Santità Salesiana

Leonardo Murialdo

 
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Beatificato nel 1963
Canonizzato nel 1970

La scoperta della vocazione sacerdotale

Leonardo Murialdo nasce a Torino nel 1828, ottavo figlio di una famiglia benestante. Orfano di padre a soli quattro anni, riceve comunque un’ottima educazione cristiana presso il collegio degli Scolopi a Savona. In età giovanile attraversa una profonda crisi spirituale, che lo porterà alla conversione e alla scoperta della vocazione sacerdotale. Intraprende a Torino gli studi filosofici e teologici. In questi anni inizia a lavorare all’oratorio dell’Angelo Custode, diretto dal cugino, il teologo Roberto Murialdo.

Respira il sistema preventivo

Grazie a questa collaborazione tocca con mano le problematiche della gioventù torinese: ragazzi di strada, carcerati, spazzacamini, garzoni di bottega. Nel 1851 è ordinato sacerdote. Incomincia a operare in stretto contatto anche con don Cafasso e don Bosco, e da quest’ultimo accetta la direzione dell’Oratorio San Luigi. Leonardo respira il sistema preventivo, lo incarna e lo applica in tutte le sue future opere educative. Nel 1866 accetta la direzione del Collegio Artigianelli di Torino dedito all'accoglienza, alla formazione umana, cristiana e professionale dei ragazzi poveri e abbandonati. Compie innumerevoli viaggi in Italia, Francia e Inghilterra per visitare istituzioni educative e assistenziali, per apprendere, confrontare e migliorare il proprio sistema educativo.

Fonda la Congregazione di San Giuseppe (Giuseppini del Murialdo)

È tra i promotori delle prime Biblioteche popolari cattoliche e dell’Unione degli Operai Cattolici, di cui sarà per lunghi anni assistente ecclesiastico.

Nel 1873, con il sostegno di alcuni collaboratori, fonda la Congregazione di San Giuseppe (Giuseppini del Murialdo). Il fine apostolico è l'educazione della gioventù, specialmente di quella povera e abbandonata. Apre oratori, scuole professionali, case famiglia per ragazzi lavoratori e colonie agricole, approfondisce il suo impegno nelle associazioni laicali, specialmente nel campo della formazione professionale dei giovani e della buona stampa. Il suo motto era: Fare e tacere.

Contemplativo nell’azione come don Bosco

Fu uomo di spirito e di preghiera, contemplativo nell’azione come don Bosco. Verso il 1884 fu colpito da diversi attacchi di broncopolmonite: don Bosco andò a benedirlo e, nonostante prove e disturbi, visse ancora fino al 1900. La perdita del padre in tenera età ispirò anche Leonardo ad essere padre e guida dei giovani che il Signore gli volle affidare. La vita, lo stile e l'opera lo affiancano al suo amico e modello san Giovanni Bosco.

Paolo VI lo proclamò beato nel 1963 e santo il 3 maggio 1970. 

 

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