Dicasteri

Cagliero11 e Intenzione Missionaria Salesiana, Aprile 2024

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Cari amici,

anche una piccola persona può cambiare il mondo, e se non il mondo intero, almeno una parte di esso. Esistono molti modi per farlo, ma ciascuno richiede sincerità, tenacia e coraggio. Qualità che sono inerenti a tutti i missionari, indipendentemente dalla forma in cui vivono il loro servizio (ad gentes, ad exteros, ad vitam).

Sono molto felice che, grazie al mio lavoro, posso graficamente avvicinare, attrarre e forse anche ispirare le persone alle idee di Don Bosco e alle missioni. Si dice che un'immagine valga più di mille parole, quindi ha un potere enorme: cattura l'attenzione senza lunghe spiegazioni, può dire con un solo sguardo ciò che è difficile esprimere a parole. Oggi potrebbe non trattarsi nemmeno di un quadro nel vero senso della parola, ma di una qualsiasi forma di rappresentazione visiva.

Convertire le parole in "immagini", donare loro gioia, creatività, profondità, bellezza... comunicare l'incomunicabile - è il mio lavoro, la mia gioia, la mia passione e la mia realizzazione.

Auguro a tutti voi di provare una gioia simile attraverso qualunque attività svolgiate o qualsiasi compito vi venga assegnato e di amare tutto ciò che fate.

▀ Martina Mončeková,

Graphic designer, collaboratrice del Settore Missioni per i lavori grafici

Promuovere uno sviluppo umano integrale sostenibile

“Lo sviluppo” è un termine che ha diverse implicazioni. Lo sviluppo non è solo la riduzione della povertà e della disuguaglianza, né solo l’accumulo di ricchezza e una maggiore disponibilità di beni e servizi. Un modello di sviluppo tecnocratico considera la natura come fonte infinita di energia e di risorse naturali, sostenendo falsamente che gli effetti negativi dell’eccessivo sfruttamento delle risorse naturali, dell’uso intensivo di combustibili fossili e della distruzione senza precedenti degli ecosistemi possano essere facilmente reintegrati (LS 23, 24, 106; CV 11, 23, 29).

Allo stesso modo, i modelli di sviluppo che rifiutano ideologicamente Dio o sono animati da un ateismo dell’indifferenza, diventano ignari del Creatore e rischiano di diventare altrettanto ignari dei valori umani. Infatti, privano le persone della forza spirituale e morale, indispensabile per raggiungere uno sviluppo umano integrale. Un modello di sviluppo senza Dio finisce per perseguire uno sviluppo esclusivamente a livello umano, che può facilmente cadere nella trappola di pensare di poter realizzare la propria salvezza finendo per promuovere una forma disumanizzata di sviluppo.

Lo sviluppo deve essere “vero”, “integrale” e “sostenibile”, nel senso che considera le dimensioni economiche, sociali, politiche, culturali e spirituali della persona umana che deve prendersi cura del creato per le generazioni successive. Questa visione olistica dello sviluppo è radicata nell’insegnamento sociale cattolico, ma condivisa anche da altre tradizioni religiose e di fede, nonché da tradizioni filosofiche e sapienziali.

Lo sviluppo umano integrale si basa su tre principi: dignità umana, solidarietà e sussidiarietà. La dignità umana è radicata nella convinzione che la persona umana è creata a immagine e somiglianza di Dio (Gn 1,26). La solidarietà è radicata nel riconoscimento che siamo gli eredi delle generazioni precedenti, che traiamo beneficio dagli sforzi di chi ci ha preceduto e da quelli dei nostri contemporanei e che siamo chiamati a prenderci cura del creato per le generazioni successive. La sussidiarietà, principio chiave della dottrina sociale della Chiesa, è l’assistenza fornita dal livello superiore al livello inferiore attraverso mezzi adeguati. Inversamente, implica che il livello superiore non prenda decisioni destinate al livello inferiore competente, privando quest’ultimo delle sue funzioni (CCC 1883).

 Don Alfred Maravilla, SDB - Consigliere Generale per le Missioni

EDUCAZIONE – L’ARMA PIÙ POTENTE DELLO SVILUPPO DELLA DONNA

Cara suor Viviane, come vedi la situazione delle donne nell’ambiente da cui provieni?

La donna nella terra Kabiyè (Togo del Nord) è chiamata “Halʋ”, termine che etimologicamente deriva da ‘haw’ e ‘lim’, cioè, ‘dare’ e ‘acqua ’.  ‘Haw’ richiama anche “luluu” che significa “partorire”. 

Essenzialmente, la donna è considerata come colei che porta la vita per darla al mondo; spesso viene rappresentata con la metafora di “calebasse”, una simbologia che mette in rilievo la sua identità peculiare in quanto portatrice di vita. Tuttavia, l’importanza le viene concessa solo in rapporto all’uomo, dunque subordinata. Perciò, è stata per lungo tempo emarginata dalla sfera decisionale dal punto di vista giuridico, politico e religioso (tradizionale). Solo nell’economica la donna occupa un posto importante perché è attiva nel commercio. Nel mondo ecclesiale le donne sono attivamente presenti attraverso un fervente impegno nelle celebrazioni liturgiche e con i numerosi servizi che svolgono nelle istituzioni ecclesiali. In questi ultimi anni, risulta una progressiva rivoluzione nel promuovere l’istruzione per tutti, maschi e femmine, e così il Togo si ritrova molto avanti e tra il 50,7% della popolazione composta da donne quasi il 70% sono leader e dirigenti, confermando così la donna nelle sue capacità e competenze.

Qual è il più grande ostacolo al miglioramento del ruolo e della posizione delle donne nella Chiesa e in molte società?

La donna in molte società è vista in rapporto all’uomo. Conseguentemente è costretta a vedersi come subordinata. Senza voler generalizzare, mi sembra che l’alto tasso di analfabetismo delle donne risulta una delle terribili barriere all’affermazione femminile.

Secondo te, come possiamo contribuire a risolvere questo problema noi, salesiani SDB, che siamo maschi?

L'educazione, al dire di Nelson Mandela, è l'arma più potente che può essere usata per cambiare il mondo. Il metodo d’educazione dei salesiani, cioè il Sistema Preventivo, riveste uno stile tipicamente femminile, nel senso che i percorsi di educazione integrale, di scolarizzazione, ed evangelizzazione favoriscono la libera scelta orientata alla realizzazione della propria identità, in una prospettiva sociale. In quanto uomini, il vostro contributo per la causa della donna sarebbe quello di promuovere la capacità di definire la vita sulla base di una comprensione di sé, in quanto uomini e donne, mediante il rispetto e delle relazioni autentiche con l'altro, alla luce della differenza che caratterizza l’uomo e la donna, pari nella dignità.