PG Zasoby

Omelia Ringraziamento Beatificazione 2004

OMELIE - RINGRAZIAMENTO PER LE BEATIFICAZIONI

 

“SIATE BUONI AMMINISTRATORI DELLA MULTIFORME GRAZIA DI DIO”

Roma, Basilica Sacro Cuore di Gesù - 26 aprile 2004

Siate buoni amministratori della multiforme grazia di Dio»
Roma, Basilica Sacro Cuore di Gesù - 26 aprile 2004
Omelia alla messa di ringraziamento per le beatificazioni (1 Pt 4,7b-11; Lc 22,24-30)

Come Famiglia Salesiana abbiamo vissuto un fine settimana davvero indimenticabile. “Il Signore è stato buono, anzi meraviglioso con noi e stiamo allegri”.

Con il cuore ricolmo di gioia e di emozione ci siamo radunati in questa Basilica del Sacro Cuore, che ha visto insieme a don Bosco e all’allora Principe Augusto Czartoryski venuti a Roma per la consacrazione di questa chiesa, per ringraziare Dio del dono della santità salesiana, che si è resa di nuovo presente e pressante con la beatificazione di don Augusto Czartoryski, Suor Eusebia Palomino e Alessandrina Da Costa.

La loro beatificazione è un’ulteriore conferma che la Famiglia Salesiana è una Famiglia di santità e che ciascuno di noi, nel proprio stato di vita, può trovare modelli da imitare per la propria vita. Oggi i Cooperatori e le Cooperatrici hanno ricevuto il proprio marchio ufficiale di autenticità evangelica nel riconoscimento della santità di uno dei membri della loro Associazione.

Esso giunge molto opportunamente adesso, mentre voi, cari Cooperatori e Cooperatrici, state riformulando il vostro Regolamento di Vita, perché vi ricorda che l’obiettivo della vostra vita è la vostra santificazione. Ricevere un dono come questo comporta più responsabilità. Il percorso interiore, spirituale, di questi tre fratelli e sorelle beatificati, illuminato dalla parola di Dio, ci offre gli elementi per rispondere al Signore. Difatti si potrebbe sintetizzare nella esortazione di San Pietro «Siate buoni amministratori della multiforme grazia di Dio».

I santi hanno un grande significato per la Chiesa o per le Congregazioni, gli Istituti, le Società di Vita Apostolica o Associazioni di laici cui appartengono, ma sono anche una preziosa riserva di umanità. Essi sono significativi per il mondo non tanto e non solo per il bene che hanno realizzato – in alcuni casi notevolissimo, in altri più umile – ma per i valori che hanno incarnato e che lasciano in eredità alla società. In un contesto sempre più marcatamente secolarizzato, dove non mancano persino le ostilità e i conflitti per i credenti, il beato Augusto Czartoryski, la beata Eusebia Palomino e la beata Alessandrina Da Costa, ci insegnano come affrontarlo. Innanzitutto con la serenità nella logica delle beatitudini evangeliche. Su tale sfondo l’impegno spirituale di tutti noi deve diventare più vivace. Il primato di Dio deve essere chiaro.

Questa è la vittoria che ha sconfitto il mondo: la nostra fede” (1Gv 5,4). Ecco la nostra carta vincente, mostrarci veri credenti, entusiasti e coraggiosi, consapevoli che – come dice San Francesco di Sales –  “non siamo veramente umani e cristiani se non amiamo Dio più che noi stessi”. Ecco la sorgente dell’umanesimo salesiano e della nostra santità salesiana.
A tale scopo ci sono date alcune raccomandazioni essenziali, che tracciano un programma per la vita di ciascuno e delle nostre comunità, famiglie o gruppi:

  • La sobrietà, l’austerità nel nostro stile di vita, che possa contrastare una cultura del consumo, che tende a fare di noi dei perfetti consumatori di prodotti, di sensazioni, di esperienze. Vivere dell’essenziale superando la tentazione della vanità, dell’orgoglio, dell’autosufficienza, dello spreco, del superfluo, soprattutto in un mondo che conosce un divario scandaloso tra poche persone e nazioni che ammassano la maggior parte della ricchezza e l’immensa maggioranza della popolazione mondiale che stenta a sopravvivere. All’ “Homo consumens” i nostri beati oppongono l’ “Homo serviens”.
  • La carità sincera ed operosa, quella che fa di ognuno di noi un segno dell’amore preveniente e provvidente di Dio, quella che ci rende buoni samaritani sempre disposti a servire coloro che hanno bisogno, anzi a metterci in cammino per venire incontro ai più poveri, emarginati ed esclusi. Vivere non incentrati su noi stessi, ma sempre attenti e disponibili a servire, a vivere pro-esistenzialmente come Gesù. All’ “Homo egolatra“ i nostri beati oppongono l’ “Homo solidalis”.
  • La strada regale dell’umiltà e del servizio che ci verifica come uomini e donne con mentalità evangelica, come genuini discepoli di Gesù che si è presentato e ha vissuto in mezzo a noi come uno che serviva, dando prova così della sua signoria. Vivere non cercando d’essere i primi e i trionfatori secondo i criteri del mondo, ma secondo la logica del Vangelo: “Per voi non sarà così; ma chi è il più grande fra voi diventi come il più piccolo”. All’ “Homo superbus” i nostri beati oppongono l’ “Homo humilis”.

Ecco il contributo apportato dal Beato Czartoryski, dalla Beata Palomino e dalla Beata Da Costa per collaborare alla costruzione di un mondo migliore possibile.
Cari fratelli, sorelle, amici, accogliamo il dono che ci fanno questi membri della nostra Famiglia Salesiana. Loro ci dicono oggi «Siate buoni amministratori della multiforme grazia di Dio».

Don Pascual Chávez Villanueva
Rettor Maggiore