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In dialogo con il Signore (parte 2)

In dialogo con il Signore

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PARTE SECONDA

L'INCONTRO

CON CRISTO

NEI SACRAMENTI

I sacramenti della fede

L'incontrotra Dio e gli uomini, al di là della comunione misteriosa e ineffabile nelleprofondità più segrete della persona, si esprime negli eventi della storia, cheassume portata salvifica.

Il Dio diAbramo, di Isacco e di Giacobbe è il Dio della promessa. L'Incarnazione delVerbo determina il compiersi di questa Alleanza tra Dio e l'uomo: l'uomo èelevato a profeta, sacerdote e re non più in modo fallimentare come eraavvenuto nei tempi antichi per i Giudei che non erano stati adoratori inspirito e verità, ma in pienezza attraverso Cristo che è Dio, l'Emmanuele,vittima e sacerdote, profeta dell'eterno banchetto e Signore dell'Universo.

Cristo,sacramento del Padre, nei giorni della sua vita terrena ha insegnato e agitoper consegnare al mondo i segni della salvezza. In lui morto e risortol'umanità ha ritrovato la salvezza perduta; in lui primogenito di ogni creaturanoi tutti possiamo invocare il Dio che è nei cieli con il nome di Padre. InCristo il Padre porta a compimento la storia della salvezza e attende ora larisposta libera di tutta l'umanità. Dall'albero della croce Cristo attira a sél'intera umanità e da quel segno di ingiusta condanna scaturisce la Chiesa,«universale sacramento della salvezza».

La Chiesache santifica il tempo esce rinnovata nello Spirito della Pentecoste e ricevela forza di portare il Vangelo del Regno a tutti gli uomini di buona volontà. Enell'oggi del mondo la Chiesa è il «luogo» dell'azione divina e dell'incontrocon il Padre.

Gettatinel tempo e liberi di godere in Cristo della libertà siamo chiamati ad essereimmagine di Dio in un cammino di santità. Questo è possibile in forza dellapassione di Cristo, e si attua nei sacramenti della Chiesa che risolvono inCristo ogni momento dell'esistenza umana.

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I sacramenti sono destinati a significare la nostrasantificazione, perché possiamo rivolgere a Dio un culto a lui gradito edessere santificati. I sacramenti sono dunque i segni visibili della salvezza econtengono ciò che significano per virtù divina.

La Chiesa nel corso dei secoli ha maturato la propria presa dicoscienza circa il desiderio e il mandato di Gesù. Questo è segno dell'attuarsidei tempi ultimi della salvezza attraverso il travaglio della storia. LaChiesa, animata dallo Spirito Santo, interpreta se stessa in Cristo, e nellesue membra si rinnova per mezzo della Grazia che profluisce dai sacramenti. Isacramenti della Chiesa hanno valore memoriale, poiché sono attuazione di ciò cheCristo ha fatto e insegnato, e ha comandato di fare.

I sacramenti sono segno dell'azione santificante dello SpiritoSanto promesso da Gesù nel giorno della sua Ascensione al cielo e visibilmentedonato nel giorno di Pentecoste. Attraverso i sacramenti l'umana creatura,corroborata dallo Spirito, partecipa intimamente alla ricapitolazione di tuttele cose in Cristo affinché si attui la profezia paolina del «Deus omnia inomnibus».

I sacramenti sono dunque modi diversi attraverso cui il popolo diDio partecipa all'esperienza di Cristo-uomo nei diversi momenti del suo camminoverso il Padre. Un modo concreto ed esistenziale attraverso cui noi esprimiamola nostra somiglianza con Cristo e attraverso cui lo Spirito ci rende figli delPadre come Cristo. Diventati conformi a Cristo, anche noi possiamo compiere laPasqua verso il Regno. La Chiesa «fa i sacramenti» in quanto è l'unicosacramento di Cristo. La Chiesa-sacramento si specifica nei diversi sacramenti.Questi hanno la funzione di inserirci sempre di più nel mistero di Cristo.

Nella Chiesa tutta la vita del cristiano è un sacramentale, ovveroun segno di benedizione e ringraziamento al Padre che si dispiega neimolteplici aspetti della vita nella sua dimensione storica. Centro di questavita sacramentale sono i sacramenti, da cui profluiscono e a cui si dirigonotutti gli altri segni.

Nella Chiesa tutto culmina in Cristo che si è reso sacrificioperfetto, gradito a Dio, e si rende presente in mezzo a noi e in noinell'Eucaristia.

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La Chiesa lungo i secoli ha modificato riti, gesti e parole,dimostrando così di avere un potere che viene da Cristo: ciò che fa la Chiesa èciò che ha fatto Cristo.

Essere segni e portatori dell'amore di Dio ai giovani

Don Bosco nutrì una forte pietà liturgico-sacramentale. La suavolontà di farsi tutto di Dio gli comportò un continuo sforzo di conversioneper comprendere, in un codice di santità, ciò che il Signore voleva da lui nelmandarlo tra i giovani poveri. La sua carità nella missione apostolica trovanell'Eucaristia un nutrimento spirituale inesauribile. Il Battesimo che haricevuto e in cui è stato confermato è dono troppo grande per non portarlo finoalle terre non ancora toccate dalla grazia del Padre che in Cristo hacostituito la Chiesa. L'Ordine sacro ha reso Don Bosco profeta, maestro e padrecon l'unico scopo di santificare e guidare quel gregge che il Signore gli avevaaffidato. E al termine dei suoi giorni terreni, unto nello Spirito che guariscee libera, consegnò al Signore la sua sofferenza e chiese che «i suoi» fosserosegni e portatori dell'amore di Dio ai giovani.

Con Don Bosco noi liberamente abbiamo scelto la via stretta deiconsigli evangelici per essere proposta radicale di vita cristiana. L'oggidella Chiesa soffre nell'attesa che tutto si ricongiunga a Cristo. L'oggi delmondo vaga disorientato poiché le forze di morte tentano di prevalere sullavita. Noi siamo chiamati nell'oggi della Chiesa e del mondo per costruire laChiesa, «sacramento universale di salvezza», attraverso un battesimotestimoniato, in parole e opere, nel servizio dei giovani (cf Cost. 37).I consigli evangelici sono un modo privilegiato per mettersi alla sequela diCristo, e una vigorosa pietà sacramentale nutre questa nostra scelta di essere«trasparenti a Cristo» attraverso ogni gesto di vita.

In piena libertà ci offriamo a Dio che ci ha consacrati nel giornodel Battesimo (Cost. 24). Con umiltà ci accostiamo nel desiderio di unacontinua conversione al sacramento della Riconciliazione (Cost. 90).Confidando non tanto nelle nostre forze quanto nella potenza del Cristorisorto, celebriamo ogni giorno la nostra Pasqua nell'Eucaristia. Grati alSignore, lo ringraziamo se ci ha voluti consacrare sacerdoti della Chiesa persantificare e servire nell'impegno sacramentale i giovani.

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Unitialle sofferenze della sua passione, offriamo infermità e dolore affinchél'unzione che riceviamo ci associ alla sua lotta contro il peccato, purifichi erisani il nostro corpo mortale.

La nostravita di discepoli del Signore trova piena attuazione nella missione per igiovani, che si fa offerta a Dio celebrata ogni giorno e confermata in santitàdai sacramenti della Chiesa e dall'ascesi personale in conformità a Cristo«obbediente, povero e casto».

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1.BATTESIMO E CONFERMAZIONE VISSUTI NELLA

CONSACRAZIONE RELIGIOSA

1.1.CONFERMATI NEL BATTESIMO DI CRISTO COME PROPOSTA RADICALE DI VITA EVANGELICA

Natura e valore della professione religiosa

Chiamatida Dio, «per l'infinita potenza dello Spirito mirabilmente operante nellaChiesa» (LG 44), molti fedeli si dedicano con la professione religiosaalla «perfezione del culto divino» e al «fervore della carità» verso i fratelli(ivi), impegnandosi in tal modo a seguire il Cristo Signore conl'osservanza dei consigli evangelici (cf OPR 1) che tracciano e indicano«nella Chiesa la forma di vita che il Figlio di Dio abbracciò quando venne nelmondo per fare la volontà del Padre, e che propose ai discepoli che loseguivano» (LG 44). I consigli evangelici, lasciando intravedere illegame che unisce indissolubilmente Cristo alla Chiesa sua sposa, sono un «donoche la Chiesa ha ricevuto dal suo Signore, e con il suo aiuto conserva etrasmette» (LG 43) per portare a pienezza la speciale alleanza stabilitanei sacramenti dell'iniziazione, e quindi per perfezionare in modo singolare lacarità verso Dio e verso i fratelli (cf LG 45).

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Per mezzodel Battesimo infatti si attua nel fedele una consacrazione che lo rendepersona offerta a Dio e, in virtù dello Spirito, inserita nel progetto disalvezza che il Padre ha attuato in Cristo. La professione religiosa «ha le sueprofonde radici nella consacrazione battesimale», «ne è l'espressione piùperfetta» (PC 5), «ne raccoglie più copioso il frutto» (LG 44);pertanto essa costituisce «una consacrazione più intima al servizio di Dio»esplicitando «a nuovo e speciale titolo» (ivi) la polarizzazione versoDio.

E in questa realtà che si fonda la «configurazione sacramentale alCristo crocifisso» (Summa Th. 111,49,3,2) e risorto, operando quellacontinua rinascita (cf Gal 6,15; Rm 6,4) che spinge il religiosoa una libera e sempre più piena imitazione del Cristo; a una donazione totaleper la vita della Chiesa pellegrina nel tempo, secondo un progetto dipromozione integrale dell'uomo (cf GS).

Con il sacramento della Confermazione il dono dello Spirito operanella personalità cristiana rendendola ufficialmente capace di donarsi in modopiù consapevole e sempre più totale nel servizio della Chiesa, per l'espansionedel Regno di Dio, perché l'edificazione della città terrena sia sempre fondatanel Signore e a lui diretta (cf LG 46).

La professione religiosa è un portare a pienezza quellaconsacrazione regale, profetica e sacerdotale che fa del religioso l'uomoattento allo Spirito per trasformare le realtà di ogni giorno in una liturgiadi lode, celebrata in spirito e verità nei diversi avvenimenti, secondo ildinamismo proprio dello Spirito che conferisce ottimismo e senso di genuinalibertà, «quella dei figli di Dio» (PC 14).

La dimensione cultica e comunionale della professione religiosa raggiungeil vertice nell'Eucaristia. La risposta cristiana al dono che il Signore faincessantemente della sua vita divina, trova nella professione la sua più altaespressione in quanto s'inserisce nel sacrificio di Cristo.

Con la professione infatti il religioso si offre perché con Cristoe per Cristo possa giungere al Padre; trasforma la propria vita in Cristo perdivinizzare tutto l'universo (cf 1 Cor 15,28); vive il propriosacrificio in costante rendimento di grazie, di memoria, di epiclesi, diintercessione, di dossologia, camminando con la Chiesa verso la pienezzadell'incontro con Cristo.

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La professione dei consigli evangelici appare pertanto come unsegno luminoso che manifesta a tutti i credenti le esigenze supreme dei benicelesti già presenti in questo mondo; testimoniala vita nuova ed eterna acquistata dalla redenzione di Cristo; preannuncia lafutura risurrezione e la realtà dei nuovi cieli e terra nuova (cf LG 44);e porta a compimento, perfezionandola ogni giorno, l'iniziale vocazione battesimaleed ecclesiale.

In questa linea, «il raggiungimento della carità perfetta permezzo dei consigli evangelici, mentre appare come una splendida caratteristicadel regno dei cieli» (PC 1), contribuisce pure alla realizzazione pienadella persona umana: purificando il cuore, lo rende libero e disponibile alleesigenze del Regno; mantenendo acceso il fervore della carità, spinge il fedelea conformarsi al genere di vita obbediente, povero e verginale che CristoSignore scelse per sé e che la Vergine sua Madre abbracciò.

Offrendosi totalmente a Dio, i religiosi collaboranospiritualmente all'edificazione della città terrena, perché non lavorino invanoquelli che la stanno edificando (LG 46).

Consacratoper il servizio dei giovani

Per contribuire alla salvezza della gioventù, lo Spirito Santo hasuscitato, con l'intervento materno di Maria, san Giovanni Bosco.

Formando in lui un cuore di padre e di maestro, l'ha reso capacedi una dedizione totale per la porzione più delicata e più preziosa dell'umanasocietà (cf Cost. 1).

Guidandolo nel dar vita a varie forze apostoliche, prima fra tuttela Società salesiana, prolunga nella storia il suo progetto apostolico: esserenella Chiesa segni e portatori dell'amore di Dio ai giovani, specialmente aipiù poveri (cf Cost. 2), per la costruzione di un mondo più giustoe fraterno in Cristo (cf Cost. 7), edificando in tal modo laChiesa come Corpo di Cristo perché essa continui a manifestarsi al mondo come«sacramento universale di salvezza» (cf Cost. 6).

Nella professione religiosa il Salesiano riconosce, pertanto, lagrazia del Padre che lo consacra con il dono del suo Spirito e lo invia adessere apostolo dei giovani per camminare al seguito di Cristo e lavorare conlui alla costruzione del Regno, in un unico movimento di carità verso Dio everso i fratelli, che abbraccia la missione apostolica, la comunità fraterna ela pratica dei consigli evangelici (cf Cost. 3).

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La MadreChiesa, con l'autorità affidatale da Dio, riceve i voti di coloro che fanno laprofessione; per loro impetra, nella preghiera liturgica, l'aiuto della graziadivina; li affida.al Padre e dà loro la benedizione o consacrazione spiritualeper associare la loro offerta al sacrificio eucaristico (LG 45 = OPR 2).

«Tutta laloro vita, così, viene posta al servizio di Dio e ciò costituisce una specialeconsacrazione che ha le sue profonde radici nella consacrazione battesimale, ene è un'espressione più perfetta» (PC 5). Su questa «consacrazione» siinnesta la «missione» apostolica, come il Padre «ha consacrato» il Figlio e «loha mandato nel mondo» (cf Gv 10,36). «Consacrazione» e «missione»appaiono pertanto mutuamente e indissolubilmente compenetrate. La consacrazionecoinvolge tutta la vita del religioso-apostolo, e la missione qualifica tuttala vita dell'apostolo-religioso.

Laconsacrazione apostolica esprime l'azione del Padre che consacra con il donodel suo Spirito (cf Cost. 3) attraverso l'azione della Chiesa (cf Cost.23). Egli benedice il confratello e lo prende totalmente per sé,impegnandosi a proteggerlo, guidarlo e aiutarlo quotidianamente a progredirenella via evangelica professata.

L'oggettosu cui ricadono i benefici di questa azione divina è la persona del confratelloil quale, rispondendo alla chiamata del Padre, si offre totalmente a lui, cosìche tutta la sua esistenza diventa una «vita consacrata».

Proposte celebrative

Inoccasione di esercizi spirituali e ritiri, in momenti particolari come leprofessioni di confratelli della propria ispettoria, durante le festegiubilari, nell'accoglienza di qualche aspirante che viene nelle nostrecomunità per conoscere il nostro stile di vita consacrata, o in altrecircostanze, sono proficui momenti di preghiera e riflessione comune perconfermare i nostri passi nella professione dei consigli evangelici e rinnovarela nostra dedizione nella missione apostolica tra i giovani.

Il nostro«Rituale della professione religiosa» è il testo ufficiale dove sono raccoltetutte le iniziative celebrative usufruibili a tale fine.

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Le celebrazioni che prevede sono:

— Rito diiniziazione alla vita religiosa.

— Ritodella prima professione.

— Rito perla rinnovazione della professione.

—Rito della professione perpetua (ogni rito di professione puòessere svolto durante la santa Messa, nella celebrazione di Lodi o Vespri, o inuna Liturgia della Parola).

—  Messarituale per la professione religiosa (per la prima professione, per larinnovazione della professione, per la professione perpetua, per ilventicinquesimo di professione, per il cinquantesimo di professione).

—  Rito perla consegna dell'abito e della medaglia.

—  Rinnovazionedella professione al termine degli esercizi spirituali.

-      Ritodella professione per il confratello in pericolo di  morte.

Per lacomunità, al fine di rinnovare nella preghiera l'offerta a Cristo della vita,suggeriamo:

— celebrazioni della Parola,

— adorazioni eucaristiche,

— rosari meditati.

Riserviamoquesta sezione alle celebrazioni della Parola; per le adorazioni si veda laproposta della specifica sezione, e per il rosario meditato la sezione mariana.Si può anche usufruire delle celebrazioni e preghiere per le vocazioni.

1.2.CELEBRAZIONI DELLA PAROLA

Presentiamo sussidi per celebrazioni della Parola sulla nostraconsacrazione e missione apostolica, che si possono usufruire anche nelcontesto di adorazioni eucaristiche. Lo schema celebrativo (Saluto delcelebrante, Dialogo d'inizio, Ascolto della Parola, Omelia o riflessione,Preghiera titanica o corale, Orazione e benedizione) si può articolare in piùmomenti, intervallati da canti, specie per una veglia di preghiera. Rimangonoelementi qualificanti il silenzio e la calma celebrativa.

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SALUTO DEL CELEBRANTE E DIALOGO DI INIZIO

C Nel nome del Padre...

T Amen.

Ci si puòintrodurre con una delle formule del Messale Romano, oppure come segue, secondoil tema prescelto.

C Seibenedetto, o Padre, ricco di misericordia, per l'immensa carità con cui ci haiamato.

T A noi,morti per le nostre colpe, hai ridonato la vita in Cristo.

C Seibenedetto, o Cristo, Figlio del Padre,

che tisei fatto uomo per la nostra salvezza.

T Concuore generoso ti vogliamo seguire

nella via dei consigli evangelici.

C Seibenedetto, o Spirito Santo,

che infondi i tuoi doni nel creato.

TInsegnaci a essere portatori della tua grazia

tra i giovani

e illumina i nostri passi sulla via della pace.

Oppure

C O Padre, tusei il nostro Dio.

T Nonabbiamo altro bene fuori di te.

C   OCristo, tu sei via, verità e vita.

TInsegnaci a seguirti nello spirito delle beatitudini per accettare la croce diogni giorno.

C   Spirito,tu sei amore infinito.

T Donacipienezza di cuore per vivere

la nostra consacrazione come offerta a Dio gradita.

Oppure

C Il Signore sia con voi. T E con iltuo spirito.

C Rendiamograzie a Cristo Gesù, Signore nostro.

T Poichéci ha fatti degni di annunciare il suo Vangelo.

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C Lodiamoil suo nome grande.

T Peressere partecipi un giorno dell'eterno convito nel cielo.

ATTOPENITENZIALE

Puòseguire un breve atto penitenziale oppure l'orazione che introduce all'ascoltodella Parola.

—  Signore,che ti sei fatto tutto a tutti, perdona il nostro egoismo.

—  O Cristo,mite e umile di cuore, perdona il nostro orgoglio.

—  Signore,che hai riscattato l'umanità con la tua morte, perdona la nostra indifferenza ela mancanza di coraggio.

Oppure

—  Signore,obbediente al Padre fino alla morte, perdona le nostre intemperanze el'individualismo che ci separa dai fratelli.

—  O Cristo,povero per essere ricco di misericordia, perdona l'attaccamento ai beni terrenie rendici capaci di accumulare tesori in cielo.

—  Signore,che sei venuto per esprimere infinito amore, perdona la morbosità che ostacolauna piena dedizione ai giovani.

ORAZIONE

C O Dio,che ci hai consacrati nel Battesimo ed eletti a essere strumenti privilegiatidella grazia tra i giovani, rendici fedeli nell'ascolto della tua parola perchésappiamo annunciarti con verità e pienezza di vita. Per Cristo nostro Signore.

T Amen.

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ASCOLTO DELLA PAROLA

Diamo le indicazioni del nostro Rituale della professione, chepropone un'abbondante scelta di brani scritturistici usúfruibili per lecelebrazioni della Parola.

Prima lettura fuori del tempo pasquale

— Gn 12,1-4a: «Vattene dal tuo paese, dalla casa di tuo padre, evieni». — Dal Sal 23: «Questa è la generazione che cerca il Signore».

— Dt 6,3-9: «Tu amerai il Signore tuo Dio». — Dal Sal 18: «Letue parole, Signore, sono spirito e vita».

— Dt 7,6-11: «Il Signore vi ha scelti perché vi ama». — Dal Sal 32:«Della grazia del Signore è piena la terra».

— I Sam 3,1-10: «Parla, Signore, perché il tuo servo ti ascolta». — Dal Sal39: «Sono pronto, Signore, a fare la tua volontà».

— 1 Re 19,4-9a.11-15a: «Fermati sul monte alla presenza del Signore». —Dal Sal 26: «Ti cerco, Signore: mostrami il tuo volto».

— I Re 19,16b.19-21: «Eliseo si alzò e seguì Elia». — Dal Sal 39:«Sono pronto, Signore, a fare la tua volontà».

— Is 44,1-5: «Dirà: "Io appartengo al Signore"». — Sal 124:«Chi confida nel Signore è stabile per sempre».

— Is 61,9-11: «Io gioisco pienamente nel Signore». — Dal Sal 32:«Cantiamo al Signore un canto nuovo»; oppure: «Sei tu, Signore, il miocanto di gioia».

— Is 63,7-9: «Voglio ricordare i benefici del Signore». Dal Sal 144:«Canterò senza fine la bontà del Signore».

— Is 66,10-14c: «Vi sazierete delle sue consolazioni». — Dal Sal 65:«Grandi sono le opere del Signore».

— Ger 1,4-9: «Va' da coloro a cui ti manderò». — Dal Sal 95:«Annunzierò, Signore, la tua salvezza».

— Ger 31,31-34: «L'Alleanza nuova». — Sal 145: «Il Signore regnaper sempre».

— Ez 34,11-16: «Io stesso cercherò le mie pecore e ne avrò cura». — Sal22: «Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla».

— Ez 36,23-28: «Metterò dentro di voi uno spirito nuovo».

— Dal Sal 138: «Ti lodo, Signore, perché mi hai fatto come unprodigio».

— Os 11,1.3-4.8ac-9: «Io li traevo con legami di bontà». Dal Sal 102:«Mostraci, Padre, la luce del tuo volto».

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Primalettura nel tempo pasquale

— At 2,42-47: «I credenti stavano insieme e tenevano ogni cosa incomune». — Sal 99: «Servite il Signore nella gioia».

— At 4,32-35: «Un cuor solo e un'anima sola». — Dal Sal 32:«Beato il popolo radunato nel nome del Signore».

— Ap 3,14b.20-22: «Cenerò con lui ed egli con me». — Dal Sal 83:«Beati gli invitati alle nozze dell'Agnello».

— Ap 22,12-14.16-17.20: «Vieni, Signore Gesù». — Dal Sal 135:«Eterna è la sua misericordia».

Secondalettura

— Rm 5,1-5: «La speranza delude». — Dal Sal 33: «Chiconfida nel Signore non sarà confuso».

— Rm 6,3-11: «Camminiamo in novità di vita». — Sal 22: «Tu miconduci, Signore, sulla via della vita».

— Rm 8,28-32.35.37-39: «Quelli che ha predestinati li ha anchechiamati». — Dal Sal 65: «A te la lode, Dio della salvezza».

— Rm 12,1-13: «Trasformatevi, rinnovando la vostra mente, per poterdiscernere la volontà di Dio». — Dal Sal 39: «Sono pronto, Signore, afare la tua volontà».

— 1 Cor 1,22-31: «Noi predichiamo Cristo crocifisso». Sal 130: «Seitu, Signore, la forza dei deboli».

— 1 Cor 3,9-11.16-17: «Ciascuno stia attento come costruisce». — Dal Sal107: «Con Dio noi faremo cose grandi».

— 1 Cor 9,24-27: «Correte anche voi, in modo da conquistare il premio». —Dal Sal 39: «Sono pronto, Signore, a fare la tua volontà».

— 2 Cor 4,7-15: «La potenza straordinaria viene da Dio, non da noi». — DalSal 143: «Signore, mia grazia e mia fortezza».

— 2 Cor 4,10-18: «Noi fissiamo lo sguardo sulle coseinvisibili». — Dal Sal 26: «Ti cerco, Signore: mostrami il tuo volto».

— 2 Cor 5,14-17: «L'amore del Cristo ci spinge». — Dal Sal62: «Ha sete di te, Signore, l'anima mia».

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-     2 Cor 6,1-10: «Ecco ora il momento favorevole». - Dal Sal 97:«Esultiamo insieme nel Signore che ci salva».

-     Gal 5,13b-23: «Camminate secondo lo Spirito», - Sal 22: «IlSignore è il mio pastore: non manco di nulla».

-     Ef 1,3-14: «Dio ci ha scelti in Cristo per essere santi e immacolatial suo cospetto nella carità». - Dal Sal 39: «Sono pronto, Signore, afare la tua volontà».

-     Ef 4,1-6: «Comportatevi in maniera degna della vocazione che avetericevuto». - Sal 132: «Alla tua presenza, o Dio, vivremo nell'amore».

-     Ef 4,11-16: «Finché arriviamo tutti allo stato di uomo perfetto». -Dal Sal 88: «Canterò in eterno, Signore, la tua misericordia».

-     Ef 6,10-20: «Rivestitevi dell'armatura di Dio, per poter resistere esuperare tutte le prove». - Dal Sal 143: «Sei tu, Signore, il miosostegno».

-     Fil 2,1-4: «Uniti nei vostri spiriti, con la stessa carità e imedesimi sentimenti». - Dal Sal 23: «Questa è la generazione che cercail Signore».

-     Fil 3,8-14: «Tutto ho lasciato perdere al fine di guadagnare Cristo».- Dal Sal 83: «Nella tua casa, Signore, esultiamo di gioia».

-     Fil 4,4-9: «Rallegratevi nel Signore, sempre». - Dal Sal 102:«Benedirò in eterno il nome del Signore».

-     Col 3,1-4: «Cercate le cose di lassù, non quelle della terra». - Dal Sal44: «Nel Signore ho posto la mia gioia».

-     Col 3,12-17: «Al di sopra di tutto vi sia la carità, che è il vincolodella perfezione». - Dal Sal 32: «Beato il popolo radunato nel nome delSignore».

-     / Ts 4,1-3a.7-12: «Questa è la volontà di Dio, la vostrasantificazione». - Dal Sal 26: «Ti cerco, Signore: mostrami il tuovolto».

-     2 Tm 2,1-7: «Attingi sempre forza nella grazia». - Dal Sal83: «Beato l'uomo che confida nel Signore».

-     2 Tm 2,22b-26: «Il servo del Signore deve essere mite contutti, dolce nel riprendere». - Dal Sal 118: «Mia gioia, Signore, è latua parola».

-     Eb 12,1-4: «Tenendo fisso lo sguardo su Gesù, coniamo...». - Dal Sal21: «La gloria di Dio è l'uomo vivente».

-     I Pt 1,3-9: «Voi amate Cristo, pur senza averlo visto».

-     Dal Sal 62: «Esulto di gioia alla tua presenza, o Signore».

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-     2 Pt 1,3-11: «Cercate di rendere sempre più sicura lavostra vocazione». - Dal Sal 90: «Tu mi salvi, Signore, e mi doni lavita».

-     1 Gv 2,12-17: «Non amate il mondo, né le cose del mondo». - Dal Sal 95:«Lode a te, Signore, re di eterna gloria».

-     I Gv 4,7-16: «Se ci amiamo gli uni gli altri, Dio rimane in noi». - Sal99: «Ti rendiamo grazie, o Dio, per il dono del tuo amore».

Vangeli

-     Mt 5,1-12a: «Beati voi... Rallegratevi ed esultate».

-     Mt 6,24-34: «Cercate prima il regno di Dio».

-     Mt 7,13-14.21.24-27: «Entrate per la porta stretta».

-     Mt 11,25-30: «Hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e le hairivelate ai piccoli».

-     Mt 13,1-9.18-23: «Un'altra parte cadde sulla terra buona».

-     Mt 16,24-27: «Chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà».

-     Mt 18,1-5: «Chi accoglie anche uno solo di questi bambini, accoglieme».

