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La nuova realtà interispettoriale della formazione

La nuova realtà interispettoriale della formazione

Strutture di animazione e governo

Ivo Coelho, SDB

Consulta mondiale per la formazione, Batulao,
19 febbraio 2019

 

La principale preoccupazione di questa presentazione è l'animazione e il governo delle nostre case interispettoriali di formazione iniziale, con l’accento sul governo. Perché questa preoccupazione? Perché nelle Costituzioni e Regolamenti le strutture di governo sono pensate per il livello mondiale, ispettoriale e locale; ma la realtà è andata avanti. In questi anni, abbiamo visto l’evoluzione di strutture di animazione e di governo che sono ‘interispettoriali’ oppure ‘sovraispettoriali.’ È vero che la Ratio già prende in considerazione questa evoluzione; tuttavia, al momento attuale, c’è bisogno di maggiore attenzione.

Il Progetto del Rettor Maggiore e del suo consiglio per il sessennio

Cominciamo con uno sguardo alla sezione formazione del Progetto per il sessennio del Rettor Maggiore e del suo consiglio e alla sua implementazione. Il Progetto è stato, per noi nel dicastero per la formazione, uno strumento molto importante e utile di animazione e governo. Il Progetto appartiene al Rettor Maggiore e al suo consiglio, ma data la sua natura, filtra – o dovrebbe filtrare – verso il livello regionale, ispettoriale e anche locale.

Uno degli obiettivi della presente Consulta è di valutare l'attuazione della sezione formazione del Progetto, in modo da poter offrire un contributo alla “Relazione del Rettor Maggiore al Capitolo generale.” CG27 94 afferma che il Progetto è elaborato in dialogo con le regioni e con gli organi consultivi mondiali dei settori specifici. Il nostro lavoro deve avere, quindi, un impatto sul Progetto del prossimo sessennio, attraverso il nostro contributo alla relazione del Rettor Maggiore.

Il mio suggerimento è di valutare anche la percolazione del Progetto al livello regionale e ispettoriale. Probabilmente dobbiamo prendersi più cura della pianificazione sessennale a questi livelli, proprio per assicurare l’implementare del Capitolo generale.

(Proiezione di una valutazione della sezione formazione del Progetto del Rettor Maggiore e del suo consiglio)

Comunità di formazione interispettoriali

Come ho già detto, le Costituzioni prevedono il governo della Congregazione a tre livelli: mondiale, ispettoriale e locale. (Don Vecchi diceva che nella Congregazione ci sono solo tre tipi di superiori: il Rettor Maggiore, l’Ispettore e il Rettore. I consiglieri generali, per esempio, non sono superiori nel senso stretto.) Ma molte delle nostre case di formazione sono ormai interispettoriali. Quindi sorge la domanda sul loro governo.

Rafforzare il curatorium

Il problema principale (nelle case di formazione interispettoriale) riguarda il reperimento del personale. Quando si tratta di trovare personale, molto spesso l'onere ricade sulla ispettoria locale, e troppo spesso c'è poca pianificazione e preparazione.

La soluzione offerta dalla Ratio è il Curatorium:

FSDB 173: “Quando il centro di studi è inter-ispettoriale, le Ispettorie collaborino corresponsabilmente perché raggiunga le sue finalità” [R 84].

La collaborazione inter-ispettoriale per lo studentato o il centro di studi suppone la creazione e l’adeguato funzionamento di un organismo di corresponsabilità (ad esempio il “curatorium”) composto dagli Ispettori direttamente interessati, dal Preside, dal Direttore della/e comunità formatrice/i e dall’amministratore e da altri membri stabiliti dallo statuto. Saranno suoi compiti:

  • precisare i diritti e i doveri delle Ispettorie partecipanti, il ruolo che spetta all'Ispettore locale e agli altri Ispettori interessati;
  • stabilire concretamente gli ambiti e le forme di collaborazione tra il centro studi e le Ispettorie che lo sostengono;
  • seguire la programmazione degli studi e dell'attività accademica;
  • studiare e dare indicazioni ai superiori competenti in merito al personale insegnante e agli studenti;
  • curare che si seguano gli orientamenti e le norme della S. Sede circa i centri di studio ecclesiastici;
  • mantenere i collegamenti col Consigliere Generale per la formazione.

FSDB 224: La responsabilità di assicurare un ambiente formativo adeguato, non solo per il numero dei membri ma anche per la consistenza delle équipes, consiglia e richiede in alcuni casi che si uniscano le forze fra le Ispettorie e si costituiscano comunità di carattere inter-ispettoriale.

