Consiglio Risorse

Lettura delle statistiche 2012

LETTERE AGLI ISPETTORI - SESSENNIO 2008-2014

DIREZIONE GENERALE OPERE DON BOSCO
Via della Pisana 1111 - 00163 Roma

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Il Consigliere generale per la formazione

Roma, 15 marzo 2013
Prot. 13/0081

Al Reverendo

Delegato ispettoriale di formazione Sua Sede

Per conoscenza Al Reverendo Signor Ispettore Sua Sede

Oggetto: Lettura delle statistiche 2012 Carissimi Delegati,

all’inizio di ogni anno nel Consiglio generale vengono studiati i dati statistici della Congregazione, relativi all’anno precedente, con alcune osservazioni.

Come ogni anno, penso sia utile che vengano conosciuti nelle Ispettorie; essi ci invitano a riflettere e a operare scelte concrete in modo mirato; vi invito a studiarli nella Commissione ispettoriale per la formazione e, se possibile, nel Consiglio ispettoriale e con i Direttori, con attenzione alla vostra particolare situazione ispettoriale.

Formazione iniziale nella Congregazione

Anno

Novizi Novizi Neoprofessi Temporanei Neo-professi Neo-perpetui Neo-perpetui          Neo -

(*)           usciti            (*)                usciti          perpetui          chierici        coadiutori   sacerdoti

2002

607

137

 

231

249

217

32

262

2003

580

111

470

225

254

221

33

218

2004

594

118

469

211

281

242 +1P

38

203

2005

621

151

476

237

249

219 +2P

28

230

2006

561

137

470

227

260

221 + 2P

37

192

2007

527

110

424

200

219

205

14

175

2008

557

121

417

216

220

200

20

222

2009

526

109

436

225

265

246

19

195

2010

532

125

417

222

177

161 +1P

15

203

2011

414

40

407

185

231

210 + 1P

20

206

2012

480

 

374

174

262

237

25

189

* Per leggere le prime tre colonne, occorre questa attenzione. I novizi entrati in un determinato anno, fanno la prima professione l’anno seguente; quindi i novizi usciti risultano dalla differenza tra i novizi entrati in un determinato anno e quelli che hanno professato l’anno seguente. Esempio: nel 2002 sono entrati 607 novizi e nel 2003 hanno professato 470 neoprofessi; quindi la differenza tra i novizi entrati nell’anno 2002 e i novizi che hanno professato l’anno seguente 2003 risulta di 137 novizi; tale numero è posto nella riga “novizi usciti” riguardante l’anno 2002. Nell’anno 2012 sono entrati 480 novizi; ma sapremo il numero dei neoprofessi e quindi dei novizi usciti, alla fine del 2013.

Formazione permanente nella Congregazione

Anno

Perpetui
chierici
usciti

Perpetui
coadiutori
usciti

Dispensa Dispensa      Esclau-

celibato      celibato    strazione

diaconi               preti

Secolariz.
previo
experimento

Secolariz. Dimissione simpliciter

2002

8

12

3

15

18

7

11

24

2003

10

14

4

11

10

3

10

25

2004

14

15

3

20

14

9

12

26

2005

11

15

1

15

10

9

10

26

2006

13

10

3

27

11

11

11

26

2007

15

11

3

18

9

12

18

24

2008

8

6

5

18

5

12

14

24

2009

12

13

2

9

6

14

10

36

2010

9

9

1

11

0

29

8

38

2011

10

12

3

11

3

17

11

30

2012

8

11

1

33

4

23

15

29

 

* Per la lettura delle colonne riguardanti le dispense dal celibato, le secolarizzazioni e le dimissioni, i numeri non riguardano coloro per i quali in un determinato anno è stata presentata la richiesta, ma coloro per i quali in quel determinato anno la pratica è giunta a conclusione.

