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Cagliero11 e preghiera di aprile 2017

CAGLIERO11 e INTENZIONE MISSIONARIA SALESIANA - APRILE 2017

Intenzioni preghiera anno 2017 | Scarica il file zip

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APRILE
INTENZIONE MISSIONARIA SALESIANA
ALLA LUCE DELL’INTENZIONE DI PREGHIERA DEL SANTO PADRE

Per le Vocazioni Salesiane

Perché ogni comunità salesiana sappia irradiare la gioia della chiamata.

Ci sono tanti modi di ‘dare la vita’ per i giovani. Uno di essi è pregare per loro, con il più grande amore possibile. Chiedere che rispondano con generosità, ciascuno alla sua vocazione, è chiedere quanto di più grande e di meglio si possa desiderare e augurare a chi si sta aprendo alla vita. Se poi la chiamata è quella di lasciare le reti e seguire il Signore consacrandogli tut- to; non c’è tesoro più grande, o perla più preziosa su questa terra a cui legare il proprio cuore. Ma il dire di sì rimane un mi- stero nascosto là dove la grazia di Dio si incontra con la libertà di ogni persona: pregare rimane la via maestra della animazione vocazionale.


Bollettino di Animazione Missionaria Salesiana Pubblicazione del Settore per le Missioni per le Comunità Salesiane e gli amici delle missioni Salesiane

In questo mese, in cui la Settimana Santa sboccia nella Pasqua, ha inizio anche la rifles sione pratica sul Primo Annuncio di Gesù Cristo, fatta nelle otto Giornate di Studio rea lizzate nei cinque continenti. In Cachoeira do Campo, Brasile, dal 23 al 30 aprile, inizia il primo dei seminari regionali di animazione e formazione missionaria, realizzato insieme alle Figlie di Maria Ausiliatrice. L’obiettivo consiste nell’assimilare, comprendere e approfon dire il tema del Primo Annuncio e anche nella ricerca di strade concrete educativo-pastorali per far consolidare nelle ispettorie la pratica di questo Primo Annuncio di Gesù Cristo nei diversi settori e ambienti delle nostre presenze.

Altri seminari seguiranno in Tailandia per l’Asia e Oceania, dal 13 al 20 agosto; nel 2018, a Fatima per l’Europa, dal 4 all’11 marzo; e, infine, in Africa, a Johannesburg, dal 12 al 19 agosto. L’annuncio del Signore Risorto è missione impellente e permanente della Chiesa nei diversi contesti culturali. C’è bisogno di annunciarlo in contesti di ricche tradizioni religiose in un mutuo arricchimen to nel dialogo; in contesti fortemente secolarizzati, con grande fame di spiritualità e ricerca di senso dell’esistenza; in contesti di grande apertura alla Buona Notizia; in contesti di una certa stanchezza del cristianesimo, avendo biso gno di una nuova vitalità. Contesti che non hanno, oggi, per una realtà umana in continuo movimento, una chiara de limitazione geografica.

Mediante la testimonianza di una vita evangelica gioiosa e coerente e di una carità ricca e generosa, si fa sentire nel mondo, particolarmente nei giovani, la domanda: “Cosa vi spinge a vivere così”. Sarà la sapienza pastorale, che in queste “porte aperte” saprà dare “ragioni della nostra fede”, così “come Don Bosco, siamo chiamati tutti e in ogni occasione a essere educatori alla fede. La nostra scienza più eminente è quindi conoscere Gesù Cristo e la gioia più profonda è rivelare a tutti le insondabili ricchezze del suo mistero” (Cost. 34) Ci sono tante “terre di missione” nei nostri cortili, nei nostri campi da gioco, nelle nostre sale, nei nostri laboratori, nei quartieri dove sono inserite le nostre presenze, che aspettano in una forma o in un’altra quel Primo Annuncio di pienezza.

Arriverà alla tua Ispettoria il libro “Il Primo Annuncio oggi”, uno strumento e un’occasione di formazione per essere missionari con le sfide d’oggi.

Alleluia! Il Signore Gesù, dal buio e dalle profondità della morte, il terzo gior no ascolta l’appello gioioso del Padre che lo richiama alla vita. Ecco la ragione profonda per la quale ogni comunità salesiana impara anche a irradiare la gioia della chiamata, a irradiare la gioia del Risorto.