Nelle comunità che fanno capo a più Ispettorie deve essere assicurata la corresponsabilità formativa in modo stabile, attraverso il “curatorium” o altre istanze e strumenti, e attraverso la presenza di formatori delle diverse Ispettorie. Deve pure essere curato il senso di appartenenza alla propria Ispettoria mediante le visite frequenti dell’Ispettore o di altri confratelli, lo scambio di notizie e ogni altro mezzo e occasione di comunicazione e altre forme possibili di contatto.

FSDB 300: In più di una situazione le condizioni indicate per assicurare la consistenza qualitativa e quantitativa dei centri formativi sono tali che non possono essere facilmente assicurate da ogni singola Ispettoria. È conveniente, in tali casi, che più Ispettorie, specialmente se dello stesso contesto culturale, collaborino per dare vita a strutture formative inter-ispettoriali.

La collaborazione inter-ispettoriale deve tradursi in una reale corresponsabilità e deve esprimersi anche attraverso l’implementazione e il funzionamento di quegli organismi intermedi (ad esempio, il “curatorium”, commissioni, ecc.), che rendono possibile un'efficace partecipazione delle Ispettorie nello stabilire l'orientamento della formazione (progetto formativo), nell’assicurare le condizioni e i mezzi per attuarla (personale, strutture, economia, ecc.) e nel fare le opportune verifiche. [cfr. GC21 277, 250b.]

Possiamo notare che l'articolo 84 dei Regolamenti citato sopra parla solo di centri di studio interispettoriali e non menziona il curatorium. È la Ratio che propone "strutture intermedie" per assicurare "una reale condivisione delle responsabilità" – e una di queste è il curatorium.

Presumibilmente dalla promulgazione della Ratio, curatoria sono stati istituiti in varie comunità di formazione interispettoriali. Dobbiamo notare che l'attuazione non è uniforme: in alcune regioni, i curatoria si incontrano regolarmente e funzionano bene; in altri, devono ancora essere stabiliti.

Negli ultimi anni, abbiamo iniziato il processo di rafforzamento del curatorium in modo da renderli più effettivi, soprattutto per quanto riguarda la preparazione e il contributo dei formatori e dei docenti. Il Rettor Maggiore, don Angel Fernandez Artime, sta insistendo su equipe di formazione che sono consistenti qualitativamente e quantitativamente.

Nelle comunità formatrici interispettoriali (e interregionali) in Italia, il Rettor Maggiore, in dialogo con gli ispettori, ha stabilito che sarà il regionale della ‘Mediterranea’ di presiedere al curatorium, presente anche l’altro regionale di Europa. Questi curatoria hanno ormai stabilito un modo di trovare direttori (e altro personale chiave): il regionale presidente chiede gli ispettori di arrivare con due nomi, uno della propria ispettoria e l’altro di fuori. Il curatorium poi propone una terna al Rettor Maggiore, a cui appartiene la nomina. Questa procedura funziona abbastanza bene, ma non sempre partecipano tutti gli ispettori membri del curatorium. Probabilmente questa partecipazione migliorerebbe se fosse possibile la presenza del regionale dell’Europa Centro e Nord e del consigliere generale per la formazione.

La regione Africa – Madagascar, invece, ha intrapreso la via della modifica del regolamento del curatorium. Le modifiche sono state formulate attraverso un processo consultativo, e poi approvate dalla conferenza degli ispettori e dei superiori della regione (CIVAM) (cfr. sotto: appendice 1). (1) Tocca adesso a ogni ispettoria di definire, nel Direttorio ispettoriale, le case di formazione in ogni fase – anche se rimane loro la libertà di inviare confratelli ad altre case. La definizione delle case nel Direttorio ispettoriale comporta la partecipazione obbligatoria nel curatorium di queste case, con obblighi corrispondenti. La partecipazione al curatorium delle altre case “non definite” è possibile, ma senza obbligo di contributo del personale, per esempio. (2) Ciascun curatorium deve riformulare il suo regolamento secondo le modifiche approvate dalla CIVAM (cfr. lettera del Consigliere per la Formazione alla CIVAM, prot. 19/0025, dt 15.01.2019).

Un altro punto chiave è definire chi presiede il Curatorium. Fino ad adesso, il presidente è normalmente l’ispettore locale, dove si trova la casa di formazione. È molto più efficace, comunque, quando presiede il regionale. È vero che, con il mole di lavoro dei regionali, non è sempre possibile partecipare ai tutti i curatoria. In questo case, sarebbe da fare una scelta di essere presente almeno dove c’è più bisogno.

