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Cagliero11 e preghiera di novembre 2018

CAGLIERO11 e INTENZIONE MISSIONARIA SALESIANA - NOVEMBRE

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INTENZIONE MISSIONARIA SALESIANA

Per i Salesiani e i consacrati della Famiglia Salesiana

Per i Salesiani che vivono nei diversi paesi in contesti di guerra o di violenti confronti sociali, affinché il Signore li illumini e faccia di loro testimoni ed educatori alla pace.

 

In tutti i continenti ci sono situazioni di tensione, inclusa la guerra, dove le presenze salesiane si trovano in prima linea. Preghiamo per la loro sicurezza ed affinché possano essere strumenti di dialogo ed incontro che porti verso una pace stabile.


CAGLIERO11_118, NOVEMBRE 2018

F ra un anno celebreremo con tutta la Chiesa il mese missionario straordina-rio indetto da Papa Francesco. Vogliamo arrivarci con la Maximum Illud - lettera missionaria di Papa Benedetto XV - tra le nostre mani e nelle nostre menti. In questa lettera capiamo qualcosa di molto semplice e cruciale: il mis-sionario “non cade dal cielo”. Bisogna formarlo, costruirlo.

Uno degli elementi chiavi da curare è quello dello studio e dell’appropriazione delle lingue. Questo è espressione dell’assumere, da parte del missionario, i valori dei popoli non ancora evangelizzati. La lingua è una chiave che apre i cuori e le culture. “Il missionario ci vuole bene: vedete come impara la nostra lingua”, dice spesso la gente. Ogni salesiano, missionario dei giovani, è in con-tinuo apprendimento delle nuove lingue e dei nuovi linguaggi dei giovani. Il salesiano missionario ad gentes deve avere certe qualità e predisposizioni in più per le lingue, anche se non è solo questo che fa un buon missionario. Alcuni sono stati straordinari: Monsignor Oreste Marengo (1906–1998), nel nordest dell’India, riusciva a comunica-re in ben 22 lingue locali.

E tu, caro Confratello, sei pronto a collaborare più da vicino in questa Pentecoste missionaria e linguistica?

D. Guillermo Basanes, SDB
Consigliere per le missioni

INCONTRO SALESIANO PAN-AMAZZONICO

I Salesiani delle ispet-torie che hanno pre-senze nell’Amazzonia avranno un incontro per riflettere sui 125 anni delle missioni salesiane su quel territorio, sulle sfide del presente e per progettare con nuovo vigore il futuro. Vogliamo stare in sintonia con la Chiesa che si prepara al Sinodo Pan-amazzonico. Principalmente saranno presenti missionari dall’ispettoria di Manaus e dal Mato Grosso – Brasile. Ci saranno anche salesiani dall’Ecuador, Perù, Venezuela e Paraguay, oltre che tanti laici e salesiane. La presenza di Don Bosco nell’Amazzonia è molto significativa. I salesiani sono presenti in 35 comunità missionarie, al servizio di tanti popoli di almeno 44 etnie: Xavante, Bororo, Terena, Guarní, Kaiowá, Kinikianau, Atikum, Guató, Ofaié, Ka-diwíeu, KuraBakairi,Tukano, Tariano, Dessano, Piratapuia, Hupda, Cubeo, Uanano, Barassanos, Mirititapuia, Ara-passo, Tuyuca, Carapanasso, Bare. Shuar, Achuar, Shawi, Kandozi, Wampis, Awajun, Kechua, Chapra, Kucamacu-camilla, Shivillo, Arawacos, Hiwi, Piaroa, Yanomami, Yekuana, Senema-Yekauana, Ayoreo, Maskoy, Ishir, Tomaraio.

I giovani dell’immensa e affascinante Amazzonia attendono i figli di Don Bosco per condividere la fede e le ricchezze di Cristo con stile salesia-no, costruendo insieme una Chiesa dal volto amazzonico, che continui a essere non soltanto il polmone d’ossigeno del pianeta, ma anche un polmone spirituale, dove l’incontro tra Cristo e le culture indigene ar-ricchisca l’umanità.

