Rada Zasoby

L’animazione ispettoriale della Comunicazione Sociale

Orientamenti e direttive

2.1. ORIENTAMENTI PER DELEGARE A UN LAICO O AD UNA LAICA
L'ANIMAZIONE ISPETTORIALE DELLA COMUNICAZIONE SOCIALE

Don Filiberto GONZÁLEZ PLASENCIA
Consigliere generale per la Comunicazione Sociale

La missione[ 1 ], le concrete necessità e la lettura che fa il Magistero salesiano sulla nuova cultura e la comunicazione sociale[ 2 ] ci fanno vedere, da una parte, la relazione intrinseca tra educazione - evangelizzazione - comunicazione sociale e, dall'altra parte, il cambio epocale che stiamo vivendo.[ 3 ] Tali motivi mi hanno portato a riflettere, insieme all'équipe del Dicastero, per offrire alcune considerazioni e criteri in vista di introdurre in questo campo Delegati Ispettoriali laici/laiche, che condividano con noi lo spirito e la missione salesiana in modo aperto e attuale, ecclesialmente (cf. Vaticano II) e carismaticamente (cf. CG24) giustificato. Non entrare con decisione in questo campo della Comunicazione Sociale non è solo un andare indietro, ma andare fuori strada, limitandoci ad essere semplici osservatori o facili critici della evoluzione culturale e tecnologica in cui si trovano i nostri destinatari
La Chiesa si è resa conto dell'importanza della comunicazione nella nuova cultura; per questo il Papa Benedetto XVI ha creato un nuovo Dicastero della Educazione e Cultura, mettendo al centro l'evangelizzazione della nuova cultura digitale, con le sue nuove tecnologie e linguaggi. Lo stesso Rettor Maggiore, D. Pascual Chávez, quando tratta il tema, cita il testo del CG26, nn. 104/5:  « è necessario convertire mentalità e modificare strutture, passando [...] da un atteggiamento timido e da una presenza sporadica nei media ad un uso responsabile e ad un'animazione educativa ed evangelizzatrice più incisiva». Osservo, e non come fatto secondario, che il Papa ha nominato il Rettor Maggiore consultore in questo nuovo Dicastero, perché il vangelo, i giovani e la comunicazione sono basilari per il futuro della Chiesa.
È un fatto che la progressiva diminuzione di Salesiani spinge la maggior parte dei confratelli a cercare una più chiara testimonianza personale - comunitaria, e ad una ristrutturazione delle Ispettorie e delle opere per essere presenti tra i giovani; altri si sentono portati a moltiplicare il lavoro per carenza di personale, riempiendosi di ansietà fino ad arrivare ad un logorio mentale, fisico e vocazionale, con molte altre conseguenze; alcuni si adattano e si accomodano, lasciando che le cose vadano poco a poco morendo,  perché hanno perso la spinta e la creatività vocazionale, la passione per Dio e per la salvezza dei giovani. Di qui la necessità di valorizzare il laico nella sua consacrazione battesimale e nella ricca complementarietà e collaborazione che può offrire in campo religioso e nella missione salesiana, soprattutto quando non si ha personale salesiano preparato nel settore delle comunicazione sociale. Assumere la mentalità del CG 24 è un modo attuale di costruire la Chiesa e camminare con Don Bosco e coi tempi.
Presento dapprima alcune considerazioni generali:

  • Siamo consapevoli dell'importanza del Settore e della Delegazione della comunicazione sociale in favore della missione di tutta l'Ispettoria;  
  • C'è in tutti noi un vivo desiderio di vivere pienamente lo spirito e gli insegnamenti del Vaticano II e del CG 24, anche in questo campo e in questa dimensione, condividendo lo spirito e la missione con i laici;
  • Riconosciamo realisticamente che ci sono pochi salesiani specializzati per questo settore e con scarsa disponibilità  di tempo per dedicarsi ad esso a tempo pieno;
  • Siamo consapevoli che il caricare la responsabilità su un solo salesiano produce frammentazione della presenza personale, debolezza di immagine, superficialità di interventi,  scarsità di risultati;
  • Valorizziamo i laici con basi cristiane e salesiane, con preparazione ed esperienza in questo campo e con capacità di lavorare in mutua sinergia con le altre delegazioni  e settori della missione salesiana: Pastorale Giovanile e Missioni, senza trascurare la Formazione e l'Economia.[ 4 ]

In base a questi orientamenti generali offro alcuni criteri concreti che possono aiutare nel momento di affidare  la Delegazione ispettoriale della Comunicazione Sociale a un laico o una laica, pratica che è sempre più comune nelle nostre Ispettorie.

