Dicasteri

Cagliero11 e preghiera di giugno 2016

CAGLIERO11 e INTENZIONE MISSIONARIA SALESIANA - GIUGNO 2016

Intenzione preghieraScarica il file zip Cagliero11 Scarica il file zip

Cagliero11_intenzione_2016_06_it

Perchè in tutta la Congregazione le case di formazione s’ispirino quotidianamente al Sacro Cuore di Gesù.

Tra di noi è tradizione molto consolidata, però anche da rilanciare, la consacrazione di tutti i formandi e formatori, e di ogni casa di formazione, al Sacro Cuore di Gesù. In ogni continente i missionari hanno portato questa convinzione e questo patrimonio. È urgente dunque che tutti i giovani confratelli in formazione iniziale sappiano trovare nel cuore di Gesù la fonte e il modello della loro consacrazione religiosa e del loro ardore missionario come figli di Don Bosco.


Titolo notiziario Nome società N. 90 - giugno 2016
Bollettino di Animazione Missionaria Salesiana Pubblicazione del Settore per le Missioni per le Comunità Salesiane e gli amici delle missioni Salesiane
NEL CUORE MISERICORDIOSO DI GESÙ OGNI INFERMITÀ TROVA UN SOCCORSO EFFICACE

Cari fratelli, cari amici, Illuminati dalla Strenna 2016, con Gesù, continuiamo percorrendo insieme quest’avventura missionaria dello Spirito.

Per questo motivo il Retto re Maggiore ci ha invitati in quest’anno a denunciare con audacia tutto ciò che impedisce che tutti possano riconoscere, contemplare e godere la sua presenza nel nostro mondo. Nella nostra educazione salesiana dei giovani non sempre li orien tiamo e li incoraggiamo a questa dimensione molto concreta della carità socia le. La testimonianza di vita delle comunità missionarie è la prima e la più eloquen te denuncia. Mentre il mon do propone indifferenza ed esclusione, esse testimo niano accoglienza e inclu sione. Pensiamo ancora una volta, per esempio, all’of ferta nel martirio del no stro giovane Akash Bashir, in Pakistan: è stata una chiara denuncia di ogni for ma d’intolleranza religiosa.

Vi auguro un buon prosegui mento di questa avventura dello Spirito! D. Guillermo Basañes SDB Consigliere per le Missioni O gni infermità può trovare nella misericordia di Dio un soccorso efficace. La sua misericordia, in fatti, non si ferma a distanza: desidera venire in contro a tutte le povertà e liberare dalle tante forme di schiavitù che affliggono il nostro mondo. Vuole raggiunge re le ferite di ciascuno, per medicarle. Essere apostoli di misericordia significa toccare e accarezzare le sue piaghe, presenti anche oggi nel corpo e nell’anima di tanti suoi fratelli e sorelle. Curando queste piaghe professiamo Ge sù, lo rendiamo presente e vivo; permettiamo ad altri, che toccano con mano la sua misericordia, di riconoscerlo «Signore e Dio»(Gv 20,28), come fece l’apostolo Tomma so. È questa la missione che ci viene affidata. Tante per sone chiedono di essere ascoltate e comprese. Il Vangelo della misericordia, da annunciare e scrivere nella vita, cerca persone con il cuore paziente e aperto, “buoni sa maritani” che conoscono la compassione e il silenzio di nanzi al mistero del fratello e della sorella; domanda ser vi generosi e gioiosi, che amano gratuitamente senza pre tendere nulla in cambio. Papa Francesco Omelia, festa della Divina Misericordia, 3 aprile 2016 La mia vita religiosa missionaria ad gentes è iniziata in un modo simile alla chiamata di Dio nei confronti di Samuele. Con il consiglio di Eli, il bambino Samuel ha riconosciuto la chiamata di Dio per lui: “Parla, Signore, il tuo servo ti ascolta” (1Sam 3,9).

