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Guida al SSCS revisionato

 

Guida al SSCS revisionato

31-03-11

Contents

1

Introduzione

1

2

Allora, è nuovo o no?

 2

3

Ogni nuovo elemento ha la sua propria storia

 3

3.1

Struttura

3

3.2

Parte introduttiva

4

3.2.1

Prefazione

4

3.2.2

Comunicazione

6

3.2.3

Glossario

6

3.3

Visione e Missione

8

3.3.1

Networking - lavorare in rete

10

3.3.2

ecosistema

11

3.4

Obiettivi strategici

13

3.5

Politiche

14

3.6

Organizzazione

17

4

La Seconda e la Terza Parte

18

 

1 Introduzione Avete già in mano la nuova versione del SSCS, in forma stampata o magari in una o altra versione digitale. É veramente diversa dal quadro di riferimento CS originale del 2005, redatto dall'allora Consigliere Don Tarcisio Scaramussa e dal Dicastero per la Comunicazione Sociale?

La domanda merita una risposta, e siccome ero molto coinvolto nell'abbozzare la edizione originale, e ancora di più per la edizione attuale, durante il lungo processo della sua stesura, credo che sia nella condizione ottimale per orire qualche illuminazione che possa portare ad una risposta.

Il processo che porta a questa edizione rinnovata è stato esaustivo, ma in nessun punto abbiamo creduto di aver raggiunto una stesura denitiva.

Possiamo constatare questo nel senso da attribuire a vocaboli come dinamica, ecosistema, solo due parole che suggeriscono un necessario sviluppo futuro.

Per questo motivo abbiamo ridotto la tiratura, per garantire cioè che fra un paio di anni non rimangano esemplari inutilizzati; sono sei anni tra la prima e la seconda edizione e speriamo che ce ne saranno meno tra questa e una terza. Abbiamo assicurato, pure, che il nuovo SSCS sia facilmente disponibile in versioni digitali, che si possono facilmente aggiornare. Ma la vera considerazione qui è che se c'è un confratello o un collaboratore laico/a nel mondo salesiano che desidera fare un commento, orire un contributo, ha ogni opportunità di farlo. E dato la quantità e la qualità dei contributi, e una buona misura di consensi, pensavamo che il risultato ottenuto meritasse una pausa, una tiratura e un'aermazione che abbiamo ormai una nuova edizione. Eccola! Allora, è nuovo o no?

Forse devo rispondere subito alla domanda, poi voi potete decidere se è giusta o no. Senz'altro, dipende dal modo di considerarla. Se avete in mano il libretto, avrete notato che è più spesso di prima. Però se avete contato i numeri della Prima Parte (SSCS), avete scoperto che nella prima edizione ce n'erano 226, mentre in questa nuova sono 216. Abbiamo fatto il possibile per snellire le cose, eppure abbiamo un libretto più spesso! Una rapida occhiata spiega il perché: sono stati aggiunti due aiuti per il lettore: un glossario e un indice alfabetico, quest'ultimo più utile per il lettore del libretto, meno per chi ha una versione digitale, dove sarà possibile eettuare la ricerca in altro modo. Ma un'altra aggiunta è la Seconda Parte, gli 'Orientamenti', risultato del lavoro congiunto dei Dicasteri per la Formazione e per la Comunicazione sociale da qualche anno in qua. Ci siamo accorti che questa sezione importante non aveva avuto il debito rilievo e l'intero documento non era pertanto ben conosciuto. Speriamo di aver risolto questo problema con questa aggiunta.

L'altro approccio alla domanda occuperà il resto di questa Guida. Don Filiberto, nella sua prefazione, ci indica che parliamo di attualizzazione, non 2 di rivoluzione!, e mentre questo è vero, allo stesso tempo dice che la nuova versione cerca di promuovere una nuova mentalità nella Congregazione, poi sviluppa questo in termini di:  lavoro di équipe  formazione  coinvolgimento dei laici  principi e criteri necessari per l'unità che richiedono un'adeguata e essibile applicazione locale Magari abbiamo scommesso su tutti e due: non è nuovo, ma è nuovo! Credo però che sia più evidente il peso della seconda opzione. Se SSCS fosse un cavallo da corsa, sarebbe il caso di faites vos jeux con attenzione! O meglio altra metafora? Meglio chiamarlo SSCS 2.0? Ma solo per questa Guida. Ci ore un eufemismo utile.

Ogni nuovo elemento ha la sua propria storia Andiamo in avanti, sistematicamente, ma anche discorsivamente, perché ogni nuovo elemento nel SSCS ha la sua propria storia, una storia che non potevo fare altro che vedere dall'interno perché il mio ruolo, all'inizio, era come una clearing house - raccoglievo i contributi per poi rinviarli di nuovo per guadagnare ulteriori riessioni. Ma alla ne ho aiutato anche come redattore, perché occorreva che qualcuno lo facesse. C'erano pure le giornate insieme come Consulta, giornate preziose, con rappresentanze non solo dai protagonisti della Comunicazione in tutto il mondo salesiano ma anche dalla Pastorale Giovanile, dalla Formazione e dalle Missioni. Solo questa storia di interattività e di collaborazione merita commento, ma in un altro momento.

Basta dire qui che questo gruppo ha considerato tutto il materiale, ha fatto i suoi commenti e a volte ha aggiunto qualcosa di più, nuove intuizioni. E ci siamo.

3.1 Struttura Il SSCS 2.0 ha tre parti e degli allegati (Indice all'inizio e indice alfabetico alla ne per la versione cartacea). La prima parte consiste del SSCS tal quale, ma vogliamo che il lettore legga tutto l'insieme, come unità. Tuttavia, la Prima Parte porta il titolo 'SSCS'. La Seconda Parte contiene gli 'Orientamenti'.