  1. Ogni Delegazione è di competenza dell'Ispettore, per cui essa si svolge sotto la sua direzione, animazione e responsabilità. La Comunicazione dunque, come Settore della Missione Salesiana, fa capo all'Ispettore.
  2. La Delegazione della Comunicazione Sociale deve agire in accordo con i principi del Carisma e della Congregazione: Costituzioni e Regolamenti, Capitoli Generali, Magistero del Rettor Maggiore e del suo Consiglio, e con un particolare riferimento ai principi e orientamenti del nuovo Sistema Salesiano di Comunicazione Sociale (SSCS 2011) e del Dicastero per la CS.
  3. L'Ispettore delega l'animazione della CS come settore, campo e dimensione culturale, sociale e pastorale della Missione, ma non la responsabilità di governo, a persone con un livello soddisfacente di conoscenza e identificazione, di formazione e partecipazione salesiana, e non solo di competenza nella CS.
  4. La Delegazione per la CS, similmente alle Delegazioni per gli altri settori, è in funzione della missione della Congregazione in una determinata Ispettoria e si colloca dentro la sua struttura e progetto educativo (POI). Da qui derivano altri progetti specifici, tra i quali c'è il Progetto Ispettoriale per la Comunicazione Sociale (PICS) e all'interno di esso, con particolare importanza, il Progetto Ispettoriale per la Formazione alla Comunicazione Sociale (PIFCS).
  5. Il servizio della Delegazione della Comunicazione Sociale si attua in strutture e processi non paralleli ma in sinergia e mutua armonia con le altre Delegazioni della Missione Ispettoriale. Tutti i dicasteri e settori sono al servizio della missione: da qui nasce la necessità della mutua sinergia. L'autonomia, invece, è necessaria riguardo ai contenuti, metodologie e processi specifici.
  6. L'Ispettore, previo accordo con il suo Consiglio, può delegare l'animazione ispettoriale della CS a un laico/a, preferibilmente della Famiglia Salesiana, concordando prima un tempo di prova e, superata la prova, con un contratto a tempo determinato, con la convenzione che l'incarico può essere ritirato  se il lavoro non si svolgesse secondo quanto stabilito nel contratto. Ugualmente l'Ispettore, alla scadenza del contratto stipulato, può delegare il lavoro di nuovo alla stessa persona o ad altro laico/a o a un salesiano consacrato, che possano portar avanti il servizio nell'Ispettoria a tempo pieno.
  7. Non ci sono persone già fatte per una Delegazione, come avviene per i salesiani. I laici si vanno formando progressivamente, e non si deve loro chiedere che siano come i religiosi, ma collaborino con la ricchezza del proprio battesimo e la loro specializzazione alla missione salesiana, prassi iniziata già da Don Bosco e ora appoggiata dal Rettor Maggiore e dal Magistero salesiano.
  8. L'Ispettore e il Consiglio offrono un appoggio effettivo, formazione salesiana e abilitazione professionale al Delegato/a per la CS, in vista dello sviluppo personale, del settore affidatogli e della missione salesiana nell'Ispettoria. Il mondo è immerso nella comunicazione e dipende da essa. Non si tratta solo dei mezzi di comunicazione, ma del campo sociale, culturale, pastorale e tecnologico in cui abitiamo.
  9. L'Ispettore fornisce al Delegato/a una équipe, con la quale possa svolgere nel miglior modo possibile il suo ruolo ispettoriale e l'appoggia con le nomine che considera necessarie.
  10. Il Delegato/a, d'accordo con la sua équipe di CS, elabora e presenta i progetti ispettoriali di CS (concordati in parte con i Delegati della Pastorale Giovanile e delle Missioni) e di FCS (concordati con il Consigliere per la Formazione), situati dentro il POI, il PEPSI e il SSCS (Sistema Salesiano di Comunicazione Sociale: servizio, animazione, formazione, informazione e imprese - produzione), perché siano revisionati e approvati dall'Ispettore con il suo Consiglio.
  11. Il Delegato/a renderà conto trimestralmente all'Ispettore e suo Consiglio del progetto,                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                del lavoro e dell'uso del tempo personale, secondo un calendario concordato, e sempre quando l'Ispettore lo giudichi opportuno (normativa nel contratto di lavoro).
  12. È conveniente che il Delegato/a Ispettoriale per la CS e le Delegazioni per la Pastorale Giovanile e le Missioni lavorino in stretta relazione, come pure la Formazione e l'Economia, creando sempre sinergia e una équipe robusta al servizio della missione della Ispettoria, ma sapendo anche riconoscere e rispettare la diversità e autonomia dei settori, ambiti, metodologie, ruoli e compiti, di mutuo accordo, secondo criteri scritti, senza dipendere dal gusto delle persone di turno.
  13. Se l'Ispettore mette il laico/a solo come Coordinatore e un salesiano come Delegato, è necessario che anche il coordinatore/trice partecipi  agli incontri nazionali e internazionali di CS, avendo egli un compito di collaborazione, non solo nominale, nel lavoro ordinario della Delegazione.
  14. L'Ispettore spiegherà all'Ispettoria (sdb e laici delle nostre opere) la decisione presa, motivandola con il riferimento ai criteri del Magistero sui quali è basata, e presenterà il Delegato/a con il suo ruolo e le sue funzioni entro la struttura e l'organizzazione della Ispettoria, del POI, congiuntamente e in sinergia con le Delegazioni ispettoriali per la Missione.

Ci si augura che questi orientamenti possano aiutare le Ispettorie, in particolare gli Ispettori e i loro Consigli, per un sempre miglior servizio alla Missione Salesiana. Il Dicastero della Comunicazione Sociale, con il suo personale salesiano e laico, è sempre disponibile a dare il proprio aiuto. Maria Ausiliatrice continui a guidarci nel nostro servizio a quanti ci sono stati affidati dal Signore.