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Cagliero11 e preghiera di novembre 2016

CAGLIERO11 e INTENZIONE MISSIONARIA SALESIANA - NOVEMBRE 2016

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Perchè nella Regione Cono Sud sappiamo riconoscere nella pietà popolare delle parrocchie dove lavoriamo la forza evangelizzatrice che viene dallo Spirito Santo, per essere sempre più vicini ai semplici e ai poveri.

Nella Evangelii Gaudium (122-129), Papa Francesco riconosce nella pietà popolare una forza per evangelizzare il popolo, dove lo Spirito Santo è protagonista. La pietà popolare è un modo legittimo di vivere la fede, un modo di sentirsi parte della Chiesa e di essere missionari.


Titolo notiziario Nome società N. 95 - novembre 2016 Bollettino di Animazione Missionaria Salesiana Pubblicazione del Settore per le Missioni per le Comunità Salesiane e gli amici delle missioni Salesiane Roma, 11 novembre 2016 Ai confratelli anziani e ammalati, e ai confratelli che per diversi motivi si trovano nell’impossibilità di una azione educativo-pastorale diretta C aro confratello, un cordiale saluto dalla Casa Generalizia, casa del Successore di Don Bosco

Voglio dirti, anche a nome del Rettore Maggiore, un sincero grazie per la tua vicinanza e per il tuo affetto, ma soprattutto, per la tua fraterna preghiera […] per tutte le missioni e per tutti i missionari del mondo

Da quando il CG27 mi ha scelto per essere Consigliere per le Missioni, mi sono affidato con frequenza alle preghiere di tanti confratelli anziani, ammalati o che si trovano nell’impossibilità di un lavoro educativo e missionario diretto. Sai che le nostre Costituzioni chiedono al Consigliere per le Missioni di “promuovere in tutta la Società lo spirito e l´impegno missionario” (C. 138). Ciò esige anche tanta preghiera! […] Il settimo Successore di Don Bosco ci insegnava, nella sua bellissima lettera “Martirio e passione” (Don Egidio Viganò, in ACS 308): “I confratelli malati sono, per Don Bosco, una specie di mediazione pasquale, per ottenere più benedizioni dal Signore sull’impegno apostolico della comunità. Le sofferenze accettate nello spirito del “da mihi animas”, non emarginano il confratello dal comune fronte pastorale; lo collocano piuttosto in una trincea più avanzata e lo rivestono di un ruolo proprio. […]”

Caro confratello, con queste brevi parole e con questi pensieri forti, volevo finalmente e con tutto il cuore dirti due cose: un grande grazie e, anche, che contiamo tanto su di te! Un grande grazie per la tua fedeltà e per la tua testimonianza, per la tua pazienza e per il tuo generoso contributo giornaliero alla Congregazione e alla sua missione, per tutte le anime che hai aiutato e che aiuti ancora a salvare

E allo stesso tempo, dirti che contiamo tanto su di te, sulle tue preghiere e sulla tua paziente offerta quotidiana, specialmente quella con Gesù nell’Eucaristia. Attraverso questa tua preghiera e offerta ti affido per quest’anno particolarmente due intenzioni:

  • prima, per tutti i novizi della Congregazione, […] perché non abbiano paura di donarsi al Signore una volta per sempre e di mettersi a disposizione del Rettore Maggiore per partire come missionari;
  • e poi per le nostre presenze missionarie nelle Americhe, specialmente quelle tra le popolazioni indigene che sono più povere e abbandonate.

