
Per una vita eucaristica
Per la possibilità di ricevere l'Eucaristia per tutti i credenti in Pakistan
Preghiamo perché i cattolici mettano al centro della vita la cele-brazione dell’Eucaristia, che trasforma in profondità le relazioni umane e apre all’incontro con Dio e con fratelli e sorelle.
[Intenzione di preghiera di papa Francesco]
Care amiche, cari amici,
Vi saluto da Valdocco, dove la nostra equipe del Settore per le Missioni sta concludendo un evento speciale. Per la prima volta abbiamo organizzato, diretti da don Reginaldo Cordeiro, un corso di formazione per 18 giovani missionari che sono giunti nelle loro nuove destinazioni già da alcuni mesi, un anno o due, ma che, a causa della pandemia COVID-19, non sono potuti venire in Italia a partecipare al corso regolare di Settembre.
Alla fine, il corso si è rivelato molto vantaggioso perché questi giovani confratelli provenienti da paesi africani e dal Vietnam hanno già qualche esperienza missionaria, e sembra che il corso non sia stato per loro solo una questione teorica, ma piuttosto uno specchio della loro esperienza missionaria in corso.
Ancora una volta, abbiamo visto come gli ostacoli e le mancanze possono diventare grandi oppor-tunità e benefici.
▀ Don Pavel Ženíšek, SDB
Membro del Settore per le Missioni
“La Chiesa trae la sua vita dall'Eucaristia”. Papa (S.) Giovanni Paolo II ha iniziato con queste parole la sua enciclica sull'Eucaristia “Ecclesia de Eucaristia” nel 2003, spiegando il mistero della Chiesa e dell'Eucaristia. L'Eucaristia ha nutrito la Chiesa lungo la storia, e nell'Eucaristia Cristo continua a donare se stesso – il suo corpo e il suo sangue – per nutrire anche oggi la nostra vita. L'Eucaristia è essenzialmente legata alla passione, morte e risurrezione di Cristo. Gesù, infatti, chiede ai suoi discepoli di fare altrettanto in sua memoria e, così facendo, si fa presenza reale vivificante nell'Eucaristia per tutti i tempi. L'Eucaristia è dunque la persona di Cristo. Innamoriamoci di lui!
L'Eucaristia dà forza al missionario nella sua chiamata a continuare a rendere presente Cristo nel mondo di oggi. L'autodonazione di Cristo celebrata nell'Eucaristia ispira l'autodonazione del missionario. Diventa segno e portatore dell'amore di Dio, facendolo sentire nel suo rapporto con le persone.
Don Bosco è stato un santo dell'Eucaristia che ha educato i suoi giovani all'Eucaristia come elemento centrale e culmine della sua azione pastorale. Una delle raccomandazioni che diede ai primi missionari in partenza per il Sud America nel 1875 fu: “Promuovere costantemente la devozione a Maria Ausiliatrice e al Santissimo Sacramento”.
Ecco alcuni santi moderni dell'Eucaristia:
▀ Don Shaji J. Puykunnel, SDB
Professore di Sacre Scritture Università Pontificia Salesiana Roma
Caro Faraz, il tema di questo mese è "vita eucaristica"; in che modo l'Eucaristia influisce sulla tua vita?
Come religioso, l’Eucaristia è il centro della mia vita. In essa percepisco la presenza reale del Signore, colui che ho scelto di seguire. L’Eucaristia come Sacramento rende presente il Signore nella mia vita ogni giorno. In più, essa mi mette in comunione, non solo con i confratelli della mia comunità, ma con tutta la famiglia salesiana e con tutti i fedeli della Santa Chiesa, anche se a migliaia chilometri di distanza.
Di cosa hanno più bisogno i giovani di oggi in Pakistan e come possiamo aiutarli?
Io credo che i giovani in Pakistan abbiano bisogno di qualcuno che può essere per loro un maestro, un padre, un amico e un educatore. Così come a suo tempo lo è stato San Giovanni Bosco per i giovani di Torino del 1800. I giovani del Pakistan hanno tante potenzialità di diventare buoni cristiani e onesti cittadini, nonostante si trovino ad affrontare ogni giorno discriminazioni, persecuzioni, violazioni di libertà. Per sopravvivere in questo contesto è necessario che i nostri giovani imparino un lavoro manuale, oltre che ricevano un’educazione più accademica. Anche qui le difficoltà sono numerose, in quanto per i cristiani risulta difficile accedere a risorse umane ed economiche che permettano di avere strutture educative efficaci.
Come giovane salesiano pakistano in formazione, come vedi il futuro dell'opera salesiana in Pakistan, in particolare dopo che don Gabo [Gabriel Cruz Trejo], l'anima della missione, è stato costretto a lasciare il tuo paese?
Come giovane salesiano in formazione, vedo il futuro delle opere salesiane in Pakistan fruttuoso, prospero e benedetto dal Signore, perché tutto ciò che facciamo lì è per la maggiore gloria di Dio e per la salvezza delle anime. Vorrei sottolineare che quando Dio affida a qualcuno una missione da compiere, Egli assicura anche i mezzi necessari per riuscire. I salesiani in Pakistan, tra cui c’era anche don Gabo, stanno portando avanti la missione di Dio loro affidata, imitando l'approccio di Don Bosco di totale affidamento alla divina provvidenza di Dio, sia per le risorse umane che per i mezzi materiali. I salesiani offrono un’educazione tecnica e accademica di alto livello, anche grazie a numerosi benefattori che offrono continuamente il loro sostegno. In questo modo e grazie a questa collaborazione si può costruire un futuro solido per i giovani del Pakistan.
Concludo chiedendovi preghiere per le opere Salesiane in Pakistan.