PG Zasoby

Atti del Capitolo Superiore: Torino, 1940-1942. Atti 95-114

Settembre-Ottobre 1939            N. 95
IL RETTOR MAGGIORE: Case della Polonia. - Confratelli sotto le anni. Manuale per la Visita Canonica. - Strenna pel 1940. - Congressino e Mostra Catechistica. - Nuovi vescovi. - Missionari partiti . pag. 62
I.
ATTI DEL CAPITOLO SUPERIORE
Il Rettor Maggiore.
Torino, 20 ottobre 1939.
Figliuoli carissimi in G. C.,

  1. Mentre mi accingevo a scrivervi per invitare voi tutti a onorare la gloriosa memoria dei nostri carissimi Confratelli caduti nella Spagna in, testimonianza della Fede e per pregarvi al tempo stesso di rivolgere gli aiuti della vostra carità a tante e tante nostre case di quella generdsa Nazione ridotte dai nemici di Dio in uno stato veramente Miserando, ecco che nuove e ancora più tremende tempeste si addensano sul nostro capo.

Col cuore straziato:devo comunicarvi che sono in verità quanto mai dolorose le poche e incerte notizie giunte a noi delle cinquantadue case che la Famiglia Salesiana aveva nella cattolica Polonia, così tragicamente provata. Ben potete capire la nostra angoscia al pensiero di centinaia e centinaia di Confratelli e Suore travolti nell´immane sventura. Sono certo che nelle vostre preghiere voi non dimenticherete mai quei nostri carissimi figliuoli, quelle opere, quella eroica e generosa Nazione.
Ora poi la guerra, già scatenata e inn procinto di riaccendersi, viene a moltiplicare e accrescere preoccupazioni e pene già tanto gravi. Preghiamo, figliuoli carissimi, e alla preghiera uniamo una vita santa e ricca di sacrifici per ottenere dalla Divina Misericordia l´ineffabile dono della pace. Sappia il vostro zelo suscitare in tutti i cuori crescente slancio di carità, di lavoro, di suppliche all´Altissimo.

  1. Al tempo stesso esorto quanto so e posso i Signori Ispettori e Direttori a prendersi le più affettuose cure dei Confratelli sotto le armi: li seguano colla preghiera, con frequenti lettere, e con tutti quegli aiuti che possano loro procurare: lodo quegli Ispettori che inviano ad essi una circolarina mensile o quindicinale. Sono nostri figliuoli, e devono sentire che siamo loro effettivamente e praticamente vicini.
  2. Con questo numerò degli Atti del. Capitolo riceverete il Manuale per la Visita Canonica alle Case Salesiane.. Si legga, come già, si fece per altre circolari, nel tempo della lettura spirituale. Sarà bene omettere nella lettura i testi latini e le citazioni.
  3. Si avvicina il nuovo anno 1940 e prego il Signore che ve lo conceda felice e ricco di grazie e ´benedizioni celesti.

Seguendo la tradizione vi mando la Strenna e vi esorto a praticarla fedelmente: essa suona così: San Giovanni Bosco ci invita a mantenere sempre e praticamente nel massimo onore, nelle nostre case e in particolare negli Oratori Festivi, l´insegnamento catechistico e la formazione religiosa.
Per contribuire a far sì che la Strenna risulti una consolante realtà, stabilisco che nel prossimo anno 1940 vi sia in tutte le case, anche nelle più piccole, un Congressino o Convegno Catechistico accompagnato da una Mostra Catechistica. Nel prossimo numero. degli Atti del Capitolo spero potervi mandare, col Commento della Strenna sopra indicata, norme pratiche riguardanti il Congressino e la Mostra.
E poichè trattiamo di quest´importante argomentò, sento il dovere di manifestare la mia viva riconoscenza per tutto quello che avete già fatto per rendere aggiornato e fecondo l´insegnamento catechistico. Le gare e altre manifestazioni catechistiche dell´anno
Il Direttore Spirituale:
A fine di rendere sempre più pratico ed efficace l´insegnamento della Religione nelle nostre scuole e regolare le nostre gare, porto a vostra conoscenza le seguenti disposizioni e raccomandazioni, che sono in gran parte frutto del lavoro diligente ed assiduo compiuto l´anno scorso dalla Commissione Catechistica nominata dal Rev.mo Rettor Maggiore.
Esse furono in sostanza già comunicate ai sigg. Ispettori d´Italia il 6 ottobre e. a., affinchè questi potessero prendere le disposizioni del caso prima dell´inizio dell´anno scolastico.
Va da sè che queste disposizioni, per la loro stessa natura, obbligano solo le case di lingua italiana, ma possono servire di direttiva anche per le altre.
L´AMBIENTE.
Siamo tutti persuasi che la Religione è la prima materia del nostro insegnamento. È necessario però che tutti i Superiori della casa non solo ne siano convinti e compresi in teoria, ma concorrano, a seconda delle proprie attribuzioni, a trasfondere efficacemente e permanentemente questo convincimento nei giovani alunni.
Ad ottenere questo scopo gioverà:

  1. che da tutti se ne parli bene e se ne metta in rilievo la grande importanza per la vita presente e futura;
  2. che i Direttori si interessino dello svolgimento del programma, dell´impegno e diligenza che gli alunni mettono nello studio; ne facciano sovente tema del discorsino della sera; richiamino al dovere, esortino quegli alunni che si mostrassero meno studiosi o apatici; visitino le classi durante l´insegnamento della Religione e procurino di destare in tutti amore ed entusiasmo per essa;
  3. che gli Ispettori nelle loro visite alle case procurino di consacrare un po´ di tempo per visitare le scuole di Religione; che si rendano conto se gli insegnanti siano convenientemente

attrezzati ed al corrente dei metodi di didattica, e sufficientemente provvisti dei migliori libri e manuali; vedano inoltre gli Ispettori che ogni casa sia abbondantemente provvista di dette opere e sussidi didattici.
GLI INSEGNANTI.
La Commissione sunnominata, dopo maturo studio, venne nella persuasione che sia meglio affidare l´insegnamento della Religione nelle nostre scuole al professore principale della classe, il quale, godendo generalmente di maggior prestigio, potrà con relativa facilità ottenere che gli alunni la studino con diligenza ed amore. Egli, compreso della sua grande responsabilità, farà di tutto per rivestirsi delle doti dell´abile catechista, colle parole e coi fatti darà alla Religione la più grande importanza e si servirà della sua autorità per ottenere dagli alunni i migliori risultati.
Se il professore di Religione, in qualche caso, potrà essere il Catechista, nulla di meglio, perchè questo può facilitargli molto l´adempimento degli altri suoi doveri; ma in base ai nostri Regolamenti ciò non è necessario, e quindi l´insegnante di Religione può anche essere un altro professore.
Meglio ancora poi quando questo insegnante, in qualcuna delle classi superiori, potrà essere il :Direttore stesso della casa.
IL TEMPO.
La stessa Commissione Catechistica, entrando nello spirito della legge, che vuole che la Religione sia base e corona di tutto l´insegnamento, presentò al Superiore la proposta che la Religione venga insegnata in ogni classe la prima mezz´ora d´ogni giorno di scuola. Il Sig. D. Ricaldone, d´accordo col Capitolo Superiore, l´approvò ad experimentum e ne raccomandò la diligente esecuzione.
Questa pratica è già attuata in parecchie nostre case e da altri Istituti religiosi; non è quindi più una novità. vero che i nostri Regolamenti (Art. 130) prescrivono che « l´insegnamento religioso si faccia regolarmente due volte la settimana », ossia praticamente due are settimanali; inoltre richiedono che « ogni Domenica vi sia una, mezz´ora di Catechismo », il che, tutto assieme, fa cinque mezzore la settimana.
Ma si fa al proposito osservare che la presente modificazione, sostanzialmente, quanto al tempo, non è che l´esecuzione degli stessi Regolamenti col vantaggio che facilita il compimento di quanto essi prescrivono per la Domenica, che ora-in alcune case, per ragioni particolari, si trova assai difficile eseguire.
Per l´esecuzione pratica basterà anticipare o posticipare di un quarto d´ora la scuola del mattino; così si riesce ad ottemperare alle esigenze del programma governativo e dei nostri Regolamenti.
 IL TESTO.
Tutti lamentano la mancanza di un testo unico di Catechismo; cosa questa che rende assai difficili e quasi impossibili le gare catechistiche ispettoriali e più ancora le nazionali. A noi consta che la Commissione Catechistica presso la Sacra Congregazione del Concilio sta preparando questo testo, modificando alquanto, ed adattando ai nuovi bisogni il Catechismo di Pio X. Coll´intendimento pertanto di prevenire le stesse disposizioni della sullodata Commissione prescriviamo:

  1. per le Classi elementari: il Catechismo piccolo di Pio X;
  2. per le prime tre classi del Ginnasio e di Avviamento agricolo, industriale e commerciale, e per le tre prime classi dell´Istituto tecnico e magistrale inferiore: il Catechismo grande di Pio X ed il Manuale di D. Di FRANCESCO (Ediz. S. E. I., Catania);

e) per la quarta e quinta ginnasiale, per la quarta dell´Istituto tecnico e magistrale inferiore e per la prima Istituto superiore: ROSSIGNOLI, Scienza della Religione, senza le note e gli asterischi;
d) per il Liceo e per la seconda, terza e quarta Istituto superiore: 1Vions. O. 1VIAzzELLA, Corso di Religione.
Siccome però, a norma dei Sacri Canoni, l´unico moderatore in questa materia è l´Ordinario diocesano, procurino i Direttori di averne il suo beneplacito, pronti sempre a stare ai suoi ordini.
IL PROGRAMMA.
Come è necessaria l´unicità del testo, così è indispensabile anche quella del programma se vogliamo fare le Gare Ispettoriali e Nazionali. Esso verrà comunicato tempestivamente, anno pèr anno; intanto pubblichiamo più sotto quello pel corrente anno scolastico 1939-40.
Non faccia maraviglia a nessuno vedere che si assegna la medesima materia di studio a più classi differenti, perchè questa è cosa già praticata in molti luoghi con ottimi risultati.
Generalmente i nostri alunni, anche quelli delle prime classi medie, non vengono nelle nostre case affatto digiuni di Religione, avendola già imparata, oltre che in famiglia, nelle classi elementari, e perciò è quasi indifferente per loro studiare prima una parte che l´altra, purchè in tutto il corso prendano seriamente tutta la Dottrina Cristiana.
È poi dovere dell´insegnante di qualsiasi classe assicurarsi che tutti gli alunni conoscano bene le prime Nozioni della Religione e, ove ne scorga la necessità o la convenienza, trovi il modo di ripassarle.
LE GARE.
A norma degli Atti del Capitolo Superiore, n. 88, in ogni casa si terrà verso la fine dell´anno scolastico una solenne´gara catechistica, che designerà i cinque o i tre vincitori concorrenti alla gara ispettoriale, prescritta per ogni Ispettoria.
Le norme da seguirsi in queste gare rimangono sempre quelle date l´anno scorso negli stessi Atti del Capitolo Superiore, n. 88; l´esperienza però dell´anno passato ci suggerisce le seguenti disposizioni e raccomandazioni:
I. Tenuto conto della grande diversità di età, di coltura e di ambiente, che presentano i nostri alunni, si ritiene opportuno
stabilire:
a) Nelle Ispettorie ove sono parecchi Istituti di scuole elementari si farà una gara ispettoriale per loro, con premi e gagliardetto proprio, che potrebbero essere più modesti di quelli delle scuole medie inferiori; dove invece tali scuole non fossero più di due converrà accontentarsi della gara nelle loro rispettive case.
b) Le prime tre classi del Ginnasio si uniranno alle tre classi d´Avviamento agrario, industriale e commerciale ed alle tre prime classi dell´Istituto tecnico e magistrale inferiore.
c) Le classi del Ginnasio superiore entreranno in gara con la quarta classe dell´Istituto tecnico e magistrale inferiore e con la prima dell´Istituto superiore non chè con la la e 2a della scuola tecnica con indirizzo industriale, agricolo, ecc.

  1. Le classi del Liceo concorreranno con le tre classi dell´Istituto Superiore. Nelle Ispettorie nelle quali. non vi fosse che un solo Liceo od Istituto Superiore gli alunni faranno con tutta solennità solo la gara nella loro casa.
  2. Come già si fece Tanno scorso, gli Oratori Festivi faranno gara a parte.
  3. Ove per ragione di distanza e conseguenti gravi spese di viaggio non si possano raccogliere tutti i giovani concorrenti nella casa ispettoriale, si farà una seconda gara in un´altra casa designata dall´Ispettore.
  4. Nei casi nei quali non si creda possibile e conveniente fare la prova scritta e orale nello stesso giorno, si potrà fare la prima, sotto la sorveglianza di un delegato ispettoriale, in altro giorno nelle singole case, con quelle precauzioni già indicate agli Ispettori nella lettera del Direttore Spirituale del 15-9-1939.

II. A fine di ovviare a parecchi degli inconvenienti fatti rilevare dai Confratelli si fanno le seguenti raccomandazioni:
a) Tutti si attengano strettamente alle norme date negli Atti del Capitolo Superiore, n. 88, e nella presente e nessuno se ne tenga dispensato.
b) Si scelgano bene i membri della Giuria e si procuri che siano superiori ad ogni sospetto di parzialità.
c) I temi del lavoro scritto non siano in nessun modo fatti conoscere ai concorrenti prima che questi entrino nella sala degli esami; e si vigili che il lavoro sia strettamente personale.
d) Le pagine dei lavori vengano segnate non col nome del giovane ma con un numero, ecc., come è detto, a pag. 460 dei suddetti Atti del Capitolo.
e) I lavori scritti vengano corretti -non da altri, ma dalla Giuria, che deve riceverli sigillati e intatti dal delegato ispettoriale che assiste.

  1. La Giuria porti nella sala della gara i lavori dei concorrenti già classificati ed abbia il risultato segnato a fianco dei rispettivi numeri, senza alcuna indicazione del nome degli autori.

Durante la gara, ai candidati, che hanno riportato i primi voti nello scritto, sia concesso il diritto di compenso; cioè un errore di memoria sia loro condonato in cambio della perdita di un punto della prova scritta. Questo per valorizzare, sempre più i lavori e per ovviare all´inconveniente verificatosi di giovani riusciti i primi nello scritto e caduti nella prova orale, per una semplice amnesia, di fronte a compagni di molto inferiori.
Al termine della prova si confronti per ciascun concorrente il voto riportato nel lavoro allo scopo di determinare il giudizio finale.

  1. La Giuria si pronunci subito sull´esito della gara, seduta stante.

* * *
Come vedete, le novità più rilevanti sono quelle che riguardano l´insegnante e il tempo in cui dev´essere impartito l´insegnamento della Religione. Nessuno se ne spaventi: non sono cose tanto difficili da realizzare, come a qualcuno potrebbe sembrare a prima vista; mettetevi tutti di buona volontà, ed i frutti che si raccoglieranno saranno copiosi, come è ´desiderio di noi tutti.
I testi di Religione del Rossignoli e del Mazzella, per le classi a cui sono assegnati, sono piuttosto difficilini, ma al momento non ne troviamo di più adatti. Bisogna che gl´insegnanti abbiano pazienza e rendano facile la materia sminuzzandola in modo da portarla al livello intellettuale dei loro alunni, affinchè riesca loro utile.
Se in qualche casa non fu possibile mettere in esecuzione fin dal principio dell´anno, quanto in queste disposizioni è prescritto, si faccia il possibile per mettersi in regola dopo il primo trimestre.
Mi permetto in fine di ricordare in questa occasione e di raccomandare vivamente che si tengano in buon ordine e debitamente aggiornati i registri scolastici di Religione, i quaderni, i lavori ed i disegni degli alunni, e di preparare alla lontana quanto potrà servire per la futura Mostra Generale.
Ad imitazione del nostro Padre, sia nostro comune impegno di far sì che nelle nostre case il Catechismo sia studiato con diligenza e amore dai nostri alunni.
PROGRAMMA DI RELIGIONE Anno scolastico 1939-XVII- 1940-XVIII
(Mezz´ora ogni giorno scolastico) SCUOLE ELEMENTARI
Catechismo piccolo di Pio X, secondo il programma prescritto dall´Ordinario diocesano per le singole classi.
PRIME TRE CLASSI DEL GINNASIO - TRE DI AVVIAMENTO AGRICOLO, INDUSTRIALE E COMMERCIALE E PRIME TRE CLASSI DELL´ISTITUTO TECNICO E MAGISTRALE INFERIORE
Catechismo della Dottrina Cristiana.
Parte II.
I Comandamenti di Dio - I Precetti della Chiesa. Le Virtù, ossia la Morale Cristiana.‑
Testo: Catechismo grande di Pio X.
Manuale: Di FRANCESCO, Gesù Via (Ed. S. E. I., Catania). Storia Sacra. -
Classe I. — Epoca I, II, III. Classe IL — Epoca IV, V, VI. Classe III. - Nuovo Testamento.
Testo: S. Giov. Bosco, Storia Sacra:
IV E V GINNASIALE - IV ISTITUTO TECNICO E MAGISTRALE INFERIORE E I ISTITUTO SUPERIORE E I E II CLASSE DELLA SCUOLA TECNICA A INDIRIZZO INDUSTRIALE, AGRICOLO, ECC.
La Scienza, della vera Religione.
I: Propedeutica alla Fede; II: Credibilità della Fede.
Testo: ROSSIGNOLI, La Scienza della vera Religione. (Senza note ed asterischi).
Liturgia.
I: Nozioni preliminari; II: Principali funzioni della Liturgia.
Testo; DUTILLET, Catechismo liturgico. Parte I e II.
LICEO E II, III, IV ISTITUTO SUPERIORE
Dio - Uomo - La Religione. Testo: MAZZELLA, Corso di Religione. Vol. I.
Il Consigliere Scolastico.

  1. Negli Aspirantati d´Italia per la formazione dei chierici il programma di studio conviene sia in tutto aderente a quello governativo, con l´aggiunta di un´ora di Religione e dell´autore latino cristiano.

Non si trascuri l´educazione fisica soprattutto per la sua importanza igienica e disciplinare, nonchè per addestrare i giovani in quegli esercizi che dovranno poi conoscere se si presenteranno ad esami pubblici.
Pare poi lodevole lo sforzo di parecchi Ispettori che prima del Noviziato fanno subire l´esame pubblico di ammissione al Liceo ai nostri futuri chierici.

  1. Secondo le norme emanate dal Cap. Gen. XV (Regolamento per gli Studentati Teol., art. 5) i sigg„Ispettorì nel presentare i chierici allo Studentato Teologico debbono « comunicare

al Direttore i dati richiesti da apposito formulario e, in foglio separato, quelle notizie confidenziali che credono opportune ». Di tale •attestato è quanto mai opportuno d´ora in poi inviare anche al Consigliere Scolastico Generale le notizie particolari che riguardano: a) le occupazioni avute nel triennio - b) lo spirito di pietà e regolarità - e) l´abilità dimostrata - d) gli studi fatti e gli esami subiti durante il triennio, lo stato di salute.
Uniamo copia del modello adottato dallo Studentato della Crocetta, affinchè si faccia similmente anche per tutti gli altri Studentati.

  1. Sono in preparazione "per la stampa i Programmi musicali studiati da apposita commissione per iniziativa dello stesso Rettor Maggiore, allo scopo di dare una norma comune e un nuovo impulso alla istruzione dei nostri allievi pianisti, durante i periodi di formazione: aspirantato, noviziato, studentato, filosofico e teologico.

