Rada Zasoby

DIARIO DALL' ANGOLA - 33 settembre 2014

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DIARIO DALL' ANGOLA - 33
di Don Luigi De Liberali
missionario salesiano

SFIDANDO I CAMMINI

Come missionario itinerante devo accompagnare le comunità rurali, ma dopo sei anni, ancora non
ho scoperto tutti i cammini e non sono arrivato a conoscere tutti i villaggi! In questi due mesi
(dall'inizio di luglio all'inizio di settembre), non mi sono mai fermato, passando in quasi 100 villaggi,
per celebrare i sacramenti e orientare i catechisti che animano le comunità.

NUOVE STRADE

DIFFICOLTÀ
Per causa di un ponte che si è bruciato, alla fine di luglio ho dovuto cambiare la mia rotta abituale
per visitare i villaggi e ho dovuto affrontare strade che ancora non conoscevo. Il più difficile è stato
aprire il cammino dove da anni non passava nessuno, tagliando alberi caduti per lunghi chilometri
di strada, e attraversare due ponti di legno poco sicuri (un lungo, ma traballante, e un altro corto,
ma con traverse sciolte). In questo viaggio sono passato per 23 villaggi, percorrendo 1.010 km in
10 giorni, e ho tentato di organizzare 4 nuove comunità.

MUANGAI: TERRA DI NESSUNO
L'area di Muangai (a circa 90 km dalla città) è ancora molto abbandonata: le strade sono difficili e i
ponti insicuri; la salute e l'educazione sono fragili; le comunità ecclesiali sono poche e incostanti.
Sembra “terra di nessuno”! Avendo la possibilità di passare per di là alcune volte, ho cercato di
fare qualcosa per animare religiosamente quelle comunità e aiutarle a crescere nella fede. In una
di loro, nella quale ero andato solo una volta in 6 anni, è apparso un giovane che si è messo a
disposizione per accompagnare quelli che desiderano essere cristiani: vedremo!

TEMPUÉ: LA FORZA DELLO SPIRITO SANTO
Nella zona di Tempuè (situata tra i 300 e i 500 km dalla città dove abito) ci sono comunità nuove e
antiche: in un villaggio ho celebrato la prima messa; in un altro ho battezzato i bambini; in un altro
ho appoggiato la costruzione di una nuova chiesetta (fatta di mattoni di sabbia); in un altro sono
riuscito, dopo 3 anni di desistenza, che ricominciassero a pregare... Un villaggio (Accampamento),
pur avendo poche visite, sempre mi sorprende per la fedeltà, la catechesi e l'organizzazione che vi
trovo: lo Spirito Santo lavora di più dove noi non riusciamo ad arrivare, o dove possiamo andare
poche volte!

MAKONDOLO: VITA DI FEDE
I villaggi che appartengono alla zona di Makondolo (che si trovano tra i 200 e i 300 km dalla città)
sono quelli che camminano e vivono la sua fede meglio. Le difficoltà e gli ostacoli non mancano,
ma la vita delle comunità cattoliche è fedele: hanno le sue chiesette ben fatte, pregano e ascoltano
la Parola di Dio con costanza e i catechisti preparano i fedeli a ricevere i sacramenti della vita
cristiana. L'accoglienza dei visitanti è molto calorosa e la celebrazione della comunità ha un tono
vibrante e molto festivo.

SACRAMENTI

In vista di una profonda evangelizzazione che trasmetta la fede alle persone, la mia costante
preoccupazione è di preparare i catechisti (con vari corsi e con materiali adequati), accompagnare
i gruppi di catechesi in tutti i villaggi e passare costantemente nelle comunità per celebrare i
sacramenti che fanno crescere i fedeli nella vita spirituale. In queste ultime visite ho avuto l'allegria
di amministrare vari battesimi e benedire matrimoni, oltre a confessare e celebrare l'eucaristia.