3 La Terza Parte contiene gli allegati. Si vede che una buona parte della sezione introduttiva di don Tarcisio, almeno una metà, è stata spostata al primo allegato. Sentivamo che fosse materiale prezioso, una fonte che non va persa. Altri elementi erano inglobati nel documento rinnovato (Prima Parte). Questa strategia lasciava opportunità anche per don Filiberto, come Consigliere Generale per la CS, di orire la sua prefazione specica.

Altra caratteristica della struttura è la riorganizzazione di certi elementi, che risultava da lunga riessione. C'erano sempre contenuti utili nel SSCS 1.0. ma non era semplice trovarli. Se, ad esempio, bisognava scoprire un'aermazione precisa sulla politica comunicativa della Congregazione, bisognava leggere tutto il documento per scoprirla. Adesso basta andare alla sezione 6.1! Ugualmente con altre politiche - infatti il commento più consistente durante la revisione era proprio la mancanza di organizzazione del testo e una certa confusione terminologica, soprattutto a riguardo di termini come politica, ruolo, funzione e così via. Adesso le cose sono più precise.

3.2 Parte introduttiva Anche se non esiste un titolo che dice 'introduttiva', questa parte consiste della prefazione, un insieme di principi riguardanti la Comunicazione, e un glossario specico.

3.2.1 Prefazione Don Filiberto ha dato rilievo a cinque questioni:  lavoro di équipe  formazione  coinvolgimento dei laici  principi e criteri che permettono un'applicazione adeguata e essibile  ecosistema.

Alcune di queste saranno considerate nella Guida, ma vorrei tratterne uno quà - criteri e principi. . . .

Ci sono due questioni di cui possiamo trattare subito. Un motivo di questa Guida è di fare da sussidio ai diversi incontri regionali dei Delegati CS.

La presunzione è che abbiate letto la nuova versione, ma che nel SSCS non abbiate trovato indicazioni su che cosa fare in ogni caso. Che cosa dobbiamo fare risulta dalla nostra esperienza a livello locale, mentre l'unità delle nostre azione risulta dai principi e criteri. Si nota che Don Filiberto approtta di tale opportunità per sottolineare il ruolo essenziale del delegato. Lo presenta in termini positivi e negativi: è fondamentale che ci sia un delegato o delegata che funga da anima, che dia vita e dinamicità a un corpo sociale e fraterno di servizio come è l'Ispettoria, e Non sarebbero ammissibili, per quanto detto sopra, né l'assenza della dimensione della comunicazione nell'Ispettoria, né la mancanza in essa di un animatore o una animatrice, salesiano o laico. . . .

Allora, il ruolo del delegato è cruciale, quindi nei nostri incontri regionali, bisogna indicare quali sono le opportunità, le sde (Siamo ormai abituati allo schema di fortezze, debolezze. . . ) per il delegato oggi, ma soprattutto da una nuova prospettiva, quella del lavoro in équipe assieme ad altri settori come PG, Formazione, Missioni, e magari Economia. Era una sottolineatura del CG26; è più di organizzazione concreta. Invece, è un'insistenza sulla missione comune, che cioè ogni settore è al servizio della stessa missione; anche se questa considerazione appare ovvia, dev'essere detta e possiamo considerarla un'illuminazione fresca. Vediamo dove ci porta nel CG27. Ma ci ha già portato a renderci conto che dobbiamo essere attenti nell'uso della terminologia. 'Settori' e 'Dicasteri' non sono la stessa cosa. 'Settori', e anche 'Dicasteri' si occupano di diverse aree o ambienti. Il CG26 ha chiesto una sola cosa, molto concreta, alquanto limitata: equipe interdicasteriali. Nient'altro! Ma all'indietro sta una convinzione crescente sulla missione comune. I settori sono un'espressione carismatica di quella missione; i dicasteri sono un modo organizzativo per realizzarla. Non sono intagliati nella pietra. Il settore di comunicazione ha un ruolo carismatico ben delineato nelle C. 6, 43. I dicasteri possono andare e venire. Nel frattempo c'è da fare.

Sulla questione della terminologia, mentre esiste un riferimento alla coerenza della terminologia nel SSCS 1.0 (mantenuta nella versione 2.0 nel n.

117), si sentiva che è diventato una questione molto più importante in questi sei anni. Interessante vedere che altri settori (PG, Missioni) hanno detto la stessa cosa nella rielaborazione del loro quadri di riferimenti. Il nostro approccio nel SSCS 2.0 era, ma solo dopo avevamo completato la stesura, aggiungere un glossario e anche dare rilievo a certe denizioni nel testo per rednerlo più preciso. Per questo le armazione su che cosa è la comunicazione, o il riferimento a 'competenze' (n. 63) come termini molto in uso oggi.

Quando Don Filiberto parla di applicazione adeguata e essibile, sorge la questione del Manuale, che era rielaborato qualche anno fa sotto il titolo Il Salesiano un Comunicatore. Ce n'è menzione sotto 'Visione e Missione', nella sezione 2 del SSCS 2.0. Ma solo una menzione, nient'altro. Quando abbiamo considerato questo Manuale alla luce del SSCS 2.0, abbiamo visto due cose: a) che non è adeguato nella sua stesura attuale b) la possibilità che potrà non avere posto nel futuro. Le circostanze sono così diverse nel mondo salesiano.

Possiamo lavorare intensamente ad un approccio basato su principi per raggiungere unità, ma diventa dicile specicare come fare le cose al livello locale. Quindi un'altra domanda da considerare negli incontri regionali: è necessario un Manuale? E se la risposta fosse sì, quale tipo Riessioni  Il ruolo del Delegato CS alla luce dell'intesa su lavorare in équipe  Attenzione alla terminologai coerente (consistene??)  Applicazione adeguata e essibile dei principi e criteri  Manuale? E se si di quale tipo?