-     Mt 19,3-12: «Per il regno dei cieli».

-     Mt 19,16-26: «Se vuoi essere perfetto, vendi quello che possiedi eseguimi».

-     Mt 25,14-30: «Bene, servo buono e fedele».

-     Mt 28,16-20: «Andate, dunque... Io sono con voi». -. Mc 3,31-35:«Chi compie la volontà di Dio, costui è mio fratello, sorella e madre».

-     Mc 10,13-16: «Lasciate che i bambini vengano a me».

-     Mc 10,24b-30: «Noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito».

-     Lc 1,26-38: «Eccomi, sono la serva del Signore».

-     Lc 4,16-21: «Mi ha mandato per annunziare ai poveri un lietomessaggio».

-     Lc 5,1-11: «Lasciarono tutto e lo seguirono».

-     Lc 9,57-62: «Nessuno che ha messo mano all'aratro e poi si volgeindietro, è adatto per il Regno di Dio».

-     Le 10,1-9: «Ecco, io vi mando...».

-     Lc 10,38-42: «Marta accolse Gesù nella sua casa. Maria si è scelta laparte migliore».

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— Lc 11,27-28: «Beati coloro che ascoltano la parola di Dio e laosservano».

— Lc 12,13-21: «Guardatevi da ogni cupidigia».,

— Lc 12,32-40: «Non temere piccolo gregge».

— Lc 22,24-30: «Chi è il più grande tra voi, diventi come il piùpiccolo».

— Gv 1,35-44: «Maestro, dove abiti? Venite e vedrete».

— Gv 10,11-18: «Il buon pastore offre la vita per le pecore».

— Gv 12,24-26: «Se il grano di frumento muore, produce molto frutto».

— Gv 12,44-50: «Chi vede me, vede colui che mi ha mandato».

— Gv 15,1-8: «Rimanete in me, e io in voi».

— Gv 15,9-17: «Voi siete miei amici, se farete ciò che vi comando».

— Gv 17,20-26: «Voglio che quelli che mi hai dato, siano con me».

RIFLESSIONECOMUNE

Puòessere guidata o spontanea. Suggeriamo di leggere in alternativa qualche branopatristico o di maestri di vita cristiana, specie se il tema prescelto vertesul Battesimo. Il magistero della Chiesa, in particolare nei documenticonciliaci e postconciliari, offre altresì validi spunti. Se la celebrazione haun tema più specificamente salesiano, non mancano brani sia della tradizione,sia dei documenti capitolari e del «Progetto di vita» dei Salesiani di DonBosco.

Branipatristici sul tema del Battesimo

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Indichiamosolo brani rintracciabili nella Liturgia delle Ore.

1.    Il Battesimo è prefigurato dal passaggio del mar Rosso (Massimodi Torino; 11 gennaio o venerdì dopo la domenica dell'Epifania).

2.    Segno della Passione di Cristo («Catechesi» diGerusalemme; giovedì fra l'ottava di Pasqua).

3.    Lavacro di rigenerazione (Giustino; mercoledì III sett. diPasqua).

4.    Lo Spirito dà la vita (Basilio; lunedì IV sett. diPasqua).

5.    Lo Spirito Santo ci rinnova nel Battesimo (Didimo;lunedì VI sett. di Pasqua).

6.    Morire e risorgere con Cristo (Basilio; martedì dellaSettimana Santa).

7.    Figurato nel passaggio del Giordano (Origene;mercoledì X sett. tempo ordinario).

8.    Andrò nel luogo del mirabile tabernacolo (Girolamo;giovedì XIII sett. tempo ordinario).

9.    Rinasceranno dall'acqua e dallo Spirito (Ambrogio;lunedì XV sett. tempo ordinario).

10. L'acqua non purifica senza lo Spirito Santo (Ambrogio;mercoledì XV sett. tempo ordinario).

11. L'iniziazione cristiana culmina nell'Eucaristia (Ambrogio;venerdì XV sett. tempo ordinario).

12. Seguiamo la vita nuova del Cristo per mano dello Spirito (Paciano;venerdì XIX sett. tempo ordinario).

13. Puri e immacolati per il giorno del Signore (Paciano;sabato XIX sett. tempo ordinario).

14. Inondati dalla vita divina (Dario; sabato XXV sett. tempoordinario).

15. Con il Battesimo siamo tutti diventati tempio di Dio (Cesario;9 novembre).

Brani della tradizione salesiana

1. Pensiamo ai beni celesti

Le cose che possediamo non sono nostre. Dio ce le ha dateperché le facciamo crescere, rendendole fruttuose e utili: se dunque neprendiamo cura, gli prestiamo un servizio gradito... Ecco perché dobbiamopreoccuparci, per Dio, della conservazione e anche dell'accrescimento deinostri beni temporali, quando se ne presenterà qualche giusta occasione e nellamisura in cui la nostra condizione lo richiede: Dio vuole che facciamo questoper amore di lui. Ma state attenti a non lasciarvi ingannare dall'amor proprio:a volte esso sa contraffare così bene l'amore di Dio da essere scambiato conquesto. Ora, per impedire che l'amor proprio vi inganni e che questa cura deibeni temporali si trasformi in avarizia, dobbiamo praticare assiduamente unareale ed effettiva povertà, staccandoci da tutte le ricchezze che Dio ci hadato.

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Privatevi dunque sempre di una parte dei vostri mezzi,distribuendoli generosamente ai poveri; dare ciò che si possiede significadiventare più poveri: più darete, più diventerete poveri. È vero che Dio ve lorestituirà, non solo nell'altro mondo, ma già in questo, perché non c'è nienteche dia tanta prosperità temporale quanto il fare l'elemosina. Ma nell'attesache il Signore vi restituisca quanto avete dato, sarete certamente più poveri.Santa e ricca povertà, quella che ci viene dall'aver dato i propri beni!

Amate i poveri e la povertà, e così diverrete veramente poveri,poiché, come dice la Scrittura (cf Os 9,10), noi siamo fatti comele cose che amiamo. L'amore stabilisce un'uguaglianza tra chi ama e chi èamato: Chi è ammalato, che non lo sia anch'io?, dice san Paolo (2Cor 11,29). Avrebbe potuto dire: chi è povero, che non lo sia anch'io?L'amore lo rendeva uguale alle persone che amava. Se dunque amate i poveri,sarete veramente partecipi della loro povertà, sarete poveri come loro. Ora, seamate i poveri, cercate di stare spesso tra loro: invitateli generosamente acasa vostra e andate spesso a trovarli; conversate volentieri con loro, siatecontenti che si avvicinino a voi nelle chiese, per la strada e negli altriluoghi. Siate poveri nel vostro modo di parlare, rivolgendovi loro da pari apari; ma siate generosi nel dare, distribuendo i vostri beni come la vostracondizione vi permette.

Volete fare ancora di più? Non accontentatevi di essere povericome i poveri: siate più poveri dei poveri. E come? Il servo non è maggiore delsuo padrone (cf Gv 13,16): fatevi dunque servi dei poveri. Andatead assisterli quando sono malati, con le vostre mani, dico; preparate loro ilcibo, a vostre spese; lavate e cucite la loro biancheria. Questo servizio è piùnobile della dignità di un re.

(San Francesco di Sales, Filotea. Introduzione alla vitadevota, Parte III, cap. 15).

2. Unsegno che guidò tutta una vita

All'età di nove anni circa ho fatto un sogno che mi rimaseprofondamente impresso per tutta la vita.

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Nel sonno mi parve di essere vicino a casa, in un cortileassai spazioso, dove stava raccolta una moltitudine di fanciulli che sitrastullavano. Alcuni ridevano, altri giuocavano, non pochi bestemmiavano.All'udire quelle bestemmie mi sono subito slanciato in mezzo di loro,adoperando pugni e parole per farli tacere. In quel momento apparve un Uomovenerando, in età virile, nobilmente vestito. Un manto bianco gli copriva tuttala persona; ma la sua faccia era così luminosa, che io non potevo rimirarla.Egli mi chiamò per nome, e mi ordinò di pormi alla testa di quei fanciulli,aggiungendo queste parole: «Non colle percosse, ma colla mansuetudine e collacarità dovrai guadagnare questi tuoi amici. Mettiti dunque immediatamente a farloro un'istruzione sulla bruttezza del peccato e sulla preziosità della virtù».Confuso e spaventato soggiunsi che io era un povero ed ignorante fanciullo,incapace di parlare di religione a quei giovanetti. In quel momento queiragazzi, cessando dalle risse, dagli schiamazzi e dalle bestemmie, siraccolsero tutti intorno a colui che parlava. Quasi senza sapere che midicessi: «Chi siete voi, soggiunsi, che mi comandate cosa impossibile?».

«Appunto perché tali cose ti sembrano impossibili, devi renderlepossibili coll'obbedienza e coll'acquisto della scienza». «Dove, con qualimezzi potrò acquistare la scienza?».

«Io ti darò la Maestra, sotto alla cui disciplina puoi diventaresapiente, e senza cui ogni sapienza diviene stoltezza».

«Ma chi siete voi che parlate in questo modo?».

«Io sono il Figlio di Colei che tua madre ti ammaestrò di salutaretre volte al giorno».

«Mia madre mi dice di non associarmi con quelli che non conosco,senza suo permesso; perciò ditemi il vostro nome». «Il mio nome domandalo a miamadre».

In quel momento vidi accanto a lui una Donna di maestoso aspetto,vestita di un manto che risplendeva da tutte parti, come se ogni punto diquello fosse una fulgidissima stella. Scorgendomi ognor più confuso nelle miedomande e risposte, mi accennò di avvicinarmi a Lei, che presomi con bontà lamano: «Guarda!», mi disse. Guardando mi accorsi che quei fanciulli erano tuttifuggiti, ed in loro vece vidi una moltitudine di capretti, di cani, di gatti,di orsi e di parecchi altri animali. «Ecco il tuo campo, ecco dove devilavorare, continuò a dire quella Signora. Renditi umile, forte, robusto: e ciòche in questo momento vedi succedere di questi animali, tu dovrai farlo peifigli miei».

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Volsi allora lo sguardo, ed ecco, invece di animali feroci,apparvero altrettanti mansueti agnelli, che tutti saltellando correvano attornobelando, come per far festa a quell'Uomo e a quella Donna.

A quel punto, sempre nel sonno, mi misi a piangere, e pregaiquella Donna a voler parlare in modo da capire, perciocché io non sapeva qualecosa si volesse significare. Allora Ella mi pose la mano sul capo dicendomi: «Asuo tempo tutto comprenderai» (MB 1,123-125).

3. Amiciziae promozione umana

La franchezza di Don Bosco nell'invitare i giovani aveva alcunchédi straordinario. Don Garigliano, compagno di Don Bosco alle scuole di Chieri,ricordando con grande tenerezza quella sua antica amicizia, narrò a don CarloMaria Vi-ghetti nel 1889 fra altro il seguente episodio:

Accompagnava un giorno Don Bosco per Torino, quando, giunti innanzialla chiesa della Trinità in via Doragrossa, ci imbattemmo in un giovanotto,malvestito e arrogante nell'aspetto.

Don Bosco lo salutò amorevolmente, lo fermò e:

— Chi sei tu? — gli disse.

— Chi sono io?... e Lei che cosa vuole da me? Chi è Lei?

—, risposeil giovane.

— Io, vedi — rispose Don Bosco —, sono un prete che voglio tantobene ai giovani, e li raduno alla domenica in un bel luogo presso la Doravicino al Rifugio, e poi do loro delle cose buone, li diverto, ed essi miportano molta affezione; io sono Don Bosco. Ma adesso che io ti ho detto chisono, ho diritto di sapere chi sei tu.

— Io sono un povero giovane disoccupato, senza padre e senza madre,e cerco d'impiegarmi.

— Ebbene, guarda; io ti voglio aiutare... e come ti chiami?

— Io mi chiamo... — e disse il suo nome.

— Bene, ascolta: domenica ti aspetto con i miei figli... Vieni, tidivertirai, poi io ti cercherò padrone... ti farò stare allegro.

Il giovane fissò per qualche istante gli occhi in viso a Don Boscoe gli disse bruscamente: «Non è vero!».

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Don Bosco trasse allora di tasca una pezza da dieci soldi, lapose nelle mani del giovane e: «Sì... Sì... è vero; vieni e vedrai».

Quegli guardò commosso la moneta e rispose: «Don Bosco... verrò...Se domenica manco, mi chiami: Busiard» (MB 3,41-42).

4. Fareincontrare i giovani con Dio

Uno dei mezzi principali per accrescere il numero dei suoi ragazzifu quello di andarli a cercare sulle piazze, nelle strade, lungo i viali.Incontrando qualche piccolo girovago, qualche scioperato che non aveva potutotrovar padrone, ferma-vali con molta amorevolezza e ben tosto li interrogava sesapevano farsi il segno della santa Croce: se non sapevano, traendoliall'angolo della via o invitandoli a sedere su di una panchina del viale, conmolta pazienza loro insegnavalo. Quando lo avevano bene appreso e avevano conlui recitata un' Ave Maria, faceva loro qualche regalo, invitandoli adintervenire all'Oratorio. Il giovane Rua Michele fu testimonio più volte diqueste scenette edificanti che svolgevansi in pubblico, senza che Don Boscobadasse alla gente che andava e veniva.

Passando innanzi alle officine nell'ora del riposo o dellacolazione non si peritava di avanzarsi dove scorgeva in crocchio molti deigiovani apprendisti, e dopo averli cordialmente salutati, domandava di qual paesefossero, come si chiamasse il loro parroco, se fossero ancor vivi i genitori,quanto tempo era che avessero incominciato ad apprendere quel mestiere. E così,dopo essersi guadagnata la loro simpatia, loro domandava se ancor ricordasserociò che avevano imparato ai catechismi uditi nella parrocchia, se nell'ultimaPasqua si fossero accostati ai Sacramenti, se recitassero mattino e sera leloro orazioni. Alle franche risposte dei giovani, Don Bosco con egualefranchezza, indicando la propria abitazione in Valdocco, loro manifestava ildesiderio di voler essere loro amico, pel bene dell'anima. E quegli accettavanopromettendo, e la seguente domenica Don Bosco li vedeva intorno a sé e attentialle sue istruzioni.

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Se imbattevasi con qualche giovanotto di sua antica conoscenza,che da qualche mese non avesse più visto alla domenica, non lasciava dichiedergli da quanto tempo non si fosse più confessato, se ascoltasse la Messanei giorni festivi, se la sua condotta fosse sempre buona, e concludeva:«Vieni, mi farai sempre piacere e, potendolo, conduci con te i tuoi amici».Scorgendo un gruppo di monelli in mezzo ai prati, si fermava accennando chedesiderava intrattenersi con loro. Essi accorrevano, ed egli chiedeva loro sefossero allegri e buoni, come passassero la giornata, ove abitassero, qualmestiere esercitassero i loro genitori, quali giuochi essi prediligessero;quindi passava a descrivere i sollazzi di ogni genere preparati nel suocortile, e il tamburo, e la tromba, e la passeggiata e cento altre meraviglie.Aggiungeva che se fossero venuti da lui, avrebbero uditi dei bellissimiracconti e un po' di dottrina cristiana. Nel congedarli, se era il caso, donavaloro alcuni soldi. Quei giovanetti rimanevano incantati e gridavano: «Domenicaverremo anche noi!» (MB 3,38-39).

5. Venga come fratello, ed avrà molti fratelli con un padre

Lettera scritta a don Faustino Confortola, di Ghedi (Brescia), chevenne con Don Bosco già prete, e fece il noviziato nell'anno 1878-79. Fu ilprimo direttore della casa di Firenze, poi di quella di Parma.

Carissimo nel Signore,

L'offerta che mi fa dell'opera sua pel sacro ministero è per mecosa delle più gradite e consolanti. Messis multa, messis multa.

La sua lettera, la schiettezza, con cui scrive, mi dannoabbondante garanzia di Lei; perciò disponga pure delle cose sue ché iol'accetterò di tutto buon grado tra' miei figli. Secondo la sua sanità, secondole propensioni avrà di che lavorare. Venga come fratello ed avrà molti fratellicon un padre che assai lo ameranno in G.C. Una lettera o certificato dimoralità dal suo Vescovo o dalla Curia, è prescritto dai Sacri Canoni, e mibasta per tutto.

In quanto alla parte materiale io dimando Lei e non altro. Siccomeperò la Congregazione nostra vive di provvidenza, così se oltre all'aiutospirituale, può anche portare qualche aiuto materiale, ci sarà certamenteefficace per sostenere le millanta opere di carità che ogni dì ci cadono tra lemani. Io sono in Roma fino a tutta la seconda settimana di febbraio, dove Ellami può indirizzare qualunque suo scritto. Dopo a

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Torino.Se però volesse fare una gita a Torino per vederci e parlarci di presenzaoppure per rimanere definitivamente con noi, credo meglio dopo aver compiuto ilsuo mese mariano.

Dio labenedica e ci conceda la grazia preziosa di lavorare a sua maggior gloria eguadagnare qualche anima al cielo in mezzo al grande pericolo di naufragio diquesta terra. Preghi anche per me, che le sarò sempre in G.C.

Roma, 27gennaio 1878.          Aff.mo amico

Sac. Gio.Bosco (Epist. Il, 283-284)

6. Conquali disposizioni entrare nella Società

A Don Ruaed agli altri amati figli di S. Francesco abitanti in Torino.

La nostraSocietà sarà forse tra non molto definitivamente approvata e perciò io avreibisogno di parlare a' miei amati figli con frequenza. La qual cosa non potendofar sempre in persona procurerò di farlo almeno per lettera.

Cominceròadunque dal dire qualche cosa intorno allo scopo generale della Società e poipasseremo a parlare altra volta delle osservanze particolari della medesima.

Primooggetto della nostra Società è la santificazione de' suoi membri. Perciò ognunonella sua entrata si spogli di ogni altro pensiero, di ogni altrasollecitudine. Chi ci entrasse per godere una vita tranquilla, aver comodità aproseguir gli studi, liberarsi dai comandi dei genitori, od esimersidall'obbedienza di qualche superiore, egli avrebbe un fine storto e non sarebbepiù quel Sequere me del Salvatore, giacché seguirebbe la propria utilitàtemporale, non il bene dell'anima. Gli Apostoli furono lodati dal Salvatore evenne loro promesso un regno eterno, non perché abbandonarono il mondo, maperché abbandonandolo si professavano pronti a seguirlo nelle tribolazioni,come avvenne di fatto, consumando la loro vita nelle fatiche, nella penitenza enei patimenti, sostenendo in fine il martirio per la fede.

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Nemmenocon buon fine entra o rimane nella Società chi è persuaso di essere necessarioalla medesima. Ognuno se lo imprima bene in mente e nel cuore: cominciando dalSuperiore generale fino all'ultimo dei soci, niuno è necessario nella Società.Dio solo ne deve essere il capo, il padrone assolutamente necessario. Perciò imembri di essa devono rivolgersi al loro capo, al loro vero padrone, alrimuneratore, a Dio, e per amore di lui ognuno deve farsi iscrivere nellaSocietà; per amore di lui lavorare, ubbidire, abbandonare quanto si possedevanel mondo per poter dire in fine della vita al Salvatore, che abbiamo sceltoper modello: Ecce nos reliquimus omnia et secuti sumus te; quid ergo eritnobis?

Mentre poi diciamo che ognuno deve entrare in Società guidato dalsolo desiderio di servire a Dio con maggior perfezione e di fare del bene a sestesso, s'intende fare a se stesso il vero bene, bene spirituale ed eterno. Chisi cerca una vita comoda, una vita agiata, non entra con buon fine alla nostraSocietà. Noi mettiamo per base la parola del Salvatore che dice: «Chi vuoleessere mio discepolo, vada a vendere quanto possiede nel mondo, lo dia aipoveri e mi segua». Ma dove andare, dove seguirlo, se non aveva un palmo diterra ove riposare lo stanco suo capo? «Chi vuol farsi mio discepolo, dice ilSalvatore, mi segua colla preghiera, colla penitenza, e specialmente rinneghise stesso, tolga la croce delle quotidiane tribolazioni e mi segua. Abnegetsemetipsum, tollat crucem suam quotidie, et sequatur me». Ma fino a quandoseguirlo? Fino alla morte, e, se fosse mestieri, anche ad una morte di croce.

Ciò è quanto nella nostra Società fa colui che logora le sue forzenel sacro ministero, nell'insegnamento od altro esercizio sacerdotale, fino aduna morte eziandio violenta di carcere, di esilio, di ferro, di acqua, difuoco, fino a tanto che dopo aver patito od essere morto con Gesù Cristo soprala terra, possa andare a godere con lui in Cielo.

Questo sembrami il senso di quelle parole di san Paolo che dice atutti i cristiani: Qui vult gaudere cum Christo, oportet patì cum Christo.

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Entrato un socio con queste buone disposizioni deve mostrarsisenza pretese ed accogliere con piacere qualsiasi ufficio gli possa essereaffidato. Insegnamento, studio, lavoro, predicazione, confessidne, in chiesa,fuori di chiesa, le più basse occupazioni devono assumersi con ilarità eprontezza d'animo, perché Dio non guarda la qualità dell'impiego, ma guarda ilfine di chi lo copre. Quindi tutti gli uffizii sono egualmente nobili, perchéegualmente meritorii agli occhi di Dio. Miei cari figliuoli, abbiate fiducianei vostri superiori; essi devono rendere stretto conto a Dio delle vostreopere; perciò essi studiano la vostra capacità, le vostre propensioni e nedispongono in modo compatibile colle vostre forze, ma sempre come loro sembratornare di maggior gloria di Dio e vantaggio delle anime.

Oh! se inostri fratelli entreranno in Società con queste disposizioni, le nostre casediventeranno certamente un vero paradiso terrestre. Regnerà la pace e laconcordia fra gl'individui d'ogni famiglia, e la carità sarà la vestequotidiana di chi comanda, l'ubbidienza ed il rispetto precederanno i passi, leopere e persino i pensieri dei superiori. Si avrà insomma una famiglia difratelli raccolti intorno al loro padre per promuovere la gloria di Dio soprala terra e per andare poi un giorno ad amarlo e lodarlo nell'immensa gloria deibeati in Cielo.

Dioricolmi voi e le vostre fatiche di benedizioni e la grazia del Signoresantifichi le vostre azioni e vi aiuti a perseverare nel bene.

Aff.mo in G.C.

Torino, 9giugno 1867.        Sac. Gio. Bosco
Giorno di Pentecoste

(Epist. I, 473-475)

7. Nonsi va in paradiso in carrozza

Invece dirispondere individualmente alle lettere di augurio inviategli dai Salesiani edalle Suore Salesiane in occasione delle feste natalizie del 1883 e del capod'anno, Don Bosco, stanco (si avvicinava ai settant'anni), ricorse ad una formapiù solenne e più pratica, indirizzando a tutti una circolare (con le debitevarianti per le Figlie di Maria Ausiliatrice), ognuna firmata di suo pugno.

Miei caried amati figliuoli,

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Grande consolazione io provo ogni volta che mi è dato di ascoltareparole di ossequio e di affezione da voi, miei cari figliuoli. Ma le affettuoseespressioni che con lettere o personalmente mi avete manifestato nell'auguriodi buone feste e di buon capo d'anno richiedono ragionevolmente da me unospeciale ringraziamento, che sia risposta ai figliali affetti che mi aveteesternati.

Vi dico adunque che io sono assai contento di voi, dellasollecitudine con cui affrontate qualsiasi genere di lavoro, assumendovi anchegravi fatiche a fine di promuovere la maggior gloria di Dio nelle nostre case etra quei giovanetti che la Divina Provvidenza ci va ogni giorno affidandoperché noi li conduciamo pel cammino della virtù, dell'onore, per la via delcielo.

Ma voi in tanti modi e con varie espressioni mi avete ringraziatodi quanto ho fatto per voi, vi siete offerti di lavorar meco coraggiosamente emeco dividere le fatiche, l'onore e la gloria in terra per conseguire il granpremio che Dio a tutti poi tiene preparato in cielo; mi avete detto eziandioche non altro desiderate fuorché conoscere ciò che io giudico bene per voi eche voi l'avreste inalterabilmente ascoltato e praticato. Io gradisco questepreziose parole, cui come padre rispondo semplicemente che vi ringrazio contutto il cuore e che voi mi farete la cosa più cara del mondo se miaiuterete a salvare l'anima vostra.

Voi bensapete, amati figliuoli, che vi ho accettati nella Congregazione, hocostantemente usate tutte le possibili sollecitudini a vostro bene, perassicurarvi l'eterna salvezza; perciò se voi mi aiutate in questa grandeimpresa voi fate quanto il mio paterno cuore possa attendere da voi. Le cosespeciali poi che voi dovete praticare a fine di riuscire in questo granprogetto, voi potete di leggieri indovinarle. Osservare le nostre regole,queste regole che la Santa Madre Chiesa si degnò approvare per nostra guida eper bene dell'anima nostra e per vantaggio spirituale e temporale de' nostriamati allievi. Queste regole noi abbiamo lette, studiate ed ora formanol'oggetto delle nostre promesse, e di voti con cui ci siamo consacrati alSignore. Pertanto io mi raccomando con tutto l'animo mio che niuno lascisfuggire parole di rincrescimento, peggio ancora di pentimento di esserci insimile guisa consacrati al Signore. Sarebbe questo un atto di neraingratitudine. Tutto quello che abbiamo o nell'ordine spirituale o nell'ordinetemporale appartiene a Dio; perciò quando nella professione religiosa noi ciconsacriamo a Lui non facciamo altro cheofferire a Dio quello che Egli stesso ci ha, per così dire, imprestato, ma cheè di sua assoluta proprietà.

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Noi pertanto, recedendo dall'osservanza dei nostri voti, facciamoun furto al Signore, mentre davanti agli occhi suoi riprendiamo, calpestiamo,profaniamo quello che gli abbiamo offerto e che abbiamo riposto nelle sue santemani.

Qualcuno di voi potrebbe dire: Ma l'osservanza delle nostre regolecosta fatiche. L'osservanza delle regole costa fa‑

tica in chi le osserva mal volentieri, in chi ne è trascurato. Manei diligenti, in chi ama il bene dell'anima questa osservanza diviene, comedice il Divin Salvatore, un giogo soave, ed un peso leggiero: Jugum meum suave est et onus meum leve.

Miei cari, vogliamo forse andare in Paradiso in carrozza? Noiappunto ci siamo fatti religiosi non per godere, ma per patire

e procacciarci meriti per l'altra vita; ci siamo consacrati a

Dio non per comandare, ma per ubbidire; non per attaccarci allecreature, ma per praticare la carità verso il prossimo,

per amor di Dio; non per farci una vita agiata, ma per esserepoveri con Gesù Cristo, patire con Gesù Cristo sopra la terra per farci degnidella sua gloria in cielo.

Animo adunque, o cari ed amati figli, abbiamo posto la manoall'aratro, stiamo fermi, niuno di noi si volti indietro a

mirare il mondo fallace e traditore. Andiamo avanti. Ci co‑

sterà fatica, ci costeranno stenti, fame, sete e forse anche lamorte; noi risponderemo sempre: Se diletta la grandezza dei

premi, non ci devono per niente sgomentare le fatiche che dobbiamosostenere per meritarceli. Si delectat magnitudo praemiorum, non deterreatcertamen laborum (san Gregorio Magno).

Una cosa credo ancora bene di manifestare. Da ogni parte i nostriconfratelli mi scrivono ed io sarei ben lieto di dare a ciascuno la relativarisposta. Ma ciò non essendomi possibile, io procurerò di inviarvi dellelettere con maggior frequenza; lettere che mentre mi danno agio di aprirvi ilmio cuore, potranno eziandio servire di risposta, anzi di guida a coloro cheper santi motivi vivono in paesi lontani e perciò non possono di presenzaascoltare la voce di quel padre che tanto li ama in Gesù Cristo.

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La grazia del Signore e la protezione della Santa Vergine Mariasiano sempre con noi e ci aiutino a perseverare nel divino servizio fino agliultimi momenti della vita. Così sia.