NASCERE A UNA NUOVA VITA
Ricevere il battesimo è il desiderio di molti, ma il difficile è preparare i catecumeni e i padrini ad
affrontare le difficoltà della vita ed assumere un vero compromesso cristiano. Cosciente che la
realtà è molto problematica e che i fedeli devono affrontare molti ostacoli (e per questo sono più
preparati), ho accettato di amministrare il battesimo in vari villaggi, anche se la preparazione non
era stata molto costante. In un villaggio erano 4 anni che non andavo e ho incontrato ancora 4
giovani e una vecchietta che stavano aspettando il battesimo! Così, in questo periodo, 180 cristiani
di 18 comunità sono nati a una “nuova vita”.

RICEVERE L'EUCARISTIA
A causa delle situazioni sociali e culturali, costato continuamente la difficoltà che i catechisti
incontrano per realizzare un serio catecumenato. Però, dall'altra parte, vedo l'entusiasmo delle
persone (specialmente degli adolescenti), che si mostrano molto disponibili a seguire la chiamata
di Gesù. Per questo ho ammesso 85 fedeli a ricevere l'eucaristia, in 13 differenti comunità. La
celebrazione è stata sempre molto semplice: il centro della festa non è il cibo o i presenti (non c'è
niente di tutto questo), ma l'allegria di ricevere il “pane della vita eterna”!

UNIR-SI IN CRISTO
Il matrimonio tradizionale, pensato con precedenza e organizzato con grande festa dalle famiglie
degli sposi, è ancora il modo comune di unire i giovani. La tradizione familiare, la credenza nel
feticcio, la mentalità ancora pagana e una diffusa pratica della poligamia ostacolano l'accettazione
del matrimonio cristiano, sia per le giovani coppie, come per quelli che vivono insieme ed hanno
figli. Però, continuando a mostrare l'importanza del matrimonio cristiano, alcuni aceetano questo
compromesso e chiedono di “unirsi in Cristo!. Dopo molte aspettative, in questi due mesi, ho
benedetto l'unione di 16 coppie (6 delle quali erano dello stesso villaggio e 4 di un altro).

SALUTO A CANGAMBA

LA MAGGIORE PARROCCHIA DELL' ANGOLA
Nella prima settimana di settembre ho visitato, per l'ultima volta, le comunità della futura parrocchia
“Regina della Pace” del comune dei Luciazi (che comprende le circoscrizioni di Cangamba,
Cangombe, Muié, Cassamba e Tempué): adesso la “Comunità di Gesù” si prenderà carico di
quella grande regione (42.000 km
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, la più vasta parrocchia di Angola!). In questi anni, ho visitato
questa area quasi 40 volte, accompagnando l'inizio e la crescita di varie nuove comunità. In
ciascun viaggio ho percorso dai 1.000 ai 1.5000 km, la maggior parte difficili e pieni di sabbia!

CANGOMBE: COMUNITÀ VIVA
Nei miei viaggi a Cangamba, non ho mai lasciato di visitare la comunità di Cangombe (90 km di
distanza), 1.200 abitanti). Là abbiamo adesso una buona comunità cristiana, con un corale ben
animato, una buona catechesi e una partecipazione costante. Un gruppetto di adolescenti hanno
ricevuto la prima comunione nel mese di giugno. I cristiani sempre visitano altri villaggi e
realizzano incontri di animazione, percorrendo alle volte 2 o 3 giorni di cammino. A metà agosto
hanno accolto 3 comunità per una settimana, cantando e pregando assieme.

MUIÉ: OFFERTE NELLA PANNELLA
La comunità di Muié è la più isolata e la più piccola (110 km da Cangamba e 900 abitanti) ed ha
una strada difficile. I cattolici sono la minoranza, perché fin dal 1914 c'era là una grande missione
protestante. I villaggi dei dintorni sono a più de 70 km ed hanno ricevuto la mia prima visita l'anno
scorso. Quello che più mi ha colpito, in questo viaggio di saluto, è stato un gesto semplice, ma
sincero: alla fine della celebrazione eucaristica mi hanno messo tra le mani una pannella vuota e
tutti i presenti sono venuti a salutarmi ed hanno collocato la sua offerta dentro, come segno di
benedizione e accompagnamento. Sono rimasto molto toccato da questo gesto di affetto!