Per ottenere una buona scuola di musica nelle case occorre in primo luogo avere dei buoni maestri e che si conceda ai maestri e agli allievi il tempo di preparare le esecuzioni. È impossibile che la musica sia ben eseguita senza un allenamento quasi quotidiano dei cantori e dei suonatori. Troppo spesso tale fatica non è tenuta nella giusta considerazione da tutti e perciò in vari Istituti è andata in decadenza la nostra gloriosa tradizione musicale. Urge pensarci alla lontana e provvedere fin dall´età più tenera per prepararci i buoni maestri.
Il Consigliere Capitolare ricorda agli Ispettori che:
Conservino in ordine ed aggiornati i dati e documenti dei Confratelli in età di essere chiamati sotto le armi.
Siano al corrente di tutte le disposizioni governative che si riferiscono agli obblighi ed alle dispense di questi Confratelli in caso di mobilitazione generale, e degli articoli dei regolamenti militari che possono in qualche modo favorirli, per collocarli come addetti a servizi ausiliari o sanitari, in base alla loro

COMUNICAZIONI E NOTE
SACRA. CONGREGATIO DE PROPAGANDA FIDE
Prot. N. 2096/1939
INSTRUCTIO
CIRCA PRUDENTIOREM DE REBUS MISSIONALIBUS TRACTANDI RATIONEM
Non semel animadvertit haec Sacra Congregatio in periodicis commentariis atque in libris de opera missionali necnon in publicis de eadem re sermonibus, ita aliquando depingi mores, cultura, indolem, statum gentium quibus advehenda est Catholica Fides, ut videantur earum potius mala quam bona efferri. Quod quidem nullo adverso animo fieri, quin potius eo solummodo cdnsilio ut ardentior excitetur amor in fratres.nondum luce Christi fruentes abundantioraque auxilia suppeditentur operibus religionis et caritatis, nemo certe clubitaverit; id tamen quam absonum sit a mutua inter populos urbanitate, quantum immo aequitatem laedat et iustitiam, quantam denique indignationem iure in iis gentibus excitet de quibus huiusmodi narrantur, facile patet cuivis consideranti quid ipse sentiret si de sua ipsius patria pariter loquentes nosset exteros.
Eo magis autem omnino devitanda apparet talis se gerendi ratio, quod opinionem ingenerare potest falsam et missionariis iniuriosam eorumque ministerii successui perniciosam: eos soilicet non accedere ad gentes ea cum cordis caritate, qua, non metientes alios modulo suo, studeant aperto et propenso animo eas comprehendere et existimare et amare.
Ragno Sacra haec Congregatio enixe commendat omnibus de re missionali sive scripto sive sermone tractantibus, ut de aliis nationibus loquantur eadem prorsus observantia, qua ipsi ab alienis de sua patria sermonem haberi desiderant.
Quam circa rem, prae mente insuper habeant, nitere gentes non paucas in quibus opus missionale exercetur, antiquo nobilique vitae cullai humanitateque; ita ut ipsae aegre indignanterque ferant si indiscriminatim cum iis populis recenseantur et quasi aequentur, qui passim minus evoluti, ut dicitur, habentur. Neque fas esco ex singulis casibus generalem ingerere iniuriosam et falsam de cuncto populo opinionem.
Quae sapientissima divus Paulus dedit monta prue oculis semper habeantur eaque pervigili studio observentur: « Nemini dantes ullam offensionem, ut non vitepuretur ministerium nostrum: sed in omnibus exhibeamus nosmetipsos sicut Dei ministros » (// Cor., VI, 3 sq.).
Datum Roma,e, ex Aedibus Sacrae Congregationis de Propaganda. Fide, die 9 Iunii 1939.
PETRUS Card. FUMASONI-BIONDI, Praefectus.
CELSUS COSTANTINI, Archiep. tit. Theodos., Seeretarius.
ISTRUZIONE
PER UNA MAGGIOR PRUDENZA NEL TRATTARE DI COSE MISSIONARIE.
Non poche volte questa Sacra Congregazione ha dovuto notare che in pubblicazioni periodiche, in libri e. in conferenze, trattare di argomenti missionari, i costumi, il culto, il carattere e la condizione dei popoli, a cui - si deve portare la Fede cattolica, sono talora dipinti in modo da metterne in rilievo più le cattive che le buone qualità. Senza dubbio questo non si fa per malanimo, ma soltanto allo scopo di eccitare un amore più intenso per i fratelli ancor privi della luce evangelica e di ottenere aiuti più copiosi per opere religiose e caritatevoli; tuttavia chiunque consideri che cosa proverebbe egli stesso sentendo parlare così della sua patria all´estero, comprenderà facilmente quanto tale linguaggio disdica ai mutui doveri di cortesia fra i popoli, quanto anzi Offenda l´equità e la giustizia, quanto giusto sdegno infine sollevi nelle genti, di cui si narrano cose simili.
E tanto più apparirà doversi evitare siffatta maniera di agire, perchè si potrebbe ingenerare un´erronea opinione, ingiuriosa ai Missionari e nociva al buon risultato del loro ministero, che essi cioè agli infedeli non vadano animati da quella carità, con cui, senza misurare gli altri alla propria stregua, mettano francamente e benevolmente ogni studio in comprenderli, stimarli e amarli.
Perciò questa Sacra Congregazione a quanti per iscritto o a voce trattano di cose missionarie, caldamente raccomanda che delle altre nazioni parlino ognora con i medesimi riguardi con cui essi desiderano che gli stranieri parlino della loro patria.
Al qual proposito abbiano inoltre presente che non pochi dei popoli, fra cui si svolge l´opera missionaria, risplendono per antica e nobile civiltà, sicchè mal soffrono di essere annoverati e quasi messi alla paro con altri che passano per meno evoluti. Nè dev´essere lecito da singoli casi pagliar motivo per insinuare un´idea ingiuriosa e falsa di un popolo intiero.
Si tenga sempre dinanzi agli occhi e si osservi scrupolosamente la raccomandazione di S. Paolo: Non diamo ad alcuno occasione d´inciampo, affinch,è non sia vituperato il nostro ministero, ma diportiamoei in ogni cosa come ministri di Dio (II Cor., VI, 3 e seg.).
Roma, Palazzo della S. C. di Propaganda, 9 giugno 1939.
PIETRO Card. PUMASONI-BIONDL Prefetto.
CELSO COSTANTII I, Arciv. tit. di Teodosia, Segretario.

NORME PER L´ESPOSIZIONE DELLA RELIQUIA DI S. GIOV. BOSCO

  1. La Reliquia, quando in una, chiesa o in una cappella è esposta alla venerazione dei fedeli, si considera come pubblicamente esposta; e dinanzi ad ossa debbono sempre ardere almeno due candele.
  2. Tale esposizione può essere fatta ín modo semplice o in modo solenne.
  3. In modo semplice la Reliquia viene esposta col semplice fatto di collocarla sull´altare o in altro luogo apposito, senza alcuna cerimonia o funzione speciale. E ciò può essere fatto da un semplice chierico o anche da un laico (p. es. dal sagrestano), sebbene sia molto più conveniente che sia fatta dal sacerdote o. da un ministro in sacris (diacono o suddiacono). -- Quanto si dice dell´esposizione, vale anche per la riposizione.
  4. L´esposizione solenne della Reliquia deve essere sempre fatta da un sacerdote o da un diacono in cotta e stola (nel caso, stola bianca); si compie con le debite cerimonie e può essere accompagnata da rispettiva funzione.
  5. Il rito dell´esposizione solenne può essere il seguente: a) Il sacerdote o il diacono, in cotta e stola, preceduto dal turiferario é da due ceriferi, reca la Reliquia (scoperta o ricoperta di velo) all´altare o al luogo dell´esposizione;

h) quivi collocata (e scoperta), si amministra l´incenso nel modo consueto; e stando in predi ´e facendo il debito inchino prima e dopo, si incensa la Reliquia con due tratti o tiri doppi;
e) dopo di che, se non si recitano preci speciali, fatta breve preghiera in ginocchio, colle debite riverenze alla Reliquia ed all´altare, si ritorna in sagrestia.
6. In modo analogo si compie la riposizione: la quale però può essere opportunamente accompagnata dal bacio e dalla benedizione della Reliquia, fatta da un sacerdote.
7. In tal caso il rito può essere il seguente:

  1. Il sacerdote in piviale, o almeno in cotta e stola, preceduto dal turiferario e dai ceriferi, con le debite riverenze si reca all´altare o al luogo dell´espOsizione;
  2. in ginocchio si recitano le preci opportune, oppure stando in piedi si canta l´inno (nel caso I ste Confesser) seguito dal versetto e dall´orazione del Santo;

c) si amministra l´incenso e si incensa la Reliquia, come per l´esposizione;
d) quindi il sacerdote, senza velo omerale e senza alcuna formola, imparte la benedizione con la. Reliquia, tracciando con essa il segno di croce sui fedeli.
8. Il bacio della Reliquia può, secondo l´opportunità, precedere o seguire la benedizione. Il sacerdote che porge a baciare la Reliquia ai singoli fedeli, avrà cura di astergerla opportunamente con un pannolino dopo ogni bacio.
9. In occasione di speciale solennità o di particolari ricorrenze, la cerimonia della benedizione può essere anche fatta con l´assistenza del diacono e del suddiacono (in tunicella).
AVVERTENZE. - 1. Il luogo più opportuno per l´esposizione della Reliquia è l´altare — dal lato del Vangelo — non però sulla mensa, ma sul primo gradino sovrastante.

  1. Non si può mai collocare nè sul tabernacolo, nè dinanzi al medesimo.
  2. Non può stare esposta all´altare in cui fosse esposto il SS. Sacramento.
  3. Se quindi, mentre è esposta la Reliquia, occorresse al medesimo altare dare la benedizione col SS. Sacramento, la Reliquia durante tale benedizione dev´essere rimossa o almeno coperta con velo.

Gennaio-Febbraio 1940        N. 97
IL RETTOR MAGGIORE: stabilisce norme per ottenere risultati pratici dalla Strenna e dal relativo Commento circa l´insegnamento catechistico             pag. 83
ATTI DEL CAPITOLO SUPERIORE
Il Rettor Maggiore.
Torino, 10 Gennaio 1940.
Figliuoli carissimi in G. C.
I. Con questo numero degli Atti del Capitolo riceverete il Commento alla Strenna del 1940. Siccome esso deve servire di preparazione alle nostre feste centenarie ho fatto ogni sforzo pur di mandarvelo in anticipo.
Coll´intento di ricavare dalla Strenna e dal relativo Commento risultati veramente pratici stabilisco quanto segue:

  • Il Commento sia tradotto nelle altre lingue. Gl´Ispettori incaricati della traduzione saranno avvisati opportunamente.
  • A ogni Confratello verrà data una copia del Commento.
  • Gl´Ispettori, nell´annuale convegno dei Direttori della propria Ispettoria, studino durante almeno quattro riunioni il modo più pratico di rendere effettive le prescrizioni del Commento.
  • In tutte le case i Direttori faranno, nell´epoca che giudicheranno più opportuna, quattro riunioni, alle quali interverranno tutti i Confratelli della casa per studiare il modo di praticare ciò ch´è stabilito nel Commento. Di dette riunioni verrà stesa una relazione da conservarsi nell´archivio della casa: una copia di essa si manderà all´Ispettore.
  • Gl´Ispettori manderanno al Rettor Maggiore una relazione del lavoro fatto nelle riunioni dei Direttori. Inoltre manderanno un breve sunto delle cose trattate nelle case, specificando i giorni in cui furono tenute le riunioni nei singoli Istituti e Oratori.
  • Il Commento sarà letto come lettura spirituale.

Il. Allo scopo di facilitarvi il lavoro accenno ai punti che dovranno essere oggetto di speciale attenzione e studio. Essi sono
i seguenti:

  • Vi è l´Oratorio l´estivo? Si dica quali sforzi si siano fatti per fondarlo, ´e quali ostacoli,siansi incontrati. Se non vi è, se ne adducano le ragioni.
  • L´Oratorio festivo come funziona? Ha i locali e i mezzi necessari? La pulizia e l´ordine sono ben, curati? Quante sono le aule per il Catechismo? Sono sufficienti e ben dotate? Quali i sussidi didattici?
  • Il personale dell´Oratorio è sufficiente?
  • Quanti e quali sono i catechisti? Qual è la loro formazione pedagogica e didattica? Come son guidati, incoraggiati, premiati?

5.-Negli Istituti, di qualsiasi indole, dell´Ispettoria come si svolge l´insegnamento catechistico e ´religioso?
6. Quale metodo si segue nell´insegnamento? Quale è il libro dell´alunno e quale il Manuale del maestro o catechista per le singole classi? L´Ispettore ne mandi copia al Rettor Maggiore.
7. Le domande e risposte , del Catechismo sono veramente rese chiare come voleva S. Giovanni Bosco, con spiegazioni ben preparate, interessanti, convincenti?
8. Si abituano gli allievi a rispondere a senso,, con parole proprie, con periodi brevi • ma completi?
9. Quanta e quale parte hanno i lavori scritti nell´insegnamento catechistico? Si conservano i quaderni, i disegni, altri scritti per eventuali mostre catechistiche?
10. Mentre si reagisce contro gli eccessi degli irrazionali sforzi mnemonici, si dà però la dovuta importanza anche alla memoria?
11. I Catechisti esagerano forse nel raccontare troppi esempi, sia pure anche a titolo di premio, e senza che l´esempio abbia una vera e reale funzione dimostrativa della verità che si vuole inculcare?

  • I Catechisti sono addestrati e sostenuti nel mantenimento della disciplina? Se questa manca l´insegnamento è zero.
  • In tutti i nostri Istituti vi è nei professori e negli alunni la pratica persuasione che la scuola di religione è veramente la più importante di tutte? Vi è forse chi si rifiuta d´insegnare il Catechismo? Le classi dei più adulti sono oggetto di cure speciali?
  • Vi è in tutte le case una ben fornita biblioteca catechistica a disposizione dei professori?
  • Si mettono in pratica le risorse della nostra tradizionale sana attività, aggiornandola ove sia necessario, per suscitare interesse e fattivo entusiasmo? Ogni lezione è coronata e resa efficace da ben ponderate applicazioni pratiche riassuntive?
  • Quale importanza si dà alle lezioni, ai voti, agli esami, alle gare, ai premi?
  • Ogni professore o catechista ha il suo diario catechistico da presentare in caso necessario?
  • I registri, le schede, le statistiche sono in ordine?
  • Si fa ogni anno una piccola mostra catechistica col mater•iale scolastico annuale?
  • Come fu preparata, con quale solennità e con quali frutti si svolse la festa della Dottrina Cristiana?
  • Come viene completata l´istruzione catechistica negli Oratori e nelle case mediante la formazione religiosa?
  • Quale importanza si dà alle funzioni religiose, alla liturgia, al canto ecclesiastico, alle Compagnie Religiose, alle Associazioni di Azione Cattolica, alle Conferenze di S. Vincenzo, ecc.?
  • Il teatrino, le accademie hanno effettivamente lo scopo formativo voluto da S. Giovanni Bosco?
  • Vi sono abusi del cinema, della radio?
  • Le ricreazioni sono salesiane e colla dovuta assistenza?
  • Le bibliotechine C le letture in generale sono controllate?
  • Il Comitato delle Patronesse è fiorente, attivo?
  • Negli Oratori vi sono corsi di Esercizi spirituali, specialmente per i giovani più grandicelli?
  • Il foglietto di propaganda è fatto con cura e regolarità?
  • Nelle case e nelle Ispettorie vi sono, tra i nostri professori, alcuni che preparino testi o altri lavori per l´istruzione e la formazione della gioventù e del popolo? Le nostre librerie primeggiano nel fornire e propagare materiale catechistico?

III. Infine vi esorto a celebrare nel 1940:

  • Un Congressino catechistico improntato alla massima praticità.
  • A incorniciare il Congressino in una Mostra catechistica, nella quale venga messo in rilievo il lavoro fatto dai professori e dagli alunni della Casa e dell´Oratorio festivo.

Questa mostra e quella ancor più accurata e solenne che avrà luogo nel 1941 serviranno a preparare gli elementi che ogni casa salesiana dovrà poi mandare alla mostra internazionale di Torino nel 1941-42.
IV. So che siete molto occupati e non poche volte anche preoccupati. Voi ben potete capire in quali condizioni veniamo a trovarci noi in tanta tristezza di tempi. Eppure sono convinto che, malgrado tutto, accoglierete con entusiasmo questo mio nuovo e ancor più insistente invito a lavorare per l´istruzione e formazione religiosa dei nostri cari giovani. Credetelo: è soprattutto da questo più intenso lavoro che noi possiamo sperare quei frutti di vita cristiana esemplarmente vissuta e di conseguente pace nelle famiglie e nelle nazioni, di cui l´umanità sente, oggi più che mai, così forte bisogno.
Mentre rinnovo a tutti l´espressione dei più vivi ringraziamenti per gli auguri del santo Natale, vi prego da Dio un nuovo anno felice e ricco di meriti pel Cielo.
Vi benedice di cuore
il vostro aff.mo in C. J.
SAC. PIETRO RICALDONE.
Marzo-Aprile 1940              N. 98
IL RETTOR MAGGIORE: Mutazioni nelle Costituzioni - Crociata di preghiere  pag. 94
I.
ATTI DEL CAPITOLO SUPERIORE
11 Rettor Maggiore.
Torino, 30 aprile 1940.
Carissimi Figliuoli in Gesù, Cristo,
debbo farvi oggi una importante comunicazione.
10 Nel decimoquinto Capitolo Generale, dopo matura considerazione, furono approvate le seguenti mutazioni alle Costituzioni della nostra Società:
a) all´art. 161 aggiungere: « Inoltre ogni anno, il 25 novembre, si celebrerà in ciascuna casa una Messa per tutti i genitori defunti dei Soci Salesiani »;
b) introdurre nella formula dei voti il nome del Fondatore della Società Salesiana, « San Giovanni Bosco », dopo quello del. Patrono, San Francesco di Sales;
c) all´art. 128 sopprimere il comma V riguardante l´intervento al Capitolo Generale dei Vicari e Prefetti Apostolici ».
Queste mutazioni furono presentate a suo tempo alla S. Congregazione dei Religiosi per la loro approvazione, com´è prescritto dall´articolo 124 delle Costituzioni. La S. Congregazione le approvava col seguente Rescritto:
In Congressu diei 17 aprilis .1940.
Vigore facultatum a SS.mo Domino Nostro Concessarum, Sacra Congregatio Negotiis Religiosorum Sodalium praeposità, attentis expositis, Rev.mo Rectori Maiori benigne eommisit ut, pro suo arbitrio et eonscientia, gratiam concedat in omnibus iuxta preees, et mutationes inserantur Constitutionibus, servatis de iure servandis.
Contrariis quibuscumque non obstantibvs.
Datura Romae die 26 aprilis 1940.
S. Congregatio de. Religiosis ».
Fto: gE.4 Fr. L. H. PASETTO, Secr.
Restano pertanto ratificate le determinazioni prese nel XV Capitolo Generale. D´ora innanzi, nelle ristampe delle Costituzioni, si terrà conto delle suindicate modificazioni.
20 La Crociata di preghiere iniziata nel mese di Maria Ausiliatrice, giusta il desiderio del S. Padre, sia continuata anche in seguito. Sforziamoci di renderci propizia la bontà divina, conducendo ai piedi degli altari i cuori innocenti dei nostri giovanetti, le cui preghiere sono tanto accette al divin Cuore. Alle suppliche dei nostri alunni uniamo anche le nostre più frequenti e infiammate.
Mentre invoco su tutti le celesti benedizioni, mi raccomando alle vostre preghiere e mi professo vostro
aff.mo in C. J.
SAC. PIETRO RICALDONE.
Maggio-Giugno 1940           N. 99
IL RETTOR MAGGIORE: Notizie riguardanti l´ora presente. - Invito a soccorrere spiritualmente e [materialmente i fratelli. - Fatti consolanti. - Approvazione dei Privilegi. - L´Ateneo Ecclesiastico Salesiano. - Ricordi per gli Esercizi Spirituali pag  98
I.
ATTI DEL CAPITOLO SUPERIORE
Il Rettor Maggiore.

  • Torino, 10 giugno 1940.

Figliuoli carissimi in. G. C.,
10 Sento proprio il bisogno di versare nei vostri cuori le pene che angosciano il mio.
Quante volte, in questi ultimi mesi, si è ripetuta anche nella cameretta del vostro povero Retto´. Maggiore la scena delle sventure di Giobbe. Attraverso lettere, telegrammi, visite, fu ed è un susseguirsi incalzante di disgrazie: ancora non si è spenta l´eco di una triste notizia, che già altre, e a volte ancor più gravi, fanno ressa alla porta.
Assistiamo col cuore straziato  al rovinio di centinaia di case, al crollo di opere ch´erano costate immensi sacrifizi, alla ,dispersione ed anche alla morte di tanti e tanti confratelli travolti nell´immane bufera.
Al tempo stesso vediamo, per forza di eventi, affievolirsi e seccarsi le fonti delle vocazioni destinate a perpetuare e moltiplicare le opere nostre a vantaggio specialmente della gioventù.
A ciò si aggiunga la situazione a volte veramente tragica in cui sono venuti a trovarsi migliaia di confratelli privi di tetto, di vitto, di vestiti, di assistenza.
Lascio a voi immaginare l´angoscia e le preoccupazioni mie e dei Superiori.
Mi saprete compatire pertanto se, in tali distrette, dopo aver innalzato a Dio preghiere e suppliche, mi rivolgo, fiducioso, anche a voi, invocando il soccorso di tutti a vantaggio della Congregazione e a sollievo dei tanti fratelli che soffrono.
Domando anzitutto soccorso di preghiere: è da quest´arma onnipotente che noi possiamo sperare aiuto efficace; sarà essa ad ottenere balsamo di conforto e vigore di iniziative ricostruttrici.
A tal fine stabilisco che, dal giorno in cui riceverete questa circolare fino al 10 ottobre, oltre alle ordinarie pratiche di pietà compiute con particolare fervore, si faccia da tutti, in comune, alle undici e tre quarti o in altro tempo opportuno, la visita a Gesù, Sacramentato, come si suole durante gli Esercizi Spirituali.
Inoltre, nel pomeriggio, si darà, in tutte le Case, la benedizione col Santissimo Sacramento, colla recita di cinque Pater, Ave, Gloria e una Salve Regina.
Al soccorso spirituale sforzatevi di aggiungere anche quello materiale, per sovvenire in qualche modo ai bisogni di tanti nostri carissimi figliuoli.
Pertanto, fino a nuovo avviso: •

  • In tutte le Case si serva a pranzo una sola pietanza, oltre la minestra e la frutta.
  • Durante le vacanze si evitino viaggi, andate in famiglia, gite o altri spassi.
  • Si riducano proprio al minimo le spese di vestito, di calzature, di posta o d´altro.

