Ksiądz Bosko

Intervista al Avvenire del Rettor Maggiore

BICENTENARIO DI DON BOSCO, 1815-2015

Bicentenario della nascita di Don Bosco

 

INTERVISTA PER IL GIORNALE ‘AVVENIRE’
NUOVO RETTOR MAGGIOR CON UN BICENTENARIO DI DON BOSCO DA PORTARE AVANTI. SI SENTE PARTICOLARMENTE AMATO DAL SIGNORE IN QUESTA PARTEDELLA SUA VITA?

Mi son sentito amato dal Signore durante tutta la mia vita, soprattuttoi quella salesiana. Credo che un tratto della mia personalità sia quello di essere una persona che vive la vita con ALLEGRIA (gioia), e con molta Speranza, e voglio inoltre viverla con profonda FEDE.
In questo momento, dopo essere stato eletto per questo servizio come Rettor Maggiore, mi sento allo stesso tempo sorpreso perchè il Signore ha le sue strade, e anche molto impegnato nel vivere con grande impegno e responsabilità questo servizio, sperando che, con l’aiuto del Signore, sia personalmente come Congregazione Salesiana nel mondo e come Famiglia Salesiana, siamo fedeli al Signore, fedeli al carsiam suscitato dallo Spirito Sant in Don Bosco per il bene della Chiesa, e molto fedeli alla Chiesa, sempre in comunione con il Papae e con le chiese locali.

IL BICENTENARIO E’ STATO PENSATO E PIANIFICATO DA TANTO TEMPO. QUAL’E’ ORA LO SPIRITO GIUSTO CON CUI VIVERE L’ANNO SANTO SALESIANO?

Certamente il Bicentenario è stato pensato e preparato con grande affetto e riflessione da parte del mio predecessore, il Rettor Maggiore Don Pascual Chávez, con il supporto di tutto il Consiglio Generale. Sono stati tre anni di preparazione per tutta la Congregazione e la Famiglia Salesiana in ogni lato del mondo, in cui si sono volute approfondire la figura storica di Don Bosco, il suo sistema educativo, pedagogico ed evangelizzatore, la sua spiritualità.
In questo momento, il giusto spirito con cui vogliamo vivere questo “anno santo salesiano” è di volere rendere più profondo e reale il nostro modo di seguire il Signore Gesù, proprio a partire dal carisma suscita da Don Bosco. In piena sintonia con il nostro Capitolo Generale 27, recentemente celebrato, vogliamo che sia un anno, e a seguire un intero cammino, in cui la nostra Consacrazione religiosa sia vissuta con una profonda dimensione mistica, trasmettendo una vera testimonianza di fraternità evangelica, al fine di poter essere più radicalmente e sempre, servitori dei giovani, in particolare di quelli che hanno più biosgnoso: i più poveri!, come ci ricorda anche papa Francesco.

COSA PUO’ ANCORA OFFRIRE DON BOSCO AI GIOVANI 200 ANNI DOPO LA SU NASCITA, NEL SUO ESSERE STATO PROFONDAMENTE UOMO E PROFONDAMENTE SANTO?

Credo che sia possibile dire che quello che impressiona le persone vicine e quelle lontane, a noi che facciamo parte dell’ambiente salesiano e a coloro che non lo conoscono molto, è l’attrazione e l’adesione che continua a suscitare al giorno d’oggi, in ogni lato del mondo, Don Bosco, caratterizzandosi in particolar modo per essere stato profondamente umano e profondamente uomo di Dio. In qualsiasi nazione, continente, il SANTO DEI GIOVANI, continua a toccare, e nel profondo, il cuore di questi giovani. È proprio per questo che continuiamo a sentire che Don Bosco oggi, nella Chiesa e nel mondo, ha con sè una parola educativa ed evangelizzatrice da comunicarci. Don Bosco continua a volere qui ed ora la felicità dei giovani di tutto il mondo, così come la loro salvezza (“vi voglio felici ora e per l’Eternità”).
Alla Congregazione Salesiana, ed alla Famiglia Salesiana nella sua interità, spetta il compito di incarnare oggi, con la maggior fedeltà possibile, e con il cuore di Gesù Buon Pastore, quel Don Bosco che deve raggiungere ogni giovane, ogni ragazzo e ragazza nel mondo, ovunque ci si trovi. Questo trasmette Don Bosco e questo deve essere la nostra missione ed il nostro impegno.

IL BICENTENARIO HA UN PROGRAMMA ED UN SERIE DI EVENTI. QUANDO PERO’ IL 16 AGOSTO DEL 2015 SARA’ TUTTO FINITO, COSA DOVRA’ RESTARE IN OGNUNO DI NOI, RITORNANDO ALLA QUOTIDIANITA’ DELLA VITA SALESIANA?

