Ksiądz Bosko Zasoby

Pisma

DON BOSCO SCRITTORE E EDITORE


Zelo, creatività, lungimiranza e molte altre qualità contraddistinguono il coraggio apostolico di Don Bosco. Coraggio che seppe trasformare in imprenditorialità. Ma si tratta di una imprenditorialità tutta speciale e originale messa a servizio di Dio e dei giovani.

I salesiani siano figli di un santo che, fra le altre cose, 'fu anche' legatore, tipografo, stampatore, giornalista, scrittore, editore, ecc.

Ogni sua iniziativa editoriale non si caratterizzò per i fini del profitto ma per il servizio efficace e moderno dei giovani e della Chiesa. Per raggiungere questo scopo Don Bosco non si preoccupò ma di spendere troppo per essere all'avanguardia. Il 'commercio' che voleva trattare era quello delle anime: 'Da mihi animas caetera tolle'. Il 'Caetera', il 'resto' era funzionale al suo obiettivo di evangelizzazione e educazione della gioventù. Sognò anche questo: "Vedrete, avremo una tipografia, due tipografie, 10 tipografie! Vedrete!"

Nessuno allora lo prese sul serio. Un'altra delle sue stravaganze che indicava un suo piano preciso, un suo obiettivo giù ben chiaro e delineato, una realtà da rendere tale nel giro di poco tempo. Nel 1884, all'esposizione universale di Torino, si presentò con uno stand attrezzatissimo che mostrava il ciclo completo della produzione editoriale: dalla carta alla stampa. Fu tra i più visitati e premiati.

Ma qual è il pensiero di Don Bosco sull'editoria?

Ecco una sintesi ancora valida per il nostro tempo:

  1. Stampa e editoria sono un servizio importante e insostituibile per la missione giovanile e popolare.
  2. Promozione editoriale aggiornata e all'avanguardia popolare ma di qualità.
  3. Editoria come servizio alla Chiesa per l'evangelizzazione e la promozione umana e culturale nella specificazione preferenziale dell'educazione.
  4. Editoria come strumento alla formazione integrale, spirituale e umana, del giovane, e quindi varietà di produzione incarnata nell'oggi dell'uomo.
  5. Preparazione del personale salesiano per assumere responsabilità editoriali.
  6. Professionalità e esclusione dell'improvvisazione e pressappochismo.
  7. Coinvolgimento di quante più forze sono possibili.
  8. Promozione dello scambio e delle collaborazioni.

Prima di essere editore, Don Bosco fu autore. Scrisse su temi di agiografia, storia sacra e ecclesiale, Educazione, Religione, formazione generale. Gli scritti stampati di Don Bosco sono 1174. Ma fu anche giornalista. Fondò il Bollettino Salesiano nel 1877 e vi scrisse fino alla sua morte. Il Bollettino Salesiano fu inteso da Don Bosco, e continua a essere così concepito, come strumento per unire e incoraggiare la gente di buona volontà nella promozione e diffusione del bene.

La grandezza di Don Bosco editore e scrittore si può approfondire nel breve studio di don Giovanni Raineri che qui riportiamo.

 

PIO XII PROCLAMA SAN GIOVANNI BOSCO PATRONO DELLA SOCIETÀ DEGLI EDITORI CATTOLICI D'ITALIA


"Pertanto, dopo aver udito il Venerabile Nostro Fratello Carlo Salotti, Vescovo di Palestrina e Prefetto della Sacra Congregazione dei Riti, di certa scienza e dopo matura Nostra deliberazione, con la pienezza della Nostra Autorità apostolica, in forza della presente Lettera stabiliamo in perpetuo e proclamiamo San Giovanni Bosco, confessore, principale celeste Patrono presso Dio della Società degli Editori Cattolici d'Italia, con tutti gli onori e privilegi liturgici che di diritto competono ai Patroni principali di Associazioni".

Dato a Roma, presso San Pietro, sotto l'anello de Pescatore, il 24 maggio, festa di Maria SS. Ausiliatrice, 1946, VIII del Pontificato