Le economie realizzate serviranno al Rettor Maggiore pei fini suindicati.
Inoltre procurino gli Ispettori e i Direttori che i confratelli siano convenientemente occupati. Non avvenga che, in momenti così angosciosi, si abbia a lamentare comechessia sciupìo di tempo e di energie, mentre sovrasta più assillante il bisogno di operare.
Gli Oratori Festivi si rendano quotidiani. Si organizzino corsi di Catechismi e scuole di religione; si facciano ripetizioni; si accettino giovanetti interni ed esterni,, e si collabori in tutti i
modi colle famiglie per supplire ai genitori assenti. Potranno pure stabilirsi corsi di discipline teologiche, filosofiche od altre per sacerdoti, chierici o coadiutori.
Insomma, viviamo praticamente consci della gravità dell´ora presente, uniti, con la preghiera, con l´affetto, coi sacrifizi ai confratelli e a tutti coloro che soffrono.
20 Anche in mezzo a tante prove però non ci vennero a mancare chiare dimostrazioni — alcune di esse veramente straordinarie — della divina misericordia.
Anzitutto è motivo di conforto lo slancio straordinario suscitato in ogni parte dalla Crociata Catechistica.
Le gare vanno riuscendo sempre meglio preparate e ricche di pratici risultati. I Congressi poi e le Mostre presero in alcuni luoghi tali proporzioni da eccitare l´interesse e l´ammirazione delle popolazioni e di intere plaghe, riscuotendo pure l´approvazione e le lodi del Clero e dell´Episcopato. Parecchie Mostre Catechistiche furono visitate da molte migliaia di persone e da, numerose Associazioni cattoliche. È questa una luminosa riprova dell´unanime consenso che riscuote il movimento catechistico e, più ancora, della necessità e utilità della Crociata.
Altro motivo di conforto è l´estendersi delle care devozioni di Maria Ausiliatrice e di S. Giovanni Bosco.
Il concorso dei fedeli è dei pellegrini, particolarmente nel mese di maggio, al Santuario di Valdocco, fu veramente straordinario.
Nella solennità della cara nostra Madre furono distribuite oltre ventimila sante Comunioni: nel pomeriggio la processione riuscì un vero trionfo di pietà cristiana.
30 Fu precisamente nei giorni 24 e 25 maggio che l´umile nostra Società ricevette, dal cuore materno di Maria Ausiliatrice, due favori tra i più insigni.
Chi di noi non si è sentito commosso leggendo, nelle Memorie Biografiche, le fatiche, le ansie, i sacrifizi sostenuti dal nostro Padre pel conseguimento dei Privilegi? E quanto fu grande la sua gioia allorchè li ebbe conseguiti! Orbene, anche a noi il Signore rinnova oggi la gioia provata dal nostro Padre.
Dopo la promulgazione del Codice di Diritto Canonico si era resa necessaria una revisione generale dei nostri privilegi. Mentre si compieva il lavoro parve opportuno chiederne alcuni nuovi, richiesti da particolari bisogni e dall´estendersi della nostra Società.
Preparato il lavoro, fu sottoposto alla Saéra Congregazione dei Religiosi per la necessaria approvazione.
E fu proprio il 24 maggio testè decorso che, mentre nel Santuario e nelle sue adiacenze si inneggiava a Maria Ausiliatrice, mi giunse la notizia che era stato firmato il Decreto, col quale si confermavano gli antichi e si concedevano i nuovi privilegi alla nostra Società.
Lascio a voi immaginare il nostro giubilo. Ci parve proprio di ricevere dalle mani stesse della nostra Madre l´insigne benefizio.
Ed ecco che il giorno seguente, 25 maggio, la celeste nostra Ausiliatrice ci concedeva un´altra grazia, essa pure affatto singolare.
Fin dal 1° maggio 1936, in una memorabile udienza, avevo pregato il compianto Pontefice Pio XI che ci autorizzasse a iniziare un corso Superiore di studi Teologici e Filosofici in conformità della Costituzione Apostolica Deus scientiarum Dominus, allo scopo di ottenere poi a suo tempo dalla Santa Sede le relative Facoltà teologica, giuridica e filosofica col diritto di conferire titoli accademici. Il Santo Padre benignamente annuì.
Da quel giorno seguimmo fedelmente le istruzioni e direttive di S. E. Mons. Ernesto Ruffini e poi dell´Em.mo Card. Giuseppe Pizzardo per organizzare nel modo voluto il personale, i programmi, le biblioteche, i sussidi scientifici, gli statuti delle future Facoltà.
Ed oggi ho l´ineffabile soddisfazione di comunicarvi che il 3 maggio u. s., solennità della S. Croce, fu approvato e canonicamente eretto l´Ateneo Ecclesiastico Salesiano con le tre Facoltà di Teologia, Diritto Canonico e Filosofia. Il relativo Decreto fu firmato il 25 maggio.
Salga pertanto dal cuore di tutti i figli di S. Giovanni Bosco l´inno del più fervido ringraziamento a Dio per tanti e così in‑
signi favori ottenuti nel mese e con l´intercessione di Maria Ausiliatrice. Al tempo stesso pérò vada l´espressione della nostra viva riconoscenza a S. S. Pio XII, che volle usarci questi tratti di benevolenza veramente paterna, e poi a S. Em.za il Card. Vincenzo La Puma, nostro Protettore, a S. Em.za il Card. Giuseppe Pizzardo e a S. E. Mons. Ernesto Ruffini.
Soprattutto poi sforziamoci di corrispondere alla loro benevolenza con le nostre preghiere e più ancora rendendoci praticamente degni delle straordinarie grazie che ci furono concesse.
A suo tempo ritornerò su questi due importantissimi argomenti per darvi norme e direttive in proposito.
Le suindicate notizie e specialmente quella dei Privilegi sono d´indole strettamente familiare: si eviti perciò qualsiasi pubblicazione o indiscrezione in proposito.
40 Infine vi mando i tradizionali Ricordi per gli Esercizi Spirituali.
Le presenti difficili circostanze forse non ci permetteranno di celebrare le feste centenarie del 1941.
Fin d´ora però v´invito a celelirare un altro centenario, dal quale spero abbiano a derivare, a ciascuno di noi in particolare e alla .nostra Congregazione in generale, frutti abbondanti.
La Divina Provvidenza, ne´ suoi amorosi disegni, ha voluto che il centenario della nascita della Società Salesiana sia indissolubilmente unito al centenario della Prima Messa del nostro Padre, quasi a ricordarci di che cosa sia capace un cuore veramente sacerdotale fin dagli albori del suo apostolato.
Per questo parmi doveroso che il centenario della Prima Messa di S. Giovanni Bosco, sia da noi ricordato e reso fecondo con pratiche applicazioni nel prossimo anno, 1941.
I Ricordi degli Esercizi Spirituali hanno appunto questo scopo. Li inserisco in questo numero degli Atti del Capitolo, affinchè possano giungere a tutti in tempo opportuno. Eccone il testo:
Ricordando. la Prima Messa celebrata da San Giovanni Bosco il 6 giugno del 1841:

  • Accresciamo in noi l´amore fattivo verso il sacerdozio cattolico e le eccelse funzioni del suo ministero;
  • facciamone conoscere le grandezze e le benemerenze; e) fomentiamo con ogni sforzo le vocazioni sacerdotali.

I Ricordi, come altri anni, verranno poi sintetizzati nella Strenna, e allora spero di potervi indicare alcune iniziative indirizzate a rendere sempre più praticamente fecondo il ricordo della Prima Messa del nostro Santo Fondatòre.
Frattanto, mentre vi rinnovo l´invito di moltiplicare preghiere e suppliche ai fini suindicati, vi benedico di cuore e mi professo vostro
aff.mo in C. J.
SAC. P. RICALDONE.
Luglio-Agosto 1940           N. 100
IL RETTOR MAGGIORE: Visita alle Case. - - Speciali pratiche di pietà raccomandate durante il periodo delle vacanze. - La
Strenna per 11 1941 .....................  pag. 106
ATTI DEL CAPITOLO SUPERIORE 11 Rettor Maggiore.
Torino, 24-1x-1940.
Figliuoli carissimi in G. C.,
mi sarebbe tanto caro intrattenermi lungamente con voi, ma le presenti circostanze consigliano la massima brevità. Mi limiterò pertanto a qualche succinta comunicazione.

  • Fu compiuta felicemente la Visita alle case d´Italia. Nel mese di luglio abbiamo potuto udire i Visitatori. In agosto vi furono alcune riunioni con gl´Ispettori e ultimamente con i Direttori degli Studentati Filosofici e Teologici. Speriamo che da queste attività ,derivino frutti copiosi.
  • Frattanto verrà continuata la Visita ove le circostanze lo permettano. Si è già iniziata negli Stati Uniti e speriamo possa effettuarsi nelle altre Ispettorie di America. Preghiamo perohè il lavoro dei Visitatori sia benedetto dal Signore.
  • Nel n. 99 degli Atti del Capitolo Superiore aveva raccomandato alcune pratiche speciali di pietà da compiersi nelle case dell´Emisfero Settentrionale durante il periodo delle vacanze. Dal 10 ottobre restano sospese; si faranno invece nelle case dell´Emisfero Meridionale dall´inizio al termine delle vacanze.

Dappertutto poi si continui a pregare pei fini già indicati, e così pure si pratichi con generosità la mortificazione.

  • Le presenti condizioni di cose, mentre sottraggono molto personale al lavoro ordinario, rendono anche più difficile l´arruolamento delle vocazioni,´ quando d´altra parte sono ovunque più impellenti i bisogni.

Urge pertanto accrescere lo zelo e moltiplicare le iniziative per promuovere le vocazioni.
Ho fiducia possa contribuire efficacemente a tale scopo la
STRENNA PEL 1941
Per commemorare la ´prima Messa celebrata da S. Giovanni Bosco il 6 giugno 1841 onoriamo il Sacerdozio Cattolico facendone conoscere le grandezze e fomentando con zelo le vocazioni sacerdotali.
Mentre vi ringrazio della filiale vostra partecipazione alle nostre pene invoco su di voi e sulla vostra operosità le benedizioni celesti.
Pregate pel Vostro aff.mo in C. I.
SAC. PIETRO RICALDONE.

Settembre-Ottobre 1940    N. 101
IL RETTOR MAGGIORE:
Circolare ai Direttori sull´osservanza religiosa e sui loro doveri in particolare: 1. Il Rendiconto. — 2. L´Esercizio della Buona Morte. — 3. Le due Conferenze mensili. — 4. Riunioni del Capitolo della Casa. — 5. Soluzione del Caso. — 6. Lezione del Nuovo Testamento.

Consigli pratici per facilitarne l´attuazione .         .           .           pag. 115
ATTI DEL CAPITOLO SUPERIORE
Il Rettor Maggiore.
Torino, 24 ottobre 1940.

Figliuoli carissimi in G. C., Credo utile portare a vostra conoscenza una circolare inviata ai Direttori: essa è stampata a continuazione di queste parole introduttive, in questo stesso numero degli Atti del Capitolo.

Dalle relazioni fatte dai Visitatori straordinari i Superiori si sono persuasi della necessità, non solo d´insistere sopra alcuni punti della vita religiosa, ma di renderne agevole e controllata la pratica a vantaggio dei Soci e delle Opere nostre. A tal fine vengono suggeriti e ordinati ai Direttori alcuni mezzi pratici che è bene conosciate anche voi, acciocchè possiate contribuire efficacemente alla loro costante attuazione.

Lo sviluppo crescente della nostra Società e le particolari e difficili condizioni dei tempi ci consigliano accorgimenti nuovi per rendere sempre più salda l´unione delle menti e dei cuori e altresì maggiormente efficace e feconda l´azione nostra a vantaggio delle anime. Ma non possiamo nè dobbiamo dimenticare mai che presupposto insostituibile per far del bene alle anime altrui è la santificazione dell´anima nostra mediante la piena ed esatta osservanza delle Costituzioni, dei Regolamenti e delle Tradizioni.

Se non verrà mai a mancare, come in passato, anzi sarà sempre più saldo il mutuo impegno dei Superiori e dei Soci, o meglio di chi è Padre e dei figli, per mantenere in fiore l´adempimento dei doveri impostici dalla vita religiosa e salesiana, possiamo essere certi del prospero e proficuo avvenire della nostra Società.

Invocando su tutti le benedizioni più abbondanti mi professo
vostro aff.mo in C. J.

Sac. PIETRO RICALDONE.

Novembre-Dicembre 1940    N. 102
Carissimi Direttori, A voi, Direttori carissimi, è particolarmente affidata la gravissima responsabilità di mantenere in fiore la disciplina religiosa nelle nostre Case, rendendo sempre più esatta l´osservanza soprattutto con il vostro buon esempio: Ricordate spesso che i vostri doveri sono noti a tutti, perchè fissati chiaramente nelle Costituzioni e nei Regolamenti: qualsiasi vostra infrazione pertanto potrebbe essere motivo di scandalo.

Con il presente Quaderno-Memoriale sarebbe mio vivo desiderio tener vivo nella vostra mente il ricordo di alcuni dei principali vostri doveri e agevolarvene l´adempimento.

10 IL RENDICONTO MENSILE. Il nostro Padre lo teneva in così alta considerazione da dire che chi non capisce l´importanza del Rendiconto non capisce nulla di vita religiosa e salesiana.

L´articolo 159 dei Regolamenti dice chiaro che il Direttore deve invitare egli stesso coloro che non si presentassero spontaneamente.

2° L´ESERCIZIO DELLA BUONA MORTE. Per San Giovanni Bosco questa pratica è una delle chiavi di volta per il buon andamento dei nostri Istituti: egli la chiama « la parte fondamentale delle pratiche di pietà, quella che in certo modo tutte le abbraccia » (Costituz., Introduz., Pratiche di Pietà).

3° LE DUE CONFERENZE MENSILI. Sulla necessità ed efficacia di queste conferenze abbiamo, per nostra sorte, tutta un´abbondante letteratura di San Giovanni Bosco e dei suoi Successori: facciamone tesoro.

 4° LE RIUNIONI DEL CAPITOLO DELLA CASA. Coloro che hanno il peso e la responsabilità di governare altri, ricordino frequentemente le seguenti raccomandazioni scritturali: La sapienza risiede nel consiglio (Prov., VIII, 12). Dove abbondano i consigli ivi è salute (Ibid., XXIV, 6). I progetti si affermano coi consigli (Ibid., XX, 18). Non far nulla pertanto senza consiglio, e dopo il fatto non avrai a pentirti (Rodi., XXXII, 24).

5° LA SOLUZIONE DEL CASO DI MORALE E DI LITURGIA. Questa pratica non è solo prescritta dall´art. 48 dei Regolamenti, ma voluta dai Canoni 131, 591. Il Canone 2377 stabilisce eventuali sanzioni contro gl´inosservanti.

6° LA LEZIONE SETTIMANALE DEL NUOVO TESTAMENTO. E un mezzo assai efficace per avvicinare i chierici al Direttore, il quale avrà in tal modo l´opportunità di dare loro norme e consigli vantaggiosi alla loro formazione.

L´esperienza ci assicura che là, ove le prescrizioni testè elencate sono fedelmente messe in pratica, regna la carità, l´osservanza, e riesce fecondo il lavoro. Il Quaderno-Memoriale ha precisamente lo scopo di agevolarne e verificarne l´osservanza. Esso è un mezzo facile, una specie di svegliarino, che, mentre ricorda i doveri, ne facilita l´adempimento.

Stabilisco pertanto che d´ora innanzi i Direttori presentino all´Ispettore e ai Visitatori il presente Quaderno-Memoriale debitamente annotato.

E poichè l´ordine e la costanza nel compiere regolarmente e tenacemente i propri doveri allontanano gli uomini e le opere loro affidate da imperfezioni, danni e rovine, per questo appunto vorrei raccomandarvi, nell´adempimento delle sullodate prescrizioni, grande puntualità e perseveranza: è questa una garanzia di fedeltà per la loro attuazione.

Ogni Direttore pertanto fissi all´adempimento di ciascuno dei già indicati doveri un tempo determinato e sia fermo nel mantenere il proposito preso.

A facilitarvi tale cómpito faccio seguire alcune esemplificazioni:
1° Ai Rendiconti mensili destinate il giorno dell´Esercizio della Buona Morte e quelli immediaiamente seguenti (cfr. Regol., art. 44).

Molti Direttori, per agevolare l´adempimento di questo importante dovere, ed evitare da una parte e dall´altra perdite di tempo, chiamami essi stessi i Confratelli. I Direttori infatti, conoscendo le occupazioni dei singoli, possono assegnare a ciascuno l´ora più opportuna. Naturalmente ciò non esclude che ogni Confratello si rechi a conferire con il Direttore ogni volta che lo giudichi bene, in conformità delle Costituzioni (cfr. art. 47-48).

L´Esercizio della Buona Morte suole farsi in molte Case il primo giovedì del mese.

Le conferenze mensili è bene abbiano generalmente giorni fissi: ad esempio il mercoledì della prima e terza settimana di ogni mese.

Le riunioni del Capitolo della Casa potrebbero aver luogo il secondo mercoledì di ogni mese. Sarebbe bene, sul foglietto di convocazione del Capitolo, mettere l´elenco dei punti da trattarsi. Siavi sempre chi rediga i verbali in apposito registro da presentarsi all´Ispettore e ai Visitatori.

La soluzione del Caso di morale e liturgia può farsi il quarto mercoledì del mese. Vi sia un incaricato di redigere un breve verbale in apposito registro.

6° La lezione settimanale sul Nuovo Testamento si faccia possibilmente ogni lunedì. Il Direttore può in quel giorno dare ai Chierici norme e consigli per il buon andamento della settimana.

Ho fiducia, o carissimi Direttori, che tutti senz´eccezione metterete il massimo impegno nell´attuare le prescrizioni e direttive suindicate.

Perciò, anzichè ricordarvi ancora una volta i gravi obblighi che pesano sulla vostra coscienza, vi esorto a considerare che, mediante il vostro buon esempio specialmente nell´adempimento dei doveri testè enumerati, avrete contribuito efficacemente, non solo alla perfezione vostra e dei Confratelli, ma anche al buon andamento del vostro istituto e della Congregazione.

Preghiamo il nostro Santo Fondatore di volerci aiutare a essere sempre degni suoi rappresentanti, saldi conservatori e propagatori efficaci del suo spirito e delle sue opere.

Invocando su di voi e sulle anime e opere a voi affidate le più copiose benedizioni mi professo con affetto paterno
sempre vostro in G. C.

SAC. PIETRO RICALDONE.

IL RETTOR MAGGIORE:
1. Celebrazione delle Feste Centenarie. — 2. Avvisi circa l´ora presente. Lettera degli studenti di Hong-Kong. — 3. Continuazione della Crociata Catechistica. — 4. Fedeltà a Don Bosco pay. 122  
Gennaio-Febbraio 1941     N. 103  
ATTI DEL CAPITOLO SUPERIORE
Torino, 24 dicembre 1910.

Figliuoli carissimi in G. C.,
1. — L´8 dicembre, che doveva segnare l´inizio delle nostre Feste Centenarie, è trascorso nel raccoglimento e nella preghiera. Sono certo però che in quel giorno dalle Case e dai cuori dei figli di S. Giovanni Bosco sarà salito al Cielo, con l´inno del ringraziamento, il fermo proposito di volerci rendere tutti ogni dì più degni delle speciali benedizioni con cui Iddio ha voluto prosperare l´amata nostra Congregazione.

Il giorno e l´ora sono nelle mani dell´Altissimo: pertanto senza soverchiamente affannarci, anzi con animo sereno e fidente, prepariamoci con le migliori disposizioni al grande avvenimento, fino al momento in cui piacerà al Signore che manifestiamo a Lui anche esternamente la nostra riconoscenza con pubbliche e speciali celebrazioni, le quali ci proponiamo fin d´ora d´improntare alla massima praticità a vantaggio della gioventù in particolare e al bene delle anime in ogni parte del mondo.

2. -- E poichè ho fatto cenno, sia pure indirettamente, alle speciali condizioni che non permettono lo svolgersi tempestivo delle nostre Feste Centenarie, permettete ch´io vi esorti a tenere lontano dalle nostre Case tutto ciò che anche lontanamente  abbia sapore politico, evitando qualsiasi apprezzamento che possa affievolire quella fiamma di carità che Gesù Cristo venne ad accendere nei cuori umani per affratellarli e stringerli nell´amore dovere di ognuno contribuire alla grandezza della propria nazione con la santità della vita, il lavoro sacrificato e l´adempimento dei propri doveri di cristiano e di cittadino fino all´eroismo. Ma tutto ciò senza dimenticare mai che siamo figli del Padre nostro che sta ne´ cieli, membra di quel Corpo Mistico di cui è Capo Gesù Cristo, fraternamente uniti sotto il manto della stessa Chiesa, chiamati alla Famiglia salesiana dallo stesso Padre e operanti concordemente con identità di spirito per l´incremento delle stesse Opere a salvezza delle anime. Lasciate pertanto che in quest´ora grave io ripeta a voi la raccomandazione di S. Paolo ai Colossesi: «E soprattutto rivestitevi di quell´amore che è il vincolo della perfezione, e la pace di Cristo riempia di esultanza i vostri cuori ». (Col., III, 14, 15).