Credo che potrebbe e dovrebbe restare quanto segue:

  1. Nei salesiani di tutto i lmondo un sentimento, e una certezza oggettiva, che il proprio “cuore salesiano” e la propria vocazione sono stati fortificati e consolidati. Che si sia un pò più salesiani, più “Don Bosco oggi”, più fedeli all’insegnamento di nostro Signore Gesù.
  2. A livello della Congregazione salesiana, sogno che resti un cammino percorso con fedeltà, con radicalità nell’essere più autentici e apostoli dei giovani, e in particolare modo di quelli più poveri.
  3. A livello della Famiglia Salesiana vorrei che restassero i segni di un cammino fatto insieme, un cammino di crescente comunione e partecipazione in questo DONO che è il carisma salesiano, che ci unisce e vincola gli uni gli altri.
  4. In molti giovani (ragazzi e ragazze) delle diverse presenze salesiane del mondo, sarebbe bello che restasse il forte desiderio di vivere più profondamente la propria vocazione cristiana, la propria vocazione di “discepoli missionari”, l’impegno a favore del prossimo, l’apertura al progetto personale di vita dove Dio è presente, qualsiasi sia la strda che Lui li chiama a percorrere.
POSSIAMO DIRE CHE IL BICENTENARIO SARA’ CELEBRATO ANCHE NEL MONDO DIGITALE: POSSIAMO DEFINIRLO UN “BICENTENARIO DIGITALE”. COME POSSONO DUNQUE AIUTARE LE RETI SOCIALI E I SITI WEB A VIVERE BENE L’ANNO DI DON BOSCO?

La risposta è: assolutissimamente sì!
Sono personalmente convinto che lo stesso Don Bosco, che ai sui tempi cercò le migliori macchine da stampa per il suo oratorio di Valdocco e per la formazione dei suoi “giovani apprendisti”, oggi cercherebbe di essere al passo dei tempi nei nuovi “cortili digitali”, e il mondo digitale è un nuovo cortile a tutti gli effetti, un cortile dove incontrarsi con gli adolescenti e i giovani del mondo, ma anche con alcuni adulti.
Certamente la comunicazione e il servizio delle reti sociali e dei siti internet ci aiutano molto a comunicare, a condividere, accorciare le distanze, trasmettere pensieri e cose vissute. Sono convinto che vedremo i frutti di questo “villaggio globale” anche nell’ambito del nostro bicentenario. Aiuterà in tutto l’ambito o mondo salesiano, e in quegli spazi ecclesiastici in cui si ama la figura di Don Bosco a far sì che il dono della sua vita e del carisma che ha incarnato per il bene della Chiesa e dei giovani del mondo intero, sia oggi vissuto in piena attualità per il bene delle nueve future generazioni.

NELLO STESSO ANNO LA DIOCESI DI TORINO OFFRIRA’ AI PELLEGRINI L’OSTENSIONE DELLA SINDONE. E (IN DATA ANCORA DA CONFERMARSI UFFICIALMENTE) LA VISITA DI PAPA FRANCESCO. DUE GRANDI EVENTI ALL’INTERNO DI UN’ALTRO IMPORTANTE EVENTO, COSA SIGNIFICHERA’ NELLA VITA SOCIALE DI TORINO, NELLA VITA DI FEDE DI MILIONI DI PELLEGRINI?

Indubbiamente la visita del Santo Padre, il Papa Francesco, alla diocesi di Torino e, speriamo, alla casa di Valdocco, sarà un vero regalo per tutti i credenti e per le migliaia di pellegrini che verranno a Torino in occasione dell’Esposizione della Sacra Sindone.
Allo stesso tempo, l’incontro che si celebrerà con i giovani del Movimento Giovanile Salesiano in quelle date, vuole essere un’espressione dell’impegno dei giovani stessi, come membri vivi e attivi all’ìnterno della Chiesa, nell’annuncio del Vangelo, nel viverlo nella propria vita e nel servizio caritatevole ai più piccoli, i più poveri, gli ultimi.
Senza dubbi l’esperienza spirituale in questi giorni sarà per tutti quanti qualcosa di molto intenso. Dal nostro lato, come salesiani, vorremmo che i giovani che fanno parte delle nosre realtà si rendessero davvero conto che non si vuole sono ammirare una grande figura come lo è stata realmente Don Bosco, ma che ognuno di noi deve IMITARLO nella propria vita di FEDE, la propria vita di ministero sacerdotale, e il dono, della propria vita e per tutta la vita, a favore dei bambini e dei giovani.