Rettor Maggiore

Messaggio ai giovani del mgs 2015, Festa di Don Bosco 2015

DIREZIONE  GENERALE  OPERE  DON BOSCO
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    Il Rettor Maggiore

MESSAGGIO AI GIOVANI DEL MGS 2015

A motivo della Festa di Don Bosco

«SCRIVO A VOI, GIOVANI, PERCHÉ SIETE FORTI
  E LA PAROLA DI DIO DIMORA IN VOI» (1 Gv, 2,14) 

  Miei  carissimi giovani:
    È la prima volta che ho l’opportunità  di scrivere come Rettor Maggiore a tutto il MGS del mondo, in occasione della  grande Festa di Don Bosco, ancora più speciale quest’anno poiché stiamo  celebrando il Bicentenario della sua nascita.
    Con molto piacere continuo la  tradizione che in questi ultimi anni aveva iniziato il nostro Rettor Maggiore  Emerito, D. Pascual Chávez Villanueva, che è una bella tradizione e una splendida  opportunità di essere in comunicazione con voi in tutti i luoghi del nostro  mondo salesiano. E ho scelto come titolo di questo messaggio le belle ed  energiche parole che leggiamo nella prima lettera di San Giovanni:
  «Scrivo a voi,  giovani,
  perché siete forti
  e la Parola di Dio
  dimora in voi» (1Gv   2,14)
  Il motivo di  questa scelta è che mi sembra una bellissima concretizzazione della chiamata  che oggi il Signore Gesù fa a ciascuno di voi e che senza dubbio Don Bosco, con  la sua genialità educativa, saprebbe tradurre in sfida e traguardo della vita  quotidiana per i suoi giovani.
    Miei cari giovani, non posso  nascondervi questa mia profonda convinzione: il Signore, Gesù di Nazareth,  Figlio del Padre, è la via autentica per la vera felicità di ciascuno di noi,  di ciascuno e ciascuna di voi.
    E,  come ha detto il Papa Francesco a voi giovani:[1]
  «  Gesù ci invita a seguirlo, a percorrere con Lui il cammino dell’amore,
  l’unico che conduce  alla vita eterna.
  Non è un cammino  facile, ma il Signore ci assicura la sua grazia,
   e  non  ci lascia mai soli...
  Se apriamo la porta a  Gesù, se lasciamo che Egli sia presente nella nostra vita,
  se condividiamo con  Lui le gioie e le sofferenze,
  sperimentiamo una  pace e una gioia che solo Dio, amore infinito, può dare».

1.  Scrivo a voi, perché siete forti

  Miei cari  giovani, questaè una affermazione della Parola di Dio, che è molto  distante dall’essere una adulazione o una parola vuota. È in pienezza un’affermazione  che esprime come il nostro Dio, nel suo Amore, ha la certezza che voi siete una  garanzia per il Regno e per una Umanità più giusta e fraterna.
  La sicurezza  che sarà così è nell’adesione di ciascuno di noi, di ciascuno di voi, al  Signore Gesù, a Gesù Cristo. In verità, miei amici e amiche, Egli non sarà mai  un estraneo se gli date uno spazio nel vostro cuore. Egli è, e sarà per voi  l’espressione più piena dell’Amore e il “volto umano di Dio” che desidera la  vostra felicità, di tutti e di ciascuno di voi, e che  vi interpella per aiutarvi a crescere.
    Il nostro amato Don Bosco  concretizzava questa chiamata del Signore in ciascuno dei suoi ragazzi, come  farebbe oggi tra voi, aiutandovi a fare un pregevole cammino di fede, che vi  porterà a sperimentare molto realmente l’amore di Dio nelle vostre vite.
  Don  Bosco credeva ciecamente, pienamente in voi giovani. Faceva sue proprie le  inquietudini, speranze e gioie dei suoi giovani (e di voi), vivendo con i suoi  giovani, in mezzo a loro e con loro, e in quello che era un dono speciale in  lui, di essere uomo della relazione personale, del buon tratto, dell’amicizia e  del dialogo, dava ai suoi giovani tutta la fiducia per essere veramente “forti”  nel cammino della vita, forti nella fede, credendo realmente nelle proprie  capacità e possibilità, credendo che voi potete essere, e dovete essere, perché  così chiede il Signore, i veri protagonisti delle vostre vite.  