3.2.2 Comunicazione In diversi momento lungo il processo della revisione, si è sentito il bisogno di un'aermazione chiara su che cosa è la comunicazione (o meglio le nostre convizione a riguardo). Nel vecchio n. 42 ne c'era, anche in modo succinto, ma si sentiva la necessità di rielaborarla. È questo che si trova nella seconda sezione della parte introduttiva (2). Abbiamo dovuto resistere alla tentazione di scrivere una tesi, allora la soluzione è stata di scrivere qualcosa di sintetico come era il n. 42 (che esiste ancora, ma nel nuovo n. 17 di SSCS 2.0) Qui si scopre uno sostegno teologico e salesiano della convinzione sulla comunicazione. Si può chiedere perché non abbiamo assunto la solita posizione, che la comunicazione scaturisce dalla Santissima Trinità, quindi . . .

Ma eravamo riluttanti ad appropriarci ancora una volta della Santissima Trinità! Invece ci sentivamo meglio di assumere un approccio più coi piedi per terra, letteralmente, cioè cristocentrico. . . e siamo stati succinti! Cominciavamo dalla nostra esperienza umana della comunicazione, poi quella in relazione al 'Perfetto Comunicatore', Gesù. Questo si è poi raorzato lungo la strada nel corpo del documento, ad esempio nei nn. 19-21.

Abbiamo collocato la nostra comprensione salesiana della comunicazione nell'esperienza dell'Oratorio, come ci chiede la C 40. Abbiamo anche colmato un vuoto nella versione previa, notando che San Francesco di Sales è anche un modello. Sappiamo, o possiamo essere abbastanza sicuri, che Don Bosco non guardava Francesco come modello di comunicazione per se, almeno non per modalità concrete di azione, ma ad un livello più profondo, sì. Vale la pena notare che l'intera sezione su 'comunicazione' è stata assunta seriamente , nel contesto della revisione, dalla nostra Facoltà dell'UPS.

3.2.3 Glossario Il glossario era aggiunto dopo. Oltre a una necessità di consistenza terminologica, c'erano questioni trattate nel documento, ma anche altre questioni non trattate - 'lavoro in costruzione', e si considerava che meritassero almeno una menzione nel glossario. Potete leggere il glossario, non bisogna commentare tutto qui, ma vorrei individuare un paio di elementi, soprattuto uno che non riceve menzione esplicita nel corpo del documento: F/LOSS, Free Open Source Software Eravamo consapevoli che il CG26 aveva detto qualcosa al riguardo, ma che non aveva dato un mandato particolare. Infatti aveva chiesto una riflessione dalla parte del Consiglio Generale. É una riessione che continua, e può coinvolgere anche il vostro aiuto. Sappiamo, ad esempio, che alcune ispettorie lo hanno assunto come politica, o per la ispettoria in genere, o per un'attività particolare. Ma forse un altro elemento entra a questo punto: da un canto sembra che F/LOSS parli di questo o quel altro software indierentemente; da altro canto, e più ecacemente, riguarda l'uso, cambiamento, studio, miglioramento di software in piean libertà. Ci sono implicazioni per tante cose nella nostra società di oggi perché anche se non ne siamo coscienti, software ci circonda; fa parte della scena, come il nostro abbigliamento. Oggi non si compra più software in 'pellicola', basta scaricarlo. È 'comodo' come le nostre scarpe sono comode, e non ci accorgiamo delle nostre scarpe anché non sono indicate da qualcuno. Senz'altro, questo ha implicazioni per la formazione, tra altro, eprché, come un pesce in acqua che non conosce bene il suo ambiente eprché è 'naturale', noi corriamo il rischio di non conoscere software e le sue ricadute nella nostra vita. Se software è dappertutto, FLOSS è dapertutto! Chi usa Internet usa FLOSS perché FLOSS, non software proprietario, è alla base dell'Internet. La maggior parte dei dispoitivi a mano funzionano su questa stessa base. La questione merita considerazione almeno nella Seconda Parte, negli 'Orientamenti', ma erano stati scritti prima che queste questioni fossero considerate, e non siamo in una situazione al momento di riscriverli. Ma se, e quando li faremo, è qui che dobbiamo collocare questa discussione.

SSCS non ha il compito di denire che cosa si deve fare a riguardo del software. Ciò che vogliamo dire a questo punto si trova nel glossario. Per il resto, però, ci sono forti implicazioni già dentro il corpo del testo:  nell'uso del termine Web 2.0  nella questione dei principi del lavorare in rete (partecipazione, reciprocit à, dare, prendere..)  nel 'potenziale innovatore' per il carisma salesiano nell'area della comunicazione (n. 23)  nella 'qualità di forma e di contenuto' (n. 30), siccome FLOSS insiste sulla separazione di questi per dare importaza sia all'uno sia all'altro  nella creazione dei contenuti, ormai una facilità disponibile a qualsiasi essere umano, e certamente ai salesiani. I giovani nativi digitali sono cresciuti in questo modo. FLOSS è inseparabile ai diversi processi di creare i contenuti.

 nel n. 78 sulla conservazione digitale, perché la maggior parte delle soluzioni per questo sono FLOSS. Non vale la pena conservare materiale digitale se dopo sarà chiuso dentro un sistema proprietario che non sarebbe accessibile nel futuro.

Sono alcune delle domande che possiamo trattare nelle discussioni al livello regionale, a riguardo del FLOSS.

Altra questione che si trova nel glossario ma che non si trova nel corpo del documento: il cosiddetto 'spartiacque digitale', precismaente perché 'cosiddetto'.

A un certo livello magari un divario è ovvio, ma la discussione rimane molto aperta, aneddotale. Ci sono altre questioni magari connesse, delle quali si è occupata la Consulta: la possibilità di un 'gap' generazionale dentro al mondo salesiano (tra i salesiani) e le sue implicazioni. Le nostre discussioni sono state utili e dobbiamo continuare ad approfondirle, ma non era il momento, abbiamo ritenuto, di metterle dentro al SSCS. Siamo chiari, però su una cosa - intendiamo essere sempre inclusivi, non esclusivi, e ci sono implicazione di questa armazione per tutti noi come educatori e evangelizzatori.

