Santità Salesiana

Il Vicario del Rettor Maggiore: mercoledì (6-4-2016)

                     

SOCIETA’ DI SAN FRANCESCO DI SALES

casa generalizia salesiana

Via della Pisana 1111 - 00163 Roma

Il Vicario del Rettor Maggiore

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Seminario per la promozione

delle cause di beatificazione e canonizzazione

nella Famiglia salesiana

 

Roma, 6-10 aprile 2016

 

 

 

Carissimi Fratelli e Sorelle

Membri della Famiglia salesiana

 

Vi porgo un cordiale saluto e un affettuoso benvenuto qui al “Salesianum” della Casa generalizia salesiana in occasione dell’inizio del Seminario per la promozione delle cause di beatificazione e canonizzazione nella Famiglia salesiana.

 

Desidero esprimervi innanzitutto la mia gioia per la realizzazione di questo primo Seminario che ci farà prendere coscienza dell’impegno che siamo conducendo avanti per la promozione della santità, e non solo dei processi di beatificazione e canonizzazione, all’interno della Famiglia salesiana. Sarà certamente anche l’occasione per assumere orientamenti di crescita, per rafforzare i punti di forza e per superare le eventuali debolezze che abbiamo in questo campo.

 

Sono rimasto sorpreso del crescente interesse che ha trovato questo Seminario; ciò è testimoniato anche dalla vostra numerosa e inaspettata partecipazione. Ciò è anche dovuto all’animazione del gruppo che ha preparato questo Seminario, gruppo coordinato da don Pier Luigi Cameroni. Li ringrazio sentitamente per la loro dedizione. E’ un incontro tanto desiderato e ben preparato, con largo anticipo e con attenzione ai dettagli.

 

Desidero ora offrirvi anche un apporto di riflessione e qualche interrogativo, che potrà trovare risposta all’interno di questo Seminario, attraverso le relazioni che verranno proposte, la condivisione delle nostre esperienze e i suggerimenti che offriremo.

 

1. La santità che fiorisce nella Famiglia salesiana è una preziosa eredità per tutti i gruppi della Famiglia stessa. La santità salesiana presenta una ricchezza e varietà di figure, che appartengono ai diversi gruppi e rappresentano le diverse vocazioni nella Chiesa e nella Famiglia salesiana stessa. Ogni gruppo ha la responsabilità di scoprire tali figure, di farle conoscere, di suggerire la promozione di una causa. Una volta però che queste figure emergono e diventano visibili sono un patrimonio comune di tutti; non appartengono esclusivamente a un gruppo; sono una ricchezza per tutta la Famiglia salesiana, anzi per tutta la Chiesa. Qui sorge allora una prima serie di interrogativi. Abbiamo coscienza di avere questo tesoro spirituale e pastorale? Oppure si tratta di un tesoro nascosto e di una perla preziosa che non abbiamo scoperto e soprattutto non ancora pienamente valorizzato? Ogni gruppo della Famiglia salesiana si preoccupa di individuare qualche figura di santità e di far conoscere non solo le propri figure di santità? Diceva Giovanni Paolo II: “Dobbiamo avere il coraggio di proporre a tutti una misura alta di vita cristiana ordinaria”, che è appunto la sanità. Proporre le figure di santi ci incoraggia a incamminarci sulla strada di santità.

 

2. Diceva il Papa Benedetto XVI e il Papa Francesco lo ripete: “la Chiesa cresce non per proselitismo, ma per attrazione”. Ciò che fa crescere la Chiesa non è la propaganda, ma la testimonianza. Anche la nostra Famiglia salesiana cresce non per la pubblicità che fa, anche se è importante la comunicazione istituzionale, ma soprattutto per la sua capacità di essere attraente. Ciò che attrae è la bellezza e il fascino della testimonianza di amore al Signore Gesù, di fraternità e comunione, di dedizione generosa, di vicinanza alla gente, ai giovani e ai poveri. Le figure dei santi salesiani, fatte conoscere, attirano; così pure anche la nostra testimonianza personale di santità. Comunicare il nostro amore al Signore Gesù, la nostra gioia di essere suoi discepoli, il nostro coraggio di essere apostoli, non è proselitismo, ma offrire a tutti attraverso la la bellezza e la gioia di ciò che sperimentiamo. Lo stesso vale per il nostro amore, imitazione, invocazione di Don Bosco; e così anche nei riguardi dei nostri santi. Sappiamo allora presentare la bella testimonianza dei nostri santi, farla conoscere, invitare alla sua imitazione e alla invocazione? La testimonianza dei santi sarà capace di attrarre vocazioni per i gruppi della Famiglia salesiana.

 

3. La santità salesiana deve diventare sempre più una santità giovanile e popolare. Mi fa piacere che a questo seminario partecipino alcuni i laici e che la Postulazione della Famiglia salesiana abbia come collaboratori dei laici. Sarebbe desiderabile anche coinvolgere dei giovani. Se le nostre figure di santità non diventano una proposta con il popolo di Dio e con il popolo di Dio resta una proposta chiusa e autoreferenziale. Anche in questo caso sono necessari momenti, iniziative e strategie di inclusione, superando le eventuali esclusioni, anche inavvertite. Abbiamo grande potenziale di santità che dobbiamo condividere; occorre allargare il coinvolgimento.

 

4. Concludo accennando a due domande, espresse in modo un po’ provocante, domande che potremo affrontare in questi giorni e che riguardano la nostra situazione attuale nel promuovere la santità salesiana. Dovremo cercare le vie per rispondere in modo adeguato.

4.1. Primo interrogativo. I nostri beati, venerabili, servi di Dio hanno alle spalle un gruppo di religiosi, religiose, laici e giovani che ne promuovano la conoscenza e l’imitazione? Ci possono essere gruppi o associazioni territoriali, che si riferiscono ai luoghi in cui tali figure sono vissute. Chi si interessa di Don Rua? Certamente le VDB sono interessate al beato Filippo Rinaldi. Ci possono essere anche gruppi che coinvolgono più ambienti e territori. Ci sono gruppi “Mamma Margherita” dove lei è vissuta, anche nella Famiglia salesiana e nel mondo?

4.2. Secondo interrogativo. Abbiamo attenzione a invocare i nostri beati e venerabili? Se non li preghiamo, non potremo ottenere miracoli da Dio per loro intercessione. Non abbiamo più fiducia nella comunione dei santi e quindi nella loro capacità di intercessione? Non abbiamo più bisogno di miracoli? O non crediamo più ai miracoli? Chi si interessa di invocare il Venerabile don Giuseppe Quadrio o il beato Artemide Zatti o il Venerabile Simone Srugi? Non ho dubbi che le suore Ferrandine si impegneranno per invocare il Venerabile Mons. Ferrando e per ottenere presto attraverso la sua intercessione da Dio un miracolo.

 

Abbiamo davanti giorni entusiasmanti e impegnativi, che ci aiuteranno camminare più speditamente sulle vie della promozione della santità. Vi ringrazio per la vostra partecipazione e vi auguro una buona riuscita di questo Seminario.

 

Grazie e auguri. 


Don Francesco Cereda