2.  Permetteteci di camminar con voi, tra voi, al vostro lato

  Don Bosco scoprì con grande forza la paternità infinita  di Dio e andò permettendo, nella sua libertà, che lo Spirito formasse in lui un  cuore di padre dei suoi ragazzi, un cuore pieno di fiducia e gratitudine, che  lo portava a darlo tutto e a dare tutto se stesso per i suoi  giovani, con lo stesso cuore di Gesù Buon  Pastore, attratto in modo speciale dai più piccoli e dai poveri.
    Allo stesso modo di Don Bosco, oggi,  tutti quanti formiamo parte del grande albero che è la Famiglia Salesiana, vorremmo  camminare con voi, tra di voi, al vostro lato, rinnovando la nostra amicizia, tracciando  insieme un cammino che ci porta tutti, congiuntamente, ad “essere forti” (come  ci chiede la Parola di Dio), a camminare insieme verso gli ideali del vero  progetto di uomo o donna, che Gesù ci ha mostrato.
    Questo camminare insieme vuol significare che ci  educhiamo reciprocamente, apportando ciascuno il dono che noi siamo; significa  che ci obblighiamo a metterci in cammino per continuare a crescere, avendo  attenzione, simpatia e interesse per l’altro, per l’altra, condividendo quegli  aneliti, desideri e speranze che riempiono di senso le vostre giovani vite, e  le nostre, come risposta all’invito sempre attuale e rinnovato che ci fa il  Signore, di essere dei suoi, di essere suoi discepoli.
  E  in questo essere giovani di oggi, credenti, discepoli e missionari di Gesù,  come ci chiede il Papa Francesco, io vi invito, cari giovani, a bere alla fonte  della spiritualità salesiana, che in modo concreto ci porterà a Gesù, a stretto  contatto con il cuore di Don Bosco.
  Questa  spiritualità, sulla scia di Don Bosco, attira i giovani più in là della sua  persona, verso Dio. È questo un desiderio del cuore pastorale di quanti  desideriamo camminare con voi, al vostro fianco: puntare sulla fede, con la  convinzione che in essa Gesù di Nazareth offre, offre a tutti noi, un cammino  che conduce alla pienezza.  
    Questa  spiritualità giovanile salesiana, che vi proponiamo di scoprire e vivere insieme,  è una spiritualità del quotidiano, un quotidiano che si ispira a Gesù Cristo,  persona nella quale voi, giovani, riconoscete la presenza di Dio e potete  vivere la sua realizzazione personale.
    È  anche una spiritualità della gioia e dell’ottimismo, che non rifiuta lo sforzo  e la responsabilità, ma che guarda la vita con speranza.
    È  la spiritualità dell’amicizia con Gesù, il Signore, e che nella comunione  ecclesiale offre l’opportunità di crescere e maturare nella fede.
  È, infine, una  spiritualità del servizio e della donazione agli altri nel quotidiano e nella  semplicità.
    È  questo il modo di vivere salesiano, che si fonda su una convinzione gioiosa e insieme  fondamentale: nella vita ordinaria, nel  giorno dopo giorno, nella quotidianità possiamo incontrare il Signore.
  Termino queste parole, miei cari  e care giovani, esprimendovi lo stesso che farò, tra poco, a Valdocco, davanti all’Ausiliatrice.  Vi affiderò a Lei, metterò, dal profondo del cuore, la mia intenzione e il mio  pensiero per ciascuno e ciascuna di voi, pur senza conoscervi tutti. Senza  dubbio la Madre vi accompagnerà con la sua tenerezza e vi aiuterà in questo  cammino fino all’Incontro con il Signore e all’incontro con gli altri giovani e  anche con quelli che hanno bisogno di voi.

  Con tanto affetto.

Ángel  Fernández Artime
  Rettor Maggiore

    [1] Messaggio del Santo Padre Francesco  per la XXIX Giornata Mondiale della Gioventù (2014)