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Cagliero11 e preghiera di marzo 2019

CAGLIERO11 e INTENZIONE MISSIONARIA SALESIANA - MARZO

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INTENZIONE MISSIONARIA SALESIANA

Per il riconoscimento dei diritti delle comunità cristiane.

Perché le comunità cristiane, in particolare quelle che sono perseguitate, possano sentire la vicinanza di Cristo e perché i loro diritti siano riconosciuti.
Preghiamo per queste presenze affinché siano una cura alle ferite, una famiglia dove s’impara e si sperimenta l’amore vero e una speranza per un futuro

La Famiglia Salesiana, si trova nel cuore della Chiesa e svolge la sua missione nei cinque continenti, in contesti diversi; in alcuni di questi contesti, la Chiesa è perseguitata non soltanto per il fondamentalismo religioso, ma anche a causa del secolarismo. Preghiamo affinché i Salesiani continuino ad essere educatori e pastori dei giovani, e li formino alla fratellanza e al coraggio della testimonianza evangelica.


CAGLIERO11_123, MARZO 2019

Cari confratelli, cari amici,

Ormai prossimi all’inizio della Quaresima 2019, facciamo ancora un passo in avanti con Papa Francesco e le Beatitudini:
“Beati i miti, perché avranno in eredità la terra”
“Reagire con umile mitezza, questo è santità” [Gaudete et Exsultate 74]

Ed è proprio così che reagisce abitualmente, ispirato da San Francesco di Sales, il missionario salesiano. Malgrado le durezze del quotidiano – lontananza cultura-le, clima inospite, ipocrisie, persecuzioni – il missionario, figlio di Don Bosco, non si lascia vincere per mezzo della sua carismatica dolcezza. E giustamente per questo, diventa vocazionalmente fecondo. Don Shirieda, salesiano giapponese delle prime generazioni, ha iniziato il suo percorso cristiano e salesiano, mosso da quel missionario salesiano coadiutore che, avendolo scoperto in casa nostra rubando dei chiodi per aiutare il suo papà – nei durissimi tempi della guerra – a costruire la loro abitazione, non l’ha punito, ma l’ha accolto con amicizia, gli ha riempito le tasche di chiodi e gli ha detto di non rubare più e di ritornare altre volte, che lui l’avrebbe accolto volentieri. Reagire sempre con umile mitezza, con l’amorevolezza di Don Bosco, ecco in che cosa si distingue il salesiano missionario

D. Guillermo Basanes, SDB
Consigliere per le missioni

NOTIZIE

  • Dal 25 al 27 di gennaio si è svolta la “Consulta Mondiale sulle Missioni”. Vi hanno partecipato i Coordinatori Regionali, i membri del Settore delle Missioni e i confratelli dell’U.P.S. legati al tema delle Missioni. Si è riflettuto sulla Animazione Missionaria nelle diverse Regioni della Congregazione, sulle buone pratiche e sulle nuove sfide. In vista del CG 28 si è riflettuto sulla tematica e si stanno elaboran-do dei suggerimenti.
  • Il 31 di Gennaio è stato presentato il “Manuale del Volontariato nella Missione Salesiana. Identità e Orientamenti del Volontariato Missionario Salesiano”, approvato dal Rettore Maggior e dal suo Consiglio. È un documento di grande aiuto per offrire alle Ispettorie criteri e orientamenti per la promozione del volontariato missionario tra i nostri giovani.
  • Dal 15 al 17 di febbraio si è svolto un incontro zonale in Austria (Vienna) con 15 nuovi giovani missionari del Progetto Europa in AUS, FRB, GBR e IME (Albania, Kosovo). Sono momenti ricchi di condivisione, riflessione e studio.
  • Presso l’Università Pontificia Salesiana, è in fase di preparazione il seminario sul tema “Nuovi Cammini per una Chiesa dal Volto Amazzonico”. Sarà un’opportunità per riflettere sulla presenza salesiana in questa regione, sulle sfide e le strade da intraprendere per l’evangelizzazio-ne dei questi popoli e particolarmente della gioventù.
  • Nei giorni 26/27 marzo si svolgerà a Madrid un seminario nazio-nale sul tema dell’Animazione Missionaria: “La missione rinnova la pastorale”. È realmente un’iniziativa significativa, di come l’Animazione Missionaria si inse-risce nel cuore dei progetti ispettoriali per dare ad essi un dinamismo apostolico. Al seminario parteciperanno i delegati di pastorale e di animazione missionaria.

 

Amo fino alla fine: Padre Antonio César Fernández

 

È una giornata calda, il 15 febbraio 2019, a Nohao, nella provincia di Boulgou, in Burkina Faso. Tre salesiani arrivano alla dogana, provenienti da Lomé, Togo, per la missione di Ouagadougou. Un gruppo armato di guerriglieri arriva sul sito, uccidendo cinque funzionari governativi. Gli aggressori, controllano l´auto dei salesiani. C´è un religioso, già anziano; l´hanno messo da parte. I terroristi parlano tra loro a bassa voce. Conducono l´onorato sacerdote nella foresta. Si sentono tre colpi. Tornano soltanto i guerriglieri; mettono le loro motociclette in rumoroso movimento e lasciano dietro di loro una nuvola di polvere.

