PG Zasoby

Celebrazione di importanti anniversari

Celebrazione di importanti anniversari
1° Centenario della morte di Don Paolo Albera - 2021
4° Centenario della morte di San Francesco di Sales - 2022

 

Carissimi confratelli e membri della Famiglia Salesiana,

giunga a tutti il mio affettuoso saluto insieme ai migliori auguri di bene in questo tempo così particolare che stiamo condividendo con tutta l’umanità.

Penso che molti di voi riceveranno questa lettera insieme al documento programmatico del sessennio della nostra Congregazione dopo la celebrazione del CG28 che, come sapete, è terminato anzitempo. Il prossimo scritto che vi arriverà sarà una pubblicazione che avrà il seguente titolo: «CG28. Riflessioni capitolari». Dunque, non avrà come nome «Documenti capitolari», dal momento che non è stato svolto completamente il processo di studio e di approvazione da parte del Capitolo stesso.

Si è trattato certamente di un momento molto particolare che mai, fino ad ora, si era verificato nella storia della Congregazione, fatta eccezione per quanto accaduto con don Paolo Albera che fu eletto Rettor Maggiore nell’XI Capitolo generale e che rimase in carica dodici anni, a causa della Prima guerra mondiale che ha impedito la celebrazione di nuovo Capitolo generale. Era il 21 settembre 1921 quando egli – cito le sue parole – convocò il nuovo Capitolo generale: «Dodici anni senza Capitolo generale. L’anno prossimo si compiranno dodici anni dacché l’amabile Provvidenza del Signore, che suole scegliere i deboli e gl’inetti per il compimento delle sue opere, mi chiamò a succedere al venerando indimenticabile D. Rua nel governo della Congregazione; perciò, a norma delle nostre Costituzioni, dovrà adunarsi il Capitolo Generale per l’elezione  del nuovo Rettor Maggiore»[1].

Ebbene, la ragione di questa lettera è data dalla celebrazione di due importanti anniversari che sono ormai prossimi.

Il 29 ottobre 2021 ricorre il primo centenario della morte di don Paolo Albera, secondo successore di don Bosco, e il 28 dicembre 2022 il quarto centenario della morte del nostro patrono e titolare, san Francesco di Sales. In occasione di queste ricorrenze vorrei indire l’anno 2021 per commemorare don Albera, e l’anno 2022 per commemorare San Francesco di Sales.

 

Don Paolo Albera fu Rettor Maggiore dal 1910 al 1921. Don Bosco lo sentì molto vicino al suo spirito, fin da quando era ragazzo all’oratorio. Come Rettor Maggiore riuscì, malgrado il terribile tempo della Prima guerra mondiale, che fu come un’interruzione prolungata alla crescita e alla formazione della Congregazione (1914-1918), a mantenere e a sviluppare l’opera salesiana in Europa e in altri continenti. Fu uomo di cultura e di alta spiritualità, come si può intuire dalle sue lettere circolari.

Paolino era un ragazzo calmo, sorridente, studioso. Il ricordo di Domenico Savio, morto l’anno prima del suo arrivo a Valdocco, stimolava i migliori a seguirne le tracce. Divenne amico di Michele Magone, suo vicino di camera. Nella scuola primeggiava, ma spiccava altresì per la sua pietà. Un giorno del 1861, don Bosco scelse proprio lui per posare al suo fianco per la storica fotografia che lo ritrae come penitente davanti a don Bosco confessore.

Il giovane Albera è tra il primo gruppo dei 22 Salesiani ad emettere pubblicamente i voti il 14 maggio 1862. Nel 1881 don Bosco lo manda ispettore in Francia, dove la gente affettuosamente lo chiama le petit don Bosco. Nel 1892 torna a Torino a ricoprire il ruolo di “catechista generale” – incaricato della formazione. Conduce una visita assai prolungata in America dal 1900 al 1903, come rappresentante straordinario di don Rua, e nel 1905 accompagna lo stesso don Rua nel suo viaggio in Terra Santa.