Aff.mo in G.C.

Torino, 6gennaio 1884.      Sac. Gio. Bosco

(Epist. IV, 248-250)

8. Noivogliamo anime e non altro

A donLuigi Lasagna, missionario in Uruguay.

Mio carodon Lasagna,

Sono vari mesi in cui desiderava scriverti, ma la mia vecchia epigra mano mi ha fatto differire questo piacere. Ma ora par-mi che il sole volgaall'occaso, quindi giudico di lasciarti alcuni pensieri scritti come testamentodi colui che ti ha sempre amato e ama.

Tu hai secondata la voce del Signore e ti sei consacrato alleMissioni Cattoliche. L'hai indovinata. Maria sarà tua guida fedele. Non timancheranno difficoltà ed anche malignità da parte del mondo, ma non dartipena. Maria ti proteggerà. Noi vogliamo anime e non altro. Ciò procura di farrisuonare all'orecchio dei nostri Confratelli. O Signore, dateci pur croci espine e persecuzioni di ogni genere, purché possiamo salvare anime e fra lealtre salvare la nostra.

Si avvicina l'epoca dei nostri esercizi d'America. Insisti sullacarità e dolcezza di san Francesco di Sales che noi dobbiamo imitare: sullaosservanza esatta delle nostre regole, sulla lettura costante delledeliberazioni capitolari, meditando attentamente i regolamenti particolaridelle case. Credimi, o caro don Lasagna, io ho dovuto trattare con certi nostriConfratelli che ignoravano affatto queste nostre deliberazioni, ed altri chenon hanno mai letto queste parti di regole o disciplina che riguardano aidoveri ai medesimi affidati.

Altra piaga ci va minacciando ed è la dimenticanza o meglio latrascuranza delle Rubriche del Breviario e del Messale. Io sono persuaso cheuna muta di esercizi spirituali porterebbe ottimi effetti se portasse ilSalesiano alla recita esatta della Messa e del Breviario.

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La cosapoi che ho caldamente raccomandata a coloro, cui in questi giorni ho potutoscrivere, è la coltura delle vocazioni, tanto dei Salesiani, quanto delleFiglie di Maria Ausiliatrice.

Studia, fa' progetti, non badare a spese, purché ottenga qualcheprete alla Chiesa, specialmente per le Missioni. Quando avrai l'occasione diparlare o colle nostre Suore o coi nostri Confratelli, loro dirai da parte miache con piacere ho ricevuto le loro lettere, i loro saluti, e provai unpiacere, anzi un efficace conforto al mio cuore all'udire che tutti hannopregato e che continuano a pregare per me.

Facciamo tutti animo. Maria benedice e protegge la nostraCongregazione; l'aiuto del Cielo non mancherà: gli operai aumentano, il fervorepare che cresca, i mezzi materiali non abbondano, ma sono sufficienti.

Dio ti benedica, o caro don Lasagna, e con te benedica tutti inostri figli e figlie, religiosi ed allievi, e Maria assista e protegga lafamiglia Buxareo e Jakson ed altri nostri benefattori; ci guidi tutti consicurezza per la via del cielo. Sono qui a Valsalice per gli esercizispirituali; tutti godono sanità e ti salutano.

La mia sanità stenta un poco, ma la tiro avanti. Dio ci conservitutti nella sua santa grazia.

Aff.moamico

Torino, 30 settembre 1885. Sac. Gio. Bosco

(Epist. IV,340-341)

PREGHIERA COMUNE

1. Rinnovazione delle promesse battesimali.

CRinunciate al peccato, per vivere nella libertà dei figli di Dio?

T Rinuncio.

CRinunciate alle seduzioni del male, per non lasciarvi dominare dal peccato?

T Rinuncio.

C Rinunciate a satana, origine e causa di ogni peccato?

T Rinuncio.

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C Credetein Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra?

Credo.

C Credetein Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore che nacque da Maria Vergine,morì e fu sepolto, è risuscitato dai morti e siede alla destra del Padre? Credo.

Credetenello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, laremissione dei peccati, la risurrezione della carne e la vita eterna?

T Credo.

C Questa èla nostra fede. Questa è la fede della Chiesa. E noi ci gloriamo di professarlain Cristo Gesù nostro Signore.

T Amen.

Oppure, per una celebrazione sui consigli evangelici:

C Eleviamoal Padre, che ci ha chiamati a seguire il Cristo nella via stretta dei consiglievangelici, la nostra fiduciosa preghiera.

2. G Ti preghiamo, o Signore,

T aiutaci ad amare e a vivere i consigli evangelici

della castità consacrata,

della povertà e dell'obbedienza

come un dono divino.

G O Signore,

che nel Battesimo ci hai consacrati al tuo servizio,

T concedi a noi di donarci totalmente a te

nel fervore della carità

e nella perfezione del culto divino.

3. G O Signore,

non abbiamo qui città permanente,

ma andiamo in cerca della futura.

T Donaci la grazia dello Spirito Santo

perché la nostra vita

manifesti a tutti i credenti

i beni celesti già presenti in questo mondo;

testimoni la vita nuova ed eterna acquistata dalla redenzione diCristo; preannunzi la futura risurrezione

la gloria del regno celeste.

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G   Donaci laforza dello Spirito Santo, T perché imitiamo fedelmente

rappresentiamo nella Chiesa

la forma di vita che Gesù Cristo abbracciò quando venne nel mondoper fare la volontà del Padre.

G   Concedi,o Signore, T che la nostra vita manifesti l'elevazione del regno di Dio

sopra tutte le cose della terra

le sue esigenze supreme,

dimostri a tutti gli uomini l'infinita potenza dello SpiritoSanto, operante nella Chiesa.

4. G O SpiritoSanto,

T aiutaci a «credere» che la vita religiosa,

quantunquecomporti la rinuncia a beni molto apprezzabili,

non contrasta ma favorisce

il vero progresso della persona umana.

G   Signore,

T la pratica dei consigli evangelici,

che abbiamo abbracciato

con libera risposta alla tua chiamata,

purifichi il nostro cuore

e la nostralibertà spirituale, e tenga continuamente acceso in noi il fervore dellacarità.

G   OSignore,

T non permettere mai

che ci consideriamo estranei

e inutilialla città terrena.

Aiutaci atener presenti tutti gli uomini con la tenerezza di Cristo,

a collaborare con loro,

perché la costruzione della città terrena sia sempre fondata su dite, e a te diretta, perché non avvenga che lavorino invano quelli che la stannoedificando.

333

Tali invocazioni si possono concludere con un'orazione decelebrante.

CPreghiamo.

Donaci, o Signore, la tua grazia

per camminare con sempre maggior impegno

nella vocazione a cui ci hai chiamati.

La tua Chiesa potrà così elevare

una lode più santa e perfetta

a te, o Dio, uno e trino,

che vivi e regni nei secoli.

T Amen.

Sultema dell'obbedienza.

5. C Cristosi è fatto obbediente fino alla morte in Croce A lui eleviamo la nostrapreghiera.

G O Signore,

manda a noi il tuo Spirito

di amore e di verità,

T guidaci a leggere,

con l'aiuto delle regole,

dei superiori e della comunità,

i segni molteplici e complessi

della tua volontà,

e   aiutaci aviverla pienamente nell'amore, a imitazione di Cristo.

G  Donaci latua forza, o Signore, T perché la nostra obbedienza

sia sempre un atto di intelligenza,

di libertà e di responsabilità,

e   insiemeun atto di fede viva.

G Tu che ci hai arricchiti

di doni personali,

T concedi a noi di accettare

che siano valutati e guidati nel loro esercizio

dal superiore e dalla comunità;

quando dovessimo sacrificare desideri e progetti anche legittimiper il bene comune,

donaci la forza

di saperlo fare con fede e con gioia.

334

C Preghiamo.

O Signore,

aiutaci a credere e a vivere la nostra obbedienza

come vera partecipazione alla morte di Cristo

per la risurrezione nostra e dei fratelli.

Per Cristo nostro Signore.

T Amen.

Sultema della povertà.

6. C Il Cristo siè fatto povero per arricchirci della sua amicizia ed essere solidale con lasorte degli ultimi. A lui eleviamo la nostra preghiera.

G O Signore,

tiabbiamo seguito nella povertà: T concedi a noi

di vivere questa scelta nella gioia

di porre la nostra fiducia nella Provvidenza, perché la nostrapovertà sia sempre un atto di amore verso te e verso il prossimo.

G Tu che a Nazaret

hai lavorato nell'umiltà,

T insegnaci a vivere la povertà

con un lavoro assiduo e sacrificato

per condividere la sorte dei poveri

per testimoniare agli uomini d'oggi
il senso umano e cristiano del lavoro.

C Preghiamo.

O Signore,

concedi a noi di impegnarci continuamente

per essere una comunità povera

di figli tuoi e fratelli in Cristo

a completo servizio della gioventù povera.

Per Cristo nostro Signore.

T Amen.

335

Sultema: liberi e poveri in Cristo.

7. CInvochiamo il Padre per vivere i giorni della nostra vera libertà che èrispetto e servizio dei giovani e accettazione di ogni situazione di vita.

G   OSignore,

che ci hai chiamati a partecipare

alla missione della Chiesa,

T concedi che la nostra vita

sia proposta agli uomini,

specialmente ai più giovani,

del messaggio e della grazia di Cristo,

perché in loro cresca l'uomo nuovo,

Cristo Signore.

G   Tu, chehai chiamato Don Bosco ad annunciare la tua parola ai piccoli,

T rendiciin ogni occasione educatori della fede: dona a ognuno di noi zelo ardente einventivo,

le nostre comunità, con la loro vita povera, abbiano capacità diannuncio

forza di testimonianza.

G   Aiutacicon la tua grazia,

perché sappiamo condurre i giovani

alla persona di Gesù Cristo, il Signore risorto.

T La nostra scienza più eminente sia conoscerlo,

la nostra gioia più profonda

rivelare a tutti

le insondabili ricchezze del suo mistero.

C Preghiamo.

O Signore, concedi a noi

di essere evangelizzatori di salvezza

fra i nostri giovani

nella povertà e nella gioia.

Per Cristo nostro Signore.

T Amen.

Sultema della castità.

8. C Il Cristoha amato l'umanità di un amore gratuito e ci ha accolti nella nostra miseriadonando la sua vita per noi. A lui eleviamo la nostra preghiera.

336

G O Signore, noi crediamo:

T il celibato evangelico per il regno di Dio

non è una nostra scelta,

ma un dono della tua grazia.

Con il tuo amore

aiutaci a vivere con pienezza la castità consacrata:

perché sia maturazione della nostra persona

crescita della capacità

di apertura e comunione con gli altri.

G Tu ci chiami al celibato

per il servizio dei giovani.

T Ti preghiamo: la nostra risposta di fede

sia generosa e costante

ci renda portatori

del messaggio di purezza liberatrice.

C Preghiamo.

O Signore,

una vita evangelicamente casta

comporta sempre sofferenza, morte.

Concedi a noi di viverla

come partecipazione al mistero pasquale di Cristo,

affinché sia testimonianza del vero uomo nuovo.

Per Cristo nostro Signore.

T Amen.

Sul tema: la nostra missione comporta fatica e persecuzione.

9. C IlSignore ci ha insegnato a portare la croce affinché anche noi impariamo a sopportarefatiche e dolori per recare il lieto annunzio di liberazione ai fratelli.

G      O Signore,

con un'unica chiamata ci inviti a seguirti nella consacrazione alPadre

nella tua opera salvifica:

T donaci il tuo Spirito,

perché con un'unica risposta d'amore

accettiamo di lasciare ogni cosa

per lavorare con te nella costruzione del Regno.

337

G     SignoreGesù,

tu hai compiuto nella sofferenza la tua missione di salvezza:

T dona al nostro cuore forza e coraggio

perché siamo tuoi testimoni coraggiosi nel mondo d'oggi

sappiamo accettare con gioia il dolore e la sofferenza che illavoro apostolico comporta.

G     Tu chehai compiuto la tua missione nell'adesione perfetta alla volontà del Padre,

T mandaci lo Spirito d'amore

che ci introduca nell'intimità col Padre per attingere da unaprofonda vita interiore la forza nei momenti di difficoltà

e ilcoraggio nel dolore e nella sofferenza.

C Preghiamo.

Donaci, o Signore, la tua forza

perché siamo nel mondo

testimoni coraggiosi della tua Parola.

PerCristo nostro Signore. T Amen.

Sul tema:l'amore di Dio è la nostra forza nell'annuncio.

10. C Chiamatiad essere operai del Regno di Dio confidiamo nel suo amore e nella suaprotezione.

G     OSignore,

che ci hai chiamati alla sequela di Cristo

nel servizio dei giovani,

T donaci un cuore grande

capace di donarsi fino in fondo

ai giovani poveri e abbandonati.

G     Tu seistato in mezzo a noi

il testimone dell'amore del Padre:

T concedi che la nostra vita

sia in mezzo ai giovani

segno efficace dell'amore che salva;

perché nell'opera

di liberazione e di promozione dell'uomo non ci dimentichiamo maidi essere servi del Regno.

338

G Tu sei vissuto fra noi

per attuare il disegno d'amore del Padre:

T concedi che il nostro servizio apostolico

si radichi in una profonda fiducia

in questo amore,

a cui abbiamo consegnato la vita

per la salvezza dei giovani.

C Preghiamo.

O Signore,

con paterno affetto

tu proteggi e guidi la nostra vita:

concedi a noi

di essere fra i giovani

testimoni coraggiosi di Cristo.

Egli vive e regna nei secoli.

T Amen.

Sultema: chi perde la propria vita la ritroverà.

11. C Esseretrasparenti a Cristo è morire al peccato e alla vita borghese per farsi inopera di carità tutto a tutti.

G O Signore,

che sei morto per donarci la vita,

T donaci di morire a noi stessi

nel servizio apostolico:

di essere fra i giovani

educatori di libertà e d'amore,

attingendo sempre alle sorgenti vive

della ragione, dell'amore e del desiderio di te.

G Tu che sei stato buono e paziente

con tutti quelli che accorrevano a te,

T donaci la forza dello Spirito

perché imitiamo la tua pazienza

nel dialogo educativo coi giovani,

siamo loro vicini come fratelli,

li aiutiamo a liberarsi da ogni servitù,

e, rispettosi della loro libertà, sappiamo farli crescere nellafede.

 

339

C Preghiamo.

O Padre,

che ci hai consacrati al tuo servizio

nella sequela di Cristo casto, povero e obbediente:

concedi a noi di vivere in pienezza

la nostra consacrazione religiosa,

perché il sacrificio della nostra vita

sia fonte di salvezza per i nostri giovani.

Per Cristo nostro Signore.

T Amen.

Sul tema:Maria maestra nella nostra missione.

12. C O Dio,che hai suscitato Don Bosco come padre e amico dei giovani ascolta la nostrapreghiera e per intercessione di Maria Ausiliatrice guida i nostri passi nellamissione apostolica tra i giovani.

G O Signore,

i giovanisono i primi a cui tu ci mandi. T Aiutaci a capire, comeDon Bosco, il valore della nostra missione.

G Tu hai concesso a Don Bosco

di essere padre dei giovani poveri e abbandonati.

T Aiutacia rimanere fedeli alla sua missione dedicando la nostra vita

tutte le nostre energie ai giovani, che, a causa della povertà,non hanno normali possibilità di riuscita

a tutti i giovani

moralmente, affettivamente

spiritualmente poveri.

G O Vergine Ausiliatrice,

tu haiguidato e protetto Don Bosco perché donasse nell'amore

la sua vita per la salvezza dei giovani.

340

T Proteggi e sostieni

il nostro lavoro apostolico,

donaci pazienza e ottimismo

nel dialogo con i giovani,

aiutaci a guidarli a Cristo Signore

fonte della loro gioia e della loro speranza.

C Preghiamo.

Donaci, o Signore, la forza del tuo Spirito perché siamo oggi,come Don Bosco,

amici ededucatori dei giovani poveri e abbandonati. Per Cristo nostro Signore.

T Amen.

Sul tema: amici dei giovani per prepararli alla vita.

13. CInsegnaci, o Padre, ad amare i giovani e fare in modo che essi sappiano diessere amati. Aiutaci ad avviarli a una vita saggia e a un lavoro onesto perchésiano tuoi testimoni nella società di ogni giorno.

G OSignore, tu ci hai chiamati ad essere educatori.

T Donaci di vivere sempre con i giovani

e dicollaborare con loro

perché crescano alla piena maturità umana.

G Tu haidonato a Don Bosco un cuore grande

perchéfosse amico dei poveri e degli ultimi.

T Aiutacia vivere come lui:

per donare ai giovani il pane del corpo, la competenza in unaprofessione,

soprattutto per aiutarli ad aprirsi alla verità e a costruire laloro libertà.

341

CPreghiamo. O Signore,

donaci il tuo Spirito d'amore

perché sappiamo realizzare

la promozione umana integrale dei nostri giovani,

siamo segni e portatori

dell'amore liberatore di Cristo e della Chiesa.

PerCristo nostro Signore.

T Amen.

Sultema: consacrati per portare i giovani a Cristo.

14. CEleviamo la nostra preghiera al Padre perché in Cristo doni a noi lo Spiritoper suscitare nei giovani l'amore ai veri valori della vita e alla realtàceleste.

G  O Signore,

tu solosei la salvezza dell'uomo.

T Donacilo Spirito Santo

perchésappiamo condurre a te

i giovani che ci hai affidato.

G  Tu nella Chiesa

ci chiami a servire i giovani.

TConcedi che il nostro servizio apostolico li aiuti a crescere nella fede enell'amore perché diano il loro generoso apporto alla crescita della Chiesa

e alla trasformazione cristiana del mondo.

G  Tu, che nei segni sacramentali

sei per tutti fonte di salvezza,

T aiutaci a iniziare i giovani

a una partecipazione piena, convinta e attiva

alla vita liturgica,

perché nell'Eucaristia

attingano la forza e la gioia della loro giovinezza.

C Preghiamo.

Rendici, o Signore, lavoratori instancabili per la salvezza deinostri giovani,

con l'esempio e l'aiuto di Don Bosco sapremo aiutarli a crescerenella vita nuova come tuoi figli.

Per Cristo nostro Signore.

T Amen.

342

Sul modo della preghiera universale diamo questo formulariotratto dal rito della professione e particolarmente indicato alla rinnovazionedei voti durante gli esercizi.

15. C IlSignore ci ha riuniti nell'amore vicendevole consacrandoci al servizio deigiovani. A lui eleviamo la nostra preghiera perché siamo perseveranti nell'invitare altri a rendersi liberi in Cristo pella professione dei consiglievangelici.

I     a) Per la santa Chiesa di Dio:

perché,illuminata dalla vita evangelica di coloro che hanno seguito il Cristo nelloSpirito delle beatitudini, splenda sempre più davanti agli uomini di buonavolontà, preghiamo.

b)   Per ilSommo Pontefice e tutti i Vescovi: perché fedeli al ministero apostolicoalimentino con la parola e guidino con amore premuroso l'intero popolo di Dio,preghiamo.

c)   Per ilRettor Maggiore e tutti i Superiori: perché siano il segno dell'amore di Cristoche serve, e promuovano nella comunità loro affidata un vero spirito difamiglia, preghiamo.

II a) Per il bene dei popoli:

perchétutti coloro che si sono dedicati al servizio di Dio, nell'assidua ricerca deibeni eterni, propongano costantemente progetti di «promozione integraledell'uomo» (Cost. 31), preghiamo.

b) Pertutti i Salesiani:

perchérealizzando «il progetto apostolico» di Don Bosco sappiano «essere nella Chiesasegni e portatori dell'amore» (Cost. 2) del Padre ai giovani, «primi eprincipali destinatari della missione salesiana» (Cost. 26), preghiamo.

343

III a) Per tutti i religiosi:

perchéla loro vita sia sempre un segno eloquente del regno futuro, preghiamo.

b) Percoloro che professano i consigli evangelici: perché splenda in essi ilcomandamento dell'amore

fraterno,e come i primi discepoli di Gesù siano un

cuor solo e un'anima sola, preghiamo.

c) Per i genitori di questi nostri fratelli:

perché ilSignore ricolmi dell'abbondanza della sua benedizione la generosità con cuihanno donato i loro figli alla Chiesa e alla Società salesiana, preghiamo.

IV a) Percoloro che più decisamente si dedicano al divino servizio:

perchéDio, dopo averli consacrati con il dono del suo Spirito (cf Cost. 3), lifaccia crescere nell'amore fraterno e nella carità pastorale che li spinga acercare le anime e servire Dio solo, preghiamo.

b) Per quelli che con la professione religiosa hanno scelto diseguire Cristo più da vicino: perché, pronti all'obbedienza, siano nel mondo ilsegno della piena docilità a Dio;

contentidella loro povertà, promuovano la sorte dei poveri e siano loro amici emodelli;

fedelialla castità, amino Dio e i fratelli con cuore indiviso, preghiamo.

V a) Per i confratelli defunti:

perché illoro generoso servizio sia premiato con la gioia e la piena comunione nellacasa del Padre, preghiamo.

b)    Per igenitori defunti:

perché ilSignore ricompensi le loro fatiche e li accolga nella gioia serena della suapace, preghiamo.

c)    Per tutti noi qui presenti:

perchéaccogliamo con fede l'invito del Maestro a essere perfetti, e portiamo fruttiautentici di santità per raggiungere la pienezza di Cristo, e riunirci tuttinella Gerusalemme celeste, preghiamo.

344

C Accogli,o Padre, le invocazioni del tuo popolo e, per l'intercessione della beataVergine Maria, Ausiliatrice dei cristiani,

effondi lo Spirito Santo su questi tuoi figli che hai chiamato aseguire Cristo

secondo il progetto apostolico di Don Bosco;

ciò che hanno promesso nella professione

dei consigli evangelici

possano portarlo a pienezza.

fino al giorno di Cristo Signore

che vive e regna nei secoli dei secoli.

T Amen.

Altre preghiere si possono trovare ne «Il progetto di vita deiSalesiani di Don Bosco», specie nel cap. VI: Al seguito di Cristo obbedientepovero e casto.

345

2. EUCARISTIA

2.1. UN PROGETTO DI SANTITÀ
CHE SI FA EUCARISTIA

Il Dio realmente presente in mezzo a noi

L'Eucaristiaè al centro del progetto di santità del battezzato. Farsi eucaristia divental'anelito di chi abbraccia la strada della croce per mettersi al servizio delRegno. Impegno di ogni cristiano è il progressivo inserimento nel misteroeucaristico. Compito di ogni religioso è un inserimento che divienetestimonianza affinché coloro che sono «di Cristo» possano ritrovarlo realmentepresente nel sacramento dell'altare. Il monito di Paolo VI evidenzia lanecessità di farsi annunciatori del mistero centrale del cristianesimo: «Siistruiscano i fedeli, perché conseguano una profonda comprensione del misteroeucaristico anche riguardo ai principali modi con cui il Signore stesso èpresente alla sua Chiesa nelle celebrazioni liturgiche. È infatti semprepresente nell'assemblea dei fedeli riuniti nel suo nome. E presente pure nellasua parola, perché parla lui stesso mentre nella Chiesa vengono lette le SacreScritture. Nel sacrificio eucaristico é presente sia nella persona delministro, perché "Colui che ora offre per mezzo del ministero deisacerdoti, è il medesimo che allora offrì sulla croce"; sia, esoprattutto, sotto le specie eucaristiche. In quel sacramento infatti, in modounico, è presente il Cristo totale e intero, Dio e uomo, sostanzialmente eininterrottamente. Tale presenza di Cristo sotto le specie "si dice reale,non per esclusione, quasi che le altre non siano reali, ma perantonomasia"» (Eucharisticum Mysterium, 9).

346

Inoltre questa «presenza» va compresa come «pasquale» nelduplice segno di «liberazione reale e cena di comunione». L'atteggiamentoeucaristico è quello della continua conversione a Dio, per cui resta valido pertutti l'appello di Paolo: celebrare l'Eucaristia con odi, rancori, divisioni,disimpegno verso i poveri, non è celebrare la Cena del Signore.

L'Eucaristia per il Salesiano

Don Boscovede nell'Eucaristia una delle colonne fondanti la spiritualità salesiana, ilcentro pulsante della vita di ogni casa. Ogni comunità pertanto deve vederenell'Eucaristia il vincolo dell'unità, la forza della carità fraterna e lasorgente dell'impegno apostolico.

«Lapresenza dell'Eucaristia nelle nostre case è per noi, figli di Don Bosco,motivo di frequenti incontri con Cristo. Da Lui attingiamo dinamismo e costanzanella nostra azione per i giovani» (Cost. 88).

2.2. ADORAZIONI EUCARISTICHE

Oltre auna sentita partecipazione all'Eucaristia quotidiana e alla visita personale,si suggeriscono a livello comunitario alcune adorazioni eucaristicherealizzabili con modalità molteplici e nell'osservanza delle nonne del «Cultoeucaristico» (87-98; 109-114). Nel manuale in più parti sono presentate traccetematiche di adorazione eucaristica e sono stati elaborati sussidi e raccoltedi materiale.. In questa sezione suggeriamo, oltre a uno schema generale diadorazione, citazioni scritturistiche e intercessioni usufruibili incelebrazioni di adorazione comunitaria o anche per la riflessione individuale.

—        Canto di esposizione

—        Preghiera di adorazione

—        Lettura biblica

—        Salmo responsoriale

—        Riflessione o meditazione

—        Preghiera comune o Manica

—        Benedizione eucaristica

—Acclamazioni finali

—Canto

347

Qualoral'adorazione sia senza esposizione, la celebrazione si può organizzare comeliturgia della Parola:

—Canto di inizio

—Saluto del celebrante

—Dialogo di inizio

—Ascolto della Parola

—Omelia o riflessione

—Preghiera litanica o corale

—Padre nostro

—Orazione e benedizione

—Canto finale

Rimaneelemento qualificante la preghiera di adorazione in silenzio e la calma celebrativa.Ogni celebrazione può essere opportunamente corredata di canti.

Momentidi adorazione possono preparare convenientemente i tempi liturgici, vicendeimportanti della comunità e la festa. Non è da dimenticare, nella pietàpopolare, il primo venerdì del mese, che può offrire l'occasione perun'adorazione comunitaria.

SUSSIDI E CITAZIONI SCRITTURISTICHE PER LE ADORAZIONI

PREGHIERE INIZIALI

Presentiamoalcune preghiere di adorazione iniziale. Possono essere recitate dalcelebrante, dalla guida o coralmente, e introdotte da una formula di saluto.

C Sia lodato e ringraziato ogni momento

T il santissimo e divinissimo Sacramento.

CT Gloriaal Padre...

Oppure

C Adoriamo il Signore, qui presente in mezzo a noi. T Il suoamore è per sempre.

348

1. Ti rendiamo grazie, o Cristo, nostro Dio;

nella tua bontà

ci hai dato in questo sacramento il tuo corpo,

onde permetterci di vivere santamente.

Per la tua grazia, custodiscici puri e senza macchia;

rimani con noi per proteggerci.

Dirigi i nostri passi nella strada della tua volontà

santa e benevola.

Rendici forti contro le seduzioni di Satana,

affinché ascoltiamo solo la tua voce e seguiamo te solo,

Pastore onnipotente e verace,

conseguiamo il posto preparato per noi

nel regno dei cieli.

Gloria, onore e grazie a te,

nostro Dio, Signore e Redentore Gesù Cristo,

che sei benedetto con il Padre e lo Spirito,

ora e per tutti i secoli.

Amen.

(Dalla Liturgia armena)

2. Signore, tu benedici coloro che ti benedicono

santifichi coloro che confidano in te.

Salva il tuo popolo, benedici la tua eredità.

Santifica quelli che amano la bellezza della tua casa;

ricompensali con la tua divina potenza.

Non abbandonare noi,

qui raccolti in adorazione,

che mettiamo in te la nostra speranza.

Degnati di accordare la pace al mondo,

alla tua Chiesa, ai sacerdoti, ai governanti

a tutto il popolo.