Riessioni  la questione del signicato del FLOSS deve spostarsi dalla disucssione su uno o altro software o sistema operativo, ad una riessione più profonda sull'impatto di software nelle nostre vite - come esserie umani, come religiosi, soprattutto in un contesto globale di FLOSS invece di software proprietario?

 la questione di una 'spartiacqua digitale' è aperto alla discussione! Implicazioni per noi come educatori?

 la questione di un gap generazionale - la Consulta ha percepito che sarebbe utile raccogliere dati su questo e magari preparare un contributo per il CG27 3.3 Visione e Missione Visione e Missione ci riporta a Don Bosco nel SSCS 2.0. È qui che abbiamo deciso di conservare parti dell'introduzione di d. Tarcisio per la portata storica della sua vista d'insieme, mentre il resto si è stato spostato in un allegato, soprattuto le parti che ripetono aspetti del sisteam preventivo, ed alcune citazioni che abbiamo pensato siano meglio collocate in un allegato.

La sezione su 'visione' conclude con le sde del CG26, che sono ancora in discussione. Non possiamo fare altro che riportarle qui. Ma la questione è che dobbiamo andare in avanti. Non possiamo continure solamente a citare il CG26, con un dipendenza dal 'capitale salesiano' posto che questo non sia già avvenuto. Questa sezione tratta di 'visione', che vuol dire spostarsi in avanti o almeno guardare in avanti. Che cosa abbiamo in mente per una animazione e evangelizzazione più ecace? Che cosa fanno le comunità in eetto per assicurare una visibilità più ampia e per diondere il carisma?

Più 'Riessioni' ! La sezione che tratta della missione (4.4) include delle novità ed è stata riorganizzata rispetto al testo originale.

Il n. 14 è nuovo. Mette in rilievo la missione comune, la necessità di lavorare con altri settori. Il n. 15 era una citazione o sotto-titolo (nella vecchia versione) ma adesso fa parte del corpo del documento come una denizione sintetica delle nostre 'convinzioni e valori'. Il n. 16 è un tentativo di spiegare perché si aggiunge spesso il termine 'sociale' alla 'comunicazione'. Ecco lo sfondo all'uso ecclesiale della doppia parola 'comunicazione sociale'. Il glossario contiene la citazione dalla inter Mirica ma è importante capire che nonstante una certa dicoltà in certe lingue (in inglese ad esempio il termine 'comunicazione sociale' è connotato di pomposità) esiste una base solida (nel contesto ecclesiale). Si può leggere di più su questo altrove. Non pensavamo di scrivere il SSCS come fosse un manuale di corso per la Comunicazione.

In n dei conti si vede che abbiamo ridotto alquanto l'uso del termine pieno in favore del termine più smeplice - comunicazione, mantenendo l'altro per situazioni più uciali come ruoli (Consigliere, delegato), uci (Dicastero) ecc.

I nn- 19-25 sono brevi, ma ciascuno raorza un'idea già espressa nell'armazione iniziale su che cosa è la comunicazione per il salesiano o per il collaboratore salesiano. Il n. 19 è un'elaborazione del vecchio n.44, sul dono di Dio in Gesù. Evoca la C. 2.

Tra i criteri si trovano due nuovi: i diritti umani, e networking o lavorare in rete. Il primo riette il Convegno sui Diritti Umani di qualche anno fa', in cui il Rettor Maggiore ci esortava a ripensare il nostro linguaggio salesiano in temrini dei diritti. Il secondo è più di un breve accenno. Si trova già nel n. 16 e di nuovo nel n. 34, e passim in altri paragra. È un'aggiunta signicativa al SSCS 2.0 che non era così chiara nella versione originale, e per questo vorrei spiegare un po' la storia che le sta dietro.

3.3.1 Networking - lavorare in rete Come si vede dalla voce nel glossario, siamo interessati non tanto alle reti siche ma anche alle reti di persone che lavorano in modo connesso. Abbiamo pensato molto durante la Consulta. Il termine è comune, di uso comune nel mondo d'oggi, ma a volte così vago che si svuota di signicato, un po' come l'amore, se non le diamo un fondamento chiaro. Ecco che, ancora di nuovo, un quadro di riferimento come il SSCS non è il posto in cui mettere un corso sulle rete sociali, ma c'è tanto implicitamente già dentro al SSCS.

Permettetemi di notare diversi elementi e magari discutateli voi stessi o negli incontri regionali o con la vostra équipe a casa.

Le reti personali sono particolari perché sono 'umane', quindi non possiamo, in modo superciale, applicare conoscenze basate sulle reti informatiche a questa realtà. Una delle intuizioni sulle reti umane, sia organazzate sia implicite, si chiama 'La ipotesi del mondo piccolo'. Dice in eetti, che attraverso una catena di legami di poca distanza tra di loro (la ipotesi parla di sei gradi di separazione), qualsiasi persona sulla pianeta è connessa a tutti.

Se sia veramente così non possiamo discuterlo qui, ma ci sono parecchi studi tra cui alcuni scienticamente rigorosi, che indicano una buona misura di veracità alla ipotesi. Per noi ci sono alcune implicazioni:  una è che se sia vero o vero ad un certo punto, il fatto è che la rete per noi arriverà, quindi bisogna approttarne per il bene!  un'altra è che se è vero su una scala globale, lo sarà ancora di più nel caso del campo ristretto, ma allo stesso tempo vasto, della rete salesiana.

Se dovessimo studiare i tipi di relazioni di causa-eetto che succedono in questo campo peculiare di network umana, potremmo migliorare le nostre opportunità di evangelizzazione, anche per risolvere i problemi. È possibile, nel contesto di alcuni studi scientici, determinare l'innesco più verosimile per certi eetti, e altre condizioni dove questi inneschi sono meno verosimili.

