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A. Cagliero 11 (2015-11) it

MISSIONI


Cagliero 11

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 Titolo notiziario
Nome società
N. 83 -  novembre 2015
Bollettino di Animazione Missionaria Salesiana
Pubblicazione del Settore per le Missioni per le Comunità Salesiane e gli amici delle missioni Salesiane
M  i  permetto  di  ricordare  qui
ciò  che  ben  sappiamo:  Don
Bosco, fin da giovane, acca-
rezzò  il  desiderio  di  essere
missionario.  Don  Cafasso,  accompa-
gnandolo nel suo discernimento vocazionale, gli “sbarrò” il cammino, dicendogli che non
doveva andare nelle missioni (MB 2, 203-204), però sempre egli ebbe questo pensiero nel
suo cuore e lo realizzò mediante i suoi figli, fin da quell’ 11 novembre 1875, scegliendo dal
gruppo dei suoi primi salesiani quelli che invierà in America per provvedere alle necessità
spirituali degli emigrati e portare il Vangelo ai popoli che non lo conoscevano. Da quella
prima spedizione a quella del prossimo 27 settembre 2015, se ne saranno succedute 146.
Poco dopo il primo invio di salesiani anche le Figlie di Maria Ausiliatrice anno dopo anno
sono  andate  nelle  terre  di  missione.  Attualmente,  questo  invio  conta  anche,  fre-
quentemente, la presenza di missionari e missionarie laici.
Non dobbiamo trascurare un dato che parla da se stesso e che già ricordai in una let-
tera anteriore (ACG 419). Alla morte di Don Bosco in America i salesiani erano 153, cioè il
20% dei salesiani di allora, come risulta nel catalogo della Congregazione di quell’anno.
E Don Paolo Albera scrive in una delle sue lettere del 1912, riferendosi a Don Bosco:
“Le missioni erano l’argomento prediletto dei suoi discorsi e sapeva infondere nei cuori un
vivo desiderio di arrivare ad essere missionari, in modo che sembrava la cosa più naturale
del mondo”.
Sempre sono stato convinto che la dimensione missionaria è un tratto essenziale e
costitutivo della nostra identità come Congregazione. Quanto più mi sono accostato
ai nostri documenti, tanto più ferma è questa convinzione! 
D. Ángel Fernández SDB
(ACG 421)
U


C  ari amici,
in pieno mese missionario, Papa Francesco a San Pietro, per la preghiera dell’Angelus, ha
detto: “Io domando a voi, giovani, ragazzi e ragazze, che siete adesso in piazza: avete
sentito lo sguardo di Gesù su di voi? Che cosa volete rispondergli? Preferite lasciare questa piazza
con la gioia che ci dà Gesù o con la tristezza nel cuore che la mondanità ci offre?” (11 ottobre).
Credo che Don Bosco, in un’occasione simile, avrebbe “lanciato la rete” allo stesso modo, come
ha fatto Papa Francesco.
La Divina Provvidenza ci pone davanti agli occhi, tutti i giorni e nei “sei continenti” (incluso quel-
lo digitale!), innumerevoli giovani che aspettano delle domande simili, delle domande di fuoco.
Spesso noi, distratti o indaffarati, dimentichiamo queste domande o non abbiamo il coraggio di
farle.
Ed è proprio qui che troviamo un modo di “misurare” il nostro spirito missionario, indipendente-
mente dal posto geografico, dal contesto culturale o dalla struttura educativo-pastorale in cui ci
troviamo. In tutti questi spazi giovanili il Signore ci aspetta per far accendere lo spirito missiona-
rio.
D. Guillermo Basañes SDB
Consigliere per le Missioni
 Intenzione Missionaria Salesiana
Perché i salesiani in Africa e Madagascar sappiano accompagnare spiritualmente i giovani
affidati alla loro cura pastorale.
Papa  Benedetto  XVI  sottolineò  che  “l’Africa  è  la  culla  della  vita  contemplativa  cristia-
na.” (Africae Munus 119). Su questa scia noi salesiani abbiamo la vocazione e missione di porta-
re i giovani a Cristo mettendoci alla scuola di Don  Bosco, imitando la sua prassi pedagogica.
Lasciandosi guidare da Don Cafasso, Don Bosco ha accompagnato i suoi giovani a crescere nella
santità come buoni cristiani e onesti cittadini. Come il fondatore, ogni salesiano sarà in grado
di accompagnare i giovani, di essere loro vicino come amico e padre solo se lui stesso si lascerà
accompagnare da un direttore spirituale regolare.
Testimonianza di santità missionaria salesiana
Don Pierluigi Cameroni SDB,  Postulatore Generale per le Cause dei Santi
 
La Venerabile Laura Meozzi, (1874-1951), Figlia di Maria Ausiliatrice, missionaria in terra polac-
ca, così scriveva ad alcune consorelle che stavano per aprire una nuova presenza: “Fate di for-
mare una cosa sola con la vostra direttrice; fate che la vostra casa sia la gradita dimora di
Gesù; fate che sia una casa modello e modelli di virtù siano le suore … Non ci sia mai gelosia
in  mezzo a voi,  non  ci siano bronci, ma sempre allegre, serene, contente di tutto e pronte
sempre a qualunque sacrificio pur che si dia gloria a Dio. Trattatevi bene, molto delicatamen-
te, non alzate mai la voce e sorridete sempre. Trattate bene le ragazze, ma ognuna a suo po-
sto, perché non ci siano mai leggerezze”.
Membri della 146° spedizione missionaria
  Nome  Ispettoria
di provenienza
Destinazione
1.  P. Albert Tae Woo Kim  KOR  CIN
2.  L. Beom Ju Moses  Lee  KOR  CIN
3.  S. Miguel Angel Condo  BOL  MOR
4.  S. Giuseppe Andrés Liano  CAM (Guatemala)  IME (Albania)
5.  S. David Patience Komba  AFE (Tanzania)  MEG
6.  S. Harinandrasana Geroges Rabarison  MDG  VEN
7.  S. Jean Jacques Randrianarijaona  MDG  LKC
8.  S. Don Nyika  ZMB  IME (Albania)
9.  P. Noel Sumagui  FIN  LKC
10.  S. Rodil Padilla Lladones  FIN  MOR
11.  S. André Ahondju  AFC  VEN
12.  S. Faustin Bahati  AFC  LKC
13.  P. Giuseppe Di Sario  IME  MOR
14.  D. Rodney Barlathier  HAI  FRB
15.  S. Michael Gaikwad  INB  THA (Cambogia)
16.  S. Peter Minh Duc  Nguyen  VIE  Progetto Europa
[da definire  giugno 2016]
17.  S. Joseph Quang Vinh Nguyen  VIE  LKC
18.  L. Joseph Xuan Hoan Pham  VIE  Progetto Europa
[da definire  giugno 2016]
19.  S. Barthelemy Viet Truong  Nguyen  VIE  LKC
20.  P. Nesly Léonard  HAI  SUE
21.  S. Joshua Pilaku  AFW (Nigeria)  THA (Cambogia)
22.  S. Vasanth Raj Antony Dass  INM  MOZ
23.  L. Peter Ba Dat  Phung  VIE  AUL
 
Per i Salesiani in Africa e Madagascar