Abbiamo parlato di personale, ma l'altro problema riguarda le finanze e il contributo verso le strutture (edifici, biblioteca, mezzi di comunicazione, mezzi di trasporto, ecc.). Anche questo viene definito del regolamento del curatorium.

Il rafforzamento dei curatoria attraverso una modifica del loro regolamento sembra la via da seguire per il governo delle case di formazione interispettoriali.

Altri modi di governare le realtà di formazione interispettoriali

Abbiamo parlato del curatorium come uno strumento per il governo delle realtà interispettoriali, ma ci sono anche altre vie, per esempio quella dei gesuiti. In India i gesuiti hanno il POI – il Provinciale dell'India – che possiede autorità ordinaria sulle comunità comuni di formazione. Queste case, quindi, non rientrano nella competenza dei provinciali. Il personale di formazione, una volta assegnato a una casa di formazione, non può essere facilmente "portato via" e assegnato ad altri compiti: è direttamente sotto l'autorità del POI. Ciò conferisce una certa stabilità e qualità al personale accademico e alle istituzioni.

Che dire del reperimento di personale per le case comuni? I gesuiti hanno sei "Conferenze" – strutture corrispondenti alle nostre regioni. Ogni conferenza ha un presidente e le conferenze si incontrano periodicamente per discutere delle esigenze e promuovere la collaborazione. Inoltre, i gesuiti hanno una grande deferenza verso i desideri / ordini del Superiore Generale, il che facilita anche la condivisione del personale.[1]

Questo è un modo alternativo di governare le realtà interprovinciali, molto diverso dal nostro. Per quanto riguarda la stabilità, tuttavia, è interessante una provvisione poco nota nella Ratio – anche se ha presente solo i centri di studio e non le comunità di formazione:

FSDB 170: Si sostengano i centri salesiani di studi, se ne assicuri la qualità accademica e formativa, la consistenza delle équipes e la continuità del personale qualificato. Per il cambio di confratelli che formano parte del corpo docente stabile di un centro salesiano di studi l’Ispettore proceda d’intesa con il Consigliere per la formazione.

Dobbiamo estendere questa provvisione anche alle comunità di formazione, sia ispettoriali che interispettoriali?

Animazione di grande comunità formatrici

Parlando dei gesuiti, hanno una lunga tradizione di case interispettoriali di formazione. Queste case gestiscono il problema di grandi numeri di formandi con la tradizione di "colonie" all'interno della stessa comunità, ogni colonia con un suo accompagnatore. È una usanza adesso abbastanza comune anche nei seminari diocesani, e qui e la in qualche comunità formatrice salesiana.

Parere dell’ispettoria d’origine per le ammissioni

Parlando dell’animazione e del governo delle case interispettoriali di formazione, potrebbe essere opportuno notare anche che il consiglio ispettoriale di origine deve essere consultato quando il confratello è fuori dalla sua ispettoria:

FSDB 301: Nelle modalità di ammissione alla professione, ai ministeri e agli ordini si seguano queste tappe, tenendo conto della diversità di situazioni:

  • colloquio dell’interessato col Direttore e presentazione della domanda;
  • parere della comunità [cfr. R 81] ed eventualmente di quei membri della CEP che siano in grado di dare un contributo significativo, rispettando le norme della prudenza;
  • parere del Consiglio ispettoriale d'origine (quando il confratello è fuori della sua Ispettoria);
  • voto del Consiglio locale;
  • voto del Consiglio ispettoriale e decisione dell’Ispettore.

Questa è una disposizione importante della Ratio che non è sempre conosciuta e implementata. È giusto che il consiglio ispettoriale di origine sia coinvolto nel processo di ammissione. Quando l'opinione viene formulata in tempo utile, si possono evitare diverse situazioni difficili.

Coltivare il senso di appartenenza alla propria ispettoria

La Ratio insiste anche sulla coltivazione del senso di appartenenza alla propria ispettoria:

FSDB 290: Durante la formazione iniziale va coltivato il senso di appartenenza alla propria Ispettoria. Per i confratelli inviati a comunità formatrici che appartengono ad altre Ispettorie, sono utili a questo scopo – oltre alla presenza nella équipe formativa di formatori della propria Ispettoria – le visite dell’Ispettore o di altri confratelli membri del Consiglio, lo scambio di notizie, gli incontri d’informazione e comunione con i confratelli della propria Ispettoria, la programmazione del periodo delle vacanze accademiche fatta in accordo tra il Direttore della propria comunità e l’Ispettoria d’origine, e altre forme di comunicazione..

