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Cagliero11 e Intenzione Missionaria Salesiana - marzo 2020

Cagliero11 e Intenzione Missionaria Salesiana - Marzo 2020

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INTENZIONE MISSIONARIA SALESIANA

ALLA LUCE DELL’INTENZIONE DI PREGHIERA DEL SANTO PADRE

PER I CATTOLICI IN CINA

Affinché la Chiesa in Cina perseveri nella fedeltà al Vangelo e cresca nell’unità.

I Salesiani arrivano alla Cina nel 1906. In mezzo alle difficoltà, persecuzioni e martirio la FS, che si è fatta cinese e continua la sua opera educativa e evangelizzatrice. Preghiamo affinché lo Spirito Santo la illumini e fortifichi.


CAGLIERO11_135, MARZO 2020

 

CG28 - Un sessennio ricco di animazione missionaria

 

Tanti saluti da Valdocco, in pieno CG28.

Vi presentiamo uno strato della Relazione del Rettor Maggiore al CG 28.

La realtà missionaria della Congregazione è veramente grande e bella. I contesti e le circostanze nei quali condividiamo la vita e la missione con i diversi popoli e le diverse etnie sono molto ricchi, ma in generale, mi pare, sono poco conosciuti. Per questa ragione in questa relazione ho ritenuto molto interessante per tutti i membri dell’assemblea capitolare offrire le seguenti informazioni.

Attualmente la Congregazione è presente in 134 nazioni: 43 in Africa, 24 in America, 29 in Asia, 32 in Europa e 6 in Oceania. Per il momento è stata sospesa la presenza nello Yemen, dove il nostro confratello don Tom Uzhunnalil è stato sequestrato per 557 giorni. Sono state chiuse le presenze in 2 due paesi: Iran e Andorra. Allo stesso tempo abbiamo fondato nuove presenze in altre due nazioni: Malesia e Gambia. E abbiamo ricevuto richieste per aprire nuove comunità in Afghanistan, Algeria, Guinea Bissau, Kazakistan, Iraq, Svezia, São Tomé e Príncipe, Somalia e Vanuatu.

Contesti religiosi particolari

  • Contesto islamico: Il fenomeno della diversità religiosa e della differenza multiculturale è ogni volta più trasversale e non solo geograficamente caratterizza-to. La nostra presenza in nazioni a maggioranza musulmana, dove il carisma di Don Bosco è a servizio dei giovani come testimonianza evangelica e di dialogo interreligio-so, è particolarmente concentrata nell’Ispettoria del Medio Oriente (MOR), in un contesto arabo musulmano: Siria, Palestina ed Egitto. In Libano e Israele le opere han-no caratteristiche proprie, dovute alla significativa presenza cristiana nel primo ed ebrai-co-musulmana nel secondo. Possiamo ricordare anche le nuove presenze in Kuwait e negli Emirati Arabi Uniti e inoltre i paesi del Maghreb, il Marocco e la Tunisia. In Asia, con caratteri molto diversi, abbiamo presenze in Azerbaijan, Bangladesh, Indonesia e Malesia, Pakistan e Turchia. In Eu-ropa: Albania, Kosovo, Bosnia-Ergzegovina. In Africa: Burkina Faso, Chad, Gambia, Guinea Kona-kry, Mali, Senegal, Sierra Leone e Sudan.
  • In contesto buddista: Cambogia, Cina, Corea, Giappone (con religioni prevalentemente buddista e shintoista), Mongolia, Myanmar, Nepal, Sri Lanka, Tailandia, Taiwan e Vietnam.
  • In contesto cristiano-ortodosso: Bielorussia, Bulgaria, Georgia, Etiopia, Eritrea, Moldavia, Montenegro, Romania, Russia, Serbia e Ucraina. Contesti di mobilità umana e migrazioni
    • Rifugiati e immigrati interni (IDP - Internally Displaced People): oltre alla trasversalità del fenomeno, che interessa molte nazioni, siamo presenti in luoghi molto significativi rispetto alla drammatica realtà dei rifugiati e degli immigrati interni al proprio paese. A titolo esemplificativo: Burundi, Centro Africa, Egitto, Etiopia, India, Kenya, Libano, Nigeria, Repubblica Democratica del Congo, Ruanda, Siria, Sudan, Sud Sudan, Turchia, Ucraina e Uganda.
  • Il fenomeno migratorio, enorme e differenziato, è di tale portata che, in un modo o nell’altro, la Congregazione si trova immersa in esso in larga misura. A titolo d’esempio, elenco alcune presenze più significative, sia per quanto riguarda i luoghi di partenza sia per quelli di destinazione, dove operiamo a favore dei migranti e degli sfollati.

Ciò che ho inteso presentare, cari confratelli, è una “fotografia” della bellissima realtà missionaria della nostra Congregazione. Tra coloro che oggi sostengono questa realtà e tra coloro che hanno posto il fondamento, possiamo contare più di 10.400 Salesiani missionari ad gentes, a partire dalla prima spedizione missionaria di Don Bosco nel 1875 fino all’ultima che abbiamo da poco vissuto, ossia la 150ª. Tante volte sono partite insieme a noi le nostre sorelle FMA, spesso per svolgere un’azione missionaria complementare. Questi missionari e missionarie, con la grazia di Dio e l’azione dello Spirito, hanno seminato e piantato l’essenza del carisma salesiano di Don Bosco, che si è sviluppato nei cinque continenti.

