Dykasterie

Cagliero11 e Intenzione Missionaria Salesiana Febbraio 2021

Cagliero11 e Intenzione Missionaria Salesiana Febbraio 2021

Cagliero11 Scarica il file pdf    

INTENZIONE MISSIONARIA SALESIANA

ALLA LUCE DELL’INTENZIONE DI PREGHIERA DEL SANTO PADRE

Violenza sulle donne

Per empatia e amore per le donne in Polonia che hanno subito un aborto.

Preghiamo per le donne vittime di violenza, perché vengano protette dalla società e le loro sofferenze siano prese in considerazione e ascoltate.


CAGLIERO11_146, FEBBRAIO 2021

 

Cari confratelli e amici,

In questo anno, 2021, cele-briamo il centenario della morte di don Paolo Albera, secondo successore di Don Bosco. Il Rettor Maggiore ha proclamato un intero anno dedicato a lui. Albera, che era chiamato “il piccolo Don Bosco”, ci colpisce per la sua semplicità e la sua spiritualità profonda. Un uomo che parlava e scriveva non solo in francese ma anche in inglese, conosciuto bene per la sua visita durata 3 anni a tutte le case dell’America e per il suo modo paterno di accom-pagnare gli oltre 1.500 Sale-siani che furono direttamente coinvolti nella Prima Guerra Mondiale.

Buona festa di Don Bosco a tutti voi! Che possiamo diven-tare, come don Albera, dei “piccoli Don Bosco”.

don Ivo Coelho, SDB
Consigliere Generale per la Formazione

Promuovere la dignità umana

 

Oggi il rispetto della persona umana nella sua unicità e nei suoi diritti fondamentali è un valore comunemente condiviso. Per noi tale riconoscimento si fonda non su una ragione politica ma sulla nostra fede che proclama che l’uomo è creato a immagine di Dio e che “con l’incarnazione il Figlio di Dio si è unito in certo modo ad ogni uomo” (Gaudium et Spes 22), anche quando quell’uomo non è di ciò consapevole. Perciò, l’uomo con la sua vita quotidiana ed esperienza, con la sua gioia e fatica è la via della Chiesa (Redemptor Hominis 14).

Quindi, è alla luce della nostra fede in Cristo che ci impegniamo nella difesa della dignità e dei diritti di ogni persona umana. I diritti umani sono così fondamentali che mai possono essere negati senza che sia messa in pericolo la dignità stessa della persona. Questo nostro impego non consiste nell’operare direttamente sul piano economico, tecnico o politico né nel dare un contributo materiale allo sviluppo, ma essenzialmente nell’educare le coscienze e nel responsabilizzare le persone a difendere i propri diritti e alla loro dignità umana.

Don Bosco ha promosso la dignità dei suoi ragazzi educandoli ad essere buoni cristiani e onesti cittadini ed insegnando loro un mestiere. Non ha mai avuto paura di difendere i loro diritti esigendo dai loro datori di lavoro un contratto lavorativo che garantisse loro un giusto salario e condizioni lavorative dignitose.

Quindi, vivere lo spirito missionario di Don Bosco oggi implica il nostro impegno concreto nel promuovere la dignità umana e nella difesa dei diritti, particolarmente dei giovani, dei poveri e dei deboli che vivono ai margini della società, come i rifugiati, i senzatetto, gli stranieri, specialmente quelli “invisibili” perché non hanno nemmeno la capacità di chiedere aiuto.

Domande per la Riflessione e la Condivisione:

  • Perché promuovere la dignità umana?
  • Come possiamo promuovere la dignità e i diritti di coloro che ora sono affidati a noi?

Don Alfred Maravilla, SDB
Consigliere generale per le Missioni

MAGDA & IWIK: DUE MISSIONARIE CHE LAVORANO DIETRO LE QUINTE

 

Ragazze, lavorando nella comunicazione sociale in un ufficio missionario, vi sentite missionarie?

Magda: Mi piace lavorare per la comunicazione nella Procura Missionaria Salesiana. Sento di appartenere alla famiglia missionaria salesiana lavorando dietro le quinte. In primo luogo, voglio mostrare il bene che sta accadendo nelle missioni.
Iwik: Anche se non sono in missione, posso dare una mano scrivendo sulla situazione attuale, sulle buone opere missionarie e su come aiutare le persone che sono sul campo.

Qual è, secondo voi, il vostro contributo specifico - come giovani laiche - per il lavoro missionario?

Magda: Una prospettiva diversa sul modo di lavorare nel mondo dei media e della comunicazione. Cerco di trasmettere messaggi in modo più accessibile, creare grafici e testi che siano prontamente recepiti dai giovani.
Iwik: Siamo sensibili ai problemi delle persone nei paesi di missione. Possiamo parlarne in un linguaggio moderno e in un modo creativo, utilizzando i mezzi più conosciuti, creando campagne e contenuti che raggiungano i giovani.

Qual è la "cosa" più preziosa che hai portato a casa dalla tua esperienza di volontariato salesiano?

Magda: La lezione più preziosa è stata imparare a vivere qui e ora. Gratitudine per il passato, per gli eventi buoni e per quelli difficili, e non preoccuparsi troppo del futuro. Dare tutto a Dio ed essere fedeli a Lui e alle persone.
Iwik: Sono i rapporti con le persone che ho incontrato lì. Poi, ho visto che i missionari sono i più vicini alle persone, ai loro problemi, conoscono le realtà dei posti in cui lavorano. Il loro aiuto è diretto.

Magdalena Torbiczuk (Magda), Da Twardogóra, Wroclaw.
Dal 2015 lavora nel dipartimen-to media del Mission Center (SOM) a Varsavia come spe-cialista dei social media.
Ha fatto volontariato a Odessa (Ucraina), Gerusalemme (Israele), Betlemme (Palestina).

Iwona Błędowska (Iwik), Da Żyrardów, Varsavia.
Lavora nel dipartimento media del SOM dal 2019, aiutando anche nella formazione dei volontari missionari.
Ha fatto volontariato in una scuola tecnica a Gisneyi in Rwanda.

 

FORUM

 

Il fenomeno dei rifugiati.

Il fenomeno dei rifugiati e degli sfollati interni è un tema molto attuale che costituisce per noi una nuova frontiera missionaria..

Solo nel 2019, 79,5 milioni di persone sono state costrette a fuggire dal proprio Paese, tra questi 26 milioni di rifugiati, la maggior parte accolta nei Paesi confinanti, e 45,7 milioni di sfollati interni..

Il 40% di loro sono minori e questo ci interroga e ci stimola, come Famiglia Salesiana, a proseguire il nostro lavoro portato avanti nei cinque continenti per questa fetta di gioventù che soffre, privilegiando la presenza in mezzo a loro.

Marco Fulgaro, refugees@