Non dimentichiamo, in questo senso, la chiamata missionaria del Rettor Mag giore dell’8 dicembre scorso. In quell’occasione lui ci diceva: “La missione evangelizzatrice nel mondo chiede a noi, Salesiani di Don Bosco, di andare oltre, di aprirci ancora di più nel dare risposta a tante richieste, che ci giungono continuamente dalla Chiesa, per una missione di evangelizzazione in diversi luoghi e in mezzo a tanti popoli”.

La luce della Pasqua ci fa capire che questa missione evangelizzatrice risponde al diritto e alla sete che tutti i popoli hanno, in particolare i giovani del mondo, di accogliere la buona notizia del Signore vincitore del peccato e della morte.

Caro confratello – giovane o meno giovane – sei ancora in tempo per indirizzare al Rettor Maggiore (afartime@sdb.org) la tua lettera di disponibilità missionaria ad gentes, ad exteros, ad vitam.

La 148ª Spedizione Missionaria del prossimo settembre è già quasi pronta! All’appello manchi solo tu! Buona Pasqua! D. Guillermo Basañes SDB Consigliere per le missioni Tanti auguri Cagliero11!!! Siamo al numero 100! Questo semplice bollettino di animazione missionaria è editato in italiano, spagnolo, portoghese, inglese, francese, russo, ucraino, khasi, slovacco, ceco, cinese cantonese, coreano, vietnamita, polacco, tedesco, giapponese e in tante altre lingue. Uno strumento semplice e familiare, ma incisivo, di animazione missionaria.

- Aprile 2017 Intenzione Missionaria Salesiana Ci sono tanti modi di ‘dare la vita’ per i giovani. Uno di essi è pregare per loro, con il più grande amore possibile. Chiedere che rispondano con generosità, ciascuno alla sua vocazione, è chiedere quanto di più grande e di meglio si possa desiderare e augurare a chi si sta aprendo alla vita. Se poi la chiamata è quella di lasciare le reti e seguire il Signore consacrandogli tut to; non c’è tesoro più grande, o perla più preziosa su questa terra a cui legare il proprio cuo re. Ma il dire sì rimane un mistero nascosto là dove la grazia di Dio si incontra con la libertà di ogni persona: pregare rimane la via maestra dell’animazione vocazionale.

Testimonianza di santità missionaria salesiana Don Pierluigi Cameroni SDB, Postulatore Generale per le Cause dei Santi
Il Venerabile Mons. Octavio Ortiz Arrieta (1878-1958), primo salesiano del Perù, diventato vescovo di Chachapoyas, nella sua prima lettera pastorale del 1922 così si rivolge ai fedeli della sua diocesi: “Se siete padri di famiglia, educate i vostri figli nel santo timor di Dio. Non dimenticate che in questo delizioso tempio del focolare siete come i sacerdoti dell’Altissimo e lì vi è affidata la predicazione e la pietà. Sia la religione quella che forma i teneri cuori dei vostri figli, se volete vederli crescere saggi e santi, utili alla religione e alla Patria e un giorno felici abitatori del cielo”.

Per le vocazioni salesiane Perché ogni comunità salesiana sappia irradiare la gioia della chiamata L a mia vocazione missionaria tra i popoli indigeni proviene da mia nonna, che aveva sangue indigeno; quindi avendo già nei miei geni una chiara prossimità con questi popoli.

Sono nato a Manaus; poi fui spostato verso l’interno, dove rimasi otto anni, vivendo della caccia e dei frutti che avevamo piantato. Per partecipare alla Santa Messa dovevamo percorrere 4 chilometri, per raggiungere un prete italiano che presiedeva la celebrazione eucaristica. Dopo aver finito la scuola elementare, la mia famiglia è tornata in città. Lì ho iniziato la catechesi a 14 anni di età e ho cominciato ad aiutare nella liturgia. Ho conosciuto i Salesiani dalle “buone notti” di cui mio padre mi parlava. Mio padre, infatti, era stato allievo salesiano nel Rio Negro. In seguito ho vissuto un’esperienza vocazionale salesiana come volontario presso l’opera sociale “Pró-menor Dom Bosco”. Ricordo molto bene la frase che l’ispettore dell’epoca disse per un giovane e per me: “Abbiamo bisogno di giovani per lavorare tra gli indigeni nel Rio Negro …”. Quella frase mi ha segnato molto. Nel 2006, in tirocinio, ho iniziato il lavoro con il popolo Yanomami in Maturacá. Quell’anno, ho svolto, con la mia comunità, tante attività tra i giovani e le famiglie: oratori, educazione, catechesi. Dopo questa ricca esperienza tra gli Yanomami, sono andato a Ratisbonne-Gerusalemme per gli studi di teologia. Nel 2013 sono stato inviato tra gli indigeni del fiume Marauiá. Ho accettato con gioia questa missione. Adesso sto lavorando da quattro anni con gli Yanomami. Dirigo una scuola e già da due anni sto lavorando con i professori nella pastorale attraverso la catechesi con questi popoli.