Mentre sto scrivendo queste parole mi giunge carissima e confortatrice una lettera scrittami dagli studenti di Filosofia e Teologia presentemente raccolti, dopo l´esodo di Hong-Kong, nella città di Shanghai. La trascrivo perchè condividiate la mia gioia e a comune edificazione.

« Mentre in quasi tutto il mondo oggi non si parla altro che di guerra e di distruzione, noi qui nel nostro nido riscontriamo avverate in pieno le parole del profeta Davide: Ecce quam bonum et quam iucundum habitare fratres in unum. Noi oggi siamo oggetto di ammirazione a quanti hanno l´occasione di conoscerci. Siamo riuniti nello studentato individui di dieci nazioni diverse, ma uno solo è il vessillo sotto cui militiamo, il vessillo di San Giovanni Bosco.

» Veramente, amatissimo Padre, è ammirevole la carità e la Concordia che ci unisce; ben si potrebbe applicare anche a noi ciò che fu detto dei primi cristiani: " Vedete come si amano! " ».

3. — Frattanto; nei modi e con le possibilità che vi saranno concesse, continuate a svolgere con zelo tenace la Crociata Catechistica. Essa infatti non dev´essere un lampo di fugace operosità, ma bensì un lavoro metodico, costante, sempre ag,rgioniantesi, per raggiungere in questo campo, veramente nostro, tale praticità e competenza da poter meritare l´ambito titolo di catechisti modello. Il cumulo di attività catechistiche di questi ultimi anni è stato in verità consolante e, ciò che più monta, ricco di frutti: molto però resta da fare. E godo di sapere che dal lavoro seriamente compiuto, mediante l´approfondimento di questo rilevante problema, è scaturita o si è maggiormente radicata in tutti la persuasione che l´insegnamento catechistico è difficile assai, e perciò esige studio assiduo e preparazione accurata se si vogliono raggiungere le sue altissime finalità.

Nè si pensi da taluno che la Crociata. Catechistica debba limitarsi ad essere una preparazione, sia pur solerte, alle Feste Centenarie: no, essa vuol essere soprattutto forte proposito d´imitare Don Bosco catechista e di collocarci effettivamente all´avanguardia in questo settore preferito della nostra missione.

4. — Figliuoli carissimi: è questo il momento di stringerci più fortemente che mai intorno al nostro grande Padre S. Giovanni Bosco per protestargli la risoluzione nostra incrollabile di volerci mantenere ad ogni costo e in ogni evento degni suoi figli.

Coraggio. Sulle mutevoli vicende umane aleggia amorosa e infinitamente ricca di speranze la Divina Provvidenza.

Approfitto di questa circostanza per ringraziare collettivamente tutti degli auguri e delle preghiere. Vi auguro un felicissimo Anno nuovo, vi benedico di gran cuore e mi professo
vostro aff.mo in C. J.

Sac. PIETRO RICALDONE.

  IL RETTOR MAGGIORE:
1. Notizie dei Confratelli. — 2. Nuovi Vescovi. — 3. Servo di Dio Augusto Ozartorisky  pag. 126 I.

ATTI DEL CAPITOLO SUPERIORE
Torino, 30 marzo 1941.

Figliuoli carissimi in G. C., eccomi a soddisfare l´ardente vostro desiderio di notizie della nostra cara Famiglia.

1° Sappiamo che, nelle nostre Missioni, i Salesiani e le Figlie di Maria Ausiliatrice continuano a svolgere in gran parte l´opera loro, pur in mezzo a difficoltà e sacrifizi di ogni genere.

Parecchi nostri Confratelli caddero sui diversi campi di battaglia; altri rimasero feriti; e dobbiamo pure lamentare un numero piuttosto rilevante di prigionieri, dispersi, internati in campi di concentramento. Si fece- e si fa di tutto per alleviare le loro sofferenze con aiuti e parole di conforto.

Anche voi, Figliuoli carissimi, rivolgete frequentemente ad essi il vostro pensiero affettuoso e ´soprattutto innalzate a Dio. pei Confratelli caduti o colpiti dalla sofferenza la preghiera del suffragio o della supplica implorante conforto.

20 Il Santo Padre, in questi , ultimi tempi, con sovrana bontà, si compiacque di innalzare alla dignità episcopale sei nostri Confratelli. Sono lieto di comunicarvene i nomi, e voi saprete perdonare l´involontario ritardo.

Mons. Francesco Sak, Vescovo titolare di Scilio e Vicario Apostolico di Sakania (Congo Belga) Mons. Francesco Iturriza, Vescovo di Coro (Venezuela). Mons. Fortunato Chirichigno, Vescovo di Piura (Perù). Mons. Vittorio Alvarez, Vescovo di Ayacucho (Perù). Mons. Pietro Massa, Vescovo titolare di Hebron e della Prelatura nullius di Rio Negro (Brasile) Mons. Gaetano Pasotti, Vescovo titolare di Bareta e Vicario Apostolico del nuovo Vicariato di Rajaburi (Thailandia).

Ai nuovi eletti giungano le nostre più vive felicitazioni con l´assicurazione del nostro costante ricordo nelle quotidiane preghiere per impetrare loro un apostolato lungo e fecondo.

3° Con decreto del 23 marzo 1941 della Sacra Congregazione dei Riti veniva approvata l´introduzione del Processo Apostolico del Servo di Dio AUGUSTO CZARTORISKY.

A lui, morto in ancor giovane età, dice il Decreto, non fu concesso di fare 9nolte cose; ma, come giustamente viene rilevato in alcune lettere postulatorie, è cosa grande e mirabile che un uomo abbia saputo conservarsi illibato tra le seduzioni del mondo; che essendo ricchissimo abbia abbracciato con generosità e fedeltà la povertà salesiana; e che potendo passare la vita fra le delizie, le abbia invece disprezzate per amore di Dio, preferendo l´umile sequela di Cristo, fino al punto di desiderare, stimandosi indegno del sacerdozio, di essere ricevuto come confratello coadiutore.

Mentre v´invito a pregare per il felice esito di questa causa, mi permetto esortarvi anche a pregare e a fare la più attiva propaganda per la Causa e la glorificazione del Servo di Dio Ven. Domenico Savio.

Figliuoli carissimi, fate che salgano frequenti al Cuore di Dio le vostre suppliche per la Chiesa, per l´amata nostra Congregazione e per l´umanità travagliata. Vi benedice di gran cuore il
vostro aff.mo in G. C.

Sac. PIETRO RICALDONE.

Marzo-Aprile 1941     N. 104
IL RETTOR MAGGIORE:
I. Preghiere particolari per le vacanze. — Riunioni degli Ispettori d´Italia (Vacanze, Povertà, Esercizi Spirituali, Beneficenza, Studi Universitari, Cooperatori, Catechismo) . . . . pag. 130
ATTI DEL CAPITOLO SUPERIORE
Torino, 30 aprile 1941.

Figliuoli carissimi in G. C.,
eccomi di nuovo a voi per farvi alcune comunicazioni importanti.

1° Nelle Case dell´emisfero settentrionale e in quelle ove le vacanze sono dai mesi di giugno ad ottobre si faranno, come l´anno scorso, oltre alle solite pratiche di pietà, le seguenti: Alle undici e tre quarti o in altro tempo opportuno si farà, durante un quarto d´ora, una speciale Visita a Gesù Sacramentato, con la recita delle preghiere solite a dirsi in quell´occasione durante gli Esercizi Spirituali.

Nel pomeriggio si darà, in tutte le case, la Benedizione col Santissimo Sacramento e si reciteranno tre Pater, Ave e Gloria e la Salve Regina.

e) Si esortano i Confratelli a fare visite più frequenti a Gesù,. a Maria Ausiliatrice, a 5. Giovanni Bosco, a vivere nel raccoglimento e in una stretta e filiale unione con Dio.

2° Sarebbe stato mio vivo desiderio riunire, come in anni anteriori, all´ombra del Santuario di Maria Ausiliatrice, almeno tutti gl´Ispettori di Europa per studiare insieme i gravi problemi dell´ora presente e le direttive da seguire. Purtroppo non si poterono avere che gl´ppettori d´Italia. Vi presento un breve sunto dei punti esaminati con loro nei giorni 28e 29 aprile.

a) VACANZE. — Per forza di circostanze esse avranno più lunga durata del solito. I Direttori e i Confratelli sono pregati di adoprarsi per escogitare attività, forme di lavoro e apostolato, lezioni, ripetizioni, dopo scuola, ecc.; di mantenere il contatto - con gli alunni, mediante foglietti, compiti, esercitazioni; di raddoppiare il lavoro formativo e le lezioni di Catechismo negli ora- • tori e l´assistenza ai giovani, specialmente i più poveri.

b) POVERTÀ. — Furono messi in rilievo i sacrifizi di moltissimi nostri Confratelli nelle missioni e in altre non poche regioni  ove scarseggiano i mezzi di sussistenza. Taluni mancano, non solo di carne, vino e altri generi più comuni, ma anche di pane.

Per questo si raccomanda a tutti di praticare generosamente lo spirito di povertà, accettando e anche invocando qualche privazione o riduzione nelle vivande, nel vestito, nella posta; di evitare andate in famiglia, viaggi e ogni spesa non strettamente necessaria. , Solo attuando economie veramente accurate e sacrificate riusciremo a portare qualche soccorso ai fratelli che soffrono nelle missioni e nelle terre travagliate, a fomentare le vocazioni e a sostenere il personale raccolto nelle case di formazione e i nostri cari ammalati.

c) ESERCIZI SPIRITUALI. — Si spera che, malgrado il tesseramento e altri non lievi impedimenti, sia possibile fare gli Esercizi Spirituali coi soliti raggruppamenti degli anni ordinandi. Solo nel caso di assoluta impossibilità e previo accordo con gl´Ispettori, si potranno fare nelle singole case a piccoli gruppi. È raccomandata a tutti la massima diligenza e particolare raccoglimento e devozione per ottenere da Dio più abbondanti le sue benedizioni in quei giorni di salute.

Fu pure raccomandato di fare ogni sforzo perchè possano effettuarsi le mute di Esercizi per i nostri ex-allievi.

d) BENEFICENZA. — Si sente più, forte il bisogno d´intensificare la beneficenza tanto necessaria in questa tristezza di tempi.

Ove sia possibile, offriamoci alle Autorità per raccogliere orfani di guerra e giovanetti derelitti.

Mentre si trattava questo vitale argomento manifestai agl´Ispettori un progetto ch´io andava carezzando da tempo e che avrei fatto noto ce tutti opportunamente: ed è ch´io mi proponeva d´invitare tutti i miei cari figliuoli a celebrare praticamente il primo centenario della nostra Società, facendo sorgere in ogni ispettoria un istituto speciale per orfanelli.

Voglia il Cielo che quest´ardente mia aspirazione, certamente cara al cuore di S. Giovanni Bosco, benedetta da Lui e dalla cara nostra Ausiliatrice, possa venire attuata dal vostro zelo e dalla carità dei nostri Cooperatori, da voi interessati nella nobile impresa.

c) STUDI UNIVERSITARI. — Furono esortati gl´Ispettori a continuare- e, in caso necessario, raddoppiare gli sforzi già dovunque iniziati per ottenere sempre più numerosi i titoli legali di studio nelle Università Ecclesiastiche e Civili. Voi ben vedete che le esigenze delle Autorità Scolastiche crescono ogni giorno in tutti i paesi, e noi dobbiamo metterci in grado di poter continuare dappertutto l´opera nostra educatrice in favore della gioventù.

Mi auguro che, nel prossimo anno scolastico, possano affluire almeno da molte ispettorie d´Europa, soggetti idonei al nostro Ateneo Pontificio per le tre facoltà di Filosofia, Teologia e Diritto.

d) COOPERATORI E COOPERATRICI. — In vista delle particolari difficoltà dei tempi, urge moltiplicarli e organizzarli. Si faccia a tale scopo una attiva e prudente propaganda; s´iscrivano i parenti dei nostri allievi, gli allievi quando escono dalle nostre case dopo aver compiuto i 16 anni, gli ex-allievi.

Si rileggano e pratichino i regolamenti che trattano di quest´importante argomento e non siano lettera morta gli uffici locali e ispettoriali.

Durante le più lunghe vacanze sarà facile moltiplicare le conferenze di propaganda e diffondere maggiormente il Boll. Salesiano.

f) CATECHISMO. — In fine si misero in rilievo i frutti veramente consolanti della Crociata Catechistica e si stabilì di far giungere a tutti una parola d´incoraggiamento a proseguire con slancio e tenacia.

Si raccomandò inoltre di prestare l´opera nostra agli Ecc.mi Vescovi per adunanze e Congressini Catechistici. Informazioni pratiche a questo riguardo si possono avere dall´Ufficio Catechistico Centrale che sviluppa una attività sempre maggiore.

Furono trattati per ultimo alcuni punti riguardanti speciali ordinamenti scolastici ed altri che verranno opportunamente illustrati e raccomandati dagl´Ispettori.

Prima di lascia,-vi permettete che vi esorti a irrobustire sempre più i vincoli della carità che debbono stringerci a Gesù, a vivere concordi nello spirito e nel cuore del nostro Padre, a tendere a  sempre maggiore perfezione.

´Anime! Anime! figliuoli carissimi: ecco la fiamma che deve arderci in cuore, ecco la finalità altissima del nostro apostolato al disopra di ogni umana competizione.

Invocando su di voi, sulle opere e anime affidate al vostro zelo le più copiose benedizioni mi raccontando alle vostre preghiere e mi professo
vostro aff.mo in G. C.

Sac. PIETRO RICALDONE.

ATTI DEL CAPITOLO SUPERIORE
Torino, 24 giugno 1941
Maggio-Giugno 1941 n.105
IL RETTOR MAGGIORE:
Notizie varie: I. Istituto Edoardo Agnelli, visita del Card. La Puma. — 2. Collaudo del nuovo organo. — 3. Visita al S. Padre. — 4. Festa di M. A. — 5. Ricordi per gli Esercizi . pag. 134
Figliuoli carissimi in G. C.,
Mi conforta tanto potermi intrattenere con voi, sia pur brevemente come consigliano le circostanze. .Sento il bisogno di assicurarvi del costante nostro ricordo; di dirvi che vi seguiamo da vicino, che per voi preghiamo ogni giorno acciocchè possiate mantenervi saldi nella fede, perseveranti nell´osservanza, generosi nei sacrifizi, eroici nel lavoro per la salvezza delle anime.

Approfitto inoltre di questo nostro graditissimo incontro per comunicarvi alcune notizie.

10 Il 19 aprile giungeva da Roma al caro Oratorio l´Em.mo Card. Vincenzo La Puma, nostro Protettore, ricevuto con affettuoso entusiasmo dalle Comunità e dai giovani plaudenti.

Alle 17 dello stesso giorno, l´Em.mo Card. Maurilio Fossati, Arcivescovo di Torino, benediceva, in un´atmosfera di suggestivo raccoglimento, la bella chiesa dell´Oratorio annesso all´erigendo Istituto Internazionale Edoardo Agnelli. Con il senatore Giovanni Agnelli, alla cui generosa carità è dovuto il magnifico Oratorio, erano presenti i più intimi della nobile sua Famiglia e i, Superiori del Capitolo, mentre alle porte dell´Oratorio facevano ressa i cari birichini, impazienti di poter prendere possesso della loro nuova casa.

Il giorno seguente, sempre nell´atmosfera d´intimità consigliata dalle circostanze, vi celebrai la prima messa, ascoltata devotamente dal munifico benefattore e da´ suoi cari.

Subito dopo l´Em.mo Card. Vincenzo La Puma benedisse i locali che vennero man mano occupati dall´esercito festante dei giovanetti del sobborgo.

L´Oratorio, dotato di una ben studiata attrezzatura per le classi e i sussidi di Catechismo, potrà servire di modello per opere consimili.

Vi esorto ad unire le vostre preghiere alle mie per impetrare dal Cielo al generoso benefattore e alla sua nobile famiglia le grazie più abbondanti.

2° Il 23 aprile, l´Em.mo Cardinale Protettore presiedeva la prima audizione di collaudo del nuovo grandioso organo della Basilica di Maria Ausiliatrice: alla seconda audizione potè intervenire anche l´Em.mo Card. M. Fossati: l´uditorio fu numeroso ed eletto. Il Prof. Ulisse Matthey, insigne artista e vero virtuoso dell´organo, seppe presentarci il meraviglioso strumento in tutte le più armoniche espressioni delle sue molteplici e delicate risorse.

L´amatissimo Card. Protettore ci lasciò dopo aver visitato parecchie nostre opere, confortandoci con sapienti consigli e paterni incoraggiamenti.

3° Ai primi di maggio mi recai a Roma e il 15 ebbi la gioia di poter umiliare al S. Padre gli omaggi filiali dell´intiera, Famiglia Salesiana.

Volle essere minutamente informato delle nostre gioie e più ancora delle nostre pene: ebbe per tutti e particolarmente per quelli che soffrono parole di paterno e sovrano incoraggiamento, e, dopo avermi incaricato di raccomandarvi caldamente di pregare secondo le sue intenzioni, tutti di gran cuore ampiamente benedisse.

Sono certo che la voce del Vicario di Gesù Cristo troverà aperta la via dei cuori vostri alla più filiale e sollecita corrispondenza.

4° Le feste /in onore della celeste nostra Madre, Maria Ausiliatrice, riuscirono particolarmente devote con grande con‑corso ai Santi Sacramenti. La cara Basilica, prossima ormai ad avere ultimati i pochi lavori di decorazione che ancora rimangono, costituisce un artistico ambiente di così sereno raccoglimento da suscitare in tutti profonda e confidente devozione.

Continuate, figliuoli carissimi, a propagare dovunque il culto della celeste nostra Ausiliatrice acciocchè, come in altre epoche di angustia per la Chiesa e per l´umanità, Essa ci presti l´aiuto suo efficace.

Ed eccovi ora i ricordi degli Esercizi Spirituali.

RIVESTITEVI SOPRATTUTTO DI QUELLA CARITÀ CHE È IL VINCOLO DELLA PERFEZIONE: Carità verso Dio, amandolo sopra tutte le persone e cose; Carità verso il prossimo nei pensieri, _.nelle parole, nelle opere.

Mentre il demonio si sforza di far divampare l´odio che distrugge e dà morte, adoperiamoci, con tutte le nostre forze, a ravvivare nei cuori la fiamma di quella carità, ch´è sintesi, supremo e primo mandato della dottrina e religione di Gesù Cristo.

Coraggio, figliuoli carissimi, apriamo il cuore a illimitata fiducia ricordando, con fede inconcussa, le parole con cui il Divin, Redentore ci promette e assicura l´immancabile trionfo finale. L´imperversare della bufera, anzichè sgomentarci o affievolire i nostri ardimenti di zelo, deve spingerci a moltiplicare sforzi ed energie per diffondere il bene e ricondurre le anime alla Chiesa e a Dio.

Scendano sempre più copiose su di voi, sulle opere e persone affidate al vostro zelo, le benedizioni celesti.  questo il saluto e l´augurio del
vostro aff.mo in C. J.

Sac. PIETRO RICALDONE.

ATTI DEL CAPITOLO SUPERIORE
Torino, 24 agosto 1941.

Luglio-Agosto 1941 n.106IL RETTOR MAGGIORE: 1 Commemorazione Centenaria dell´otto Dicembre - 2. Crociata Catechistica e Congressi Catechistici. - 3. Istituto Superiore di Pedagogia. - 4. Annali della Società Salesiana. - 5. Esortazioni pel nuovo anno ............  pag. 139
Figliuoli carissimi in G. C.,
10 L´otto Dicembre è ormai vicino e quantunque abbiamo stabilito di rimandare le Feste Centenarie ad epoca più opportuna, tuttavia la data memoranda non deve passare, senza ch´essa lasci nei nostri cuori emozioni soavi e, più ancora, forti propositi di bene.

poichè è doveroso conformare ogni nostra manifestazione alle circostanze dolorose dell´ora presente stabilisco, che in tutte le Case Salesiane si faccia precedere la solennità dell´Immacolata da una novena., e che la predicazione, le preghiere e ogni altra pratica di pietà cristiana abbiano carattere espiatorio e impetratorio.

Noi sacerdoti e religiosi dobbiamo essere i primi a trovarci tra il vestibolo e l´altare per rivolgere all´Altissimo le preci e i gemiti delle anime nostre unitamente alle promesse di sacrifizi generosi, per espiare così, nel modo consentito dalla nostra pochezza, i peccati nostri e le offese di tanti poveri nostri fratelli lontani da Dio e oltraggiatori della sua Bontà infinita.

Alle espiazioni aggiungeremo suppliche ferventi per propiziarci la Divina Misericordia e affrettare l´avvento del giorno tanto auspicato, in cui gli uornini si riaffratellino nell´amplesso della pace.

20 Non vi sia discaro se, ricordando nella solennità dell´Immacolata il primo Catechismo con il quale il nostro Padre amatissimo diede inizio all´Opera sua, io, vi rinnovello la preghiera di dedicare alla istruzione catechistica e alla formazione religiosa dei giovani e degli adulti le vostre migliori energie.

Ogni dì si fa più insistente la voce del Vicario di´ Gesù Cristo e dei Vescovi per raccomandare questo insegnamento, dal quale dipende in gran parte la salvezza delle anime e dell´intiera società.

