Sainteté Salésienne

Postulazione generale - Eventi 2011 (it)

Postulazione generale della famiglia salesiana eventi 2011

Anniversari del 2011

Secondo centenario nascita di san Giuseppe Cafasso – 11 gennaio 1811
Centenario della nascita del Beato Giuseppe Kowalsky – 13 marzo 1911
Settantacinquesimo dei 95 Martiri spagnoli - 1936
Cinquantesimo della morte della Serva di Dio Matilde Salem - 27 febbraio 1961 

Eventi dell’anno

9 febbraio 2011 Presentazione del supplex libellus Carlo Braga, sacerdote, presso la curia vescovile di Pampanga (Filippine)
19 febbraio 2011 Chiusura dell’Inchiesta Diocesana del Servo di Dio Costantino Vendrame (1893-1957). a Shillong (India)

A presiedere l’atto del conclusivo del processo diocesano è stato l’arcivescovo mons. Dominc Jala, sdb. Presenti, oltre i membri del tribunale e il vice postulatore don Mawrie Barnes Lister, don Angelo Granziera, parroco di Colle Umberto e San Martino di Colle Umberto - in provincia di Treviso, Italia - e mons. Tarcisio Bolzan, parroco a Susegana, in provincia di Treviso, nato e battezzato a San Martino di Colle Umberto, parrocchia dove è cresciuto da ragazzo il Servo di Dio Don Costantino Vendrame.
Costantino Vendrame nacque a San Martino di Colle Umberto, in provincia di Treviso, il 27 agosto 1893. Nel 1913 entrò nel noviziato salesiano di Ivrea. Dopo una prima esperienza nell’oratorio di Chioggia, fece il servizio militare obbligatorio, che temprò ulteriormente il suo carattere. Nel marzo del 1929 fu ordinato sacerdote e, nell’ottobre, ricevette il crocifisso missionario nella Basilica di Maria Ausiliatrice. A 31 anni partì per l’India. Nel giro di cinque anni le parrocchie affidate al suo ministero crebbero a dismisura, incrementando il numero dei battezzati da 400 a 1449.
Don Vendrame puntò sulla formazione di catechisti laici che evangelizzavano le comunità e lo accompagnavano nei suoi viaggi. Da buon salesiano avviò e seguì gli oratori festivi, educò centinaia di bambini. Portò il cristianesimo anche tra gli indù, i mussulmani e i metodisti, tanto che veniva paragonato a san Francesco Saverio o a san Paolo. Era umilissimo e di grande preghiera: sembrava sempre in comunione con Dio. Devotissimo del Sacro Cuore di Gesù, fece erigere due santuari, uno a Malawai e l’altro a Wahiajer.  

27 aprile 2011 Consegna della Positio di Sándor Stefano, salesiano coadiutore, martire

La Positio, che ha avuto come relatore il Padre Vincenzo Criscuolo OFM Cap. e come collaboratore il salesiano ungherese don János Szőke, consta un breve profilo biografico del Servo di Dio, un’esposizione ampia e convincente del suo martirio formale e materiale, senza omettere di delineare la descrizione della vita virtuosa, in particolare la costante preoccupazione del Servo di Dio di essere fedele alla sua vocazione di salesiano coadiutore.
Sándor Stefano nacque a Szolnok, in Ungheria, il 26 novembre 1914 da Stefano e Maria Fekete. Leggendo il Bollettino Salesiano conobbe don Bosco. Si sentì subito attratto dal carisma salesiano. Nel 1936 fu accettato al Clarisseum a Budapest, dove in due anni fece l’aspirantato. Frequentò nella tipografia “Don Bosco” i corsi di tecnico-stampatore. Iniziò il noviziato, ma dovette interromperlo per la chiamata alle armi. Nel 1939 raggiunse il congedo definitivo e, dopo l’anno di noviziato, emise la sua prima professione l’8 settembre 1940 come salesiano coadiutore. Destinato al Clarisseum, si impegnò attivamente nell’insegnamento presso i corsi professionali. Ebbe anche l’incarico dell’assistenza all’oratorio, che condusse con entusiasmo e competenza. Fu il promotore della Gioventù Operaia Cattolica. Alla fine della Seconda Guerra mondiale si impegnò nella ricostruzione materiale e morale della società, dedicandosi in particolare ai giovani più poveri, che radunava insegnando loro un mestiere. Quando lo Stato nel 1949, sotto Mátyás Rákosi, incamerò i beni ecclesiastici e iniziarono le persecuzioni nei confronti delle scuole cattoliche, Sándor cercò di salvare il salvabile. Invece di rifugiarsi all’estero rimase in patria per salvare la gioventù ungherese. Nel luglio del 1952 fu catturato sul posto di lavoro, e non fu più rivisto dai confratelli. Un documento ufficiale ne certifica il processo e la condanna a morte eseguita per impiccagione l’8 giugno 1953. 

