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Bollettino d'Animazione Missionaria Salesiana Cagliero11 - dicembre 2012

MISSIONI


MISSIONI - Cagliero 11

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Titolo n otiziario Nome società N. 48 - Dicembre 2012 Bollettino di Animazione Missionaria Salesiana Pubblicazione del Dicastero per le Missioni per le Comunità Salesiane e gli amici delle missioni Salesiane Recuperare l’esperienza delllle “compagniie” sallesiiane ed ii gruppii miissiionarii N el Bollettino Salesiano di Novembre 2012 Don Pascual Chávez ha scritto che «quasi istintivamente, Don Bosco percepì l’importanza del “rinforzo sociale” nella formazione degli adolescenti, soprattutto quello formato da amici e coetanei.

I ragazzi hanno bisogno degli amici come dell’aria per respirare.

La banda, il branco, il gruppo degli amici possono condizionare al peggio anche il ragazzo meglio educato. Don Bosco, nella sua genialità pedagogica istintiva, inventa un “luogo” di amici che portano al meglio».

Il Rettor Maggiore ha sottolineato che «i legami sociali e amicali rappresentano un fattore protettivo fondamentale. Una persona è appagata quando si sente riconosciuta, approvata, supportata, trattata con gentilezza dalle persone con cui vive … Da queste intuizioni sbocciano le “Compagnie” come originale e feconda esperienza di associazionismo giovanile. Oggi, l’eredità carismatica è passata al Movimento Giovanile Salesiano (MGS), un Movimento a carattere educativo offerto a tutti i giovani, per renderli soggetti e protagonisti della propria crescita umana e cristiana, con una volontà di incidenza nel territorio e nella società civile e d’inserimento e apporto alla Chiesa locale».

È anche in questa luce che i gruppi missionari in ogni presenza salesiana favoriscono il risveglio della coscienza missionaria dei giovani e di tutta la comunità educativa per ottenere nuovi livelli di fede e di impegno con un interesse specifico per la condivisione della propria fede in Cristo, la testimonianza di vita, e la solidarietà cristiana. Di conseguenza, il gruppo missionario rivitalizza l’entusiasmo per la fede ed il fascino per il carisma salesiano. Esso aiuta a «superare la stanchezza della fede e recuperare la gioia di essere cristiani, l'essere sostenuti dalla felicità interiore di conoscere Cristo e di appartenere alla sua Chiesa» (Benedetto XVI). Questo, a sua volta, susciterà l’ardore che fa nascere nuove vocazioni.

C arissimi Salesiani ed amici della missione salesiana, qualche settimane fa ho ricevuto in Giappone un regalo molto prezioso. Suor Rosa, una FMA di 82 anni, ha dipinto - durante gli Esercizi spirituali - tutto il cammino di fede di Maria. In un rotolo di carta lungo circa 4 metri vediamo nei fumetti il cammino dal SI della Vergine fino al cenacolo con gli Apostoli aspettando la Pentecoste. Il rotolo ricorda il fondamento della nostra vita cristiana: il cammino di fede non si può fermare mai!

Sulla destra del Triptico di Aparecida (2007) - regalato da Benedetto XVI alla Chiesa d'America - ci sono tre scene bibliche dell'ascolto, e sulla sinistra tre episodi dell'annuncio.

Le dinamiche della fede viva sono semplici: ascoltare Gesù (Vieni da me!) e lasciarsi inviare da Gesù (Andate e proclamate)!

Nel cammino dell'Avvento 2012 invito a vivere con un cuore più aperto verso Cristo Gesù. Lo incont r i am o n e l l a P a r o l a e nell’Eucaristia, ma anche nei nostri giovani, specialmente non cristiani.

Grazie ai giovani - che aspettano la nostra testimonianza e parola di fede - possiamo vivere sempre di più il mandato missionario di Gesù!

D. Václav Klement, SDB Consigliere per le Missioni Criistto siia iill centtro delllle nosttre cellebraziionii Nattalliiziie!!

Felliice nuovo anno 2013!!