Non avviene necessariamente il caso che una causa 'grande' abbia ricadute grandi, o una piccola, ricadute piccole. Può darsi l'inverso. Il terremoto in Giappone e lo Tsunami che è seguito, erano cause 'grandi' con ricadute incalculabili. Ma le insurrezioni nel Nord Africa con allargamento nel resto della regione, sembravano avere un'innesco piccolo, umanamente parlando - un singolo individuo che si immolava davanti ad un edicio del governo in Tunisia. In questo discussione c'è anche spazio per introdurre il linguaggio religioso: sarebbe possibile, in questo caso, parlare di testimonianza coem innesco, soprattutto alla luce di studi che puntano al fatto che le persone a volte prendono decisioni fondaate sul parere o sulle azioni di altre, anche se la logica dice il contrario. Si vede che ci sono nuove intuizioni disponibili se facciamo il lavoro di studiare il fenomeno per applicarlo.

Per noi comunicatori, il compito non è tanto quello di prevedere gli eetti della rete quanto tentare di capire come la nostra Famiglia Salesiana possa essere più ecace per la missione. Magari vuol dire che scopriamo i cammini brevi che esistono tra i membri di questo 'vasto movimento salesiano' (altra parola per 'network' ?), e forse più importante che aiutiamo le persone a scoprire questi cammini brevi! Una volta fatto, possiamo risolvere diversi problemi. Potrebbe essere un nostro contributo come comunicatori ad una educazione ed evangelizzazione più ecace. Appare del tutto evidente che Internet (quindi l'uso delle reti sociali, BS online e così via) è un modo chiave di scoprire questi cammini brevi.

Credo che il punto sia che quando abbiamo deciso di aumentare il riferimento alle reti e di lavorare in rete nel SSCS 2.0, non sia stato fatto per pia esortazione. Abbiamo ritenuto che ci fosse qui qualcosa che meritasse più studio per capire meglio le dinamiche, e che meritassero anche una applicazione ecace. Questo studio può essere a diversi livelli, ma è uno studio nora non compiuto.

3.3.2 ecosistema Non è necessario entrare molto nel SSCS prima di incontrare il termine ecosistema.

Don Filiberto aveva già indicato il termine più di una volta nella sua prefazione come una caratteristica 'nuova' del SSCS, anche se era già presente nell'edizione originale, un riferimento ormai spostato nel primo allegato (un riferimento ad un 'ecosistema comunicativo'). Nel corso dei contributi alla revisione, e nella discussione che ne è risultata, si è sentito un parere assoluto che l'ora di ecosistema fosse arrivata, e che magari potessimo anche cambiare il titolo del documento a ESCS, cioè a Ecosistema Salesiano di Comunicazione Sociale. In altre parole, la gente percepiva che ecosistema, come termine, da ragione della diversità ma anche della interdipendenza di comunicazione-cultura. Il problema è che abbiamo un discreto vantagio nell'uso del SSCS perché funziona per le 5 lingue 'uciali' della Congregazione.

So lo cambiamo, perdiamo questo vantaggio. Per questo siamo rimasti con SSCS per la sua strategia comunicativa, ma abbiamo scelto invece di chiarire che quando diciamo 'sistema', abbiamo in mente 'ecosistema'.

Indietro c'è questa storia: Nel SSCS originale, il n.17 (ormai negli allegati con altro numero, n. 5) leggiamo: stimolare la creazione di un 'ecosistema comunicativo' che coinvolga tutti. . . .. Un spiegazione segue nella nota a pie pagina che dice: Ecosistema comunicativo vuol tradurre proprio l'insieme di coinvolgimento e atteggiamento delle persone che consentono di creare un ambiente di vera comunità di condivisione di ideali, di valori, di rapporti a livello di convivenza quotidiana all'interno della comunità e con il territorio, in senso reale e virtuale.

Qundi, c'era già il temrine ecosistema. Per moltel persone smebrava il momento opportuno per spostarci dalla nozione statica, lineare e chiusa di sistema alla nozione più aperta di ecosistema, implicata e indicata dalla nota qui sopra. Ma c'è di più.

Appare con evidenza, attualmente, che i cambiamenti maggiori nel mondo salesiano sono dal punto di vista della auto-organizzazione (il termine è integrale agli ecosistemi). Le vecchie dicotomie tra PG, CS, Formazione, Missioni, Economia sono state sostituite da un nuovo modello PG-CS-Missioni (e Formazione?) come funzioni della Missione. Le ispettorie ormai hanno una 'biodiversità' tra loro nel modo in cui si organizzano con questi discasteri ed équipe. Altre cose stanno cambiando. Nelle ispettorie troviamo delegati e delegate, maschi, femminili, salesiani, non-salesiani. Nel futuro ci saranno altri cambiamenti che risulteranno dalle intuizioni e dalle esperienze di lavoro in rete, non solo come retorica ma come modalità concrete di lavorare insieme come un 'vasto movimento'.

In altre parole, la realtà attuale e il linguaggio e i modelli che impieghimao per andare incontro a quella realtà sono andate ben oltre il 'sistema' tale quale. Per chi dice che 'sistema' era caro a Don Bosco (il SSCS lo dice!), diciamo anche che 'ecosistema' era nato contemporaneamente (nel 1866, coinato da un zoologista tedesco, Ernst Haeckel) ma solo ora è diventato maggiorenne - ci sono ecologie e ecosistemi applicati non solo come metafora ma come modello all'educazione. all'economia (ecosistema e economia provengono dalla stessa radice greca, quind non è una sorpresa), l'industria, i media. C'è un altro fatto non ben conosciuto. Quando Don Tarcisio scriveva la stesura nale del SSCS era in discussione con ddiversi confratelli sul termine ecosistema ed era quasi del parere di imnpegarlo. Alla ne dei conti, è rimasto con sistema.