Don Bosco, fin da giovane, nutriva anch’egli la speranza di diventare missionario. Tale pensiero non l’ha mai abbandonato. Fu questo il suo grande ideale e lo realizzò attraverso i suoi figli e le sue figlie. Eravamo decisamente missionari e «i successori di Don Bosco, fedeli allo spirito del Fondatore, hanno sempre fatto uno sforzo speciale nell’azione missionaria della Congregazione». Posso assicurarvi che anche noi continueremo a fare così!

 

Dai dolci alle missioni

 

Stavo studiando nel collegio salesiano di Canlu-bang (FIN) quando ho incontrato don George Schwarz, SDB, un anziano missionario tedesco che era a capo del laboratorio di scienze della nostra scuola. Pensavo che era severo e quindi avevo paura di avvicinarmi a lui. Una domenica mattina, mentre mi preparavo a servire la messa nella cappella del collegio, vidi un pacchetto di caramelle e cioccolati-ni volare verso il mio viso. Mi colpì direttamente sul naso. Veniva da don George. Grattandomi la testa, lo guardai e con un sorriso mi disse: "Prendi delle caramelle per farti dolce!" Da quel momento in poi sono andato da lui per confessarmi, ho servito le sue messe, ho fatto molti esperimenti nel suo laboratorio e ho imparato molto dalla sua bella missione in Cina e nelle Filippine. Mi ha ispirato a diventare salesiano e più tardi ho pregato per essere come lui, un missionario!

Ero formatore nel postnoviziato quando ho consegnato personalmente la mia lettera a p. Angel Fernan-dez, SDB. È stato un lungo viaggio di sette anni di discernimento, da quando ho ricevuto l'invito durante il tirocinio. Ci sono state molte sfide lungo il viaggio anche prima che arrivassi a destinazione. Dopo la mes-sa della vigilia di Natale nella Casa Generalizia nella Pisana, ho ricevuto la triste notizia della morte di mio padre. Come don Bosco, anche don Angelo era lì per consolare la famiglia. Era conosciuto da molti salesiani. Mio padre partecipava ogni giorno la messa nella cappella del collegio salesiano, dagli anni della mia formazione fino al giorno prima di morire. Ora il suo figlio-missionario ha un guerriero della preghiera in cielo.

Nel 2017 sono arrivato nell'Ispettoria di Manaus senza conoscere il portoghese, una grande sfida per un neofito. Grazie a Dio, il nostro Ispettore ha chiesto a un'anziana suora salesiana di farmi di professoressa nella mia prima immersione linguistica. Lavorare in una città sperduta è un'altra sfida, visto che sono cresciuto in una grande città. Inoltre, adattarsi alla cultura e al modo di lavorare è stato anche faticoso, soprattutto quando molte cose sembrano incomprensibili.

La stanchezza e la nostalgia di casa passano in secondo piano quando vediamo gli studenti migliorare il loro comportamento, quando condividono la loro esperienza di crescita nel centro giovanile salesiano, quando diventano più partecipativi nella parrocchia e anche quando sono in grado di sedermi accanto a uno studente per ascoltare le loro sogni e le loro difficoltà. Guardando questi tre anni di missioni e mettendo Dio al primo posto, penso che sono diventato dopo d’ogni giorno un salesiano migliore, maturando nella mia vocazione e crescendo in santità anche se il cammino non è stato facile.

Ai nostri giovani confratelli che sentono la chiamata per essere missionari, vi dico: non abbiate paura di fare un salto nella fede, perché di sicuro Dio è sempre lì per aiutarvi e guidarvi. Dio benedice coloro che sono "pazienti, pazienti e pazienti" ad abbracciare una vita di sfide e di sacrificio per i giovani.

Jose Maria Vergara Castillo SDB, missionario filippino, nell'Amazzonia del Brasile

 

Testimonianza di santità missionaria salesiana

 

Don Pierluigi Cameroni SDB, Postulatore Generale per le Cause dei Santi

Il Venerabile Augusto Hlond (1881-1948) cardinale salesiano e Primate di Polonia, forte della sua fede, come aveva difeso il popolo polacco dagli orrori del nazismo, così con vigore pastorale continuò a difenderlo dall’ateismo comunista, prodigandosi nella tutela degli oppressi, nella soluzione delle questioni sociali, nel conforto e nell’aiuto dei senza pane e dei senza tetto. In una lettera pastorale del 1932 scriveva: “I cattolici debbono dunque non solo prendere parte alle elezioni, per mandare ai corpi legislativi uomini onesti, di spirito cattolico, ma è ancora per loro un dovere l’entrare personalmente nel governo, nella Camera, nel Senato, nell’amministrazione politica e comunale. Essi non vi saranno come rappresentanti ufficiali della Chiesa, ma come cittadini e uomini politici governanti secondo cattolici principi”.