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Cagliero11 e Intenzione Missionaria Salesiana - Agosto 2020

Cagliero11 e Intenzione Missionaria Salesiana Agosto 2020

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INTENZIONE MISSIONARIA SALESIANA

ALLA LUCE DELL’INTENZIONE DI PREGHIERA DEL SANTO PADRE

Per le nuove frontiere missionarie in Oceania

Affinché la presenza salesiana possa inserirsi in tante isole, tra i giovani che ancora chiedono la presenza di Don Bosco.

In Oceania i salesiani sono presenti in 6 Paesi, ma ci sono nuove richieste in Vanuatu, Tonga, PagoPago. Preghiamo affinché il Signore invii il personale necessario e l nuove missioni.


CAGLIERO11_140, AGOSTO 2020

 

Uno sguardo di speranza

Viviamo in un mondo che ha abbattuto le barriere del viaggio e della comunicazione. I social media hanno creato un vero villaggio globale dove più che mai lo spazio fisico non è più un ostacolo ad essere connessi. Ma le crisi ci hanno reso anche più consapevoli della nostra fragilità umana e di una mentalità pagana pervasiva e profonda che crede che la scienza e la tecnologia da sole possano superare il male presente, e soprattutto senza Dio. D’altra parte, i politici populisti hanno attinto al bollente malcontento contro l'immigrazione e un'economia globalizzata che fa sentire le persone abbandonate. In effetti, oggi molti uomini e donne si sentono delusi, diso-rientati e stanchi, con un affievolimento della speranza nel profondo del loro cuore.

E chi non ha speranza vive una vita insopportabile e priva di senso. Allo stesso modo, la disillusione dei credenti nei confronti della no-stra situazione socio-politica, della Chiesa e di se stessi, si traduce in meschinità, una “psicologia della tomba” che si esprime attraverso “il grigio pragmatismo della vita quotidiana”, lo scoraggiamento e una stanchezza interiore (Ev.Gaudium n.83). Questi, a loro volta, consumano lentamente tutto lo zelo per vivere radicalmente la propria fede e condivi-dere il Vangelo. Don Bosco ha dovuto affrontato tutte le avversità, ma non ha mai chiuso la finestra della speranza! Vivere oggi lo spirito missionario significa tenere sempre spalancata la nostra finestra di speranza.

Infatti, solo chi ha uno sguardo di speranza può vedere che i segni della speranza abbondano oggi, anche tra le contraddizioni del nostro tempo: la generosa disponibilità di molti giovani a servire gli altri; l’impegno a promuovere la solidarietà e la dignità umana; la santità autentica di tanti uomini e donne, vissuta nel nascondimento della quotidianità familiare e professionale. È la speranza cristiana che sostiene la nostra gioia di testimoniare il Vangelo con la nostra vita. Non lasciamoci rubare la speranza! Infatti, siamo portatori di speranza perché crediamo che lo Spirito di Dio continua a rinnovare la faccia della terra: “Ecco, io faccio nuove tutte le cose!” (Ap 21, 5).

Per la riflessione:

  • Ho uno sguardo di speranza?
  • Quali sono i segni di speranza che vediamo intorno a noi?

D. Alfred Maravilla, SDB
Consigliere per le missioni

La vita missionaria della Congregazione

 

La Congregazione è presente nel mondo in 134 Paesi: Africa: 43; America: 24; Asia: 29; Europa: 32; Oceania: 6 (dati 2020).

Negli ultimi 20 anni la Congregazione ha inviato ogni anno una me-dia di 30 missionari. Contesti religiosi particolari: il fenomeno della diversità religiosa, così come la differenza multiculturale, pian piano è più trasversale e non soltanto geografico.

Contesto islamico (26): la nostra presenza in Paesi di maggioranza musulmana, dove il nostro carisma è presente al servizio dei giova-ni in forma evangelicamente testimoniale e di dialogo interreligio-so; si tratta, in particolare, di quelle presenze dell’Ispettoria MOR (Medio Oriente) in contesto musulmano arabi: Siria, Palestina ed Egitto; Libano e Israele con presen-ze di caratteristiche originali (per significativa presenza cristiana nella prima, ed ebraica-musulmana nella seconda). Si possono aggiungere le nuove presenze in Kuwait e negli Emirati Arabi Uniti, oltre che Paesi del Nord Africa (Marocco e Tunisia).