Ridisegno della formazione iniziale

Al momento attuale, abbiamo fatto il ridisegno della formazione iniziale nelle due regioni europee e nelle due regioni di America.

Dopo le visite d’insieme nelle varie regioni, il Rettor Maggiore ha chiesto uno "studio" della formazione iniziale anche nelle altre regioni – che sono le regioni di maggiore crescita: Africa - Madagascar, Asia Sud e Asia Est - Oceania. Non è prevista un grande ridisegno come era necessario nelle altre regioni, ma piuttosto un modo di rivedere la situazione e di prendere i decisioni necessari. Alcuni dei punti da esaminare sono:

  • Il gran numero di formandi in alcune case di formazione.
  • La consistenza quantitativa e qualitativa degli equipe di formazione.
  • Piani ispettoriali per la qualificazione degli insegnanti e soprattutto dei formatori.
  • Riformulazione dei regolamenti dei curatori.
  • I costi della formazione iniziale.
  • La qualità della pastorale vocazionale e degli aspirantati, e l’impatto sulla formazione iniziale (qualità del discernimento, motivazioni, ruolo della famiglia, iniziazione all'accompagnamento, presentazione della vita consacrata salesiana nelle sue due forme, fragilità / fidelità vocazionale).

In preparazione per l'attuale Consulta mondiale per la formazione, abbiamo già fatto una raccolto di informazione sulle case di formazione iniziale in ogni regione. Una commissione “ad hoc” per portar avanti lo studio è già stata istituita nella regione Africa – Madagascar; tocca fare la stessa nelle altre due regioni.

Preparazione dei formatori e dei docenti

La preparazione dei formatori e dei docenti è d’importanza capitale per i processi di formazione – e forse la strategia chiave. Un ispettore avrà contribuito molto alla salute della sua ispettoria se riesce contribuire alla selezione e alla preparazione dei formatori e dei docenti.

Come abbiamo già detto altrove, la Congregazione sa preparare dei docenti; non ha ancora imparato che preparare un docente non uguale preparare un formatore. Dobbiamo ancora imparare il valore di preparare formatori, e dobbiamo imparare come farlo. Ci vuole la preparazione intellettuale e anche l’apprendimento delle capacità (capacity building / skills), ma la cosa più importante è la persona del formatore, la sua volontà di crescere e di investire nella sua crescita personale. Potremmo dire oggi: “Per te sono pronto a formarmi….”[2]

Ma adesso c'è anche un nuovo rischio. Quando un’ispettoria non ha nessun centro di studio e nessuna fase di formazione oltre il prenoviziato e il tirocinio, è facile pensare che non abbia bisogno di preparare formatori e di qualificare confratelli in filosofia, teologia e nelle aree centrali del carisma come la salesianità, la catechesi e la pastorale giovanile. Le conseguenze a lungo termine di tale politica possono essere facilmente immaginate. Dobbiamo pensare agli effetti di tale negligenza sulla qualità dell'animazione, sulla qualità dei nostri capitoli ispettoriali e generali, sulla vita e l'animazione delle nostre ispettorie in generale – oltre il fatto che ogni ispettoria deve contribuire formatori e docenti alle case comuni di formazione, come abbiamo già detto.

Collaborazione interispettoriale, regionale e interregionale: altri elementi

Nel capitolo 4 della Ratio, "Linee di metodologia formativa," la terza metodologia è intitolata "Assicurare l’ambiente formativo e il coinvolgimento di tutti i corresponsabili." Nella sottosezione "I corresponsabili della formazione" vengono anche "Collegamento e collaborazione a livello interispettoriale.” Ecco il testo:

FSDB 248.     L’azione formativa delle Ispettorie trova sostegno e stimolo grazie a diverse modalità di comunicazione, collegamento e collaborazione interispettoriale nel campo della formazione iniziale e permanente.

Si è già fatto riferimento alle comunità di formazione iniziale e ai centri di studio interispettoriali, sottolineando l’importanza di unire le forze al servizio della qualità della formazione e indicando le forme concrete.

Altre iniziative si riferiscono ai delegati ispettoriali, ai formatori, ai confratelli in formazione, o toccano tutto l’ambito della formazione permanente.

