Santità Salesiana

Angelo Card. Amato, SDB, Omelia giovedì (7-4-2016)

Omelia[1]

Angelo Card. Amato, SDB

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1. È il brano delle beatitudini, autentico codice della santità nella Chiesa. In questo anno giubilare mi soffermo sulla beatitudine della misericordia: «Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia» (Mt 5,7).

Nella cultura cristiana la parola misericordia ha molti significati e può indicare carità, bontà, perdono. Essa include anche una molteplicità di gesti, che la tradizione ha concretizzato in quattordici comportamenti pratici, le cosiddette opere di misericordia corporale (dar da mangiare agli affamati, da bere agli assetati, visitare gli ammalati…) e spirituale (consolare gli afflitti, perdonare le offese, seppellire i morti …). 

Si tratta di manifestazioni che sin dall'inizio hanno caratterizzato i seguaci di Gesù, non rare volte in contrasto con una certa cultura del tempo, che riteneva la compassione, la misericordia, la pietà come una debolezza umana. Gli stoici, ad esempio, la consideravano una malattia dell'anima, che turberebbe la pace del saggio. Bisogna, tuttavia, aggiungere che questo non impediva a Cicerone, di giudicare la misericordia come un segno di saggezza - «È proprio dell'uomo buono avere misericordia» - e di condannare come assurda la concezione stoica.

La misericordia cristiana, però, non è solo espressione filantropica, ma ha profonde radici teologiche. Misericordioso è la qualifica del nome stesso di Dio, così come fu rivelato a Mosè: «Il Signore passò davanti a lui proclamando: "Il Signore, il Signore, Dio misericordioso e pietoso, lento all'ira e ricco di grazia e di fedeltà"» (Es 34,6). 

Questa traccia preziosa della bontà divina si afferma pienamente nella rivelazione neotestamentaria di Dio come amore (cf. 1Gv 4,8.16). Il Magnificat di Maria è il canto della misericordia divina, che di generazione in generazione si stende su quelli che lo temono (cf. Lc 1,50). 

2. La misericordia tocca trasversalmente tutti i santi e qualifica al meglio il loro eroismo virtuoso. Se vogliamo fare qualche nome, io citerei, ad esempio, Madre Teresa di Calcutta, prossima a essere canonizzata (4 settembre), universalmente conosciuta come la donna della immensa compassione verso i poveri, gli emarginati, gli ammalati, verso tutti coloro che vengono chiamati gli scarti dell'umanità. 

Madre Teresa rivelò il segreto del suo cuore misericordioso in un colloquio con un giovane sacerdote, Angelo Comastri, oggi Cardinale. In un incontro fortuito, la Suora gli disse a bruciapelo: «Quante ore preghi ogni giorno?». Il sacerdote, sorpreso, si aspettava un richiamo alla carità e un invito ad amare di più i poveri. Invece la Madre gli chiedeva quante ore pregava. Poi prendendogli le mani tra le sue disse: «Figlio mio, senza Dio siamo troppo poveri per potere aiutare i poveri! Ricordati: io sono soltanto una povera donna che prega. Pregando, Dio mi mette il Suo Amore nel cuore e così posso amare i poveri. Pregando!». Per lei la misericordia profluiva come pioggia dal cielo dall’unione con Dio nella preghiera.

Dopo aver ritirato nel 1979 il premio Nobel, nel suo viaggio di ritorno da Oslo, Madre Teresa si fermò a Roma. I giornalisti si precipitarono a intervistarla e la Madre li accolse pazientemente mettendo nella mano di ciascuno una piccola medaglia dell'Immacolata. A un giornalista che le manifestò la sua convinzione che dopo la sua morte il mondo sarebbe stato lo stesso come prima, pieno di cattiveria, la Madre rispose con semplicità: «Vede, io non ho mai pensato di poter cambiare il mondo! Ho cercato soltanto di essere una goccia di acqua pulita, nella quale potesse brillare l'amore di Dio. Le pare poco?». Poi, nel silenzio commosso dei giornalisti la Madre continuò: «Cerchi di essere anche lei una goccia pulita e così saremo in due. È sposato?». «Sì, Madre». «Lo dica anche a sua moglie, così saremo in tre. Ha dei figli?». «Tre figli, Madre». «Lo dica anche ai suoi figli, così saremo in sei...». La Madre invitava al contagio benefico della misericordia.

3. Altri esempi di misericordia sono i santi ospedalieri, come San Giovanni di Dio, San Camillo de Lellis, che hanno fatto della misericordia il programma del loro apostolato a favore degli ammalati; i santi della carità, come San Vincenzo de Paolis, San Massimiliano Kolbe, Santa Faustina Kowalska; i santi educatori della gioventù, come San Giovanni Bosco. 

Qui vorrei ricordare Giovanni Paolo II, il Papa che, a partire dall’anno 2000, celebrò la II Domenica di Pasqua come Domenica della Divina Misericordia. San Giovanni Paolo II è il Papa che, con l'enciclica Dives in misericordia (30 novembre 1980), ha spalancato la finestra sul paradiso, rivelandoci il volto del Padre, ricco di misericordia verso tutti.

Ma la galleria dei santi maestri di misericordia non si ferma ai pochi che abbiamo citato. Tutti i santi sono toccati dalla misericordia divina, diventandone ministri. Tutti sono figli della Madre della Misericordia, capolavoro della misericordia divina.

4. Nell’indire l’anno giubileare della misericordia Papa Francesco afferma: «Scelta per essere la Madre del Figlio di Dio, Maria è stata da sempre preparata dall'amore del Padre per essere Arca dell'Alleanza tra Dio e gli uomini. Ha custodito nel suo cuore la divina misericordia in perfetta sintonia con il suo Figlio Gesù». È Maria che, con senso materno, forma i fedeli all’esercizio della misericordia, educandoli a viverla mediante le opere di misericordia corporale e spirituale. 

Infine, sono molte le Congregazioni religiose maschili e femminili segnate dal carisma della misericordia. In quest’anno giubilare esse diffondono il profumo della misericordia divina nel mondo intero, soprattutto nel cuore dei piccoli e dei tanti bisognosi del mondo.

Approfittiamo anche noi di questo anno giubilare per sperimentare anche noi la gioia della misericordia divina nel perdono dei nostri peccati col sacramento della riconciliazione. 


[1] Pronunciata a Roma, il 7 aprile 2016, al Seminario di studio sulle cause di Beatificazione e Canonizzazione.