Riessioni  che cosa stiamo facendo per andare in avanti sulla base del CG26 e la discussione nei nn. 102 ss.?

 Che comprensioni abbiamo delle reti umane e come possiamo applicare la nostra conoscenza per risolvere problemi o aumentare la ecacia nel raggiungere altri?

 guardare e considerare i riferimenti a ecosistema nel SSCS 2.0 (la prefazione, n. 30 (sistema), 35 (obiettivi strategici), 40 (le necessità della Congrgeazione), 47 (risultati per la Congregazione), 51 (le persone coinvolte), 102 (il processo dello sviluppo). Come possono aiutarci a concentrarci di più sullo sfondo, e sugli eetti di ciò che facciamo come comunicatori?

3.4 Obiettivi strategici Il SSCS originale era diviso in identità, funzionamento e organizzazione. La sezione su funzionamento è stata a volte fonte di confusione; non era chiara la terminologia. È diventava subtio ovvio, nel periodo di revisione, che dovessimo lavorare su questo. Un risultato è la nuova sezione 5 che si chiama obiettivi strategici. Cominciando con il n. 35 troviamo una novità del nuovo testo: 'protagonisti'. Cioè i destinatari non sono solo destinatari, beneciari, ma sono anche protagonisti. Ci si può aspettare che sarà aggiunta questa idea nei diversi elementi a riguardo dei soggetti - e così è avvenuto. Nel n.

36, ad esempio, i soggeti (giovani) sono 'protagonisti' che hanno il bisogno - di essere creativi, 'per assumere il loro posto nella società'.

I nn 35-50 rispettono il testo originale (nn 26-41), per la maggior parte, ma con aggiunte piccole secondo le linee indicate qui sopra. Varrebbe la pena paragonare o confrontare i due testi per scoprirle. Ci sono altre sottolineature: il riferimento al CG26 (la consapevolezza che i salesiani devono scoprire nei giovani la presenza di Dio), nuove modalità per rappresentare la verità oggi (forme di logica adeguata ad un modo non-lineare, come troviamo nella rete ad esempio): questi due riferimenti appartengono al n. 39. Il CG24 è richiamato nel riferimento al bisogno della Congregazione di laici (n. 40) e nel riconoscere che gli stessi laici hanno bisogni 'nuovi', soprattutto di essere veri corresponsabili nella missione, e di lavorare in rete. Si nota un nuovo bisogno aggiunto nel n. 43 per la Chiesa e la società, richiamando l'appello di Don Bosco alla gente di buona volontà, e un altro bisogno, possibilmente indirizzato anche ai salesiani: oerte spirituali presentate attraverso i nuovi media. Che cosa vuol dire? Vale la pena pensarci.

Il n. 47 è un buon esempio di una raccolta dei nuovi termini di SSCS 2.0: ecosistema, lavorare in rete, stabile. Il SSCS non presenta commenti sulla stabilità psicologica (anche se non è esclusa!). Il riferimento invece è alla necessit à di formare le persone e garantire che possano svolgere adeguatamente il loro compito. Sono troppi i casi di cambio di personnale, salesiano o altro, con implicazione per il nostro lavoro di comunicazione. Abbiamo sentito il bisogno di incoraggiare la stabilità di personnale.

Gli obiettivi strategici includono anche brevi aermazioni su diversi ambiti, i quattro ormai ben conosciuti di: animazione, formazione, informazione, produzione. Nel testo originale una dicoltà è che animazione e formazione non erano ben separate. La formazione dominava e l'animazione non riceveva molta menzione. Nel testo nuovo i quattro ambiti sono ben deniti, poi in seguito sono discussi in termini delle loro politiche nella successiva sezione 6.

Riessioni  Dato i nuovi elementi aggiunti ai 'bisogni' e ai risultati desiderati, varrebbe la pena spendere tempo su questi elementi nuovi, interrogandoci come stiamo implementendoli. Non vuol dire che non facevamo niente al riguardo perché non c'era nessuna previa menzione.

 queste 'nuove oerte spirituali presentate attraverso i nuovi media': quali esempi potete indicare dalle vostre ispettorie, già in atto o programmate?

3.5 Politiche Il testo originale includeva politiche ma erano disseminate lungo il testo, spesso evidenziate con colore. Nel Dicastero abbiamo dovuto spesso rispondere alla domanda su che cosa fosse la politica comunicativa della Congregazione.

Come risposta indicavamo tutto il documento - o una gran parte, siccome conteneva la risposta in qualche parte. Allora, adesso basta indicare 6.1! E qui vorrei individuare il n.56 perché è centrale nel testo nuovo.

Il n. 56 (era n. 59 nell'originale) dice: La comunicazione si sviluppa all'interno del quadro di riferimento della missione salesiana verso i giovani, come una dimensione che attraversa tutta la attività dell'azione educativapastorale, allo stesso livello delle altre opere salesiane. Porta doppio peso questo! Nel testo originale, indicava che la Comunicazione adoperava nel quadro della PG. Il nuovo testo parla della 'missione verso i giovani'. L'espressione è più coerente con le Costituzioni. Ma vuol dire anche che bisogna lavorare di più assieme agli altri settori, qualcosa che vediamo ripetuta molte volte nel nuovo testo, e inn questa sezione, nell'ultimo paragrafo (n. 63) citato direttamente dalla deliberazione del CG26. Si nota anche la frase allo stesso livello delle altre opere salesiane. Questa è stata la insistenza di Don Filiberto quando visita le ispettorie. La comunicazione è un'opera' come altre opere e ha bisogno di risorse umane ed economiche, tra l'altro. Possiamo riettere su questo e interrogarci come si applica alle nostre ispettorie.