Novizi secondo le Regioni

Anno

America        America       Europa

Cono Sud Interamerica      Ovest

Italia
Medio
Oriente

Europa               Africa

Nord         Madagascar

Asia Est Oceania

Asia Sud

2002

76

110

11

43

71

55

80

135

2003

69

111

6

27

59

84

79

144

2004

86

98

12

25

51

92

84

145

2005

97

92

14

18

71

95

74

160

2006

76

88

3

22

47

92

75

158

2007

76

97

6

22

51

94

73

108

2008

58

105

4

18

48

100

89

135

2009

64

91

8

24

40

89

64

146

2010

40

73

1

18

55

114

93

138

2011

46

46

7

15

29

94

60

117

2012

43

63

3

21

38

107

69

136

TOT

731

974

75

253

560

1016

840

1522

Valutazioni e prospettive

1. Vocazioni alla vita consacrata salesiana

Consideriamo il numero dei novizi della Congregazione negli ultimi due anni. Nel 2011 abbiamo avuto 414

novizi, che è stato il numero più basso degli ultimi 11 anni; mentre l’anno 2012 ha visto una ripresa vocazionale con 480 novizi, ossia 66 novizi in più rispetto all’anno precedente, ma ancora con 52 novizi in meno rispetto al 2010, in cui i novizi erano 532. Si dovrà verificare nei prossimi anni se la diminuzione di novizi al di sotto del numero di 500 nel 2011 e 2012 rappresenta una tendenza oppure se si tratta di una situazione transitoria.

Consideriamo il numero dei novizi nel lungo periodo. A livello di Congregazione si rileva che la situazione delle vocazioni rimane preoccupante; infatti dal 2002 al 2006 i novizi erano in media 586 all’anno; dal 2007 al 2012 risultano una media annuale di 506; nel periodo 2007-2012 c’è stato quindi un calo vocazionale di circa 80 novizi all’anno, ossia 13,65% in meno rispetto alla media dei novizi del periodo 2002-2006. A livello di Regioni dal 2002 fino al 2012 si nota una diminuzione continua e un numero basso di novizi, specialmente nelle due Regioni dell’America e nelle tre Regioni dell’Europa; nella Regione Asia Est e Oceania si rileva una lieve flessione vocazionale, mentre la Regione Asia Sud mantiene alto il numero dei suoi novizi, anche se si percepisce un leggero calo; la Regione Africa e Madagascar invece dimostra una chiara tendenza alla crescita.

La diminuzione del numero di novizi, nel lungo periodo e specialmente negli anni 2011-2012, ci interpella. Occorre interrogarsi nelle comunità salesiane e nelle comunità educative pastorali, come pure nei gruppi e nelle associazioni giovanili, se vi sia e quale sia l’impegno nell’animazione vocazionale, se ci sia coinvolgimento di laici e famiglie, se esista e quale sia la proposta ai giovani dell’impegno apostolico e della vita consacrata salesiana. Per questo le Ispettorie devono chiedersi se, oltre all’animazione vocazionale ispettoriale, esista un modello di animazione vocazionale a livello locale; nello stesso tempo devono individuare impegni concreti da assumere in proposito.

Il carisma salesiano ha una capacità singolare di attrattiva sui giovani di tutti i contesti, per la spiritualità che propone, per le relazioni fraterne e lo spirito di famiglia, per la missione che realizza tra i giovani più poveri, per il fascino che la figura di Don Bosco suscita. Dobbiamo però domandarci se anche la vita consacrata salesiana risulti attraente per i giovani. La scelta vocazionale è strettamente legata alla testimonianza della comunità, oltre che alla proposta esplicita. La fecondità vocazionale dipende dalla nostra testimonianza radicale e gioiosa del vangelo; la riflessione del CG27 ci aiuterà a fare delle scelte che potranno favorire una testimonianza autentica e quindi anche, come frutto desiderato, una ripresa delle vocazioni alla vita consacrata salesiana.