Al Padre di tutte le cose,

a te, suo unico Figlio,

allo Spirito Santo noi diamo lode,

adorazione, gloria, ora e sempre, nei secoli.

Amen.

 (Dalla Liturgia bizantina)

349

 3. Signore,Dio onnipotente, Gesù Cristo, re della gloria, tu sei la vera pace, la caritàeterna. Tu sull'altare della croce hai offerto te stesso

comevittima di riconciliazione e di pace.

Tu suquesto altare

ti doni anoi come cibo santo di vita eterna

e ciunisci nel vincolo immortale della tua carità:

Rischiara,te ne preghiamo, con la luce della tua pace

le nostreanime e i loro segreti,

purificala nostra coscienza

con ladolcezza del tuo amore;

concedicidi essere uomini di pace;

di sapereattendere te, Principe della pace;

di essereprotetti e custoditi incessantemente da te

contro ipericoli di questo mondo.

Sorrettidalla tua benevolenza,

fa' chericerchiamo la pace

con tuttele forze del nostro cuore;

cosìpotremo essere accolti nella gioia eterna,

quando tuverrai per ricompensare

quelliche ti sono stati fedeli

e che tuhai nutrito con il tuo Corpo e Sangue.

Amen.

(Dalla Liturgiamozarabica)

4. Come ègrande e dolce, Signore, la tua bontà!

Tu haivoluto che mangiando il pane di vita

annunciassimoogni giorno la tua morte!

Che cosapotevi dare di più all'uomo,

fattomorire da un alimento,

chericonquistare la vita per mezzo di un alimento?

O pane divita, inchiodato sulla croce,

qualespirito può comprendere l'immenso dono

che nellatua bontà ci hai accordato,

tul'Altissimo: tu stesso in nutrimento!

Eccoveramente chi supera ogni pienezza

di bontàe di amore:

lavittima del sacrificio e il sacrificatore

non sonoche un unico essere!

Qualaltro popolo, per quanto grande,

possiedeun Dio così vicino come tu, vero Dio,

sei anoi, sotto forma di pane e di vino,

nella tuapropria sostanza?

O paneche nutre veramente,

che conforta e sazia perfettamente,

non la carne ma lo spirito,

non il corpo rha l'anima.

O sublime memoriale,

che si deve affidare al più profondo del cuore,

e custodire preziosamente nella nostra anima!

In te possediamo gioia piena e speranza sicura,

perché il nostro cuore, grazie a te,

è inondato di santa allegrezza.

Anten.

(Preghiera di Nicolò Cusano)

350

5.     Gesù Cristo, Signore e Dio nostro,

che per amore degli uomini ti sei chinato fino a noi,

e nell'abbondanza della tua grazia e della tua bontà,

hai voluto umiliarti:

tu ci hai concesso di essere partecipi

del tuo Corpo e Sangue

e di adorarti in questi santi misteri:

proteggi e segna i tuoi adoratori con la destra invincibile.

Conservaci senza peccato

per tutti i giorni della nostra vita.

Fa' che non ritorniamo mai

alle colpe della carne e dello spirito

ma siamo confermati in te, per rendere gloria eterna a te,

al Padre e allo Spirito Santo.

Amen.

(Dall'Anafora dei Dodici Apostoli)

6.     Ti adoriamo, Signore Gesù Cristo, qui e in tutte le chiese chesono nel mondo intero e ti benediciamo perché con la tua santa croce hairedento il mondo. (Preghiera di san Francesco d'Assisi)

7.     Dio, nostro Padre, concedi ai tuoi fedeli qui riuniti di innalzareun canto di lode a Cristo tuo Figlio e nostro Salvatore, all'Agnello immolatoper noi e nascosto in questo santo mistero dell'altare.

Egli si èdato a noi come vero pane disceso dal cielo. Fa' che viviamo sempre di lui eper lui. Ravviva in noi l'ardente desiderio di poterlo contemplare un giornonello splendore della tua gloria e di partecipare al convito eterno del tuoregno.

351

8. Adoriamo, o Cristo, il tuo corpo glorioso,

nato dalla Vergine Maria;

per noi hai voluto soffrire,

per noi ti sei offerto vittima sulla croce

e dal tuo fianco squarciato hai versato l'acqua

e il sangue del nostro riscatto.

Sii il conforto del nostro pellegrinaggio

e accoglici benigno nella casa del Padre tuo

ove nell'unità dello Spirito

vivi e regni nei secoli dei secoli.

In luogo della preghiera iniziale si può avviare un breve dialogopenitenziale e lasciare quindi spazio all'adorazione e alla verifica personale.

C Signore, noi ti adoriamo.

T Mio Signore e mio Dio.

C Cristo, noi crediamo in te.

T Mio Signore e mio Dio.

C Signore, noi speriamo in te.

T Mio Signore e mio Dio.

C Signore, perdona la nostra indifferenza dinanzi a te.

T Abbi pietà di noi!

C Cristo, perdona la poca fede dell'umanità.

T Abbi pietà di noi!

C Signore, perdona la nostra ricerca di false sicurezze.

T Abbi pietà di noi.

C Signore, noi ti amiamo e acclamiamo.

T Tu sei amore che perdona.

C Cristo, noi siamo in te, come il tralcio nella vite.

T Tu sei fonte di vita eterna.

C Signore, tu solo ci puoi salvare.

T Noi speriamo in te.

352

ASCOLTO DELLA PAROLA

Indichiamo secondo i tempi liturgici alcuni brani biblici a cuiseguono strofe salmiche e un ritornello responsoriale. Ricordiamo anche lecitazioni scritturistiche presenti nel rituale del «Culto eucaristico»(122-197). All'ascolto della Parola ci si può introdurre con un breve dialogo ocon un'orazione dal Messale Romano o dall'Ufficio delle Ore secondo i tempidell'anno liturgico.

Dialogo di inizio

C. Con fedeascoltiamo la parola di Dio.

T Parla, oSignore: il tuo servo ti ascolta! Tu solo hai parole di vita eterna!

Oppure

C Il Signore sia con voi.

T E con il tuo spirito.

C In alto i nostri cuori.

T Sono rivolti al Signore.

C Rendiamo grazie al Signore nostro Dio.

T È cosa buona e giusta.

C Disponiamoci all'ascolto della sua Parola.

T Per viverla ogni giorno.

Oppure

C Il Signore sia con voi.

T E con il tuo spirito.

C Preghiamo.

O Dio chesei intimamente presente in mezzo a noi nel sacramento dell'Eucaristia, rendicidisponibili all'ascolto della tua Parola perché sappiamo cercare te solo eannunciarti con cuore purificato e sapienza d'intelletto ai fratelli. PerCristo nostro Signore.

T Amen.

Indicazioni scritturistiche

Unitamenteal brano indichiamo un salmo che si può recitare in forma responsorialeintercalando le strofe con il ritornello proposto.

353

a) Tempodi Avvento

-      Ap 22,12-21:Vieni, Signore Gesù.

-      Sal 24,4-5.8-10.14;Rit.: Di te, Signore, ha sete l'anima mia.

-      Sof 3,14-18:Gioia e desiderio.

Sal 32,2-3.11-12.20-21;Rit.: Cantiamo al Signore un canto nuovo.

-      Is 40,1-11:Preparate la via del Signore.

Sal 84,9-14;Rit.: Vieni, Signore, re di giustizia e di pace.

-      Gv 1,6-8.29-34:Il testimone di Dio.

Sal 39,2.4.7-9;Rit.: Ecco, io vengo, Signore, per fare la tua volontà.

-      Mt 1,18-24:L'obbedienza del giusto.

Sal 146,1-6;Rit.: Beati coloro che attendono il Signore.

-      Lc 1,26-38:L'ancella del Signore.

Lc 1,46-54;Rit.: L'anima mia magnifica il Signore.

-      Is 7,10-14:Dio, con noi.

Sal 88,2-5.27.29;Rit.: Il Signore è fedele per sempre.

b) Tempodi Natale

-      Is 9,2-4.6-7:Un bambino è nato per noi. Sal 95,1-3.11-12; Rit.: Oggi è nato per noiil Salvatore.

-      Gv 1,1-5.9-14:Contemplazione del Verbo.

Sal 97,1-4;Rit.: Tutta la terra ha veduto la salvezza del Signore.

-      Gal 4,4-7: Lamadre del Signore.

Sal 66,2-3.5-6.8;Rit.: Dio ci benedica con la luce del suo volto.

-      Lc 2,22-32:Presentazione del Signore.

Sal 23,7-10;Rit.: Vieni, Signore, nel tuo tempio santo.

-      Lc 2,41-52:La sacra famiglia.

Sal 127,1-5;Rit.: Vita e benedizione sulla casa che teme il Signore.

-      Is 60,1-6:Epifania del Signore.

Sal 71,7-8.10-13;Rit.: Ti adoreranno, Signore, tutti i popoli della terra.

-      Mt 3,13-17:Il battesimo del Signore.

Sal 28,1-6;Rit.: Gloria e lode al tuo nome, Signore.

-      Gv 2,1-11:Le nozze di Cana.

Sal 32,13.20-21;Rit.: Cantiamo al Signore un canto nuovo.

e) Tempodi Quaresima

-      Mt 4,1-11:Le tentazioni di Gesù.

Sal 50,3-6.18-19;Rit.: Tu guarisci, Signore, il cuore penitente.

354

-      1 Gv 1,5-2,2:Dio è luce, in lui non ci sono tenebre. Sal 50,3-6.12-13; Rit.:Perdonaci, Signore, abbiamo peccato.

-      Is 1,16-20:Lavatevi, purificatevi.

Sal 50,3-4.12-13.18-19; Rit.: Tu guarisci, Signore, il cuorepenitente.

-      Lc 15,17-24:Il perdono del Padre.

Sal 102,1-4.11-12; Rit.: Il Signore è buono e grande nell'amore.

-      Mt 16,21.24-27:Portare la croce con Cristo.

Sal 17,2-4.7; Rit.: Nell'angoscia ti invoco: salvami, Signore.

-      Is 53,4-12:Il servo sofferente di Iahvè.

Sal 30,2.6.12.15-17; Rit.: Padre, nelle tue mani consegno il miospirito.

-      I Cor 11,23-26:Il memoriale della passione del Signore.

Sal 115,12-13.16-18; Rit.: Il tuo calice, Signore, è dono di salvezza.

d) Tempo di Pasqua

-      Lc 24,35-48:Pace a voi, dice il Risorto.

Sal 117,1-2.16-17.22-23; Rit.: Questo è il giorno del Signore:alleluia.

-      Rm 6,3-11:Cercate le cose di lassù.

Sal 117,1.12.16-17.19-21; Rit.: Ti rendiamo grazie, Signore nostroDio.

-      Gv 3,1-8:Rigenerati per essere figli di Dio. Sal 115,12-17; Rit.: Ti rendograzie, Signore, perché mi hai salvato.

-      Gv 6,52-59:Comunione con Cristo e con il Padre. Sal 43,1-5; Rit.: Ha sete di te,Signore, l'anima mia.

-      Gv 10,11-18:Cristo buon pastore.

Sal 22,1-4.6; Rit.: Con te, Signore, non temo alcun male.

-      Ef 1,17-23:Gesù sale al cielo.

Sal 46,2-3.6-8; Rit.: Ascende il Signore tra canti di gioia.

-      Rm 8,9-11.14-17:Lo Spirito Santo abita in voi. Sal 103,1-2.24.29-30; Rit.: Manda il tuoSpirito, Signore.

355

e) Tempo Ordinario

—  At 2,42-47:La Chiesa è comunione.

Sal 121,1-4.8-9; Rit.: Andiamo al Signore con canti di gioia.

—  Gv 16,12-15:Il mistero della Trinità.

Sal 8,4-6.8; Rit.: Il tuo nome è grande su tutta la terra.

—  1 Gv 4,9-16:Dio è amore.

Sal 99,1-5; Rit.: Il nostro Dio è grande nell'amore.

—  Ef 3,8-19:Gesù rivela l'amore del Padre. Sal 149,1-6; Rit.: Il Signore ama il suopopolo.

—  Mt 11,25-30:Venite a me.

Sal 102,1-4.8.10; Rit.: Il Signore è buono e grande nell'amore.

—  1 Pt 1,3-9: Lanostra fede.

Sal 8,2.4-7; Rit.: Esultiamo di gioia nel Signore nostro Dio.

—  Rm 5,1-9:Speranza sicura.

Sal 26,1.4.13-14; Rit.: Il Signore è la mia speranza.

—  Mt 22,34-40:Il piu grande comandamento. Sal 118,12.14.16.18.27.34-35; Rit.: Nel fareil tuo volere è la mia gioia.

—  2 Tm 3,14-4,2:Amore alla Sacra Scrittura. Sal 118,66.68.76-77.93-94; Rit.: La tualegge, Signore, è la mia gioia.

—  Mt 5,1-12:Adesione totale al Vangelo.

Sal 23,3-6; Rit.: Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.

—  Rm 6,3-9:Risorgeremo con Cristo.

Sal 26,1.4.13-14; Rit.: I miei occhi vedranno il volto del Signore.

—  Mt 25,31-46:Saremo giudicati sull'amore. Sal 22,1-4.6; Rit.: Tu sei con me, Signore.

—  Fil 1,12-20:Il primato di Cristo.

1 Cr 29,10-12; Rit.: Benedetto il tuo nome santo.

RIFLESSIONE

Indichiamo alcune citazioni patristiche rintracciabilinell'Ufficio delle Ore. Ci si può avvalere di sussidi sul tema sia di autoripatristici che moderni.

356

Dopo lariflessione guidata è bene una conveniente pausa di silenzio.

1.        Sono frumento di Dio: sarò macinato dai denti della fiera (Ignaziodi Antiochia; 17 ottobre).

2.        La pienezza dell'amore (Agostino; mercoledì dellaSettimana Santa).

3.        Cristo è fedele e a tutto provvede (Giovannidi Dio; 8 marzo).

4.        Il pane del cielo e la bevanda di salvezza («Catechesi»di Cirillo di Gerusalemme; sabato fra l'ottava di Pasqua).

5.        Sacramento di unità e carità (Fulgenzio di Ruspe;martedì II sett. di Pasqua).

6.        Il dono ereditario del Nuovo Testamento (Gaudenziodi Brescia; giovedì II sett. di Pasqua).

7.        La celebrazione dell'Eucaristia (Giustino; III domenica diPasqua).

8.        L'Eucaristia pegno di risurrezione (Ireneo;giovedì III sett. di Pasqua).

9.        Eucaristia e unità dei fedeli (Ilario; mercoledì IVsett. di Pasqua).

10.       Eucaristia,Pasqua del Signore (Gaudenzio di Brescia; giovedì V sett. di Pasqua).

11.       L'animamia esulti nel Signore (Gregorio di Agrigento).

12.       Come sideve prendere parte all'Eucaristia (Dottrina Dodici Apostoli;mercoledì XIV sett. tempo ordinario).

13.       Questosacramento che ricevi si compie con la parola di Cristo (Ambrogio;sabato XV sett. tempo ordinario).

14.       Aineofiti (Ambrogio; venerdì XV sett. tempo ordinario).

15.       0prezioso e meraviglioso convito (Tommaso d'Aquino; CorpusDomini).

16.       Effettidi purificazione e santificazione (Alberto Magno; 15 novembre).

17.       Presso dite è la sorgente della vita (Bonaventura; Sacratissimo Cuoredi Gesù).

357

PROCLAMAZIONE CORALE DELLA PAROLA

Alternativamenteal brano scritturistico proclamato da un solista e seguito da un salmoresponsoriale suggeriargb questi brani scritturistici che si possono recitarecoralmente o con solista e coro, facendoli precedere da un invito o daun'orazione del presidente. Si accompagnano con alcuni spunti di riflessioneindividuale impostata su temi di spiritualità salesiana. Tale riflessione puòessere guidata, o spontanea, oppure mettendo in comune ciò che ha evocato inciascuno il brano recitato. Nel caso che segua la benedizione eucaristica, dopoun tempo di silenzio si canta l'inno; diversamente si conclude con l'orazione,la benedizione del celebrante e il congedo.

1. La nostragioia nasce dall'unione con Cristo vera vite e dalla donazione di noi stessisul suo esempio.

G «Io sonola vera vite e il Padre mio è il vignaiolo. Ogni tralcio che in me non portafrutto, lo toglie, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti piùfrutto. Io sono la vite, voi i tralci».

1.     Ti rendiamo grazie, o Signore, perché ci hai purificati con laparola che ci hai annunciato. Vogliamo rimanere inseriti in te perché turimanga in noi.

2.     Crediamo che solo rimanendo inseriti in te possiamo portare moltofrutto, perché senza di te non possiamo fare nulla.

3.     Ti rendiamo grazie, perché ci hai amato comunicando a noi l'amoreinfinito con cui il Padre ti ama.

4.     Vogliamo rispondere al tuo amore con la nostra fedeltà. Tipreghiamo con fiducia:

la tua gioia sia in noi,

perché solo così la nostra gioia sarà vera e perfetta.

358

5.     Aiutaci, ti preghiamo, a vivere il tuo comandamento esigente diamarci gli uni gli altri come tu ci hai amato: non c'è amore più grande di chidà la vita per gli amici. E tu l'hai data per noi.

6.     Sentiamo la gioia di essere tuoi amici. E ti preghiamo:

la tua amicizia ci impegni a fare quello che hai fatto tu (Gv15).

Meditazione personale

Lacomunione sacramentale ci unisce come tralci vivi a Cristo. Perciò siamoimpegnati a vivere come lui. L'amore che si dona senza riserve, la gioiavisibile che deriva dalla donazione di sé libera e gratuita, il senso dellapiccolezza che sa di non poter far nulla senza di lui e apre il cuore allapreghiera umile e costante, sono valori evangelici di cui noi Salesiani abbiamoparticolarmente bisogno per la nostra missione con i giovani.

C Preghiamo.

O Signore, concedi a noi

di vivere profondamente uniti a Cristo per condurre a lui i nostrigiovani.

PerCristo nostro Signore. T Amen.

2.Abbiamo bisogno della certezza di essere amati per vivere e per dare la vita.

359

G Dio ècon noi, chi sarà contro di noi? Colui che non risparmiò nemmeno il proprioFiglio,

ma lo sacrificò per tutti noi,

come non potrà donarci con lui

tutto il resto?

T Certamente né la morte, né la vita,

né il presente, né il futuro,

né alcun'altra creatura

ci potranno separare dall'amore di Dio

che ci giunge nel Cristo Gesù, nostro Signore.

C Chi muoverà accusa

contro di noi eletti di Dio?

Se Dio ci giustifica,

chi ci condannerà?

Cristo che è morto?

Cristo che è risorto?

Cristo, che è alla destra di Dio

e che intercede a nostro favore?

Chi potrà strapparci

dall'amore di Cristo?

Quale tribolazione, angustia, persecuzione?

Su tutte queste cose trionfiamo appieno

grazie a colui che ci ha amati.

T Certamente né la morte, né la vita,

né il presente, né il futuro,

né alcun'altra creatura

ci potranno separare dall'amore di Dio

che ci giunge nel Cristo Gesù, nostro Signore (Rm 8).

Meditazione personale

Gesù èDio con noi. Non siamo soli, egli ha voluto condividere fino in fondo la nostravita.

Il suo èun amore fedele. Il segno che lo rivela è la sua morte. Egli è con noi col suosacrificio nell'Eucaristia.

Questecertezze devono animare la nostra vita di religiosi e di educatori. Tuttiabbiamo bisogno della certezza di essere amati per vivere. Specialmente igiovani. È necessario che essi non solo «siano amati, ma che sentano di essereamati» (Don Bosco).

Lacertezza che Dio ci ama, che egli è con noi nel nostro lavoro apostolico, cheama infinitamente i nostri giovani, che niente potrà strapparli all'amore diCristo, dà fiducia, aiuta a vincere lo scoraggiamento negli insuccessi,moltiplica lo slancio nella donazione gratuita e disinteressata di chi saamare, come Dio, nonostante tutto.

360

C Preghiamo.

O Signore, Dio con noi,

la certezza assoluta di essere amati da te

ci spinge ad essere i segni e i portatori

del tuo amore ai giovani

in modo che essi, sapendo di essere amati,

credano al tuo amore.

Per Cristo nostro Signore.

T Amen.

3.      Noiabbiamo scelto Gesù Cristo. Lui solo è il Signore della nostra vita.

1  Tutti quei valori

che per noi erano guadagno, li abbiamo stimati una perdita, peramore tuo, o Cristo Gesù.

2.Consideriamo tutto una perdita di fronte al sommo valore che è la pienacomunione con te, o Cristo Gesù, Signore nostro.

3  Per te noi lasciamo tutto,

tutto stimiamo un nulla,

per poterti guadagnare, o Cristo, ed essere uniti con te.

4.     In te, noi siamo dotati non di una nostra giustizia ma dellagiustizia di Dio, che è fondata sulla fede.

Così conosceranno te,

e la forza della tua risurrezione:

uniti alle tue sofferenze speriamo di risorgere con te.

361

6.     Non abbiamo raggiunto il traguardo: proseguiamo la corsa perafferrarlo, anche noi siamo stati afferrati da te, o Cristo Gesù.

7.     Dimenticato ciò che è dietro a noi e protesi verso ciò che staavanti, corriamo alla mèta, al premio a cui Dio ci chiama, in te.

8.     La nostra patria è nei cieli:

di là ti attendiamo Salvatore:

tu renderai il nostro corpo di miseria

simile al tuo corpo di gloria (Fil 3,7-14.20-21).

Meditazione personale

Noi nonci siamo votati a un ideale astratto, ma a una persona viva. Cristo è il centrodi gravitazione, il senso ultimo e la mèta della nostra vita. Gesù è il nostroDio. Noi lo abbiamo seguito lasciando tutto per lui. Siamo consacrati a lui. Lafedeltà alla nostra scelta non è facile, non ha il suo fondamento in noistessi, ma in lui, vivo per noi oggi nella Eucaristia. Senza di lui si ricadenell'idolatria di noi stessi, delle cose, delle persone.

«Con laprofessione religiosa intendiamo vivere la grazia battesimale con maggiorpienezza e radicalità. Seguiamo Gesù Cristo il quale, "casto e povero,redense e santificò gli uomini con la sua obbedienza" (PC 1)e partecipiamo più strettamente al mistero della sua Pasqua, al suo annientamentoe alla sua vita nello Spirito.

Aderendoin modo totale a Dio, amato sopra ogni cosa, ci impegniamo in una forma di vitache si fonda interamente sui valori del Vangelo» (Cosr 60).

C Preghiamo.

O Signore Gesù, che ci hai chiamati a seguirti,

concedi a noi di restarti fedeli,

di essere protesi in avanti

e di non riprenderci ciò che abbiamo lasciato

fino al giorno in cui

ti verremo incontro per essere sempre con te

che vivi e regni nei secoli dei secoli.

T Amen.

362

4. ConCristo moriamo a noi stessi per risorgere con lui all'amore.

1.      Tutti noibattezzati in Gesù Cristo, nella sua morte fummo battezzati, siamo statisepolti con Cristo per risorgere insieme con lui.

2.      ComeCristo risorto da morte, vivremo anche noi nuova vita: uniti con luinella morte lo saremo nella risurrezione.

3.      L'uomovecchio con lui fu crocifisso perché distrutto fosse il corpo del peccato e delpeccato non fossimo più schiavi: chi in lui è morto, è liberato dal peccato.

4.      Se noisiamo morti con Cristo, vivremo pure con lui; più non morrà il Cristo risorto,la morte non ha dominio su di lui.

5.      Chi èmorto nel Cristo Signore,

è morto per sempre al peccato;

noi viviamo nel Cristo Signore,

la nostra vita è ormai per Iddio (Rm 6).

Meditazione personale

Tutta lanostra vita religiosa è un rapporto con Cristo. È radicata nei sacramenti.Questi ci configurano a Cristo. Con la professione religiosa noi ci impegniamoad essere conformi a lui nella vita.

«L'offertadella propria libertà nell'obbedienza, lo spirito di povertà evangelica el'amore fatto dono nella castità fanno del salesiano un segno della forza dellarisurrezione.

Iconsigli evangelici, configurando il suo cuore tutto per il Regno, lo aiutano adiscernere e ad accogliere l'azione di Dio nella storia; e, nella semplicità elaboriosità della vita quotidiana, lo trasformano in un educatore che annunciaai giovani "cieli nuovi e terra nuova", stimolando in loro gliimpegni e la gioia della speranza» (Cost. 63).

363

C Preghiamo.

O Signore,

che nel Battesimo ci hai configurati a Cristo:

concedi a noi di vivere con i nostri voti

il mistero della sua morte e risurrezione,

morendo ogni giorno a noi stessi e al peccato

per risorgere nell'amore.

Per Cristo nostro Signore.

T Amen.

5. Uomini nuovi come Gesù

ci rinnoviamo continuamente per portare ai giovani la novità delVangelo.

1. Siamorisorti con Cristo, cerchiamo le cose del cielo, dove Cristo è alla destra diDio: pensiamo alle cose del cielo,

non a quelle della terra.

2. Siamo morti in Cristo,

ora la nostra vita

è nascosta con lui in Dio.

Quando Cristo vita nostra apparirà, con lui appariremo nellagloria.

3. Facciamomorire in noi il peccato: impurità, cattivi desideri,

ogni idolatria delle cose.

Deponiamo collera, sdegno e cattiveria, le maldicenze e ognidiscorso cattivo. Non mentiamo più gli uni gli altri.

4.Spogliàti dell'uomo vecchio con tutte le sue azioni,

ci siamo rivestiti dell'uomo nuovo

che si rinnova continuamente, per giungere alla piena conoscenza aimmagine del suo Creatore.

364

5.     Nell'uomo nuovo non c'è più distinzione

di greco o giudeo, di schiavo o libero

ma tutto e in tutti è Cristo.

6.     Rivestiamoci, come amati di Dio, di tenera compassione e di bontà,di umiltà, di mitezza e pazienza, accettandoci e perdonandoci l'un l'altro.Come Cristo ci ha perdonati, così facciamo anche noi.

7.     Rivestiamoci soprattutto della carità che è il vincolo dellaperfezione. E la pace di Cristo Signore, alla quale siamo stati chiamatinell'unità di un medesimo Corpo, regni sovrana nei cuori.

8.     Viva in noi la parola di Cristo, in tutta la sua ricchezza, e ogninostra azione e parola sia fatta nel nome di lui (Col 3).

Meditazione personale

Gesù èl'uomo nuovo, totalmente aperto a Dio e ai fratelli. Il religioso con i votivuol vivere la novità di vita portata da Gesù per essere come lui un uomonuovo. Per noi Salesiani, che siamo mandati ai giovani, essere uomini nuovi chesi rinnovano è di particolare urgenza.

I giovanihanno bisogno di vedere nuovi rapporti fra gli uomini, non basatisull'arrivismo, sulle discriminazioni dell'avere, sulla violenza, ma fondatisull'amore: la fede in Dio rende più uomini. I giovani ci chiedono diessere uomini nuovi come Gesù. Nell'Eucaristia egli è la sorgente della novitàdell'amore.

365

C Preghiamo.

Dio nostro Padre,

amore sempre nuovo e innovatore,

concedi a noi

di essere una comunità di uomini nuovi

che, attingendo all'Eucaristia,

portano la novità

della vera libertà e dell'amore.

Per Cristo nostro Signore.

T Amen.

6. Se,nonostante tutto, siamo ottimisti è perché Cristo è risorto.

G    IlSignore è davvero risorto, primizia di quelli che son morti. Morti in Adamo,risorgeremo in Cristo.

T Dov'è, o morte, la tua vittoria?

peccato, dov'è il tuo trionfo? Il Cristo vi ha vinti per sempre.

G    Noisaremo tutti trasformati al suono dell'ultima tromba, quando i mortirisorgeranno a nuova vita.

T Dov'è, o morte, la tua vittoria?

peccato, dov'è il tuo trionfo? Il Cristo vi ha vinti per sempre.

G    Perciòsiamo fermi, incrollabili,

lavoriamo per Cristo Signore:

la nostravita in lui non è vana.