Le forme e le strutture di collegamento, il tipo e i livelli di servizio e i destinatari sono diversi, dipendendo anche dal rapporto esistente tra le Ispettorie. Si va dal coordinamento occasionale, alle “delegazioni” (o delegati) ed équipes stabili, interispettoriali o di Conferenza, ai centri nazionali o regionali; da incontri sporadici, a iniziative periodiche, a programmazioni organiche; dalla condivisione dell’esperienza, alla riflessione e allo studio realizzati insieme, all’organizzazione di incontri, seminari, esperienze formative, alla preparazione di punti di riferimento comuni e di sussidi di appoggio; da una prima attenzione ai delegati ispettoriali e ai formatori, al servizio offerto ai diversi gruppi di confratelli (direttori, sacerdoti e coadiutori del “quinquennio”, confratelli che si preparano alla professione perpetua, esperienze di formazione permanente, ecc.).

Nella diversità delle situazioni e dei contesti il collegamento tra i delegati di formazione, le commissioni ispettoriali e i formatori aiuta le Ispettorie a:

  • riflettere insieme sulla formazione salesiana e sulle sfide che essa presenta nell’ambito interispettoriale;
  • promuovere l’interscambio di esperienze e tutto ciò che qualifica il cammino formativo salesiano nelle singole Ispettorie;
  • elaborare criteri, linee di riferimento, sussidi per il lavoro formativo;
  • dare risposta ai bisogni della formazione con una visione aperta e condivisa e con reale capacità di collaborazione;
  • appoggiare l’azione formativa delle singole Ispettorie attraverso iniziative comuni;
  • stimolare e valorizzare il contributo dei Salesiani dei centri di studio e dei centri di formazione permanente.

 L’incidenza delle forme di coordinamento e di collaborazione, che si svolgono in dipendenza e in stretto rapporto con gli Ispettori e con i responsabili a livello di Conferenza o di Regione, dipende in gran parte dalla dedizione dei coordinatori, da una programmazione sistematica e attenta alle reali necessità, dall’impegno dei Delegati ispettoriali e dalla corresponsabilità degli Ispettori.

Alcuni commenti sulla collaborazione non solo al livello inter-ispettoriale ma anche al livello regionale e inter-regionale.

Centri regionali per la formazione permanente

Abbiamo centri regionali per la formazione permanente ora in quasi tutte le regioni: Don Bosco Renewal Centre, Bangalore (Asia Sud), il Mobile Formation Team (Asia Est - Oceania), il Centro Salesiano de Formación Permanente – America, Quito (Interamerica e America Conosud), il nuovo Centro di formazione salesiano per l'Africa-Madagascar (SAFCAM), Nairobi, e il centro proposto per la formazione di salesiani e laici (Mediterranea, Europa Centro e Nord).

La Ratio cita tali centri nel capitolo sulla formazione permanente, come parte delle iniziative a livello interispettoriale:

FSDB 550.     Alcune iniziative per l’animazione della formazione permanente ad un raggio più ampio sono:

  • forme diverse di collegamento tra le Ispettorie per scambiare esperienze, organizzare programmi e iniziative, elaborare sussidi e appoggiare il lavoro degli animatori;
  • a livello di Regione, Gruppo linguistico o Conferenze ispettoriali, costituire, secondo la possibilità e la convenienza, centri di formazione permanente. Questi centri offrono in vari modi il loro servizio alle Ispettorie, alle comunità e ai singoli confratelli, organizzando ad esempio corsi o programmi, preparando e distribuendo materiale per l’animazione delle comunità o provvedendo per la traduzione di testi salesiani;
  • creare, a livello regionale o di Conferenze ispettoriali, gruppi di persone qualificate per gli studi salesiani, con possibilità di servizi, pubblicazioni, seminari e corsi specifici di aggiornamento per confratelli in fase di formazione permanente.

FSDB 551.     I Consiglieri regionali seguono l’attuazione dei programmi inter-ispettoriali di formazione permanente e si mantengono in contatto con gli Ispettori, che ne sono responsabili. A questo scopo favoriscono una maggiore collaborazione e coordinamento tra le Ispettorie.

Il Consigliere Generale per la formazione ha la cura e la responsabilità della formazione integrale e permanente dei confratelli. Stimola e appoggia l’azione delle Ispettorie. D’accordo con il rispettivo Consigliere regionale, richiede loro la programmazione e l’attuazione di linee pratiche per la formazione dei confratelli; ha una cura speciale dell’andamento dei centri di formazione permanente.

Una proposta che è stata fatta negli ultimi anni è quella di un maggiore contatto e condivisione tra i centri. La presente Consulta sarebbe una buona occasione per riflettere e elaborare modi concreti per promuovere tale condivisione e collaborazione.

