
Conoscere per deliberare. Questo il senso delle prime giornate di questa settimana del CG29 in corso a Torino Valdocco. Come ha spiegato il presidente, don Stefano Martoglio, per entrare nel merito delle decisioni che dovranno essere prese, ogni partecipante deve farsi una visione della Congregazione nel suo insieme, estesa e particolareggiata.
A incominciare dalla conoscenza del ruolo del Vicario come “primo collaboratore del Rettor Maggiore, alla luce delle Costituzioni ma anche degli sviluppi più recenti dei fatti. Egli è una sorta di “ispettore” per quel che concerne le case direttamente dipendenti dal RM, comprese quelle che esprimono la presenza salesiana intorno al Soglio di Pietro: dentro la Città del Vaticano, alle Catacombe di San Callisto, alla Parrocchia pontificia di Castelgandolfo. Il suo servizio ad intra “favorisce una vita consacrata autentica e manifestarne il fascino” ha puntualizzato, don Martoglio; “ogni ispettoria dovrebbe considerare maggiormente la funzione del proprio vicario, orientandolo alla cura della vita e della disciplina religiosa” (e sarà necessario esplicitarlo nell’art. 168 delle Costituzioni).
A comporre l’immagine complessiva della SDB nel mondo sono intervenuti il Consigliere generale per la formazione, d. Ivo Coelho, il Consigliere per la Pastorale Giovanile, d. Miguel Ángel García Morcuende, il Consigliere per la Comunicazione sociale, d. Gildásio Dos Santos Mendes, il Consigliere per le Missioni, d. Alfredo Maravilla, e il Delegato generale per la Famiglia Salesiana, d. Joan Lluís Playà.
Nel pomeriggio è stata offerta una descrizione dello stato di quattro Regioni salesiane : Africa-Madagascar, don OWOUDOU Alphonse, Asia Sud, don MICHAEL Biju, Asia Est Oceania, don NGUYEN Thinh Phuoc Josephe e America Cono Sud, don ROMERO Héctor Gabriel - che sarà completata domani con quella delle altre Regioni salesiane. Nei prossimi articoli daremo sintesi di questi interventi.
Dall’insieme della visione offerta ai Capitolari sono emersi gli elementi che hanno caratterizzato il sessennio (temporalmente ristretto a 5 anni) sia per la crescita della congregazione sia quelli che hanno creato “ombre” e richiedono correzioni e cambiamenti coraggiosi.
Proprio su questi elementi, i Capitolari hanno di fatto già iniziato - dal lavoro precedente nelle rispettive ispettorie e in questi primi giorni dell’assise mondiale - a prendere atto della necessità di scelte che sappiano guardare ben oltre le visioni particolari. Inevitabilmente la fotografia del presente e la proiezione del futuro sono diverse a seconda della “giovinezza” delle situazioni, del numero delle vocazioni, del contesto economico e politico in cui si opera, purtroppo sempre più caratterizzato dalla ricorrenza di crisi umanitarie.
Fondamentale è esaminare quanto d. Coelho ha posto al centro delle “sfide”: la necessità di superare un’idea “funzionalista” della vocazione salesiana; la formazione congiunta con altri presbiteri nelle diocesi non deve portare a una omogeneità svilente; l’applicazione del metodo preventivo richiede a monte buoni formatori dei giovani confratelli; la condizione giovanile nel contesto attuale riceve sollecitazioni che scuotono le radici dei valori. Occorre in definiva una nuova “ratio” che illumini ogni salesiano a rispondere quotidianamente alla chiamata del Signore.