In contesto asiatico con caratteristiche molto diverse sono le presenze in Azerbaijan, Bangladesh, Indonesia e Malesia, Pakistan e Turchia.

In contesto eu-ropeo: Albania, Kosovo, Bosnia-Erzegovina.

In contesto africano sud sahariano: Burkina Faso, Ciad, Gambia, Guinea Conakry, Mali, Senegal, Serra Leone e Sudan.

Contesto Buddista (11): In Cambogia, Cina, Corea, Giappone (buddismo–shintoismo), Mongolia, Myan-mar, Nepal, Sri Lanka, Tailandia, Taiwan, Vietnam.

Contesto di Cristianesimo Ortodosso (11): Bielorussia, Bulgaria, Georgia, Etiopia, Eritrea, Moldavia, Montenegro, Romania, Russia, Serbia, Ucraina.

 

MISSIONARIO PER RIDARE SPERANZA AI GIOVANI

 

La mia vocazione missionaria è un po' speciale. Personalmente non ero così desideroso di lavorare a fianco della mia Ispettoria salesiana (AFC). Ma mi sono reso conto di lavorare come salesiano in Sud Sudan tra il 2012 e il 2014, per il mio periodo di formazione pratica.

Un'esperienza speciale che ha stimolato il mio cuore missionario. Così, dopo la mia ordinazione sacerdotale nel 2018, non ho esitato a rispondere positivamente alla chiamata della Congregazione (dopo la proposta del mio Ispettore) a servire i giovani più poveri dell'insediamento di Palabek nel nord dell'Uganda. Ho accolto questo incarico come una naturale continuazione della mia esperienza sud sudanese, dato che i nostri rifugiati a Palabek provengono principalmente dal Sud Sudan.

Come missionario a Palabek, le sfide sono veramente tante. Ai nostri giovani manca praticamente tutto (istruzione, assistenza sanitaria, cura spirituale, cibo...). Ma la sfida più difficile è quando ti rendi conto che hai a che fare con persone che hanno perso la speranza e il senso della vita. La mia gioia più grande, quello che considero il mio più grande successo tra questi giovani a Palabek, è quando li vedo sorridere di nuovo. Don Bosco ha riportato il sorriso sui volti di esseri umani disperati , primi figli di Dio.

Quello che posso dire ai salesiani è che i loro cuori ardano di quella speciale chiamata alla vocazione missionaria, e che abbiano davvero trovato Gesù in se stessi per donarlo agli altri, specialmente a coloro che hanno perso tutto.

Don Roger Mbayo, missionario in Uganda

 

Testimonianza di santità missionaria salesiana

 

Don Pierluigi Cameroni SDB, Postulatore Generale per le Cause dei Santi

Bartolomeo Blanco Márquez (1914 - 1936), laico, Salesiano Cooperatore, a Pozoblanco in provincia di Cordova (Spagna), nel 1930 frequentò il collegio salesiano locale; nel 1932 fu eletto segretario dei Giovani di Azione Cattolica. Finito il corso di specializzazione nell all ’ ’ nacque Istituto Sociale Operaio, si consacrò interamente alla propaganda sociale cattolica, come delegato dei Sindacati Cattolici. Fu un cristiano impegnato, con una testimonianza seria di vita interiore e una dedizione generosa apostolato sociale, un cristiano che lottava per i valori del Vangelo, anche in quelle attività che potevano apparire come politiche. Fu arrestato come dirigente cattolico il 18 agosto 1936. Si preparò alla morte con intensa pietà. Non perdette mai la serenità e il buon umore. Fu di edificazione a tutti. Condannato a morte il 29 settembre, il 2 ottobre cadde sotto i colpi di fucile gridando: “ Viva Cristo Re! ”.