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Cagliero11 giugno 2014

MISSIONI


MISSIONI - Cagliero 11

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Titolo notiziario
Nome società
N. 66 - giugno 2014
Bollettino di Animazione Missionaria Salesiana
Pubblicazione del Dicastero per le Missioni per le Comunità Salesiane e gli amici delle missioni Salesiane
C ari amici,
il mese di Giugno
è tutto rivolto al cuore
misericordioso e missio-
nario di Gesù. Questo
mese chiediamo a Lui
più zelo apostolico nell’Europa Salesiana! È
vero, l’età media continua a crescere nel
“vecchio continente”, però questo non può
diventare motivo per raffreddare il ‘da mihi
animas’!
Nelle mie continue comunicazioni con i con-
fratelli, ho ricevuto in questi giorni la do-
manda da un Salesiano, oltre i settanta anni,
che mi chiede se ci sia qualche limite per
l’invio missionario ad gentes. Gli ho risposto
che non possiamo mettere limiti né alla mis-
sione né alla Provvidenza!
Visitando il Mozambico ho incontrato a Mapu-
to il Sig. Pedrosa, SDB, 81 anni, di nazionali-
tà portoghese, in missione lì dal 1968. Lui è
felice ogni week-end – oltre le sue innumere-
voli attività settimanali – di poter essere ca-
techista di diversi gruppi di giovani.
D’altra parte il Capitolo Generale 27º ha ap-
pena constatato “che la preghiera e
l’offerta sacrificata della vita da parte dei
salesiani anziani e ammalati sono vero apo-
stolato con e per i giovani; essi rimangono
parte ‘attiva’ della comunità che vive il ‘da
mihi animas’. Le comunità, infatti, si stanno
impegnando a non escluderli dalla missio-
ne”. Che nessuno, dunque, si senta nel
“garage” della missione. Affidiamo in parti-
colari a voi, cari confratelli nelle infermerie
della Congregazione, la vostra assidua pre-
ghiera per i missionari, in particolare - in
questo mese - per i Salesiani in Europa.
Grazie!
D. Guillermo Basañes SDB
Consigliere per le Missioni

