Ramón Darío Perera | Ispettore – ARS | 03/03/2025
Cari fratelli, don Regulatore mi ha chiesto di darvi la buona sera. L'Argentina e in particolare la Patagonia sta celebrando con tutta la congregazione il 150° anniversario della prima spedizione missionaria inviata da Don Bosco proprio da questa casa: Valdocco. Attualmente in Argentina siamo due province frutto dell'unione di 5. Nel sud di tre province siamo diventati uno. L'Argentina Sud è composta da 63 case, più della metà delle quali sono gestite da laici. Abbiamo 24 comunità e 146 fratelli. Per non annoiarvi, vi suggerisco di guardare un video su questi 150 anni e sul presente dell'ARS.
Video Script.
DON BOSCO
"Chissà se questa partenza e questo piccolo passo non saranno il seme da cui crescerà una pianta immensa. Chissà che non si stabilisca che produrrà un bene straordinario. Io lo spero...".
Con queste parole Don Bosco si congedò dai primi missionari che inviò in America.
All'Argentina Sur siamo il frutto di quel piccolo gruppo di intrepidi che lasciarono Valdocco di venire in un mondo nuovo, sconosciuto e impegnativo per loro. Nonostante le loro paure, non hanno esitato a correre dei rischi per far conoscere il Vangelo. accompagnare e difendere i diritti dei più vulnerabili.
Insieme a loro, anche le Figlie di Maria Ausiliatrice, che meritano un riconoscimento e un ringraziamento speciale. Quei missionari erano giovani, quasi adolescenti, ma non mancavano né di coraggio né di audacia. L'annuncio della Buona Novella li portò a viaggiare in lungo e in largo per la Patagonia quando ancora non c'erano strade, né comodità, né comunicazioni, persino quando il termometro era di diversi gradi sotto lo zero. Possiamo testimoniare che l'audacia missionaria era nei geni di Don Bosco ed è alla base del nostro carisma.
TESTIMONIANZA GUSTAVO
MISSIONE SALESIANA - RIO GRANDE
Quando si mette piede in Patagonia, quando si mette piede nella Terra del Fuoco, è una terra molto salesiana, ed è una terra santificata da molti che ci hanno preceduto.
Come nel presente, questa ricca storia ha volti concreti. Come non ringraziare Juan Cagliero per la sua leadership e la sua generosa dedizione al progetto missionario. A José Fagnano, che ha messo il suo corpo davanti alle pallottole per non uccidere gli aborigeni. A Domingo Milanesio, che ha viaggiato a cavallo per tutta la Patagonia e ha lavorato per proteggere il patrimonio culturale del popolo Mapuche. Ad Artémides Zatti, e a tanti infermieri, missionari e missionarie che si sono dedicati alla cura della salute dei più bisognosi. A Lorenzo Massa per aver offerto proposte per l'educazione, il tempo libero e lo sport per i giovani, a Giovanni Vecchi, il primo successore extraeuropeo di Don Bosco. Al cardinale Ángel Fernández Artime, primo ispettore di Argentina Sur. Ad Alberto D'Agostini, Francisco Calendino, Suor Angela Vallese e tanti altri. Oggi, grazie al loro coraggio e alla loro dedizione, viviamo in queste terre che amiamo profondamente e continuiamo a condividere la vita con gioia in mezzo alla nostra gente
TESTIMONIANZA DI GONZALO
STUDENTE CFP - RÍO GALLEGOS
Ho lasciato la scuola fondamentalmente per necessità economiche. Non potevamo permettercelo.
Quando mi hanno proposto di venire ho detto di sì perché sarebbe stato, sarebbe stato un bene per me. Conosco molte persone che non hanno mai finito la scuola superiore, in pratica quasi nessuno nella mia famiglia l'ha fatto. E loro mi stavano dando questa opportunità, quindi dovevo approfittarne.
TESTIMONIANZA DI GUIDO
ANIMATORE
Con Ceferino abbiamo lavorato per essere utili alla mia gente. Non solo per essere utili nei nostri gruppi, con la nostra famiglia, ma per andare oltre, nel lavoro, nel campo dello studio. Essere oratori nella nostra vita, ventiquattro ore al giorno.