T Dov'è, o morte, la tua vittoria?

peccato, dov'è il tuo trionfo?

Il Cristo vi ha vinti per sempre (1 Cor15).

Meditazione personale

La nostra consacrazione e la nostra missione poggiano su Cristorisorto. Senza una grande speranza non possiamo essere né religiosi néeducatori. I giovani infatti oggi più che mai hanno fame di una speranza nonvana. Tutte le speranze umane senza Cristo sono soltanto illusioni.

366

Gesùrisorto ci dice che la nostra vita non è destinata allo scacco e al nullafinale, ma alla pienezza e alla riuscita. Ci dice che il peccato è vinto allaradice. È vero che ancora dilaga nel mondo, ma solo momentaneamente. Noisappiamo che in Cristo la lotta contro il male sarà certamente vittoriosa. Perquesto continuiamo a lottare e, nonostante gli insuccessi, siamo ottimisti. Unottimismo che riposa non su di noi, ma in Cristo.

C Preghiamo.

O Signore,

tu sei il Dio dei vivi e non dei morti,

concedi, ti preghiamo,

di vedere tutto nella luce della risurrezione

sicché la nostra vita di consacrati e di apostoli

sia animata dalla speranza.

Per Cristo nostro Signore.

T Amen.

7.Cristo eucaristico è il pane della speranza. A lui noi conduciamo i giovani.

Rit. Signore,tu sei il pane disceso dal cielo, il pane della vita.

1.      Io sonoil pane disceso dal cielo: il pane della vita.

Chi mangia di me ha la vita, la vita eterna.

2.      Chimangia la mia carne e beve il mio sangue, io lo risusciterò

nell'ultimo giorno.

3.      Veramentela mia carne è cibo, il mio sangue bevanda: chi ne mangia dimora in me e io inlui.

Com'io vivo per il Padre vivente che a voi mi ha mandato, così chisi nutre di me per me vivrà sempre.

I vostri padri han mangiato la manna e sono morti,

ma chi mangerà questo pane

vivrà in eterno (Gv 6,51.54-59).

367

Meditazione personale

Tutta lavita di Don Bosco fu tesa a condurre i giovani al Cristo eucaristico. Essi hannobisogno di vita e di speranza. A noi spetta condurli all'incontro con Cristo,unico, vero pane di vita.

Gesù è il pane della vita e della speranza perché è amore che sidona. La vita, infatti, affonda le radici nell'amore. Cristo si dona a noinell'Eucaristia perché anche noi diventiamo pane di vita per i nostri giovani.

Preghiamo.

O Signore, solo tu sei

il pane della speranza e della vita:

concedi a noi che, nutriti di te,

diventiamo pane di vita e di speranza

per i nostri giovani.

Tu sei Dio e vivi e regni nei secoli dei secoli.

T Amen.

8.L'ultimo desiderio e l'ultima preghiera di Gesù: «Padre, siano una cosa sola»,è per noi un impegno.

Cristo prega per sé

1. Padre, è giunta l'ora:

glorifica il Figlio tuo

perché il Figlio glorifichi te:

gli hai dato potere sugli uomini,

per donare la vita eterna

a coloro che gli hai dato.

Questa è la vita eterna:

conoscano te, l'unico vero Dio,

colui che hai mandato, Gesù Cristo.

Io ti ho glorificato sulla terra, ho compiuto l'opera che mi haiaffidato.

Ora, o Padre, glorificami tu, con la gloria che avevo presso di teprima che il mondo fosse.

368

5 Ho fattoconoscere il tuo nome agli uomini che mi hai dato traendoli dal mondo. Eranotuoi e tu li hai dati a me: ed essi hanno osservato la tua parola.

6. Essi ora sanno

che tutte le cose che mi hai dato

vengono da te,

perché tutte le cose che hai dato a me

io le ho date a loro.

7  Essi le hanno accolte;

hanno riconosciuto che io vengo da te, e hanno creduto che tu mihai mandato.

Cristo prega per i discepoli

Per loro io prego;

non prego per il mondo,

ma per quelli che tu mi hai dato

perché sono tuoi.

9 Tutte le mie cose sono tue

le tue sono mie

io sono glorificato in loro.

10. Io non sono più nel mondo;

essi, invece, sono nel mondo

mentre io ritorno a te.

Padre santo, conserva nel tuo nome

coloro che mi hai dato

perché siano una cosa sola come noi.

369

11. Quando ero con loro, ioconservavo nel tuo nome coloro che mi hai dato e li ho custoditi;

nessuno di loro è andato perduto tranne il figlio dellaperdizione, perché si adempisse la Scrittura.

12. Ma ora io vengo a te

e dico queste cose mentre sono ancora nel mondo perché abbiano inse stessi la pienezza della mia gioia.

13. Ho dato loro la tuaparola, e il mondo li ha odiati: perché essi non sono del mondo come io nonsono del mondo.

14. Non chiedo che li tolgadal mondo, ma che li custodisca dal maligno: essi non sono del mondo come ionon sono del mondo.

15. Consacrali nella verità:la tua parola è verità.

16. Come tu mi hai mandato nelmondo anch'io li ho mandati nel mondo. Per loro io consacro me stesso: sianoanch'essi consacrati nella verità.

Cristo prega per coloro che crederanno in lui

17. Non prego solo per questi,

ma anche per quelli che crederanno in me per mezzo della loroparola:

18. tutti siano una cosa sola,

come tu, Padre, sei in me e io in te: siano anch'essi in noi unacosa sola, perché il mondo creda

che mi hai mandato.

19. La gloria che tu hai datoa me io l'ho data a loro perché siano come noi, una cosa sola.

370

20.    Io inloro e tu in me:

perché siano perfetti nell'unità, e il mondo sappia che mi haimandato, e li hai amati come hai amato me.

21.    Padre,quelli che mi hai dato, voglio che siano anch'essi in me a vedere la gloria chemi hai dato, perché mi hai amato dall'eternità.

22.    Padregiusto,

il mondo non ti ha conosciuto,

ma io ti ho conosciuto,

e questi hanno creduto

che tu mi hai mandato.

23.    Ho fattoconoscere loro il tuo nome e lo farò conoscere:

perché l'amore con cui mi hai amato sia in essi, e io in loro (Gv17).

Meditazione personale

Cristo èmorto per «radunare i figli dispersi» in unità. Questo è lo scopodell'Eucaristia: fare di tutti gli uomini una comunione con Dio e fra loro.

Lapreghiera di Gesù è per noi un impegno a realizzarla nella nostra vitaconsacrata, ed è anche la mèta della nostra missione apostolica. Come per iprimi cristiani, che erano «un cuor solo e un'anima sola».

Noiripetiamo al Padre, con Cristo e in Cristo, questa preghiera per affrettarne larealizzazione fra noi, nella Chiesa e nel mondo.

C Preghiamo.

O Signore,

Dio dell'unità e della pace,

concedi a noi di diventare

un cuor solo e un'anima sola

e di fare dei giovani che ci affidi una vera Chiesa.

Per Cristo nostro Signore.

T Amen.

371

9.    Il Cristo eucaristico:

segno e sorgente della nostra comunione.

1.     Il caliceche noi benediciamo è comunione col sangue di Cristo; il pane che noi spezziamoè comunione col corpo di Cristo.

2.     Poichéuno solo è il pane, noi che siamo molti

formiamo un solo corpo, partecipando all'unico pane.

3.     Come inun solo corpo vi sono molte membra,

e      questenon adempiono tutte la stessa funzione,

4. così anchenoi, benché molti, formiamo un corpo solo in Cristo;

e      siamo,ciascuno per la sua parte, membra gli uni degli altri.

5. Quandoc'è un membro che soffre, gli altri soffrono con lui,

e      se unmembro è nella gioia, gli altri gioiscono con lui.

6.     Il Cristonon può essere diviso, non possiamo tollerare tra noi lo scandalo dellescissioni: ma dobbiamo essere concordi.

7.     Se c'èconsolazione in Cristo

e      confortonella carità, se c'è comunione nello spirito

e      tenerezzadi compassione, la gioia abita i nostri cuori.

8. Perciò manteniamocicome un'anima sola alimentando lo stesso amore, perfettamente unanimi

e     concordi nel sentire.

(1 Cor 10; Rm 12; 1 Cor 12; Fa 2)

372

Meditazione personale

Lacomunione fraterna che ci porta a condividere tutto non nasce soltanto da unatto di volontà umana, ma dalla comunione eucaristica. Questa è il segno e lasorgente della unione fra noi e con Dio.

Celebrarel'Eucaristia senza l'impegno di costruire con pazienza una vera comunità èvuota presunzione. D'altra parte, ogni celebrazione dell'Eucaristia testimoniache la comunione che ricerchiamo non ha la sorgente solo in noi stessi, maprima di tutto in Cristo.

C Preghiamo.

O Signore,

che ogni giorno ci chiami alla tua mensa,

concedi, ti preghiamo,

che la celebrazione dell'Eucaristia

sia il segno vero

della nostra volontà di comunione

e la sorgente

d'una unione sempre più profonda fra noi e con te.

Per Cristo nostro Signore.

T Amen.

10.  Cristo hadato per noi la sua vita. Dunqueanche noi dobbiamo dare la nostra per i giovani.

1.      Questo èil nuovo messaggio che noi abbiamo ascoltato fin da principio:

amarci gli uni gli altri.

2.      Noi,amando i fratelli, sappiamo di essere passati dalla morte alla vita: solo chiama è vivo.

Se non amiamo il fratello, noi lo facciamo morire,

e la vita eterna non è in noi.

Se non amiamo, siamo nella morte.

373

3.      Noiabbiamo conosciuto l'amore: Cristo ha dato la vita per noi; anche noi dobbiamodare la vita per ogni nostro fratello.

4.      Se noiabbiamo dei beni, e vediamo il fratello nel bisogno, e rifiutiamo di averepietà: come sarà in noi l'amore di Dio?

5.      Nonamiamo soltanto a parole e solo con la lingua

ma con i fatti e in verità: solo così saremo nella verità.

6.      Questo èil suo comandamento: che noi crediamo nel nome del Figlio suo, Gesù Cristo, eche ci amiamo gli uni gli altri. (1 Gv 3,11.14-18.23)

Meditazione personale

Il Cristoeucaristico è segno e sorgente della nostra dedizione apostolica. La caritàpastorale che spinge il Salesiano a sacrificare se stesso perché i giovaniabbiano la vita e l'abbiano in abbondanza si radica nel sacrificio di Cristo.

Ci puòessere un impegno apostolico non autentico, perché fondato su motivazionipuramente umane o sull'affermazione di sé.

IlSalesiano che fa così non ha in sé la vita, come dice Giovanni, e non lacomunica ai giovani. Questi cresceranno, a tutti i livelli, in proporzionedella nostra donazione senza riserve.

Siccomeil Salesiano sa che ciò è impossibile all'uomo, ogni giorno va all'Eucaristiaper avere la forza di fare quello che ha fatto Gesù: dare la vita per glialtri.

374

C Preghiamo.

O Signore,

che ogni giorno nell'Eucaristia

ci dai il segno del tuo amore assoluto,

concedi a noi di imparare da te

a dare la nostra vita

perché i giovani abbiano la vita vera

e l'abbiano in abbondanza.

Per Cristo nostro Signore.

T Amen.

PREGHIERE COMUNI

Dopo laproclamazione della Parola, la riflessione, un sufficiente spazio di silenzio eun eventuale canto appropriato, lo schema propone una preghiera comunitaria.Diamo pertanto alcuni formulari tipici a scelta, secondo le circostanze. Aconclusione il celebrante può far recitare il Padrenotro accompagnato da un'orazione. Se l'esposizione è con la pisside ol'ostensorio, a questo momento segue l'inno eucaristico e la benedizione.

C Eleviamoa Dio il nostro grazie per aver invitato, in Cristo,

ogni credente al banchetto della parola e del pane.

Oppure

C Eleviamocomunitariamente la nostra supplica a Cristo, vivo e presente davanti a noi,attestando fede alla sua Parola e adorando il mistero della sua presenza.

Oppure

C Gesù conla sua parola e il suo perdono diviene per ogni uomo riconciliazione e pace.Affidiamoci a lui

che ci nutre con un «pane» di vita eterna.

Oppure

C Uniamola nostra preghiera unanime al coro della Chiesa e chiediamo a Cristo

il donodello Spirito di sapienza e di amore
per essere segni e portatori della sua grazia.

Oppure

C La nostra preghiera e la nostra carità

si configurano alla realtà di questo grande mistero.

375

Coscienti di questo dono, con gli Angeli del Cielo, proclamiamo ilnostro grazie e la nostra lode a Cristo, unigenito Figlio del Padre.

Questaprima serie di preghiere a temi è a carattere responsoriale, litanico o informa di preghiera comune.

1. Un banchetto preparato per noi

Rit. Noi ti rendiamo grazie, o Cristo nostro Dio.

Ci hai giudicati degni del banchetto

misterioso e ineffabile;

abbiamo partecipato con gioia ai doni spirituali

che tu ci presenti,

e ora cantiamo con gli angeli

l'inno della vittoria.

Hai dato a noi un pane celeste,

e abbiamo mangiato il pane degli angeli.

Hai dato a noi un pane celeste,

abbiamo ricevuto un pane di benedizione:

il tuo corpo glorioso e il tuo sangue prezioso.

Ti rendiamo grazie, o Cristo, nostro Dio,

ti sei degnato di renderci partecipi, o Salvatore, del tuocorpo e del tuo sangue;

tu hai saputo conquistare i nostri cuori.

Hai istituito questa santa cena per darti in cibo a tutti icredenti. Che nessuno respinga il tuo invito, ma si accosti con fede e tiadori, o Re della gloria.

Benediciamo il Signore

che ha fatto grandi cose

su tutta la terra.

Tutti i popoli, lodate il Signore,

esultate, o giusti, nel Signore,

è per voi il Corpo e il Sangue di Cristo.

(Adattamento da Monumento Ecclesiae Liturgica)

376

2.    Lode all'Emmanuele

Rit. Lode a te, o Cristo, nostro Dio.

Tu sei il Verbo disceso dal Padre

che hai preso una carne mortale,

morto sulla croce e risorto il terzo giorno,

e ci hai concesso il perdono nella tua grande misericordia.

Tu sei venuto ad assolvere i nostri peccati, noi ti cantiamo,meraviglioso Salvatore, tu sei il pastore delle pecore,

inviato dal Padre.

Tu sei il Cristo, il Liberatore, nato dalla Vergine Maria. Beviamoal calice di santità. Liberaci per sempre dal male.

Amiamoci gli uni gli altri, perché Dio è carità.

Chi ama il suo fratello è nato da Dio e lo contempla, in lui èperfetta la carità.

Padre santo dona la pace ai sacerdoti,

che spezzano il corpo di Cristo,

dà la pace ai governanti e al popolo,

che ricevono il corpo di Cristo.

Amen.

(Adattamento dell'antica Liturgia ambrosiana)

3.   Inno di grazietrinitario Rit. Alleluia.

Ti rendiamo grazie, o Cristo Signore: tu hai dato il tuo Corpo eil tuo Sangue

per la salvezza del mondo e la vita delle nostre anime.

Ti rendiamo grazie, o Padre onnipotente,

di averci preparato la Chiesa

come porto sicuro, tempio di santità,

nel quale glorifichiamo la santissima Trinità.

Ti rendiamo grazie, o Cristo, nostro Re: il tuo Corpo e il tuoSangue prezioso ci hanno dato la vita.

Accordaci il perdono e la misericordia.

Ti rendiamo grazie, o Spirito che rinnovi la santa Chiesa.Conservala pura nella fede nella santissima Trinità, oggi e fino al termine deisecoli.

Tirendiamo grazie, o Cristo Signore, di averci nutrito a questa mensa e di avercipreparato il convito eterno, nel quale ti loderemo per sempre con il Padre e loSpirito Santo. (Adattamento dalla Liturgia armena)

377

4. Il Regno di Dio è nei nostri cuori Rit. Gloria ate nei secoli!

Ti rendiamo grazie, o Padre santo,

per il tuo santo nome

che tu hai posto nei nostri cuori,

per la conoscenza, la fede, l'immortalità

che ci hai concesso per mezzo di Gesti, tuo figlio.

Tu, o Signore onnipotente,

hai creato l'universo a gloria del tuo nome;

tu hai dato agli uomini il cibo

e la bevanda per la loro gioia

affinché ti rendano grazie.

Ma a noi tu hai donato

un cibo e una bevanda spirituale

e la vita eterna per mezzo del tuo Figlio.

Noi ti rendiamo grazie

perché sei potente e buono.

Ricordati, o Signore, di liberare la tua Chiesa dal male e direnderla perfetta nel tuo amore. Raccogli dai quattro venti

la Chiesa che tu hai santificato, nel regno che le hai preparato.

A te, o Redentore e Salvatore, immolato per la nostra salvezza,fatto cibo per il nostro sostentamento, a te, presente in questo mistero con latua divinità e umanità, ogni adorazione e lode con il Padre e con lo SpiritoSanto per i secoli infiniti.

(Adattamento dalla Didaché)

378

5.  Cristo,mistero di salvezza Rit. Noi ti preghiamo, ascoltaci.

Per il mistero della tua santa incarnazione.

Per la tua venuta.

Per la tua nascita.

Per il tuo santo battesimo e digiuno.

Per la tua croce e passione.

Per la tua morte e sepoltura.

Per la tua santa risurrezione.

Per l'ammirabile tua ascensione.

Per la discesa dello Spirito Santo Paraclito.

Per la tua presenza vivificante nel mistero eucaristico.

(Dalle Litanie dei Santi)

6.  Riunitinella tua Chiesa

Rit. Raccogli i tuoi figli nel tuo amore.

Come tu sei una cosa sola con il Padre.

Come tu hai voluto dai tuoi discepoli.

Come hai riconciliato tutti noi col Padre. Come hai raccolto idiscepoli alla tua mensa. Come a loro hai parlato del tuo amore.

Come tu stesso li hai amati lavando loro i piedi. Come ti sei resoPane per il loro nutrimento. Come hai passato loro il tuo Calice di Alleanza.Come nel perdono hai attratto tutti alla tua croce.

Come haivoluto donare una Madre alla tua Chiesa. Come hai raccolto i discepoli nellapace della Risurrezione.

Come sudi loro hai mandato il tuo Spirito.

379

7.     La Parola che ci nutre

Rit. Parla, oSignore, che il tuo servo ti ascolta.

Come haiparlato ad Abramo chiamandolo a una fede eroica attraverso grandi sacrifici.

Come haiparlato a Giacobbe chiamandolo a essere padre del tuo popolo prediletto.

Come haichiamato Israele dall'Egitto e lo hai salvato nella notte della liberazione.

Come haichiamato Mosè sul Sinai dando una legge di amore al tuo popolo.

Come haichiamato il giovane Samuele perché trasmettesse la tua Parola di giustizia everità.

Come haicostituito Davide guida regale e profetica per Israele.

Come haichiamato a fedeltà il tuo popolo attraverso la parola dei Profeti.

Come haiposto il tuo Figlio, Parola vivente, a salvezza dell'uomo.

Come haichiamato gli Apostoli per mezzo del tuo Cristo e li hai fatti portatori di unaBuona Novella di redenzione.

Come haichiamato la tua Chiesa a essere «sacramento di liberazione» per le nazioni.

8.     La Parola di vita eterna

380

R Signore,da chi andremo!

Tu solohai parole di vita eterna.

Signore,ascolto la tua Parola anche quando mi sconvolge nelle scelte più autentichedella vita, come per la Vergine di Nazaret.

Signore,ascolto la tua Parola anche quando mi chiede di abbandonare il padre, lafamiglia e il lavoro, come per Pietro e i figli di Zebedeo.

Signore,ascolto la tua Parola anche quando esige da me un cambiamento di vita e dimentalità, come per Matteo. Signore, ascolto la tua Parola anche quando michiede di rinascere di nuovo, come per Nicodemo.

Signore,ascolto la tua Parola anche quando mi chiede di riconoscere la gravità del miopeccato, come per la Samaritana.

Signore,ascolto la tua Parola anche quando sconvolge le mie sicurezze, come per ifarisei.

Signore, ascolto la tua Parola anche quando mi manda in missione amani vuote, come i 72 discepoli. Signore, ascolto la tua Parola anche quando michiede di sperare persino di fronte alla morte di una persona cara, come perMarta e Maria.

Signore,ascolto la tua Parola anche quando mi proponi di seguirti sulla via della Croce,come per i tuoi discepoli. Signore, ascolto la tua Parola anche quando mi diciche sarò beato solo quando sarò povero, afflitto e perseguitato, come per lefolle che ti seguivano.

9.      Consacraticon Cristo

Rit. Noi crediamo e ti adoriamo, Signore Gesù.

Tu sei ilFiglio prediletto, una sola cosa con il Padre. Tu ci insegni a conoscere ilPadre: nessuno infatti può conoscere il Padre se non colui al quale tu lovoglia rivelare.

Tu sei laParola fatta carne che venne ad abitare in mezzo a noi.

Tu sei la luce vera, quella che illumina ogni uomo. Tu sei la via,la verità e la vita: nessuno giunge al Padre se non per mezzo tuo.

Tu seil'Agnello di Dio, colui che toglie i peccati del mondo.

Tu sei ilFiglio dell'uomo innalzato: chiunque crede in te non muore ma ha la vitaeterna.

381

Tu sei ilpane della vita: chi viene a te non avrà più fame, chi crede in te non avrà piùsete.

Tu sei ildono di Dio, la sorgente che zampilla; fiumi d'acqua viva sgorgano dal tuoseno.

Tu sei ilCristo, il Figlio del Dio vivente, tu solo hai parole di vita eterna.

Tu sei ilBuon Pastore, conosci le tue pecore a una a una e offri la vita per loro.

Tu sei larisurrezione e la vita: chi crede in te, anche se muore, vivrà; e chi vive ecrede in te non morrà in eterno. Tu sei la vite e noi i tralci: se rimaniamo inte e tu in noi, daremo molto frutto.

10.Cristo nostra pace

Rit. Sii tu, o Signore, la nostra pace.

Tu hai fatto di noi un popolo santo, abbattendo il murodell'inimicizia.

Tu ci hai formato in te stesso, come un solo uomo nuovo, nellapace.

Tu sei venuto ad annunciare pace ai lontani e pace a coloro cheerano vicini.

In te, pietra angolare, siamo il nuovo tempio, edificati sopra ilfondamento degli apostoli e dei profeti. In te ogni nostra costruzione crescebene ordinata per essere tempio santo di Dio.

In te noisiamo diventati dimora di Dio per mezzo dello Spirito.

Perquesto ti invochiamo affinché tu abiti per la fede nei nostri cuori.

Perquesto ti chiediamo di farci comprendere l'ampiezza, l'altezza e la profonditàdel tuo amore.

11.Fortificati nello Spirito

Rit. Invoca su di noi, o Cristo, la forza dello Spirito.

Come loha ricevuto tua Madre, aprendo la sua vita al dono della tua Incarnazione.

382

Come lohai ricevuto tu, nel Battesimo al Giordano, consacrandoti alla missione di Messia,di Re e di Profeta. Come ha condotto te nel deserto per una esperienza dicontemplazione e di sacrificio, preparandoti a un nuovo cammino di redenzione.

Come lohai vissuto tu, annunciando ai poveri un lieto messaggio, proclamando laliberazione ai prigionieri e per tutti un anno di grazia e di misericordia.

Come tulo hai invocato sui tuoi discepoli perché comprendessero l'ora della tua Pasquae vivessero l'attesa di risurrezione.

Come lo hai donato agli apostoli nel Cenacolo il giorno dellaRisurrezione come forza di pace e di perdono. Come lo hai mandato, dopo la tuaAscensione, per una Pentecoste di salvezza, sulla prima comunità di Gerusalemmefondando la tua Chiesa.

12.  IlSignore è presente in ogni cosa

Rit. Fa' che io scopra la tua presenza, o Signore.

Nella tua meravigliosa creazione.

Nel sole che sorge ogni mattina.

Nel tramonto di ogni nostra giornata.

In ogni avvenimento della vita.

In ogni prova e in ogni dolore.

Nel successo come nel fallimento.

In ogni persona che ci sta accanto.

In chi ci guida nella società è nella vita.

Nelle scelte politiche e sociali.

Nella famiglia in cui mi hai fatto nascere.

Nella comunità in cui lavoro.

In coloro che mi vogliono bene.

In coloro che mi sono indifferenti.

In chi mi ha fatto del male.

In ogni povero.

In ogni ammalato.

In ogni anziano.

In ogni carcerato.

In ogni peccatore.

In ogni fratello.

383

Si può concludere con una di queste orazioni:

C Preghiamo.

O Dio nostro Padre, custodisci benigno il gregge che hai redentocon il sangue prezioso del tuo Figlio,

guidalo ai pascoli eterni del cielo, dove lo ha preceduto ilCristo, suo pastore. Egli vive e regna nei secoli dei secoli. T Amen.

Oppure

C O Dio, che nella tua immensa bontà

ci hai donato la tua stessa vita divina,

guarda a noi tuoi figli di adozione,

concedici di esprimere nelle opere la nostra fede

fa' che entriamo un giorno nel tuo regno beato. Per Cristo nostroSignore.

T Amen.

Oppure

C O Dio, che salvi i peccatori

chiami noi tutti attorno al tuo altare, volgi verso di te i nostricuori e donaci il fervore del tuo Spirito, perché possiamo essere saldi nellafede

operosi nella carità. Per Cristo nostro Signore. Amen.

C O Dio, che hai riunito l'umanità dispersa nel tuo nome,

concedi che tutti quelli che hanno rinnovato

la loro vita nello Spirito,

abbiano un cuore ardente e generoso

e, confermati nel tuo fervore,

possano servire con coraggio e carità i fratelli.

In Gesù Cristo nostro Signore.

T Amen.

384

Oppure

C O Dio, che hai salvato il mondo

con la morte e risurrezione del tuo Figlio,

diffondi in noi e nella tua Chiesa

i doni dello Spirito Santo,

e continua oggi, nella comunità dei credenti,

i prodigi che hai operato

agli inizi della predicazione del Vangelo.

Per Cristo nostro Signore.

T Amen.

Riportiamodue invocazioni a Cristo che si possono recitare in forma di preghiera comune oindividuale.

1.    Eccomi, o mio amato e buon Gesù

Eccomi, o mio amato e buon Gesù,

che alla santissima tua presenza prostrato,

ti prego col fervore più vivo

a stampare nel mio cuore sentimenti di fede,

di speranza, di carità,

di dolore dei miei peccati

e di proponimento di non più offenderti,

mentre io con tutto l'amore

e con tutta la compassione

vado considerando le tue cinque piaghe,

meditando ciò che disse di te, o Gesù mio,

il santo profeta Davide:

«Hanno trapassato le mie mani e i miei piedi,

hanno contato tutte le mie ossa».

2.    Anima di Cristo, santificami

385

Anima di Cristo, santificami. Corpo di Cristo, salvami. Sangue diCristo, inebriami. Acqua del costato di Cristo, lavami. Passione di Cristo,confortami.

O buon Gesù, ascoltami.

Nascondimi dentro le tue piaghe.

Non permettere che io mi separi da te.

Difendimi dal nemico maligno.

Nell'ora della mia morte chiamami.

E fa' che io venga a te

per lodarti con i tuoi santi

nei secoli dei secoli. Amen.

Presentiamo alcuni formulari improntati sulla nostra sceltareligiosa salesiana.

C O Dio, che ci hai chiamati a seguirti

più da vicino nel servizio dei giovani,

concedi a noi tutti di ritrovare in te

la forza per proclamare il Vangelo del regno

e per adorarti con cuore sincero

insieme a coloro che ci fai incontrare ogni giorno.

1. Eucaristia, memoriale del Signore

G      Per la Chiesa:

celebri la memoria del Signore

nellavigile attesa del suo ritorno. Preghiamo. TAscoltaci, o Signore.

G      Per i giovani:

nell'incontro col pane eucaristico

scoprano Cristo, significato del loro presente e del loro futuro.Preghiamo.

