Dicasteri

Cagliero11 e Intenzione Missionaria Salesiana, Maggio 2022

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Per la fede dei giovani

Per la fede e la speranza dei giovani in Eritrea nonostante la difficile situazione del paese.

Preghiamo perché i giovani, chiamati a una vita in pienezza, scoprano in Maria lo stile dell’ascolto, la profondità del discernimento, il coraggio della fede e la dedizione al servizio.      

[Intenzione di preghiera di papa Francesco]

CAGLIERO11_161, MAGGIO 2022

Cagliero 11!

Grazie per la possibilità di offrirmi ancora una volta il tuo microfono. Ogni mese Cagliero 11 è per me pace, luce, incoraggiamento.

Anche se stai invecchiando, sei ogni volta più giovane. Sei già al numero “161”. Ma sei sempre “11”. Questo è davvero molto bello. La piccola Società di San Francesco di Sales invecchia: “400” anni del suo grande patrono in Cielo; “207” dalla nascita del suo fondatore; “163” dalla fon-dazione della Congrega-zione Salesiana. E comun-que, sempre “11”. Sempre viva in te la memoria di essere nato missionario. E guai a te se te lo dimentichi! “Guai a me se non annuncio il Vangelo” ha scritto il santo più intimamente imitato da Don Bosco.

Dal cuore dell’Africa vi saluto e vi benedico, proprio lì dove i pionieri missionari sono arrivati appunto l’11 dell’11 dell’11: l’11 Novembre 1911.

▀ Don Guillermo Basañes, SDB

Ispettore di AFC (Congo-Lubumbashi)

La fede nella mia vita             

Sono Ollie Makota, della Namibia, volontario missionario salesiano in formazione. Qual è il significato della fede? Per me la fede è fiducia in un Dio che non abbandona mai i suoi figli. Mi sento prediletto da Dio. Descrivo la mia vita precedente come spericolata. Avevo perso la direzione e il rispetto per i miei genitori. Sono stato coinvolto in una vita disonesta di ubriachezza e molte altre cose brutte. Guardandomi dietro, tremo di paura per quello che sarebbe successo a me se Dio non fosse intervenuto nella mia vita. La fede è per me fiducia in questo Dio che mi ha salvato dalla morte.

Mi chiamo Bridget Ndhlovu del Malawi, nata e cresciuta cattolica. Intendo la fede come qualcosa di divinamente ispirato e per convinzione personale. È divina perché alcune cose sono troppo misteriose per essere concepite dalla mente umana, ci vuole la grazia speciale di Dio per comprenderle. Convinzione personale perché io stessa ho bisogno di credere in qualcosa affinché abbia un significato nella mia vita. Ciò in cui credo nel cuore è ciò che professerò. Ho bisogno di sostegno per vivere bene la mia vita di fede. Mi ispiro a San Pietro, primo Papa.

Sono William Mupangani, dello Zimbabwe, volontario missionario salesiano in formazione. Per me fede significa essere pienamente vivi. È confidare nella fedele presenza di Dio nelle situazioni della mia vita. Vedo la mano di Dio negli eventi della mia vita confidando che lui abbia il controllo. Ringrazio Dio perché mi ha dotato di doni e talenti naturali e continua ad aprire opportunità per il mio bene. Quindi, per me la fede è dare a Dio lo spazio che gli è dovuto e confidare di non essere solo nel mio cammino.

Sono Lazarous Musenge, volontario missionario salesiano dello Zambia, e lavoro in una casa per bambini. Per me la fede è senso di gratitudine. Ascoltando le storie dei bambini sotto la nostra cura mi rendo conto di quanto fossi privilegiato in giovane età. Avevo genitori premurosi che mi amavano e mi mandavano a scuola. Alcuni bambini non hanno genitori che si prendano cura di loro e li mandino a scuola. Vedo anche alcuni amici in situazioni difficili e alcuni sono morti prematuramente. Non credo di essere migliore di loro ma è tutto per grazia. Pertanto, la fede per me è dire "grazie, Signore".

ERITREA: DIO Può TRARRE DEL BENE DI TUTTO

Caro don Masias, è generalmente noto che i cristiani eritrei sono molto devoti. Il conflitto reale nell'area ha cambiato qualcosa in questo ambito?

Conflitti, guerre, avversità portano il bene e il male nelle persone. L'Eritrea è in uno stato di guerra dal 1998. Ciò ha causato un'enorme mobilitazione della sua popolazione e messo in pericolo la tradizionale struttura familiare e sociale. Ciò ha avuto un impatto negativo sulla spiritualità e sull'eredità cristiana dei giovani, in quanto sono stati sradicati dal tradizionale contesto cristiano dell'educazione senza avere abbastanza tempo per assorbire la loro fede cristiana. Ciò è ulteriormente aggravato dall'eccessiva migrazione dei giovani. Ma Dio può modellare il bene anche in situazioni senza speranza. Vediamo una rinascita di una fede profonda e pia tra i giovani cattolici che hanno sopportato le difficoltà della vita dentro e fuori l'Eritrea. Nei momenti di difficoltà si sono avvicinati a Dio e alla loro fede. Sono pieni di vitalità e di fede. In questo senso il conflitto ha aiutato. 

Cosa fanno i Salesiani in Eritrea per aiutare i giovani a rafforzare la loro speranza?

Temi e pratiche apertamente religiosi sono vietati nella politica educativa dell'Eritrea. Poiché, però, la cultura è tutta cristiana e molto religiosa, abbiamo diversi ricorsi per aiutare i giovani. Usiamo i discorsi del buongiorno durante la cerimonia della bandiera per condividere brevi riflessioni su come essere brave persone, come essere uniti nonostante le nostre differenze, temi sui valori cristiani... La maggior parte dei nostri studenti proviene da piccoli villaggi. Cerchiamo di creare un clima familiare di vicinanza, che sia accogliente e allo stesso tempo abiliti nella loro capacità relazionale e di fiducia. Vogliamo fargli veder che c'è un futuro mostrando loro come possono affrontare l'altro con opinioni diverse. Le nostre attività, però, non si limitano alle sole scuole! Gestiamo parrocchie, cappellanie, programmi di catechismo, ecc. Lavoriamo in collaborazione con gli uffici pastorali delle diocesi e delle singole parrocchie.

Come eritreo, cosa vorresti dire a noi, Famiglia Salesiana?

Viviamo in una situazione molto difficile, ma abbiamo sempre molto per cui essere grati. Ovunque siano i salesiani, hanno problemi. Ma per chi vuole collaborare con Dio c'è una via, anche per i giovani. La notte può essere lunga ma alla fine arriva il mattino. Speriamo nella provvidenza di Dio. Dio ha i suoi piani su come entrare in contatto con i giovani. Facciamo quello che possiamo, ma i frutti non dipendono da noi.