I missionari salesiani in queste terre sono pochi e devono affrontare diversi disagi: qualche organizzazione presente nella regione ostacola il lavoro dei Salesiani, volendo mettere gli indigeni contro di noi; la mancanza di mezzi materiali per sviluppare la missione tra gli Yanomami e altri gruppi etnici della regione; le enormi distanze tra le comunità indigene.

Guardando agli anni trascorsi nella Provincia Missionaria Salesiana dell’Amazzonia, la mia più grande gioia è sapere che il seme sta dando frutti. Questi frutti sono dovuti al lavoro di diversi salesiani che hanno dato la vita nelle missioni indigene. Il seme del Verbo Incarnato era già presente nei cuori di queste persone e i missionari hanno sollevato la terra per farlo germogliare. Oggi, noi siamo parte di questa storia tra gli indigeni e stiamo seminando per portare molto frutto in questa regione del Rio Negro formando, tra i giovani indigeni, buoni cristiani e onesti cittadini.

In occasione della Giornata Missionaria Salesiana 2017, lascio un messaggio ai giovani: non abbiate paura di dire "sì" per lavorare con questi popoli indigeni. Hanno bisogno della vostra presenza in mezzo a loro, per condividere la conoscenza di culture diverse. Venite senza pregiudizi a conoscere la ricchezza dei popoli indigeni. Tutti noi possiamo vivere in armonia, rispettando la cultura degli altri e potendo condividere la nostra conoscenza con umiltà di cuore. Non abbiate paura di vivere una nuova esperienza di condivisione culturale e l´esperienza con il Signore, nello spirito salesiano di Don Bosco.

P. Lázaro Santos, sdb Direttore e Parroco della Missione Salesiana di Maturacá

“LA MIA PIÙ GRANDE GIOIA È SAPERE CHE IL SEME STA DANDO FRUTTI”

INIZIO

Intenzioni Missionarie Salesiane
alla luce delle Intenzioni di Preghiera del Santo Padre per 2017


GENNAIO
PER TUTTI I SALESIANI
Perché siano sempre e dovunque uomini di Chiesa e di unità.


FEBBRAIO
PER I SALESIANI NELLE AMERICHE
Perché mantengano vivo in loro l’amore di Gesù per i giovani poveri.


MARZO
PER I SALESIANI IN MEDIO ORIENTE
Perché i Salesiani continuino ad essere segni di fede e speranza tra i cristiani perseguitati del Medio Oriente.


APRILE
PER LE VOCAZIONI SALESIANE
Perché ogni comunità salesiana sappia irradiare la gioia della chiamata.


MAGGIO
PER I SALESIANI IN AFRICA E MADAGASCAR
Perché sappiano educare i giovani alla dimensione sociale della carità diventando profeti misericordiosi di giustizia e pace.


GIUGNO
PER I SALESIANI CHE LAVORANO IN ZONE DI CONFLITTO
Perché siano costruttori di pace mediante l’arma della “educazione” e l’annuncio del “Principe della Pace”.


LUGLIO
PER I SALESIANI IN EUROPA
Perché il Progetto Europa, un progetto missionario della Congregazione, dia frutto abbondante.


AGOSTO
PER I SALESIANI IN OCEANIA
Perché condividano con i giovani la bellezza della loro vocazione.


SETTEMBRE
PER LA 148 ª SPEDIZIONE MISSIONARIA
Perché ogni Salesiano sia missionario secondo il cuore di Don Bosco.


OTTOBRE
PER I SALESIANI NEI CENTRI DI FORMAZIONE PROFESSIONALE
Perché i centri di formazione professionale continuino ad essere scuole di sviluppo e umanesimo cristiano nel mondo del lavoro.


NOVEMBRE
PER I SALESIANI IN ASIA
Perché siano artefici di comunione nella diversità.


DICEMBRE
PER I SALESIANI ANZIANI ED AMMALATI
Perché continuino ad irradiare la gioia della chiamata e siano intercessori di abbondanti grazie del Signore per la missione salesiana.