Il 15 agosto 1910 iniziava l’XI Capitolo Generale a Torino-Valsalice. Questo Capitolo generale ha «la particolarità di aver avuto come protagonisti i tre primi successori di Don Bosco: fu convocato da don Rua, che morì prima dell’inizio; riconvocato, aperto e presieduto durante due giornate da don Rinaldi, e presieduto e chiuso da don Albera, che fu eletto Rettor Maggiore in questo Capitolo»[2].

Il 16 agosto 1910, i membri dell’XI Capitolo generale scelgono Don Albera come secondo successore di don Bosco, dopo don Rua. Egli stesso così scrive, ricordando quel momento di undici anni prima: «Ricordo come fosse ora la memoranda mattina del 16 agosto 1910, quando mi vidi, indegno qual ero, innalzato a sì sublime ufficio, a sì grave responsabilità. Ricordo la commozione, anzi la costernazione allora provata; le ansie, i timori, le lagrime sparse quel giorno sulla tomba di D. Bosco, le preghiere ardenti che rivolsi a questo nostro buon Padre perché mi venisse in aiuto; e come algine m’indussi ad accettare la carica, benché con somma ripugnanza, e solo per non contraddire alle divine disposizioni… Poi mi sfilano dinanzi alla memoria tutte le meraviglie che Dio si compiacque di operare in questi anni, servendosi della mia povera persona»[3].

Nella presentazione del testo riguardante l’XI Capitolo generale presieduto da Don Albera, io stesso scrivo che, avvicinandosi il primo centenario della sua morte avvenuta nel 1921, abbiamo una «occasione unica per approfittare della circostanza e far conoscere di più questo Rettor Maggiore del quale non abbiamo molte fonti, sebbene quelle di cui disponiamo siano di valore incalcolabile: le sue circolari, il suo diario intimo, le cronache dei suoi viaggi, soprattutto quello che realizzò in America come delegato di don Rua, durante il quale visitò con grande sacrificio tutte le Case esistenti nel continente americano. La sua corrispondenza epistolare e quella del suo accompagnante, don Gusmano, con i superiori di Torino, offrono preziose a informazioni sulla sua vita, le sue vicende, le sue sofferenze, e i suoi brillanti successi con i fratelli che laggiù lavoravano. Come anche le cronache del Bollettino Salesiano e dei molti giornali spagnoli che riportano i suoi numerosi interventi durante il viaggio trionfale, di quasi cinque mesi, realizzato nella Penisola Iberica»[4].

Dotato di fine sensibilità, avendo familiarità con molti autori spirituali tra i quali in particolare San Francesco di Sales, don Albera ha scritto lettere circolari che sono piccoli preziosi trattati, che fanno di lui una sorta di maestro delle virtù salesiane.

Come Rettor Maggiore ha compiuto numerosi viaggi, perché sentiva la necessità di un contatto diretto con la crescente Famiglia Salesiana.

In ogni caso, la sua più grande prova fu la Prima guerra mondiale (1914-1918). Una conseguenza diretta di questo tragico evento è stata l’impossibilità di radunare il Capitolo generale nel corso del suo rettorato, come già detto. Don Albera raccomandava ai responsabili di aiutare moralmente e materialmente i confratelli militari, insisteva perché fossero mantenute le opere esistenti, interveniva personalmente in favore dei rifugiati e degli orfani di guerra, scriveva ogni mese una lettera circolare ai salesiani chiamati alle armi. Nonostante le perdite e il rallentamento causato dalla guerra, la Congregazione riprese il cammino, pur molto in salita, appena cessate le ostilità.

Don Albera è per noi un grande modello di amore a don Bosco. Sarà di ispirazione anche in questo tempo che stiamo vivendo, con la prima pandemia globale che condiziona la vita di tutti i paesi a livello planetario, i cui effetti a lunga durata per ora possiamo solo immaginare con larga approssimazione.