S. S. Pio XII, felicemente regnante, in un Breve dell´otto settembre u. s., indirizzato all´Em.mo Cardinale Ildefonso Schuster, raccomandava appunto per prima cosa l´istruzione religiosa. E si avverta, come riconosce lo stesso Sommo Pontefice in quel documento destinato all´Episcopato lombardo, che nell´archidiocesi di Milano, per il provvidenziale impulso datovi da S. Carlo, l´istruzione. religiosa è impartita con zelo e costanza veramente mirabili.

Come già vi dissi, la Crociata Catechistica che noi ci siamo proposti di offrire a San Giovanni Bosco come omaggio tutto particolare e di preferenza nelle feste centenarie, non dev´essere una iniziativa passeggera o l´attività di un momento> ma vuole costituire una nostra particolare manifestazione di zelo fino a ottenere che realmente, in questo magnifico campo di apostolato, i figli di Don Bosco abbiano a trovarsi sempre all´avanguardia.

Gl´Ispettoii e Direttori facciano in modo che la preparazione degl´insegnanti e catechisti, l´aggiornamento dei libri e sussidi didattici, la serietà nell´impartire le lezioni dalle scuole più umili alle più elevate, l´impegno di ognuno nel prestarsi sempre e in qualsiasi´ campo e circostanza alle svariate attività di questo apostolato, tutto insomma fiorisca nei nostri, istituti in modo veramente esemplare.

Alle Gare, ai Congressini, alle Mostre, alle Feste della Dottrina Cristiana si dia un carattere di grande praticità.

Così pure  ove sia possibile e particolarmente negli Oratori Festivi — si dia la massima importanza ai corsi speciali per la formazione dei Catechisti tra gli adulti e gli ex-allievi o Padri di Famiglia degli stessi Oratori.

Tutti poi avrete appreso con gioia che parecchi zelantissimi Vescovi vollero affidare ai poveri figli di San Giovanni Bosco l´organizzazione di riuscitissimi Congressi Catechistici Diocesani e persino Nazionali. Le piccole Mostre e le lezioni pratiche diedero a dette manifestazioni un carattere spiccatamente pratico assai apprezzato dai sacerdoti assistenti.

Le zelanti Figlie di Maria Ausiliatrice prestarono mirabilmente l´opera loro per le conferenze e lezioni all´elemento femminile.

Penso non sia difficile a ogni Ispettore avere un gruppetto ´di sei o più Salesiani, ben preparati, i quali abbiano sempre pronte brevi e pratiche conferenze sui principali argomenti che possono essere trattati nei Congressi suindicati. Inoltre sarà pure facile avere altri sacerdoti disposti a fare le lezioni pratiche illustrandole con brevi norme pedagogiche e didattiche. In generale non si gradiscono le alte speculazioni e meno ancora le farraginose digressioni o ampollosità scientifiche: si ama all´incontro la massima chiarezza, unita a praticità, brevità e semplicità, senza pretese di volerla fare da maestri a sacerdoti o uditori zelantissimi.

Infine sarebbe conveniente che presso l´Ufficio Catechistico Ispettoriale vi fosse sempre pronto un ben scelto materiale didattico, collocato in appositi cassoni, da spedirsi dovunque si debbano svolgere i Congressi. Questa iniziativa farà del gran bene a noi e ci renderà bene accetti ai sacerdoti e ai Vescovi.

L´Ufficio Catechistico Centrale può suggerire norme e procurare il materiale occorrente per le conferenze, le lezioni e le Mostre.

30 Per preparare appunto sempre meglio Soci Salesiani all´alta missione di educatori secondo il Sistema Preventivo lasciatoci in eredità preziosa dal nostro Santo. Fondatore, abbiamo potuto alfine attuare una aspirazione da tempo accarezzata, aprendo cioè il prossimo anno scolastico nell´Ateneo Pontificio Salesiano, a fianco delle tre Facoltà di Teologia, Diritto Canonico e Filosofia, un Istituto Superiore di Pedagogia.

Esso si propone, non solo di valorizzare e diffondere sempre più i principii della Pedagogia cattolica, ma di mettere pure nel dovuto rilievo il fine senso psicologico e formativo del nostro Patrono e Dottore di S. Chiesa San Francesco di Sales, il cui nome decora il nostro Pontificio Ateneo, ed infine di illustrare in particolar modo il sistema e le idee pedagogiche del nostro Santo Fondatore, proclamato con ragione il più insigne educatore dei nostri tempi.

Nel sullodato Istituto vogliamo anzitutto formare gl´insegnanti di pedagogia per le nostre Case di Formazione, perchè da esse possano uscire Salesiani esemplari ed educatori attrezzati e aggiornati nella pedagogia e nella didattica.

Farmi superfluo aggiungere che la Catechetica avrà sempre, e nell´Istituto di Pedagogia dell´Ateneo e nelle Case di Formazione, un posto di assoluta preferenza.

40 Sono lieto di potervi annunziare che il nostro Don Certa ci ha regalato il primo volume degli ANNALI DELLA SOCIETÀ SALESIANA.

Questo importante lavoro già durante il Rettorato del compianto Don Albera era stato affidato a un altro, confratello, il quàle però, a causa della malferma salute, non potè iniziarlo.

Due anni or sono pregai il caro Don Ceria di accettare la non facile impresa. Egli vi si accinse con la solerte competenza ripetutamente e luminosamente dimostrata, ed in brevissimo tempo ci presentò il primo volume.

Io lo ringrazio in nome di tutta la Società e lo esorto a continuare l´utilissimo lavoro. E poichè la lettura di questi ANNALI sarà di grande giovamento alla conservazione dello spirito del nostro Fondatore e Padre, ho incaricato la Società Editrice Internazionale di mandarne per ora due copie alle Case d´Italia, nella speranza di poterle mandare poi anche alle altre Case.

Ognuno sappia trarre il maggior profitto dai tesori accumulati nelle MEMORIE BIOGRAFICHE, negli ANNALI e nelle VITE di San Giovanni Bosco.

5° Prima di finire vi esorta, Figliuoli carissimi, a iniziare il nuovo anno scolastico con santo entusiasmo.

Le difficoltà saranno molte e gravi; ma è appunto nell´ora della prova che dobbiamo dimostrarci disposti a qualsiasi sacrifizio nel compiere la nostra missione benefica.

E poichè siamo convinti della nostra pochezza di fronte ai veramente ardui cimenti, poniamo tutta la nostra fiducia in´ Dio e nell´aiuto potente della celeste nostra Ausiliatrice. La nostra pietà sia più profonda e si manifesti, a comune edificazione, nell´assistere diligentemente alle pratiche prescritte, nel fare frequenti visite eucaristiche, nel vivere uniti a Dio.

Tutti poi, ricordando i propositi degli Esercizi Spirituali, rendiamo sempre più giocondo e soave l´ambiente della carità: sia essa effettivamente il vincolo che ci affratelli e stimoli nella perfezione.

Il nostro Santo Fondatore si trovò egli pure in tempi difficili e perigliosi: ma il suo zelo non conobbe affievolimenti, il suo la-varo non ebbe soste, i suoi sacrifizi raggiunsero le vette dell´eroismo. Seguiamo, Figliuoli carissimi, gli alti esempi del Padre, fiduciosi che dal cielo egli, come fa scendere grazie e favori sull´intiera Società, sarà al fianco di ciascuno di noi per guidarci e sorreggerei nei sentieri, dell´apostolato.

Auguro a tutti un anno felice e ricco di meriti: a tal fine vi benedico di gran cuore, assicurandovi che ogni giorno prego molto per voi.

Alla vostra volta non dimenticate, nelle Sante Messe, Comunioni e Visite, il vostro affini° in G. C.

Sac. PIETRO RICALDONE.

Settembre-Ottobre 1941 n.107
IL RETTOR MAGGIORE:
1. Auguri. - 2. Centenario della nascita del Ven. Savio Domenico. - 3. Scritti dei Servi di Dio Mons. Versiglia e Don Caravario. 4. Riassunzione della causa per la Canonizzazione della B. Maria Domenica Mazzarello. - 5. Strenna pel 1942 . .         . pag. 147
ATTI DEL CAPITOLO SUPERIORE
Torino, 24 ottobre 1941.

Figliuoli carissimi in G. C.,
10 L´incertezza e la difficoltà dei mezzi di, comunicazione mi consigliano di mandarvi in anticipo gli auguri del Santo Natale di Buon Capodanno.

Prego fin d´ora, e vi invito ad associarvi alle mie preghiere, perchè gli Angeli abbiano a giocondare i cuori nostri con l´inno di quella pace, che, agli uomini di buona volontà, ridia la forza la gioia di servire e amare Iddio osservando la sua legge e conformando i costumi ai suoi insegnamenti.

Non dimentichiamo però che la pace è la tranquillità dell´ordine, e proponiamoci di trovarci in perfetto ordine con Dio, mediante la pietà vivificata dalla fede; con il prossimo, per mezzo di una soave e costante carità; con le anime e particolarmente con i giovani affidati al nostro zelo, dimostrandoci generosamente sempre disposti, per la loro salvezza, anche ai più ardui sacrifizi di lavoro e di abnegazione. Solo così ci verrà dato di godere della gioconda tranquillità che si riversa sui nostri cuori attraverso il perenne esercizio del dovere compiuto.

Che se alle volte il dovere costa fatica, richiamiamo alla mente, a nostro stimolo e conforto, la grandezza del premio che Dio ha preparato a coloro che sapranno compiere i suoi Voleri.

E poichè siamo in tema di auguri e di sacrifizi, v´invito a fare nelle prossime feste Natalizie un sacrifizio che, mentre avrà per voi efficacia e merito di espiazione, contribuirà in parte ad alleviare i grandi bisogni in cui viene a trovarsi in questi tempi la Congregazione.

Vi propongo pertanto di evitare le ingenti spese che si fanno con l´invio di lettere e biglietti di augurio. I Superiori del Capitolo e gl´Ispettori considerano, con me, come già ricevuti i vostri auguri: anzi, a nome di tutti, vi ringrazio, li ricambio di gran cuore e vi benedico.

Moltiplicate invece le preghiere per attirare sulla Chiesa, sulla nostra Congregazione e sull´umanità intiera le divine misericordie.

Se poi voleste rimettere a me il frutto dei risparmi per le accresciute e grandi strettezze della Congregazione, ve ne sarò molto grato.

20 Il 9 marzo 1942 ricorrerà il primo centenario della nascita dell´angelico Servo di Dio, il Venerabile Domenico Savio.

Per i motivi già altre volte indicati non potremo fare festeggiamenti: ma in quella vece ci è concesso d´intensificare le manifestazioni che servano a irrobustire la pietà e, attraverso una più completa conoscenza delle virtù del Venerabile e una intensa propaganda, ad accrescere verso di lui la devozione dei fedeli.

A tal fine vi esorto a dedicare la giornata del 9 marzo, o altra per voi più opportuna, a commemorare l´angelico Giovanetto.

Gli allievi siano preavvisati e opportunamente preparati mediante la lettura della vita del Venerabile e con speciali esortazioni nei sermoncini della sera.

Nel giorno stabilito gli atti di pietà del mattino siano fatti con particolare devozione, pregando per il buon esito della sua Causa di Beatificazione; e siano coronati ad ora opportuna con una accademia, oppure con un congressino o con una conferenza di qualche Prelato o insigne oratore, sacerdote o laico. Dovunque  poi, durante tutto l´anno 1942, si faccia un´attiva propaganda per diffondere vite, foglietti, immagini, che contribuiscano ad accrescere la devozione verso del Venerabile Servo di Dio, servendovi a questo scopo anche dei piccoli foglietti pubblicati nelle singole Case. Possiamo essere certi che in tal modo il Signore ci concederà la gioia di veder realizzati i miracoli tanto desiderati, che devono servire alla Beatificazione del virtuoso alunno di S. Giovanni Bosco.

Vi raccomando inoltre di conservare tutto il materiale delle accademie e dei Congressini, e particolarmente il testo delle conferenze o discorsi. Di tutto poi si mandi relazione al Rettor Maggiore.

3° Sono lieto di comunicarvi che le Cause dei nostri Servi di Dio procedono regolarmente. Con decreto 16-7-1941 è stata riassunta la causa per la Canonizzazione della Beata Maria Domenica Mazzarello. :E pure arrivato il turno di quella di Monsignor Luigi Versiglia e di Don Calisto Caravario. Il tribunale ecclesiastico, in conformità di quan,to dispongono i sacri Canoni, ha stabilito che vengano raccolti gli scritti dei due Servi di Dio. Chiunque pertanto fosse in possesso di lettere o altri scritti di Monsignor Versiglia e di Don Caravario, abbia la bontà di rimetterli al Vice-Postulatore della Causa, Sac. Antonio Prando, via Cottolengo 32, Torino. Gli scritti verranno poi rispediti ´a coloro che li desiderassero, al termine´ dei processi canonici.

Preghiamo perchè anche questa nuova Causa serva a gloria della Chiesa e a spirituale vantaggio dei Salesiani e delle anime in generale.

40 Ed ora eceovi la Strenna per l´anno 1942:
Viviamo intensamente la vita della carità.

Carità verso Dio, amandolo sopra tutte le persone e cose; carità verso il prossimo nei pensieri, nelle parole, nelle opere.

Al termine degli Esercizi Spirituali, in tutte le mute e alla presenza di tutti i Salesiani, si trattò ampiamente questo argomento vitale. Sono certo che voi avrete preso speciali propositi, intesi appunto a radicare sempre più profondamente nei cuori la regina delle virtù.

Permettete ch´io vi esorti ancora una volta a rievocare quei propositi e .ad esaminarvi seriamente se li avete messi in pratica.

E poichè già nel 1933 ebbi la gioia d´intrattenermi con voi su questo stesso argomento, non vi sia discaro che vi raccomandi di rileggere attentamente il commento alla Strenna di quell´anno: Pensar bene di tutti; parlar bene di tutti; fare del bene a tutti.

Il motivo per cui mi è parso opportuno eccitare tutti, in quest´ora di tragici avvenimenti, a un nuovo sforzo per l´acquisto e la pratica della carità, vi è ben noto.

La carità costituisce l´essenza della vita cristiana, religiosa e salesiana. Intaccare la carità è minare dalle fondamenta la dottrina e la Chiesa Santa di Gesù Cristo. Qualora gli errori che tendono a sradicarla dai cuori riuscissero ad avvelenare i cristiani, le conseguenze sarebbero gravissime per la nostra Santa Religione.

Se poi, malauguratamente, anche solo il pulviscolo di tali errori riuscisse a penetrare nelle famiglie religiose, e in particolare tra i figli di San Giovanni Bosco, si dovrebbe subito deplorare affievolimento dello spirito, depressione nella pietà, disunione di menti e di cuori, rilassatezza nel lavoro, orrore ai sacrifizi, snervamento nella disciplina e forse perdita delle vocazioni.

Il nostro Fondatore e Padre, chiamato a giusto titolo il Santo della carità, si commoveva fino alle lagrime parlando di essa, e le parole gli venivano stroncate dai singhiozzi quando temeva che nelle sue Case la virtù tanto inculcata dal Divin Redentore, che fece di essa il suo particolare comandamento, potesse essere conculcata o anche solo scalfita dalle critiche e mormorazioni.

E doveroso pertanto che noi, suoi figli, dinanzi allo strazio che si va facendo della carità nel mondo, ci stringiamo intorno al Padre dilettissimo e gli pronettiamJ di volerci a ogni costo rivestire di quella carità, che è il vincolo della perfezione.

Coraggio, Figliuoli carissimi: procuriamo che la pratica dell´amore cristiano faccia di ognuna delle nostre Case un piccolo paradiso.

Invocando su di voi le più copiose benedizioni e soprattutto il crescere nell´amore della fraternità, mi raccomando alle vostre preghiere e, mi professo
vostro aff.mo in G. C.

Sac. PIETRO RICALDONE.

Novembre-Dicembre 1941           N. 108
IL RETTOR MAGGIORE:
1. Ringraziamenti e auguri. - 2. Feste Centenarie: a) Funzioni in Basilica; b) Libreria della Dottrina Cristiana, Orfanotrofi per giovanetti poveri e abbandonati; c) Commemorazione nella chiesa di S. Francesco d´Assisi. • 3. Raccomandazioni per le difficoltà dell´ora presente.

ATTI DEL CAPITOLO SUPERIORE
Torino, 24 dicembre 1941.

Figliuoli carissimi in G. C.

10 Questo numero degli Atti del Capitolo porta la data del 24 Dicembre, ma, per circostanze speciali, fu scritto e spedito verso la metà di Gennaio.

Ringrazio tutti delle preghiere offerte a Dio per impetrarmi grazie e benedizioni. Gesù Benedetto vi conceda un anno ricco di opere buone e di meriti per il Cielo.

20 Le feste centenarie si svolsero in un´atmosfera di pietà e raccoglimento. Mi consta che, dovunque, vi stringeste, compatti e devoti, intorno agli altari per offrire a Dio, con i frutti delle vostre espiazioni, suppliche impetranti perdono, misericordia, benedizioni di pace.

Credo farvi cosa gradita dandovi un breve cenno di quanto si fece nel caro Oratorio l´Otto Dicembre scorso.

Al mattino ebbi la gioia di celebrare la S. Messa circondato dalle Comunità riunite e da numerosi fedeli che gremivano la Basilica di Maria Ausiliatrice.

Il nostro amatissimo Arcivescovo, Card. Maurilio Fossati, Volle celebrare la Messa Pontificale e confortarci con paterne manifestazioni di particolare bontà.

Alle 9,30 sentii il bisogno di recarmi con i Superiori del Capitolo alla cameretta, dalla quale l´anima eletta del nostro Santo Fondatore il 31 Gennaio 1888 volava al Cielo.

Circondammo con pietà filiale il suo letto, chiedemmo al Padre amatissimo perdono delle manchevolezze nostre e de´ suoi Figli sparsi in tutto il mondo, e gli promettemmo, in nome di tutti, costante fedeltà nell´osservanza delle Costituzioni, dei Regolamenti, delle Tradizioni Salesiane.

Infine, a perpetuare il giorno faustissimo dell´ 8 Dicembre 1841, in cui ebbe origine la nostra Società, con la prima lezione di catechismo impartita dal nostro Padre all´orfanello Bartolomeo Garelli, promettemmo: di fondare presso la casa natìa, sul Colle S. Giovanni Bosco, la Libreria della Dottrina Cristiana; di industriarci, con ogni sforzo, per far sorgere in tutte le Ispettorie della nostra Società un nuovo Orfanotrofio per accogliere giovanetti poveri e abbandonati.

Per ultimo, inginocchiati intorno al letto, recitammo noi pure un´Ave Maria per invocare sui nostri propositi quell´abbondanza di grazie che furono concesse a//´Ave Maria recitata dal nostro Padre insieme al giovanetto Bartolomeo Garelli.

Alle ore 15 dello stesso giorno oltre duemila giovanetti, in rappresentanza dei loro compagni accolti nei nove Oratori Festivi di Torino e negli altri sparsi in tutto il mondo, si recarono in pellegrinaggio alla Chiesa di S. Francesco d´Assisi, messa a nostra disposizione dall´Ill.mo e Rev.mo Can. Dott. Cesario Boria, che si prodigò perchè tutto riuscisse a gloria del nostro Padre.

Dopo ch´io ebbi rivolto parole di circostanza ai giovani che gremivano il tempio, s´intonò il Te Deum di ringraziamento, seguito dalla Benedizione Eucaristica.

Si procedette quindi all´inaugurazione di (una lapide commemorativa nella sagrestia, ove si svolse lo storico incontro di Don Bosco con Bartolomeo Garelli, e alla benedizione di un artistico monumento nell´attiguo cortiletto.

Nel tardo pomeriggio si svolse nel teatrino di Valdocco una riuscita accademia, che lasciò in tutti soavi impressioni.

Ho voluto comunicarvi io stesso queste care notizie di famiglia, perchè so che esse servono a stringervi sempre più intimamente al nostro Padre, animandovi a seguirne gli esempi e a moltiplicarne le opere secondo il suo spirito.

30 Purtroppo, nel frattempo, avvenimenti eccezionali aggravavano ancor più la situazione mondiale, già così allarmante.

Noi, che viviamo di Fede e abbiamo scolpite nella mente e nel cuore le divine promesse, ci sforzeremo di prendere argomento dallo stesso aggravarsi delle umane vicende per accrescere la fiducia nostra nella amorosa Provvidenza.

Al tempo stesso però dobbiamo far di tutto per impetrare al mondo sconvolto le divine misericordie.

Per questo, mentre vi esorto nuovamente e con maggiore insistenza a moltiplicare le opere buone, i sacrifizi, le mortificazioni di ogni genere per placare la divina giustizia, v´invito pure a raddoppiare, con identico scopo e con non minor fervore, le preghiere e le suppliche per impetrare le grazie da tutti tanto desiderate.

Alle preghiere poi è doveroso aggiungere rinnovato fervore di osservanza e di vita religiosa esemplare.

Le crescenti difficoltà delle comunicazioni rendono ogni dì più malagevoli i mezzi con cui è dato ai Superiori farvi giungere lettere, esortazioni, strenne,´ insomma tutto quell´insieme di sussidi e di aiuti che, in tempi nomali, servivano a rinvigorire il vostro spir ito.

