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Cagliero11 e preghiera di maggio 2018

CAGLIERO11 e INTENZIONE MISSIONARIA SALESIANA - MAGGIO 2018

Intenzioni preghiera anno 2018 | Scarica il file zip

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MAGGIO

INTENZIONE MISSIONARIA SALESIANA ALLA LUCE DELL’INTENZIONE DI PREGHIERA DEL SANTO PADRE

Per i Laici della Famiglia Salesiana

Perché abbiano la creatività propria di Don Bosco, nell’evangelizzare i giovani e le realtà del mondo contemporaneo alla luce delle sfide attuali.

La Famiglia Salesiana. oltre che di numerosi consacrati, è formata da tanti laici, Cooperatori, exallievi, chiamati ad essere luce e sale nelle diverse realtà secolari. Preghiamo per loro, affinché abbiano la luce e la creatività dello Spirito nel portare il Vangelo.


N. 113 - maggio 2018
Bollettino di Animazione Missionaria Salesiana
Pubblicazione del Settore per le Missioni per le Comunità Salesiane e gli amici delle missioni Salesiane

Il Sinodo sui giovani va prendendo ogni giorno più peso e colore. Allo stesso tempo ci prepariamo al mese missionario straordinario del 2019, ricordando i cento anni della Lettera Apostolica di Papa Benedetto XV, Maximum Illud. Una lettera tutta piena di slancio missionario ad gentes.
Non ci sono le “missioni” se non ci sono i missionari. E’ necessario, dunque, promuovere le vocazioni missionarie ad gentes, ad exteros, ad vitam. Questo bisogna farlo con zelo - “appena qualcuno dia la testimonianza di vocazione alle Missioni”, dice Papa Benedetto XV - e inviandovi i migliori:“facciamo vive premure ai Superiori degli Ordini e degli Istituti religiosi che si dedicano alle Missioni estere, perché vogliano destinarvi soltanto il fiore dei loro alunni”. Quasi le stesse parole dette a noi da Papa Francesco durante il CG27: “si devono inviare i migliori! I migliori!”.
Questa disponibilità non è solo per partire la prima volta, ma permanente.
Dunque, missionari che siano pronti a ripartire anche dopo anni di vita e di lavoro in un posto. In questo nostro mese mariano per eccellenza, chiediamo alla Madre Ausiliatrice che ispiri in noi un generoso fiat missionario!

D. Guillermo Basanes, SDB
Consigliere per le missioni

IL QUADRO CON UN PODEROSO MANIFESTO MISSIONARIO

I l famoso dipinto del Lorenzone, che domina l’interno della basilica di Maria Ausiliatrice, è più piccolo di quel che desiderava il cuore di Don Bosco. Nel progetto originale, Don Bosco avrebbe voluto includere, oltre agli apostoli, i martiri, i profeti, le vergini e i confessori; le grandi vittorie di Maria e i popoli delle varie parti del mondo. Il pittore ha convinto Don Bosco che un dipinto del genere sarebbe stato enorme e non sarebbe entrato nella basilica. Don Bosco si è rassegnato al quadro attuale. Il pittore Rollini nel continuerà, nel 1891, il desiderio di Don Bosco, dipingendo il resto sulla cupola. Sono evidenti i temi missionari che portano l´espansione apostolica del Vangelo: le varie categorie di fedeli, l´espansione della Famiglia Salesiana in tutto il mondo (i primi missionari appaiono in Patagonia); le grandi congregazioni religiose missionarie. Tutto questo dice che il cuore di Don Bosco era “grande come la sabbia del mare". Il quadro mostra Maria che porta la Chiesa trionfante e militante a una unica universale lode al Padre. L´invocazione "Maria Ausiliatrice" mira ad abbracciare tutti i popoli.

Un´esegesi di tutti gli elementi del dipinto richiederebbe più spazio; indichiamo alcune tracce apostoliche.
L´immagine è una grande catechesi popolare che mostra bell’equilibrio e armonia, dominata dalla Trinità, dal Cielo e dalla Chiesa trionfante; ma con l´indicazione, nella parte inferiore, della basilica, dell´Oratorio e di Superga, con un cielo rossastro che prevede la minaccia di una tempesta. Questo dettaglio indica la missione tra i giovani con un cuore oratoriano in mezzo alle grandi sfide, ma assistiti dalla Madre che aiuta.

Ci sono diversi simboli nella immagine di Maria: la sua verticalità, il bambino in braccio, le stelle, l´identificazione con Maria Immacolata, la corona d´oro, lo scettro. La stella nella corona ci parla della Stella Maris, che guida il marinaio verso un porto sicuro, invitandoci a lanciare le reti al largo. Lo scettro ci ricorda lo scettro della "Pastorella" che equivale al bastone del Buon Pastore. Offre il suo bambino al mondo con le braccia aperte, indicando le linee della spiritualità del Sistema Preventivo: un Gesù che sorride e accoglie, prima di insegnare e di benedire (a differenza delle diffuse immagini di Gesù con il libro, o che tiene il mondo nelle sue mani o che benedice).

Ma la caratteristica missionaria e apostolica più impressionante è la corona di apostoli ed evangelisti attorno alla Vergine. Questa presenza indica il missionario e il martirio. Ogni apostolo andrà in un altro posto sulla terra per portare la Buona Novella e darà la sua vita per essa. Gli strumenti del martirio indicano questo aspetto. Tra gli apostoli è interessante notare lo sguardo di San Paolo che come usceno dal quadro, interpella i fedeli che lo contemplano: uno sguardo di fuoco che invita all´avventura missionaria. È una Chiesa "in uscita" che vive la sua radicalità evangelica.

