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Ecuador - ECU28-06-2022

L’Università Politecnica Salesiana di Quito assiste le comunità indigene

Lo scorso lunedì 20 giugno, il campus “El Girón” dell'Università Politecnica Salesiana (UPS) di Quito si è trasformato in una zona di pace e di aiuti umanitari per le comunità indigene dell'altopiano e dell'est ecuadoriano, che si sono trasferite nella capitale a causa dello sciopero nazionale, dando la priorità a donne, bambini e anziani.

"Nello spirito del nostro impegno nei settori sociali, ribadiamo che l'UPS, nel suo carattere umanistico e di ispirazione cristiana, è al servizio del bene comune, cercando di far prevalere il dialogo come meccanismo principale per risolvere i conflitti, al fine di evitare azioni che esacerbino la violenza e la repressione", si legge nel comunicato di don Juan Cárdenas, Rettore dell’Università.

Da quel giorno, 200 volontari, tra cui insegnanti, studenti e personale amministrativo, si sono organizzati in gruppi di soccorso che hanno lavorato giorno e notte. Nella caffetteria del campus è stato allestito un punto di assistenza medica, con la collaborazione della Croce Rossa ecuadoriana, dell'Università UTE, della Pontificia Università Cattolica dell’Ecuador, dell’”Universidad Central del Ecuador”, della Fondazione “Medial CAZBA” e del personale UPS. 

Nelle vicinanze sono state allestite cucine e tavoli per la distribuzione di cibo; l'area della Pastorale Universitaria è stata trasformata in uno spazio di accoglienza per bambini e adolescenti grazie agli insegnanti dei corsi di Psicologia e di Educazione della prima infanzia e grazie ad alcuni studenti volontari. Le aule sono state adattate per ricevere le donazioni che arrivano in gran quantità ogni giorno e la Federazione studentesca “FEUPS” è incaricata di organizzarle.

In questi giorni sono state affrontate più di 700 emergenze, sono state sfamate circa 5.000 persone al giorno e sono stati aiutati in media 50 bambini.

Don Cárdenas ricorda che: "l'Università ha aperto il suo campus per fornire assistenza sanitaria, vitto e alloggio ai gruppi più vulnerabili delle comunità di Quito. L'Accademia è uno spazio per la costruzione della conoscenza, ma anche per la ricerca della pace".

"Come protagonisti sociali, abbiamo espresso la nostra preoccupazione per questa crisi in diversi media e piattaforme, e cerchiamo il dialogo come il modo migliore per raggiungere accordi per il bene comune", ha affermato don Cárdenas.