Urge pertanto, appunto perchè le circostanze ne rendono più assillante il bisogno, avvisare ad altri mezzi che servano a tutelare l´integrità dello spirito e a irrobustire la carità con l´unione delle menti e dei cuori.

A tal fine in tutte le Ispettorie si faccia quanto prima una riunione dei Direttori per trattare questo tema: MEZZI PER RAFFORZARE, NELL´ORA PRESENTE, IL SENTIMENTO E L´ATTUAZIONE DELLE GRANDI NOSTRE RESPONSABILITÀ DAVANTI A DIO, ALLA CHIESA, ALLA CONGREGAZIONE, ALLE ANIME.

Come mezzi generali sarà bene raccomandare a tutti, non solo l´accettazione delle restrizioni, privazioni, mortificazioni imposte dalle circostanze, ma un impegno generoso per affrettarne e offrirne altre a Dio con santa letizia.

Ai Direttori rivolgo l´invito di voler procurare con ogni sforzo l´esatta e costante osservanza delle Costituzioni, dei Regolamenti e delle prescrizioni dei Superiori; e di curare diligentemente tutto ciò che riguarda le pratiche di pietà, le conferenze, il rendiconto, il sistema preventivo, e quella Santità che è Purezza.

Ai Confratelli raccomando di far con particolare cura e assiduità l´Esercizio di Buona Morte, il rendiconto mensile, l´esame di coscienza; un forte impegno per l´osservanza esatta del voto di povertà e per la mortificazione dei sensi; e infine grande amore a S. Giovanni Bosco e filiale adesione e unione ai Superiori.

I punti indicati siano trattati, non solo nelle riunioni dei Direttori, ma in speciali conferenze ai confratelli. Su di essi insistano i predicatori e gl´Ispettori durante gli Esercizi Spirituali; da tutti poi si studi il modo di tradurli in vita vissuta.

Abbiamo bisogno di rafforzare i vincoli dell´unità, di affratellarci con una carità sempre più forte, di stringerci filialmente al nostro dolcissimo Padre e ai Superiori che lo rappresentano in mezzo a noi.

S. Giovanni Bosco nelle difficoltà, e quando furioso si scatenava l´uragano delle prove, ricorreva con più salda e filiale fiducia a Maria Ausiliatrice. L´umile nostra Congregazione non si è mai trovata in più tragiche vicende. Corriamo, figliuoli carissimi, ai piedi della nostra Madre Celeste, invochiamone, con calde suppliche, il potente patrocinio e sforziamoci di meritare le tenerezze del suo cuore misericordioso con una vita salesianamente esemplare.

Coraggio: mostriamoci, anche nei più duri cimenti, figli sempre degni del nostro -gran Padre.

Prego i Direttori di tenersi in stretta e frequente corrispondenza con i rispettivi Ispettori. Questi poi visitino paternamente e con maggior frequenza le Case e, alla lor volta, s´industriino in tutti i modi per far giungere al Rettor Maggiore e ai Superiori notizie  dei confratelli, dell´andamento delle Case e delle opere che vi si svolgono.

In alto i cuori. Abbiate fiducia: Iddio è con noi; ci è Madre Maria Ausiliatrice; e dal cielo vigila su i suoi figli S. Giovanni Bosco.

Mando a tutti di gran cuore una speciale benedizione e mi raccomando tanto tanto alle vostre preghiere.

Sono sempre vostro aff.mo in C. J.

 Sac. PIETRO RICALDONE.

Gennaio-Febbraio 1941 n.109
IL RETTOR MAGGIORE
1. Il Giubileo Episcopale di Sua Santità Pio XII — 2. Amore di S. Giovanni Bosco al Papa. — 3. Disposizioni per la Data Giubilare. — 4. Stringiamoci intorno al Vicario di Gesù Cristo:
ATTI DEL CAPITOLO SUPERIORE
Torino, 24 febbraio 1942.

Figliuoli carissimi in G. C.,
Il giorno 13 del-. prossimo maggio ricorre il Giubileo Episcopale del Santo Padre Pio XII. I cattolici di tutto il mondo si preparano con skincio a dimostrare, in quella ricorrenza, la loro devozione verso il Vicario di Gesù Cristo e l´attaccamento loro incondizionato alla Santa Sede. ‑ S. Giovanni Bosco avrebbe voluto che i suoi Figli non fossero mai Secondi a nessuno quando si tratti di dimostrare praticamente adesione, amore, devozione al Papa.

Bene che, in questa circostanza, noi richiamiamo alla mente le tradizioni, gl´insegnamenti e gli esempi paterni.

Alla luce della Fede, Don Bosco vide sempre nel Papa il di Gesù Cristo, il Maestro Infallibile, il Successore di S. Pietro, la Pietra Fondamentale, il Capo, il Reggitore Supremo, " nel quale — come dice il Concilio Vaticano — risiede la forza e la solidità di tutta la Chiesa".

Il nostro Padre approfittava di. tutte le occasioni per far risaltare le divine prerogative del Papa, considerandolo come lo stesso Gesù Cristo che si perpetua nella sua Chiesa, fonte, faro,

Settembre-Ottobre 1940    N. 101
IL RETTOR MAGGIORE:
Circolare ai Direttori sull´osservanza religiosa e sui loro doveri in particolare: 1. Il Rendiconto. — 2. L´Esercizio della Buona Morte. — 3. Le due Conferenze mensili. — 4. Riunioni del Capitolo della Casa. — 5. Soluzione del Caso. — 6. Lezione del Nuovo Testamento.

Consigli pratici per facilitarne l´attuazione .         .           .           pag. 115
ATTI DEL CAPITOLO SUPERIORE
Il Rettor Maggiore.
Torino, 24 ottobre 1940.

Figliuoli carissimi in G. C., Credo utile portare a vostra conoscenza una circolare inviata ai Direttori: essa è stampata a continuazione di queste parole introduttive, in questo stesso numero degli Atti del Capitolo.
Dalle relazioni fatte dai Visitatori straordinari i Superiori si sono persuasi della necessità, non solo d´insistere sopra alcuni punti della vita religiosa, ma di renderne agevole e controllata la pratica a vantaggio dei Soci e delle Opere nostre. A tal fine vengono suggeriti e ordinati ai Direttori alcuni mezzi pratici che è bene conosciate anche voi, acciocchè possiate contribuire efficacemente alla loro costante attuazione.

Lo sviluppo crescente della nostra Società e le particolari e difficili condizioni dei tempi ci consigliano accorgimenti nuovi per rendere sempre più salda l´unione delle menti e dei cuori e altresì maggiormente efficace e feconda l´azione nostra a vantaggio delle anime. Ma non possiamo nè dobbiamo dimenticare mai che presupposto insostituibile per far del bene alle anime altrui è la santificazione dell´anima nostra mediante la piena ed esatta osservanza delle Costituzioni, dei Regolamenti e delle Tradizioni.

Se non verrà mai a mancare, come in passato, anzi sarà sempre più saldo il mutuo impegno dei Superiori e dei Soci, o meglio di chi è Padre e dei figli, per mantenere in fiore l´adempimento dei doveri impostici dalla vita religiosa e salesiana, possiamo essere certi del prospero e proficuo avvenire della nostra Società.

Invocando su tutti le benedizioni più abbondanti mi professo
vostro aff.mo in C. J.

Sac. PIETRO RICALDONE.

Carissimi Direttori, A voi, Direttori carissimi, è particolarmente affidata la gravissima responsabilità di mantenere in fiore la disciplina religiosa nelle nostre Case, rendendo sempre più esatta l´osservanza soprattutto con il vostro buon esempio: Ricordate spesso che i vostri doveri sono noti a tutti, perchè fissati chiaramente nelle Costituzioni e nei Regolamenti: qualsiasi vostra infrazione pertanto potrebbe essere motivo di scandalo.

Con il presente Quaderno-Memoriale sarebbe mio vivo desiderio tener vivo nella vostra mente il ricordo di alcuni dei principali vostri doveri e agevolarvene l´adempimento.

10 IL RENDICONTO MENSILE. Il nostro Padre lo teneva in così alta considerazione da dire che chi non capisce l´importanza del Rendiconto non capisce nulla di vita religiosa e salesiana.

L´articolo 159 dei Regolamenti dice chiaro che il Direttore deve invitare egli stesso coloro che non si presentassero spontaneamente.

2° L´ESERCIZIO DELLA BUONA MORTE. Per San Giovanni Bosco questa pratica è una delle chiavi di volta per il buon andamento dei nostri Istituti: egli la chiama « la parte fondamentale delle pratiche di pietà, quella che in certo modo tutte le abbraccia » (Costituz., Introduz., Pratiche di Pietà).
3° LE DUE CONFERENZE MENSILI. Sulla necessità ed efficacia di queste conferenze abbiamo, per nostra sorte, tutta un´abbondante letteratura di San Giovanni Bosco e dei suoi Successori: facciamone tesoro.

 4° LE RIUNIONI DEL CAPITOLO DELLA CASA. Coloro che hanno il peso e la responsabilità di governare altri, ricordino frequentemente le seguenti raccomandazioni scritturali: La sapienza risiede nel consiglio (Prov., VIII, 12). Dove abbondano i consigli ivi è salute (Ibid., XXIV, 6). I progetti si affermano coi consigli (Ibid., XX, 18). Non far nulla pertanto senza consiglio, e dopo il fatto non avrai a pentirti (Rodi., XXXII, 24).

5° LA SOLUZIONE DEL CASO DI MORALE E DI LITURGIA. Questa pratica non è solo prescritta dall´art. 48 dei Regolamenti, ma voluta dai Canoni 131, 591. Il Canone 2377 stabilisce eventuali sanzioni contro gl´inosservanti.

6° LA LEZIONE SETTIMANALE DEL NUOVO TESTAMENTO. E un mezzo assai efficace per avvicinare i chierici al Direttore, il quale avrà in tal modo l´opportunità di dare loro norme e consigli vantaggiosi alla loro formazione.

L´esperienza ci assicura che là, ove le prescrizioni testè elencate sono fedelmente messe in pratica, regna la carità, l´osservanza, e riesce fecondo il lavoro. Il Quaderno-Memoriale ha precisamente lo scopo di agevolarne e verificarne l´osservanza. Esso è un mezzo facile, una specie di svegliarino, che, mentre ricorda i doveri, ne facilita l´adempimento.

Stabilisco pertanto che d´ora innanzi i Direttori presentino all´Ispettore e ai Visitatori il presente Quaderno-Memoriale debitamente annotato.

E poichè l´ordine e la costanza nel compiere regolarmente e tenacemente i propri doveri allontanano gli uomini e le opere loro affidate da imperfezioni, danni e rovine, per questo appunto vorrei raccomandarvi, nell´adempimento delle sullodate prescrizioni, grande puntualità e perseveranza: è questa una garanzia di fedeltà per la loro attuazione.

Ogni Direttore pertanto fissi all´adempimento di ciascuno dei già indicati doveri un tempo determinato e sia fermo nel mantenere il proposito preso.

A facilitarvi tale cómpito faccio seguire alcune esemplificazioni:
1° Ai Rendiconti mensili destinate il giorno dell´Esercizio della Buona Morte e quelli immediaiamente seguenti (cfr. Regol., art. 44).

Molti Direttori, per agevolare l´adempimento di questo importante dovere, ed evitare da una parte e dall´altra perdite di tempo, chiamami essi stessi i Confratelli. I Direttori infatti, conoscendo le occupazioni dei singoli, possono assegnare a ciascuno l´ora più opportuna. Naturalmente ciò non esclude che ogni Confratello si rechi a conferire con il Direttore ogni volta che lo giudichi bene, in conformità delle Costituzioni (cfr. art. 47-48).

L´Esercizio della Buona Morte suole farsi in molte Case il primo giovedì del mese.

Le conferenze mensili è bene abbiano generalmente giorni fissi: ad esempio il mercoledì della prima e terza settimana di ogni mese.

Le riunioni del Capitolo della Casa potrebbero aver luogo il secondo mercoledì di ogni mese. Sarebbe bene, sul foglietto di convocazione del Capitolo, mettere l´elenco dei punti da trattarsi. Siavi sempre chi rediga i verbali in apposito registro da presentarsi all´Ispettore e ai Visitatori.

La soluzione del Caso di morale e liturgia può farsi il quarto mercoledì del mese. Vi sia un incaricato di redigere un breve verbale in apposito registro.
6° La lezione settimanale sul Nuovo Testamento si faccia possibilmente ogni lunedì. Il Direttore può in quel giorno dare ai Chierici norme e consigli per il buon andamento della settimana.

Ho fiducia, o carissimi Direttori, che tutti senz´eccezione metterete il massimo impegno nell´attuare le prescrizioni e direttive suindicate.

Perciò, anzichè ricordarvi ancora una volta i gravi obblighi che pesano sulla vostra coscienza, vi esorto a considerare che, mediante il vostro buon esempio specialmente nell´adempimento dei doveri testè enumerati, avrete contribuito efficacemente, non solo alla perfezione vostra e dei Confratelli, ma anche al buon andamento del vostro istituto e della Congregazione.

Preghiamo il nostro Santo Fondatore di volerci aiutare a essere sempre degni suoi rappresentanti, saldi conservatori e propagatori efficaci del suo spirito e delle sue opere.

Invocando su di voi e sulle anime e opere a voi affidate le più copiose benedizioni mi professo con affetto paterno
sempre vostro in G. C.

SAC. PIETRO RICALDONE.

IL RETTOR MAGGIORE:
1. Celebrazione delle Feste Centenarie. — 2. Avvisi circa l´ora presente. Lettera degli studenti di Hong-Kong. — 3. Continuazione della Crociata Catechistica. — 4. Fedeltà a Don Bosco pay. 122  
Gennaio-Febbraio 1941     N. 103  
ATTI DEL CAPITOLO SUPERIORE
Torino, 24 dicembre 1910.

Figliuoli carissimi in G. C.,
1. — L´8 dicembre, che doveva segnare l´inizio delle nostre Feste Centenarie, è trascorso nel raccoglimento e nella preghiera. Sono certo però che in quel giorno dalle Case e dai cuori dei figli di S. Giovanni Bosco sarà salito al Cielo, con l´inno del ringraziamento, il fermo proposito di volerci rendere tutti ogni dì più degni delle speciali benedizioni con cui Iddio ha voluto prosperare l´amata nostra Congregazione.

Il giorno e l´ora sono nelle mani dell´Altissimo: pertanto senza soverchiamente affannarci, anzi con animo sereno e fidente, prepariamoci con le migliori disposizioni al grande avvenimento, fino al momento in cui piacerà al Signore che manifestiamo a Lui anche esternamente la nostra riconoscenza con pubbliche e speciali celebrazioni, le quali ci proponiamo fin d´ora d´improntare alla massima praticità a vantaggio della gioventù in particolare e al bene delle anime in ogni parte del mondo.

2. -- E poichè ho fatto cenno, sia pure indirettamente, alle speciali condizioni che non permettono lo svolgersi tempestivo delle nostre Feste Centenarie, permettete ch´io vi esorti a tenere lontano dalle nostre Case tutto ciò che anche lontanamente  abbia sapore politico, evitando qualsiasi apprezzamento che possa affievolire quella fiamma di carità che Gesù Cristo venne ad accendere nei cuori umani per affratellarli e stringerli nell´amore dovere di ognuno contribuire alla grandezza della propria nazione con la santità della vita, il lavoro sacrificato e l´adempimento dei propri doveri di cristiano e di cittadino fino all´eroismo. Ma tutto ciò senza dimenticare mai che siamo figli del Padre nostro che sta ne´ cieli, membra di quel Corpo Mistico di cui è Capo Gesù Cristo, fraternamente uniti sotto il manto della stessa Chiesa, chiamati alla Famiglia salesiana dallo stesso Padre e operanti concordemente con identità di spirito per l´incremento delle stesse Opere a salvezza delle anime. Lasciate pertanto che in quest´ora grave io ripeta a voi la raccomandazione di S. Paolo ai Colossesi: «E soprattutto rivestitevi di quell´amore che è il vincolo della perfezione, e la pace di Cristo riempia di esultanza i vostri cuori ». (Col., III, 14, 15).

Mentre sto scrivendo queste parole mi giunge carissima e confortatrice una lettera scrittami dagli studenti di Filosofia e Teologia presentemente raccolti, dopo l´esodo di Hong-Kong, nella città di Shanghai. La trascrivo perchè condividiate la mia gioia e a comune edificazione.

« Mentre in quasi tutto il mondo oggi non si parla altro che di guerra e di distruzione, noi qui nel nostro nido riscontriamo avverate in pieno le parole del profeta Davide: Ecce quam bonum et quam iucundum habitare fratres in unum. Noi oggi siamo oggetto di ammirazione a quanti hanno l´occasione di conoscerci. Siamo riuniti nello studentato individui di dieci nazioni diverse, ma uno solo è il vessillo sotto cui militiamo, il vessillo di San Giovanni Bosco.

» Veramente, amatissimo Padre, è ammirevole la carità e la Concordia che ci unisce; ben si potrebbe applicare anche a noi ciò che fu detto dei primi cristiani: " Vedete come si amano! " ».

3. — Frattanto; nei modi e con le possibilità che vi saranno concesse, continuate a svolgere con zelo tenace la Crociata Catechistica. Essa infatti non dev´essere un lampo di fugace operosità, ma bensì un lavoro metodico, costante, sempre ag,rgioniantesi, per raggiungere in questo campo, veramente nostro, tale praticità e competenza da poter meritare l´ambito titolo di catechisti modello. Il cumulo di attività catechistiche di questi ultimi anni è stato in verità consolante e, ciò che più monta, ricco di frutti: molto però resta da fare. E godo di sapere che dal lavoro seriamente compiuto, mediante l´approfondimento di questo rilevante problema, è scaturita o si è maggiormente radicata in tutti la persuasione che l´insegnamento catechistico è difficile assai, e perciò esige studio assiduo e preparazione accurata se si vogliono raggiungere le sue altissime finalità.

Nè si pensi da taluno che la Crociata. Catechistica debba limitarsi ad essere una preparazione, sia pur solerte, alle Feste Centenarie: no, essa vuol essere soprattutto forte proposito d´imitare Don Bosco catechista e di collocarci effettivamente all´avanguardia in questo settore preferito della nostra missione.

4. — Figliuoli carissimi: è questo il momento di stringerci più fortemente che mai intorno al nostro grande Padre S. Giovanni Bosco per protestargli la risoluzione nostra incrollabile di volerci mantenere ad ogni costo e in ogni evento degni suoi figli.

Coraggio. Sulle mutevoli vicende umane aleggia amorosa e infinitamente ricca di speranze la Divina Provvidenza.

Approfitto di questa circostanza per ringraziare collettivamente tutti degli auguri e delle preghiere. Vi auguro un felicissimo Anno nuovo, vi benedico di gran cuore e mi professo
vostro aff.mo in C. J.

Sac. PIETRO RICALDONE.

IL RETTOR MAGGIORE:
1. Notizie dei Confratelli. — 2. Nuovi Vescovi. — 3. Servo di Dio Augusto Ozartorisky  pag. 126 I.

ATTI DEL CAPITOLO SUPERIORE
Torino, 30 marzo 1941.

Figliuoli carissimi in G. C., eccomi a soddisfare l´ardente vostro desiderio di notizie della nostra cara Famiglia.
1° Sappiamo che, nelle nostre Missioni, i Salesiani e le Figlie di Maria Ausiliatrice continuano a svolgere in gran parte l´opera loro, pur in mezzo a difficoltà e sacrifizi di ogni genere.
Parecchi nostri Confratelli caddero sui diversi campi di battaglia; altri rimasero feriti; e dobbiamo pure lamentare un numero piuttosto rilevante di prigionieri, dispersi, internati in campi di concentramento. Si fece- e si fa di tutto per alleviare le loro sofferenze con aiuti e parole di conforto.
Anche voi, Figliuoli carissimi, rivolgete frequentemente ad essi il vostro pensiero affettuoso e ´soprattutto innalzate a Dio. pei Confratelli caduti o colpiti dalla sofferenza la preghiera del suffragio o della supplica implorante conforto.
20 Il Santo Padre, in questi , ultimi tempi, con sovrana bontà, si compiacque di innalzare alla dignità episcopale sei nostri Confratelli. Sono lieto di comunicarvene i nomi, e voi saprete perdonare l´involontario ritardo.
Mons. Francesco Sak, Vescovo titolare di Scilio e Vicario Apostolico di Sakania (Congo Belga) Mons. Francesco Iturriza, Vescovo di Coro (Venezuela). Mons. Fortunato Chirichigno, Vescovo di Piura (Perù). Mons. Vittorio Alvarez, Vescovo di Ayacucho (Perù). Mons. Pietro Massa, Vescovo titolare di Hebron e della Prelatura nullius di Rio Negro (Brasile) Mons. Gaetano Pasotti, Vescovo titolare di Bareta e Vicario Apostolico del nuovo Vicariato di Rajaburi (Thailandia).
Ai nuovi eletti giungano le nostre più vive felicitazioni con l´assicurazione del nostro costante ricordo nelle quotidiane preghiere per impetrare loro un apostolato lungo e fecondo.
3° Con decreto del 23 marzo 1941 della Sacra Congregazione dei Riti veniva approvata l´introduzione del Processo Apostolico del Servo di Dio AUGUSTO CZARTORISKY.