L’INCONTRO CON IL SIGNORE
CI SPINGE A PROCLAMARLO A TUTTI
“ Evangelizzare, in questo tempo di grandi
trasformazioni sociali, richiede una Chiesa
missionaria tutta in uscita, capace di opera-
re un discernimento per confrontarsi con le
diverse culture e visioni dell’uomo. Per un mondo
in trasformazione c’è bisogno di una Chiesa rinnova-
ta e trasformata dalla contemplazione e dal contat-
to personale con Cristo, per la potenza dello Spiri-
to ... Non ci possono trattenere né le nostre debo-
lezze, né i nostri peccati, né i tanti impedimenti
che vengono posti alla testimonianza e alla procla-
mazione del Vangelo. È l’esperienza dell’incontro
con il Signore che ci spinge e ci dona la gioia di
annunciare Lui a tutte le genti.
... L’evangelizzazione, che deve raggiungere tutti,
è chiamata tuttavia a partire dagli ultimi, dai pove-
ri, da quelli che hanno le spalle piegate sotto il pe-
so e la fatica della vita ... La Chiesa è il popolo del-
le beatitudini, la casa dei poveri, degli afflitti, degli
esclusi e dei perseguitati, di coloro che hanno fame
e sete di giustizia. A voi è chiesto di operare affin-
ché le comunità ecclesiali sappiano accogliere con
amore preferenziale i poveri, tenendo le porte della
Chiesa aperte perché tutti vi possano entrare e tro-
vare rifugio.”
Papa Francesco
ai partecipanti all'incontro
delle Pontificie Opere Missionarie
9 maggio 2014 Q uando ero postnovizio avevo scritto a D. Luc Van Looy, allora Consigliere
per le Missioni, che mi ha indicato qualche missione; poi ho scritto di nuovo
mentre ero studente di teologia e anche da giovane prete ... Mi ricordo che
nelle lettere mi aveva consigliato di continuare a pregare ... e che il Signore mi
avrebbe chiamato attraverso i superiori ... Passarono molti anni. Nel 1996, quando
ero al quinto anno come Maestro dei novizi di Argentina e Paraguay, ho sentito
come una chiamata a tornare in Giappone, non sapevo se come missionario ... ma
il desiderio era tornare.
Il futuro della mia vita era solo in Dio: proprio come i miei genitori che nel 1964
emigrarono in Argentina ascoltando la voce di Dio, così anche io, come Abramo,
sono tornato in Giappone ... è stato come il mio secondo esodo (il primo era sta-
to nel 1964, quando siamo partiti per l’Argentina con i miei genitori e i quattro
fratelli (Angel e Fidel SDB; Domingo e Paulino), e lì erano nati quattro fratelli e
una sorella che morì subito ...
Come missionario in Giappone la prima sfida era quella costituita dalla lingua giapponese. Io ero stato in Giap-
pone solo fino alla terza elementare (avevo 8 anni e mezzo quando siamo emigrati) e in Argentina (in una città
chiamata Media Agua) non c'era nessuna famiglia giapponese. All’inizio non sapevo che ero giapponese così ho po-
tuto imparare in fretta lo spagnolo, e non solo: bere mate e mangiare asado, giocare a calcio, ed essere chieri-
chetto ufficiale nella messa Domenicale del paese...
Ora ho 58 anni e sono il Vicario Ispettoriale del Giappone, ma nel 1997, quando sono tornato in Giappone dopo
33 anni, avevo 42 anni. Ero un
Ursashima Taroo (un personag-
gio mitico giapponese che dopo
aver trascorso anni in paradiso
sotto il mare, torna al suo vil-
laggio, dove ormai era sconosciuto e nessuno poteva dire dove stava la sua casa). Avere una faccia giapponese e
non saper parlare giapponese abbastanza bene è stata dura ... ero tornato come un bambino ... ad imparare non
solo la lingua ma la cultura, i costumi della società giapponese, compreso il mo-
do di essere cristiano tra i giapponesi, dove il cattolicesimo è una minoranza (un
milione tra giapponesi e stranieri su 126 milioni di abitanti).
Come missionario la mia più grande gioia sono i fratelli e gli amici che il Si-
gnore mi ha dato in Giappone ... per me sono tutti meravigliosi e ogni volta sco-
pro sempre più la loro gentilezza, la loro pazienza, la loro solidarietà, il rispetto,
la loro religiosità, il loro ordine e pulizia. Dopo l’evento dello tsunami, in parti-
colare nella regione di Fukushima, ho scoperto un nuovo Giappone, quello dello
spirito di solidarietà, al di là delle mura delle chiese cristiane e dei monasteri
buddisti. Ho sperimentato la potenza della solidarietà interreligiosa ...
Nel corso della mia vita ho dovuto dire di sì a compiti che hanno sempre su-
perato le mie capacità. La paura umana dell'ignoto è normale, ma la fiducia nella presenza amorosa di Dio ti dà
tanta pace e forza per andare avanti. Invito tutti voi che siete (probabilmente) più giovani di me ad essere più co-
raggiosi nell’ascoltare la voce del Signore che vi chiama come missionari e lanciarvi in una avventura piena di spe-
ranza. Chi obbedisce a Dio subito avrà la sua benedizione e non sarà mai abbandonato!
D. Mario Yamanouchi
migrante giapponese in Argentina e missionario in Giappone

Per il “Progetto Europa” nei Paesi dell’Europa Nord
Siamo partiti per l’Argentina Siamo partiti per l’Argentina Siamo partiti per l’Argentina
e son tornato in Giappone come missionario! e son tornato in Giappone come missionario! e son tornato in Giappone come missionario!
Le Ispettorie dell’Europa Nord - Occidentale soffrono la mancanza di vocazioni e il forte invecchiamento dei confratelli.
La rivitalizzazione dall'interno é aiutata dalla presenza di giovani confratelli e di volontari laici provenienti da altre I-
spettorie. I Confratelli cominciano credere che la rigenerazione del carisma é possibile. E' necessario che continuino i pro-
cessi del Progetto Europa con il sostegno di tutta la Congregazione. La necessità della presenza del carisma educativo
salesiano in Europa è indiscutibile; i giovani, spesso persi nelle società europee, attendono guide e sostegno educativo
per trovare la felicità. Ogni sforzo di collaborazione internazionale è ben visto e porta con sé i segni di rinascita
dell’entusiasmo e delle buone pratiche indispensabili per il futuro. Il sostegno nella preghiera è sempre un grande aiuto
perché crediamo che solo lo Spirito può far rivivere la speranza e la fede cristiana nell’Europa e dare ai giovani la visione
della vita felice e cristiana.

Per le comunità salesiane in Europa che vivono in modo forte la sindrome dell’in-
vecchiamento, perché - grazie alla presenza di giovani missionari e confratelli di
altri Paesi - riescano a credere nella forza di rigenerazione dello Spirito Santo e
possano rispondere alle attese dei giovani bisognosi di sostegno nella ricerca del
senso della vita.
Affinché le Ispettorie della Polonia siano sempre più aperte e offrano un contribu-
to concreto al Progetto Europa fuori dal Paese.