2. Formazione iniziale

I novizi usciti durante il noviziato dal 2002 al 2011 sono stati 1.159 su un totale di 5.491 novizi entrati; ciò significa che su una media annua di 549 novizi, ne sono usciti in media 115, pari a 21% dei novizi entrati. Dal 2002 al 2006 su una media annua di 586 ne sono usciti una media di 130 novizi all’anno, pari al 22% circa; dal 2007 al 2011 su una media di 511 novizi ne sono usciti una media di 101 all’anno, pari al 19% circa; c’è infine una situazione particolare da rilevare: nel 2011 sono entrati 414 novizi e ne sono usciti 40, pari al 9,6 %. Perciò durante gli anni 2002-2011 le uscite durante il noviziato tendono in proporzione a diminuire; se questa diminuzione continuasse, ciò costituirebbe un indicatore positivo di una nuova tendenza.

I professi temporanei usciti sono i seguenti: dal 2002 al 2012 c’è stata una media annua di 214 professi temporanei usciti; dal 2002 al 2006 la media annua è stata di 226; dal 2007 al 2012 la media annua è stata di 203. Nel periodo 2007-2012, anche se la media dei professi temporanei usciti è diminuita, la situazione delle uscite dei professi temporanei è peggiorata, vista la diminuzione in questo periodo dei professi temporanei a causa della diminuzione dei novizi. Questo si vede confrontando il numero dei neoprofessi: dal 2003 al 2006 abbiamo avuto un totale di 1.885 neoprofessi e nello stesso periodo un totale di 900 professi temporanei usciti, pari al 47,75%; dal 2007 al 2012 abbiamo un totale di 2.475 neoprofessi e una uscita di 1.222 professi temporanei, pari al 49,37%. Perciò in proporzione il numero dei professi temporanei che annualmente lascia la Congregazione continua ad aumentare. Consideriamo la situazione particolare degli anni 2011 e 2012; in tale periodo c’è stato un leggero calo nel numero dei professi temporanei usciti: da una media annuale di circa 220 usciti negli anni 2003-2010, il numero degli usciti è calato nel 2011 a 185 e nel 2012 a 174, e quindi nel 2011-2012 si ha una media annuale di 180 usciti.

Questo calo dei professi temporanei usciti viene confermato anche comparando il numero annuale dei professi temporanei usciti con il numero annuale dei neoprofessi: negli anni 2003-2010 sono usciti 1763 professi temporanei e sono entrati 3579 neoprofessi, allora la perdita annuale di confratelli è stata di una media di 49.2%; invece nel 2011-2012 sono usciti 359 ed entrati 781, riducendo la media percentuale di perdite annuali a 45.9%; occorrerà verificare nei prossimi anni se ciò che sta avvenendo negli anni 2011 e 2012 sia una inversione di tendenza.

I professi perpetui offrono un’ulteriore considerazione Mentre la media annuale di professi perpetui per i dieci anni dal 2002 al 2011 è stata di 241, l’anno 2012 ha registrato 262 professi perpetui. Dal 2002 al 2006 sono stati una media annua di 258 e dal 2007 al 2011 una media annua di 229. Anche se nel 2010 abbiamo avuto 177 professi perpetui, nel 2011 abbiamo avuto una ripresa con 231 e nel 2012 ancora di più con 262 professi perpetui. Anche per il numero dei professi perpetui occorrerà attendere per i prossimi anni conferme o smentite.

Come abbiamo constatato, in generale permane il grave problema della inconsistenza vocazionale durante la formazione iniziale; d’altra parte nel 2011 e 2012 si notano alcuni segnali positivi. È possibile che con un miglioramento dell’aspirantato e prenoviziato e del processo di discernimento, e con un’attenzione maggiore all’accompagnamento dei formandi, specialmente durante il tirocinio, si riesca a ridurre il numero delle uscite sia durante il noviziato che durante il periodo della professione temporanea. E’ però troppo presto per parlare di un’inversione di tendenza; lo si saprà meglio nei prossimi anni, soprattutto se continueremo la personalizzazione dei processi formativi.

