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Cagliero11 ottobre 2014

MISSIONI


MISSIONI - Cagliero 11

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Titolo notiziario Nome società N. 70 - ottobre 2014 Bollettino di Animazione Missionaria Salesiana Pubblicazione del Dicastero per le Missioni per le Comunità Salesiane e gli amici delle missioni Salesiane C ari amici, di Don Bosco missiona- rio! Siamo nel mese missionario per eccellenza nella Chiesa Cattolica. In questi ultimi tempi ci siamo impegnati mol- to in diversi corsi di formazio- ne missionaria: a Shillong, a Quito e a Roma (Casa Ge- neralizia e Università Pontificia Salesiana).

Una interessante costatazione: i missionari che più tra- scurano la loro formazione permanente, diventano più ignoranti, e allo stesso tempo, poco a poco, il loro zelo originario, il loro “primo amore” (cfr. Ap 2, 4) si va anche spegnendo. Al contrario, è un chiaro segno di qualità missionaria il saper organizzare bene e con ge- nerosità i propri tempi di formazione permanente.

E che bello vedere che nelle diverse Ispettorie del mondo tanti facciano così! Allo stesso tempo, questo impegno formativo spesso ha un alto costo materiale. Per esempio, far studiare con professionalità le diverse lingue dei popoli ai quali sono inviati i missionari, implica spesso anche un pesante budget. Ci sarà solidarietà missionaria anche per que- sto scopo? Speriamo di si! Una miglior qualità di formazione missionaria: ecco un altro bel regalo da offrire al nostro caro Padre Don Bo- sco in questo suo anno giubilare! Grazie! D. Guillermo Basañes SDB Consigliere per le Missioni “Non soltanto dare, ma anche ricevere più di quello che si dà” Il Rettor Maggiore D urante l’incontro con i missionari della 145° Spedizione Missionaria Salesiana, presso la Casa Generalizia il 9 settembre 2014, il Rettor Maggiore ha sottolineato l’importanza delle missioni nella Congregazione: “Il nostro riferimento saranno sempre il Vangelo, le Costituzioni e Regolamenti (...) dobbiamo avere gli occhi sempre sulle origini, su Don Bosco, i primi salesiani, i primi Rettori Maggiori e i primi missionari, dato che da sempre, sin dall’inizio, siamo stati una Congregazione missionaria”.

Ha poi ha sottolineato: “siete un gruppo di salesiani che hanno sentito una chiamata speciale ad andare incon- tro agli altri, questo tocca le radici salesiane; e crediamo che nei prossimi anni il Signore continuerà a chiamare tanti altri fratelli per la missione ad gentes”. D’altra parte, ha evidenziato un elemento centrale su come intendere il ruolo che essi svolgono nella missione: “siete inviati alle diverse Ispettorie non solo per dare un po’ di aria nuova, di forza e di sostegno; o con l’intenzione di risolvere un problema in un’Ispettoria, ma siete inviati ad annunciare il Vangelo ai giovani e a quelli più bisognosi; e quando in una comunità arriva un nuovo fratello, egli la arricchisce con le proprie conoscenze, cultura e vocazione”. Don Ángel Fernandez ha anche ricordato loro alcune delle attenzioni che dovranno avere una volta giunti alle loro destinazioni: “aver cura della vostra vita, della vostra per- sona, della propria vocazione e della propria mente; essere mis- sionario non è solo un’esperienza per la vita, è un modo di vive- re la propria vocazione salesiana”.

Ha anche ribadito: “Oggi dire ‘Salesiani’ significa stare in mezzo ai più poveri e bisognosi della società; non dovrebbe essere solo uno slogan, ma una realtà (...) Deve essere la pas- sione missionaria che ogni Salesiano sente ad andare incontro ai giovani; quindi abbiamo bisogno di una Congregazione più vicina a loro, alla gente, alla società; questo garantirà la continuità del carisma e della missione”.

E come messaggio finale, il Rettor Maggiore ha focaliz- zato l’amore, l’impegno e il lavoro: “Un aspetto importante è amare la gente che vi accoglie; a volte si vedono fratelli che si sentono colonizzatori del luogo in cui sono arrivati; l’ho visto in Africa, dove alcuni missionari si sentono europei bianchi con potere (...). Lavoro e Temperanza è la raccomandazione, e il lavoro non significa fare e fare le cose in fretta; ricordatevi che non andate soltanto a dare, ma anche a ricevere, e talvolta anche a ricevere più di quello che si dà”. Intenzione Missionaria Salesiana Puoi trovare i numeri precedenti di “Cagliero 11” su purl.org/sdb/sdl/Cagliero Negli Stati Uniti ci sono più di 40 milioni di persone di origine latinoamericana con residenza, più 11 milioni senza documenti che non hanno nessun diritto legale, soffrono lo sfruttamento nel la- voro e vivono in una situazione precaria... Sono numerosi i latinoamericani che abbandonano la Chiesa Cattolica per mancanza di un adeguato accompagnamento pastorale.