Le politiche per ciascuna area sono collocate insieme nei nn. 65 ss. La animazione viene èrecisata a dovere cosicché i nn 65-67 sono eettivamente contenuti nuovi.

Ci sono piccole aggiunte alle altre aree. Nella politica della formazione (nn 68 ss) c'è riferimento esplicito agli 'Orientamenti' indicando che essi fanno parte di questo documento in modo uciale, e il n.69, con le sue origini nella distinzione di Don Vecchi di tre livelli di formazione alla comunicazione, è stato aggiornato per riettere il 'continente' digitale', con i suoi blog, SMS, texting ecc.

Le politiche dell'informazione (nn. 71-80) non hanno cambiato sostanzialmente rispetto al testo originale con l'eccezione di una aggiunta importante al n. 78 (vecchio n. 103). Il testo riginale si riferiva alla nostra responsabilit à per la conservazione dei nostri documenti storici e culturali. Il nuovo testo è più esplicito: L'informazione ha anche il compito della conservazione digitale. Essa implica l'elaborazione di politiche a diversi livelli, che assicurino materiale digitale di valore è elaborato in modo da facilitare la sua conservazione. Va considerato con attenzione, studiato, applicato! La gente cerca sinceramente assistenza in questo cammpo. Alcune ispettorie hanno sviluppato il loro archivio, ma senza una considerazione del materiale digitale ('born digital' si dice in inglese), e se si rivolgono alle imprese proprietarie per soluzioni, queste imprese orono soluzioni al livello imprenditoriale che costono molto quando invece soluzioni ecaci esistono già (ad esempio alcune istituzioni come biblioteche nazionali, i musei) e sono quasi sempre gratuite, almeno in termini di software. Sono anche soluzioni modulari, cioé sono essibili.

La conservazione inizia da una mentalità, e magari questo deve essere il punto di partenza per le ispettorie. Si può cominciare con la conservazione di e-mail. La stragrande maggoranza non ha nessun'idea su come conservare e-mail, oltre che adarsi alla 'nube' (Gmail). Non è dicile conservare email, ma il primo passo è di estrarla dal cliente email (incluso da Gmail) per metterlo in altre cartelle sul disco rigido e dopo fare un altro backup per sicurezza. Gli strumenti per farlo sono disponibili e sono gratuiti, ma queste azioni dipendono da un approccio sistematico, che dipende da una decisione personale, e disciplinata.

La sezione produzione è stata rielaborata. Nell'incontro delle Editrici Salesiane a Barcelona l'anno scorso, si è guardata questa sezione e si è deciso di rifarla, nella speranza che altre imprese facciano lo stesso. A Córdoba (Spagna), successivamente un gruppo di webmaster ha elaborato una stesura propria in questo ambito, nella consapevolezza che i siti web sono una forma di produzione valida che si trova in ogni ispettoria e quasi ad ogni livello locale. I siti web hanno potenziale enorme, ma non ancora sviluppato, per l'educazione e l'evangelizzazione. Le Radio salesiane dell'America Latina si sono incontratee anche loro hanno elaborato una politica.

Se esiste altro 'business' indenito nel SSCS questa è la sua sezione. La produzione salesiana di oggi deve arontare un mondo cambiato e molta concorrenza. Occorrono, pertanto, approcci chiari e supporto solido ad ogni livello, ma soprattutto da parte delle ispettorie che hanno imprese. Abbiamo voluto fare qualcosa anche sulle TV salesiane - non ce ne sono tante, ma sono importanti, e dicili da gestire (costose). Non era possibile includerle in questa edizione, perché loro stesse stanno lavorando per risolvere tante questioni al momento.

Sicuramente ci sono altri ambiti che meritano una menzione, oltre a riferimenti a teatro, mnusica ecc. Insomma, vale la pena riettere su questa intera sezione a livello regionale e ispettoriale. Il Dicastero è pronto ad aiutare perché vede che ha delle responsabilità in questi ambiti.

Va notata una distinzione importante (n. 55) fra la generale attività di produzione e i molteplici livelli di comunicazione.

Inne i processi. Anche qui c'è stato lo sforzo di ranare la terminologia.

Il termine è poco visibile nel testo originale, ma ritenevamo che molte cose coperte da 'funzionamento' erano in eetti processi. Adesso questi processi sono indicati come: progettazione, sviluppo, promozione, supporto, quest'ultimo diviso in due: gestione e servizi. I conentuti c'erano già nel testo originale e sono stati integrati con cambiamenti minori. Invece di 'garantire' lo sviluppo e la costruzione del SSCS si è precisato che 'vanno sostenuti' (n.

103) e le diverse consulte hanno la funzione di 'favorire' invece di soltanto 'garantire (n. 105) lo sviluppo.

Riflessione  riettere su n. 56, specialmente la parte che parla della parità delle opere di comunicazione con altre opere. Magari è un ideale da raggiungere per molte ispettorie. E nelle vostre ispettorie?

 riettere su n. 58. Che cosa possiamo fare per promuovere il nostro approccio alla conservazione del materiale digitale ad ogni livello nell'ispettoria e anche nella Congregazione, a partire dalle persone che 'creano' materiale digitale?

 se abbiamo delle imprese indicate nella sezione produzione (almeno un sito web), che cosa possiamo fare per applicare ciò che è stato detto nel nuovo testo al riguardo? Si abbiamo altre imprese, possiamo elaborare un testo adeguato per una revisione del SSCS in futuro?

3.6 Organizzazione Non ci sono molte modicazioni per i nn. da 121 a 143. L'organigramma è stato aggiornato. A n. 142, sull'ispettore, c'è una piccola modicazione.

Spetta all'ispettore a nominare non solo il delegato, ma anche un'équipe o commissione. Il n. 148 sul delegato indica che questo ruolo può essere svolto da un salesiano o laico/a.