3. Formazione permanente

I salesiani coadiutori professi perpetui dal 2002 al 2006 sono stati una media di 33 all’anno, mentre dal 2007 al 2012 sono stati una media di 18 all’anno; anche in questo caso si nota un calo. Inoltre i salesiani coadiutori perpetui che hanno lasciato la Congregazione dal 2002 al 2006 sono stati una media di 13 all’anno, mentre dal 2007 al 2012 sono stati una media di 10 all’anno. Considerati i professi perpetui entrati, preoccupa il numero dei salesiani coadiutori professi perpetui usciti, che in proporzione alle entrate nel secondo periodo è in aumento: si è passato dal 39% al 55% di usciti.

I salesiani presbiteri che sono stati ordinati dal 2002 al 2006 sono stati una media annua di 221 all’anno; dal 2007 al 2012 sono stati una media di 198 all’anno. Inoltre il quadro delle uscite dei presbiteri dalla Congregazione è peggiorato nel 2012: se si assommano le uscite per dispensa dal celibato, per secolarizzazione e per dimissione, negli ultimi 11 anni 2002-2012 si ha una media annuale di 70 e negli ultimi 6 anni 2007-2012 una media annuale di 77; il numero delle uscite dei presbiteri nel 2012 ha toccato la cifra di 100, di cui 33 hanno chiesto la dispensa dal celibato, 38 sono entrati o stanno entrando nel clero diocesano, 29 sono stati dimessi.

Tali dati suscitano varie domande. Come si spiegano le uscite così alte di salesiani coadiutori professi perpetui? Come mai un numero così alto di presbiteri salesiani abbandonano la vita consacrata salesiana in favore della vita secolare del prete diocesano? Questo non è un fenomeno solo di quest’anno: la media annuale delle secolarizzazioni per i 11 anni da 2002 a 2012 è di 25. E come si spiegano le dispense dal celibato, per cui la media annuale per gli stessi 11 anni è di 17 e le dimissioni la cui media annuale per lo stesso periodo è di 28?

È possibile che in alcuni casi di uscite non c’è stato un buon discernimento vocazionale nel periodo della formazione iniziale. È anche possibile che in qualche caso c’è stata una crisi improvvisa non superata. E’ molto probabile però che, nella maggioranza dei casi, la crisi vocazionale ha avuto una certa durata di tempo, e forse i suoi segnali erano già visibili nel comportamento del confratello dentro la comunità e fuori. Ci si chiede, allora, se forse con un po’ più di attenzione fraterna non sarebbe stato possibile prevenire o aiutare qualche confratello in difficoltà.

Riconosco quanto sia difficile dare una risposta chiara a queste e altre domande perché vi sono tanti fattori che entrano in gioco in materia di vocazione. Probabilmente alcune situazioni risultano pregresse e solo ora sono state regolarizzate dalle Ispettorie. È importante che le Commissioni ispettoriali per la formazione e i Consigli ispettoriali riflettano su queste uscite, giacché si tratta di confratelli che hanno vissuto diversi anni nella Congregazione.

4. Conclusione

Dio ci parla anche attraverso la vita della Congregazione: le situazioni (1) del calo vocazionale, (2) della fragilità vocazionale nella formazione iniziale e (3) soprattutto della infedeltà vocazionale nella formazione permanente sono problemi ancora aperti che richiedono di essere affrontati con pazienza, continuità e determinazione. Prestare ascolto agli appelli della situazione, saperne fare una lettura “radicale” e individuare il cammino da realizzare, sono i passi di una metodologia da applicare anche alla situazione vocazionale e formativa delle Ispettorie.

Occorre applicare questa metodologia avendo attenzione alla inculturazione, ossia tenendo conto della cultura del contesto in cui si vive e della cultura della propria Ispettoria; senza questa “attenzione inculturata”, l’ascolto, la lettura e il cammino risulteranno incompleti e inefficaci.

Confidando nella vostra collaborazione, vi saluto con riconoscenza e cordialità. In Don Bosco

Don Francesco Cereda