Santità Salesiana

Ignazio Stuchly

 

 

 

 

 

 

Inizio dell'Inchiesta diocesana: 5-3-1993; Conclusione dell'Inchiesta: 20-1-2001

Vocazione adulta a Valsalice

Ignazio Stuchly nacque ad Olomouc, in Moravia, il 14 dicembre 1869.Ebbe la fortuna di crescere in un ambiente familiare e scolastico ricco di valori cristiani, nonostante le persecuzioni. Terminò gli studi ginnasiali nella Slesia austriaca. Poiché sentiva la chiamata del Signore, gli suggerirono di andare a Torino da don Bosco.

Don Rua lo mandò a Valsalice, dove fu accolto come vocazione adulta. Dopo il noviziato, fece la filosofia a Ivrea e studiò agronomia, conseguendo il diploma. Viene mandato a Gorizia dove insegna e studia la teologia. Svolge con amore ed esattezza numerosi incarichi, tanto che ci si dimentica della sua ordinazione sacerdotale. Ignazio aspetta e obbedisce, come farà per tutta la vita, fino all’età di 32 anni.

Alle missioni...al Nord!

Il suo confessionale è subito affollato perché si dice che sia un prete saggio e prudente. Chiese di andare nelle Missioni, ma don Rua gli rispose: "La tua missione è al Nord!". Nel 1921 don Stuchly fu mandato a Ljubljana a dirigere i lavori di costruzione del santuario di Maria Ausiliatrice. In una terra impoverita dalle guerre, cerca con umiltà le offerte per sostenere i confratelli e completare il santuario, che verrà terminato e consacrato nel 1924.

Nella casa di Perosa Argentina, vicino a Torino, da alcuni anni si raccoglievano i giovani cecoslovacchiche si preparavano a trapiantare l'opera salesiana in patria. Ignazio è chiamato a dirigerla, anche perché era uno dei pochi salesiani “cechi” in congregazione.

Apre la prima casa a Frystak 

Nel 1927 fu mandato in Cecoslovacchia ad aprire la prima casa a Frystak, di cui fu direttore dal 1928 al 1934. Passò poi direttore della nuova casa di Moravska Ostrava. Ignazio ha 66 anni, ed è ormai il padre dei salesiani “cechi”.Viene dunque nominato ispettore della Cecoslovacchia, e come sempre obbedisce.

Una fiorita vocazionale

Grazie al suo carisma di governo, la regione assiste a una vasta fioritura vocazionale. Sotto di lui sorsero in Cecoslovacchia 12 case salesiane con 270 religiosi, tutti boemi e moravi, più 20 altri salesiani che lavoravano nelle Missioni. Il suo spirito di lavoro, la pietà semplice, tanto raccomandata da don Bosco, e la sua amorevolezza verso tuttifecondarono quella terra.

Il dolore del comunismo

Affrontò la seconda guerra mondiale rafforzando nei confratelli la fede e la speranza, e operando con carità verso i più deboli. Nel 1948 terminò il suo mandato e tornò nella casa di Frystak come confessore. La bufera della persecuzione russa si scatenava sulla Cecoslovacchia, e don Stuchly vide dolorosamente la fine dell'opera salesianada lui creata. Fu colpito dalla malattia: la affrontò cristianamente, e anche allora la sua fede non vacillò. Si spense il 17 gennaio del 1953 a 83 anni di vita.