“I giovani mi aiutarono ad aprire il cuore”

Sono nato, nel Vietnam, in una parrocchia diocesana e avevo il desiderio di essere sacerdote. Ho avuto in mano un libro sulla vita di Domenico Savio e mi è piaciuto tanto il prete che ha toccato la vita di Domenico. Sono rimasto impressionato dal film sulla vita di Don Bosco. Dopo mi sono detto, “quello è il modello di prete che mi piacerebbe essere”. Così sono entrato in contatto con loro e poi ho maturato la vocazione missionaria. Sono arrivato in Brasile alla fine del 2014 per fare il tirocinio. Durante questo periodo di 4 anni sono stato in diversi universi culturali dove mi sono arricchito con diverse esperienze culturali, sociali ed etniche. Arrivando a Campo Grande (BCG), sono stato inviato direttamente alla missione indigena; così che non potevo parlare né il portoghese e neppure la lingua Xavante, popolo della mia “terra promessa”. Sono arrivato alla missione come un sordo-muto. Ero il "diverso" in quella comunità. È stato un inizio difficile, ma gratificante come esperienza missionaria, dove ho vissuto per un anno e mezzo. Allo stesso tempo, ho iniziato a vivere due culture: la cultura brasiliana “occidentale” e quella Xavante. Per le difficoltà linguistiche ho avuto alcuni momenti di crisi, durante i quali volevo tornare in patria, ma ho pregato e riflettuto, decidendo di rimanere. Da quel momento, da quando ho deciso di rimanere, ho trovato la forza e il desiderio di imparare il "nuovo" linguaggio e la mia vita ha cominciato a cambiare in senso positivo. I momenti più belli durante il mio tirocinio, nella missione Xavante, consistevano nel vivere con le popolazioni indigene. Ho partecipato a una grande festa culturale del popolo Xavante chiamata "Wai-a". Questa festa di solito si svolge solo ogni quindici anni e ho avuto l´opportunità e la gioia di partecipare a questo incantevole momento di festa. Ho partecipato a quella festa ballando e cantando sotto il caldo del sole, senza maglietta e senza acqua, con i giovani indigeni dalla mattina fino alle 16:00: in questo rituale sono stato riconosciuto come uno di loro.

Dopo il periodo in cui ho vissuto nel villaggio di Xavante, sono stato inviato presso una città all´interno del Mato Grosso, dove ho preso lezioni di portoghese e ho aiutato in una opera sociale. Qui la missione salesiana era molto intensa anche aggiungendo le mie lezioni di portoghese. Questa vita salesiana era piena di attività e sfide, quindi ero stanco, ma non scoraggiato perché sentivo che "questa è la mia vocazione, perché sono un figlio di Don Bosco". Durante questo periodo di tirocinio, ho imparato molto dai giovani. Loro mi hanno insegnato non solo la lingua, ma mi hanno anche insegnato come aprire il mio cuore. Molti dei giovani avevano i loro cuori aperti e mi domandavano "hai bisogno di aiuto?"; oppure "posso aiutarti?" … e mi invitavano alle loro diverse e creative attività pastorali.

Ora sto frequentando il secondo anno di teologia in una grande comunità di formazione a San Paolo con molte culture diverse. Abbiamo tra di noi anche alcuni missionari provenienti dal Vietnam e dall´Indonesia, nonché dalle varie regioni del grande Brasile. Tutto ciò mi fa sperimentare la ricchezza della vita salesiana.

Ho l´opportunità di imparare la cultura brasiliana dai miei confratelli. D´altra parte, c´è una grande sfida nella vita della comunità perché siamo tanti e non sempre si possono creare amicizie profonde con tutti. In questi anni di studi teologici siamo anche coinvolti nell´apostolato nelle nostre opere e parrocchie. Dall´anno scorso vado in un oratorio con centinaia di bambini e giovani. Amo quell´Oratorio perché incontro i preferiti di Don Bosco, i giovani poveri! Con loro mi sento felice nella mia vocazione di salesiano.

Lascio due consigli per i giovani salesiani che desiderano essere missionari. Il primo: sii più salesiano, e vivi più da vicino le nostre Costituzioni e già così sarai un missionario! Il secondo: vivi la gioia salesiana, quella gioia che nasce da dentro, e cresce nella intimità con Gesù Cristo, quel sorriso che ha radici. Quella gioia aiuterà i giovani a superare le sfide della vita. Le difficoltà e i difetti ci sono sempre, ma esiste anche la gioia e abbiamo la possibilità di sceglierla.

Joseph Tran Van Lich
Missionario vietnamita nel Brasile

Testimonianza di santità missionaria salesiana
Don Pierluigi Cameroni SDB, Postulatore Generale per le Cause dei Santi

Santa Maria Domenica Mazzarello (1837-1881), cofondatrice con don Bosco delle Figlie di Maria Ausiliatrice, nel ruolo di animatrice, formatrice e guida della comunità, era dotata di una profonda maternità spirituale, che cercava il bene delle persone nella verità. «L’ufficio di superiora, lo adempì ottimamente sotto tutti gli aspetti: fu superiora buona, retta, saggia e pronta. Pronta: cioè non dilazionava un richiamo alle suore, anzi lo faceva talora con forza, ma in modo da lasciare in chi l’udiva l’impressione che ella agiva unicamente per il desiderio del maggiore bene».

Intenzione Missionaria Salesiana
Per i Laici nella Famiglia Salesiana

Perché abbiano la creatività propria di Don Bosco, nell’evangelizzare i giovani e le realtà del mondo contemporaneo alla luce delle sfide attuali.

La Famiglia Salesiana, oltre che da numerosi consacrati, è formata da tanti laici, Cooperatori, ex-allievi, chiamati a essere luce e sale nelle diverse realtà secolari. Preghiamo per loro, affinché abbiano la luce e la creatività dello Spirito nel portare il Vangelo.