  1. Il manifesto esprime la varietà ricca e complessa della Pan-Amazzonia: grandi centri urbani, vita lungo il fiume, palafitte, perife-rie, montagne come simbolo del sacro.
  2. In primo piano i principali destinatari della nostra missione: un gio-vane indigeno ... dall´altra parte bambini e adolescenti che si avventu-rano nel fiume.
  3. Al centro del manifesto il simbolo del Sinodo ... la nostra unità con la Chiesa.
  4. Fauna e flora sono presenti nel poster simboleggiato nell´Arara e nel-le sfumature del verde.
  5. La provincia di Manaus abbraccia l´incontro mentre i tratti amazzonici in acqua segnano l´intero manifesto.
  6. Il logo del Sinodo, con lo stesso carattere e colore delle lettere, e-sprime il nostro servizio nella Chiesa.

149° Spedizione missionaria

L o scorso 30 set-tembre, nella Ba-silica di Maria Ausiliatrice, il Rettor Maggiore, ha inviato 25 nuovi missionari in diverse parti del mondo, consegnando loro il crocifisso missionario con l’immagine di Gesù Buon Pastore e la frase “Da mihi animas cetera tolle”. Il succes-sore di Don Bosco nell’omelia ha sottolineato alcuni punti:

  1. Autentici missionari dello Spirito: “voi non siete inviati per “fare”, e “fare”, e ancora “fare”, ma per portare uno spirito, per allargare l’abbraccio di Don Bosco, la tenera umanità di Madre Mazzarello e l’audacia dei nostri primi confratelli e consorelle. Aspettiamo un autentico senso di appartenenza allo Spirito di Dio del quale sarete annunciatori con la vostra vita e con la vostra parola. Aspettiamo che la carità pastorale sia il vero centro del vostro essere e agire; che il Cristo del Vangelo, amato e seguito da Don Bosco e dai nostri santi, sia davvero alla sorgente della vostra persona; che viviate con umiltà e intensità un filiale senso di Chiesa, la predilezione per i giovani, e l’amorevolezza tipica del Sistema Preventivo, in spirito di famiglia, con operosità instancabile e con temperanza”.
  2. Umili missionari dell’ascolto: “Voi andate da loro per ascoltare la loro parola e per condividere la vo-stra, per ascoltare e condividere le loro sofferenze e gioie e per annunciare la Parola di salvezza che non è vostra ma che avete contemplato nell’ascolto dello Spirito di Gesù”.
  3. Missionari tenaci e coraggiosi dai piccoli e degli ultimi: “Oggi siete inviati come missionari degli ultimi, come discepoli e servitori. Nei “ricordi” che Don Bosco ha consegnato ai missionari della prima Spedizione si legge: “Prendete cura degli ammalati, dei fanciulli, dei vecchi e dei poveri, e guadagnerete la benedizio-ne di Dio e la benevolenza degli uomini”.

Testimonianza di santità missionaria salesiana

Don Pierluigi Cameroni SDB, Postulatore Generale per le Cause dei Santi

Il Venerabile Simone Srugi (1877-1943), salesiano coadiutore concittadino di Gesù, di cui il 27 novembre ricorre il 75° della morte, era molto buono di natura; il lavoro spirituale e la guida di coraggiosi maestri nella fede, lo portarono a correre nella via della misura alta della vita cristia-na. La carità che egli usò per tutta la vita, e indistintamente, per ortodossi e musulmani, come infermiere e mugnaio, si ispirò a quanto aveva visto a Betlemme alla scuola di don Belloni. In quei tempi non era facile, neppure tra cattolici, trovare serenità di rapporti con musulmani e ortodossi: anzi era normale un forte distacco, per non dire avversità.