[…] La consolazione materna di Maria sia la tua ispirazione e il tuo sostegno ogni giorno della tua vita salesiana. Grazie! D. Guillermo Basañes SDB Consigliere per le Missioni Il testo integrale della presente Lettera viene inviato in allegato a questo numero di “Cagliero 11”

LETTERA AI CONFRATELLI ANZIANI E AMMALATI S ubito dopo il noviziato a Missaglia (Italia), nel 1962 io e un altro confratello siamo stati inviati presso l’Ispettoria delle Filippine che era, allora, di recente costituzione. Ma prima eravamo stati inviati per il nostro postnoviziato a Hong Kong, in quel tempo studentato internazionale di filosofia per l’Asia orientale

Sono arrivato quando tutto era solo al suo inizio e abbiamo appena iniziato ad avere le prime vocazioni locali. Oggi abbiamo 2 Ispettorie vivaci che hanno generato già 2 altre nuove Ispettorie! Quando la nuova presenza missionaria in Papua Nuova Guinea è stata aperta e affidata alle Filippine mi sono reso disponibile. Ho lavorato lì per ben 16 anni fino a quando sono stato richiamato

Il morbo di Parkinson è entrato nella mia vita solo 4 anni fa senza molto preavviso, solo poche settimane dopo aver celebrato i miei 50 anni di molto attiva vita salesiana e missionaria dedicata ai giovani delle Filippine e Papua Nuova Guinea. Ora sto cercando di scoprire ciò che il nostro buon Dio vuole da me! Ho sempre avuto fretta e non ho mai avuto il tempo di riposarmi, cercando sempre di sviluppare alcune attività pastorali, non riuscendo a trovare tempo per me stesso: la mia vita è stata totalmente donata ai giovani. Oggi dipendo da altri, anche nelle cose più semplici della vita quotidiana. La mia sedia a rotelle è un simbolo della mia non-attività

E’ difficile accettare questa situazione, ma cerco il più possibile di essere di aiuto alla mia comunità, ai nostri giovani nella Confessione e con la mia presenza in diverse attività della mia Comunità. Come è mia abitudine, guardo la mia vita con gli occhi di Dio e questo rende i miei giorni pieni di sorriso di Dio. Mi chiamo FELICE e sono ‘felice’ di servire il Signore soprattutto in questo momento specifico, mentre mi sto avvicinando alla fase finale della mia vita

Penso che la mia situazione sia in realtà un invito speciale del Signore a servirLo, a servire la sua Chiesa, la nostra Congregazione e i giovani attraverso la mia preghiera e la sofferenza come mezzo di salvezza e di purificazione per i miei peccati. Sembra che il buon Signore voglia affidare a me questa missione speciale che è adatta alla mia età e alla mia situazione! Con le vostre preghiere aiutatemi a rendere la mia vita un FELICE dono del Signore, offrendo le mie sofferenze per la sua Chiesa, per la nostra Congregazione e per i giovani! D. Felice Furlan Italiano, missionario nelle Filippine

CONTINUO A ESSERE MISSIONARIO CON LA PREGHIERA E LA SOFFERENZA Testimonianza di santità missionaria salesiana Don Pierluigi Cameroni SDB, Postulatore Generale per le Cause dei Santi

Il Beato Luigi Variara (1875-1923), apostolo dei lebbrosi e fondatore delle Figlie dei Sacri Cuori di Gesù e di Maria, così scrisse alle sue figlie spirituali poco prima di morire: “Santifichiamo gli istanti di vita che ancor ci restano, perché il raccolto durerà in eterno

Ah, quanto godo pensando al cielo! Li ci troveremo tutti e saremo eternamente felici. Per adesso viviamo uniti nello spirito: obbedienti, umili, puri, mortificati, ma solo per amore... Non vi lascio orfane, poiché le mie preghiere sono incessanti per voi nel desiderio di vedervi tutte sante”

Intenzione Missionaria Salesiana Nella Evangelii Gaudium (122-129), Papa Francesco riconosce nella pietà popolare una forza per evangelizzare il popolo, dove lo Spirito Santo è protagonista. La pietà popolare è un modo legittimo di vivere la fede, un modo di sentirsi parte della Chiesa e di essere missionari

Perché nella Regione Cono Sud sappiamo riconoscere nella pietà popolare delle parrocchie dove lavoriamo la forza evangelizzatrice che viene dallo Spirito Santo, per essere sempre più vicini ai semplici e ai poveri.