CANGAMBA: PRANZO IN CHIESA
Come sede del comune, Cangamba sta crescendo molto: Ha un nuovo ospedale, banca, campo di
aviazione, antenna per cellulari, nuove scuole e più di 200 nuove case! La comunità cattolica è ben
animata e continua a vivere la sua fede con regolarità. Attorno a Cangamba, sono cresciute e si
sono irrobustite nuove comunità. La messa di saluto è stata molto animata e pertecipata dalla
gente. È stata grande la mia emozione nel vedere più di 200 persone (adulti, giovani e bambini),
dopo la messa, condividere il pranzo dentro la chiesa (perché non c'era altro salone capace di
accoglierli): felici di far parte di questa famiglia e di vivere l'esperienza di chiesa!

PICCOLI FATTI

QUASI MUORE
Una domenica pomeriggio alla fine di agosto, avevo fissato i battesimi di 16 bambini a 15 km da
Luena, a Muacimbo. All'ora della predica, una mamma, sposa di un catechista, mi presenta la
situazione critica di sua figlia, Marcellina, che doveva essere battezzata: da 4 giorni non mangiava
niente ed era molto debole. Guardando la bambina mi dava l'impressione che sarebbe morta da
un momento all'altro e per questo ho affrettato i battesimi. Alla fine della celebrazione, giá di notte,
ho proposto ai genitori di portarla all'ospedale: è stata internata e adesso Marcellina sta bene!

DONNA DI FEDE
Quando vado a Cangonga (150 km da Luena), sempre visito e porto la comunione a Donna
Fatima, vedova di un catechista del tempo coloniale. Fatima vive nella povertà di tutto: casa,
alimentazione e attenzioni famigliari, ma è una donna che mostra una fede costante e una grande
capacità di vivere senza pretendere niente. È ancora abbastanza lucida e sa tutte le preghiere: è
un esempio di affidamento a Dio, anche nelle privazioni della vita!

GRAVE INFEZIONE
Nel mese di dicembre dell'anno passato, nel villaggio di Sacindamba (22 km da Luena), ho
incontrato una bambina che aveva una grave infezione nella testa. Assieme al catechista che mi
accompagnava, ho dato alcuni consigli alla mamma, per avere più attenzione della figlia e ho dato
degli antibiotici. Quando ho visitato questa comunità all'inizio di agosto, ho trovato la bambina in
piena salute! Soprattutto mi è piaciuto il gesto della mamma che mi ha cercato per ringraziare!

ARDORE MISSIONARIO

ANIMAZIONE NEI VILLAGGI
La seconda metà del mese di agosto, nel periodo delle ferie scolastiche, alcune giovani
vocazionate delle Figlie di Maria Ausiliatrice, due volontarie alcuni giovani catechisti mi hanno
accompagnato nelle visite ai villaggi. Siamo passati in più di 20 comunità, nelle aree di Cikala e
Cangumbe, animando e catechizzando specialmente i bambini e gli adolescenti (in alcuni villaggi
erano più di 100!). È stata una bella esperienza di missione, che ci ha convinti ancora di più delle
necessità di andare in mezzo alla gente per fare l'esperienza della ”allegria del vangelo”.

INCONTRO DI ANIMATORI
Dal 12 al 14 settembre, abbiamo organizzato un incontro missionario delle case salesiane di
Angola, Salesiani e Figlie di Maria Ausiliatrice insieme, con la partecipazione di 62 animatori, la
maggior parte giovani. Durante i due giorni abbiamo studiato l'esortazione del Papa “Evangelii
gaudium”, per irrobustirci nella vocazione di annunciatori del messaggio di Gesù. È astata una
bella esperienza di studio e condivisione. L'ardore missionario di Papa Francesco è entrato un
poco anche nella coscienza di ciascuno di noi, per continuare ad annunciare il vangelo di Gesù e
sperimentare l'allegria di essere missionari in terra angolana.

Don Luigi (Gigetto) De Liberali
Salesianos de Dom Bosco - Paróquia de S. Pedro e S. Paulo
Luena (Moxico) – ANGOLA
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