In generale, un maggiore contatto tra le regioni – che sono davvero così diverse nonostante la vera comunione nello spirito e nella missione di Don Bosco – sarebbe qualcosa da incoraggiare. La Ratio già prevede e incoraggia questo tipo di iniziativa.

Comunità formatrici e centri di studio internazionali

Dobbiamo riconoscere le possibilità di formazione e di qualificazione che si offrono le comunità formatrici e i centri di studio internazionali che si trovano in Italia e a Gerusalemme – in modo speciale l’UPS.

Frequentare queste comunità e centri vuol dire "studiare a Roma" o "studiare a Gerusalemme," certo, ma non solo. Significa anche entrare in contatto vivo con la diversità della Congregazione, e questo può essere molto prezioso per la formazione e per la crescita personale. Una ispettoria che evita sistematicamente questi centri "dove si raduna la Congregazione," sicuramente manca qualcosa.

Le nostre case e centri di formazione internazionali sono quindi un elemento importante nella collaborazione interispettoriale e nella costruzione di un senso di Congregazione e di Chiesa.

Incontri a livello regionale e mondiale

Ci sono vari tipi di riunioni a livello regionale e mondiale: visite d’insieme (ratificate in CG27 89); l'attuale Consulta mondiale per la formazione e altre riunioni di questo tipo; seminari o corsi di formazione a livello mondiale (p.e., i seminari per i maestri di novizi); le riunioni annuali delle commissioni regionali per la formazione; i seminari o corsi a livello regionale come quelli per i direttori di prenovizi e sul postnoviziato; ecc.

Un tipo speciale d’incontro è quello degli ispettori di una regione o delle conferenze ispettoriale di una regione, con la partecipazione di alcuni consiglieri generali. Sono occasioni per l’animazione che sicuramente possono essere meglio sfruttati.

Collaborazione tra settori

CG27 al n. 86 ha richiesto una maggiore collaborazione tra i settori della Congregazione a livello mondiale. Il Vicario del Rettor Maggiore convoca ogni semestre una riunione dei consiglieri di settore e dei consiglieri regionali. Inoltre, ci sono altri modi di collaborazione tra i settori, come p.e. lo studio dell'accompagnamento personale salesiano nei processi di formazione iniziale che ha coinvolto i settori della pastorale giovanile e della formazione. La nostra collaborazione più consistente al momento è con il settore della pastorale giovanile.

Uso di internet

Internet è un strumento formidabile di comunicazione e collaborazione. Siamo ancora agli inizi in questo campo.

Colgo l'occasione per segnalare la pagina web del Dicastero per la formazione al https://formazionesdb.org/ che già contiene una grande quantità di materiale utile generato attraverso gli incontri e le iniziative del sessennio, ecc. Sarà collegata eventualmente al sito ufficiale della Congregazione.

Poi sono da esplorare le possibilità di ‘webinar’ e di altri incontri virtuali.

La produzione di materiale didattico – ad esempio una presentazione delle due forme della nostra vocazione salesiana – è un'altra direzione che dobbiamo prendere. Forse un altro compito per i centri regionali di formazione permanente.

***

DOMANDE PER LA DISCUSSIONE

  • Come governare le case di formazione interispettoriale?
  • Come assicurare una preparazione di formatori e di docenti da parte di tutte le ispettorie?
  • Commenti su altri elementi nella relazione.

APPENDICE 1:

Indicazioni per gli STATUTI del CURATORIUM

per Africa e Madagascar

Il Rettor Maggiore ha insistito con urgenza sulla consistenza qualitativa e quantitativa delle equipe di formazione delle comunità interispettoriali, con il coinvolgimento e la partecipazione pienamente responsabile delle ispettorie coinvolte. Questa proposta di punti da inserire negli Statuti del Curatorium delle comunità di formazione interispettoriali è una modalità di attuazione di quanto richiede il Rettor Maggiore.

Questa bozza, preparata da un gruppo di confratelli che comprende Alphonse Owoudou, Jose Elégbédé, Jean-Luc Vande Kerkhove, Augustine Sellam, Innocent Bizimana e Silvio Roggia, è stata previamente fatta circolare tra tutti gli ispettori e le equipe di formazione delle comunità interispettoriali della regione, e Il feedback ricevuto è stato integrato nella presente edizione del testo.

