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Presentazione sintetica del Capitolo Generale 27

 

Presentazione

 

 

Capitolo Generale 27°: esperienza vocazionale
Radicati nel Vangelo della gioia

Il Capitolo Generale 27°, oltre ad essere “il principale segno dell’unità della Congregazione nella sua diversità” (C 146), è stato per me un’esperienza di grazia, di fraternità salesiana, di interculturalità e di discernimento.

a) E’ un tempo eccellente di formazione permanente per lo stile di preghiera, ben preparata, ricca di Parola di Dio e ‘molto salesiana’ perché esprime la creatività pastorale delle ispettorie; posso dire di non aver mai pregato così bene come nel CG27. Riflettere sui diversi contesti sociali e culturali, ascoltare le varie impostazioni teologiche… era come partecipare a lezioni di teologia nella migliore delle università. Sentire espresse con forza e convinzione le grida dei giovani dei cinque continenti tocca il cuore…

b) E’ un tempo di intensa fraternità salesiana: vedere il volto asiatico e africano della congregazione riempie di gioia e suscita nel cuore sentimenti di gratitudine a Dio perché Don Bosco vive oggi in molte parti del mondo. Ho conosciuto molti salesiani, ho parlato con altrettanti e a molti ho solo letto in faccia perché non comprendevo il loro idioma..

c) E’ un tempo di interculturalità  molto forte: il segno era il mettersi la ‘cuffia’ durante le asseblee plenarie per ascoltare tante lingue diverse… appartengo a una congregazione ‘cattolica’ nel senso etimologico della parola, cioè universale. Ho convissuto con 210 salesiani, di 92 ispettorie, che vivevano in 58 nazioni diverse e parlavano 55 idiomi diversi… quale ricchezza umana e cristiana!

d) E’ un tempo di discernimento per sapere quel che Dio vuole oggi dal carisma salesiano. Nel 2009 abbiamo celebrato quel che è successo quel 18 dicembre del 1859, il giorno in cui Don Bosco diede origine, nell’intimità della sua abitazione, a quella che sarebbe stata chiamata “Società di San Francesco di Sales”. Quei diciotto sono i nostri ‘padri fondatori’, quasi tutti giovanissimi. L’anno prossimo celebreremo i 200 anni dalla nascita di Don Bosco. Una domanda dobbiamo gridare ed è: “cosa vuole Dio da noi oggi?”.

Se posso riassumere il documento e lo spirito del CG27, lo farei con queste parole:
“in-centrarci”, “con-centrarci” e “de-centrarci”.

  • Incentrarci” su ciò che è essenziale: Cristo, il suo Vangelo di gioia e non sulle attività e sulle opere.
  • “Concentrarci” in comunità fraterne che siano fonte di attrattiva vocazionale per l’amore, senza perderci in troppe attività.
  • “Decentrarci” per andare alle nuove frontiere dove abitano i giovani di oggi.

Certamente è necessario leggere il documento del CG27, il più breve che sia stato prodotto in questi ultimi anni della nostra storia salesiana.
Per aiutare la lettura, alcune indicazioni:

  • Il CG27 è in continuità con i precedenti, ma mette in evidenza la radice evangelica della nostra consacrazione apostolica. Si inserisce nella novità e nella gioia della ‘Evangelii Gaudium’ di Papa Francesco.
  • I tre nuclei – Mistici, Profeti, Servi – costituiscono un unico e triplice dinamismo della grazia di unità, che è dono di Dio e compito nostro allo stesso tempo.
  • Una icona evangelica per illuminare: la vite e i tralci  (Gv 15,1-11), un invito ad essere profondamente radicati in Cristo, in questo triplice ed unico movimento: rimanere, amare e dare frutto. Radicati nel Vangelo della gioia!
  • Un solo obiettivo da raggiungere: “Testimoniare la radicalità evangelica attraverso una continua conversione spirituale, fraterna e pastorale”, nel triplice vissuto:
    • .  vivendo il primato di Dio
    • .  costruendo comunità fraterne
    • .  mettendoci al servizio dei giovani più poveri.
  • Una radicalità evangelica molto salesiana: “Lavoro e temperanza”.

Lavoro e temperanza sono il modo salesiano di vivere la radicalità evangelica. Sono per noi due realtà inseparabili: “Il lavoro è la visibilità della mistica salesiana ed anche l’espressione della passione per le anime; la temperanza è la visibilità dell’ascetica salesiana e l’espressione del ‘cetera tolle’” (ACG 413,p.45). Non c’è mistica senza ascetica e viceversa; non c’è lavoro senza temperanza e non c’è temperanza senza lavoro; è grazia di unità.

  • Il metodo usato in tutto questo processo: “ascolto”,”lettura”, “cammino” si esprime anche in un triplice movimento:
    • Come Don Bosco, in dialogo col Signore, camminiamo insieme, spinti dallo Spirito …
    • … facendo esperienza di vita fraterna, come a Valdocco, disponibili alla progettualità ed alla collaborazione…
    • … in uscita verso le periferie, essendo segni profetici al servizio dei giovani!
  • Tutto viene offerto come una mappa in cui ogni salesiano, ogni comunità, ogni ispettoria, ogni regione potrà scegliere e disporre il proprio cammino, secondo il proprio contesto reale.
  • Maria: modello di radicalità:

Benedetta sei tu Maria, Donna dell’Ascolto,
perché hai vissuto nella ricerca del volere di Dio su di Te.
E, quando ti è stato rivelato il Suo disegno,
hai avuto il coraggio di accoglierlo,
abbandonando il tuo progetto di vita
per fare tuo quello del Signore.
Madre dei credenti,
insegnaci ad ascoltare Dio
e a fare nostra la Sua volontà,
affinché Egli possa realizzare il suo disegno
per la salvezza dei giovani!

Benedetta sei tu Maria, Madre della comunità nuova,
che ai piedi della croce hai accolto
come figlio tuo, il discepolo amato da Gesù
e hai aiutato la nascita della Chiesa,
nuovo Corpo del tuo Figlio,
realtà mistica di fratelli uniti dalla fede e dall’amore.
Hai accompagnato la vita e la preghiera degli apostoli,
invocando nel cenacolo l’effusione dello Spirito del Risorto.
Madre dei fratelli del tuo Figlio,
insegnaci a formare comunità
che siano un cuore solo e un’anima sola.
La nostra comunione, la nostra fraternità e la nostra gioia
siano una testimonianza viva
della bellezza della fede e della nostra vocazione salesiana.

Benedetta sei tu Maria, Serva dei poveri,
perché prontamente ti sei messa in cammino
per servire una madre bisognosa
e ti sei fatta presente a Cana,
condividendo le gioie e le tristezze
di una giovane coppia di sposi.
Non hai guardato alle tue esigenze,
ma alle loro necessità
e hai indicato tuo Figlio Gesù
come il Signore che può donare all’umanità
il vino nuovo della pace e della gioia nello Spirito.
Madre dei servi, insegnaci a uscire da noi stessi,
per andare incontro al nostro prossimo,
affinché, mentre rispondiamo ai loro bisogni,
possiamo offrire Gesù, il dono di Dio, il dono più prezioso!
Amen.

Il documento termina con varie deliberazioni capitolari che rendono più contemporanea l’evangelizzazione salesiana.

Buona conversione per ritornare a ciò che è unicamente indispensabile: Gesù Cristo e i giovani.