La Regione Interamerica ha iniziato nell'anno 2011 un Progetto Pastorale per il lavoro con i mi- granti e cerca di creare sinergia tra le Ispettorie d'America e irrobustire il lavoro che già stanno facendo le due Ispettorie degli Stati Uniti (SUE e SUO).

Affinché essi scoprano l’amore di Dio tramite i diversi servizi che ricevono da Salesiani e Laici per mezzo dell’aiuto a chi è senza documenti, l’educazione, la catechesi, la solidarietà con chi ha fame ed è senza tetto...

L’esperienza del postnoviziato mi ha spinto ad offrirmi totalmente per le missioni Per il lavoro pastorale con i migranti provenienti dall’America Latina negli Stati Uniti. Testimonianza di santità missionaria salesiana “Guardatevi dall’essere lugubri. Chi è sempre accigliato, cupo, fa vedere che là, nella sua anima oppure nei suoi nervi, qualcosa non va. Che la gioia e l’allegria non vi lascino mai. Dovrete lavorare tra la gente che conduce una vita dura, dove- te consolarla, renderla felice. Che la vostra santità sia serena, chiara, gaia!” (22 ottobre 1932).

Da un discorso del Servo di Dio Cardinal Augusto Hlond (1881-1948), salesiano e fondatore della Società di Cristo per gli emigrati Polocchi L a mia vocazione missionaria è nata durante il noviziato, in occasione dell’appello per missionari nel 2009. Ma sono piuttosto le esperienze durante i tre anni del postnoviziato che mi hanno spinto ad impegnarmi per le missioni.

In primo luogo, il mio apostolato in una baraccopoli pericolosa di Lome in Togo per due anni con i figli dei pescatori migranti provenienti dal Ghana; poi le mie esperien- ze estive nel primo anno con i bambini di strada di Porto Novo in Benin; nel secondo anno con i rifugiati di guerra di Duekoe in Costa d'Avorio. Queste esperienze sono state rafforzate da quella che ho avuto fuori dal mio Paese, in Sierra Leone, dove sono stato inviato dal mio Ispettore per un anno di tirocinio per avere una esperienza missionaria e aiutarmi a fare un buon discernimento sulla mia vocazione missionaria.

Lì ero assistente agli aspiranti e ho avuto la possibilità di lavorare tra bambini e gio- vani poveri in maggioranza musulmani, in diversi settori, come le scuole, l’oratorio e la parrocchia. È stata una grande esperienza che mi ha permesso di affrontare nuove forme di organizzazione pastorale del mondo anglofono e seguire un nuovo ritmo di vita diverso dalla mia provenienza francofona. La chiave per me era che durante quest’anno mi sentivo davvero al servizio di coloro per i quali volevo offrire la mia vita come missionario. Non ho esitato, dopo quell’anno di discerni- mento, a chiedere coraggiosamente di andare in missione per donarmi totalmente al servizio dei giovani e dei bambini poveri, ovunque la Congregazione mi permette- rà di incontrarli.

È certamente vero che il mio Paese e la mia Ispettoria hanno bisogno di mis- sionari, ma io desidero che il mio “sì” raggiunga i giovani ed i ragazzi, non importa dove, purché sia al loro servizio. Il Corso per Nuovi Missionari e il pellegrinaggio ai luoghi delle origini della nostra missione sono stati per me forti momenti di forma- zione, un ritorno alle fonti e una preparazione per questo impegno. Così, subito dopo il corso, sono arrivato con entusiasmo al Sud Sudan nel 2013, dove sono stato inviato dal Rettor Maggiore, Don Pa- scual Chávez.

In questa nuova missione, ho vissuto povero con i poveri perché ho vissuto quasi come loro senza spendere soldi e seguendo una dieta semplice. Ho vissuto in situazioni difficilissime che non avevo mai immaginato, sia dal punto di vista salesiano, cristiano o umano. Ma queste esperienze mi hanno fatto maturare salesianamente e mi hanno aiutato a fare dei propositi per il resto della mia formazione iniziale e pure per la mia vita salesiana.