Rettor Maggiore

Chiamata missionaria del RM agli SDB per il 2018

                        intestazlettispettor
SOCIETÀ  DI  SAN  FRANCESCO  DI  SALES
          SEDE CENTRALE SALESIANA
            Via Marsala, 42 – 00185 Roma

                    Il Rettor Maggiore

Prot. 17/0440
Roma, 08 dicembre 2017

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CHIAMATA MISSIONARIA DEL RETTOR MAGGIORE
ai SALESIANI DI DON BOSCO

         Miei cari Confratelli, ricevete il mio fraterno e affettuoso saluto.

         Come lo scorso anno, in questo 8 dicembre 2017, dal Sacro Cuore in Roma dove dimoriamo, con la Basilica davanti ai miei occhi, vi scrivo questa lettera. Lo faccio con la stessa intenzione dell’anno scorso. È un giorno molto significativo per fare una chiamata missionaria “ad gentes” in tutte le ispettorie del mondo e a tutti i confratelli che si sentono chiamati dal Signore a vivere la nostra vocazione missionaria in modo particolare. Tutti siamo missionari dei giovani. Tuttavia, certamente il Signore, dall’inizio della nostra Congregazione, ha fatto sentire in modo molto personale e speciale a molti confratelli questa chiamata missionaria per far giungere il Vangelo e la missione salesiana tra i giovani dove c’è maggiore bisogno, o dove ci stanno aspettando o dove non siamo ancora arrivati.

         Durante questo anno il Signore ci ha concesso la grazia di riavere tra noi don Tom Uzhunnalil. Lui, missionario in Yemen, ci ha dato una grandissima testimonianza di profonda spiritualità e di grande interiorità apostolica missionaria. E senza dubbio questa sua donazione e questo suo sacrificio produrranno molto frutto.

         In questo giorno, la mia chiamata missionaria intende risuonare anche nei cuori di molti confratelli, in tutte le Ispettorie e presenze salesiane nel mondo, attendendo risposte generose. Don Bosco disponeva di molti salesiani a lui vicini e li inviò nelle prime spedizioni. Io, in suo nome, rivolgo un forte invito a tutti quei confratelli che sentono nel loro cuore questo desiderio suscitato dal Signore.

→ Ogni anno constatiamo una bella risposta che si avvicina a quasi 20 missionari inviati in tutto il mondo. Però sono molto fiducioso che sia possibile contare su un numero ancora maggiore per far giungere, a molte più persone e in molti più luoghi, il Vangelo e l’educazione di ragazzi e giovani.

→ Le forze apostoliche non sono le stesse in tutte le parti della Congregazione. Ci sono ispettorie e nazioni con molte vocazioni e altre che sperimentano una grande povertà. La nostra fraternità e il sentirci tutti salesiani di Don Bosco nell’unica Congregazione in tutto il mondo, e non solo per il mio paese o la mia ispettoria, ci consente ancora di arrivare là dove c’è più bisogno di noi.

→ Ci aspettano ancora gli adolescenti e i giovani, e tra loro i più poveri, abbandonati e pericolanti. Ci aspettano le missioni dell’Amazzonia, delle Ande dell’America latina, specialmente le popolazioni indigene; ci aspettano ai confini tra i paesi, nei campi profughi come in Uganda. Anche l’Est Europa è aperto alla nostra presenza. Malesia e Gambia saranno spazi per la nostra presenza tra breve. Da molti altri paesi in cui già siamo presenti siamo chiamati per andare in altre zone autenticamente missionarie.

         Per tutto questo, miei cari Confratelli, vi esorto fortemente alla generosità. Generosità, anzitutto, dei confratelli che sentono questa chiamata esplicita da parte del Signore. Generosità delle ispettorie, dei direttori e, specialmente, degli ispettori per non seppellire nessuna domanda missionaria dei confratelli, specialmente dei giovani salesiani che hanno grandi ideali. Non possiamo dimenticare le nostre origini né la nostra identità carismatica, come ci ricordano le nostre Costituzioni: «I popoli non ancora evangelizzati sono stati oggetto speciale della premura e dello slancio apostolico di Don Bosco. Ravvisiamo nel lavoro missionario un lineamento essenziale della nostra Congregazione» (Cost. 30).

         Non ho alcun dubbio che il Signore benedirà la nostra generosità.

Vi ricordo il modo di procedere. Quando il Rettor Maggiore riceve una telefonata, una lettera, una e-mail da parte di un confratello che manifesta questo desiderio, si inizia un sereno e profondo discernimento in dialogo con il confratello e con l’Ispettore da parte del Dicastero per le Missioni, informando successivamente il Rettor Maggiore dei passi percorsi. Molte volte il discernimento fa risaltare l’idoneità del candidato. Alcune volte no. Però sempre nella ricerca del bene della persona e della missione.

         Questo è il mio appello, cari Confratelli, e vi invito a pregare per questo in tutta la Congregazione. Ci sono molte persone che non hanno ancora ricevuto l’annuncio del Vangelo. Ci sono molti giovani che hanno bisogno dell’amico, fratello e padre che saranno i Salesiani che andranno ad incontrarli. Condivideremo la vita con loro, li aiuteremo a prepararci per la vita e offriremo loro “ascolto e accompagnamento”, sempre alla ricerca del loro bene. (Strenna 2018).
L’Ausiliatrice benedica questa generosità e Don Bosco ci accompagni per essere autentici discepoli missionari di Gesù.

Con affetto.