Fin da bambino ho riconosciuto una chiamata particolare, ma non sa pevo chi mi stesse chiamando e per quale motivo. Durante gli anni dell’aspirantato, prenoviziato, noviziato e postnoviziato, ho avuto molte opportunità di ascoltare notizie sulla vita dei missionari salesia ni e mi chiedevo se un giorno avrei potuto essere un missionario sale siano anch’io. Nel noviziato, ho espresso il mio desiderio missionario al Maestro dei Novizi, e poi, durante i tre anni di filosofia, parlavo sem pre con il Direttore di questo mio desiderio di essere missionario ad gentes, e lui mi ha guidato e accompagnato a discernere la mia vocazione missionaria salesiana.

Nel 2012, il Rettor Maggiore mi ha inviato in Venezuela e dopo 6 mesi di studio dello spagnolo, sono stato invia to in Amazonas dove ho lavorato per 2 anni come tirocinante. La mia vita tra le popolazioni indigene era segnata da continue sorprese a motivo della differenza negli alimenti, della lingua, delle cose di ogni giorno, in una parola per la differenza culturale. Vivere insieme in quel nuovo contesto, nei primi mesi mi ha causato lo shock culturale, e sono successe cose che non avrei mai potuto immaginare nella mia vita.

Prima di andare in Amazonia, molte persone mi hanno raccomandato di non aver paura dello shock culturale, ma quando l’ho sperimentato, ho vissuto una situazione di “stress” a causa delle difficoltà a parlare, a comunicare ... nella nuova lingua.

Giorno dopo giorno, con l’aiuto e l’animazione dei confratelli salesiani, con la vicinanza e l’essere accolto bene dalle persone nelle Amazonas, ho fatto lo sforzo per affrontare questo shock e soprattutto, ho riletto il diario che ave vo scritto durante il corso per i nuovi missionari a Roma nel settembre 2011. L’ho ripreso, riflettuto e condiviso le mie esperienze e le mie riflessioni. Queste mi hanno aiutato molto a stare calmo nei momenti difficili. Poco a poco ho potu to affrontare tranquillamente lo shock culturale e riconoscere chiaramente la grazia infinita di Dio per me; Lui è sem pre con me in tutte le situazioni e circostanze. Sono convinto che la vita di preghiera e l’unione con Dio sono veramen te importanti, perché sono le fonti delle motivazioni che ci aiutano a superare i momenti difficili della nostra vita.

Mi sento felice e soddisfatto come missionario nelle Amazonas tra i popoli indigeni: i Piarora e i Jivi. “Il missio nario salesiano assume i valori di questi popoli e condivide le loro ansie e speranze” (C, 30). Riconosco che la cultura di questi popoli è una cultura ricca e impressionante. Sono stati una parte della mia vita missionaria. Mentre cammino con loro riconosco sempre di più la chiamata che Dio mi ha fatto. Cl. José Phan Anh Tuan Vietnamita, missionario nell’Amazonas, Venezuela Intenzione Missionaria Salesiana CON I POPOLI INDIGENI SCOPRO SEMPRE DI PIÙ LA CHIAMATA DI DIO PER ME Testimonianza di santità missionaria salesiana Don Pierluigi Cameroni SDB, Postulatore Generale per le Cause dei Santi La Serva di Dio, Anna Maria Lozano (1883-1982), cofondatrice con il beato Luigi Variara delle Figlie dei Sacri Cuori, così scrive in una lettera circolare del 1968: “Il Divino Cuore di Gesù è pronto a colmarci del suo amore e della sua grande misericordia. Sentiamo ogni giorno sempre più la sua protezione e le tenerezze infinite del Cuore santissimo di Gesù. Dobbiamo corrispondere con generosità! «L’amore con l’amore si paga»”.

Tra di noi è tradizione molto consolidata, però anche da rilanciare, la consacrazione di tutti i formandi e formatori, e di ogni casa di formazione, al Sacro Cuore di Gesù.

In ogni continente i missionari hanno portato questa convinzione e questo patrimonio.

È urgente dunque che tutti i giovani confratelli in formazione iniziale sappiano trovare nel cuore di Gesù la fonte e il modello della loro consacrazione religiosa e del loro ar dore missionario come figli di Don Bosco.