G      Per la nostra comunità: celebri l'Eucaristia come culmine e fontedella sua vita. Preghiamo.

C Preghiamo.

O Dio,

che nel pane e nel vino

ci hai donato il memoriale

della morte e risurrezione di Gesù:

concedi che ogni giorno della nostra vita

386

sia unanuova esperienza della salvezza. Per Cristo nostro Signore. T Amen.

2. Eucaristia, mistero della fede

G    Per laChiesa:

perchéoffra a tutti gli uomini il dono della salvezza. Preghiamo. T Ascoltaci,o Signore.

G    Per igiovani:

perché incontrino nell'Eucaristia

il Dio Salvatore, presente nella storia. Preghiamo.

G    Per lanostra comunità:

perché, nutrendosi del pane eucaristico,

sia ai giovani proposta viva di salvezza. Preghiamo.

C Preghiamo.

O Dio, nostro Padre, che ci salvi in Cristo:

aumenta la nostra fede, perché possiamo accogliere

nel pane eucaristico e nella vita

il dono della salvezza.

Per Cristo nostro Signore.

T Amen.

3. Eucaristia, banchetto disalvezza

G    Per laChiesa:

nutritadell'Eucaristia, sia in mezzo al mondo segno di comunione e di amore.Preghiamo. T Ascoltaci, o Signore.

G    Per igiovani:

scoprano nel servizio dei poveri

la chiamata di Dio al banchetto della salvezza. Preghiamo.

387

G    Per lanostra comunità: nel rispetto e nell'amore fraterno attui la comunione conCristo. Preghiamo.

C Preghiamo.

O Dio,

ogni giorno ci chiami a spezzare insieme

il pane della salvezza.

Ti preghiamo: tutta la nostra esistenza

sia comunione con gli altri e con te

nell'amore e nel servizio.

Per Cristo nostro Signore.

T Amen.

Proponiamo alcune preghiere comuni o litaniche secondo i tempiliturgici. L'eventuale orazione conclusiva può essere tratta dal manuale odall'Ufficio delle Ore.

1. Nel tempo di Avvento

T O Padre,Dio della speranza e della consolazione, che ci hai creati e hai mandato a noiil tuo Verbo fatto uomo nel grembo della Vergine Maria,

e        ci nutri del suo Corpo e del suo Sangue, ricolmaci dei doni deltuo Spirito.

Suscita in noi una volontà di conversione.

Rendici disponibili come Maria

ad accogliere la sua venuta.

Donaci la tua forza per far germogliare sulla terra la giustizia ela pace.

Fa' che adorando e accogliendo in questo sacramento il nostroSalvatore possiamo celebrarlo con esultanza nella gioia eterna.

Rit.  Vieni, Signore Gesù.

m   Sapienza,che esci dalla bocca dell'Altissimo, ti estendi ai confini del mondo,

tutto disponi con soavità e con forza: vieni, insegnaci la viadella saggezza.

m   Germogliodi lesse,

che ti innalzi come segno per i popoli: tacciono davanti a te i redella terra,

le nazioni t'invocano: vieni a liberarci, non tardare.

388

m    Astro chesorgi,

splendore della luce eterna, sole di giustizia: vieni, illuminachi giace nelle tenebre e nell'ombra di morte.

m    Re dellegenti, atteso da tutte le nazioni, pietra angolare che riunisci i popoli inuno, vieni, e salva l'uomo che hai formato dalla terra.

m    Emmanuele,nostro re e legislatore, speranza e salvezza dei popoli: vieni a salvarci, oSignore nostro Dio.

2. Nel tempo di Quaresima

T Dio misericordioso,

tu non vuoi la morte dei peccatori ma la loro conversione.

Noi ci uniamo a Cristo tuo Figlio che nei giorni della suapassione offrì preghiere e suppliche

fu da te esaudito per la sua pietà.

Egli dopo aver immolato la sua vita sulla croce per la nuovaalleanza con te,

ripresenta il suo sacrifico sui nostri altari

si dona a noi, come cibo e bevanda

per renderci partecipi del tuo amore.

Ti rendiamo grazie per lui e con lui,

proclamiamo la tua bontà misericordiosa,

ti supplichiamo di purificarci

nel sangue prezioso di Cristo.

Sostieni il nostro cammino quaresimale di conversione

e guidaci sulla via di Cristo

per celebrare degnamente la Pasqua terrena

partecipare un giorno alla Pasqua eterna con il tuo Figlio nostroSalvatore

lo Spirito consolatore.

Rit. Noi ti adoriamo e ti benediciamo, o Cristo.

Tu hai fatto la volontà del Padre che ti proponeva la via dellapassione e della croce.

389

Tu sei andato con libera decisione verso la città santa

ti sei consegnato nelle mani dei peccatori.

Tu hai affrontato col silenzio gli oltraggi dei soldati

le accuse dei falsi testimoni.

Tu hai testimoniato la parola della verità di fronte al giudiceromano Ponzio Pilato.

Tu hai accettato di essere crocifisso

di offrire la tua vita

per espiare il peccato dell'umanità.

Tu hai rifiutato di salvare te stesso per salvare quanti credonoin te.

Tu, risorto e salito al Padre,

hai donato il tuo Spirito di santità e di vita.

Tu nell'Eucaristia hai reso perpetuo il memoriale della tua mortee risurrezione.

Tu nella Cena pasquale hai donato il tuo Corpo

il tuo Sangue come cibo e bevanda.

Tu ci chiami alla conversione

per renderci partecipi della tua risurrezione.

3. Nel tempo di Pasqua

T Signore Gesù Cristo,

noi confessiamo che tu sei veramente

il Figlio di Dio;

con la tua risurrezione dai morti

hai riportato l'umanità alla speranza eterna

con la partecipazione al tuo corpo glorioso ci doni la tua vitaimmortale.

Riempi la nostra solitudine della tua presenza, rafforza la nostradebolezza

trasforma in gioia la nostra tristezza; liberaci da ogni fermentodi peccato

rendici concordi nel vincolo del tuo amore. Fa' che possiamocamminare nella vita nuova con te che vivi con il Padre e lo Spirito Santo neisecoli dei secoli.

390

Rit. Gloria e onore a te, Agnello vittorioso.

Tu sei stato immolato e sei risorto da morte,

o       CristoSignore.

Tu ci hai riscattati con il tuo sangue prezioso,

o       CristoRedentore.

Tu hai fatto di noi un popolo di sacerdoti per il nostro Dio, oCristo Signore.

Tu ci hai rigenerati a vita nuova e ci alimenti
con il tuo corpo immolato, o Cristo Salvatore.

Tu ci raccogli attorno alla tua mensa

per fare di noi una sola famiglia, o Cristo Signore.

Tu sei degno di ricevere potenza e ricchezza, sapienza e forza,gloria e benedizione,

Cristo glorioso.

ACCLAMAZIONI FINALI

. Dio sia benedetto.

Benedetto il suo santo nome.

Benedetto Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo. Benedetto il nome diGesù.

Benedetto il suo sacratissimo Cuore.

Benedetto il suo preziosissimo Sangue.

Benedetto Gesù nel santissimo sacramento dell'altare. Benedetto loSpirito Santo Paraclito.

Benedetta la gran Madre di Dio, Maria santissima.

Benedetta la sua santa e immacolata concezione. Benedetta la suagloriosa assunzione.

Benedettoil nome di Maria, vergine e madre. Benedetto san Giuseppe, suo castissimosposo. Benedetto Dio nei suoi angeli e nei suoi santi.

391

3. RICONCILIAZIONE E PENITENZA

3.1. RICONCILIAZIONE: TEMPO DI GRAZIA

La riscoperta del sacramento della penitenza

La Riconciliazione si pone come esperienza profondissima dell'amore misericordioso di Dio.

La crisi di questo sacramento — anche nelle comunità religiose — è nota a tutti. Essa ha causemolteplici e complesse che hanno le loro radici profonde nelle caratteristiche dell'odierna situazione religiosa e culturale, ma che dipendono certamenteanche da frequenti inadempienze nella realizzazione delle linee programmatiche prospettate dalla riforma conciliare ed espresse nel «Rito della penitenza».

A questo proposito, èimportante:

—  Dare a ogni formaprevista dal Rituale un'adeguata dignità celebrativa, in modo che il rito siacapace di esprimere la ricchezza propria di un evento di grazia.

—  Far sì che la celebrazione in forma comunitaria diventi effettivamente un punto stabile di riferimento per la vita della comunità.

—  Queste celebrazioni penitenziali debbono creare le condizioni spirituali perché, alla luce dellaParola di Dio e nel discernimento della propria vita personale e comunitaria,si entri in un vero itinerario di riconciliazione.

—  Realizzare unanormale compresenza della prima e della seconda forma del Rito della penitenza,in modo che la celebrazione in forma comunitaria, con la confessione eassoluzione individuale (seconda forma), scandisca con una certa regolarità lavita della comunità nello scorrere dell'anno liturgico.

392

La Riconciliazione per il Salesiano

«La Parola di Dio cichiama a una continua conversione. Consapevoli della nostra debolezza,rispondiamo con la vigilanza e il pentimento sincero, la correzione fraterna,il perdono reciproco e l'accettazione serena della croce di ogni giorno. Ilsacramento della Riconciliazione porta a compimento l'impegno penitenziale diciascuno e di tutta la comunità.

Preparato dall'esamedi coscienza quotidiano e ricevuto frequentemente, secondo le indicazioni dellaChiesa, esso ci dona la gioia del perdono del Padre, ricostruisce la comunionefraterna e purifica le intenzioni apostoliche» (Cost. 90).

«La Parola di Dio cichiama a una continua conversione» (Cost. 90). Ad essa ci richiamanoanche gli impegni della nostra professione, la testimonianza dei confratelli el'amore ai giovani: «Consapevoli della nostra debolezza, rispondiamo con lavigilanza e il pentimento sincero, la correzione fraterna, il perdono reciprocoe l'accettazione serena della croce di ogni giorno» (Cost. 90). Ilpassaggio dall'egoismo all'amore costituisce una dimensione specifica dellavita e della formazione e si avvale anche di questi doni e di queste attività (FSDB106).

Le celebrazionipenitenziali sono utili per ravvivare lo spirito e la virtù della penitenzae per preparare una fruttuosa celebrazione del sacramento. Possono esserevalorizzate specialmente nel tempo di Avvento e di Quaresima, secondola struttura abitualmente in uso nelle celebrazioni della Parola di Dio edesemplificata nell'Appendice II al Rito della Penitenza (FSDB 107).

Il sacramento dellaRiconciliazione portaa compimento l'impegno penitenziale di ciascuno e di tutta la comunità.

«Preparato dall'esamedi coscienza quotidiano e ricevuto frequentemente... ci dona la gioia delperdono del Padre, ricostruisce la comunione fraterna e purifica le intenzioniapostoliche» (Cost. 90).

La Riconciliazione èun dono di Dio, ma esige sempre la nostra risposta. È un atto personalissimoe insieme comunitario. La celebrazione comunitaria infattimette maggiormente in luce il ruolo della Chiesa ed evidenzia la funzione dellaParola.

393

Ci si dovrebbeeducare, seguendo lo spirito e la lettera del nuovo Ordo Paenitentiae, auna liturgia penitenziale personaie che allarghi itermini della confessione individuale secondo questi momenti: si riconoscono idoni di Dio e, cogliendo se stessi nello sfondo del suo amore, lo si ringrazia;si accusano i peccati e si completa il quadro della propria vita conl'indicazione anche di ciò che costituisce la nostra fatica di amare Dio e ifratelli: si accenna a istinti e inclinazioni, ad amarezze di fondo eantipatie, a ferite interiori che sono alla radice delle piccole e continuecolpe quotidiane; si riconosce infine, professando la propria fede, che solo ilSignore può salvare. A lui non chiediamo unicamente il perdono, presentiamo anchela richiesta di quello Spirito che è «la remissione dei peccati» e che togliela realtà e il peso del peccato dalla nostra vita (FSDB 108).

3.2. CELEBRAZIONI COMUNITARIE
DEL SACRAMENTO DELLA PENITENZA

Presentiamo lo schema generale per lo svolgimento di questecelebrazioni, così come è indicato nel «Rito della Penitenza» (nn. 22-30 e48-59): esso rappresenta solo una indicazione suscettibile di variazioni, chesaranno dettate dalle varie circostanze e dalla creatività personale,soprattutto per una diversa distribuzione degli elementi costitutivi.

La strutturazione prevede i riti iniziali, la celebrazione dellaParola di Dio, il rito della Riconciliazione, il ringraziamento e i riticonclusivi. La scelta dei canti tenga conto del tempo liturgico, della tematicaindicata dalla Parola di Dio e dalle letture, della particolare situazionespirituale della comunità e della sua preparazione musicale, Se al terminedella funzione penitenziale si celebra l'Eucaristia, si usi il canone dellaRiconciliazione del Messale Romano. Lo schema generale è seguito da sussidi ecitazioni scritturistiche per organizzare nelle comunità le celebrazionipenitenziali.

RITI INIZIALI

a)     Canto diinizio.

b)    Saluto eintroduzione (si possono utilizzare richiami biblici o ammonizioni del celebrante).

c)     Orazione.

394

CELEBRAZIONE DELLA PAROLA DI DIO

a)  Lettura biblica e salmo responsoriale.

b)   Omelia(si può integrare o sostituire l'omelia con una lettura dei Padri della Chiesaoppure da Documenti ecclesiali e salesiani).

c)   Sosta disilenzio per la meditazione e l'esame di coscienza.

RITO DELLA RICONCILIAZIONE

a)     Confessionegenerale.

b)    Intercessioni.

c)     Padrenostro.

d)    Confessionee assoluzione individuale.

RINGRAZIAMENTO

a)    Invito.

b)    Salmo o cantico o altro canto adatto.

c)    Orazione.

RITO DI CONCLUSIONE

a)  Benedizione.

b)  Congedo.

SUSSIDI E CITAZIONI SCRITTURISTICHE PER LE CELEBRAZIONI COMUNITARIE

RITI INIZIALI

C — Il Dio della speranza,

che ci riempie di ogni gioia

e pace nella fede

per la potenza dello Spirito Santo,

sia con tutti voi.

—  La pace,la carità e la fede da parte di Dio Padre e del Signore nostro Gesù Cristo siacon tutti voi.

Fratelli, eletti secondo la prescienza di Dio Padre mediante la santificazione dello Spirito per obbedire a Gesù Cristo

per essere aspersi del suo sangue, grazia e pace in abbondanza a tutti voi.

— La grazia del Signore nostro Gesù Cristo, l'amore di Dio Padre

la comunione dello Spirito Santo sia con tutti voi.

395

RICHIAMI BIBLICI

Al salutodel celebrante può seguire un'introduzione della guida o una monizione delcelebrante. Tale parte si può tralasciare passando, dopo una breve pausa,all'orazione che introduce l'ascolto della Parola.

CRingraziamo con gioia il Padre

che ci ha messi in grado

di partecipare alla sorte dei santi nella luce:

è lui che ci ha liberati dal potere delle tenebre

ci ha trasferiti nel regno del suo Figlio diletto, per opera delquale abbiamo la redenzione.

T Amen.

C Il Diodella pace,

che ha fatto tornare dai morti il Signore nostro Gesù,

ci renda perfetti in ogni bene,

perché possiamo compiere la sua volontà,

operando in noi ciò che a lui è gradito.

T Amen.

C Secamminiamo nella luce, come Dio è nella luce, siamo in comunione gli uni congli altri

il sangue di Gesù, suo Figlio, ci purifica da ogni peccato.

T Amen.

ORAZIONI.

396

CPreghiamo.

O Dio, che manifesti il tuo amore onnipotente soprattutto nelsacramento del perdono: manda a noi il tuo Spirito di verità,

perché possiamo riconoscere i nostri peccati,

e così, perdonati e con cuore nuovo,

sappiamo perdonare i nostri fratelli.

Riconciliati fra noi e con te

ti glorificheremo con un sol cuore e una voce sola,

attorno alla tua mensa.

Per Cristo nostro Signore.

T Amen.

Oppure

C Preghiamo.

O Signore, concedi a noi di lasciarci giudicare

dalla luce penetrante della tua Parola,

perché si faccia in noi la verità

e la tua Parola sia viva e operante in noi

in tutta la sua ricchezza.

Per Cristo nostro Signore.

T Amen.

Oppure

C Preghiamo.

O Dio, uno e trino,

mistero luminoso che tutto illumina,

concedi, ti preghiamo,

che la nostra comunità, alla luce della tua Parola,

prenda coscienza della propria identità profonda,

e attraverso la conversione

si rinnovi interamente nella carità,

perché siano visibili in essa i frutti dello Spirito:

la bontà, la pace e la gioia.

Per Cristo nostro Signore.

T Amen.

LETTURE BIBLICHE

Il messaggio dei Profeti

397

a) La storia del peccato

-      Gn 3,1-19:Uomo, dove sei?

-      Gn 4,1-15:Uomo, dov'è tuo fratello?

-      Es 17,1-7:Massa e Meriba: tentazione e protesta.

-      Dt 9,7-19:Il vitello d'oro: una fede troppo corta.

-      2 Sam 12,1-13:Il delitto di Davide.

-      Sal responsoriale:50.

b) Lalegge di Dio, proposta di vita

-      Es 20,1-21:Le dieci parole di Dio.

-      Dt 6,4-9:Amare Dio con tutto il cuore.

-      Dt 30,11-20:Io pongo davanti a te la vita e la morte: scegli!

-      Sap 1,1-16:La sapienza, amica degli uomini e della vita.

-      Sap 5,1-16: Ideserti impraticabili dell'empio.

-      Sal responsoriale:118,1.10-13.15-16.

c)Israele sotto processo

-      Is 5,1-7: Lacanzone dell'amore deluso.

-      Mic 6,1-15:Popolo mio, che cosa ti ho fatto?

-      Ger 2,1-13:Anche i capi furono infedeli.

-      Is 59,1-4.9-16.19-20:Inciampiamo a mezzogiorno come al crepuscolo.

-      Sal responsoriale:24.

d) Ilculto da una parte, la vita dall'altra

-      Is 1,1-6.10-20:Dio non sopporta delitto e solennità.

-      Ger 7,1-11.21-26:Abbiamo il tempio del Signore, siamo salvi!

-      Is 58,1-11:Il digiuno menzognero e l'autentico digiuno.

-      Gl 2,12-19:Lacerarsi il cuore, non le vesti.

-      Ne 8,1-4.8-10.18;9,1-20; 10,1.29-30: Una liturgia penitenziale davvero esemplare.

-      Sal responsoriale:49,7-8.14-23.

e) Diochiama alla conversione

-      Os 2,4-25:Il poema dell'amore di Dio-sposo.

-      Os11,1-11: Il poema dell'amore di Dio padre.

-      Os 14,2-10:Tornate al Signore!

-      Is 55,1-11:Perché spendete denaro per ciò che non è pane?

-      Zc 1,1-6:Tornate indietro dal vostro cammino perverso!

-      Sir 28,1-7:Perdona l'offesa al tuo prossimo.

-      Sal responsoriale:138,1-18.23-24.

O Diopromette di rinnovare il cuore e la vita

-      Gn 18,17-33:La giustizia di pochi può salvare tutti.

-      Is 52,13-53,12:Un solo Giusto salverà tutti.

-      Ez 11,13-21:Darò loro un cuore nuovo e uno spirito nuovo.

-      Ez 36,23-28:Toglierò da voi il cuore di pietra e vi darò un cuore di carne.

-      Ez 18,20-32:Formatevi un cuore nuovo e uno spirito nuovo.

-      Sal responsoriale:142,1-11.

398

Ilmessaggio di Gesù

a) Non sipuò attendere oltre. È questa l'ora della conversione

-      Mt 3,1-12:La scure è già alla radice.

-      Mt 4,12-17:Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino.

-      Le 13,1-5:Se non vi convertite, perirete.

-      Le 18,9-14:Il fariseo si confronta col pubblicano.

-      Gv 8,31-36:La verità vi farà liberi.

-      Sal responsoriale:129.

b) Laconversione è impegnativa

-      Mt 5,1-12:Le beatitudini del Regno.

-      Mt 5,13-16:0 siete questo o non siete niente.

-      Mt 5,17-47:Aut-aut: ogni via di mezzo è bandita.

-      Mt 9,9-13:Subito si alzò e lo seguì.

-      Le 19,1-10:La salvezza è entrata in questa casa.

-      Sal responsoriale:122.

c) Gesùincontra i peccatori

-      Lc 7,36-50:Una peccatrice esplode d'amore riconoscente.

-      Gv 8,1-11:Rimasero loro due soli, l'adultera e la Misericordia.

-      Le 15,1-10:La gioia di Dio.

-      Lc 15,11-32:Figli che fuggono e figli che restano.

-      Mt 26,69-75:Anche Pietro fu peccatore.

-      Lc 23,39-43:Agonie in parallelo.

-      Sal responsoriale:35.

399

d) LaChiesa ha il potere di rimettere i peccati

—  Gv 19,13-37:L'ora di Gesù è l'ora della Chiesa.

—  Gv 20,19-23:Il dono dello Spirito inaugura la nuova creazione.

—  Lc 17,1-4:Il perdono è il gesto dei forti.

—  Mt 9,1-8:Salvare tutto l'uomo.

—  Mt 18,15-20:La strategia del perdono fraterno.

—  Mt 18,21-35:Perdonate per essere perdonati.

—  Sal responsoriale:31.

e) Saremogiudicati sull'amore

—  Mc 12,28-34:Amare il prossimo «come se stessi» non offre scappatoie.

—  Mt 25,3146:Un giorno Cristo ci dirà: Ero io quel povero!

—  Gv 15,1-8:Tralci che portano frutto.

—  Gv 15,9-14:Amatevi come io ho amato voi.

—  Sal responsoriale:94.

Ilmessaggio degli Apostoli

a)Gratuitamente giustificati

—  Rm 3,22-26:Il prezzo dell'amore gratuito.

—  Rm 5,6-11:Trasformare l'odio in amore.

—  Rm 7,14-25:Sono uno sventurato! Chi mi libererà?

—  2 Cor 5,17-21:Ministri della riconciliazione.

—  Ef 2,1-10:Per grazia siete stati salvati.

—  Sal responsoriale:89.

b) Unavita nuova

—  Rm 6,2b-13:Diventa quello che sei!

—  Rm 6,16-23:Liberàti dai peccati per essere servi della giustizia.

—  Rm 12,1.29-21:Il vostro culto spirituale.

—  Gal 5,1.13-25:Cristo ci ha liberati perché restassimo liberi.

—  Ef 4,1-3.17-32:Conservate l'unità della Chiesa.

—  Ef 5,1-14:Svegliati, tu che dormi!

—  Sal responsoriale:72.

c)Camminare nella luce della carità

—  Col 3,1-17:L'ideale di vita cristiana.

—  1 Pt 1,13-23:Rigenerati dalla Parola di Dio.

—  1 Gv 1,5-2,2:Chi dice di essere senza peccato, inganna se stesso.

—  1 Gv 2,3-11:Ma noi, conosciamo davvero Dio?

—  1 Gv 3,1-24:Essere realmente figli di Dio.

—  1 Gv 4,16-21:L'amore scaccia la paura.

—  Sal responsoriale:12.

400

d) Esserenon solo ascoltatori, ma anche esecutori della Parola

—  Gc 1,22-27:Siate esecutori della Parola di Dio.

—  Gc 2,14-26:La fede senza opere è morta.

—  Gc 3,1-12:La terribile responsabilità di colui che insegna.

—  Ap 3,14-22:Tu non sei né freddo né caldo!

—  Ap 20,11-15:Saremo giudicati in base alle nostre opere.

—  Sal responsoriale:30.

e) Ilcombattimento spirituale

—  Rm 13,8-14:Indossate le armi della luce.

—  Ef 6,10-18:Rivestitevi dell'armatura di Dio.

—  2 Pt 1,3-11:Cercate di rendere più sicura la vostra vocazione.

—  Eb 12,1-5:Le prove della vita e le prove della fede.

—  Ap 21,1-8:Il nuovo mondo.

—  Le 1,46-55:Il cantico di Maria.

PADRIDELLA CHIESA

La preghiera bussa, ildigiuno ottiene, la misericordia riceve

Tre sonole cose, tre, o fratelli, per cui sta salda la fede, perdura la devozione,resta la virtù: la preghiera, il digiuno, la misericordia. Ciò per cui lapreghiera bussa, lo ottiene il digiuno, lo riceve la misericordia. Queste trecose, preghiera, digiuno, misericordia, sono una cosa sola, e ricevono vital'una dall'altra.

Ildigiuno è l'anima della preghiera e la misericordia la vita del digiuno.Nessuno le divida, perché non riescono a stare separate. Colui che ne hasolamente una o non le ha tutte e tre insieme, non ha niente. Perciò chi prega,digiuni. Chi digiuna abbia misericordia. Chi nel domandare desidera di essereesaudito, esaudisca chi gli rivolge domanda. Chi vuol trovare aperto verso disé il cuore di Dio non chiuda il suo a chi lo supplica.

Chi digiuna comprenda bene cosa significhi per gli altri non averda mangiare. Ascolti chi ha fame, se vuole che Dio gradisca il suo digiuno.Abbia compassione, chi spera compassione. Chi domanda pietà, la eserciti. Chivuole che gli sia concesso un dono, apra la sua mano agli altri. È un cattivorichiedente quello che nega agli altri quello che domanda per sé.

401

O uomo, sei tu stesso per te la regola della misericordia. Il modocon cui vuoi che si usi misericordia a te, usalo tu con gli altri. La larghezzadi misericordia che vuoi per te, abbila per gli altri. Offri agli altri quellastessa pronta misericordia che desideri per te.

Perciò preghiera, digiuno, misericordia siano per noi un'unicaforza mediatrice presso Dio, siano per noi un'unica difesa, un'unica preghierasotto tre aspetti.

Quanto col disprezzo abbiamo perduto, conquistiamolo con ildigiuno. Immoliamo le nostre anime col digiuno perché non c'è nulla di piùgradito che possiamo offrire a Dio, come dimostra il profeta quando dice:«Sacrificio a Dio è uno spirito contrito; un cuore contrito e umiliato tu, oDio, non disprezzi» (Sal 50,19).

O uomo, offri a Dio la tua anima e offri l'oblazione del digiuno,perché sia pura l'ostia, santo il sacrificio, vivente la vittima, che a terimanga e a Dio sia data. Chi non dà questo a Dio non sarà scusato, perché nonpuò avere se stesso da offrire. Ma perché tutto ciò sia accetto, siaaccompagnato dalla misericordia. Il digiuno inaridisce, se inaridisce lamisericordia. Ciò che è la pioggia per la terra, è la misericordia per ildigiuno. Quantunque ingentilisca il cuore, purifichi la carne, sradichi i vizi,semini la virtù, il digiunatore non coglie frutti se non farà scorrere fiumi dimisericordia.

O tu che digiuni, sappi che il tuo campo resterà digiuno seresterà digiuna la misericordia. Quello invece che tu avrai donato nellamisericordia, ritornerà abbondantemente nel tuo granaio. Pertanto, o uomo,perché tu non abbia a perdere col voler tenere per te, elargisci agli altri eallora raccoglierai. Dà a te stesso, dando al povero, perché ciò che avrailasciato in eredità a un altro, tu non lo avrai.

(San Pietro Crisologo, vescovo: Disc. 43; PL 52, 320e 322).

402

Le cinquevie della riconciliazione

Volete che parli delle vie della riconciliazione con Dio. Sonomolte e svariate, però tutte conducono al cielo. La prima è quella dellacondanna dei propri peccati. Confessa per primo il tuo peccato e saraigiustificato (cf Sir 17,19-24; Gv 1,9). Perciò anche il profetadiceva: «Ho detto: Confesserò al Signore le mie colpe e tu hai rimesso lamalizia del mio peccato» (Sal 31,5).

Condannadunque anche tu le tue colpe. Questo è sufficiente al Signore per la tualiberazione. E poi se condanni le tue colpe sarai più cauto nel ricadervi.Eccita la tua coscienza a divenire la tua interna accusatrice, perché non losia poi dinanzi al tribunale del Signore.

