PG Zasoby

Wiazanka 2010

STRENNA 2010 - PRESENTAZIONE _1_24_62_10_.t


PORTIAMO IL VANGELO AI GIOVANI

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

Commento del Rettor Maggiore
Strenna 2010 (zip, 23,7 MB)  
Don Bosco Titiritero (ppt, 3MB)  
Tedesco: Jahresleitgedanken >>    
Polacco: Wiazanki >>    

Presentazione della Strenna 2010

«Veramente non c'è niente di più bello che incontrare e comunicare Cristo a tutti.»[1]

In occasione del centenario della morte di don Michele Rua, fedelissimo a Don Bosco e al suo carisma, vorrei invitare tutta la Famiglia Salesiana ad agire come un vero movimento di discepoli ed apostoli di Gesù e ad impegnarsi nell’evangelizzazione dei giovani.

L’impegno evangelizzatore è il frutto e la conseguenza dell’identità del discepolo del Signore Gesù che, seguendolo, diventa suo ardente missionario. Vogliamo così assumere la sfida di aiutare i giovani «a guardare gli altri non più soltanto con i propri occhi e con i propri sentimenti, ma secondo la prospettiva di Gesù Cristo»[2]

La Strenna 2010 prende spunto dall’anno paolino appena concluso e dal Sinodo sulla Parola, durante il quale ho fatto un intervento sul brano lucano dei discepoli di Emmaus, visto come modello, sia per i contenuti che per i metodi, di evangelizzazione dei giovani.

"Signore, vogliamo vedere Gesù"
A imitazione di Don Rua,
come discepoli autentici e apostoli appassionati
portiamo il Vangelo ai giovani

Già numerosi gruppi della Famiglia salesiana si trovano in sintonia con questo impegno. A titolo di esempio vi segnalo due passi dei Capitoli generali degli SDB e delle FMA.

Il Capitolo generale XXVI dei salesiani è consapevole dell’urgenza di evangelizzare e della centralità della proposta di Gesù Cristo: «Avvertiamo l’evangelizzazione come l’urgenza principale della nostra missione, consapevoli che i giovani hanno diritto a sentirsi annunciare la persona di Gesù come fonte di vita e promessa di felicità nel tempo e nell’eternità»[3]. Nostro «compito fondamentale risulta dunque quello di proporre a tutti di vivere l’esistenza umana come l’ha vissuta Gesù. […] Centrale deve essere l’annuncio di Gesù Cristo e del suo Vangelo, insieme con l’appello alla conversione, all’accoglienza della fede e all’inserimento nella Chiesa; da qui poi nascono i cammini di fede e di catechesi, la vita liturgica, la testimonianza della carità operosa»[4].

Il Capitolo generale XXII delle Figlie di Maria Ausiliatrice riconosce poi che è l’Amore di Dio che ci spinge: «Il cenacolo, il luogo dove gli apostoli si trovano tutti insieme, non è una dimora stabile, ma una base di lancio. Lo Spirito li trasforma da uomini paurosi in ardenti missionari che, pieni di coraggio, portano per le vie del mondo il lieto annuncio di Gesù Risorto. L’amore spinge all’esodo e ad uscire da sé verso le nuove frontiere per farsi dono: l’amore cresce attraverso l’amore.[5] Maria, che dal cenacolo insegna a spalancare le porte, è stata la prima a vivere l’esperienza dell’esodo e a mettersi in viaggio. La prima evangelizzata è diventata la prima evangelizzatrice. Portando Gesù agli altri, ella offre il suo servizio, reca gioia, fa sperimentare l’amore»[6].

Suggerimenti per l’attuazione della Strenna

Ecco alcuni passi utili per fare in modo che i gruppi della Famiglia Salesiana si impegnino insieme a portare il vangelo ai giovani. Ciò è proposto ai singoli gruppi, ma anche alle Consulte locali e ispettoriali della Famiglia salesiana.

  1. Approfondire nelle Consulte locali ed ispettoriali, con un’adeguata riflessione, il ripensamento della pastorale, in modo che risultino operative le scelte riguardanti la centralità della proposta di Gesù Cristo, la testimonianza personale e comunitaria, l’apporto reciproco di educazione ed evangelizzazione, l’attenzione alla diversità dei contesti, il coinvolgimento delle famiglie.
  2. Individuare nelle Consulte locali ed ispettoriali, a partire dalla “Carta della missione della Famiglia salesiana”, le modalità per fare insieme delle esperienze di evangelizzazione dei giovani.
  3. In particolare, suscitare la collaborazione di Famiglia salesiana, a livello ispettoriale e locale, per realizzare la missione giovanile, come forma aggiornata di annuncio e catechesi, coinvolgendo i giovani stessi come evangelizzatori dei loro coetanei.
  4. Valorizzare le Esortazioni apostoliche a conclusione dei  Sinodi continentali, per individuare le priorità e le forme specifiche del proprio contesto per l’evangelizzazione dei giovani. Nel caso dell’America Latina, aderire alla “Missione continentale” programmata dall’Assemblea dei vescovi tenutasi ad Aparecida; nel caso della Regione Africa e Madagascar, seguire le indicazioni del prossimo Sinodo dei Vescovi.

Roma, 2 giugno 2009

Don Pascual Chávez Villanueva
Rettor Maggiore

 

[1] Cfr. BENEDETTO XVI, Sacramentum Caritatis, n. 84.

[2] Cfr. BENEDETTO XVI, Deus caritas est, n. 18.

[3] CG26 SDB, n. 24.

[4] BENEDETTO XVI, Lettera a don Pascual Chávez Villanueva, Rettor Maggiore dei Salesiani, in occasione del Capitolo Generale XXVI, 1 marzo 2008, n. 4.

[5] Cfr. BENEDETTO XVI, Deus caritas est, n. 18.

[6] CG XXII FMA, Più grande di tutto è l’amore, n. 33.

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