PG Zasoby

Messaggio a conclusione dell'Anno Sacerdotale 18 - 6 - 2010

A CONCLUSIONE DELL'ANNO SACERDOTALE

Al Rettor Maggiore Don Pascual Chávez Villanueva,
e a tutti i Salesiani del mondo


Carissimo Rettor Maggiore,
Carissimi Salesiani,

a conclusione dell’anno sacerdotale è per noi un bisogno del cuore pensare a coloro che nella Famiglia salesiana sentiamo Padri, Fratelli, Accompagnatori spirituali. Soprattutto Sacerdoti secondo il cuore di Cristo e lo stile di Don Bosco. Persone con cui condividiamo il carisma che ci fa riconoscere nella Chiesa come Salesiani e Salesiane Figlie di Maria Ausiliatrice, i primi due gruppi di persone consacrate che don  Bosco ha fondato.

La parola che sale spontanea al nostro cuore è perciò una parola di gratitudine. Grazie per il vostro ministero sacerdotale, di cui sentiamo il beneficio quotidiano nelle diverse parti del mondo dove siamo presenti; un beneficio che non solo raggiunge la nostra vita di Figlie di Maria Ausiliatrice, ma anche quella delle giovani e dei giovani che il Signore affida alle nostre cure educative.

È anche a nome loro che oggi vogliamo dirvi grazie!

In particolare, vogliamo ringraziarvi per le giovani che avete accompagnato spiritualmente nel cammino di discernimento per scoprire una vocazione di dono e per quelle che avete orientato al nostro Istituto. È un prezioso servizio, segno di stima, affetto e sollecitudine per le singole persone e per lo sviluppo del carisma anche nella forma della vita consacrata FMA.

Tante di noi sono FMA per aver avuto accompagnatori salesiani che le hanno indirizzate, sostenute, aiutate nella scoperta e nel discernimento della propria vocazione.

Grazie per questo dono che chiediamo di continuare ad offrirci.

Anche noi avvertiamo la responsabilità di sostenere i giovani che nei nostri ambienti scoprono una chiamata del Signore a dargli la loro vita nella Congregazione.

Ci sentiamo in sintonia con il magistero del Rettor Maggiore, che percepiamo profondamente ecclesiale e salesiano. Essere Sacerdoti Salesiani secondo il cuore di Cristo è un dono incomparabile per tutta la Famiglia salesiana.

Condividiamo la preoccupazione perché si mantenga viva in tutti i suoi membri la passione del da mihi animas cetera tolle e si sviluppi una cultura vocazionale, e perché il ritorno a Don Bosco, in questo sessennio che prepara a celebrare il bicentenario della sua nascita, abbia una connotazione di ritorno alle radici evangeliche e carismatiche.

L’entusiasmo che l’urna del Fondatore sta suscitando nelle diverse parti del mondo conferma l’accoglienza e l’attualità del carisma: un appello per tutti noi a testimoniarlo vitalmente.

La vita consacrata chiama i suoi membri ad essere memoria vivente di Gesù. I nostri ultimi Capitoli generali lo hanno rimarcato con convinzione. Come Salesiani e FMA saremo memoria di Lui se renderemo luminosi nella nostra esistenza quotidiana i lineamenti del nostro comune Padre e Fondatore Don Bosco.

Riconosciamo che questa luminosità può essere offuscata: il dono della vocazione consacrata è portato in vasi di creta, ma crediamo che attraverso la debolezza umana Dio continua a manifestare al mondo il suo amore. Il sostenerci reciprocamente nella preghiera costituisce una grande forza.

Nelle ricorrenze si è soliti scambiarsi i doni. Il nostro dono in questa ricorrenza è l’impegno di una maggiore comunione all’interno della Famiglia salesiana andando alle radici che la rendono possibile: la gioia evangelica di seguire Gesù con totalità di dono; la felicità di sentirci appartenenti a questa grande Famiglia e una più grande responsabilità nel consegnare vivo il carisma alle generazioni che verranno attraverso una pastorale giovanile orientata vocazionalmente.

La richiesta, spesso implicita, delle giovani generazioni: «Vogliamo vedere Gesù» (cf Gv 12,21), diventerà allora risposta gioiosa e convincente da parte nostra: «Venite e vedrete» (Gv 1,36-39).

Maria Ausiliatrice è Madre che unisce la Famiglia e la aiuta a tessere fecondi rapporti di comunione. A Lei affidiamo la nostra vita, il nostro desiderio di santità, che vogliamo anche trasmettere ai giovani.

A Lei consegniamo, oggi, la nostra riconoscenza per voi, Fratelli carissimi.

Messina, Colle San Rizzo, 18 giugno 2010

Sr. Yvonne Reungoat e sorelle del Consiglio generale
che interpretano tutte le FMA del mondo