A lui, morto in ancor giovane età, dice il Decreto, non fu concesso di fare 9nolte cose; ma, come giustamente viene rilevato in alcune lettere postulatorie, è cosa grande e mirabile che un uomo abbia saputo conservarsi illibato tra le seduzioni del mondo; che essendo ricchissimo abbia abbracciato con generosità e fedeltà la povertà salesiana; e che potendo passare la vita fra le delizie, le abbia invece disprezzate per amore di Dio, preferendo l´umile sequela di Cristo, fino al punto di desiderare, stimandosi indegno del sacerdozio, di essere ricevuto come confratello coadiutore.
Mentre v´invito a pregare per il felice esito di questa causa, mi permetto esortarvi anche a pregare e a fare la più attiva propaganda per la Causa e la glorificazione del Servo di Dio Ven. Domenico Savio.
Figliuoli carissimi, fate che salgano frequenti al Cuore di Dio le vostre suppliche per la Chiesa, per l´amata nostra Congregazione e per l´umanità travagliata. Vi benedice di gran cuore il
vostro aff.mo in G. C.
Sac. PIETRO RICALDONE.

Marzo-Aprile 1941   N. 104

IL RETTOR MAGGIORE:
I. Preghiere particolari per le vacanze. — Riunioni degli Ispettori d´Italia (Vacanze, Povertà, Esercizi Spirituali, Beneficenza, Studi Universitari, Cooperatori, Catechismo) . . . . pag. 130
ATTI DEL CAPITOLO SUPERIORE
Torino, 30 aprile 1941.

Figliuoli carissimi in G. C.,
eccomi di nuovo a voi per farvi alcune comunicazioni importanti.
1° Nelle Case dell´emisfero settentrionale e in quelle ove le vacanze sono dai mesi di giugno ad ottobre si faranno, come l´anno scorso, oltre alle solite pratiche di pietà, le seguenti: Alle undici e tre quarti o in altro tempo opportuno si farà, durante un quarto d´ora, una speciale Visita a Gesù Sacramentato, con la recita delle preghiere solite a dirsi in quell´occasione durante gli Esercizi Spirituali.
Nel pomeriggio si darà, in tutte le case, la Benedizione col Santissimo Sacramento e si reciteranno tre Pater, Ave e Gloria e la Salve Regina.

e) Si esortano i Confratelli a fare visite più frequenti a Gesù,. a Maria Ausiliatrice, a 5. Giovanni Bosco, a vivere nel raccoglimento e in una stretta e filiale unione con Dio.
2° Sarebbe stato mio vivo desiderio riunire, come in anni anteriori, all´ombra del Santuario di Maria Ausiliatrice, almeno tutti gl´Ispettori di Europa per studiare insieme i gravi problemi dell´ora presente e le direttive da seguire. Purtroppo non si poterono avere che gl´ppettori d´Italia. Vi presento un breve sunto dei punti esaminati con loro nei giorni 28e 29 aprile.
a) VACANZE. — Per forza di circostanze esse avranno più lunga durata del solito. I Direttori e i Confratelli sono pregati di adoprarsi per escogitare attività, forme di lavoro e apostolato, lezioni, ripetizioni, dopo scuola, ecc.; di mantenere il contatto - con gli alunni, mediante foglietti, compiti, esercitazioni; di raddoppiare il lavoro formativo e le lezioni di Catechismo negli ora- • tori e l´assistenza ai giovani, specialmente i più poveri.
b) POVERTÀ. — Furono messi in rilievo i sacrifizi di moltissimi nostri Confratelli nelle missioni e in altre non poche regioni  ove scarseggiano i mezzi di sussistenza. Taluni mancano, non solo di carne, vino e altri generi più comuni, ma anche di pane.
Per questo si raccomanda a tutti di praticare generosamente lo spirito di povertà, accettando e anche invocando qualche privazione o riduzione nelle vivande, nel vestito, nella posta; di evitare andate in famiglia, viaggi e ogni spesa non strettamente necessaria. , Solo attuando economie veramente accurate e sacrificate riusciremo a portare qualche soccorso ai fratelli che soffrono nelle missioni e nelle terre travagliate, a fomentare le vocazioni e a sostenere il personale raccolto nelle case di formazione e i nostri cari ammalati.
c) ESERCIZI SPIRITUALI. — Si spera che, malgrado il tesseramento e altri non lievi impedimenti, sia possibile fare gli Esercizi Spirituali coi soliti raggruppamenti degli anni ordinandi. Solo nel caso di assoluta impossibilità e previo accordo con gl´Ispettori, si potranno fare nelle singole case a piccoli gruppi. È raccomandata a tutti la massima diligenza e particolare raccoglimento e devozione per ottenere da Dio più abbondanti le sue benedizioni in quei giorni di salute.
Fu pure raccomandato di fare ogni sforzo perchè possano effettuarsi le mute di Esercizi per i nostri ex-allievi.
d) BENEFICENZA. — Si sente più, forte il bisogno d´intensificare la beneficenza tanto necessaria in questa tristezza di tempi.
Ove sia possibile, offriamoci alle Autorità per raccogliere orfani di guerra e giovanetti derelitti.
Mentre si trattava questo vitale argomento manifestai agl´Ispettori un progetto ch´io andava carezzando da tempo e che avrei fatto noto ce tutti opportunamente: ed è ch´io mi proponeva d´invitare tutti i miei cari figliuoli a celebrare praticamente il primo centenario della nostra Società, facendo sorgere in ogni ispettoria un istituto speciale per orfanelli.
Voglia il Cielo che quest´ardente mia aspirazione, certamente cara al cuore di S. Giovanni Bosco, benedetta da Lui e dalla cara nostra Ausiliatrice, possa venire attuata dal vostro zelo e dalla carità dei nostri Cooperatori, da voi interessati nella nobile impresa.
c) STUDI UNIVERSITARI. — Furono esortati gl´Ispettori a continuare- e, in caso necessario, raddoppiare gli sforzi già dovunque iniziati per ottenere sempre più numerosi i titoli legali di studio nelle Università Ecclesiastiche e Civili. Voi ben vedete che le esigenze delle Autorità Scolastiche crescono ogni giorno in tutti i paesi, e noi dobbiamo metterci in grado di poter continuare dappertutto l´opera nostra educatrice in favore della gioventù.
Mi auguro che, nel prossimo anno scolastico, possano affluire almeno da molte ispettorie d´Europa, soggetti idonei al nostro Ateneo Pontificio per le tre facoltà di Filosofia, Teologia e Diritto.
d) COOPERATORI E COOPERATRICI. — In vista delle particolari difficoltà dei tempi, urge moltiplicarli e organizzarli. Si faccia a tale scopo una attiva e prudente propaganda; s´iscrivano i parenti dei nostri allievi, gli allievi quando escono dalle nostre case dopo aver compiuto i 16 anni, gli ex-allievi.
Si rileggano e pratichino i regolamenti che trattano di quest´importante argomento e non siano lettera morta gli uffici locali e ispettoriali.
Durante le più lunghe vacanze sarà facile moltiplicare le conferenze di propaganda e diffondere maggiormente il Boll. Salesiano.

f) CATECHISMO. — In fine si misero in rilievo i frutti veramente consolanti della Crociata Catechistica e si stabilì di far giungere a tutti una parola d´incoraggiamento a proseguire con slancio e tenacia.
Si raccomandò inoltre di prestare l´opera nostra agli Ecc.mi Vescovi per adunanze e Congressini Catechistici. Informazioni pratiche a questo riguardo si possono avere dall´Ufficio Catechistico Centrale che sviluppa una attività sempre maggiore.
Furono trattati per ultimo alcuni punti riguardanti speciali ordinamenti scolastici ed altri che verranno opportunamente illustrati e raccomandati dagl´Ispettori.
Prima di lascia,-vi permettete che vi esorti a irrobustire sempre più i vincoli della carità che debbono stringerci a Gesù, a vivere concordi nello spirito e nel cuore del nostro Padre, a tendere a  sempre maggiore perfezione.
´Anime! Anime! figliuoli carissimi: ecco la fiamma che deve arderci in cuore, ecco la finalità altissima del nostro apostolato al disopra di ogni umana competizione.
Invocando su di voi, sulle opere e anime affidate al vostro zelo le più copiose benedizioni mi raccontando alle vostre preghiere e mi professo
vostro aff.mo in G. C.
Sac. PIETRO RICALDONE.

Maggio-Giugno 1941                   N. 105
ATTI DEL CAPITOLO SUPERIORE
Torino, 24 giugno 1941
IL RETTOR MAGGIORE:
Notizie varie: I. Istituto Edoardo Agnelli, visita del Card. La Puma. — 2. Collaudo del nuovo organo. — 3. Visita al S. Padre. — 4. Festa di M. A. — 5. Ricordi per gli Esercizi . pag. 134
Figliuoli carissimi in G. C.,
Mi conforta tanto potermi intrattenere con voi, sia pur brevemente come consigliano le circostanze. .Sento il bisogno di assicurarvi del costante nostro ricordo; di dirvi che vi seguiamo da vicino, che per voi preghiamo ogni giorno acciocchè possiate mantenervi saldi nella fede, perseveranti nell´osservanza, generosi nei sacrifizi, eroici nel lavoro per la salvezza delle anime.
Approfitto inoltre di questo nostro graditissimo incontro per comunicarvi alcune notizie.
10 Il 19 aprile giungeva da Roma al caro Oratorio l´Em.mo Card. Vincenzo La Puma, nostro Protettore, ricevuto con affettuoso entusiasmo dalle Comunità e dai giovani plaudenti.
Alle 17 dello stesso giorno, l´Em.mo Card. Maurilio Fossati, Arcivescovo di Torino, benediceva, in un´atmosfera di suggestivo raccoglimento, la bella chiesa dell´Oratorio annesso all´erigendo Istituto Internazionale Edoardo Agnelli. Con il senatore Giovanni Agnelli, alla cui generosa carità è dovuto il magnifico Oratorio, erano presenti i più intimi della nobile sua Famiglia e i, Superiori del Capitolo, mentre alle porte dell´Oratorio facevano ressa i cari birichini, impazienti di poter prendere possesso della loro nuova casa.
Il giorno seguente, sempre nell´atmosfera d´intimità consigliata dalle circostanze, vi celebrai la prima messa, ascoltata devotamente dal munifico benefattore e da´ suoi cari.
Subito dopo l´Em.mo Card. Vincenzo La Puma benedisse i locali che vennero man mano occupati dall´esercito festante dei giovanetti del sobborgo.
L´Oratorio, dotato di una ben studiata attrezzatura per le classi e i sussidi di Catechismo, potrà servire di modello per opere consimili.
Vi esorto ad unire le vostre preghiere alle mie per impetrare dal Cielo al generoso benefattore e alla sua nobile famiglia le grazie più abbondanti.
2° Il 23 aprile, l´Em.mo Cardinale Protettore presiedeva la prima audizione di collaudo del nuovo grandioso organo della Basilica di Maria Ausiliatrice: alla seconda audizione potè intervenire anche l´Em.mo Card. M. Fossati: l´uditorio fu numeroso ed eletto. Il Prof. Ulisse Matthey, insigne artista e vero virtuoso dell´organo, seppe presentarci il meraviglioso strumento in tutte le più armoniche espressioni delle sue molteplici e delicate risorse.
L´amatissimo Card. Protettore ci lasciò dopo aver visitato parecchie nostre opere, confortandoci con sapienti consigli e paterni incoraggiamenti.
3° Ai primi di maggio mi recai a Roma e il 15 ebbi la gioia di poter umiliare al S. Padre gli omaggi filiali dell´intiera, Famiglia Salesiana.
Volle essere minutamente informato delle nostre gioie e più ancora delle nostre pene: ebbe per tutti e particolarmente per quelli che soffrono parole di paterno e sovrano incoraggiamento, e, dopo avermi incaricato di raccomandarvi caldamente di pregare secondo le sue intenzioni, tutti di gran cuore ampiamente benedisse.
Sono certo che la voce del Vicario di Gesù Cristo troverà aperta la via dei cuori vostri alla più filiale e sollecita corrispondenza.
4° Le feste /in onore della celeste nostra Madre, Maria Ausiliatrice, riuscirono particolarmente devote con grande con‑ corso ai Santi Sacramenti. La cara Basilica, prossima ormai ad avere ultimati i pochi lavori di decorazione che ancora rimangono, costituisce un artistico ambiente di così sereno raccoglimento da suscitare in tutti profonda e confidente devozione.
Continuate, figliuoli carissimi, a propagare dovunque il culto della celeste nostra Ausiliatrice acciocchè, come in altre epoche di angustia per la Chiesa e per l´umanità, Essa ci presti l´aiuto suo efficace.
Ed eccovi ora i ricordi degli Esercizi Spirituali.
RIVESTITEVI SOPRATTUTTO DI QUELLA CARITÀ CHE È IL VINCOLO DELLA PERFEZIONE: Carità verso Dio, amandolo sopra tutte le persone e cose; Carità verso il prossimo nei pensieri, _.nelle parole, nelle opere.
Mentre il demonio si sforza di far divampare l´odio che distrugge e dà morte, adoperiamoci, con tutte le nostre forze, a ravvivare nei cuori la fiamma di quella carità, ch´è sintesi, supremo e primo mandato della dottrina e religione di Gesù Cristo.
Coraggio, figliuoli carissimi, apriamo il cuore a illimitata fiducia ricordando, con fede inconcussa, le parole con cui il Divin, Redentore ci promette e assicura l´immancabile trionfo finale. L´imperversare della bufera, anzichè sgomentarci o affievolire i nostri ardimenti di zelo, deve spingerci a moltiplicare sforzi ed energie per diffondere il bene e ricondurre le anime alla Chiesa e a Dio.
Scendano sempre più copiose su di voi, sulle opere e persone affidate al vostro zelo, le benedizioni celesti.  questo il saluto e l´augurio del
vostro aff.mo in C. J.
Sac. PIETRO RICALDONE.

Luglio-Agosto 1941                    N. 106
ATTI DEL CAPITOLO SUPERIORE
Torino, 24 agosto 1941.

IL RETTOR MAGGIORE: 1 Commemorazione Centenaria dell´otto Dicembre - 2. Crociata Catechistica e Congressi Catechistici. - 3. Istituto Superiore di Pedagogia. - 4. Annali della Società Salesiana. - 5. Esortazioni pel nuovo anno ............  pag. 139
Figliuoli carissimi in G. C.,
10 L´otto Dicembre è ormai vicino e quantunque abbiamo stabilito di rimandare le Feste Centenarie ad epoca più opportuna, tuttavia la data memoranda non deve passare, senza ch´essa lasci nei nostri cuori emozioni soavi e, più ancora, forti propositi di bene poichè è doveroso conformare ogni nostra manifestazione alle circostanze dolorose dell´ora presente stabilisco, che in tutte le Case Salesiane si faccia precedere la solennità dell´Immacolata da una novena., e che la predicazione, le preghiere e ogni altra pratica di pietà cristiana abbiano carattere espiatorio e impetratorio.
Noi sacerdoti e religiosi dobbiamo essere i primi a trovarci tra il vestibolo e l´altare per rivolgere all´Altissimo le preci e i gemiti delle anime nostre unitamente alle promesse di sacrifizi generosi, per espiare così, nel modo consentito dalla nostra pochezza, i peccati nostri e le offese di tanti poveri nostri fratelli lontani da Dio e oltraggiatori della sua Bontà infinita.
Alle espiazioni aggiungeremo suppliche ferventi per propiziarci la Divina Misericordia e affrettare l´avvento del giorno tanto auspicato, in cui gli uornini si riaffratellino nell´amplesso della pace.
20 Non vi sia discaro se, ricordando nella solennità dell´Immacolata il primo Catechismo con il quale il nostro Padre amatissimo diede inizio all´Opera sua, io, vi rinnovello la preghiera di dedicare alla istruzione catechistica e alla formazione religiosa dei giovani e degli adulti le vostre migliori energie.
Ogni dì si fa più insistente la voce del Vicario di´ Gesù Cristo e dei Vescovi per raccomandare questo insegnamento, dal quale dipende in gran parte la salvezza delle anime e dell´intiera società.
S. S. Pio XII, felicemente regnante, in un Breve dell´otto settembre u. s., indirizzato all´Em.mo Cardinale Ildefonso Schuster, raccomandava appunto per prima cosa l´istruzione religiosa. E si avverta, come riconosce lo stesso Sommo Pontefice in quel documento destinato all´Episcopato lombardo, che nell´archidiocesi di Milano, per il provvidenziale impulso datovi da S. Carlo, l´istruzione. religiosa è impartita con zelo e costanza veramente mirabili.
Come già vi dissi, la Crociata Catechistica che noi ci siamo proposti di offrire a San Giovanni Bosco come omaggio tutto particolare e di preferenza nelle feste centenarie, non dev´essere una iniziativa passeggera o l´attività di un momento> ma vuole costituire una nostra particolare manifestazione di zelo fino a ottenere che realmente, in questo magnifico campo di apostolato, i figli di Don Bosco abbiano a trovarsi sempre all´avanguardia.
Gl´Ispettoii e Direttori facciano in modo che la preparazione degl´insegnanti e catechisti, l´aggiornamento dei libri e sussidi didattici, la serietà nell´impartire le lezioni dalle scuole più umili alle più elevate, l´impegno di ognuno nel prestarsi sempre e in qualsiasi´ campo e circostanza alle svariate attività di questo apostolato, tutto insomma fiorisca nei nostri, istituti in modo veramente esemplare.
Alle Gare, ai Congressini, alle Mostre, alle Feste della Dottrina Cristiana si dia un carattere di grande praticità.
Così pure  ove sia possibile e particolarmente negli Oratori Festivi — si dia la massima importanza ai corsi speciali per la formazione dei Catechisti tra gli adulti e gli ex-allievi o Padri di Famiglia degli stessi Oratori.
Tutti poi avrete appreso con gioia che parecchi zelantissimi Vescovi vollero affidare ai poveri figli di San Giovanni Bosco l´organizzazione di riuscitissimi Congressi Catechistici Diocesani e persino Nazionali. Le piccole Mostre e le lezioni pratiche diedero a dette manifestazioni un carattere spiccatamente pratico assai apprezzato dai sacerdoti assistenti.
Le zelanti Figlie di Maria Ausiliatrice prestarono mirabilmente l´opera loro per le conferenze e lezioni all´elemento femminile.
Penso non sia difficile a ogni Ispettore avere un gruppetto ´di sei o più Salesiani, ben preparati, i quali abbiano sempre pronte brevi e pratiche conferenze sui principali argomenti che possono essere trattati nei Congressi suindicati. Inoltre sarà pure facile avere altri sacerdoti disposti a fare le lezioni pratiche illustrandole con brevi norme pedagogiche e didattiche. In generale non si gradiscono le alte speculazioni e meno ancora le farraginose digressioni o ampollosità scientifiche: si ama all´incontro la massima chiarezza, unita a praticità, brevità e semplicità, senza pretese di volerla fare da maestri a sacerdoti o uditori zelantissimi.
Infine sarebbe conveniente che presso l´Ufficio Catechistico Ispettoriale vi fosse sempre pronto un ben scelto materiale didattico, collocato in appositi cassoni, da spedirsi dovunque si debbano svolgere i Congressi. Questa iniziativa farà del gran bene a noi e ci renderà bene accetti ai sacerdoti e ai Vescovi.
L´Ufficio Catechistico Centrale può suggerire norme e procurare il materiale occorrente per le conferenze, le lezioni e le Mostre.
30 Per preparare appunto sempre meglio Soci Salesiani all´alta missione di educatori secondo il Sistema Preventivo lasciatoci in eredità preziosa dal nostro Santo. Fondatore, abbiamo potuto alfine attuare una aspirazione da tempo accarezzata, aprendo cioè il prossimo anno scolastico nell´Ateneo Pontificio Salesiano, a fianco delle tre Facoltà di Teologia, Diritto Canonico e Filosofia, un Istituto Superiore di Pedagogia.
Esso si propone, non solo di valorizzare e diffondere sempre più i principii della Pedagogia cattolica, ma di mettere pure nel dovuto rilievo il fine senso psicologico e formativo del nostro Patrono e Dottore di S. Chiesa San Francesco di Sales, il cui nome decora il nostro Pontificio Ateneo, ed infine di illustrare in particolar modo il sistema e le idee pedagogiche del nostro Santo Fondatore, proclamato con ragione il più insigne educatore dei nostri tempi.
Nel sullodato Istituto vogliamo anzitutto formare gl´insegnanti di pedagogia per le nostre Case di Formazione, perchè da esse possano uscire Salesiani esemplari ed educatori attrezzati e aggiornati nella pedagogia e nella didattica.
Farmi superfluo aggiungere che la Catechetica avrà sempre, e nell´Istituto di Pedagogia dell´Ateneo e nelle Case di Formazione, un posto di assoluta preferenza.
40 Sono lieto di potervi annunziare che il nostro Don Certa ci ha regalato il primo volume degli ANNALI DELLA SOCIETÀ SALESIANA.

