Dykasterie

Cagliero11 e Intenzione Missionaria Salesiana, Settembre 2026

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Cari amici,

l’intelligenza artificiale ci pone una sfida.

Siamo chiamati, soprattutto come salesiani, a essere sempre più attenti e disponibili nei confronti dei giovani, che cercano un punto di riferimento in adulti significativi. In assenza di questi adulti, non ci pensano due volte a chiedere aiuto a ChatGPT, dove trovano consigli e conforto, ma non trovano quel confronto che si può avere solo con persone vere. In un mondo sempre più dominato dall’intelligenza artificiale, dobbiamo trasformare le nostre case, le nostre chiese e i nostri cortili in oasi, dove i giovani possano incontrarsi e trovare educatori attenti, che li aiutino ad affrontare le sfide proprie della loro età.

Continuiamo a seguire le orme di Gesù, alla maniera di Don Bosco, essendo profondamente umani, educando ed evangelizzando con vera intelligenza.

▀ Don Pedro André SDB
Nuovo direttore dell’ANS

La gestione delle risorse idriche tra la popolazione pastorale di Korr, in Kenya

Nel paesaggio arido di Korr, nella contea di Marsabit, in Kenya, la gestione delle scarse risorse idriche rappresenta un’ancora di salvezza fondamentale per la sopravvivenza della comunità. Questa regione desertica è afflitta da gravi siccità, precipitazioni irregolari con una media annua di soli 190–205 mm e un’evapotraspirazione enorme. Le fonti tradizionali di acqua superficiale si prosciugano rapidamente, lasciando le famiglie di pastori seminomadi e il loro bestiame esposti a devastanti shock climatici. La situazione delle acque sotterranee non è da meno: la perforazione dei pozzi è costosa e spesso produce acqua salina in quantità limitata. La raccolta dei flussi superficiali stagionali di breve durata attraverso la costruzione di dighe strutturate è quindi diventata l’unico modo praticabile per garantire la sopravvivenza in questa zona, il che richiede soluzioni ingegneristiche innovative e attente strategie di conservazione.

Organizzazioni umanitarie come la nostra, i Salesiani di Don Bosco, hanno tradizionalmente collaborato con i donatori per scavare pozzi a beneficio delle popolazioni pastorali. In futuro, gli esperti dovranno valutare la raccolta delle acque di piena mediante la costruzione di dighe su corsi d’acqua stagionali in secca. Indagini condotte lungo il fiume Balah dimostrano che le dighe in terra possono catturare efficacemente il breve deflusso derivante da stagioni delle piogge sporadiche. A seconda dei finanziamenti disponibili, progetti che vanno da piccoli a grandi bacini idrici potrebbero garantire una capacità di stoccaggio fino a 250.000 metri cubi, protetti da membrane geotessili e massicciate per limitare le perdite dovute all’evaporazione e alle infiltrazioni.

Una corretta gestione delle risorse idriche apporta importanti benefici sociali, sanitari ed economici a migliaia di abitanti dediti alla pastorizia. L’accesso all’acqua pulita a livello locale alleggerirebbe il carico estenuante che grava su donne e bambini, che spesso percorrono fino a 20 chilometri per andare a prelevare acqua contaminata. Un sistema di stoccaggio affidabile migliorerebbe la salute riducendo la malnutrizione e le malattie trasmesse dall’acqua, sostenendo al contempo migliaia di bovini, ovini e caprini. L’integrazione di tecnologie come l’irrigazione a goccia potrebbe inoltre favorire un cambiamento di mentalità, consentendo ai pastori di coltivare ortaggi almeno due volte all’anno. In definitiva, la tutela di ogni goccia d’acqua attraverso comitati di gestione locali potrebbe costituire la base strutturale per la salute, la dignità e la resilienza climatica a lungo termine negli ambienti aridi.

 Dott. Samuel Ébalé
Coordinatore del DBDON, Ispettoria AFE, Kenya

COMUNICARE DON BOSCO NELL’ERA DIGITALE

Caro don Andrei, ti abbiamo chiesto di concederci un'intervista perché hai accesso a tante fonti di informazione salesiane, gestisci il Bollettino Salesiano OnLine e diverse banche dati. Raccontaci qualcosa di più al riguardo?

Il Bollettino Salesiano OnLine, www.donbosco.press, è un’iniziativa promossa dal Rettor Maggiore emerito, don Ángel Fernández Artime, per continuare nel mondo digitale la versione cartacea. Attraverso una presenza multilingue, esso intende parlare con una sola “voce”, capace però di raggiungere persone, culture e contesti diversi. L’evoluzione dei mezzi di comunicazione lo impone. Il motore di ricerca salesiano DBInfo, www.donbosco.info, è nato dall’esigenza concreta di avere fonti salesiane facilmente accessibili per la redazione e la verifica degli articoli. Tuttavia, fin dall’inizio è stato pensato non solo come uno strumento interno, ma come un servizio aperto a tutti coloro che desiderano conoscere meglio Don Bosco e il suo carisma. In questo senso, DBInfo amplia la missione stessa del Bollettino Salesiano: far conoscere, approfondire e diffondere il patrimonio salesiano. Si tratta di uno strumento già molto potente, destinato a crescere ulteriormente sia nelle funzionalità che nei contenuti.

Sappiamo bene che, al giorno d'oggi, avere accesso alle informazioni è fondamentale. Un altro aspetto è come utilizzarle in modo efficace. Che consiglio ci daresti?

Credo che oggi sia necessario “sacrificare” un po’ del nostro tempo per imparare a usare i nuovi strumenti tecnici. In realtà non si tratta di una perdita di tempo, ma di un investimento: una volta acquisita una certa familiarità, possiamo trovare con molta più facilità ciò che ci serve. È un po’ come imparare a leggere e a scrivere: non lo si fa come fine a sé stesso, ma perché è la condizione per accedere alla conoscenza, comunicare, comprendere meglio la realtà. Questo vale per gli strumenti informatici in generale, ma ancora di più per quelli legati alla cosiddetta Intelligenza Artificiale. Non c’è dubbio che si tratti di una tecnologia destinata a incidere profondamente non solo sugli aspetti tecnici della vita, ma anche sulla propria vita cristiana. Perciò è necessario imparare a utilizzarla, conoscerne i limiti e verificare le informazioni ricevute. Rifiutarsi di usarla significherebbe, in un certo senso, restare analfabeti in un mondo nuovo.

Noi, lettori di Cagliero11, siamo orientati verso la dimensione missionaria. Consideri anche il tuo lavoro e i suoi frutti come un’attività missionaria?

La vita di un cristiano è per la sua stessa natura missionaria, perché non si può nascondere la luce ricevuta. Si è ridotto troppo il concetto di missione all’attività di evangelizzare i popoli che non conoscono Cristo, ma la missione non è altro che vivere in pienezza la vita cristiana ed è più chiaramente chiamata missione quando si compie un mandato ricevuto. Pubblicare articoli consultabili da ogni parte del mondo, 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, permette di raggiungere persone e comunità che altrimenti sarebbero difficili da incontrare. In questo senso penso che si potrebbe chiamarsi appropriatamente attività missionaria.

 

– Agenzia iNfo Salesiana