PUNTI CHIAVE che lo statuto deve includere

  • CHI SONO I MEMBRI E QUAL’È IL LORO RISPETTIVO LIVELLO DI RAPPRESENTANZA ED AUTORITÀ DELIBERATIVA.
  • Al primo livello sono invitati gli ispettori (o i loro rappresentanti ufficiali) i cui studenti sono in quel momento parte della comunità formativa; chi detiene un ruolo di responsabilità nelle comunità formativa, sia in riferimento alla vita della comunità (direttore, economo, animatore pastorale ...) che alla vita accademica (preside incaricato degli studi); delegato per la formazione della ispettoria ospitante.

Partecipano alla prima sessione del curatorium, dove viene presentata e attentamente esaminata la situazione attuale della comunità (e del centro studi). È ‘ascoltare e leggere i segni dei tempi’.

  • Un secondo livello è riservato al consigliere regionale - presidente del curatorium o suo delegato; l’ispettore ove la comunità di formazione è situata; gli ispettori che hanno scelto nel direttorio ispettoriale quella casa interispettoriale come opzione preferenziale.
  1. Questo livello ha la responsabilità di governo e prende decisioni secondo gli statuti.
  2. o statuto determinerà il quorum necessario per prendere le decisioni vincolanti, e se è possibile per i membri esprimere il loro voto anche quando, per gravi motivi, non possono essere fisicamente presenti o rappresentati da un delegato ufficiale. Lo statuto stabilirà anche la modalità per la validità di questa modalità di intervenire.
  • DEFINIZIONE NEL DIRETTORIO ISPETTORIALE DELLA CASA DI FORMAZIONE

INTERISPETTORIALE PREFERENZIALE

Nel direttorio ispettoriale ogni ispettoria deve indicare una casa per ogni fase di formazione ispettoriale come sua opzione preferenziale, pur rimanendo la possibilità di inviare i propri candidati anche ad altre comunità di formazione.

Nel caso di case interispettoriali indicate come preferenziali nel direttorio, c’è una speciale responsabilità della ispettoria nella loro gestione. In questo caso, l'ispettore o il superiore partecipa al curatorium come membro del livello decisionale (vedi 1b sopra). Nel caso in cui fosse impedito, egli può nominare un suo delegato ufficiale per quella sessione del curatorium. Questo avviene anche qualora non vi fossero studenti della sua ispettoria in quella comunità in un determinato anno.

Qualsiasi cambiamento nella scelta della casa di formazione interispettoriale preferenziale è competenza del capitolo ispettoriale.

Nel caso di comunità di formazione interispettoriale non indicate nel direttorio ispettoriale, la partecipazione al curatorium è incoraggiata, ma non obbligatoria (vedi 1a sopra).

  • PRESIDENZA

Il presidente del Curatorium è il consigliere regionale. In caso di impedimento, presiede l’ispettore ospitante.

Per il primo livello (1a), il curatorium nomina un segretario per un periodo di tre anni.

Il Consigliere per la Formazione ha sempre il diritto di essere presente personalmente o tramite un delegato.

  • QUESTIONI AFFIDATE ALLE DECISIONI DEL CURATORIUM
  • La nomina del direttore della casa di formazione, che deve avvenire non meno di sei mesi prima della scadenza del mandato del suo predecessore, secondo la seguente procedura:

Ogni ispettore con il suo consiglio propone due nomi, uno della sua ispettoria e uno dal di fuori.

  • Si fa discernimento all'interno della sessione del curatorium (1b) e un nome viene scelto a scrutinio segreto.
  • Questo nome è trasmesso al Rettor Maggiore, accompagnato da una presentazione di ciascun candidato e dalla indicazione del voto.
  • Il Rettor Maggiore e il consiglio procedono alla nomina del direttore.
  • Ogni ispettoria che partecipa al secondo livello del curatorium (livello 1b) ha la responsabilità di trovare il personale di formazione, sia formatori che insegnanti, secondo i seguenti criteri e procedura:
  • Un piano annuale per il personale è approvato dal curatorium, a seguito della consultazione previa con il consiglio locale, i consigli ispettoriali e il dicastero della formazione.
  • Basandosi su questo piano, ciascun ispettore con il suo consiglio si impegna per iscritto a preparare e contribuire formatori e insegnanti.
  • Un criterio fondamentale da tenere a mente è la qualità della equipe di formazione, e non solo i talenti personali dei singoli. C 104 e 105 indicano i principali criteri da seguire per questo discernimento.
    • L' approvazione del progetto formativo della comunità.
  • Approvazione del bilancio preventivo e del bilancio consuntivo annuale della comunità.
  • Assunzione di responsabilità per i costi di gestione della comunità, comprensiva di:
  • definizione della quota fissa di base per ogni studente, sia per la comunità e le spese accademiche, e le voci da includere al suo interno;
  • studio di come far fronte alle spese straordinarie e progetti, con la possibilità di presentare progetti a potenziali enti finanziatori.
  • COINVOLGIMENTO DEGLI STUDENTI SALESIANI

Ogni curatorium cerca modi appropriati di ascoltare i candidati / studenti confratelli prima della riunione e di comunicarne successivamente gli esiti.