Questa èdunque una via di remissione, e ottima; ma ve ne è un'altra per nullainferiore: non ricordare le colpe dei nemici, dominare l'ira, perdonare ifratelli che ci hanno offeso. Anche così avremo il perdono delle offese da noifatte al Signore.

E questoè un secondo modo di espiare i peccati. «Se voi infatti perdonerete agli uominile loro colpe, il Padre vostro celeste perdonerà anche voi» (Mt 6,14).

Vuoiimparare ancora una terza via di purificazione? È quella della preghierafervorosa e ben fatta che proviene dall'intimo del cuore.

Se poi nevuoi conoscere anche una quarta, dirò che è l'elemosina. Questa ha un valoremolto grande. Aggiungiamo poi questo: se uno si comporta con temperanza eumiltà, distruggerà alla radice i suoi peccati con non minore efficacia deimezzi ricordati sopra. Ne è testimone il pubblicano che non era in grado diricordare opere buone, ma al loro posto offrì l'umile riconoscimento delle suecolpe e così si liberò del grave fardello che aveva sulla coscienza.

Abbiamoindicato cinque vie di riconciliazione con Dio. La prima è la condanna deipropri peccati.

Laseconda è il perdono delle offese.

La terzaconsiste nella preghiera, la quarta nell'elemosina e la quinta nell'umiltà.

Non staredunque senza far nulla, anzi ogni giorno cerca di avanzare per tutte questevie, perché sono facili, né puoi addurre la tua povertà per esimertene.Quand'anche ti trovassi a vivere in grave miseria, potrai sempre deporre l'ira,praticare l'umiltà, pregare continuamente e riprovare i peccati, e la povertànon ti sarà mai di intralcio.

(SanGiovanni Crisostomo, vescovo: Omelia 2,6).

403

Adornail tempio, ma non trascurare i poveri!

Vuoi onorare il corpo di Cristo? Non permettere che sia oggetto didisprezzo nelle sue membra cioè nei poveri, privi di panni per coprirsi. Nononorarlo qui in chiesa con stoffe di seta, mentre fuori lo trascuri quandosoffre per il freddo e la nudità. Colui che ha detto: «Questo è il mio corpo»confermando il fatto con la parola, ha detto anche: «Mi avete visto affamato enon mi avete dato da mangiare» (cf Mt 25,35) e «Ogni volta che non avetefatto queste cose a uno dei più piccoli tra questi, non l'avete fatto neppure ame» (cf Mt 25,45). Il Corpo di Cristo che sta sull'altare non ha bisognodi mantelli, ma di anime pure; mentre quello che sta fuori ha bisogno di moltacura.

Impariamo dunque a pensare e onorare Cristo come egli vuole.Infatti l'onore più gradito che possiamo rendere a colui che vogliamo venerareè quello che lui stesso vuole, non quello escogitato da noi. Anche Pietrocredeva di onorarlo impedendo a lui di lavargli i piedi. Questo non era onore,ma vera scortesia. Così anche rendergli quell'onore che egli ha comandato, fa'che i poveri beneficino delle tue ricchezze. Dio non ha bisogno di vasi d'oro,ma di anime d'oro.

Conquesto non intendo certo proibirvi di fare doni alla chiesa. No. Ma viscongiuro di elargire, con questi e prima di questi, l'elemosina. Dio infattiaccetta i doni alla sua casa terrena, ma gradisce molto di più il soccorso datoai poveri. Nel primo caso ne ricava vantaggio solo chi offre, nel secondoinvece anche chi riceve. Là il dono potrebbe essere occasione di ostentazione;qui invece è elemosina e amore. Che vantaggio può avere Cristo se la mensa delsacrificio è piena di vasi d'oro, mentre poi muore di fame nella persona delpovero? Prima sazia l'affamato, e solo in seguito orna l'altare con quello cherimane. Gli offrirai un calice d'oro e non gli darai un bicchiere d'acqua? Chebisogno c'è di adornare con veli d'oro il suo altare, se poi non gli offri ilvestito necessario? Che guadagno ne ricava egli? Dimmi: se vedessi uno privodel cibo necessario, e senza curartene adornassi d'oro solo la sua mensa, crediche ti ringrazierebbe o piuttosto non si infurierebbe contro di te? E sevedessi uno coperto di stracci e intirizzito dal freddo, trascurando di vestirlo,gli innalzassi colonne dorate, dicendo che lo fai in suo onore, non si riterrebbe forse di essere beffeggiato einsultato in modo atroce?

404

Pensa la stessa cosa di Cristo, quando va errante e pellegrino,bisognoso di un tetto. Tu rifiuti di accoglierlo nel pellegrino e adorni inveceil pavimento, le pareti, le colonne, e i muri dell'edificio sacro.

(Dalle «Omelie sul Vangelo di Matteo» di san Giovanni Crisostomo,vescovo: Omelia 50,3-4).

DOCUMENTIECCLESIALI

Religiosoascolto della parola di Dio

In religioso ascolto della parola di Dio e proclamandola con fermafiducia, il Sacro Concilio aderisce alle parole di san Giovanni, il quale dice:«Annunziamo a voi la vita eterna, che era presso il Padre e si manifestò innoi: vi annunziamo ciò che abbiamo veduto e udito, affinché anche voi abbiatecomunione con noi, e la nostra comunione sia col Padre e col Figlio suo GesùCristo» (1 Gv 1,2-3). Perciò, seguendo le orme dei ConciliTridentino e Vaticano I, intende proporre la genuina dottrina sulla divinarivelazione e la sua trasmissione, affinché per l'annunzio della salvezza ilmondo intero ascoltando creda, credendo speri, sperando ami (Dei Verbum, Proemio).

LaChiesa venera le Sacre Scritture

La Chiesa ha sempre venerato le divine Scritture come ha fatto peril Corpo stesso del Signore, non mancando mai, soprattutto nella sacraLiturgia, di nutrirsi del pane di vita dalla mensa sia della parola di Dio chedel Corpo di Cristo, e di porgerlo ai fedeli. Insieme con la sacra Tradizione,la Chiesa le ha sempre considerate e le considera come la regola suprema dellapropria fede: esse infatti, ispirate da Dio e redatte una volta per sempre,comunicano immutabilmente la parola di Dio stesso e fanno risuonare nelleparole dei profeti e degli apostoli la voce dello Spirito Santo. È necessario,dunque, che tutta la predicazione ecclesiastica come la stessa religionecristiana sia nutrita e regolata dalla Sacra Scrittura. Nei Libri Sacri,infatti, il Padre che è nei cieli viene con molta amorevolezza incontro ai suoifigli ed entra in conversazione con loro; nella parola di Dio poi è insitatanta efficacia e potenza, da essere sostegno e vigore della Chiesa, e per ifigli della Chiesa saldezza della fede, cibo dell'anima, sorgente pura eperenne della vita spirituale. Perciò si applicano in modo eccellente allaSacra Scrittura le affermazioni: «Vivente ed efficace è la parola di Dio» (Eb4,12), «che ha la forza di edificare e di dare l'eredità tra tutti isantificati» (At 20,32; cf 1 Ts 2,13) (Dei Verbum, 21).

405

Importanzadella Sacra Scrittura per la teologia

La sacra teologia si basa, come su un fondamento perenne, sullaparola di Dio scritta, insieme con la sacra Tradizione, e in quellavigorosamente si consolida e ringiovanisce sempre, scrutando alla luce dellafede ogni verità racchiusa nel mistero di Cristo. Le Sacre Scritture contengonola parola di Dio e, perché ispirate, sono veramente parola di Dio: lo studiodelle sacre pagine sia dunque come l'anima della sacra teologia. Anche ilministero della parola, cioè la predicazione pastorale, la catechesi e tuttal'istruzione cristiana, nella quale l'omelia liturgica deve avere un postoprivilegiato, si nutre con profitto e santamente vigoreggia con la parola dellaScrittura (Dei Verbum, 24).

Siraccomanda la lettura della Sacra Scrittura

Perciò ènecessario che tutti i chierici, in primo luogo i sacerdoti di Cristo e quanti,come i diaconi o i catechisti, attendono legittimamente al ministero dellaparola, conservino un contatto continuo con le Scritture, mediante la sacralettura assidua e lo studio accurato, affinché qualcuno di loro non diventi«vano predicatore della Parola di Dio all'esterno, lui che non l'ascolta didentro», mentre deve partecipare ai fedeli a lui affidati le sovrabbondantiricchezze della Parola divina, specialmente nella sacra Liturgia. Parimenti, ilsanto Concilio esorta con forza e insistenza tutti i fedeli, soprattutto ireligiosi, ad apprendere «la sublime scienza di Gesù Cristo» (Fil 3,8)con la frequente lettura delle divine Scritture. «L'ignoranza delle Scritture,infatti, è ignoranza di Cristo». Si accostino dunque volentieri al sacro testo,sia mediante la pia lettura, sia per mezzo delle iniziative adatte a tale scopoe di altri sussidi che con l'approvazione e a cura dei pastori della Chiesalodevolmente oggi si diffondono ovunque. Si ricordino però che la lettura dellaSacra Scrittura dev'essere accompagnata dalla preghiera, affinché possasvolgersi il colloquio tra Dio e l'uomo: poiché «gli parliamo quando preghiamoe lo ascoltiamo quando leggiamo gli oracoli divini».

406

Competeai sacri presuli, «depositari della dottrina apostolica», istruireopportunamente i fedeli loro affidati circa il retto uso dei libri divini,soprattutto del Nuovo Testamento e in primo luogo dei Vangeli, con traduzionidei sacri testi che siano corredate dalle spiegazioni necessarie e veramentesufficienti, affinché i figli della Chiesa si familiarizzino con sicurezza eutilità con le Sacre Scritture e siano permeati del loro spirito.

Inoltre,siano preparate edizioni della Sacra Scrittura fornite di idonee annotazioni,ad uso anche dei non cristiani e adattate alle loro condizioni, che in ognimaniera sia i pastori d'anime sia i cristiani di qualsiasi stato avranno curadi diffondere con prudenza.

In talmodo, dunque, con la lettura e lo studio dei libri sacri «la parola di Diocompia la sua corsa e sia glorificata» (2 Ts 3,1) e il tesoro dellarivelazione affidato alla Chiesa riempia sempre più il cuore degli uomini. Comedall'assidua frequenza del mistero eucaristico si accresce la vita dellaChiesa, così è lecito sperare nuovo impulso di vita spirituale dall'accresciutavenerazione della parola di Dio, che «permane in eterno» (/s 40,8; 1Pt 1,23-25) (Dei Verbum, 25 e 26).

Alle fonti della riconciliazione: nella luce di Cristoriconciliatore

Come sideduce dalla parabola del figlio prodigo, la riconciliazione è un dono diDio e una sua iniziativa. Ma la nostra fede ci insegna che questainiziativa si concretezza nel mistero di Cristo redentore, riconciliatore, liberatoredell'uomo dal peccato sotto tutte le sue forme. Lo stesso san Paolo non esita ariassumere in tale compito e funzione l'incomparabile missione di Gesù diNazaret, Verbo e Figlio di Dio fatto uomo.

407

Anche noipossiamo partire da questo mistero centrale dell'economia della salvezza, punto-chiavedella cristologia dell'apostolo. «Se mentre eravamo nemici, siamo statiriconciliati con Dio per mezzo della morte del Figlio suo, — egli scrive aiRomani, — molto più ora che siamo riconciliati, saremo salvati mediante la suavita. Non solo, ma ci gloriamo pure in Dio per mezzo del Signore nostro GesùCristo, dal quale ora abbiamo ottenuto la riconciliazione» (Rm 5,10s).Poiché dunque «Dio ci ha riconciliati con sé per mezzo di Cristo», Paolo sisente ispirato ad esortare i cristiani di Corinto: «Lasciatevi riconciliare conDio» (2 Cor 5,18.20)... San Paolo ci consente di allargare la nostravisione dell'opera di Cristo a dimensioni cosmiche, quando scrive che in lui ilPadre ha riconciliato con sé tutte le creature, quelle del cielo e quelle dellaterra. Giustamente si può dire di Cristo redentore che «nel tempo dell'ira èstato fatto riconciliazione», e che, se egli è «la nostra pace», è anche lanostra riconciliazione. Ben a ragione la sua passione e morte, sacramentalmenterinnovate nell'Eucaristia, vengono chiamate dalla liturgia «sacrificio diriconciliazione»; riconciliazione con Dio e con i fratelli, se Gesù stessoinsegna che la riconciliazione fraterna deve operarsi prima del sacrificio.

È legittimo, dunque, partendo da questi e da altri significativipassi neotestamentari, far convergere le riflessioni sull'intero mistero diCristo intorno alla sua missione di riconciliatore. È, pertanto, da proclamareancora una volta la fede della Chiesa nell'atto redentivo di Cristo, nelmistero pasquale della sua morte e risurrezione, come causa dellariconciliazione dell'uomo, nel suo duplice aspetto di liberazione dal peccato edi comunione di grazia con Dio...

Lo sguardo fisso al mistero del Golgota deve farci ricordaresempre quella dimensione «verticale» della divisione e dellariconciliazione riguardante il rapporto uomo-Dio, che in una visione di fedeprevale sempre sulla dimensione «orizzontale», cioè sulla realtà delladivisione e sulla necessità della riconciliazione tra gli uomini. Noi sappiamo,infatti, che una tale riconciliazione tra loro non è e non può essere che ilfrutto dell'atto redentivo di Cristo, morto e risorto per sconfiggere il regnodel peccato, ristabilire l'alleanza con Dio e abbattere così il muro diseparazione, che il peccato aveva innalzato tra gli uomini.

(Giovanni Paolo II, Reconciliatio et paenitentia, 7).

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Ripartire dagli ultimi

Il progresso economico e sociale sviluppato dagli anni deldopoguerra è per tanti versi innegabile. Ma con esso si sono pure affermatielementi regressivi, che hanno portato alla perdita di valori, senza i quali èimpossibile che quel progresso sia vero e proceda ancora per il bene comune.

Conosciamo la complessità dei problemi che al riguardo occorre affrontare.Ma, innanzitutto, bisogna decidere di ripartire dagli «ultimi» che sono ilsegno drammatico della crisi attuale.

Fino a quando non prenderemo atto del dramma di chi ancora chiedeil riconoscimento effettivo della propria persona e della propria famiglia, nonmetteremo le premesse necessarie ad un nuovo cambiamento sociale. Gli impegniprioritari sono quelli che riguardano la gente tuttora priva dell'essenziale:la salute, la casa, il lavoro, il salario famigliare, l'accesso alla cultura,la partecipazione.

Bisogna, inoltre, esaminare seriamente le situazioni degliemarginati, che il nostro sistema di vita ignora e perfino coltiva: daglianziani agli handicappati, dai tossicodipendenti ai dimessi dalle carceri odagli ospedali psichiatrici.

Perché accrescere ancora la folla di «nuovi poveri»? Perché ad unaemarginazione clamorosa risponde così poco la società attuale?

Le situazioni accennate devono entrare nel quadro dei programmidelle amministrazioni civiche, delle forze politiche e sociali che, garantendospazio alla libera iniziativa e valorizzando i corpi intermedi, coinvolgano laresponsabilità dell'intero Paese sulle nuove necessità.

(CEI, La Chiesa italiana e le prospettive del Paese, nn.4,5).

Per ungenere diverso di vita

Con gli «ultimi» e con gli emarginati, potremo tutti ricuperare ungenere diverso di vita.

Demoliremo, innanzitutto, gli idoli che ci siamo costruiti:denaro, potere, consumo, spreco, tendenza a vivere al di sopra delle nostrepossibilità.

Riscopriremo poi i valori del bene comune: della tolleranza, dellasolidarietà, della giustizia sociale, della corresponsabilità.

409

Ritroveremofiducia nel progettare insieme il domani, sulla linea di una pacificaconvivenza interna e di una aperta cooperazione in Europa e nel mondo.

E avremola forza di affrontare i sacrifici necessari, con un nuovo gusto di vivere.

Questaesigenza di cambiamento è ampiamente intuita tra la popolazione. Emergesoprattutto quando la gente vive i drammi che nascono dalla dissipazione divalori essenziali dell'esistenza umana, quali sono: il diritto a nascere e avivere, la libertà, l'amore, la famiglia, il lavoro, il senso del dovere e delsacrificio, la tensione morale e religiosa. E rivela, comunque, che è ormaitempo di misurarsi non sul vuoto di tanti discorsi, ma su progetti concreti,che abbiano senso. (CEI, La Chiesa italiana e le prospettive del Paese, mi.6, 7).

DOCUMENTI SALESIANI

Dagli scritti di San Giovanni Bosco Amoredi Dio e amore del prossimo

Non sipuò amare Dio senza amare il prossimo. Lo stesso precetto, che ci imponel'amore verso Dio, ci impone anche l'amore verso i nostri simili. Leggiamoinfatti nella prima lettera di san Giovanni Evangelista queste parole: Questocomandamento ci è stato dato da Dio, che chi ama Dio, ami anche il propriofratello. E nel luogo stesso il medesimo Apostolo ci avverte esser bugiardochi dice d'amar Dio e poi odia suo fratello: Se uno dirà: Io amo Dio, eodierà suo fratello egli è un bugiardo.

Quando in una Comunità regna questo amor fraterno, e tutti i soci siamano vicendevolmente, ed ognun gode del bene dell'altro, come se fosse un beneproprio, allora quella casa diventa un Paradiso, e si prova la giustezza diqueste parole del profeta Davide: Oh quanto buona e dolce cosa ella è che ifratelli siano insieme uniti. Ma appena vi domini l'amor proprio e vi sianorotture o dissapori tra soci, quella casa diventa presto come l'inferno. Moltosi compiace il Signore di veder abitare nella sua casa i fratelli in unum, cioèuniti in una sola volontà di servire Dio e di aiutarsi con carità gli uni congli altri. Questa è la lode che dà san Luca agli antichi cristiani, cioè che tutti s'amavano così da sembrare cheavessero un sol cuore ed un'anima sola.

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La cosache molto nuoce nelle Comunità religiose è la mormorazione, direttamentecontraria alla carità. Il sussurrone imbratterà l'anima sua e sarà odiato daDio e dagli uomini. Al contrario come edifica un religioso che dice benedel suo prossimo, e a suo tempo sa scusarne i difetti! Procurate voi pertantodi schivare ogni parola che sa di mormorazione, specialmente verso i vostricompagni e più ancora verso i vostri Superiori. È anche mormorazione e peggiointerpretar male le azioni virtuose, o dirle fatte con mala intenzione.Guardatevi ancora dal riferire al compagno quello che altri di male ha detto dilui, poiché alle volte ne nascono disturbi e rancori tali che durano per mesied anni. Oh che conto hanno da rendere a Dio i mormoratori nella Comunità! Chisemina discordie viene in odio ed abbominazione a Dio. Se voi udite cosacontro qualche persona, praticate ciò che dice lo Spirito Santo: Hai uditauna parola contro del prossimo tuo? Lasciala morire in te.

Guardatevidal pungere qualche fratello, ancorché lo facciate per burla. Burle chedispiacciono al prossimo, o lo offendono, sono contrarie alla carità.Piacerebbe a voi l'essere derisi e posti in canzone davanti agli altri, comevoi ponete quel vostro fratello?

Procurateanche di fuggire le contese. Alle volte per bagattelle da niente sorgono certicontrasti, dai quali poi si passa a diverbi e ad ingiurie, che rompono l'unioneed offendono la carità in modo altamente deplorabile.

(Caritàfraterna, in: Costituzioni, p. 225s).

Amare il fratello è accettarlo incondizionatamente

Di più,se amate la carità, procurate di essere affabili e mansueti con ogni genere dipersone. La mansuetudine è virtù molto diletta da Gesù Cristo: Imparate dame, Egli disse, che sono mansueto. Nel parlare e nel trattare usatedolcezza non solo coi Superiori ma con tutti, e massimamente con coloro che peril passato vi hanno offeso, o che al presente vi mirano di mal occhio. Lacarità sopporta tutto; ond'è che non avrà mai vera carità chi non vuoletollerare i difetti altrui. Su questa terra non v'è uomo, per virtuoso che sia,il quale non abbia i suoi difetti. Se egli adunque vuole che gli altrisopportino i suoi, cominci a sopportare quelli degli altri, e così adempia lalegge di Gesù Cristo, come scrive san Paolo: Portate gli uni i pesi deglialtri, e così adempirete la legge di Cristo.

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Veniamoalla pratica. Anzitutto frenate l'ira, tanto facile ad accendersi in certeoccasioni di contrasto; e guardatevi dal dir parole spiacenti, e più dall'usarmodi alteri ed aspri, poiché alle volte più dispiacciono i modi rozzi, che nonle stesse parole ingiuriose.

Quandopoi accadesse che il fratello che vi ha offeso venisse a cercarvi perdono,badate bene dal riceverlo con cera brusca o di rispondere con parole mozze;dimostrategli anzi belle maniere, affetto e benevolenza.

Seavvenisse all'incontro che voi aveste offeso altri, subito cercate di placarloe di togliere dal suo cuore ogni rancore verso di voi. E, secondo l'avviso disan Paolo, non tramonti il sole senza che di buon cuore voi abbiate perdonatoqualunque risentimento, e vi siate riconciliati col fratello. Fatelo tosto chepotete, sforzandovi di vincere la ripugnanza che sentite nell'anima.

Noncontentatevi di amare i vostri compagni colle sole parole; ma aiutateli conogni sorta di servizi quanto potete, come raccomanda san Giovanni, l'Apostolodella carità: Non amiamo in parole e colla lingua, ma coll'opera e converità.

È caritàancora l'accondiscendere alle oneste domande; ma il miglior atto di carità èl'aver zelo del bene spirituale del prossimo. Quando vi si presenta l'occasionedi far del bene, non dite mai: questo non è uffizio mio, non me ne voglioimmischiare; poiché questa è la risposta di Caino, il quale ebbe lasfrontatezza di rispondere al Signore dicendo: Sono io forse ilguardiano del mio fratello? Ciascuno è obbligato, potendo, a salvare ilprossimo dalla rovina. Dio stesso comandò che ognuno debba aver cura del suosimile. Cercate pertanto di aiutare tutti, per quanto potete, colle parole ecolle opere, e specialmente ancora colle orazioni.

È digrande stimolo alla carità il mirare Gesù Cristo nella persona del prossimo, edi riflettere che il Divin Salvatore ritiene come fatto a se stesso il benefatto ad un nostro simile, secondo queste sue parole: In verità vi dico:ogni volta che avete fatto qualche cosa per uno dei più piccoli di questi mieifratelli, l'avete fatta a me.

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Da tutto ciòche si è detto ben vedete quanto è necessaria e quanto è bella la virtù dellacarità! Praticatela adunque e ne avrete copiose benedizioni dal cielo. (Caritàfraterna, in: Costituzioni, p. 227s).

Untesto perenne per l'esame di coscienza del Salesiano

Osservaie vidi che ben pochi preti e chierici si mescolavano tra i giovani e ancora piùpochi prendevano parte ai loro divertimenti. I Superiori non erano più l'animadella ricreazione. La maggior parte di essi passeggiavano tra di loro parlando,senza badare che cosa facessero gli allievi; altri guardavano la ricreazionenon dandosi nessun pensiero dei giovani; altri sorvegliavano così alla lontanachi commettesse qualche mancanza; qualcuno poi avvertiva ma in atto minacciosoe ciò raramente. Vi era qualche Salesiano che avrebbe desiderato intromettersiin qualche gruppo di giovani, ma vidi che questi giovani cercavanostudiosamente di allontanarsi dai maestri e Superiori.

Alloraquel mio amico ripigliò: — Negli antichi tempi dell'Oratorio lei non stavasempre in mezzo ai giovani e specialmente in tempo di ricreazione? Si ricordaquei belli anni? Era un tripudio di Paradiso, un'epoca che ricordiamo semprecon amore, perché l'affetto era quello che ci serviva di regola, e noi per leinon avevamo segreti.

—  Certamente!Allora tutto era gioia per me e nei giovani uno slancio per avvicinarsi a me,per volermi parlare, ed una viva ansia di udire i miei consigli e metterli inpratica. Ora però vedi come le udienze continue e gli affari moltiplicati e lamia sanità me lo impediscono.

—  Va bene:ma se lei non può, perché i suoi Salesiani non si fanno suoi imitatori? Perché,non insiste, non esige che trattino i giovani come li trattava lei?

—  Io parlo,mi spolmono, ma purtroppo molti non si sentono più di far le fatiche di unavolta.

E quindi trascurando il meno, perdono il più e questo più sono leloro fatiche. Amino ciò che piace ai giovani e i giovani ameranno ciò che piaceai Superiori. E a questo modo sarà facile la loro fatica. La causa del presentecambiamento nell'Oratorio è che un certo numero di giovani non ha confidenzacoi Superiori. Anticamente i cuori erano tutti aperti ai Superiori, che igiovani amavano e obbedivano prontamente. Ma ora i Superiori sono consideraticome Superiori e non più come padri, fratelli e amici; quindi sono temuti epoco amati. Perciò se si vuol fare un cuor solo ed un'anima sola, per amore diGesù bisogna che si rompa quella fatale barriera della diffidenza e sottentri aquesta la confidenza cordiale. Che quindi l'obbedienza guidi l'allievo come lamadre guida il suo fanciullo. Allora regnerà nell'Oratorio la pace el'allegrezza antica.

(Dalla Lettera da Roma del 1884, in: Costituzioni, p.246s).

413

Spiritodi famiglia

—  Come fareper rompere questa barriera della diffidenza?

—  Famigliaritàcoi giovani, specialmente in ricreazione. Senza famigliarità non si dimostral'amore e senza questa dimostrazione non vi può essere confidenza. Chi vuoleessere amato bisogna che faccia vedere che ama. Gesù Cristo si fece piccolo coipiccoli e portò le nostre infermità. Ecco il maestro della famigliarità! Ilmaestro visto solo in cattedra è maestro e non più, ma se va in ricreazione coigiovani diventa come fratello.

Se uno è visto solo predicare dal pulpito si dirà che fa né più némeno che il proprio dovere, ma se dice una parola in ricreazione è la parola diuno che ama. Quante conversioni non cagionarono alcune sue parole fatterisuonare all'improvviso all'orecchio di un giovane nel mentre che sidivertiva! Chi sa di essere amato, ama, e chi è amato ottiene tutto,specialmente dai giovani. Questa confidenza mette una corrente elettrica fra igiovani e i Superiori. I cuori si aprono e fanno conoscere i loro bisogni epalesano i loro difetti. Questo amore fa sopportare ai Superiori le fatiche, lenoie, le ingratitudini, i disturbi, le mancanze, le negligenze dei giovanetti.Gesù Cristo non spezzò la canna incrinata né spense il lucignolo che fumigava.Ecco il vostro modello.

Alloranon si vedrà più chi lavorerà per fine di vanagloria; chi punirà solamente pervendicare l'amor proprio offeso; chi si ritirerà dal campo della sorveglianzaper gelosia di una temuta preponderanza altrui; chi mormorerà degli altrivolendo essere amato e stimato dai giovani, esclusi tutti gli altri Superiori,guadagnando null'altro che disprezzo ed ipocrite moine; chi si lasci rubare ilcuore da una creatura e per fare la corte a questa trascuri tutti gli altrigiovinetti; chi per amore dei propri comodi tenga in non cale il doverestrettissimo della sorveglianza; chi per un vano rispetto umano si astengadall'ammonire chi deve essere ammonito. Se ci sarà questo vero amore, non sicercherà altro che la gloria di Dio e la salute delle anime. Quandoillanguidisce questo amore allora è che le cose non vanno più bene.