Questo importante lavoro già durante il Rettorato del compianto Don Albera era stato affidato a un altro, confratello, il quàle però, a causa della malferma salute, non potè iniziarlo.
Due anni or sono pregai il caro Don Ceria di accettare la non facile impresa. Egli vi si accinse con la solerte competenza ripetutamente e luminosamente dimostrata, ed in brevissimo tempo ci presentò il primo volume.
Io lo ringrazio in nome di tutta la Società e lo esorto a continuare l´utilissimo lavoro. E poichè la lettura di questi ANNALI sarà di grande giovamento alla conservazione dello spirito del nostro Fondatore e Padre, ho incaricato la Società Editrice Internazionale di mandarne per ora due copie alle Case d´Italia, nella speranza di poterle mandare poi anche alle altre Case.
Ognuno sappia trarre il maggior profitto dai tesori accumulati nelle MEMORIE BIOGRAFICHE, negli ANNALI e nelle VITE di San Giovanni Bosco.
5° Prima di finire vi esorta, Figliuoli carissimi, a iniziare il nuovo anno scolastico con santo entusiasmo.
Le difficoltà saranno molte e gravi; ma è appunto nell´ora della prova che dobbiamo dimostrarci disposti a qualsiasi sacrifizio nel compiere la nostra missione benefica.
E poichè siamo convinti della nostra pochezza di fronte ai veramente ardui cimenti, poniamo tutta la nostra fiducia in´ Dio e nell´aiuto potente della celeste nostra Ausiliatrice. La nostra pietà sia più profonda e si manifesti, a comune edificazione, nell´assistere diligentemente alle pratiche prescritte, nel fare frequenti visite eucaristiche, nel vivere uniti a Dio.
Tutti poi, ricordando i propositi degli Esercizi Spirituali, rendiamo sempre più giocondo e soave l´ambiente della carità: sia essa effettivamente il vincolo che ci affratelli e stimoli nella perfezione.
Il nostro Santo Fondatore si trovò egli pure in tempi difficili e perigliosi: ma il suo zelo non conobbe affievolimenti, il suo la-varo non ebbe soste, i suoi sacrifizi raggiunsero le vette dell´eroismo. Seguiamo, Figliuoli carissimi, gli alti esempi del Padre, fiduciosi che dal cielo egli, come fa scendere grazie e favori sull´intiera Società, sarà al fianco di ciascuno di noi per guidarci e sorreggerei nei sentieri, dell´apostolato.
Auguro a tutti un anno felice e ricco di meriti: a tal fine vi benedico di gran cuore, assicurandovi che ogni giorno prego molto per voi.
Alla vostra volta non dimenticate, nelle Sante Messe, Comunioni e Visite, il vostro affini° in G. C.

Sac. PIETRO RICALDONE.

Settembre-Ottobre 1941 n.107
IL RETTOR MAGGIORE:
1. Auguri. - 2. Centenario della nascita del Ven. Savio Domenico. - 3. Scritti dei Servi di Dio Mons. Versiglia e Don Caravario. 4. Riassunzione della causa per la Canonizzazione della B. Maria Domenica Mazzarello. - 5. Strenna pel 1942 . .         . pag. 147
ATTI DEL CAPITOLO SUPERIORE
Torino, 24 ottobre 1941.

Figliuoli carissimi in G. C.,
10 L´incertezza e la difficoltà dei mezzi di, comunicazione mi consigliano di mandarvi in anticipo gli auguri del Santo Natale di Buon Capodanno.
Prego fin d´ora, e vi invito ad associarvi alle mie preghiere, perchè gli Angeli abbiano a giocondare i cuori nostri con l´inno di quella pace, che, agli uomini di buona volontà, ridia la forza la gioia di servire e amare Iddio osservando la sua legge e conformando i costumi ai suoi insegnamenti.
Non dimentichiamo però che la pace è la tranquillità dell´ordine, e proponiamoci di trovarci in perfetto ordine con Dio, mediante la pietà vivificata dalla fede; con il prossimo, per mezzo di una soave e costante carità; con le anime e particolarmente con i giovani affidati al nostro zelo, dimostrandoci generosamente sempre disposti, per la loro salvezza, anche ai più ardui sacrifizi di lavoro e di abnegazione. Solo così ci verrà dato di godere della gioconda tranquillità che si riversa sui nostri cuori attraverso il perenne esercizio del dovere compiuto.
Che se alle volte il dovere costa fatica, richiamiamo alla mente, a nostro stimolo e conforto, la grandezza del premio che Dio ha preparato a coloro che sapranno compiere i suoi Voleri.
E poichè siamo in tema di auguri e di sacrifizi, v´invito a fare nelle prossime feste Natalizie un sacrifizio che, mentre avrà per voi efficacia e merito di espiazione, contribuirà in parte ad alleviare i grandi bisogni in cui viene a trovarsi in questi tempi la Congregazione.
Vi propongo pertanto di evitare le ingenti spese che si fanno con l´invio di lettere e biglietti di augurio. I Superiori del Capitolo e gl´Ispettori considerano, con me, come già ricevuti i vostri auguri: anzi, a nome di tutti, vi ringrazio, li ricambio di gran cuore e vi benedico.
Moltiplicate invece le preghiere per attirare sulla Chiesa, sulla nostra Congregazione e sull´umanità intiera le divine misericordie.
Se poi voleste rimettere a me il frutto dei risparmi per le accresciute e grandi strettezze della Congregazione, ve ne sarò molto grato.
20 Il 9 marzo 1942 ricorrerà il primo centenario della nascita dell´angelico Servo di Dio, il Venerabile Domenico Savio.
Per i motivi già altre volte indicati non potremo fare festeggiamenti: ma in quella vece ci è concesso d´intensificare le manifestazioni che servano a irrobustire la pietà e, attraverso una più completa conoscenza delle virtù del Venerabile e una intensa propaganda, ad accrescere verso di lui la devozione dei fedeli.
A tal fine vi esorto a dedicare la giornata del 9 marzo, o altra per voi più opportuna, a commemorare l´angelico Giovanetto.
Gli allievi siano preavvisati e opportunamente preparati mediante la lettura della vita del Venerabile e con speciali esortazioni nei sermoncini della sera.
Nel giorno stabilito gli atti di pietà del mattino siano fatti con particolare devozione, pregando per il buon esito della sua Causa di Beatificazione; e siano coronati ad ora opportuna con una accademia, oppure con un congressino o con una conferenza di qualche Prelato o insigne oratore, sacerdote o laico. Dovunque  poi, durante tutto l´anno 1942, si faccia un´attiva propaganda per diffondere vite, foglietti, immagini, che contribuiscano ad accrescere la devozione verso del Venerabile Servo di Dio, servendovi a questo scopo anche dei piccoli foglietti pubblicati nelle singole Case. Possiamo essere certi che in tal modo il Signore ci concederà la gioia di veder realizzati i miracoli tanto desiderati, che devono servire alla Beatificazione del virtuoso alunno di S. Giovanni Bosco.
Vi raccomando inoltre di conservare tutto il materiale delle accademie e dei Congressini, e particolarmente il testo delle conferenze o discorsi. Di tutto poi si mandi relazione al Rettor Maggiore.
3° Sono lieto di comunicarvi che le Cause dei nostri Servi di Dio procedono regolarmente. Con decreto 16-7-1941 è stata riassunta la causa per la Canonizzazione della Beata Maria Domenica Mazzarello. :E pure arrivato il turno di quella di Monsignor Luigi Versiglia e di Don Calisto Caravario. Il tribunale ecclesiastico, in conformità di quan,to dispongono i sacri Canoni, ha stabilito che vengano raccolti gli scritti dei due Servi di Dio. Chiunque pertanto fosse in possesso di lettere o altri scritti di Monsignor Versiglia e di Don Caravario, abbia la bontà di rimetterli al Vice-Postulatore della Causa, Sac. Antonio Prando, via Cottolengo 32, Torino. Gli scritti verranno poi rispediti ´a coloro che li desiderassero, al termine´ dei processi canonici.
Preghiamo perchè anche questa nuova Causa serva a gloria della Chiesa e a spirituale vantaggio dei Salesiani e delle anime in generale.
40 Ed ora eccovi la Strenna per l´anno 1942:
Viviamo intensamente la vita della carità.
Carità verso Dio, amandolo sopra tutte le persone e cose; carità verso il prossimo nei pensieri, nelle parole, nelle opere.
Al termine degli Esercizi Spirituali, in tutte le mute e alla presenza di tutti i Salesiani, si trattò ampiamente questo argomento vitale. Sono certo che voi avrete preso speciali propositi, intesi appunto a radicare sempre più profondamente nei cuori la regina delle virtù.
Permettete ch´io vi esorti ancora una volta a rievocare quei propositi e .ad esaminarvi seriamente se li avete messi in pratica.
E poichè già nel 1933 ebbi la gioia d´intrattenermi con voi su questo stesso argomento, non vi sia discaro che vi raccomandi di rileggere attentamente il commento alla Strenna di quell´anno: Pensar bene di tutti; parlar bene di tutti; fare del bene a tutti.

Il motivo per cui mi è parso opportuno eccitare tutti, in quest´ora di tragici avvenimenti, a un nuovo sforzo per l´acquisto e la pratica della carità, vi è ben noto.
La carità costituisce l´essenza della vita cristiana, religiosa e salesiana. Intaccare la carità è minare dalle fondamenta la dottrina e la Chiesa Santa di Gesù Cristo. Qualora gli errori che tendono a sradicarla dai cuori riuscissero ad avvelenare i cristiani, le conseguenze sarebbero gravissime per la nostra Santa Religione.
Se poi, malauguratamente, anche solo il pulviscolo di tali errori riuscisse a penetrare nelle famiglie religiose, e in particolare tra i figli di San Giovanni Bosco, si dovrebbe subito deplorare affievolimento dello spirito, depressione nella pietà, disunione di menti e di cuori, rilassatezza nel lavoro, orrore ai sacrifizi, snervamento nella disciplina e forse perdita delle vocazioni.
Il nostro Fondatore e Padre, chiamato a giusto titolo il Santo della carità, si commoveva fino alle lagrime parlando di essa, e le parole gli venivano stroncate dai singhiozzi quando temeva che nelle sue Case la virtù tanto inculcata dal Divin Redentore, che fece di essa il suo particolare comandamento, potesse essere conculcata o anche solo scalfita dalle critiche e mormorazioni.
E doveroso pertanto che noi, suoi figli, dinanzi allo strazio che si va facendo della carità nel mondo, ci stringiamo intorno al Padre dilettissimo e gli pronettiamJ di volerci a ogni costo rivestire di quella carità, che è il vincolo della perfezione.
Coraggio, Figliuoli carissimi: procuriamo che la pratica dell´amore cristiano faccia di ognuna delle nostre Case un piccolo paradiso.
Invocando su di voi le più copiose benedizioni e soprattutto il crescere nell´amore della fraternità, mi raccomando alle vostre preghiere e, mi professo
vostro aff.mo in G. C.

Sac. PIETRO RICALDONE.

Novembre-Dicembre 1941           N. 108
IL RETTOR MAGGIORE:
1. Ringraziamenti e auguri. - 2. Feste Centenarie: a) Funzioni in Basilica; b) Libreria della Dottrina Cristiana, Orfanotrofi per giovanetti poveri e abbandonati; c) Commemorazione nella chiesa di S. Francesco d´Assisi.  3. Raccomandazioni per le difficoltà dell´ora presente.

ATTI DEL CAPITOLO SUPERIORE
Torino, 24 dicembre 1941.

Figliuoli carissimi in G. C.

10 Questo numero degli Atti del Capitolo porta la data del 24 Dicembre, ma, per circostanze speciali, fu scritto e spedito verso la metà di Gennaio.
Ringrazio tutti delle preghiere offerte a Dio per impetrarmi grazie e benedizioni. Gesù Benedetto vi conceda un anno ricco di opere buone e di meriti per il Cielo.
20 Le feste centenarie si svolsero in un´atmosfera di pietà e raccoglimento. Mi consta che, dovunque, vi stringeste, compatti e devoti, intorno agli altari per offrire a Dio, con i frutti delle vostre espiazioni, suppliche impetranti perdono, misericordia, benedizioni di pace.
Credo farvi cosa gradita dandovi un breve cenno di quanto si fece nel caro Oratorio l´Otto Dicembre scorso.
Al mattino ebbi la gioia di celebrare la S. Messa circondato dalle Comunità riunite e da numerosi fedeli che gremivano la Basilica di Maria Ausiliatrice.
Il nostro amatissimo Arcivescovo, Card. Maurilio Fossati, Volle celebrare la Messa Pontificale e confortarci con paterne manifestazioni di particolare bontà.
Alle 9,30 sentii il bisogno di recarmi con i Superiori del Capitolo alla cameretta, dalla quale l´anima eletta del nostro Santo Fondatore il 31 Gennaio 1888 volava al Cielo.
Circondammo con pietà filiale il suo letto, chiedemmo al Padre amatissimo perdono delle manchevolezze nostre e de´ suoi Figli sparsi in tutto il mondo, e gli promettemmo, in nome di tutti, costante fedeltà nell´osservanza delle Costituzioni, dei Regolamenti, delle Tradizioni Salesiane.
Infine, a perpetuare il giorno faustissimo dell´ 8 Dicembre 1841, in cui ebbe origine la nostra Società, con la prima lezione di catechismo impartita dal nostro Padre all´orfanello Bartolomeo Garelli, promettemmo: di fondare presso la casa natìa, sul Colle S. Giovanni Bosco, la Libreria della Dottrina Cristiana; di industriarci, con ogni sforzo, per far sorgere in tutte le Ispettorie della nostra Società un nuovo Orfanotrofio per accogliere giovanetti poveri e abbandonati.
Per ultimo, inginocchiati intorno al letto, recitammo noi pure un´Ave Maria per invocare sui nostri propositi quell´abbondanza di grazie che furono concesse a//´Ave Maria recitata dal nostro Padre insieme al giovanetto Bartolomeo Garelli.
Alle ore 15 dello stesso giorno oltre duemila giovanetti, in rappresentanza dei loro compagni accolti nei nove Oratori Festivi di Torino e negli altri sparsi in tutto il mondo, si recarono in pellegrinaggio alla Chiesa di S. Francesco d´Assisi, messa a nostra disposizione dall´Ill.mo e Rev.mo Can. Dott. Cesario Boria, che si prodigò perchè tutto riuscisse a gloria del nostro Padre.
Dopo ch´io ebbi rivolto parole di circostanza ai giovani che gremivano il tempio, s´intonò il Te Deum di ringraziamento, seguito dalla Benedizione Eucaristica.
Si procedette quindi all´inaugurazione di (una lapide commemorativa nella sagrestia, ove si svolse lo storico incontro di Don Bosco con Bartolomeo Garelli, e alla benedizione di un artistico monumento nell´attiguo cortiletto.
Nel tardo pomeriggio si svolse nel teatrino di Valdocco una riuscita accademia, che lasciò in tutti soavi impressioni.
Ho voluto comunicarvi io stesso queste care notizie di famiglia, perchè so che esse servono a stringervi sempre più intimamente al nostro Padre, animandovi a seguirne gli esempi e a moltiplicarne le opere secondo il suo spirito.
30 Purtroppo, nel frattempo, avvenimenti eccezionali aggravavano ancor più la situazione mondiale, già così allarmante.
Noi, che viviamo di Fede e abbiamo scolpite nella mente e nel cuore le divine promesse, ci sforzeremo di prendere argomento dallo stesso aggravarsi delle umane vicende per accrescere la fiducia nostra nella amorosa Provvidenza.
Al tempo stesso però dobbiamo far di tutto per impetrare al mondo sconvolto le divine misericordie.
Per questo, mentre vi esorto nuovamente e con maggiore insistenza a moltiplicare le opere buone, i sacrifizi, le mortificazioni di ogni genere per placare la divina giustizia, v´invito pure a raddoppiare, con identico scopo e con non minor fervore, le preghiere e le suppliche per impetrare le grazie da tutti tanto desiderate.
Alle preghiere poi è doveroso aggiungere rinnovato fervore di osservanza e di vita religiosa esemplare.
Le crescenti difficoltà delle comunicazioni rendono ogni dì più malagevoli i mezzi con cui è dato ai Superiori farvi giungere lettere, esortazioni, strenne,´ insomma tutto quell´insieme di sussidi e di aiuti che, in tempi nomali, servivano a rinvigorire il vostro spir ito.
Urge pertanto, appunto perchè le circostanze ne rendono più assillante il bisogno, avvisare ad altri mezzi che servano a tutelare l´integrità dello spirito e a irrobustire la carità con l´unione delle menti e dei cuori.

A tal fine in tutte le Ispettorie si faccia quanto prima una riunione dei Direttori per trattare questo tema: MEZZI PER RAFFORZARE, NELL´ORA PRESENTE, IL SENTIMENTO E L´ATTUAZIONE DELLE GRANDI NOSTRE RESPONSABILITÀ DAVANTI A DIO, ALLA CHIESA, ALLA CONGREGAZIONE, ALLE ANIME.

Come mezzi generali sarà bene raccomandare a tutti, non solo l´accettazione delle restrizioni, privazioni, mortificazioni imposte dalle circostanze, ma un impegno generoso per affrettarne e offrirne altre a Dio con santa letizia.
Ai Direttori rivolgo l´invito di voler procurare con ogni sforzo l´esatta e costante osservanza delle Costituzioni, dei Regolamenti e delle prescrizioni dei Superiori; e di curare diligentemente tutto ciò che riguarda le pratiche di pietà, le conferenze, il rendiconto, il sistema preventivo, e quella Santità che è Purezza.
Ai Confratelli raccomando di far con particolare cura e assiduità l´Esercizio di Buona Morte, il rendiconto mensile, l´esame di coscienza; un forte impegno per l´osservanza esatta del voto di povertà e per la mortificazione dei sensi; e infine grande amore a S. Giovanni Bosco e filiale adesione e unione ai Superiori.
I punti indicati siano trattati, non solo nelle riunioni dei Direttori, ma in speciali conferenze ai confratelli. Su di essi insistano i predicatori e gl´Ispettori durante gli Esercizi Spirituali; da tutti poi si studi il modo di tradurli in vita vissuta.
Abbiamo bisogno di rafforzare i vincoli dell´unità, di affratellarci con una carità sempre più forte, di stringerci filialmente al nostro dolcissimo Padre e ai Superiori che lo rappresentano in mezzo a noi.
S. Giovanni Bosco nelle difficoltà, e quando furioso si scatenava l´uragano delle prove, ricorreva con più salda e filiale fiducia a Maria Ausiliatrice. L´umile nostra Congregazione non si è mai trovata in più tragiche vicende. Corriamo, figliuoli carissimi, ai piedi della nostra Madre Celeste, invochiamone, con calde suppliche, il potente patrocinio e sforziamoci di meritare le tenerezze del suo cuore misericordioso con una vita salesianamente esemplare.
Coraggio: mostriamoci, anche nei più duri cimenti, figli sempre degni del nostro -gran Padre.
Prego i Direttori di tenersi in stretta e frequente corrispondenza con i rispettivi Ispettori. Questi poi visitino paternamente e con maggior frequenza le Case e, alla lor volta, s´industriino in tutti i modi per far giungere al Rettor Maggiore e ai Superiori notizie  dei confratelli, dell´andamento delle Case e delle opere che vi si svolgono.
In alto i cuori. Abbiate fiducia: Iddio è con noi; ci è Madre Maria Ausiliatrice; e dal cielo vigila su i suoi figli S. Giovanni Bosco.
Mando a tutti di gran cuore una speciale benedizione e mi raccomando tanto tanto alle vostre preghiere.
Sono sempre vostro aff.mo in C. J.

 Sac. PIETRO RICALDONE.

Gennaio-Febbraio 1942 n.109
IL RETTOR MAGGIORE
1. Il Giubileo Episcopale di Sua Santità Pio XII — 2. Amore di S. Giovanni Bosco al Papa. — 3. Disposizioni per la Data Giubilare. — 4. Stringiamoci intorno al Vicario di Gesù Cristo:
ATTI DEL CAPITOLO SUPERIORE
Torino, 24 febbraio 1942.

Figliuoli carissimi in G. C.,
Il giorno 13 del-. prossimo maggio ricorre il Giubileo Episcopale del Santo Padre Pio XII. I cattolici di tutto il mondo si preparano con skincio a dimostrare, in quella ricorrenza, la loro devozione verso il Vicario di Gesù Cristo e l´attaccamento loro incondizionato alla Santa Sede. ‑ S. Giovanni Bosco avrebbe voluto che i suoi Figli non fossero mai Secondi a nessuno quando si tratti di dimostrare praticamente adesione, amore, devozione al Papa.
Bene che, in questa circostanza, noi richiamiamo alla mente le tradizioni, gl´insegnamenti e gli esempi paterni.
Alla luce della Fede, Don Bosco vide sempre nel Papa il di Gesù Cristo, il Maestro Infallibile, il Successore di S. Pietro, la Pietra Fondamentale, il Capo, il Reggitore Supremo, " nel quale — come dice il Concilio Vaticano — risiede la forza e la solidità di tutta la Chiesa".
Il nostro Padre approfittava di tutte le occasioni per far risaltare le divine prerogative del Papa, considerandolo come lo stesso Gesù Cristo che si perpetua nella sua Chiesa, fonte, faro, custode infallibile di quelle verit