Santità Salesiana

Costantino Vendrame

 
 
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Inizio dell'Inchiesta diocesana: 19. 08. 2006

Intelligenza e bontà

Costantino Vendrame nacque a San Martino di Colle Umberto, in provincia di Treviso, il 27 agosto 1893. I suoi genitori Pietro ed Elena Fiori gli insegnarono ad amare il lavoro e il sacrificio, e soprattutto il Signore. Fin da piccolo Costantino svettava per la sua intelligenza e la sua bontà.

Nel 1913 entrò nel noviziato salesiano di Ivrea. Dopo una prima esperienza nell’oratorio di Chioggia, fece il servizio militare obbligatorio, che temprò ulteriormente il suo carattere.

Missionario in India

Nel marzo del 1929 fu ordinato sacerdote e, nell’ottobre, ricevette il crocifisso missionario nella Basilica di Maria Ausiliatrice. A 31 anni partì per l’India. Non appena giunto a Shillong, si impegnò subito nell’apprendimento della lingua locale, cosa che gli riuscì in un periodo straordinariamente breve.

Apstolo del Nord-Est

Nel giro di cinque anni le parrocchie affidate al suo ministero crebbero a dismisura, incrementando il numero dei battezzati da 400 a 1449. Lavorò specialmente nel Nord-Est indiano. Visitava continuamente i villaggi, incontrando la gente e i bambini: si faceva uno di loro, cercava il contatto umano. Entrava nelle case dei poveri e degli ammalati, li aiutava e parlava con loro, ascoltava i loro racconti e, dopo essere diventato loro amico, raccontava la vita di Gesù. Intuì l’importanza della donna nella cultura dei Khasi. Creò un gruppo di donne, che chiamò “Apostole dei Khasi” che si occupavano di evangelizzare i poveri e i bambini.

All'avanguardia con i mass-media

Sempre all’avanguardia come don Bosco, usava i mass-media per evangelizzare i villaggi, e proiettava la vita di Gesù. Alla proiezione partecipavano numerosissime persone che, subito dopo, chiedevano il battesimo. Don Costantino puntò sulla formazione di catechisti laici che evangelizzavano le comunità e lo accompagnavano nei suoi viaggi. Da buon salesiano avviò e seguì gli oratori festivi, educò centinaia di bambini, riuscendo anche a entrare nelle loro famiglie e allargando così l’opera di evangelizzazione. Portò il cristianesimo anche tra gli indù, i mussulmani e i metodisti, tanto che veniva paragonato a san Francesco Saverio o a san Paolo.

Sembrava sempre in comunione con Dio

Era umilissimo e di grande preghiera: sembrava sempre in comunione con Dio. Devotissimo del Sacro Cuore di Gesù, fece erigere due santuari, uno a Malawai e l’altro a Wahiajer.

Una devozione filiale a Maria Ausiliatrice

Come don Bosco, aveva una filiale devozione a Maria Ausiliatrice, di cui parlava sempre. Costituì anche un gruppo di giovani donne, che chiamò la “Legione di Maria”, con il compito di visitare i poveri e i malati e di pregare per loro. Si dedicò al Nord-Est dell’India fino all’ultimo respiro: era ormai un abito logoro, che non si poteva più ricucire. Morì santamente il 30 gennaio 1957 nell’ospedale di Dibrugarh.

 

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