Alcuni suggerimenti:

  • Il resoconto è preparato dall'assemblea della comunità e dal consiglio locale.
  • I membri del Curatorium, in particolare gli ispettori, arrivano alcuni giorni prima della riunione in modo da poter incontrare e ascoltare i loro studenti.
  • Uno degli ispettori si assumerà la responsabilità di comunicare alcune delle decisioni del Curatorium all'assemblea della comunità.

 

APPENDICE 2:

Modifica dei Criteri e Norme 105

Sebbene ciò non direttamente pertinente al tema della nuova realtà interispettoriale di formazione iniziale, sarebbe bene cogliere questa occasione per far conoscere un'importante modifica di Criteri e norme 105, che parla della procedura per l'ammissione. Nel 2007, il Rettor Maggiore ha modificato questo testo omettendo il riferimento alla menzione dell'accordo del direttore alla presentazione della domanda.[3] Il testo dovrebbe ora leggere:

CN 105. Conviene che la domanda, indirizzata all’Ispettore e consegnata al Direttore, pur rispettando la forma personale, contenga i seguenti elementi:

  • nome e cognome del richiedente e data in cui viene presentata;
  • riferimento al dialogo avuto con il Direttore e al suo accordo per la presentazione;
  • cenno al discernimento fatto e alla richiesta di parere al direttore spirituale e al confessore;
  • oggetto della domanda, espresso in forma chiara, cioè l’ingresso al noviziato, la prima professione temporanea o il suo rinnovamento, la professione perpetua, i ministeri, gli ordini;
  • espressione della coscienza dell’atto pubblico che si intende porre, e della libertà di porlo, come pure della motivazione fondamentale.

La lettera di don Cereda recita:

Attraverso questa lettera desidero comunicarvi la decisione del Rettor Maggiore e del Consiglio Generale di modificare il numero 105 di "Criteri e norme per il discernimento vocazionale salesiano".

Questo numero di "Criteri e norme" parla degli elementi che dovrebbero essere contenuti in ogni domanda di ammissione: al noviziato, alla prima professione, al rinnovo della professione temporanea, alla professione perpetua, ai ministeri e agli ordini sacri. Tra questi elementi è citato "il riferimento a parlare con il Rettore e al suo accordo con il suo essere fatto".

Una commissione di formazione provinciale ha trovato l'espressione "al suo accordo con il suo essere fatto", problematica e ha chiesto che fosse soppressa.

Decisione. Per evitare interpretazioni restrittive o giuridicamente vincolanti in merito alla libertà di presentare la domanda di ammissione, il Rettor Maggiore e il Consiglio Generale hanno aderito alla richiesta di eliminare "al suo accordo con la sua costituzione" dal numero 105 di "Criteri e norme" e allo stesso tempo ha ribadito che in questo numero l'espressione "riferimento al parlare con il Rettore" deve essere mantenuta.

Motivazione Nel processo di ammissione è quello in formazione che deve prima compiere un discernimento per accertare se si giudica adatto o meno alla vocazione salesiana. In questo discernimento riceve aiuto dal Rettore e dal confessore, e se capita di essere una persona diversa dal Rettore, dal direttore spirituale. Dal momento che queste persone lo accompagnano, sono in un'ottima posizione per offrirgli la loro opinione, positiva o negativa. Spetta quindi all'individuo prendere in considerazione il proprio parere con tutta la dovuta serietà, assumersi la propria responsabilità davanti a Dio e decidere nella sua coscienza se dovrebbe o meno fare la sua domanda. Pertanto, non ha bisogno del consenso del Rettore per presentare la sua domanda.


[1] Emmanuel Lim, SJ, superiore delegato per China, a Rhomel Mendoza.

[2] I. Coelho, “Formazione dei formatori,” ACG 426 (2018) 33-49.

[3] F. Cereda, “Modification of number 105 of 'Criteria and Norms,'” 24 July 2007, prot. 07/0505.