i lavori, la commissione giuridica ha presentato già le prime proposte sulle strutture di animazione e governo centrale della Congregazione, le 4 commissioni sul tema “Testimoni della radicalità evangelica” hanno fatto già il primo lavoro su i tre nuclei, e la commissione di redazione ha già presentato i primi due nuclei.

Tutto questo fa prevedere bene, vale a dire, che in questa terza settimana dei lavori capitolari riusciremo ad avere l’approvazione tempestiva delle proposte più urgenti della commissione giuridica (quelle che hanno bisogno di approvazione della Santa Sede) e lasciare fatta una prima bozza del documento capitolare prima di entrare nella settimana di discernimento ed elezioni. Ovviamente dipendiamo dal tempo che ci possa prendere lo studio di commissione ed assemblea della commissione giuridica.

‘E importante continuare a mantenere questo clima di serenità, di condivisione, di lavoro e di preghiera per fare bene le cose ed arrivare così alle elezioni.

Tuttavia mi sento di invitarvi ad essere più incisivi e coraggiosi nelle grandi linee di futuro per la Congregazione, specialmente nell’individuare il “cammino” da compiere, di modo che davvero esse ci pongano in sintonia con il modello di Chiesa in uscita e missionaria che ‘sogna’ Papa Francesco. Questo sogno sarà possibile se ci sono nuovi agenti pastorali, rinnovati in profondità, veri discepoli missionari del Signore Risorto, al servizio del Regno, per la trasformazione del mondo. La sola conversione personale senza conversione pastorale e strutturale non è sufficiente. La conversione pastorale e strutturale senza conversione personale è impossibile.

Si tratta dunque di una scelta rinnovata per Gesù, il Gesù degli evangeli, il Dio-Uomo, una scelta fatta di verità, di umanità e di servizio, libera di ogni addomesticamento, che ci aiuti a scoprire Dio (quaerere Deum) attraverso la intensa esperienza di Dio in Lui e scoprire l’uomo (quaerere hominem) attaverso la carità e la misericordia verso i confratelli e i giovani. ‘E questo che potrà ridare fascino alla nostra vita salesiana e renderla ancora credibili, incantevole ed attraente, ma soprattutto ci aiuterà a che i giovani scoprano l’identità profonda di Gesù e possano rispondere alla sua domanda: “Chi dite che io sia?”, dicendo “veramente questo Uomo è il Figlio di Dio, il Salvatore”.

Perciò nella parte operativa dobbiamo, senza paura, andare alla radice, alle cause della povertà e dell’esclusione in cui vivono milioni e milioni di persone. Non dimentichiamo che la cultura attuale tende a proporre stili d’essere e di vivere contrari alla natura e alla dignità dell’essere umano, collocando al di sopra del valore della persona il potere, la ricchezza e il piacere. Il nostro lavoro educativo pastorale deve aiutare a trasformare questa società. L’esclusione sociale non permette l’appartenenza alla società in cui si vive, perché non si è sotto, né si sta nella periferia, né si è privo di potere, semplicemente si è fuori, messo in disparte. Le persone escluse non soltanto sono sfruttate, sono un esubero e uno scarto sociale. Ecco perché dobbiamo impegnarci ad una educazione e pastorale che ridia dignità alla persona, specialmente i giovani. Proprio perché questo implica sensibilità nei confronti della povertà, amore ai poveri e una vita povera, favorisce il che siamo ‘testimoni della radicalità evangelica’.

Buon lavoro.

Roma, 17 marzo ’14

Don Pascual Chávez V., sdb