I delegati erano tra i più attivi dei corrispondenti nel periodo della revisione, e era chiaro dalle risposte che avevano dicoltà con il testo che parla di loro - sembrava che non rappresentasse la loro realtà, che quindi nell'ispettoria le cose fossero diverse. Allora, il compito è stato di trovare un modo per determinare ciò che deve esserci anche se a mo' di incoraggiamento, e ciò che è veramente 'irreale'. Quindi ogni paragrafo in questa sezione è stato considerato con attenzione; anche adesso quindi vanno letti con attenzione: il diavolo sta nei dettagli. Bisogna prendere la sezione come un insieme (7.7, 7.8, 7.9) perché il delegato non funziona da solo/a; cioè bisogna considerare il delegato, l'équipe, anche il coordinatore locale. Il vecchio n. 164, ormai n. 153, era il principale obietto delle lamentele, perché i delegati hanno ritenuto che chiedesse troppo. Allora, l'articolo è stato rielaborato, più per il suo tono che per i contenuti. Merita attenzione. Adesso c'è un proemio che incoraggia il delegato ad avere una visione d'insieme che gli permette di fare interventi ben mirati, ad assicurare un equilibrio nella relazione tra il centro e l'ispettoria. Questo è già meno prescrittivo. Poi c'è un elenco di aree da considerare; alcuni verbi sono stati rimossi dal testo per ridurre il peso. La idea è che ci sono queste aree e il delegato fa il meglio di trattarle. Ogni parte è espressa in modo più semplice, ugualmente nel caso dei nn- 154, 155. Speriamo che leetto generale sia di peso minore.

Abbiamo notato che esistono diverse strutture nelle Ispettorie, che vuol dire che non possiamo esigere una singola struttura. Il n. 149 parla di colloborare con le varie équipe che costituiscono la struttura a favore della missione salesiana giovanile. È un'idea che abbiamo già incontrato nel n.

56. Si nota l'insistenza sulla collaborazione, sul lavorare con altre équipe.

Si nota anche la ultima frase del n. 149 che chiede che il delegato trovi una rappresentanza adeguata nella gestione delle imprese dell'ispettoria, d'intesa con l'economo ispettoriale. È una nozione che si è maturata da lungo tempo, soprattutto in discussione con gli ispettori e loro consigli, e guardando delle ispettorie che l'hanno già implementata - con successo. Vuol dire che il n.

149 è un paragrafo importante.

Il n. 151 impiega la frase secondo le possibilità. È una modalità che, abbiamo pensato, può ridurre il senso di peso nel testo originale. Ciò detto abbiamo subito aggiunto un altro compito per il povero delegato! Di non trascurare cioè la formazione permanente. Il n. 152 ci riporta a lavorare in rete, ma sostanzialemnte ripete il testo originale (che era n. 163).

Ci sono altre modiche in questa sezione. Gli elementi sono stati riordinati nel n. 167 e c'è stato una rielaborazione di alcuni altri paragra.

Va notato che durante le revisione, c'è stata discussione riguardo a ucio stampa, portavoce, relazione pubbliche. Tutti accettano che le relazioni pubbliche sono importanti oggi e non solo per i momenti di crisi. La questione del portavoce uciale della Congregazione era sotto discussione proprio a quel momento dal Rettor Maggiore e il suo Consiglio e non eravamo in una posizione tale per poter dire molto sulla facenda nel SSCS. Infatti ci sono un apio di menzioni di 'portavoce' nel n. 80 e di nuovo nel 190.

Riessioni  SSCS 2.0 incoraggia un équipe attorno al delegato. Può essere una commissione, può portare altro titolo, ma il delegato ha bisogno di sostegno da parte di altri. Questa c'è nelle vostre ispettorie?

 Si nota il riferimento alla formazione permanente. Sembra che le attivit à spesso convergono sulla formazione iniziale e che la formazione permanetne (per quanto riguarda la comunicazione) è trascurata. Qual'è la situazione nelle vostre ispettorie? Gli 'Orientamenti' possono aiutarvi.

 dato che i siti web sono ormai considerati come 'imprese', anche se di grado diverso dalle imprese strtturate, di alta produttività come le editrici, che cosa si fa nell'ispettoria per dare guida e struttura ai siti?

4 La Seconda e la Terza Parte Non è necessario commentare qui gli Orientamenti alla formazione. . . A suo tempo, che non sarà troppo lontano, dobbiamo aggiornare anche questo documento, ma per adesso va letto! Abbiamo posto attenzione ai cambiamenti di numeri citati negli Orientamenti (dal SSCS) e se ne abbiamo saltato uno or due, per favore, fatecelo sapere.

Per quanto riguarda la Terza Parte, gli allegati, ne c'erano solo due nel testo originale: un elenco di documentazione, e il PICS. Quest'ultima non appare nel nuovo testo; è stato spostato nel sito www.sdb.org, in vista di una schema più grande per raccogliere i dati della Congregazione. Non ha più senso raccogliere i dati in supporto cartaceo, dato i lunghi tempi e lo scambio di dati meno eciente mentre si può arrivare a dati che si possono cambiare in pochi secondi nella rete web.

Eravamo sopresi dall'esperienza di raccogliere i dati in rete; sorpresi di aver già raccolto la metà dei dati da un canto senza molta fatica, e sopresi dall'altro canto che la altra metà della gente non si è ancora accorta della procedura! Insistono di inviare il modulo in forma cartacea, come allegato ad una email. Allora c'è da fare ancora per incoraggiare la gente ad orire i dati in rete.

L'allegato sulla documentazione è stato aggiornato.

L'ultimo documento della raccolta è il Messaggio del Papa Benedtto XVI per la Giornata Mondiale della Comunicazione del 2009. Don Filiberto aveva un gran desiderio, alla luce dei commenti del CG26 già inseriti nel SSCS 2.0, di includere questo messaggio. Merita attenzione e applicazione creativa.