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Focus 2026

Messico - 26-09-2026

Progetto salesiano offre sostegno educativo a 100 giovani, grazie ai fondi raccolti da “Salesian Missions”

Grazie ai fondi raccolti dalla Procura Missionaria salesiana di New Rochelle – “Salesian Missions” – i Figli di Don Bosco attivi in Messico hanno realizzato il progetto “Accompanying I Go” per sostenere 100 giovani in quattro centri giovanili salesiani. L’obiettivo del progetto è stato quello di aumentare la frequenza scolastica e il rendimento dei giovani, sia durante, che dopo il progetto.

I giovani selezionati per il progetto presentavano ritardi scolastici segnalati dalle loro scuole, e molti dei partecipanti non ricevevano sostegno scolastico all’interno del proprio contesto familiare.

I salesiani hanno fornito orientamento e sostegno ai giovani attraverso attività ricreative, attività di gruppo e sessioni di dialogo. Il progetto ha favorito un ambiente di fiducia, rispetto e partecipazione, consentendo ai giovani di esprimere le proprie emozioni e sviluppare le competenze necessarie per interagire in modo sano con i propri coetanei.

Un salesiano ha osservato: “Nel complesso, il progetto ha avuto un impatto positivo sullo sviluppo delle competenze accademiche, sportive e culturali e, soprattutto, sulla crescita socio-emotiva, trasmettendo insegnamenti che i giovani possono applicare alla loro vita quotidiana, sia a casa che a scuola. I risultati evidenziano l’importanza di fornire ambienti di sostegno che favoriscano uno sviluppo olistico e promuovano l’interazione sociale basata sul rispetto e sull’inclusione”.

“Abbiamo inoltre osservato una maggiore coesione di gruppo, che ha contribuito a rafforzare valori quali l’empatia, la solidarietà, la responsabilità e il lavoro di squadra – ha aggiunto ancora il Figlio di Don Bosco –. I giovani hanno partecipato con costanza e hanno mostrato un interesse genuino per le attività. Inoltre, il legame tra facilitatori e partecipanti si è rafforzato, creando uno spazio sicuro in cui ogni giovane si è sentito ascoltato, valorizzato e sostenuto».

Una parte del progetto è stata sviluppata, ad esempio, a Ciudad Juarez, dove i giovani del posto incontrano molte difficoltà nell’accedere all’educazione. Ciudad Juárez è una comunità di confine, e la sua popolazione è composta in gran parte da migranti interni provenienti da altri Stati messicani alla ricerca di opportunità di lavoro, oltre che da cittadini stranieri che giungono in città con l’obiettivo di attraversare il confine verso gli Stati Uniti.

A causa degli impegni lavorativi delle loro famiglie, molti giovani trascorrono del tempo senza la supervisione di un adulto, mettendo a rischio la propria sicurezza. Ciò è particolarmente preoccupante, dato il tasso di violenza della città, la facile reperibilità di sostanze stupefacenti e la presenza di gruppi della criminalità organizzata che prendono di mira i giovani per attività criminali.

Lorenzo Arturo Montelongo, di 10 anni e originario di Ciudad Juárez, era uno dei partecipanti al progetto salesiano e ha affermato di aver vissuto un’esperienza positiva: è riuscito ad ampliare la sua cerchia di amici e a rafforzare i rapporti con i coetanei e al tempo stesso si è potuto dedicare ad attività che hanno stimolato il suo interesse e la sua motivazione.

Il Messico ha registrato notevoli miglioramenti nel tasso di povertà. Secondo la Banca Mondiale, tra il 2022 e il 2024 oltre 8,3 milioni di persone sono state sottratte alla povertà. Ciò segna un calo di quasi il 18% delle persone che vivono in condizioni di povertà in un Paese che da tempo è alle prese con elevati livelli di precarietà economica e disoccupazione. Il numero di persone che vivono in condizioni di povertà estrema è sceso del 23%, mentre quelle in condizioni di povertà moderata sono diminuite di oltre il 16%, secondo il rapporto dell’Istituto Nazionale di Statistica e Geografia del Messico. Tuttavia, ancora oggi, un messicano su tre vive in condizioni di povertà.

Fonte: Mission Newswire