E sulla terra del Burkina Faso giace il corpo del salesiano Antonio César Fernández. È un venerdì ed è la nona ora (ore 15,00). È il suo venerdì santo. Come il Salvatore, invece di 3 chiodi, ci sono stati 3 colpi; non sulle mani e sui piedi, ma 2 sullo stomaco e uno sulla testa. Come per Cristo, il Calvario era il culmine del suo itinerario, del suo sì al Padre e della sua dedizione per l´umanità, così P. César ha trovato la fine del suo pellegrinaggio nelle terre africane, dopo 72 anni di vita, 55 come salesia-no di Don Bosco, 46 come sacerdote e 37 come missionario. È la fine di un viaggio d’amore per il Signore e per i giovani africani. Don Bosco ha detto che quando un salesiano soccombe nel lavoro è un giorno di gloria per la Congregazione; dunque quanto più, se soccombe dando la sua vita nel martirio. Il 25 febbraio la Chiesa celebra i Santi protomartiri salesiani Versiglia e Caravario, che hanno amato i loro popolo adottivo, dando la vita per esso; anche loro sono stati portati in una foresta e lì fucilati. Padre César è il proto-martire sacerdote del 2019. Nel 2018, la violenza ha preso la vita di 39 altri sacerdoti della Chiesa.

A don César piaceva essere il primo. Fu nel primo gruppo di salesiani a fondare la fiorente presenza di Don Bosco in Togo. Voleva essere il primo; ma con gli occhi di Gesù: primo nel servire, primo nel fare il passo iniziale, primo nell’essere l´ultimo. "Chiunque vuole essere il primo diventi servo di tutti. Perché il Figlio dell´uomo non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la sua vita come riscatto per una moltitudine "(Mc 10, 44-45).

La morte di P. César è stata molto sentita dalla sua famiglia e dai suoi compatrioti di Pozoblanco in Spagna. Egli è rimpianto dai suoi fratelli salesiani che sentono la perdita di un caro confratello di riferimento nella provincia, che ha saputo inculturare il carisma di Don Bosco in quelle terre, essendo stato maestro dei novizi per 10 anni. Lo piange la gente semplice e i giovani del Burkina, del Togo, del Benin, del Senegal, del Mali, della Guinea, della Costa d´Avorio e di altri luoghi dove è andato facendo del bene.

Come ha detto padre Faustino: "E ´stato il punto di arrivo di una vita offerta per amore e con amore ... Ha dato tanto frutto nella vita che continuerà dopo la sua morte." Ci ricorda le parole di Gesù: "Se il chicco di grano che cade sulla terra non muore, rimane solo; ma se muore, porta molto frutto "(Gv 12,24). In questo modo la sua testimonianza sarà un vangelo permanente annunciato. La sua gioiosa vita salesiana sarà una chiamata ai giovani a vivere una vita piena e felice amando con tutto il cuore.

È emozionante la sua testimonianza di consacrato che ci lascia in quel piccolo video che circola sulla rete. Parole spontanee, semplici e profonde che riassumono una vita di donazione:

"Ho 50 anni di salesiano, sono professo perpetuo. Quello che posso dirti è che vivere la vita salesiana, la vocazione salesiana, è una grazia del Signore, una serie di ringraziamenti concatenati. L´unica cosa che posso dire è che ho ricevuto molti benefici dal Signore, in contatto con i giovani. Sono i giovani nei diversi luoghi in cui sono stato quelli che mi hanno insegnato a essere salesiano e a essere quello che sono adesso. È un´azione di ringraziamento perché non merito questa vocazione, una vocazione che mi supera. Quindi, grazie mille al Signore.

Incoraggio coloro che sentono questa vocazione a realizzarla veramente. Sebbene non sia facile, è una gioia essere in grado di servire la Congregazione e i giovani. Grazie mille."

Dal cielo ora continuerà a rendere grazie per la sua vocazione salesiana, per i benefici che il Signore gli ha concesso nelle Missioni; per la grazia di vivere con e per i giovani ... e ora anche canterà: "Grazie per avermi dato la palma del martirio". "Grazie!"

P. Martín Lasarte, SDB

 

Testimonianza di santità missionaria salesiana

 

Beata Alexandrina Maria da Costa

Don Pierluigi Cameroni SDB, Postulatore Generale per le Cause dei Santi

La Beata Alexandrina Maria da Costa (1904-1955), portoghese, Salesiana Cooperatrice e grande mistica dell’Eucaristia, così ci tramette la sua ansia di santità: “La tua Risurrezione, o mio Gesù, risusciti la mia anima a quell’amore e grazia che il mio cuore desidera tanto. Voglio essere santa!... Soffrirò perché scompaia dal mondo la vanità, la sete di dominio, l’immodestia, la sfrenatezza nell’uso del denaro. Soffrirò per l’espansione delle missioni affinché si diffonda ovunque la parola di Gesù, unica verità… Il mio desiderio è che tutti gli uomini siano santi”.