La migrazione internazionale in tutto il continente americano è uno dei più importanti segni dei nostri tempi. Negli ultimi venti anni è cresciuta in modo drammatico. Le statistiche ci dicono che adesso ci sono circa 50 milioni di migranti ispanici negli Stati Uniti, formando il 70% della comunità cattolica del Paese. Per la mancanza di pastori circa 600.000 cattolici migranti negli Stati Uniti lasciano la Chiesa ogni anno. Nella Visita d’insieme (13 Ispettorie dell’nteramerica, Ottobre 2011) il Rettor Maggiore ha chiesto a tutte le Ispettorie della Regione di sensibilizzare i confratelli al fenomeno migratorio e preparare un piano regionale al riguardo.

Intenzione Missionaria Salesiana Diio benediice colluii che dona con generosiità Nella mia adolescenza, partecipando ai gruppi giovanili ascoltavo mol te volte le esperienze dei missionari che ci narravano le loro avventure e difficoltà. Questo ha fatto risvegliare in me il desiderio di essere un sacerdote e di lavorare in terre di missione tra molti giovani. Credo che per la prima volta questo mi ha fatto pensare seriamente alla chiamata di Dio, a seguirlo più da vicino. D'altronde la testimonianza di tanti sacerdoti che si dedicano pienamente al loro lavoro sacerdotale e il vedere la gioia sul loro volto per quello che hanno fatto sono stati per me validi motivi nel dare la mia risposta a Dio. Successivamente, vedere i problemi del mondo, in particolare quelli dei giovani, mi ha portato a chiedermi: se Gesù Cristo ha dato la sua vita per me, perché io non la dedico al bene degli altri, come risposta a questo grande amore?

In occasione del 150° anniversario della nostra congregazione Salesiana il Rettor Maggiore, Don Pascual Chávez, ha chiesto ad ogni Ispettoria di inviare un Salesiano per lavorare come missionario. Avevo presentato la mia domanda per essere missionario nel noviziato e ho ricordato al mio ispettore questo mio desiderio missionario; l’Ispettore ha, quindi, accettato positivamente.

Molti mi domandano: «Il Messico ha bisogno di missionari, perché vuoi essere un missionario ad gentes?» A poco a poco ho scoperto la risposta: la fede deve essere vissuta senza frontiere e che se Dio mi dà il dono della vocazione missionaria devo rispondere con generosità. Dio non lascia vuoto il posto che un missionario ha lasciato per andare in altri luoghi. Dio benedice colui che dona con generosità. Madre Teresa di Calcutta ha detto: "devi dare fino a quando fa male", cioè dare dalla nostra povertà. Questo è ciò che ha fatto la mia Ispettoria con il mio invio in missione nonostante il Messico abbia tanto bisogno di missionari per risvegliare la fede in molte persone, per dare speranza a tanta gente che vive nella paura, nell’insicurezza, nella povertà spirituale e materiale, e che ha bisogno di missionari appassionati per l'ideale di Gesù Cristo. Credo davvero che attraverso la nostra testimonianza di vita e vivendo felicemente questa chiamata di Dio, Lui susciterà tra i nostri giovani vocazioni per lavorare per i bisognosi in Messico e nel mondo.

Dio mi ha chiamato a lavorare in Perù. Come missionario salesiano vivo con immensa felicità la mia vocazione perché ho sentito la presenza vicina di Dio che mi ha chiamato a condividere la sua missione in altri Paesi, con altri giovani. So che Dio ha molti progetti per me e io sono disposto a rispondere "sì" con l'aiuto della nostra Madre Ausiliatrice.

Ai giovani salesiani dico: se Dio vi chiama a vivere come missionari non esitate a rispondergli e vedrete che Egli vi benedirà enormemente. Vale la pena dare la vita nei luoghi in cui Dio sta chiedendo la nostra presenza: siate generosi con Lui e otterrete la felicità piena.

D. Alfonso Abarca Patricio Messicano, missionario in Perù La miissiione per ii miigranttii iispaniicii negllii Sttattii Uniittii Perché i Salesiani del continente americano siano sensibilizzati al fenomeno migratorio per poter preparare un piano regionale a riguardo.

Puoi trovare i numeri precedenti di “Cagliero 11” su purl.org/sdb/sdl/Cagliero