Il secondo successore di don Bosco fu anche un valoroso studioso e imitatore delle virtù di San Francesco di Sales. Piace ricordare che fu proprio don Albera a indire nel 1921 un anno celebrativo per il III centenario della morte del nostro Patrono. In quell’occasione scrisse: «Un altro argomento, di cui mi sta molto al cuore d’intrattenervi, è quello del terzo centenario della morte di San Francesco di Sales, che ricorrerà il 28 dicembre dell’anno prossimo. Noi, che da lui dobbiamo non solo prendere il nome, ma altresì lo spirito, abbiamo il dovere di precedere tutti gli altri nel celebrarlo degnamente»[5]. Dopo aver ricordato che i principi educativi di don Bosco sono quelli di San Francesco di Sales, «la carità, la dolcezza, la familiarità, il santo timor di Dio infuso nei cuori, prevenire, impedire il male, per non essere costretti a punirlo»[6], don Albera rivolge questa richiesta ai confratelli: «Sia perciò in ognuno di voi, miei cari figli, un sacro ardore di ben approfondire gli scritti del nostro celeste Patrono, specie la Filotea, il Teotimo e le Lettere spirituali: è questo il primo e più pratico modo di celebrare il glorioso suo centenario»[7].

Poco dopo aver scritto la sua bellissima lettera di indizione dell’anno “salesiano” don Paolo Albera si spense nel Signore il 29 ottobre 1921, lasciando al suo successore, don Filippo Rinaldi, la celebrazione dell’anno giubilare da lui promulgato.

Tocca a noi ora celebrare sia il primo centenario della morte del caro don Albera, sia il quarto centenario della morte del nostro santo Patrono Francesco di Sales.

 

San Francesco di Sales è morto a Lione, durante un viaggio, il 28 dicembre 1622. Il 24 gennaio del 1623, nella sua cattedrale ad Annecy fu celebrato il suo funerale solenne e il 29 gennaio seguente il suo corpo fu tumulato nella chiesa del primo monastero della Visitazione ad Annecy. Fu annoverato tra i santi nel 1665. Il beato Pio IX lo proclamò dottore della Chiesa nel 1877. Il 26 gennaio 1923 Pio XI lo proclamò patrono dei giornalisti. Nel 1967 nella sua lettera Sabaudiae gemma san Paolo VI lo definì «dottore dell’amore divino e della dolcezza evangelica» nonché «dottore della direzione spirituale»[8].

Per noi nella Congregazione e nella Famiglia Salesiana, le ragioni per celebrare un anno dedicato a san Francesco di Sales non mancano:

  • don Bosco, ispirandosi alla bontà e allo zelo del santo vescovo di Ginevra, ci ha dato il nome di Salesiani e ci ha indicato un programma di vita nella massima: Da mihi animas, cetera tolle (Cost. 4);
  • don Bosco ha affidato la nostra società, oltre che a Maria Ausiliatrice e a san Giuseppe, a San Francesco di Sales, “pastore zelante e dottore della carità” (Cost. 9);
  • il salesiano conta sull’intercessione di San Francesco di Sales per “essere fedele” (Cost. 24);
  • l’intera Famiglia Salesiana di don Bosco è posta sotto la protezione di questo grande santo Patrono.

L’obiettivo principale che ci poniamo in questo anniversario è di far conoscere tra noi salesiani la figura, la spiritualità e la pedagogia di San Francesco di Sales.

San Francesco di Sales ci ricorda che la santità è per tutti e che dobbiamo accompagnare i giovani a questa meta.

In questo momento della vita della Chiesa e della nostra Famiglia, siamo particolarmente sensibili all’accompagnamento spirituale. E in quest’arte il nostro Patrono è uno dei più grandi maestri nella storia della Chiesa. Da lui abbiamo molto da imparare. Alla prassi della direzione spirituale, ereditata da Sant’Ignazio di Loyola, San Francesco di Sales ha voluto aggiungere l’amicizia tra accompagnatore e accompagnato – e don Bosco, spontaneamente, ha aggiunto a questo la dimensione comunitaria.

Soprattutto San Francesco di Sales ci parla del cuore e ci invita a ricuperare l’amorevolezza e la sana affettività che sono al centro del Sistema Preventivo che don Bosco ci ha lasciato, giacché «chi ha guadagnato il cuore dell’uomo ha guadagnato tutto l’uomo».

 

Eventi in programma

Sono previste numerose iniziative. Qui riporto quelle che hanno un carattere internazionale e sono ad ampio raggio. Auspico che molte altre siano promosse e realizzate a livello delle regioni, delle ispettorie o delle singole comunità.