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Perché sivuol sostituire alla carità la freddezza di un regolamento? Perché i Superiorisi allontanano dall'osservanza di quelle regole di educazione che Don Bosco haloro dettate? Perché al sistema di prevenire colla vigilanza e amorosamente idisordini, si va sostituendo a poco a poco il sistema, meno pesante e piùspiccio per chi comanda, di bandir leggi che si sostengono coi castighi,accendono odi e fruttano dispiaceri; se si trascura di farle osservare,fruttano disprezzo per i Superiori e sono causa di disordini gravissimi? E ciòaccade necessariamente se manca la famigliarità. Se adunque si vuole chel'Oratorio ritorni alla antica felicità, si rimetta in vigore l'antico sistema:il Superiore sia tutto a tutti, pronto ad ascoltare sempre ogni dubbio olamentanza dei giovani, tutto occhi per sorvegliare paternamente la lorocondotta, tutto cuore per cercare il bene spirituale e temporale di coloro chela Provvidenza gli ha affidati.

(Dalla Letterada Roma del 1884, in: Costituzioni, p. 248s).

Dal«Testamento spirituale di san Giovanni Bosco»

Miei caried amati figliuoli in G. C.

Prima dipartire per la mia eternità debbo compiere verso di voi alcuni doveri e cosìappagare un vivo desiderio del mio cuore. Anzitutto io vi ringrazio col piùvivo affetto dell'animo per la ubbidienza che mi avete prestata, e di quantoavete lavorato per sostenere e propagare la nostra congregazione. Io vi lascioqui in terra, ma solo per un po' di tempo. Spero che la infinita misericordiadi Dio farà che ci possiamo tutti trovare un dì nella beata eternità. Colà iovi attendo.

Vi raccomando di non piangere la mia morte. Questo è un debito chetutti dobbiamo pagare, ma dopo ci sarà largamente ricompensata ogni faticasostenuta per amor del nostro Maestro, il nostro buon Gesù.

Invece dipiangere fate delle ferme ed efficaci risoluzioni di rimanere saldi nellavocazione fino alla morte. Vegliate e fate che né l'amor del mondo, nél'affetto ai parenti, né il desiderio di una vita più agiata vi muovano algrande sproposito di profanare i sacri voti e così tradire la professionereligiosa con cui ci siamo consacrati al Signore. Niuno riprenda quello cheabbiamo dato a Dio.

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Se miavete amato in passato, continuate ad amarmi in avvenire coll'esatta osservanzadelle nostre costituzioni.

Il vostroprimo Rettore è morto. Ma il nostro vero Superiore Cristo Gesù non morrà. Eglisarà sempre nostro Maestro, nostra guida, nostro modello; ma ritenete che a suotempo egli stesso sarà nostro giudice e rimuneratore della nostra fedeltà nelsuo servizio.

Il vostroRettore è morto, ma ne sarà eletto un altro che avrà cura di voi e della vostraeterna salvezza. Ascoltatelo, amatelo, ubbiditelo, pregate per lui, come avetefatto per me. Addio, o cari figliuoli, addio. Io vi attendo al cielo. Làparleremo di Dio, di Maria madre e sostegno della nostra congregazione; làbenediremo in eterno questa nostra congregazione, la cui osservanza delleregole contribuì potentemente ed efficacemente a salvarci. Sit nomen Dominibenedictum ex hoc nunc et usque in saeculum. In te, Domine, speravi nonconfundar in aeternum.

...Diopietoso e la sua Madre SS.ci vennero in aiuto nei nostri bisogni. Ciò siverificò specialmente ogni volta che eravamo in bisogno di provvedere ai nostrigiovanetti poveri ed abbandonati, e più ancora quando essi trovavansi inpericolo delle anime loro.

La SantaVergine Maria continuerà certamente a proteggere la nostra congregazione e leopere salesiane, se noi continueremo la nostra fiducia in Lei e continueremo apromuovere il suo culto.

… Illavoro, la buona e severa condotta dei nostri confratelli guadagnano e per cosìdire trascinano i loro allievi a seguire gli esempi. Si facciano sacrificipecuniari e personali, ma si pratichi il sistema preventivo ed avremo dellevocazioni in abbondanza.

...Tuttii confratelli salesiani che dimorano in una medesima casa devono formare uncuor solo ed un'anima sola col direttore loro.

Ritengano però ben a memoria che la peste peggiore da fuggirsi è lamormorazione. Si facciano tutti i sacrifici possibili, ma non siano maitollerate le critiche intorno ai Superiori. ...Non vi raccomando penitenze omortificazioni particolari, voi vi farete granmerito e formerete la gloria della congregazione, se saprete sopportarevicendevolmente le pene ed i dispiaceri della vita con cristiana rassegnazione....Ciascuno poi in luogo di fare osservazioni su quello che fanno gli altri, siadoperi con ogni possibile sollecitudine per adempiere gli uffizi che a luifurono affidati.

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...A tutti è strettamente comandato e raccomandato in faccia (a)Dio ed in faccia agli uomini di aver cura della moralità tra salesiani e tracoloro che in qualunque modo e sotto qualunque titolo ci fossero dalla divinaprovvidenza affidati. ...Procurate che niuno abbia a dire: questo suppellettilenon dà segno di povertà, questa mensa, questo abito, questa camera non è dapovero. Chi porge motivi ragionevoli di fare tali discorsi, egli cagiona undisastro alla nostra congregazione, che deve sempre gloriarsi del voto dipovertà. ...Guai a noi se coloro da cui attendiamo carità potranno dire cheteniamo vita più agiata della vita loro. ...Ricordatevi che sarà per voi sempreuna bella giornata quando vi riesce vincere coi benefizi un nemico o farvi unamico.

...Lanostra congregazione ha davanti un lieto avvenire preparato dalla divinaprovvidenza, e la sua gloria sarà duratura fino a tanto che si osserverannofedelmente le nostre regole.

Quandocominceranno tra noi le comodità o le agiatezze, la nostra pia società hacompiuto il suo corso.

Il mondo ci riceverà sempre con piacere fino a tanto che le nostresollecitudini saranno dirette ai selvaggi, ai fanciulli più poveri, piùpericolanti della società. Questa è per noi la vera agiatezza che nessunoinvidierà e niuno verrà a rapirci. ...Non si dimentichi che noi andiamo peifanciulli poveri ed abbandonati. Là fra popoli sconosciuti ed ignoranti delvero Dio si vedranno le meraviglie finora non credute, ma che Iddio potentefarà palesi al mondo.

Non siconservino proprietà stabili fuori delle abitazioni di cui abbiamo bisogno.

...Quandoavverrà che un salesiano soccomba e cessi di vivere lavorando per le anime,allora direte che la nostra congregazione ha riportato un gran trionfo e sopradi essa discenderanno copiose le benedizioni del Cielo.

(In: Costituzioni, pp. 254-258).

417

INTERCESSIONI

Presentiamouna serie di intercessioni raccolte in tre schemi alternativi al fine diun'ampia possibilità di scelta. Le acclamazioni proposte possono essere cantate.

Acclamazioni

Signore, pietà!

Salva il tuo popolo, Signore!

Perdonaci, o Signore!

Cristo, Figlio del Dio vivente, abbi pietà di noi.

Purifica i nostri cuori: contro di te abbiamo peccato!

Nella tua misericordia accoglici, Signore.

Cristo, nostro salvatore, abbi pietà di noi!

Kyrie eleison!

Prima proposta

C Rivolgiamo la nostra preghiera

a Cristo salvatore,

nostro avvocato presso il Padre,

perché ci ottenga il perdono delle nostre colpe

e ci renda partecipi della sua vittoria sul peccato.

Oppure

C Invochiamocon fiducia Cristo Gesù, vincitore del peccato e della morte, perché ciriconcili con Dio e con la Chiesa, che abbiamo ferito con le nostre colpe.

418

G —Signore, mandato dal Padre a portare il lieto annunzio ai poveri e risanare icuori affranti, abbi pietà di noi.

— Cristo, che sei venuto perchiamare e salvare i peccatori, abbi pietà di noi.

— Signore, che accogliestila donna peccatrice e per il suo grande amore

le perdonasti i suoi peccati, abbi pietà di noi.

— Cristo, che ti degnasti distare insieme con i pubblicani e i peccatori, abbi pietà di noi.

— Signore, buon pastore, chesulle tue spalle riporti all'ovile la pecorella smarrita abbi pietà di noi.

— Cristo, che noncondannasti la donna adultera, ma la rimandasti in pace, abbi pietà di noi.

— Signore, che chiamastiZaccheo, il pubblicano, alla conversione e alla vita nuova, abbi pietà di noi.

— Cristo, che al ladronepentito promettesti il paradiso, abbi pietà di noi.

— Signore, che vivi e regnialla destra del Padre per intercedere in nostro favore, abbi pietà di noi.

Secondaproposta

CAccostiamoci

con fede a Cristo nostro Signore,

che nel suo amore per noi

affrontò volontariamente la passione e la morte

per liberarci dal peccato.

Oppure

C GesùCristo, nostro Signore,

si è offerto per i nostri peccati

ed è risorto per la nostra salvezza.

Preghiamo insieme e diciamo:

T Salva iltuo popolo, Signore!

419

G — Tu che per mezzo dello Spirito Santo

hai offerto te stesso innocente

e senza macchia a Dio,

purificando la nostra coscienza

dalle opere morte.

—  Tu che tisei offerto di togliere i peccati di tutti gli uomini.

—  Tu chesei morto una volta per sempre per i peccati, giusto per gli ingiusti.

— Tu che sei vittima di espiazione

per i nostri peccati;

non soltanto per i nostri,

ma anche per quelli di tutto il mondo.

— Tu che sei morto

perché chi crede in te non perisca, ma abbia la vita eterna.

—  Tu chesei venuto in questo mondo a cercare e salvare ciò che era perduto.

—  Tu chesei stato mandato dal Padre non per giudicare il mondo, ma perché il mondo sisalvi per mezzo tuo.

— Tu che hai il potere di rimettere i peccati.

—  Tu chechiami a te tutti coloro che sono affaticati e oppressi.

—  Tu chehai dato ai tuoi Apostoli le chiavi del regno dei cieli, per legare e persciogliere.

—  Tu chefai consistere tutta la legge nell'amore di Dio e del prossimo.

—  Gesù, chesei venuto nel mondo perché gli uomini abbiano la vita, e l'abbiano inabbondanza.

— Gesù, buon pastore,

che dài la vita per il tuo gregge.

—  Gesù,verità eterna che ci fa liberi. 420

— Gesù, unica via che ci conduce al Padre.

—  Gesù,risurrezione e vita, che anche dopo la morte fai vivere chi crede in te.

—  Gesù,vite vera della vigna che il Padre coltiva e pota perché porti più frutto.

— O Salvatore del mondo,

che morendo ci hai riconciliati con il Padre.

— Tu che sei morto e risorto,

ora siedi alla destra del Padre a intercedere per noi.

—  Tu cheper opera del Padre sei diventato per noi sapienza, giustizia, santificazione eredenzione.

—  Tu chenello Spirito del nostro Dio hai purificato tutti gli uomini,

li hai santificati e giustificati.

—  Tu checonsideri un'offesa fatta a te il peccato contro i fratelli.

—  Tu che daricco ti sei fatto povero, perché noi diventassimo ricchi per mezzo della tuapovertà.

—  Tu chehai dato te stesso per i nostri peccati, per strapparci dalla malvagità diquesto mondo.

—  Tu che,risuscitato dai morti, ci liberi dall'ira ventura.

—  Tu chesei venuto nel mondo per salvare i peccatori.

— Tu che hai dato te stesso in riscatto per tutti.

—  Tu chehai vinto la morte e hai fatto risplendere la vita.

—  Tu cheverrai a giudicare i vivi e i morti. 421

— Tu che hai dato te stesso per noi, per riscattarci da ogniiniquità, e renderci un popolo puro ..che ti appartenga, zelante nelle operebuone.

— Tu che sei sommo sacerdote misericordioso e fedele nelle cose cheriguardano Dio Per espiare i peccati del popolo.

— Tu che sei divenuto causa di salvezza eterna per coloro che tiobbediscono.

Terzaproposta

CRivolgiamo la nostra preghiera a Cristo buon pastore, che va in cerca dellapecora smarrita e la riconduce con gioia all'ovile.

Oppure

C Cristoha portato le nostre colpe nel suo corpo sul legno della croce, perché morti alpeccato

viviamo per la giustizia;

dalle sue ferite siamo stati risanati.

Pieni di fiducia invochiamo il suo nome.

G Gesù,medico del corpo e delle anime, guarisci le nostre ferite.

— Sostienici sempre con la forza del tuo spirito.

Spogliaci della corruzione dell'uomo vecchio che è in noi.

— E rivestici dell'uomo nuovo.

Fa' che mediante la penitenza aderiamo sempre più alla tuapersona.

— Per giungere alla gloria della tua risurrezione.

Maria tua Madre, rifugio dei peccatori, interceda per noi.

— E tu donaci l'indulgenza e la pace.

Tu che perdonasti la dolina peccatrice.

—  Nonallontanare da noi la tua misericordia.

Tu che portasti sulle spalle la pecorella smarrita.

—  Accoglicori bontà anche rioi peccatori.

Tu che promettesti al ladrone pentito il paradiso.

—  Ammetticiun giorno nella gioia del tuo regno.

Tu che sei morto e risorto per noi.

—  Rendicipartecipi dei frutti della tua Pasqua.

422

RINGRAZIAMENTO

Terminate le confessioni individuali, la comunità si ritrova inassemblea per la conclusione della liturgia penitenziale, introdotta da uncanto di ringraziamento, o da un'invocazione in forma di prefazio, o da unapreghiera litanica intervallata da una acclamazione di grazie. Presentiamo alcuneesemplificazioni in merito.

Invocazione in forma di prefazio

C IlSignore sia con voi.

T E con iltuo spirito.

C In alto i nostri cuori.

T Sonorivolti al Signore.

C Rendiamograzie a Dio.

T È cosabuona e giusta.

Il Padre ci invita alla conversione: ritorniamo a lui.

C È veramente cosa buona e giusta, e fonte di salvezza,

rendere grazie a te,

Padre santo, Dio onnipotente e misericordioso.

Nella pienezza dei tempi hai inviato Gesù,

tuo eterno Figlio, che compì la sua missione

secondo un amore più grande delle nostre attese,

e diede inizio alla nuova creazione

risorgendo dalla morte.

Alla Chiesa peregrinante nel tempo

hai affidato il segno del tuo perdono

perché ognuno di noi,

incontrandosi nella morte di Gesù,

risorgesse in lui a nuova vita.

423

Così ogni epoca della nostra storia

e ogni momento della nostra vita

recano il sigillo del tuo perdono e del tuo amore.

Perciò, o Padre, noi ti preghiamo:

ammetti questi tuoi figli,

che hai rigenerato nel sacramento,

alla Cena del Signore,

banchetto dei figli perdonati.

Nutriti del Corpo e del Sangue del tuo Figlio

possano giungere, un giorno,

al banchetto nella patria celeste.

E ora nell'attesa del tuo Regno,

figli rinnovati nell'amore del Padre,

con le parole del tuo Figlio Gesù

ti preghiamo:

T Padrenostro...

Cristo,l'uomo per gli altri e per Dio, è la regola vivente della nostra vita.

C Èveramente giusto renderti grazie,

Padre della misericordia:

tu non hai voluto salvarci e santificarci

individualmente e senza alcun legame tra noi,

ma hai voluto che la salvezza e la santificazione

si realizzassero nella comunione degli uomini

con te e fra loro.

In Cristo tuo figlio hai attuato la salvezza:

Egli, figlio tuo e fratello nostro,

visse in perfetta comunione con te e con gli uomini.

In lui ti possiamo conoscere

perché, trattandoci da amici,

ci ha rivelato i segreti inaccessibili della vita divina.

In lui siamo chiamati all'amore fraterno

fino a formare una cosa sola.

E poiché qui in terra continuamente pecchiamo

contro il tuo disegno di amore,

in lui di nuovo operi la nostra riconciliazione

nel sacramento del perdono.

Per questo con cuore pentito ma pieno di fiducia diciamo:

424

T Confessoa Dio onnipotente...

Facciamo della nostra comunità una comunità di persone.

C È veramente giusto renderti grazie,

Padre, grande nell'amore:

come i cieli sono alti sopra la terra

è forte il tuo amore misericordioso su di noi:

come l'oriente è lontano dall'occidente

tu allontani i nostri peccati da noi.

Già per mezzo dei profeti avevi promesso:

spargerò su di voi acque pure

sarete mondati da ogni vostro peccato,

vi purificherò da tutti i vostri idoli,

vi darò un cuore nuovo e uno spirito nuovo.

E nella pienezza dei tempi, nella tua fedeltà,

hai mandato il tuo Figlio unigenito nel mondo

per realizzare le tue promesse.

Egli, vinto il peccato e la morte,

nello splendore della sua risurrezione

ha effuso il suo Spirito sugli apostoli dicendo:

«Ricevete lo Spirito Santo:

a chi rimetterete i peccati saranno rimessi

a chi li riterrete saranno ritenuti».

Così, nel suo amore per i peccatori,

dimostrato in tutta la sua vita terrena,

istituì il mirabile sacramento del perdono e della gioia,

affinché, perdonati, con cuore nuovo

sapessimo perdonare i nostri fratelli

così, riconciliati fra noi e con te,

potessimo glorificarti attorno alla tua mensa.

Di noi tutti abbi misericordia.

Aiutaci a costruire con pazienza e coraggio

una vera comunità di persone libere e responsabili,

per metterci insieme

nel servizio umile e disinteressato dei giovani.

Rinnovati nell'amore fraterno dal perdono di Dio

diciamo insieme con gioia:

T Padre nostro...

Preghieradi ringraziamento in forma litanica

Suggeriamoun'esemplificazione lasciando la possibilità di invocazioni spontanee.

425

CRigenerati in Cristo ringraziamo il Signore

rinnoviamo il nostro impegno di consacrati nel Battesimo e nellaprofessione religiosa. Con cuore puro e riconoscente eleviamo al Signore uninno di grazie magnificando la sua grandezza che si riversa nel creato enell'opera che il suo amore ha compiuto in noi. Grazie, Signore!

Si puòsostituire con un'acclamazione cantata.

— Grazie, Signore, per il tuo amore misericordioso e provvidente.

— Grazie, Signore, per il dono della vita divina in noi.

— Grazie, Signore, per il Figlio tuo che hai posto in mezzo a noi.

— Grazie, Signore, per l'invito alla mensa eucaristica.

— Grazie, Signore, per i momenti di sofferenza e incomprensione.

— Grazie per la luce della tua Parola che guida i nostri passi.

— Grazie per la gioia di vivere insieme.

— Grazie, Signore, per la comunità riunita nel tuo nome.

— Grazie per i giovani che incontriamo ogni giorno.

— Grazie per i momenti di silenzio che diventano preghiera.

— Grazie, Signore, per la fatica e il lavoro.

— Grazie per il dono di una Madre che intercede per noi.

— Grazie per la vocazione che hai donato ad ogni uomo.

— Grazie, Signore, per i santi che ci indicano la via dellasalvezza.

ORAZIONI

C Padresanto, con premurosa sapienza tu guidi il corso della storia

in ogni tempo doni energie nuove alla tua Chiesa.

Manda a noi il tuo Santo Spirito

che ci assicuri il tuo sostegno,

ci confermi nella tua verità,

ci guidi a trovare le vie della riconciliazione

per diventare, come discepoli del tuo Figlio,

operatori di pace.

426

Aiutaci a ricostruire ciò che abbiamo distrutto,

a rinnovare ciò che abbiamo lasciato invecchiare,

a riaprire le vie che abbiamo ostruito,

perché possiamo percorrerle

con ogni uomo nostro fratello

nella certezza che è con noi il Signore Gesù,

unica speranza del mondo.

Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

T Amen.

Oppure

C O Dio, nostro Padre,

che in Cristo, tua Parola vivente,

ci hai dato il modello dell'uomo nuovo,

fa' che lo Spirito Santo ci renda non solo uditori,

ma realizzatori del Vangelo,

perché tutto il mondo ti conosca

eglorifichi il tuo nome. Per Cristo nostro Signore. T Amen.

Oppure

C O Dio, che crei e rinnovi l'universo,

donaci di trarre dal nostro tesoro,

che è il Vangelo del tuo Figlio,

cose antiche e cose nuove,

per essere sempre fedeli alla tua verità

camminare in novità di vita nel tuo Spirito. Per Cristo nostroSignore. T Amen.

Oppure

C O Dio,tu sei nostro Padre e noi siamo la tua famiglia.

Apri le nostre menti all'ascolto

ealla comprensione della tua parola, e donaci un cuore docile aquanto oggi ci dirà il tuo Spirito. Per Cristo nostro Signore.

T Amen.

427

Oppure

C Infondiin noi, o Padre,

lo Spirito d'intelletto, di verità e di pace,

perché ci sforziamo di conoscere

ciò che è a te gradito,

per attuarlo nell'unità e nella concordia.

Per Cristo nostro Signore.

T Amen.

Oppure

C O Dio,proteggi il tuo popolo,

perdona i nostri errori e convertici al tuo amore,

perché possiamo servirti con piena dedizione

in tutti i giorni della nostra vita.

Per Cristo nostro Signore.

T Amen.

BENEDIZIONI

Se chi presiede è un ministro ordinato, nelle formule dibenedizione usa il «voi» («vi») invece del «noi» («ci»).

— Nelcammino di questa vita

Dio ci renda saldi nella fede,

gioiosi nella speranza,

operosi nella carità.

E la benedizione di Dio onnipotente,

Padre e Figlio e Spirito Santo,

discenda su di noi e con noi rimanga sempre. Amen.

— Il Dio diogni consolazione

ci colmi di fede, speranza e carità,

perché sia ricca di opere buone la nostra vita

e possiamo giungere alla gioia della vita eterna.

E la benedizione di Dio onnipotente...

— Cibenedica il Signore e ci protegga.

Il Signore faccia brillare il suo volto su di noi e ci sia propizio.

Il Signore rivolga su di noi il suo sguardo e ci conceda la pace.

E la benedizione di Dio onnipotente...

428

Il senso della malattia e della morte per il credente in Cristo

«Laredenzione si è compiuta mediante la croce di Cristo, ossia mediante la suasofferenza... Perciò, se è vero che in Cristo ogni uomo diventa la via dellaChiesa, si può dire che l'uomo diventa in modo speciale la via della Chiesaquando nella sua vita entra la sofferenza. Ciò avviene in diversi momenti dellavita, si realizza in modi differenti, assume diverse dimensioni; tuttavia,nell'una o nell'altra forma, la sofferenza sembra essere, ed è, quasiinseparabile dall'esistenza terrena dell'uomo». Pertanto «la Chiesa, che nascedal mistero della redenzione nella croce di Cristo, è tenuta a cercarel'incontro con l'uomo in modo particolare sulla via della sua sofferenza. Intale incontro l'uomo diventa la via della Chiesa, ed è, questa, una delle viepiù importanti».

Dinanzialla sofferenza umana, il credente — come ogni uomo — prova sentimenti dicompassione, di rispetto, di timore. Nella sofferenza umana, infatti, «ècontenuta la grandezza di uno specifico mistero...». Intorno al tema dellasofferenza due motivi sembrano avvicinarsi particolarmente tra loro ed unirsi:il profondo bisogno del cuore, e il profondo imperativo della fede. «Il bisognodel cuore ci ordina di vincere il timore, e l'imperativo della fede... fornisceil contenuto, nel nome e in forza del quale osiamo toccare ciò che sembra inogni uomo tanto intangibile: poiché l'uomo, nella sua sofferenza, rimane unmistero intangibile» (Giovanni Paolo II, Salvifici doloris, 3-4).

43I

Il senso della malattia e della morte per i figli di Don Bosco

«Lacomunità circonda di cure e di affetto i confratelli anziani eammalati. Essi, prestando il servizio di cui sono capaci e accettandola propria condizione, sono fonte di benedizione per la comunità, nearricchiscono lo spirito di famiglia e rendono più profonda la sua unità. Laloro vita assume un nuovo significato apostolico: offrendo con fede lelimitazioni e le sofferenze per i fratelli e i giovani, si uniscono allapassione redentrice del Signore e continuano a partecipare alla missionesalesiana» (Cost. 53).

LaRegola ci dice che gli ammalati e gli anziani non sono per la comunità un peso,ma una «fonte di benedizione»; essi, infatti, sono segnati in maniera specialedalla passione di Cristo, e perciò vivono, per se stessi e per gli altri, piùintimamente il mistero del dolore che redime e salva. L'articolo 53 aggiungeche i fratelli anziani e ammalati «arricchiscono lo spirito di famiglia»;infatti il loro dolore non solo purifica chi lo subisce e la comunità che locondivide, ma ridesta nei confratelli tante energie di condivisione, disopportazione, di servizio, caratteristiche appunto del più autentico spiritodi famiglia. Perciò il testo può affermare con sicurezza che questi confratelli«rendono più profonda l'unità» della comunità: accanto al fratello che soffre,la comunità si ritrova unita nell'offrire il sacrificio redentore del Cristo.Non dimentichiamo mai che la sofferenza cristiana è creatrice di bene: laredenzione, infatti, viene dalla croce.

«Lacomunità sostiene con più intensa carità e preghiera il confratello gravementeinfermo. Quando giunge l'ora di dare alla sua vita consacrata il compimentosupremo, i fratelli lo aiutano a partecipare con pienezza alla Pasqua diCristo» (Cost. 54). Per il Salesiano la morte è illuminata dallasperanza di entrare nella gioia del suo Signore. E quando avviene che unSalesiano muore lavorando per le anime, la Congregazione ha riportato un grandetrionfo. Il ricordo dei confratelli defunti unisce nella «carità che non passa»coloro che sono ancora pellegrini con quelli che già riposano in Cristo.

LaRegola orienta decisamente il Salesiano a guardare alla morte nella luce dellarealtà apostolica della sua vita. Egli, infatti, ha vissuto«servendo» Dio nei suoi giovani fratelli: spera quindi di sentirsi dire: «Servobuono e fedele, entra nella gioia del tuo 432

Signore»(Mt 25,23). È questa l'assicurazione stessa di Don Bosco, che parla aisuoi confratelli del premio che è loro riservato e indica il Paradiso comeluogo di appuntamento per i suoi figli, la mèta a cui tende tutto il lavoro, ilmomento del riposo. Ai primi missionari egli lascia questo ricordo: «Nellefatiche e nei patimenti non si dimentichi che abbiamo un grande premiopreparato nel cielo». L'art. 54 si collega insomma con il primo articolo dellaRegola, dove veniva citata quell'altra frase di Don Bosco: «Ho promesso a Dioche fin l'ultimo mio respiro sarebbe stato per i miei poveri giovani». DSalesiano è apostolo fino alla fine, e muore da apostolo, coerente conl'esortazione del nostro Padre: «Ci riposeremo in Paradiso».

Proposte celebrative della sezione

Intornoall'evento della malattia e della morte i credenti si riuniscono in preghieraper meditare sul mistero della sofferenza, accompagnato nella storia dellasalvezza da un dono specifico di Cristo — il sacramento dell'Unzione degliinfermi — e per «prepararsi alla morte», come diceva Don Bosco.

Questasezione contiene pertanto alcuni spunti in vista della preghiera comunitaria,usufruendo soprattutto dei libri liturgici della Chiesa: il Rito dellacomunione fuori della Messa e culto eucaristico, il rituale sul Sacramentodell'Unzione e cura pastorale degli infermi, il Rito delle Esequie, il Messaleper la Messa per gli infermi e dei defunti e il Lezionario. Ogni comunitàsensibile all'impegno di partecipare alle sofferenze di Cristo e di unirsi allasua testimonianza nella malattia e morte di ogni confratello, può organizzarele seguenti celebrazioni:

—  celebrazionedella Parola sul significato della sofferenza e in partecipazione al fratellonel dolore;

—  il ritodella benedizione dei confratelli anziani;

—  il ritodella benedizione degli infermi;

—  il ritodella Comunione ai malati;

—  il ritodel santo Viatico;

—  preghiereper la tradizionale «raccomandazione dell'anima»;

—  celebrazionidella Parola attorno al defunto;

—  propostedi rosario meditato;

—  lamemoria quotidiana dei nostri defunti;

—  lavisita al cimitero.

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