24 maggio 2011 – Chiusura dell’inchiesta diocesana del martirio dei Servi di Dio don Jan Swierc e 7 compagni, dell’ispettoria di Cracovia, martirizzati ad Auschwitz e del Servo di Dio don Franciszek Miśka martire a Dachau

Il 24 maggio 2011, durante una solenne celebrazione eucaristica nella cattedrale di Pelplin, si è conclusa la fase diocesana del processo di beatificazione del secondo gruppo dei martiri della II Guerra mondiale, vittime del nazismo. Per mons. Jan Bernard Szlaga, vescovo della diocesi di Peplin, i documenti raccolti sono esempio di “laboriosità e accuratezza” del Tribunale.
Il gruppo conta 122 persone tra sacerdoti, religiosi e laici, e ha come capogruppo il Servo di Dio don Antoni Henryk Szuman, tutti vittime del nazismo. I Servi di Dio hanno dato la loro vita per la fede in vari luoghi della Polonia e anche nei campi di sterminio di Dachau, Sachsenhausen, Mittelbau, Buchenwald.
Tra essi vi sono 9 salesiani di Don Bosco: don Jan Swierc e 7 compagni, dell’ispettoria di Cracovia, martirizzati ad Auschwitz e don Franciszek Miśka che fu direttore del Piccolo Semiario “Figli di Maria” a Ląd negli anni 1936-1942, internato nel campo di concentramento di Dachau, dove morì per maltrattamenti e sevizie il 30 maggio 1942.
Alla sessione di chiusura erano presenti i Postulatori di sette Diocesi polacche e di dodici Congregazioni religiose legati ai martiri candidati alla gloria degli altari. Per i salesiani erano presenti i vice postulatori Don Michal Szafarski dell’Ispettoria di Cracovia e Don Jaroslaw Wasowicz dell’Ispettoria di Pila. Vi erano, inoltre, molti sacerdoti con i fedeli delle parrocchie di cui erano originari i martiri della II Guerra mondiale. Don Dariusz Drążek, è stato nominato Postulatore per la fase romana del processo.
Uno dei frutti della prima tappa del processo di beatificazione è la pubblicazione del libro “Zginęli za wiarę”, con le biografie di tutti i candidati agli altari. Autori di questo libro sono: don Wiesław Mazurowski e don Wojciech Węckowski di Pelplin. 

7 giugno 2011 – Agua de Dios (Colombia) - Apertura dell’Inchiesta diocesana della Serva di Dio Anna Maria Lozano Díaz Confondatrice dell’Istituto Delle Figlie dei Sacri Cuori di Gesù e di Maria (1883-1982)

Martedì 7 giugno presso la curia vescovile di Girardot, Colombia, è stata avviata ufficialmente l’Inchiesta diocesana per la beatificazione della Serva di Dio Anna Maria Lozano, cofondatrice dell’Istituto delle Figlie dei Sacri Cuori di Gesù e di Maria, fondato dal beato Luigi Variara. Il vescovo diocesano, mons. Héctor Julio López Hurtado, sdb, ha presieduto la cerimonia, aperta con il saluto della Madre generale, sr. Eulalia Marin, ed una presentazione del profilo della Serva di Dio, da parte di sr. Carmen Estupiñán. Successivamente si è proceduto alla costituzione del tribunale diocesano, composto da don Aldo Aldana, Delegato episcopale, don Carlos Arturo Garcia Oriano, Promotore di giustizia, e la sig.ra Ana Myriam Herrera, Notaio. Presso la chiesa parrocchiale di Agua de Dios è stata poi celebrata una solenne Eucaristia, alla presenza di molte suore della Congregazione, dei membri dell’Istituto secolare “Luigi Variara”, di vari rappresentanti della Famiglia Salesiana, del clero e del seminario diocesano e di numerosi fedeli. Il Postulare Generale delle Cause dei Santi della Famiglia Salesiana, don Pierluigi Cameroni, ha accompagnato l’intera cerimonia e nel messaggio di saluto ha chiesto a mons. López Hurtado che la cappella dell’Istituto delle Figlie dei sacri Cuori, dove riposano i resti del Beato Luigi Variara e dove sono custodite le spoglie della Madre Anna Maria, sia riconosciuto come santuario eucaristico a livello diocesano.
Nata a Oicatà, Colombia, il 24 settembre 1883, Anna Maria Lozano si trasferì nel 1897 al lazzaretto di Agua de Dios, con la sua famiglia, in seguito al contagio di lebbra del papà. Qui la giovane rimase affascinata dal carisma di don Luigi Variara e decise di entrare a far parte dell’Istituto di suore che l’apostolo dei lebbrosi stava fondando per l’assistenza spirituale e la cura dei malati di lebbra. Eletta a 23 anni Superiora Generale, divenne la discepola più vicina al fondatore, l’erede, ma anche la responsabile di trasmettere lo spirito proprio dell’Istituto, di farlo crescere e mantenerlo fedele alle radici. Ha servito a più riprese come Superiora per un totale di 55 anni, (1907-1919; 1922-1925; 1928-1968), prima di morire, il 5 marzo 1982, all’età di 98 anni. 