Come 150 anni fa, oggi vogliamo rinnovare il nostro impegno nei confronti dei popoli originari, in particolare del popolo Mapuche. Essi hanno saputo accettarci e comprenderci al di là dei nostri limiti e, soprattutto, ci hanno incoraggiato a ripensare costantemente la nostra pastorale a partire dalla loro realtà, cultura e spiritualità ancestrale.
E proprio come i primi missionari fecero con i popoli nativi, anche noi oggi vogliamo essere al fianco degli ultimi, degli esclusi, degli scartati, per sostenere la vita dove è minacciata. Siamo convinti che la via da seguire sia la pedagogia della cura, quando tanti sono esclusi e maltrattati.
TESTIMONIANZA P. CARLOS MORENA
SALESIANO
La povertà continua. Vogliamo accompagnarla. E anche in questo momento ci sono due grandi sfide, che sono la fame da un lato e l'istruzione dall'altro. E aggiungerei ancora un po' di lavoro.
TESTIMONIANZA P. JOSÉ GARCÍA
SALESIANO
Lo slogan è ricevere la vita così come viene ed è quello che accade davvero. Le persone arrivano molto, molto distrutte in questi spazi. E la prima cosa che ti danno è un abbraccio, e poi vediamo.
TESTIMONIANZA DI GESÙ
ACCOMPAGNAMENTO
Così come loro hanno aiutato me, anch'io voglio aiutare, sollevarli da terra. Vedo anche il cambiamento e ciò che Dio ha fatto nella mia vita. Pregando Dio ha toccato il mio cuore, perché il mio cuore era duro e oggi è così morbido che persino io sono sorpreso.
L'impegno per l'utopia del Vangelo è per noi un impegno verso i giovani e la loro santità. Vogliamo accompagnare i loro sogni, soprattutto quelli di chi, come Ceferino e Laurita, la società vuole così spesso togliere loro la speranza e il futuro. Purtroppo, oggi ci sono molti ragazzi e ragazze esclusi, che soffrono la solitudine, la violenza, gli abusi e le dipendenze. Noi siamo lì per loro, perché i loro volti riflettono chi siamo e qual è la nostra missione.
TESTIMONIANZA DI BIANCA
ANIMATORE
La sensazione di essere soli, di non essere capiti, di non essere in grado di portare avanti qualcosa, il senso di unione, di potersi aiutare a vicenda, di poter stare con gli altri, è ciò che può combattere questi bisogni per il momento.
Lo stesso ardore missionario e la stessa passione che spinsero Don Bosco a inviare un gruppo di dieci salesiani, quando non c'erano abbastanza braccia per l'opera di Valdocco, è quello che continua a ispirarci oggi. Perché siamo convinti che tutti gli uomini e le donne meritino di conoscere, attraverso gesti e parole concrete, il messaggio del Vangelo, il messaggio di Gesù.
Per questo guardiamo al futuro con entusiasmo, perché vogliamo raggiungere un numero ancora maggiore di giovani poveri e abbandonati, affinché possano vivere una vita in Dio con speranza e vero significato.
Infine, vorremmo invitarvi non solo a ricordare i 150 anni trascorsi dall'arrivo dei primi missionari, ma anche a guardare ai prossimi 150 anni e oltre. Perché se c'è una cosa che abbiamo imparato da Don Bosco è di non avere paura delle sfide che la storia ci pone davanti. E lo facciamo perché siamo convinti che non sono i nostri meriti ad averci portato fin qui, ma la grazia di Dio, la stessa grazia di Dio che ha ispirato Don Bosco a Torino, che ha sostenuto i primi missionari e che sostiene e spinge noi qui nel presente.
FINE VIDEO
Non mi resta che invitarvi in Argentina. La Patagonia salesiana ha un santo (don Zatti) e due giovani beati, Ceferino Namuncurá e Laura Vicuña, e la testimonianza di quei missionari audaci e coraggiosi. Abbiamo preparato un calendario con molte attività la cui celebrazione centrale sarà a Buenos Aires il 14 dicembre 2025. Vi aspettiamo. Buona sera.