Dykasterie

Cagliero11 e Intenzione Missionaria Salesiana, Novembre 2022

 

Scarica il pdf

 

Per i bambini che soffrono

Per alleviare le sofferenze dei bambini poveri senza casa e degli orfani di Haiti

Preghiamo perché i bambini che soffrono – quelli che vivono
in strada, le vittime delle guerre, gli orfani – possano avere accesso all’educazione e possano riscoprire l’affetto di una famiglia.                     

[Intenzione di preghiera di papa Francesco]

CAGLIERO11_167, NOVEMBRE 2022

Ciao a tutti,

In questo mese in cui ricordiamo i missionari salesiani, irradiatori del carisma di Don Bosco in tutto il mondo, ci fermiamo a riflettere sul tema della sofferenza dei più piccoli. Nella nostra società globalizzata dobbiamo riconos-cere che la “cultura dello scarto” ormai dilaga sempre più e gli effetti sono devastanti. Come cristiani, siamo chiamati a vincere l’indifferenza e a testi-moniare che il Vangelo è una buona notizia di Gioia e non lascia spazio alla tristezza. Quest’estate in Venezuela ho apprezzato molto il sorriso e l’accoglienza della gente povera del barrio, pronta a farti entrare nelle loro umili case senza dover nascondere i disagi quotidiani e le umili condizioni di vita. Ho sperimentato che per alleviare la sofferenza è sì necessario impe-gnarsi in opere sociali, garantire i diritti fondamentali, educare i giovani, ma, insieme a tutte queste cose, occorre fermarsi e condividere il proprio tempo con chi ci sta vicino.

Siamo capaci di “perdere tempo” per farci prossimi e ascoltare chi soffre senza cadere nell’efficien-tismo di chi vuole risolvere tutti i problemi degli altri?

Con questo dubbio, vi auguro una buona lettura del Cagliero11.

▀ Marco Fulgaro

Membro laico del Settore per le Missioni Salesiane

C'è povertà negli Stati Uniti

L'SFYC (Salesian Family Youth Centre) si trova in un quartiere a basso reddito di Los Angeles, in California. Molti dei bambini di cui ci prendiamo cura sono nati negli Stati Uniti e i genitori sono immigrati da paesi di lingua spagnola come, tra gli altri, Messico, Guatemala, El Salvador.

La maggior parte dei bambini è bilingue, ma lo spagnolo che parlano è limitato perché normalmente lo imparano a casa. Nel frattempo, i loro genitori fanno due o tre lavori massacranti solo per sopravvivere. Questo fa sì che molti dei loro figli trascorrano molto del loro tempo da soli. I genitori cercano di fornire tutto per i loro figli con l'idea che "avranno ciò che io non avevo". Questo atteggiamento crea un certo tipo di pretese e altri problemi comportamentali nei loro figli.

Senza un chiaro accompagnamento e un sistema di supporto, molti bambini finiranno per vivere nel pericolo e nella paura: il facile accesso alla droga e alle bande complica le cose. Per fare un esempio di vita reale, un paio di mesi fa un ragazzo di 14 anni è stato ucciso in un crimine legato a una banda nel quartiere. Il ragazzo ad un certo punto faceva parte dell’SFYC ma ha smesso di partecipare al programma due anni fa.

Per quanto riguarda l'istruzione, molti dei nostri giovani non aspirano a frequentare il college o le scuole professionali. Una volta terminata la scuola superiore, o abbandonata, cercano un lavoro nel tentativo di aiutare le loro famiglie. C'è un altro fattore che vorremmo menzionare. La maggior parte dei nostri giovani ha una crisi di identità perché percorre un percorso precario tra l'essere latinoamericani o essere cittadini statunitensi. Una volta risolta questa crisi, diventa un enorme vantaggio per il giovane e per la società perché ora può navigare nelle due culture dominanti del Paese.  

Siamo una delle presenze importanti di Don Bosco negli USA. Se vuoi saperne di più su di noi, visita il nostro sito web all'indirizzo www.SalesianClubs-LA.org

 Jc Montenegro,

Delegato ispettoriale dell’animazione missionaria, ispettoria SUO

I SALESIANI AD HAITI AIUTANO LA GENTE CHE SOFFRE

Caro Sg. Ricardo, Haiti è un paese povero afflitto da disastri naturali. Di cosa hanno più bisogno le popolazioni locali oltre agli aiuti finanziari?

Haiti è classificato come il paese più vulnerabile dei Caraibi in termini di disastri naturali. Dal 2010 al 2021, tre grandi disastri naturali hanno colpito il Paese:

  • Il terremoto del 12 gennaio 2010 (222.570 morti e 3,7 milioni di persone colpite);
  • L’uragano Matthew nell'ottobre 2016 (500 morti e 2,1 milioni di persone colpite);
  • Il terremoto del 14 agosto 2021 (2.300 morti e oltre 700.000 persone colpite).

 

Questi disastri naturali hanno aumentato il livello di vulnerabilità della popolazione, soprattutto dei più poveri. Dopo ogni disastro, le popolazioni colpite si trovano generalmente in uno stato di emergenza umanitaria. Pertanto, oltre agli aiuti finanziari, ai kit alimentari e igienici, i pasti caldi sono le loro principali esigenze. Inoltre, si fanno sentire anche aiuti a medio e lungo termine, tra cui: attività psicosociali, programmi di rafforzamento delle capacità di resilienza, programmi di formazione e programmi di ripresa socio-economica.

In che modo i Salesiani di Haiti aiutano i bambini e i giovani più poveri?

Per assistere i bambini e i giovani più poveri, i Salesiani intervengono a diversi livelli.

Programmi di emergenza. I Salesiani, attraverso strutture tra cui la Fondazione Rinaldi, curano la distribuzione di kit alimentari e igienici, la distribuzione di pasti caldi e le attività psicosociali per giovani e bambini.

Programmi di ripresa socio-economica. I Salesiani assistono i contadini fornendo loro materiale agricolo e sementi per risollevarsi economica-mente. Offrono anche programmi di formazione per giovani disperati.

La situazione delle persone e dei Salesiani ad Haiti è difficile. Eppure, anche tu vivi momenti gioiosi e momenti positivi nella tua vita e nel tuo servizio missionario?

I Salesiani di Haiti stanno lavorando per ridare speranza ai bambini e ai giovani in questi tempi difficili. Svolgono diverse attività: patronato; ingegneria scolastica; attività socio-culturali (carnevale di Gesù, bici di Gesù, teatri, balli); giochi (calcio, pallavolo e basket), sensibilizzazione ambientale. Giovani e bambini, essendo musicisti nel cuore, amano le attività festive. Approfittiamo anche delle proposte del Rettor Maggiore per aiutare gli animatori a diventare lievito gli uni per gli altri.