Vaticano - Madre Laura Meozzi, FMA, dichiarata Venerabile

Il 27 giugno 2011, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricevuto in Udienza privata Sua Eminenza Reverendissima il Card. Angelo Amato, S.D.B., Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi. Nel corso dell’Udienza il Sommo Pontefice ha autorizzato la Congregazione a promulgare il Decreto riguardante le virtù eroiche della Serva di Dio Laura Meozzi, Suora professa dell'Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice.
Nata a Firenze (Italia) il 5 gennaio 1873, con la famiglia, nobile e agiata, si trasfersce presto a Roma, dove compie gli studi di medicina. Quando il direttore spirituale, un salesiano, le dice che Dio la chiama tra le suore di Don Bosco, passa notti intere in preghiera. Divenuta Figlia di Maria Ausiliatrice nel 1898, lavora soprattutto in Sicilia fino al 1921, quando viene scelta a coordinare il gruppo delle prime suore salesiane inviate in Polonia. È così la pioniera della presenza delle FMA in Polonia dove giunge nel 1922. Pur nella povertà estrema apre case per ogni esigenza: inizia con alloggi per bambini orfani e abbandonati; poi le ragazze, le scuole, i laboratori, le postulanti, le novizie, le suore; poi i rifugiati, i perseguitati, gli ammalati, i profughi... Madre Laura riusce a dare conforto a tutti. Durante il periodo della seconda guerra mondiale, benché consapevole del rischio a cui va incontro, decide di restare in Polonia accanto alle giovani consorelle. Accanto a loro sperimenta l'occupazione della Russia e della Germania, la chiusura delle case aperte con grandi sacrifici, la deportazione di alcune FMA in campi di concentramento. Ciò che era stata fecondato nel dolore e nell'amore coraggioso avrà poi una grande fioritura di opere educative a vantaggio di tanti bambini e ragazze polacche. Madre Laura aveva un dono speciale di maternità forte e dolce. Sapeva accompagnare con saggezza e gradualità, perché aveva il dono del discernimento degli spiriti, dell'ascolto e della consolazione. Finita la guerra, si dovettero abbandonare i territori divenuti repubbliche sovietiche e ricominciare tutto da capo. Madre Laura inizia di nuovo: riapre ben 12 case. A Pogrzebien, in un vecchio castello che era servito ai tedeschi per annientare donne e bambini, rinasce il noviziato; ovunque ritorna il vigore, la gioia, il sorriso. Ma ormai Madre Laura si sente sempre più affaticata. Assistita dalle suore e sostenuta dalle preghiere di tutti, muore il 30 agosto 1951. La sua salma si trova a Pogrzebien.
Il processo sulla vita e le virtù, seguito con competenza dalla Vice postulatrice Sr. Giuliana Accornero, si celebrò in Polonia, nella Diocesi di Katowice negli anni 1986-1994.

23 ottobre 2011 Canonizzazione del Beato Luigi Guanella (1842-1915)

Luigi Guanella nacque a Fraciscio di Campodolcino (Sondrio) nel 1842. Nel 1866 divenne sacerdote e in quell’occasione ebbe a dire: “Voglio essere spada di fuoco nel ministero santo”. Nella sua attività pastorale avvicinò le esperienze del Cottolengo e di Don Bosco, che incontrò a Torino e con il quale trascorse tre anni. Emise la professione triennale temporanea salesiana nel 1874, presso l’opera di Lanzo Torinese. Nei primi due anni vissuti da salesiano fu Direttore dell’oratorio di San Luigi Gonzaga nel Borgo san Salvario a Torino, mentre nel novembre del 1876 fu incaricato di aprire un nuovo oratorio a Trinità di Mondovì. Nel 1877 gli vennero affidate le vocazioni adulte, che Don Bosco aveva denominato “Opera dei figli di Maria”.Nel 1881 fondò i Servi della Carità e le Figlie di Santa Maria della Provvidenza. A Roma, con l’aiuto di Papa Pio X, fece erigere la basilica del Transito di San Giuseppe. Sopravvenuto il sisma della Marsica, nel gennaio del 1915, don Guanella fu tra i primi ad intervenire, insieme con Don Orione, per soccorrere la popolazione. Si spense pochi mesi dopo.
Don Guanella e Don Bosco, entrambi sacerdoti e grandi amici. Il profondo legame tra i due e la devozione di Don Guanella verso Don Bosco è resa celebre da una preghiera che Don Guanella scrisse sulla rivista mensile della sua opera, “La Divina Provvidenza” nell’agosto del 1908: “L’anima grande di Giovanni Bosco che altamente protegge la Congregazione de` suoi figli i Salesiani, ormai numerosi da non potersi contare, rivolga benigno i suoi sguardi sopra gli Istituti della Divina Provvidenza, e stenda benevola la sua protezione su quanti a queste opere appartengono e segnatamente al devoto suo ammiratore e scolaro. Sacerdote Luigi Guanella”.