 

2021: Anno dedicato a don Paolo Albera

  • 21 gennaio 2021: apertura del centenario a Torino-Valdocco durante le Giornate di Spiritualità della Famiglia Salesiana.
  • 30 ottobre – 1 novembre 2021: convegno su don Paolo Albera, a Torino-Valdocco
  • 24 gennaio 2022: chiusura del centenario dedicato a don Albera e Apertura dell’anno dedicato a San Francesco di Sales, a Torino-Valdocco sempre durante le Giornate di Spiritualità della Famiglia Salesiana.

Tra le altre iniziative a livello mondiale è da ricordare la pubblicazione di una biografia di don Paolo Albera e una nuova edizione di alcune sue lettere.

 

2022: Anno dedicato a San Francesco di Sales

  • Come anticipato, il 24 gennaio 2022: chiusura dell’anno dedicato a don Albera – Apertura dell’anno dedicato a san Francesco di Sales, a Torino-Valdocco durante le Giornate di Spiritualità della Famiglia Salesiana.
  • 18-20 novembre 2022: convegno su Francesco di Sales, UPS, Roma.
  • 28 dicembre 2022, quarto anniversario della morte: partecipazione ad Annecy alle celebrazioni a livello diocesano.
  • 24 gennaio 2023: conclusione dell’anno, a Torino-Valdocco durante le Giornate di Spiritualità della Famiglia Salesiana.

 

Altre iniziative a livello mondiale: la Strenna per il 2022 avrà come tema la carità in san Francesco di Sales; si terranno mute di esercizi spirituali ad Annecy in varie lingue; si valorizzeranno i luoghi di san Francesco di Sales (Annecy, Lyon, Torino, Treviso…); saranno editati sussidi per esercizi spirituali e video conferenze per l’animazione di ritiri e di giornate comunitarie; biografie e opere a livello divulgativo, da integrare nei programmi di salesianità delle fasi di formazione inziale e a disposizione di tutte le comunità; video-presentazioni di introduzione alla Filotea, Teotimo e le Lettere; pagine web con accesso alle opere e amplia bibliografia per approfondimenti.

 

San Francesco di Sales è stato fondatore e ispiratore di vari istituti di vita consacrata. Incoraggio, dove possibile, una collaborazione con questi istituti, come anche con le diocesi associate a lui in modo speciale.

 

* * *

Carissimi confratelli, carissimi membri della Famiglia Salesiana,

queste due ricorrenze sono una grande opportunità per approfondire maggiormente il carisma che abbiamo ricevuto. Ricordiamo le parole di don Bosco: «Voi compirete l’opera, che io incomincio; io abbozzo, voi stenderete i colori»[9]. Tocca a noi, in questo momento, costruire un piccolo pezzo della nostra grande storia, per il bene di tanti giovani nel mondo intero, per il bene delle loro famiglie e di coloro che intendiamo accompagnare e per la crescita nella fedeltà carismatica della nostra bella Famiglia Salesiana di Don Bosco.

Maria Ausiliatrice ci sostenga in tutti i momenti e stenda la sua mano su di noi come figli e figlie molto amati.

Con grande affetto in don Bosco,

Ángel Fernández Artime
Rettor Maggiore

 

[1] Lettere circolari di Don Paolo Albera ai Salesiani, Lettera XLIII. Direzione Generale delle Opere Salesiane, Torino, 1965, p. 548.

[2] González Jesús-Graciliano, XI Capitolo Generale della Pia Società Salesiana presieduto da Don Paolo Albera (1910), CCS, Madrid, 2020, p. XLVIII

[3] Lettere circolari…, o.c., p. 549.

[4] González Jesus – Graciliano, o.c., p. XVI.

[5] Lettere circolari…, o.c., p.552.

[6] Idem, p.553-554.

[7] Idem, p. 554.

[8] Paolo VI, Sabaudiae Gemma. Epistola apostolica nel IV centenario della nascita di san Francesco di Sales Dottore della Chiesa, Roma 29 gennaio 1967.

[9] MB XI, 309.